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(TdG) La Città Sacra
Dorian, Bernard, Rael Tutto sembra nella norma e le azioni dei tre studenti vanno a buon fine. Grazie alla sua individuazione del magico, Bernard nota che l'intero Tempio è come intriso di un'aura magica molto antica, legata alla magia delle ombre. Inoltre, riesce ad individuare le auree di Silenzio, verosimilmente emanate da delle creature, che però il giovane Warlock non è in grado di vedere. Tuttavia, riesce a vedere un alone sfocato di tenebre azzurre nei pressi di dove potrebbe essere la creatura stessa. Fine Round 1 Come se nulla fosse, le creature invisibili continuano a muoversi. Evidentemente, seguono un percorso preciso. Ciò, ovviamente, altera chi è dentro l'aura di Silenzio e chi non lo è più. Ora tocca ai tre studenti decidere quale strategia adottare.
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(TdG) La Città Sacra
Bernard Il giovane Warlock, aiutato dalla sua magia, si muove in modo abbastanza silenzioso all'interno del Tempio. Le ombre si voltano verso di lui, forse un po' infastidite dai suoi passi non molto felpati, ma poi lo ignorano. D'improvviso, sia Bernard che Rael si sentono investiti da un'aura di Silenzio. Non avendo il suo Eldritch Sight attivo, Bernard non riesce a spiegarsi da dove provenga: si guarda attorno, ma non vede nulla.
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(TdG) La Città Sacra
Dorian e Rael Dorian lancia il suo incantesimo e si prepara con l'arco. Rael, invece, manda avanti la sua Echo, per poi invertirsi di posto con essa. Da quella nuova prospettiva, Rael può vedere diverse altre cose, che prima non poteva vedere: vi sono altre ombre, parzialmente nascoste dalle colonne sottili, nonché altre armature cerimoniali. Tuttavia, nuovamente le creature d'ombra sembrano essere in preghiera e non si curano minimamente dell'arrivo del Lucertoloide. Guardando il secondo piano rialzato, Rael vede altre ombre in preghiere e della parte centrale del tempio riesce solo a scorgere altre imponenti colonne, le cui estremità si perdono nell'oscurità. Tuttavia, gli istinti del Lucertoloide, ancor prima che lui possa razionalizzarlo, lo mettono in guardia, facendogli notare un importante dettaglio: il Tempio è estremamente silenzioso. La scritta Appena si è invertito con la sua copia, tutte le creature d'ombra si sono voltate, all'unisono, verso Rael, che ha avuto la freddezza di restare immobile, senza far rumore. Un attimo dopo, le creature d'ombra sono ritornare in preghiera. Ora che vi è molto vicino, Rael riesce a vedere che le colonne (grandi) a lui più vicine presentano delle scritte in Comune, poi delle rune in Draconico, caratteri elfici ed altri glifi che il Lucertoloide non conosce. Ma, probabilmente, si tratta della stessa frase, ripetuta in più lingue, che recita: "Nulla è meglio per un uomo ignorante del silenzio; e se lui fosse di questo consapevole, non sarebbe ignorante". Più che una semplice frase, a Rael sembra proprio un aforisma, forse di un qualche antico poeta o filosofo. E questa massima potrebbe essere alquanto importante nella situazione in cui si trova.
