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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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[Topic di gioco] Figli di Gruumsh

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premessa: tutti vi conoscete.

regole di scrittura:

parlato

pensieri

sussurro (specificare verso chi)

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azioni con prova

Se non volete postare mandatemi un pm e vi faccio passare il turno

Arrivate nella città di Melvaunt, situata sulle coste Nord-Ovest del Moonsea.

Melvaunt ha la reputazione di essere un posto ricco sia di pericolo e intrighi che, potenzialmente, di avventure, ricchezze e fama.

Portate con voi il simbolo di Woarsten Nanther, patriarca di una potente e influente famiglia diMelvaunt.

Il sigillo vi garantisce l'accesso libero nella città, anche se le guardie all'ingresso sono state particolarmente sospettose.

una volta entrati, vi salta all'occhio che Melvaunt è una vecchia città con stradine labirintiche, aria che puzza di fumi di vari generi e squallidi locali.

Meglio stare in guardia!

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Descrizione:

Spoiler:  
Vedete un elfo dall'aspetto giovanile, dell'età apparente (se siete pratici nel valutare le età elfiche) di 120 anni. L'aspetto lo colloca nello stereotipo degli elfi della luna: altezza di 1,65 per per circa 60kg di peso; capelli bianchi argentati e la pelle candida, con sfumature bluastre: se voleste cercare una descrizione tipica di un elfo della luna in un qualunque libro di fisiologia elfica in una qualunque biblioteca del faerum, dovreste pensare che ci sia descritto proprio il profilo di Rùmil.

Il druido abbiglia sempre in modo semplice e, in un qualche modo selvatico, con abiti di semplice cuoio e pelli; ma, a riprova della suo connaturato spirito elfico, la fattura ed il taglio dei suoi abiti, mantiene (in qualche modo) un eleganza ed un armoniosità inaspettati (dati i materiali e la pretesa di tali vesti) ad occhi non "elfici".

I Modi dell'elfo sono silenziosi e riflessivi: raramente si lascia andare agli eccessi dell'ira o del gaudio; quantunque, mantenga, anche nei modi, la tendenza degli elfi argentati al sorriso ed alla curiosità.

Rùmil Anàrion cammina in coda al gruppo che incede per le strette vie della città appena raggiunta, quando si decide a parlare ai compagni: Bene Dice l'elfo con un espressione fra l'altezzoso e l'infastidito che sembra decisamente contraddirne il significato in termini: seppure si trovi di sua spontanea volontà in città, ormai potreste aver imparato, del vostro compagno di avventure, come mal sopporti e tolleri gli ambienti troppo spiccatamente urbani: Ora che siamo "finalmente" dentro le mura spiega sottolineando il "finalmente" con ironia: Propongo di cercare una locada in cui alloggiare, prima di presentarci alla magione di Woarsten Nanther Dovremo ben cercare di figurarci come trovarla la sua dimora; ed un locandiere, saprà sicuramente indicarci la via; inoltre....non mi piace rimanere per le strade di una città troppo a lungo,e questa non sembra delle più cortesi.. Oppure potremmo anche cercare di rintracciare subito la nostra destinazione chiedendo a qualcuno per la via aggiunge: In un modo o in un altro; purchè possa levarmi da queste clautrofobiche strade.

Oak, il cane da galoppo inseparabile compagno dell'elfo, trotta allegramente al fianco del suo druido, evidentemente non partecipe del fastidio di quello verso l'ambiente urbano.

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Il bisbetico nano, carico di uno zaino da cui straborda un treppiedi da campo a cui è agganciata una pesante teiera in ghisa, si sistema il berretto frigio rimanendo vistosamente esterrefatto dal degrado dell'urbe che si staglia di fronte

Che Moradin mi bruci la barba se questa non è la nardarnish [//città] più puzzolente che il mio naso abbia mai sopportato. Non mi sorprenderei se il ragazzo fosse solo scappato via...

A conclusione di una simile manifestazione di dissenso, sputa a terra un copioso fiotto nero di tabacco masticato misto a sangue pesto, quasi per adeguarsi all'ambiente circostante.

Il sigillo dei Nanther lo terrà con se sotto la giubba, mostrandolo all'evenienza solo quando obbligato a farlo.

