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[Ricky Vee - d&d 4.0] Atto I - La fortezza sulla Coltre Oscura


Ricky Vee

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E' mattino già da qualche ora.

Il sole risplende nel cielo, mentre la quiete avvolge la Strada del Re, l'unica via di collegamento tra molte città distanti giorni di cavallo l'una dall'altra. In queste terre la civiltà deve ancora fiorire e tutto ciò che la rappresenta consiste in alcuni villaggi o paesi di poche centinaia di abitanti, che cercano di mantenersi commerciando alla buona con gli altri e producendo da sè il proprio sostentamento.

Tra due di queste città, Winterhaven e Ambrya, c'è l'edificio in cui avete passato la vostra infanzia, a circa mezza giornata da Winterhaven.

Si tratta di un orfanotrofio guidato da un certo Parle Cranewing e da sua moglie. Nonostante non fosse un grandissimo esemplare di umanità, bevesse spesso e fosse molte volte arrogante, non avete un pessimo ricordo di Parle. Dopotutto teneva ai suoi bambini, anche se i mezzi per mantenerli erano piuttosto limitati.

In ogni caso, oggi siete tornati tutti in quel luogo. Avete ricevuto una lettera dallo stesso Parle, in cui egli vi spiegava di avere una rivelazione importante per voi.

Eppure, la situazione è molto diversa da quella che vi sareste aspettati.

Siete arrivati tutti e cinque nel giro di poche ore, per scoprire che ormai l' orfanotrofio è un rudere.

A prima vista ci sono vetri rotti, squarci sulle pareti di legno, l'insegna è stata staccata. Tutto questo non fa pensare a nulla di buono.

Spoiler:  
Credo che le regole dei pbf le conosciate. Se non le conoscete basta dirlo e ve le farò presenti :)

Tutto ciò che ritengo più importante è:

_ Mettete il nome del pg SEMPRE come titolo dei vostri post.

_ Nel vostro PRIMO post, lasciate sotto spoiler una desrizione fisica del pg.

_ Quando fate un azione che richiede un tiro di dado, scrivete normalmente la parte narrata e sotto SPOILER l'azione "tecnica", con vari bonus, conseguenze ed eventuali dettagli.

_ Divertitevi

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Descrizione sommaria

Spoiler:  
Il nano dinnanzi a voi è sui 25 anni, folta barba castana con qualche pelo rossiccio lunga circa un cm, lunghi capelli sciolti lungo le spalle ma puliti e abbastanza radanati, occhi castano scuri, indossa stivali pesanti di cuoio, calzoni, un'armatura di pelle sotto cui si nota una camicia di cotone e una pelle di orso, in mano tiene una specie di bastone da viaggio fatto di legno di quercia e con un orso intagliato nella sommità. Nella cintola è appeso un martello da lancio. Ha uno zaino sulle spalle che ha visto tempi migliori

Bahamuth nemmeno Parle hai salvato e ti professi un dio buono? Verrà il giorno in cui pretenderò risposte alla tua negligenza!

Esclamato ciò il buon nano si avvicina ai ruderi cercando di capire se la distruzione è avvenuta da molto o poco tempo e se ci sono segni di passaggio.

Se ci sono cumuli di macerie prova però innanzitutto a vedere se c'è qualche disgraziato sotto.

@master

Spoiler:  
Percezione +9
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Spoiler:  
Korthak è un mezzorco molto alto e dalla corporatura massiccia. La pelle è scura, segno di molti giorni passati sotto il sole. Capelli neri, corti e scompigliati. Gli occhi sono due piccole fessure nel volto ancora giovane. Le mani sono grandi e callose, le dita tozze. Indossa un camicione di un colore che una volta doveva essere bianco, sotto il quale si intravede una corazza metallica fatta di scaglie squadrate e legate. Alla cinta di cuoio è legata una spada, mentre uno scudo è allacciato alla spalla sinistra. Il suo respiro è pesante, sembra quasi uno sbuffo. La voce è profonda e, quando parla, lo sguardo si acciglia.