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(TdG) La Città Sacra
Shadow Temple Attraversate, con l'eco di Rael ad aprire la fila, il lungo e stretto corridoio che si rivela a voi dopo la porta. Dopo circa 5 minuti buoni di camminata nella penombra, una struttura immensa si apre di fronte a voi. Ne siete certi: è il Tempio delle Ombre. Il soffitto del tempio è così alto che non riuscite a scorgerlo (sicuramente è più alto di 18 metri, oltre non riuscite a vedere, in quanto si perde in quelle ombre così fitte che nemmeno la scurovisione riesce a penetrare). Enormi colonne, di ben 3 metri di diametro e dalla base molto spessa, sorreggono l'imponente struttura, mentre al centro di esse vi è una grande scalinata. Dei muri, alti circa 3 metri, fiancheggiano le colonne, sviluppando la struttura in altezza, su più livelli. Lo stesso scenario si ripete al livello subito più in alto del vostro, mentre oltre non riuscite a vedere. Armature Di fronte ad ognuna di queste grandi colonne, vi è un'armatura cerimoniale, con entrambe le mani posate su una lunga spada e con in spalla uno scuro. Sospettate tutti che si tratti di costrutti, ma è difficile dirlo, in quanto rimangono perfettamente immobili anche quando l'eco di Rael entra nella struttura. Ma non è questa la cosa che più vi stupisce. Creature Anche se sono molto difficili da vedere e parzialmente coperte, ai margini delle mura interne vi sono delle creature di forma umanoide, ma fatte interamente d'ombra: due da un lato, dall'altro. Sono immobili, inginocchiate, non sembrano essersi accorti della vostra presenza, o forse non vi ritengono degni delle loro attenzioni. Molto probabilmente, ve ne sono altre, ma dalla vostra prospettiva limitata, è difficile stabilire quante e dove siano. Dopotutto, per com'è fatto il tempio, è semplicissimo occultarsi da chi entra, tagliando la linea di visuale.
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Tentativo di Dorian Nonostante si avvicini con gambe tremanti, il giovane si fa coraggio e tocca la runa del secondo incenso. Il sigillo arcano si attiva, ma questa volta non per emanare energia necrotica. Una polvere bianca esce dall'incensiere della seconda nicchia, mentre la vernice rossa della seconda candela si scioglie, rivelando una candela bianca. L'enigma è quindi risolto. Il sigillo magico sull'unica porta presente nella stanza svanisce: la porta si può ora aprire.
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Tentativo di Bernard Il giovane Warlock prova a toccare l'incenso numero 4. Purtroppo, si rivela essere quello sbagliato: una vampata di energia necrotica lo investe. Rileggendo attentamente la pergamena, Bernard intuisce che, presa una nicchia qualunque, la coppia candela/incenso può avere qualunque combinazione di colore: una candela bianca può avere il corrispettivo incenso nero. Inoltre, la parola "gruppi" si riferisce a Bianco e Nero, ovvero: l'insieme di tutte le candele bianche (gruppo bianco) e l'insieme di tutte le candele nere (gruppo nero). D'altro canto, Dorian realizza un fatto molto importante: la combinazione candela bianca/incenso bianco esiste in una ed una sola nicchia. È quindi una combinazione unica. Questa è una informazione chiave. Infine, l'incenso della quarta candela, dato che ora il sigillo arcano è rotto, rivela il suo colore: è nero come la pece.
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(TdG) La Città Sacra
Third Time is the Charm La terza volta è quella buona. Appare la scritta: "Codice corretto" ed il muro si apre, scorrendo verso l'alto e rivelando un breve corridoio, alla fine del quale c'è una stanza. Attraversate il corridoio ed arrivate in questa stanza ottagonale, che osservate con più attenzione. Giochi di ombre e candele La stanza ottagonale ha sette nicchie, numerate da 1 a 7. Ogni nicchia ha due ripiani: nel ripiano superiore, vi è una candela dallo stelo rosso cremisi, accesa magicamente (la fiamma non produce calore, ma solo luce). Sia Bernard che Dorian riconoscono l'incantesimo Continual Flame. Nel ripiano inferiore, vi è invece un incensiere, sigillato magicamente da numerose rune arcane. Sia le candele che l'incensiere emanano un'aura magica antica, indecifrabile, con delle sfumature di Necromanzia (ma non è Necromanzia "pura"). La stanza ha una sola porta, di metallo, che non vuole saperne di aprirsi. In effetti, il Sesto Passo recitava: "Giochi di ombre e candele ostacolano l'accesso". Per terra, vi sono delle pergamene, sparpagliate e disordinate. Iniziate a leggerle. L'unico modo per avanzare, quindi, è risolvere questo antico dilemma.
