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Avete mai pensato a pubblicare le vostre avventure?


Idriu
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Avete mai pensato di pubblicare le avventure che giocate, settimana dopo settimana, le classi, i mostri, le varianti e le home rules, tutto il materiale che un master mette su per la propria campagna? I mezzi ci sarebbero.

Ripensavo ieri a tutte le diverse ambientazioni che negli anni sono state pubblicate grazie alla licenza gratuita del d20 system. Se ci pensate, persino Pathfinder è nato così.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando ecco un paio di link da wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/D20_System

http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Gaming_License

Per farla breve, il materiale di chiunque voglia pubblicare (per guadagnare) viene diviso in due parti, le Product Identity e le Open Content. (provate ad aprire la pagina di Crediti di un qualsiasi manuale, prima ancora dell'indice)

La prima categoria racchiude pressapoco tutto ciò che di descrittivo viene pubblicato in un manuale, e ciò resta di proprietà intellettuale dell'autore e non può essere né replicato né citato senza un suo consenso (per esempio, se non avete il permesso non si potrebbero scrivere neanche cose del tipo: "Compatibile con Gioco-di-Ciccio, versione 1")

Negli Open Content invece ricade invece tutto ciò che è regole e statistiche che si appoggiano sul d20 system. Rendere ciò Open Content è un requisito per rientrare nella licenza gratuita del d20 system.

Rilasciando la licenza, quei grandi geni della Wizard hanno "concesso" ad altri l'onere di ampliare il mondo attorno alle loro regole, aumentando gratis la fama di D&D. Fu una manovra geniale.

Questo però in passato a mio avviso era un compito che potevano assolvere solo le case editrici, in particolare americane, dato che al grosso dei giocatori mancano i mezzi concreti di editoria, di stampa e distribuzione necessari.

Tutto ciò però ora è cambiato, grazie a sistemi come quello amazon kindle e altre piattaforme che ti permettono di pubblicare il tuo ebook e ottenere una fetta dei guadagni. ( se non sbaglio amazon promette il 70%)

https://kdp.amazon.com/signin?language=it_IT

http://ilmiolibro.kataweb.it/faq.asp?idfaq=19

Dal punto di vista di un master acquirente, io sarei ben disposto a pagare il giusto, dai 3 ai 5-7 euro, per l'ebook di un avventura home made che abbia un tono professionale. La acquisterei data la spesa irrisoria e sarei ben più disposto a giocarla con piacere avendola pagata e non scaricata, anche se un minimo.

E' lo stesso ragionamento che si può fare con libri, videogiochi e film scaricati e comprati. se spendo soldi ho una maggiore tendenza a sfruttare fino in fondo quello che ho comprato.

Se questa fosse una tendenza generale, il mio parere è che il panorama dei giochi di ruolo ne acquisterebbe, ci sarebbe una maggiore motivazione al produrre e al far circolare tutto ciò che al tavolo viene testato, ciò andrebbe anche a vantaggio di chi non è ancora in grado di preparare da sé ciò di cui ha bisogno.

Pensate per esempio ad avventure pensate per essere giocate in pbf, non potrebbero trovare altro mercato che non sotto forma di ebook.

Oppure pensate a come tutto sommato le sezioni di Progetti e altre home rules siano molto attive sul forum. (mi piacerebbe vedere Hirugami pubblicato per esempio xD)

Cosa ne pensate?

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Questo dal post risulta assodato... Quello che manca è secondo me una migliore e maggiore produzione di raccolte di home rules e espansioni del regolamento fatte come si deve: per un prodotto del genere (un "manuale del master made in forum" ), sarei disposto a cacciare fuori gli euri :)

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detto in parole povere : potrei pubblicare un'avventura che ho fatto con dei miei amici basata sul d20 system e non dovrei pagare diritti a nessuna società?

per quello che ho capito da un'occhiata rapida, si, a patto di affidarsi unicamente a Open Content di altri, e quindi al d20 system. Però questo aspetto andrebbe approfondito e ho intenzione di farlo.

Quello che ancora non ho capito bene è la questione delle citazioni, scrivere cose del tipo:

"compatibile con Pathfinder"; "compatibile con D&D 3.5"; "Utilizzare Manuale del Giocatore, Manuale dei Mostri ecc. versione 3.5", "Goblin, Bestiario pag xx", "Utilizza la variante della paizo..." o ancora "Nuovi Poteri d'Ira per il Barbaro", "Archetipo per il Ladro" e potrei fare molti altri esempi ancora.

Tutte queste citazioni non ho ben capito se si riferiscono ad Open Content o a Product Identity.