Lo spettacolo che il mezzorco aveva davanti lo lasciava confuso. Da quel che ricordava, la lettera di Parle non aveva un tono preoccupato, eppure tutta quella rovina…

Passò qualche secondo a grattarsi la testa. Notò poi un nano avvicinarsi a ciò che rimaneva di quelle costruzioni. Stava cercando qualcosa tra le macerie. Si avvicinò senza dire nulla, ma il suo sguardo interrogativo, gli occhi corrucciati e i movimenti lenti lasciavano intendere che anche lui non si aspettava tutto quel caos.

Cosa diavolo è successo qui?

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Spoiler:  
Tarabat è il tipico githzerai, alto e snello e fà dell'agilità la sua arma migliore. Anche se è completamente avvolto da un mantello nero si può notare la mediocre corazza di cuio che protegge il suo esile torace e inoltre non passa inosservata l'impugnatura ,in ferro, della sua ascia bipenne posta dietro la schiena.

Appena giunto al posto che un tempo chiamavo casa, rimango sbigottito nel vedere la struttura pressochè distrutta. Gli insegnamenti ricevuti mi hanno insegnato che nulla succede per caso e forse Parle meritava un simile trattamento. Oltrepasso quello che un tempo era il cancello e mi dirigo verso l'entrata evitando, per il momento, gli altri arrivati...Non solo l'unico che hai chiamato allora, ma perchè non accennare nulla? Che il tutto sia successo mentre mi dirigevo qui?...mi dirigo verso l'ampia entrata della struttura e studio il terreno, alla ricerca di qualsiasi traccia mi sia utile

Spoiler:  
Effettuo una prova di seguire tracce, nello specifico cerco segni di "un gruppo" in movimento. Percezione +9
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Anche adesso sembra impossibile riposarsi! penso mentre muovo i primi passi verso le rovine. Non sono particolarmente nervoso, ma stringo la presa sull'ascia in ogni caso.

Spoiler:  
Tiro Percezione per vedere se noto qualsiasi cosa inusuale

Descrizione

Spoiler:  

Simon è un ragazzo di statura imponente di appena 17 anni. Ha capelli neri lunghi, che cadono sciolti sulle spalle, e occhi verdi. Sono molti i tagli e graffi sul viso e sulle mani, lasciando intuire ce ne siano molti anche sul resto del corpo. L'armatura in pelle che porta è sporca e malandata, mentre l'ascia che tiene sempre legata dietro la schiena con un laccio è pulita e affilata (d'altronde, è stata appena rubata). Sotto l'ascia si intravede una sacca colma di oggetti, della quale da fuori non si identifica la natura.

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Eccomi, finalmente giunto... eppure non era questo quello che immaginavo avrei trovato chissà cosa è successo...

Mi muovo osservando quello che è rimasto del vecchio orfanotrofio e un pizzico di malinconia mi assale l'animo. SPinto da quello che mi circonda, prendo la lira e inizio a intonare una musica triste e malinconica, mentre alla mente mi tornano in mente i pensieri di quel posto dove sono cresciuto.

Salve a tutti, vedo che ci siete anche voi, suppongo che Parle abbia convocato tutti, andiamo a vedere quello che ha da dirci.

@tutti

Descrizione

Spoiler:  

Flesia è un mezzelfo che indossa una cotta di maglia e ha una lira. Lo ricordate per il suo essere silenzioso e taciturno, quasi sempre da solo. Non ha mai dato molta confidenza a nessuno, probabilmente perchè chiuso nel suo dolore. Ora che è un adulto, sul suo viso sembra esserci la spensieratezza e da un primo sguardo sembra sia solare.

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L'aspetto dell'orfanotrofio è piuttosto ambiguo. E' vero che alcuni tagli sulle pareti e l'insegna staccata potrebbero far pensare ad un attacco, ma non sembra abbastanza. L'edificio in sè è ancora integro e non ci sono macerie di alcun tipo, o tracce di un combattimento. E' difficile capire cosa sia realmente successo.

Ciò che è certo, è che dall'interno non proviene alcun rumore, e voi vi ricordavate l'orfanotrofio piuttosto chiassoso.

Ora invece sembra abbandonato.