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Tentativo di Rael Questa volta è Rael a provarci, seguendo le indicazioni dei suoi compagni. Ma neanche questo tentativo va a buon fine. "Errore. Numero di porte logiche presenti non minimo. Minimizzare" dice la scritta. Questa volta, quindi, il circuito è equivalente a quello iniziale, ma il numero di porte logiche presenti non è quello minimo.
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(TdG) La Città Sacra
Tentativo di Dorian Dorian prova a risolvere. Sfortunatamente, il suo tentativo non va a buon fine ed una scarica elettrica colpisce il giovane. Sul muro metallico, compare la scritta: "Errore! Circuito inserito non equivalente". Sotto la scritta principale, compare anche un'altra scritta, dove viene esplicitato l'errore: Forse a causa dell'elettricità, la schermata sfarfalla per alcuni secondi, in cui compare una strana espressione, per poi sparire, ma Bernard ha fatto in tempo a trascriverla sul suo taccuino. Questo è il primo tentativo serio che è stato fatto, non c'è dunque motivo di scoraggiarsi.
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Informazioni Lian prende tre candele e te le consegna. Quando gli chiedi dei sotterrai, si limita a rispondere: "Li ho sempre trovati interessanti, a causa della loro antica magia, utile anche per alcuni tipi di allenamento". Non sa quindi più di così. Gli racconti poi tutto. Nuovamente, Lian resta stupito da quelle informazioni. Ma su una cosa ha difficoltà a crederti: "Conosco Rudolph da diversi anni. Se è al corrente di tutto, questo è appena diventato un problema serissimo. Tuttavia, non escludo che possiate essere in torto voi e che in realtà Rudolph stia agendo per il bene dell'umanità. Ma di questo non ha senso parlarne ora" conclude. Sangue e Candele Lian estrae un piccolo pugnale e si fa un taglietto. Mette una goccia di sangue per candela. Infine, accendete le candele e le riponete sul portacandele a tre vie. Tutti percepite come un lieve cambiamento nell'aria circostante, come una sottile vibrazione magica. Lian tocca il portacandele. "Forse bisogna tirar-" neanche finisce di parlare, che siete risucchiati da un improvviso vortice magico fatto puramente di ombre, tutti tranne Lian. Anticamera Come se foste caduti dall'alto di una botola, cadete per terra. Vi ritrovate in una stanza buia: un cubo di 9 metri per lato, fatta di "marmo grigio" eccetto che per un muro. Delle scritte azzurre compaiono di fronte a voi, sospese a mezz'aria. Paradossalmente, non sono magiche. Recitano: "Attenzione! Sequenziamento genetico fallito: utenti non riconosciuti. Sistema di identificazione secondaria offline. Inserire codice manualmente". L'unico muro della stanza che non è fatto di "marmo grigio" è invece fatto di quello che sembra uno strano metallo scuro. Su di esso, vi sono dei disegni luminosi, più una scritta rossa, che recita: "Codice errato. Numero di oggetti presenti troppo elevato. Minimizzare". Quella che appare come una linea blu verticale "scorre" il disegno da sinistra verso destra, come se lo stesse "scansionando". In un riquadro a parte, in basso a destra, vi sono dei simboli. Semplicemente toccandoli, giusto per prova, capite che potete utilizzarli come volete: duplicarli, collegarli tra loro tramite dei fili, eccetera. Tutto si basa, quindi, sul ricreare il disegno corretto.
