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Ipergigio

Circolo degli Antichi
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  1. La vecchietta non ha tutti torti però io inizio a temere che i nezumi stiano davvero considerando di giocarsi il tutto per tutto con un'assalto frontale. È di certo una mossa suicida, ma forse io sono l'ultimo al mondo che può giudicarli o altrimenti non mi troverei in questa situazione adesso. "Sapete dove sono imprigionati i vostri? Avete già un piano?" Domando nella speranza che almeno abbiano qualche idea di come muoversi.
  2. Il fatto è che sono in fuga, senza prospettive e senza aiuti. Non sono poi così diverso da questi mutaforma che mi circondano e i mortali senzatetto. La normale quotidianità di Ryo Hasegawa è andata in frantumi nell'arco di qualche giorno: uno stravolgimento davvero impressionante! Ed ora come ora, qualcuno a cui appoggiarmi mi farebbe comodo, ma ovviamente c'è un prezzo da pagare. "Cercherò di aiutarvi come posso." Rispondo alla vecchia mentre con una mano accarezzo dolcemente il bernoccolo dolorante che ho sul capo. "Ma ora non sono al massimo delle forze: i miei poteri non riescono a guarire queste ferite, potrebbero servirmi dei giorni per recuperare..."
  3. Lo prendo per un complimento! Che posso farci? Mi attira sempre l'opzione più avventurosa, ma poi finisco per cacciarmi in pasticci assurdi!
  4. Ok capo, prima di procedere vorrei piazzare il pallino Lore che mi hai dato in omaggio nel primo livello di Reami e voglio spendere i sette PX nel secondo livello di Reami. Si può fare?
  5. Rimango in silenzio e prendo le parole della vecchia come un complimento, ma mi irrigidisco un po' nel sentir nominare la polizia. "Potrebbe essere difficile... ho avuto molti problemi con la polizia... e la yakuza... e i monaci guerrieri... e gli uomini ratto..." Man mano che la lista s'allunga, mi deprimo e la mia voce diventa un borbottio lamentoso. "Ma come ho fatto ad arrivare a questo punto?!" Per un momento, quasi mi scordo della mia interlocutrice assorto come sono nei miei pensieri. Tuttavia, l'odore pungente dell'intruglio della vecchia mi riconnette subito con la realtà. "Ad ogni modo sarà molto arduo, non solo perché la polizia potrebbe riconoscermi, ma ache perché sono uomini addestrati per usare armi letali e vi superano numericamente..." Taccio un momento per permettete ai nezumi di assimilare le mie parole. "Inoltre, è possibile che la polizia stessa sia infiltrata da altre creature. Se state pensando di attaccare a testa bassa, sarà una strage."
  6. Dunque il mio istinto non si era sbagliato, il monaco era realmente pericoloso e la stazione di Shinjuku era pattugliata da cacciatori di mostri. Se solo lo avessi saputo prima, avrei evitato di metterci piede. Grazie all'anziana nezumi, riesco a comprendere meglio la situazione. A detta della vecchia gli uomini ratto non seguono la via dell'onore, ma sono esseri pragmatici, inizio a sospettare che dopotutto anche loro vogliano qualcosa da me, mi sento come il protagonista di un GDR che raccoglie quest ovunque vada. Ancora una volta mi guardo attorno: sono circondato, se dovessi rifiutare quello che hanno da chiedermi, probabilmente finirei ucciso facendo la felicità di Enfisema e del suo branco. Mi rivolgo all'anziana rompendo il mio lungo silenzio. "Volete che faccia qualcosa per voi?"