@Tarabat e Simon

Spoiler:  
Una ricerca più accurata, vi rivela che intorno all'edificio vi sono molte tracce. Il problema è che non sono tracce comuni, ma più piccole di quelle di un umano e vanno in tutte le direzioni. E' vero che nel posto avrebbero dovuto esserci molti bambini, ma è strano che non ce ne siano di adulti.

@edm: per favore ricordati di scrivere il bonus quando fai una prova di abilità..

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Htreg

@ master

Spoiler:  
Se non noto niente tra le macerie provo ad avvicinarmi alla casa

Persone attorno speriamo non facciano troppo rumore o non coprano delle tracce

Scruto dall'esterno attraverso una finestra o quel che ne rimane verso l'interno della casa per cercare persone eventualmente sopravvissute, poi faccio cenno a Simon a a Korthak di provare ad avvicinarsi all'entrata se non noto nulla di strano (tipo creature nascoste o altro), dicendo

Voi due che mi sembrate aitanti provate ad entrare io vi copro le spalle eventualmente, chiamatemi Hatreg

Spoiler:  
Percezione sempre +9
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Questo nano, Hatreg, mi ricorda il Capitano... meglio obbedire, sennò...

fu il primo pensiero alle parole dell'altro

Senza ulteriori indugi e facendo un cenno con la testa all'altro ragazzo, indicando di essere seguito, mi dirigo verso l'ingresso dell'edificio. Apro la porta e contemporaneamente chiamo

Parle! Sono io, Korthak e... altri. Siete qui?

Spoiler:  
Se la porta è bloccata, la prendo a spallate, prova di forza +4
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Non appena Korthak apre la porta, chi di voi riesce a vedere oltre la soglia nota che dentro sembra che ci sia stato il finimondo.

Piatti rotti, tavoli e sedie rovesciati, quadri staccati dalle mura, armadi distrutti. Nulla è al suo posto.

Alla richiesta di Korthak arriva sorprendentemente una risposta, anche se con molti secondi di ritardo. E' una voce femminile e tremante.

Ragazzi sono qui, al piano di sopra. Aiutatemi!

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Hatreg! Qui, presto!

faccio segno al nano di seguirmi. Muovendomi con passi lunghi, passando velocemente sopra ciò che resta dei mobili, mi dirigo anche io verso le scale. Le salgo a due a due cercando di raggiungere la voce.

La vista di tutta quella distruzione mi fà ribollire il sangue, la tentazione di estrarre l'arma, come ha fatto il ragazzo, è tanta, ma cerco comunque di trattenermi.

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Di che tono va parlando? Io mi sono anche presentato al contrario di questo giovincello umano (? non ho capito la razza se diversamente, sorry) vabbè comunque l'importante è che sappia mulinare l'ascia in sto frangente

Tranquillo giovine, non alterarti per così poco, penso svelto e parlo svelto, io!

Detto questo seguo i due su per le scale mantenendomi a 3 m da loro onde coprire loro le spalle, just in case...

Spoiler:  
La voce la riconosco per caso? Saggezza +4 intuizione +4

In sto casino che una donna sia rimasta in vita mi puzza di trappolone, alchè esclamo

Andate su ma con cautela, la situazione non mi è chiara per niente

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Mi accodo al gruppetto che sta entrando nell'orfanotrofio e cerco di capire quello che sta succedendo intorno a me.

hmm qualcosa non quadra, meglio stare con gli occhi aperti.

Rivolgendomi ai miei vecchi amici

Fate attenzione, mi sembra strano che qualcuno ci chiami di sopra, invece di venirci incontro.

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Ancora chino sul terreno nel tentativo di capire chi o cosa fosse passato di lì, sento delle urla provenire dalla casa. Alzo gli occhi in direzione della struttura e noto che tutti si erano diretti senza indugi verso il piano superiore...coraggio o stupidità? Con rapido movimento ,secondo solo a quello elfico, entro nella struttura e la visione del caos non mi meraviglia, era da sciocchi pensare che ciò che era successo fuori non si fosse spinto dentro le mura. Hatreg, Korthak e Simon si erano lanciati al piano superiore a differenza del mezzelfo. Sfilo l'ascia dal fodero e mi rivolgo a quest'ultimo...Troppe cose strane per un orfanotrofio...continuo ad osservare l'essere di fronte a me, e più i miei occhi si posano su i suoi e più il suo viso mi sembra famigliare...Tarabat, mano di Kord...e accompagno la presentazione con un leggero inchino del capo. Allontano lo sguardo dal mezzelfo e studio attentamente l'ampia stanza, in tutto il suo caos...