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La Decisione di Lian Il professore ascolta pazientemente la lunga spiegazione di Bernard. Durante il suo discorso, Lian si alza in piedi e, continuando ad ascoltare il giovane Warlock, si dirige verso una dispensa. La apre ed inizia a far bollire dell'acqua. Quando Bernard finisce di parlare, dopo lunghi secondi di silenzio totale, in cui l'unico suono è l'acqua che inizia ad andare in ebollizione, Lian dice: "Se il professor Ironhand vi ha aiutato, allora lo farò anch'io". Lian versa l'acqua bollente in delle tazze, in cui aveva messo un filtro. "Abbiamo tempo fino a mezzanotte: un minuto in più o in meno non farà differenza" aggiunge, porgendovi le tazze: tisane alle erbe, dall'ottimo e rilassante profumo. "L'agitazione non porta a niente, se non a decisioni frettolose ed una morte stupida. Bisogna sempre rimanere calmi, in qualsiasi situazione" continua. Dopo aver fatto un lungo sorso, Lian prende la sua decisione. "Conosco diversi portacandele che corrispondono alla tua descrizione. Ma solo uno è molto antico, forse più antico di questa casa stessa" inizia Lian, finendo la sua tisana. "Seguitemi". Villa Shadowsun: Fondamenta Lian utilizza una piccola chiave di bronzo per aprire una porta defilata, vecchia e trasandata. La porta rivela una rampa di scale, piena di ragnatele, che scende verso il basso. Lian accende una lanterna, per poi iniziare a scendere. "Fate attenzione ai gradini" vi avverte, essendo la maggior parte rotti. Scendente la buia scalinata. Arrivata ad un primo pianerottolo, altra rampa, poi ad un secondo, ed infine un terzo. Avrete sceso più di cento gradini. Qui, tutti iniziate a sentire un po' di freddo ed il materiale del pavimento non è più lo stesso, ma sembra invece quel "marmo grigio", densissimo, che avete già incontrato nelle fondamenta dell'Accademia. Perfino per chi di voi ha scuro-visione, il buio di questa zona è impenetrabile. Sia Bernard che Dorian percepiscono una vaga aura magica distribuita in tutta la zona, ma è così antica da non essere chiaramente identificabile: è magia delle ombre, una magia antica, non avete dubbi. "Siamo arrivati" dice infine Lian, l'unico che sembra non risentirne particolarmente, o forse è solo abituato. Tre Vie Il corridoio che avete imboccato termina di colpo con un muro orizzontale. Al centro del muro, in bella vista, c'è un portacandele a tre vie, dalle forme sinuose e con bellissime incisioni, che ricordano una decorazione floreale. Il candeliere è completamente ricoperto da uno spesso strato di polvere. Lian posa la lanterna su un gancio del muro alla vostra destra, un poco più indietro. Poi, con la mano guantata, scaccia la polvere dal portacandele, rivelandone l'antico simbolo, che emerge dalla decorazione: Il simbolo è quello di un albero stilizzato, simmetrico rispetto all'asse verticale, metà sembra immersa nella luce, l'altra metà nell'ombra. La decorazione è fatta con grande maestria. "Immagino sia questo il portacandele che cercavate. Cosa dobbiamo fare adesso?" chiede Lian.
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Discorso di Bernard Il giovane Warlock inizia il suo discorso riferendosi, ma senza mai essere davvero esplicito, alle Spedizioni Oscure. Il nodo cruciale del suo discorso arriva però quando Bernard dice: "per cui è stato trasportato nei Territori Oscuri", quest'ultima notizia, sconcertante, fa quasi scattare Lian in piedi, ma Bernard reagisce prontamente, cambiando il tono di voce e continuando a parlare. Tuttavia, Lian rimane agitatissimo, pieno di inquietudine: la notizia è troppo sconcertante. Ascolta il resto del tuo discorso non vedendo l'ora che finisca, per poi parlare a sua volta. Prima di parlare, però, Lian fa un lungo, profondo respiro. Si calma visibilmente. "Quello che dici ha dell'incredibile..." inizia, "... ma non penso tu sia così bravo a mentire". Breve pausa, un altro respiro profondo. "Hai detto stava bene... a quanto tempo fa risale questa informazione?" chiede, preoccupato per Llionas. @Alonewolf87, @Gigardos, @SamPey
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Villa Shadowsun Lo sguardo di Lian diventa serissimo e risponde subito, senza esitare: "Parliamo dentro". Apre il cancello e vi fa entrare. Attraversate il giardino della villa, per poi salire una piccola rampa di scale che circonda una fontana ed arrivate, infine, alla porta d'ingresso della villa vera e propria. Lian l'apre e vi fa entrare, guidandovi verso la sala da pranzo. L'interno della villa è di una eleganze semplice ma sobria, privo di qualsiasi forma di sfarzo: un'eleganza funzionale, che mira alla qualità, senza orpelli. Lian vi fa accomodare nell'ampia sala da pranzo. Poi, una volta sedutosi (per ultimo), dice: "Llionas è come un figlio per me. Non avete idea di come mi sono sentito quando non è più tornato. Ma, se sapete qualcosa, vi prego, ditemi tutto". La voce di Lian è un po' spezzata, lascia trasparire una vena di tristezza, di rammarico, di preoccupazione. È la voce di chi ha passato notti insonne, in attesa del ritorno di una persona che poi non è più tornata.