Ha viaggiato sino ad ora indossando abiti semplici, estremamente comodi ma al tempo stesso resistenti. Composti da diversi tipi di lana grezza e pelliccia di capra montana, tenuti assieme da cuciture in filo spesso, appare addirittura più largo di spalle di quanto non sia realmente. Un lavoro molto grossolano, su questo non v'è alcun dubbio, che nell'insieme donano a Occhiorbo un aria rustica e al tempo stesso austera.

In questo frangente solo l'ascia è chiaramente visibile come unica arma che sta trasportando. Dondola alla cintura infilata ad un anello. La balestra, come tutti gli altri strumenti per la battaglia, sono accuratamente occultati per forviare i suoi avversari. Ne ha passata già qualcuna (e la cicatrice che attraversa il suo occhio irrimediabilmente ferito ne è la diretta testimonianza) per cadere in balia degli eventi senza che possa (e voglia!) reagire prontamente.

Mhm dove andrei a cacciarmi se fossi: con le tasche pasciute d'argento, tormentato dai pruriti adolescenziali e annoiato? ci pensa un attimo Io al bordello. A far cigolare qualche letto, in compagnia di una popputa baldracca. Tu invece? Rivolgendosi alla persona più vicina del gruppo.

Spoiler:  
Giusto per dare un po di colore, utilizzerò di tanto in tanto il khazalid, la lingua dei nani di warhammer. Se dovesse diventare un problema interrompo senza indugio ;)

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Descrizione:

Spoiler:  
Zasheir è un uomo tarchiato, non molto alto ma molto robusto, dalla forte muscolatura e dai tipici colori caldi Calishiti. Capelli neri ricci, raccolti in lunghe treccine. Occhi marroni, come la sua carnagione. Sguardo un po' perso nel vuoto per la maggior parte del tempo.Indossa per lo più abiti comuni sotto la sua armatura completa, e si porta dietro un buon numero di armi diverse, anche se la sua prediletta resta sempre il grosso spadone a due mani.

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In fine arriviamo a Melvaunt.

Mi sono unito a questo gruppo da poco, un po' di compagnia non mi dispiace, soprattutto in luoghi come questo.

Non ero mai stato in questa città, ma sembra proprio come l'hanno descritta i viaggiatori con cui ho parlato,

un posto che non sembra essere molto sicuro. E' un pezzo che non passo per città grosse e intricate come questa...

non ero più abituato a questa sensazione un po' claustrofobica... vabbè poco male... c'è lavoro... e ogni occasione è buona

per osservare qualche luogo nuovo... poi 'sto giro non sono nemmeno da solo...

Mentre cammino tutta la ferraglia che mi porto dietro, tra le varie armi e la grossa armatura sbatacchia facendo rumore, e se da

un lato la cosa può attirare l'attenzione, dall'altro la mia baldanza e il mio incedere sicuro ricoperto di ferro può tenere alla larga

qualche furbacchione tipico di questo genere di località.

«Andiamo prima dal tizio che ha un lavoro per noi...» dico brusco alle parole dell'elfo «prima il lavoro... poi la locanda... anzi sarà

lui a consigliarci un posto comodo dove poter stare visto che dobbiamo lavorare per lui...» il mio tono secco può risultare

un po' antipatico a chi non mi conosce molto, ma ci si può fare l'abitudine presto direi.

«Occhiorbo! Tu al bordello ci vivresti probabilmente! Dico bene?» faccio in risposta alle parole del nano, che da quando ho conosciuto

mi è simpatico, ma parla ad un volume troppo alto per i miei gusti. «Vedi piuttosto di non urlare troppo ai quattro venti la cosa!

Non vorrei che ci venisse revocato il lavoro ancora prima di iniziare solo perché un ciclope in miniatura ha la bocca troppo larga!»

Mi faccio una grassa risata e poi bruscamente torno serio «Chiediamo a qualche passante...»

Cerco di fermare qualche passante che mi sembra abbia una faccia onesta per chiedere informazioni

su dove trovare l'abitazione di questo Woarsten Nanther.

Spoiler:  
Domande per troll:

- Che stagione/clima è?