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In generale le citazioni di un prodotto terzo, se finalizzate all'utilizzo di un bene e non strumentali ad altri fini, sono permesse: ad esempio, su un gioco si può scrivere "compatibile con playstation 3 sony" anche se chi l'ha fatto non ha chiesto il permesso a nessuno, purchè a)sia vero B) sia fatto nella misura minia indispensabile, in modo da non trarne indebito vantaggio

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Questo dal post risulta assodato... Quello che manca è secondo me una migliore e maggiore produzione di raccolte di home rules e espansioni del regolamento fatte come si deve: per un prodotto del genere (un "manuale del master made in forum" ), sarei disposto a cacciare fuori gli euri :)

Certo, dare a quel che si prepara una revisione professionale e conclusiva richiede tempo aggiuntivo e pazienza, però credo che questo tempo in più non sia poi molto di più di quello già "speso" per giocare. Della serie, abbiamo fatto 30, facciamo 31.

Quello che ho imparato con progetti del genere, è che bisogna iniziare dal piccolo, dal semplice. Bisogna porsi dei paletti di dimensioni, per esempio in pagine) e abbassare le pretese. Un lavoro come un manuale del master è qualcosa di già più impegnativo che potrebbe prendere il via una volta che qualcosa si è già mosso.

Una formula semplice per iniziare a cui stavo pensando è questa:

ebook di 30-40 pagine, con una singola avventura, in bianco e nero con copertina a colori, in vendita a 4 euro. All'evenienza, avventure per essere giocate direttamente in PbF, (testata giocando proprio sul forum, e quindi con già molte descrizioni pronte) e associata nel caso ad un secondo ebook di 5-10 pagine con il capitoletto per i giocatori a 1 euro.

I prezzi sono irrisori e accessibili. I vantaggi però di aver pagato, anche se un minimo, sarebbero molteplici: Master e giocatori più motivati a giocare, con un supporto che aiuti il master nei tempi in cui il pbf rischia di crollare. Oltretutto si sono divisi la spesa, non accollandola solo al master.

Nulla vieta di adattare la stessa avventura al tavolo da gioco.

Così, facendo una stima, mettiamo di 100 acquisti, che non sono tantissimi, ma neanche pochi e necessitano un minimo pubblicità, il master che ha gestito quel pbf potrebbe arrotondare con un 300 euro, per un lavoro che avrebbe comunque fatto per gestire il pbf, ma che con la prospettiva della pubblicazione ha gestito con più attenzione e in modo più professionale.

Questo è solo un esempio, ma sono convinto che per iniziare non si dovrebbe andare oltre piccoli file di una 40ina di pagine a prezzi bassi. Potrebbe essere un approfondimento regolistico di una sola classe, con nuove meccaniche, cdp e talenti. potrebbe essere una raccolta di mostri, l'ambientazione di una regione ristretta con le relative mappe, una città con eventi e schede di alcuni png, un piccolo panteon con nuovi incantesimi.... gli esempi sono tanti, l'importante è la dimensione piccola, per me non più di 40 pagine.

Cose del genere si possono concludere in tempi ragionevoli, andando oltre si rischia di imbarcarsi in un progetto troppo grande da completare e che non inizierà mai.

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Non so quanto bene scrivi normalmente per prepararti l'avventura ma secondo me sottovaluti l'impegno necessario a scrivere le cose per poter essere pubblicate, serve precisione, devi spiegare anche le cose che magari ti tenevi a mente, devi dare un impostazione grafica, una formattazione...

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In quanto tempo? Quindicimila anni?

Nel corso dell'ultimo anno ho avuto la fortuna di monitorare e toccare con mano il numero delle vendite online di alcuni prodotti, sia in una realtà italo/europea che in alcune americane.

Quello che ho potuto vedere è che i numeri sono sorprendenti.

Con sorprendenti non intendo numeri che ti cambiano la vita, ma intendo numeri che vanno oltre ogni previsione che si possa fare in base al senso comune.

Questo perchè la vendita online si muove su dimensioni totalmente estranee a quelle a cui siamo abituati, basandosi su passaparola e capillarità che sono fenomeni estremamente difficili da prevedere. E' un altra realtà, e non ha senso fare un paragone ad altre situazioni che ci sono più vicine.

Provate a immaginare, a figurarvi mentalmente, il numero di persone che si collegano in un mese a questo forum, ad una pagina di facebook, al numero di persone che vedono un post su Tumbler, che viene ri-condiviso a cascata. E' come voler figurare il numero di persone che vivono in una metropoli, sono valori troppo estranei al senso comune.

Per farvi un esempio, non ha senso neanche fare un paragone con il numero di download di un file simile ma gratuito, che potrebbe apparire la situazione più simile a quella che propongo. In quanto gratis, il prodotto perde immediatamente di professionalità all'occhio dell'acquirente medio, che non si sofferma a valutarne la vera qualità.