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La domanda di Dorian "Sì, è ancora vivo" risponde subito Hadamard alla domanda di Dorian sul sacerdote rosso, per poi continuare a dirigere la carrozza. "La mala erba è dura a morire" asserisce Droy, lapidario. Scelta: Villa Shadowsun La decisione è dunque presa. Hadamard annuisce e, dando un colpo di redini più deciso, guida la carrozza verso la dimora del professore. Poco prima delle 22:15, arrivate alla villa. "Fate attenzione" dice Hadamard, mentre scendete. "Bernard... tieni..." e gli consegna un pezzettino di carta. "È una piantina per arrivare alla mia tenuta in campagna, partendo da Thornwall" spiega. "Bernard, Dorian, Rael, mi raccomando: per questa sera avete già dato. Non esagerate. Non so quando ci rivedremo, ma non voglio trattenervi oltre: il tempo stringe, anche per me. Arrivederci!" e, salutandovi, va via con la carrozza, mentre anche Droy vi saluta. Cancello di Ingresso Villa Shadowsun è una villa per certi aspetti un po' più appartata delle altre, pur essendo situata in una zona di Labona alquanto prestigiosa, nonché relativamente vicina all'Accademia. La villa è cinta da un alto e spesso muro, un po' rovinato dal tempo. L'unico punto d'accesso visibile è il grande cancello frontale, in metallo, che, nonostante alcuni piccoli segni dovuti al passare del tempo, è ancora in buone condizioni. Con i suoi occhi in grado di scrutare la magia, Bernard nota che i muri perimetrali non hanno alcuna difesa magica; non è da escludere, però, che vi siano difese non-magiche. Il cancello, invece, è protetta da un Arcane Lock, rendendolo più difficile da scassinare. Infine, Bernard nota una runa posta sul lato destro del cancello. Runa di ingresso Si tratta di una runa che Dorian ha già visto quando è stato a Villa Ironhand, così come pure Rael quando ha visitato Villa Rothschild. Toccando la runa, si avvisa a chi è dentro la villa della propria presenza. Simbolo della Casata Sui due pilastri a base quadrata che sorreggono il cancello vi è una placca di pietra, ingiallita dal tempo, sulla quale probabilmente vi era il simbolo della casata. Ora, purtroppo, questa placca è troppo rovinata dal tempo, rendendo il simbolo completamente indecifrabile. Prima che possiate utilizzare la runa d'ingresso (o fare qualunque altra cosa), sentite una voce alle vostre spalle: "Cercate me?" e subito vi voltate. Nessuno di voi è stato minimamente in grado di notare la sua presenza, abilmente nascosta dalle ombre. "Rael Mar Serpeforix... ci siamo visti il giorno della tua presentazione" dice il professor Lian Shadowsun, avvicinandosi. "Se non erro, Bernard Tramennis..." Lian indica il giovane Warlock, "... e forse ho intravisto anche te in Accademia, ma ora mi sfugge il nome..." ed indica Dorian. In effetti, Dorian e Lian si sono visti di sfuggita proprio il giorno della presentazione di Rael, in cui era presente l'intero corpo docente.