- Che ora del giorno è?

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@descrizione

Spoiler:  
Eric è un uomo fatto, piuttosto arroccato sui suoi principi che spesso non coincidono con una giusta misura e una ponderatezza. Ha una corporatura modesta, non propriamente tonica ne muscolosa, e tende a essere vagamente logorroico quando espone qualche suo pensiero.

come pensa di apparire

Spoiler:  
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..Dopo tutto questo camminare, siamo arrivati... era meglio se avessi noleggiato un mulo.. dopotutto ho una certa età... e poi le persone importanti mica viaggiano a piedi.. come i nomadi..

questi i pensieri che turbinavano nella testa di Eric , rimasto silenzioso a rimuginare, per la gioia dei presenti.

Entrati nella città, subito si risveglia dal suo torpore, l'odore di degrado e corruzione lo risveglia e lo scuote.

"Che bella città!" dice con un tono sarcastico. " Non credo che unirci alle barbarie di questa gente sia la cosa migliore.. anche se forse chiedere in certi posti potrebbe abbreviare la ricerca di quel giovane... Anche se l'impressione che ho avuto è un'altra penso sia più probabile sia stato rapito, non mi sembrava che il padre fosse un tipo troppo oppressivo..."avrebbe continuato a parlare, probabilmente per molto tempo, quando accortosi di non essere al centro dell'attenzione, aggiunge "Si chiediamo a qualcuno indicazioni, penso sia meglio iniziare dalla locanda, non vorrei dormire un'altra notte all'aperto, insomma... abbiamo bisogno di riposare tutti comodamente."

detto questo, ergendosi in tutta la sua statura ferma il primo uomo dal passo eretto e chiede, "Buon uomo, siamo viandanti e abbiamo fatto un lungo viaggio, ci servirebbe un alloggio che possa essere confortevole e non di cattivo nome, sopratutto un luogo in cui non vi sia squallore e degrado.."

dice sorridendo lasciando apparire il simbolo dorato di Horus.

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Dopo circa 10 minuti di cammino in una città squallida fermate l'unica persona che vi sembra onesta.

Alla vostra domanda, lui risponde:C'è il covo del corvo, la più antica e frequentata locanda del posto. Marinai e mercanti la frequentano di solito, ed è un buon posto per evitare guai.

Poi con aria complice vi si avvicina e apre lentamente il mantello mostrando delle boccette e vi fa, con un accento che nessuno di voi riconosce:Vi volete sballà?

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Il covo del corvo... ripete meccanicamente l'elfo come ad assaporare il nome della locanda, senza nemmeno perdere tempo a ringraziare il passante che, tanto gentilmente, aveva offerto indicazioni (ma non è, come si diceva, un tipo cortese, Rùmil) Potrebbe fare al caso nostro spiega, poi, in direzione dei compagni: evitare guai, è porprio quello che spererei facessimo. pensa fra se e se proprio mentre il passante apre la giacca per mostrare la sua mercanzia: Come dici? gli domanda all'ra ingenuamente, strabuzzando gli occhi, ignorante di quello che stia succedendo.

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Distrattamente osserva la scena con la coda dell'occhio, abbozza un sorriso incuriosito dalle possibili reazioni del druido i funghi di bosco non ti bastano? Come si confà a situazioni simili si gira di spalle ai due, assicurandosi che nessun tutore della legge sia nelle vicinanze. Con fare sbrigativo liquida la faccenda sbottando: Mangiafoglie (Rùmil) se vuoi macchiarti le labbra di blu, fai pure, ma fallo in fretta,riferendosi agli effetti che si manifestano su chi fa abuso di sannish. Evidentemente freme per capire meglio cosa realmente comprende questo nuovo ingaggio. L'avidità nanica è rinomata e, lui, da buon barbascudo non vuole esser da meno. Intimamente aspira a rimpinguare le sue ricchezze nella lontana speranza di accumulare un'importante dote, così da prendere in sposa una moglie fertile e finalmente ricostituire il suo clan.

Successivamente avrebbe seguito la decisione unanime del gruppo, spingendo per andare direttamente da lord Nanther.