  7. Cerco di tirarmi a sedere, lo faccio molto lentamente in quanto ad ogni movimento provo dolore. In particolare mi fa male la testa, ci passo la mano sopra e scopro di avere un bel bernoccolo. I piccoletti sanno andarci pesante, meritano rispetto. "Ho sentito parlare della retata della polizia... quindi è vero che uno dei miei fratelli era coinvolto." Rispondo quando finalmente ho di nuovo la forza di parlare. "Sono Ryo Hasegawa, mi sono ritrovato a passare per la stazione di Shinjuku, quando uno strano monaco ha cominciato a pedinarmi. Così nel tentativo di seminarlo, sono venuto a nascondermi qui. Ma mentre esploravo questo posto, mi sono imbattuto nella tua gente." Spiego all'anziana mutaforma. In effetti ripensandoci a mente fredda, sono stato io ad essermi mostrato ostile per primo. Faccio vagare lo sguardo attorno a me nella semioscurità del luogo. I ratti mutaforma mi appaiono tutti uguali ma Enfisema ed i suoi amici li riconosco benissimo e sono imbestialiti ma come posso biasimarli? "Fose è misera come giustificazione, ma di recente qualcuno ha cercato di sfruttare il mio potere facendo leva sulle mie debolezze e prima che me ne accorgessi, mi sono ritrovato come una mosca nella tela del ragno. Quando i tuoi compagni mi hanno assalito, ho pensato che anche loro volessero usarmi per fare del male a qualcuno." Chino lievemente il capo dinnanzi all'anziana mutaforma. "Mi dispiace, è stato un terribile malinteso!"
  8. Anche le mie abilità rigenerative sono inibite ed inoltre, il dolore mi stordisce impedendomi di reagire subito. Così, mi limito ad ascoltare gli squittii dei mutaforma standomene disteso a terra. Enfisema sembra essere il capo del branco e pare che per ora mi voglia vivo, forse non sono ancora spacciato. Ristabilito l'ordine, il nezumi più grosso mi afferra per un braccio dolorante ed io protesto con un gemito. Mi lascio trascinare finché non recupero un minimo di lucidità e cerco di divincolarmi. Se ne avrò l'occasione tenterò la fuga...
  9. Rintanarmi nel corpo di Akane è allettante l'idea mi ha già sfiorato varie volte da quando le cose hanno iniziato a mettersi malissimo. Mi libererei dei miei nemici e avrei una chance di rincominciare daccapo. Tuttavia, per quanto io abbia giocato male, farmi accoppare apposta non mi pare molto cool.
  10. Se non altro devi concedermi che ho talento nel cacciarmi nei guai boss! Tanto per sapere cosa scrivere, sono incapacitato o posso reagire?
  11. I tre senzatetto si rivelano essere dei mutaforma, ma di tempo per sorprendermi ne ho poco: i due più piccoli mi assalgono ferendomi con le loro zanne, riesco a liberarmi ma la situazione volge ancora a mio sfavore. Devo difendermi: ho ancora con me il fagotto contenente i componenti meccanici. Decido di usarlo come arma impropria attaccando il nezumi più prossimo a me.
  12. I tre barboni mi si buttano addosso tutti insieme e immobilizzandomi con facilità. Ignorano però che facendo così mi rendono le cose più semplici. Mi concentro quanto basta per rilasciare l'essenza della morte tutta intorno a me. È il temibile potere che consuma poco a poco la vita, nessun mortale può opporvisi.
  13. Alzo lentamente le mani posizionandole davanti a me, ho ancora il fagotto coi componenti meccanici. "Stavo solo cercando un nascondiglio dove poter trascorrere un po' di tempo e poi... volevo restituire questi." Con un cenno del capo indico il fagotto nella mia mano sinistra. Sembra che questi uomini conoscano altri miei fratelli, forse posso reperire informazioni utili se li convinco a non usarmi come un sacco da boxe. "Non so chi sia il fabbricante di spade, ma vi assicuro che non ho cattive intenzioni."
  14. "Aspetta!" Urlo al barbone, ma quello se la da a gambe come se avesse visto la morte in persona, abbandonando il suo prezioso bottino. Rimasto solo, osservo i componenti della lucidartice distesi sul telo. "Dunque c'è chi si guadagna da vivere così?" Borbotto tra me e me. Decido quindi di farne un fagotto e di portarmeli dietro: li restituirò al loro illegittimo proprietario e così, senza fretta mi metto sulle tracce del senzatetto.