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(TdG) La Città Sacra
Bernard Il Ronin ti ringrazia con un cenno del capo per la cura. Dopo aver curato Droy, scatti verso la carrozza, facendo perdere le tue tracce. Per te, lo scontro è giunto a termine: la tua fuga dalla chiesa è riuscita. La Carrozza Rael arriva, infine, alla carrozza nascosta nel vicolo. Entri dentro e subito noti che, sul sedile, Hadamard ha lasciato tutta una serie di oggetti utili per un primo soccorso, tra cui una coperta invernale ed un oggetto particolare, un piccolo cristallo azzurro, che emana energia guaritrice di un piacevole verde chiaro. Distendi Finneas sul lungo sedile posteriore, mettendogli sopra la coperta, poi prendi il cristallo e, al semplice contatto, capisci immediatamente ed istintivamente come attivarlo. Tocchi Finneas con il cristallo, desiderando di attivarlo, e subito il cristallo si polverizza e questa polvere guarisce il giovane. Finneas e Rael Dopo esser stato curato, il giovane Darkgate, finalmente, riapre gli occhi e si riprende. "... grazie..." sono le prime, deboli parole che escono dalla sua bocca. Nonostante abbia ripreso i sensi, è ancora molto debole. Ma Finneas ha qualcosa di importante da dire, un messaggio che cambia le carte in tavola: "Ada..." inizia, riferendosi ovviamente ad Ada Blackrose, la giovane studentessa di storia di cui era innamorato, dalla cui sparizione tutta questa lunga storia ha preso piede, "... è ancora viva..." continua. La Rosa Nera non è morta. Ma Finneas non ha finito: "... dì a Bernard... e a Llionas... che Ada... ha scoperto..." tossisce, è ancora debole, il dolore traspare dalla sua voce, "... l'antica casata... era Shadowsun... nella loro villa... giace il segreto..." tossisce sangue e non riesce più a parlare. Sta ancora male. Ed è ancora presto per cantar vittoria. Ma adesso, finalmente, avete scoperto qual è la casata del Sesto Passo: Shadowsun. Il cui discendente, quindi, è l'arciere più bravo del mondo, il professor Lian Shadowsun. Proprio quello dove Llionas era andato ad abitare. Villa Shadowsun è dentro Labona, in una zona un po' appartata. Ora c'è una scelta da fare: essenzialmente, vi sono due scenari. Se abbondate Labona con la carrozza di Hadamard, non potrete completare il Sesto Passo. E ciò avrà delle brutte conseguenze, ma non sai né quali né su che scala. Nelle tue visioni, queste conseguenze le sentivi come una gelida sensazione che, dalla punta della tua coda, ripercorreva tutta la tua spina dorsale fino ad arrivare al cervello e darti un brivido su tutto il corpo: una paura antica, istintiva, più profonda perfino del tuo inconscio, un terrore ancestrale ed indescrivibile. Questo è il primo scenario. Nel secondo scenario, almeno uno di voi (Bernard, Dorian, Rael) deve rimanere a Labona, andare a Villa Shadowsun e completare il Sesto Passo. Tuttavia, considerando la difficoltà del Quinto Passo, pensi che anche il Sesto Passo richieda lavoro di squadra. Questo è il secondo scenario. Mancano pochi minuti alle 22:00. Non sai quanto tempo occorrerà per il Sesto Passo, ma il limite è mezzanotte. Fine del Combattimento Il sacerdote rosso, con Syllae, Ryllae, ed una guardia di Saint Markov, combatte ancora nella chiesa contro Hadamard. Il giovane moschettiere, però, ha ancora un asso nella manica. "Muori, eretico!" grida il sacerdote, scagliando un dardo luminoso e provando a colpirlo con il mazzafrusto spirituale. Ma, prima che l'attacco combinato possa ferirlo, Hadamard reagisce evocando uno scudo luminoso, che lo protegge dai colpi. "Syllae, Ryllae, finitelo!" ordina il sacerdote rosso. La guardia di Saint Markov prova ad aprire la guardia del moschettiere, riuscendo solo a creare una piccola apertura, Ryllae ne approfitta ed utilizza un dardo luminoso, che questa volta colpisce il moschettiere, ferendolo. Syllae si avvicina, gli spiriti che ancora le volteggiano attorno. Fa per colpire Hadamard, ora