Un filosofo dell'economia di cui mi sfugge ora il nome sosteneva, e secondo me a ragione, che maggiore è il prezzo di prodotto/lavoro, maggiore è la tendenza dell'acquirente a fidarsi. (forse era proprio Marx? boh, non ricordo)

Mi vene in mente il mondo della moda, dell'arte moderna, il mercato della tecnologia, ma un po' tutte le mode in generale lucrano su questo semplice principio.

Già questo semplice ragionamento mi dice che stiamo confrontando due situazioni molto diverse tra loro.

Quello che davvero fa la differenza nella vendita online è la dimensione della community interessata, e con interessata non intendo che tutti nella community comprino, ma solamente che ne parlino. E' un requisito necessario affinché il prodotto arrivi a vendere.

Le dimensioni e l'interesse della community sono poi maggiormente prevedibili e su quello ha senso fare stime.

Tutto questo per dire che prima di stimare numeri, bisogna valutare l'ambiente in cui ci si muove.

Una stima di 100 copie, in una realtà solo italiana, relativamente di nicchia come lo sono i gdr (e i grd non sono per nulla di nicchia in rete), per un avventura adatta sia al tavolo che al pbf, in vendita su uno store senza limiti di tempo, per me è una buona stima.

Questo a patto che ci sia interesse. La differenza la farà l'interesse della community.

Il prodotto deve essere facilmente rintracciabile in rete da chi cerca quella tipologia, ma senza conoscerlo nello specifico. Perciò deve essere ben commentato e recensito.

E questo è proprio quello che vorrei capire con questo topic, quale potrebbe essere l'interesse della community.

Quant'è un mito, mattia sorrenti, che grande xD i fulmini a forma d'artiglio xD

Non so quanto bene scrivi normalmente per prepararti l'avventura ma secondo me sottovaluti l'impegno necessario a scrivere le cose per poter essere pubblicate, serve precisione, devi spiegare anche le cose che magari ti tenevi a mente, devi dare un impostazione grafica, una formattazione...

Se gioco un pbf, sì ho già molto materiale scritto.

Al tavolo è un po' diverso, però io sì scrivo molto anche lì, anche se per lo più a penna. Per esempio, mi preparo i dialoghi dei png più importanti e nel caso me li rileggo prima della seduta, così riesco a interpretarli molto meglio.

oppure ho la malsana idea di far giocare ai giocatori il pg che più li diverte, indipendentemente dalle regole, e quindi mi ritrovo a mettere su insieme ai miei giocatori molte varianti, talenti ad hoc ecc... cercando di non sgravare.

proprio valutando questo sforzo preliminare che ho pensato alla pubblicazione e a questo topic.

L'idea mi è venuta nel mentre che iniziavo a valutare la classe del Crociato di Pathfinder per un mio giocatore, che è una vera porcata di classe, inutilmente complicata.

Mi sono figurato questi due o tre pomeriggi di lavoro insieme al mio giocatore, nel tempo di ritaglio, per avere il crociato che più ci piaccia, qualche consiglio in rete e poi caso mai viene su una bella classe, fatta bene. La giochiamo e fine, muore lì.

Mi sono chiesto, ma perchè deve rimanere una cosa solo nostra?

Anche mettendola sul forum, avrà quei 2-3, 10-20 commenti e poi cadrà nel dimenticatoio, proprio perchè si presenta come non-professionale, quando poi in realtà ha le potenzialità per esserlo.

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Un filosofo dell'economia di cui mi sfugge ora il nome sosteneva, e secondo me a ragione, che maggiore è il prezzo di prodotto/lavoro, maggiore è la tendenza dell'acquirente a fidarsi. (forse era proprio Marx? boh, non ricordo)

non mi ricordo una cosa del genere detta da marx, anche se potrei sbagliarmi.

comunque io l'ho sentita definire "euristica del maiale".

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E questo è proprio quello che vorrei capire con questo topic, quale potrebbe essere l'interesse della community.

Forse converrebbe aprire un sondaggio nella sezione Play by Forum, così da farsi un idea sul numero dei potenziali acquirenti. Chiaramente sarebbe un dato del tutto inaffidabile, ma almeno avremmo un'informazione da cui partire.

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Forse converrebbe aprire un sondaggio nella sezione Play by Forum, così da farsi un idea sul numero dei potenziali acquirenti. Chiaramente sarebbe un dato del tutto inaffidabile, ma almeno avremmo un'informazione da cui partire.

Penso sia proprio una buona idea, proverò anche a fare così. :)

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