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"No grazie. " in tono pacato poi aggiunge "Ma per arrivare a questa locanda? ci puoi dare qualche dritta per evitare strade troppo affollate e pericolose?"

...ma guarda con chi ci tocca aver a che fare...

continuo a mantenere attenzione sull'uomo portando mano istintivamente al ankh al collo.

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«Possibile che non si possa andare prima a parlare di lavoro e poi a trovare una locanda?»

chiedo senza mezzi termini ignorando completamente la proposta affaristica del tizio.

«...ma se proprio c'è tutta questa fretta di "accamparsi" qui... chi sono io per dire voi cosa fare?»

Aspetto quindi che decidano che direzione prendere e gli vado dietro, un po' scocciato dal fatto

di dover cercare un posto per dormire senza prima aver parlato del motivo per cui siamo qui.

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A sentire le vostre parole grana gli occhi e ripete tra sè e sè:

Lavoro? no, niente lavoro!

E scappa come se avesse visto un fantasma.

Continuate a girovagare per la città,quando vi ritrovate senza volerlo davanti a una magione con un sigillo che vi ricorda quello che voi avete ricevuto.

A giudicare dal palazzo il proprietario deve essere molto ricco.

Guardie in armatura sorvegliano il palazzo mentre dei servi vestiti forse meglio di voi potano le piante di un giardino maestoso.

Arrivate all'ingresso principale e un nano in armatura pesante vi ferma con tono secco intimandovi di presentarvi.

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Estraggo la bolla che ci aveva incaricato, e mostrandola dico, "Sir Eric Ashtag, servitore dell'altissimo Horus"

gonfiando il petto e lasciando spazio ai compagni di presentarsi.

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Appresso al sacerdote, anche il nano si presenta scandendo orgoglioso la propria discendenza Magmar Longcrag, figlio di Tornus Longcrag e Karanla Highelm, del clan Ironstar. Non vorrai anche perquisirci spero... assieme al sigillo di casata Nanther, portiamo il giusto di armi e armamenti... batte un paio di colpi sull'ascia Ora figliolo lasciaci lavorare e annunciaci al tuo signore senza perdere altro tempo in burocrazie. Volente o nolente marca la differenza di età tra lui e l'altro, quasi ad imputargli di aver commesso un errore a non rivolgersi -a lui- con un certo riguardo. Tutta roba da vecchi nani dalla barba stinta, incomprensibile ai giovani figli dei benedetti dal tuono di Moradin.

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e perchè dovrei, poi, macchiarmi le labbra di blù?! domanda ancora sconcertato al nano, sentendo le parole di quello: il druido conosceva certo le proprietà allucinogene o alteranti di alcune sostanze naturali estratte da fiori, radici, cotecce e funghi particolari; ma riteneva tali sintomi indotti, come effetti intossicanti di veleni minori; non certo come sollazzi mondani. Tuttavia quando lo spacciatore fugge via, Rùmil non può che stringersi nelle spalle e continuare: Questa gente di città, più ci penso e più mi convinco che debba essere pazza.

Finalmente giunti davanti al palazzo recante l'effigie somigliante a quella del casato dei Nanther, a seguito del sacerdote e del nano, anche Rùmil ritiene di presentarsi: Rùmil Anàrion, dalla grande foresta poi, indicando ai suoi piedi con la mano destra aperta, come se anche un cane meritasse una presentazione (ed, ai suoi occhi, era proprio così) e lui è Oak. spiega guardando il nano senza l'ombra di un sorriso o un tentativo di diplomazia; ma seccamente, come si comunica nella foresta fra gli animali: e questa è la dimora di Woarsten Nanther, giusto? domanda spostando lo sguardo dal sigillo del lasciapassare nelle mani del sacerdote a quello esposto al cancello, cercando di fugare i propri dubbi sulla somiglianza.

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Camminando per le vie cittadine ci imbattiamo casualmente in quella che potrebbe essere

la lussuosa abitazione del nostro datore di lavoro, per lo meno stando al simbolo all'ingresso,

che è del tutto simile ai sigilli che ci sono stati consegnati dall'inviato di Lord Nanther.

Mentre tutti si presentano io semplicemente mostro il sigillo recante il simbolo di riconoscimento.