Spoiler:  
Master: Cerco di trovare le stesse tracce che c'erano all'esterno e soprattutto eventuali nemici pronti ad una imboscata. Percezione +9
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@Tarabat

Spoiler:  
Trovare tracce sul duro legno non ti sembra facile, visto che non sembra nemmeno esserci tanta polvere. Non riesci a capire se in questa stanza siano passati gli stessi individui che dovrebbero essere stati all'esterno dell'orfanotrofio. In ogni caso, ti sembra che nella stanza ci sia solo la donna e nessun altro.

S-siete voi...

La donna è seduta sul letto, con la testa china.

Nonostante abbia un aspetto distrutto e sia invecchiata molto, la riconoscete subito: è Dora, la moglie di Parle Cranewing, colei che vi preparava i pasti, che vi faceva da maestra e vi ha insegnato a leggere e scrivere.

Ora il suo corpo sembra un sacco buttato sul letto e le braccia ciondolano verso il pavimento.

Alza la testa e vi guarda negli occhi, uno alla volta.

Guardate che casino. Non è possibile, è tutto distrutto.

Le sue parole vengono interrotte da un singhiozzo, sembra che faccia fatica ad andare avanti.

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Ciao Tarabat, io sono Flesia...

Probabilmente non si ricorderà di me, del resto a quell'epoca me ne stavo sempre da solo...

Ciao Dora, sono Flesia... ma cosa è successo qui? ce la fai a raccontarci quello che è accaduto?

Ma prima hai bisogno di qualcosa?

Osservo la stanza cercando di capire in che condizioni sia.

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Povera Dora è questa la ricompensa per chi fa del bene...

Il nano vedete che a stento trattiene le lacrime, poi si avvicina alla povera donna ed, estraendo l'otre dall zaino porge alla donna un sorso d'acqua di fonte, se la vuole e quasi singhiozzando dice

Dora sono Hatreg se riesci a scorgere il mio volto tra i tuoi ricordi, possiamo in qualche modo alleviare le tue sofferenze? Hai fame?

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Flesia? Questo nome non mi e' nuovo...all'improvviso ,nella mia mente, prendono vita lontani ricordi di quando l'orfanotrofio era la mia casa, l'unico posto al mondo dove mi sentivo protetto. Era un giorno di sole e tutti giocavano tra di loro, tranne uno. Solo ora mi ritorna in mente il suo viso fanciullo, lontano dal resto del mondo, intento a leggere l'ennesimo libro che lo catapultava in un mondo fantastico da lui creato. Ma ora le cose sono diverse, il mondo e' diverso...Seguo Flesia al piano superiore e ascolto la conversazione che stava per iniziare senza emettere il minimo rumore...

Spoiler:  
X Punchi: Se qualcosa ti ha dato fastidio nel mio post avvisami che edito :)
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@Lucif

Spoiler:  

tranquillo è tutto a posto :D

Povera donna, è quanto di più vcino a una madre abbiamo mai avuto nelle nostre vite...mi stringe il cuore vederla così...

Tarabat... fammi fare una verifica...

Prendo dallo zaino un vecchio libro, che scrissi quando ancora ero all'orfanotrofio, e inizio a sfogliarlo fino a che non trovo il nome...

Oh eccolo, si si ora ricordo di lui, certo che fantasia che avevo all'epoca, ho creato questa storia con protagonisti tutti i ragazzi dell'orfanotrofio...

Poso il libro e riprendo la lira, che mi da sicurezza e appena posso devo averla tra le braccia e istintivamente inizio a pizzicarne le corde, creando un sottofondo malinconico e nostalgico, espressione dei sentimenti che provo in questo momento e mi metto in ascolto di ciò che ha da dire la donna.

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