  15. "La curiosità uccise il gatto..." Ricordo a me stesso mentre tuttavia avanzo lungo l'insalubre e fetido corridoio. Avverto ancora con chiarezza quell'aura che vorrebbe respingermi, tutta la stazione sembra esserne impregnata, ma questo almeno per ora non mi ferma. Forse la mia essenza di angelo della morte è in risonanza con questa energia, forse sto cercando un pretesto per non pensare a Taoka-san o magari, ho solo voglia di ficcanasare. Qualunque ne sia la ragione, mi piacerebbe indagare sulla natura di questa misteriosa aura che aleggia su tutta ls stazione di Sinjuku. Dopotutto, semmai dovessi avere un cattivo presentimento, potrò sempre girare i tacchi e tornare indietro, no?
  16. Scherzi del destino. Poche ore prima stavo cercando di fuggire dalla yakuza ed ora mi ritrovo a scappare da un monaco. Dall'interno del negozio nel quale mi sono rintanato, posso osservare la situazione all'esterno. Del monaco non c'è più traccia, ma non posso escludere che l'umano mi stia tendendo un agguato lì fuori da qualche parte. Scorgo una porta di servizio riservata agli addetti alla manutenzione che qualcuno ha lasciato aperta. Potrebbe essere un buon posto dove nascondermi finché il bonzo non desisterà. Esco dal negozio e con passo svelto raggiungo la porta di servizio. Mi guardo attorno ma nessuno sembra badare a me e quindi, senza perde altro tempo mi intrufolo nell'area riservata ai tecnici della stazione.
  17. Qualunque direzione io prenda il religioso e sempre alle mie calcagna, ormai non ho più dubbi che mi stia pedinando. Il monaco sembra sicuro del fatto suo e quasi spavaldo non fa nulla per celare la sua presenza. Anzi, percuotendo il suo bastone cerimoniale contro il pavimento, genera un suono molesto che riverberando per tutta la stazione mi causa un forte senso di disagio. Sembra quasi un rituale magico. Potrei affrontarlo e neutralizzarlo coi miei poteri, ma non posso farlo lì, non alla stazione di Shinjuku dove finirei per scatenare il panico. Forse il monaco ne è consapevole ed è per questo che non si preoccupa di celare la sua presenza. Per ora, posso solo cercare di seminarlo. Comincio a correre senza curarmi della gente che travolgo lasciandomi alle spalle una lunga scia di meritatissime imprecazioni. Non so cosa voglia il monaco da me e nemmeno mi interessa saperlo, continuo a fuggire mescolandomi tra la folla nella speranza di confondere il mio inseguitore e nel contempo, mi guardo attorno alla ricerca di qualche anfratto nel quale nascondermi.
  18. Non avverto la presenza di altri miei fratelli o sorelle nelle vicinanze, tuttavia percepisco un senso di ostilità nei miei confronti che sembra aleggiare su tutta la stazione. Probabilmente non è qui che potrò trovare riparo dai miei problemi. Mentre continuo a camminare tra la gente, con la coda dell'occhio noto che il monaco mi sta seguendo. La folle idea che persino i monaci buddisti siano al soldo di Taoka-san comincia ad insinuarsi nella mia mente. È un sospetto folle, ma so cosa fare per levarmi ogni dubbio... Accelero leggermente il passo, se il monaco non vuole perdermi di vista in mezzo a quella massa di umani in movimento, dovrà fare altrettanto.