Non ho titoli di cui fregiarmi, e di certo al signore di questa magione poco importa di come io

mi chiami. L'unica cosa per cui vengo pagato generalmente è la mia capacità con la spada.

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Il nano ascolta attentamente tutti voi, senza proferire parola mentre osserva tutti i sigilli.

Apre il portone e con la mano vi indica una graziosa fanciulla:"Seguitela, vi accompagnerà da Lord Nanther"

Vi incamminate e seguite la fanciulla vestita di un delicato abito dorato lungo un corridoio disseminato di dipinti e statue.

Un'architettura sobria, ma estremamente lussuosa contrasta bene con lo squallore della città che avete visitato.

Arrivate in una sala e vi sedete su delle sedie in legno intarsiate con il simbolo dei Nanther.

Woarsten Nanther entra nella stanza, poggiandosi pesantemente a un bastone in avorio con la punta dorata con il manico intagliato a testa di Ibis.

Ha l'aspetto trasandato di un uomo che non dorme da giorni, nonostante sia ben vestito e capace di mascherarsi con un sorriso.

Dopo avervi parlato collassa sullo scranno in acciaio su cui era seduto, prontamente sorretto da due ancelle.

Si risveglia nonostante la stanchezza e vi spiega il motivo della convocazione:

“Desidero pagarvi 1000 monete di platino per il ritrovamento di mio figlio Oreal.

Anche se è un uomo maturo e non seguo le sue attività giornalmente, non è stato visto per 5 giorni, un periodo troppo lungo. Ciò che è peggio, è che altri eredi di nobili famiglie locali sembrano scomparsi. Non ho più speranza di trovarlo con il lavoroinvestigativo,ma tra le razzie degli orchi e la tensione causata dalla perdita di mio figlio,non ho davvero altro da offrirvi. Sono certo che voi, partendo da una posizione neutrale, avrete maggiore fortuna. Vi devo avvertire, come grande famiglia nobile ho molti nemici, sia all'interno che all'esterno di queste mura. qualcuno sicuramente vorrà sfruttare questo momento di debolezza per togliermi il potere. La totale distruzione della casata Nanther potrebbe essere possibile. Tale è la politica di questa malsana città."

“Vi prego, riportatemi mio figlio sano e salvo. Se trovate gli altri eredi delle famiglie nobili, salvate anche loro, non sia mai che le altre famiglie nobili accusino la casata Nanther di aver ucciso i loro eredi. Sappiate chele 1000 monete sono solo per Oreal,non per altri. Se avete altre domande, vi prego,chiedete ora.”

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L'elfo segue il gruppo, nella direzione indicata dal nano, dietro l'ancella, lungo il lussuoso corridoio. Le sensazioni di Rùmil, sono quelle che ha ogni volta che si trova ad attraversare luoghi tanto artefatti quanto quelli: disagio. Solonor Thelandira! invoca mentalmente al suo dio: Quanti inutili artifici intendono utilizzare, questi sciocchi, per tentare di replicare in modo tanto misero le meraviglie della natura? si domanda squotendo la testa, spazientito sempre più, dalle pretese di queste razze giovani.

Seduto sullo scarnno aindicatogli, l'elfo osserva, poi, la stanca figura del nobile, ed ascolta le sue parole, prima di riflettere per un poco e domandare, nel modo secco e poco cerimonioso che lo contraddistingue: Quindi, ritengo che altre informazioni siano necessarie siega partendo da un discorso a metà, come se desse seguito a pensieri personali che si siano sviluppatio nella sua testa: Quanti e quali altri nobili sono scomparsi di recente? Dove è stato visto e da chi vostro figlio, l'ultima volta? Quali ambienti frequentava e quali abitudini aveva, vostro figlio? Inoltre, parlate di nemici: di chi dovremmo diffidare, che avrebbe interesse a nuocervi? quindi, esaurito il fiume di domande, prima ancora che il nobile o i compagni abbiano il tempo di parlare, posa una mano sul garrese del suo cane che, in risposta, alza le orecchie e si volta a guardare l'elfo: forse potrebbe esserci utile qualche vecchio indumento usato di vostro figlio. Oak è in grado di rintracciare le prede con l'odore: forse potrebbe essere in grado di trovare tracce dell'odore di questo Oreal

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Accenna un inchino, senza piegare le ginocchia. Ci sarebbe tutto una spiegazione riguardo l'etichetta nanica circa gli inchini e le riverenze, ma diremo, per questa volta che Occhiorbo si limita a dimostrare una soppesato rispetto agli occhi del suo neo datore di lavoro, 10.000 monete d'oro non sono mai state poche!

Seduto in maniera molto sacrificata (nemmeno si è tolto lo zaino), convinto, che questo colloquio porterà poche informazioni veramente utili Se il pargolo ha voluto defilarsi, lo avrà fatto conoscendo tutti gli accorgimenti del padre per tenerlo d'occhio... ah! ecco! Sbotta pensando ad alta voce quando capisce che lo scomparso non è esattamente un bambino ...senza contare che un giovane adulto di gambe lunghe, benché mai acconsentirebbe di rimanere sotto il giudizio del proprio padre. Si liscia la barba ascoltando quieto, la conversazione tra l'elfo e il lord Per essere uno sgranocchiaghinde con tutta la faccenda sulla caccia e sull'equilibrio Rùmil sa usare bene le parole. Devo ricordarmi di sfotterlo per questo... ad un certo punto c'è una parte del dialogo che lo desta dai suoi futili promemoria: ovviamente le razzie degli orchi. Mio signore, citi la prole dannata di Gruumsh... fin dove si son spinti quei cani rognosi? Conosco di storie dove, i sangue nero, rapivano infanti, maschi e femmine, per gettar paura e terrore nei padri dei loro nemici. Se in questa faccenda c'è un solo capello di orco, spiccheremo la testa a 100 dei loro per ogni caduto dei nostri, riportando tuo figlio sano e salvo. Batte il pugno chiuso nel palmo della sinistra, sugellanda un teorico patto avvenuto solo nella sua testa.

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1000 monete di platino! Mica male! Anche divise tra noi sarebbero 250 a testa... 2500 monete d'oro, un bel gruzzoletto!

Ascolto quindi tutto il resoconto della faccenda e poi visto che ci pensano i miei compagni a chiedere ciò che già mi frulla per la testa,

evito di intervenire troppo e faccio un'unico commento «Visto che il suo non è l'unico erede nobiliare cittadino ad essere sparito, sembrerebbe

un tentativo di destabilizzare il potere della città... sembrerebbe più un'azione ideata da qualche gruppo più che da un singolo individuo...

ci sono gruppi di potere in questa città cui farebbe comodo avere in pugno le varie casate nobiliari, per avere magari un maggiore controllo

su tutta la città o qualcosa del genere?»

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Ascolto con attenzione quello che il nobile deve comunicarci.

... Ah.. ma guarda tutti i nodi vengono al pettine..

Annuisco di tanto in tanto mentre le parole corrono. In realtà sto già pensando al dopo.

"Mi sembra una ricompensa ragguardevole per un figlio di cui non vi curate personalmente... Ad ogni modo come è già stato chiesto, è importante cercare di capire dove cosa e quando.. Horus guarda benigno i propri devoti, e anche coloro che seguno la retta via.

Impiegherò tutte le risorse che sono in mia facoltà per assicurare giustizia alla vostra causa... è per questo che ci serve un resoconto più dettagliato possibile degli ultimi giorni. Sicuramente, suo figlio avrà qualche genere di guardia che lo tiene d'occhio no? Possiamo parlarvi?

Credo che lei non ci mentirebbe mai visto che è in ballo il sangue del suo sangue...."

il tono è pacato, pieno di pause quasi a enfatizzare ogni frase, delle due piuttosto sgradevole e un pò più complicato da seguire.

"Ad ogni modo mentre investighiamo in città ci occorrerà un alloggio... avete qualche luogo da consigliarci? MA sopratutto il quartiere dei templi dove si trova?

Non sarebbe male se potessimo avere una depandance come quartier generale in modo da poter investigare al meglio...

sorrido, terminando il discorso sfiorando l'ankh al collo.

Lo sguardo è fiero e la postura è molto eretta quasi a sembrare più grande della mia altezza.

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