  19. Nei giorni scorsi ho sperimentato la vita da randagio tuttavia, ricordo bene delle voci circa una rivolta dei senzatetto che sarebbe finita in un lago di sangue avvenuta proprio alla stazione di Shinjuku. Ma a giudicare dalla grande folla che mi circonda, gli umani devono già aver archiviato quel terribile evento. Mentre mi mescolo tra la gente mi sento osservato. Sudo freddo ed il mio pensiero corre subito agli yakuza, ma non mi pare di scorgere nessun criminale nei dintorni: oramai so distinguerli bene quegli umani con l'anima di mostri. Noto solo uno strano monaco nei suoi abiti tradizionali, sembra che sia lui ad osservarmi con insistenza o forse, sono io ad essere diventato paranoico? Decido di ignorarlo e di tirar dritto per la mia strada. Ma per qualche istante, non posso fare a meno di incrociare il mio sguardo col suo. Ho addosso uno strano senso di inquietudine che non riesco a spiegarmi.
  20. Lo confesso gente: non sono molto soddisfatto di come ho gestito il mio gioco. Master ero seriamente intenzionato ad eliminare l'npc Shotaro, ma man mano che il momento si avvicinava, mi son reso conto che la parte del killer su commissione non mi è congeniale e che poi sono seccato per la mia mancanza di coerenza. Così per ora, ho spostato le chiappe del mio PG alla stazione di Shinjuku, sperando che accada qualcosa che mi faccia scordare per un po' dei miei pasticci con la yakuza^^;
  21. Di nuovo mi ritrovo a vagare per la metropoli senza una meta e la mia testa è tutt'altro che sgombra da dubbi e pensieri. La tentazione di chiedere aiuto ad Akane è forte, ma non posso mettere in pericolo la mia unica fonte di fede, coinvolgerla non è un'opzione. Il mio pensiero va anche alla hostess Ruri-san, la donna sembra avere un debole per me, non mi sarebbe difficile convincerla a darmi una mano. Purtroppo però, la donna è troppo vicina al mondo di Taoka-san e questo è troppo rischioso per me. Forse, in fin dei conti, non ho altra scelta se non quella di eliminare Shotaro-san. Ma allora che ne sarebbe della mia redenzione? Senza quasi rendermene conto e totalmente perso nei miei pensieri, vago fino a ritrovarmi all'interno della stazione di Shinjuku che si mostra affollata e caotica come sempre. "Cosa diavolo ci sono venuto a fare qui?" Borbotto mentre ancora fatico a riordinare le mie idee.
  22. Mentre cerco di riprendere il controllo dei miei nervi standomene accovacciato all'ombra dell'albero, mi domando cosa farò ora e quante possibilità ho di darmi alla macchia e di sfuggire sia alla yakuza che alla polizia, non sono tornato tra i mortali per essere un mero sicario, ma essere nuovamente padrone di me stesso non sarà semplice. Probabilmente tornare al manga kissa non è prudente, sarò costretto a trovare un nuovo rifugio ma esiste davvero un luogo che possa mettermi al riparo dal sovrintedente e Taoka-san?
  23. La mia vittima è seduta su una panchina a qualche decina di metri da me. Shotaro è tranquillo ed ignora che sono lì per lui, sarà un gioco da ragazzi, davvero troppo facile. Continuo ad avvicinarmi al bersaglio a passo di marcia fingendomi un corridore come tanti, se desidero ucciderlo non può esserci momento migliore. Però accade qualcosa di strano, più mi avvicino a Shotaro, più il corpo del mio contenitore diventa strano: il respiro è irregolare, il cuore mi martella nel petto e sudo freddo. Non posso farlo, non posso uccidere chi non mi è ostile. Shotaro ed io ci incrociamo per un istante e poi lo supero accelerando il passo. Continuo a correre finché non trovo un albero sotto il quale accovacciarmi sopraffatto dai miei pensieri. Ed ora che faccio?
  24. D&D non l'ho mai provato, ho sempre giocato il WoD ed Exalted. Ma nei MMORPG spesso faccio l'healer quindi ci hai quasi preso. So che essendo un gioco è un po' ridicolo farsi scrupoli tuttavia sono combattuto tra la mia moralità in quanto uccidere innocenti non è nel mio stile e la mia coerenza poiché dopo tutto quello che ho fatto e detto, non sarebbe serio tirarmi indietro.

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