in difficoltà, con la sua morningstar, ma poi il colpo, all'ultimo momento, rallenta ed il giovane moschettiere lo schiva per un soffio. Forse fortuna, o forse... Hadamard non ha tempo di riflettere, si muove verso Dorian. La guardia approfitta di quell'opportunità per ferirlo ad un fianco, mentre il colpo di Syllae viene parato. Ma, anche se ferito ed indebolito, Hadamard raggiunge Dorian. Ed ora utilizza la sua magia più potente, quella che si era conservato proprio per occasioni del genere. "Canto della porta invisibile" ed afferra Dorian, mentre l'incantesimo Dimension Door si attiva. Al contrario delle catacombe, infatti, la navata centrale della chiesa non aveva il Private Sanctum, quindi l'uso dei teletrasporti era libero. In un lampo di luce, Hadamard e Dorian svaniscono, prima che i loro nemici possano fare qualunque cosa. Mentre Bernard sta ancora correndo verso la carrozza, si ritrova Hadamard, ferito e con Dorian in braccio, sbucare dal nulla. "Continua a correre!" lo incita, mentre Droy vi raggiunge rapidamente. Inseguimento Il sacerdote rosso è infuriato. "Inseguiteli! Non possono essere andati molto lontano!" urla come un forsennato, stringendo i pugni: si è lasciato scappare la sua preda. La guardia e le due gemelle fanno cenno di sì col capo, ma, dopo il primo passo, una cosa inattesa accade. Una bolla di oscurità compare dal nulla, per poi esplodere come una bolla di sapone, rivelando delle creature al suo interno. "Non penso proprio..." dice una voce meccanica, "... che inseguirete un bel niente". Thareon Ironhand fa la sua comparsa avvolto da fiamme bianche, mentre il campo oscuro si sgretola. Dell'ammasso di oscurità e tentacoli che l'ha attaccato, resta solo un altro essere umano, grossomodo della stessa età del falso Rehav'am, che Thareon ha avvolto da catene e caricato in spalla. Il Warforged guarda verso la guardia di Saint Markov. Quest'ultima, terrorizzata, fa dei passi indietro, poi getta l'arma e dice: "Mi arrendo!" inchinandosi per terra e, metaforicamente, issando bandiera bianca. E quella è l'ultima scena che, come una visione, percepite dalla navata centrale della chiesa. Riunione alla Carrozza Rael vede Bernard, Hadamard (con in braccio Dorian) e Droy arrivare alla carrozza. Vi ricongiungete. Salite subito sulla carrozza, Hadamard, Droy e Bernard si tolgono, in fretta e furia, i travestimenti da chierici. Droy apre un cassetto e fa bere una pozione guaritrice a Dorian, che finalmente si riprende. Hadamard, invece, prende in mano le redini e parte. Mentre la carrozza è in viaggio, Rael racconta agli altri ciò che gli ha detto Finneas, che ora sta riposando. "Posso lasciarvi a villa Shadowsun" dice il vostro cocchiere. "Ma poi io, Droy e Finneas lasceremo Labona, come pianificato" aggiunge. "Oppure possiamo lasciare Labona adesso, tutti assieme. Avete qualche minuto per pensarci, mentre stiamo su queste strade. Decidete, poi datemi la vostra risposta" conclude.
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Round 2: Bernard, Dorian, Rael La freccia di Bernard sfiora il fianco di Syllae, deviata magicamente di un soffio. La strategia di Bernard, però, sta comunque funzionando, dato che ora il giovane Warlock ha attirato su di sé l'attenzione dei cultisti fuori dalla navata centrale. La freccia di Dorian, invece, colpisce in pieno il sacerdote rosso, ferendolo alla spalla. I sussurri dei morti ricompaiono, ed uno di loro, dall'aspetto di un furfante con mezza armatura di cuoio ed un pugnale, ferisce un membro della setta. Infine, Rael corre, corre come poche volte ha corso nella sua vita. La prima parte della corsa è ostica, a causa degli spiriti, che gli impediscono di sfruttare pienamente la sua velocità, nonché delle panche. Ma, una volta fuori dalla navata centrale e libero dagli spiriti, Rael corre alla sua massima velocità, aumentata dall'incantesimo di Hadamard. Guidato dalle indicazioni telepatiche di Bernard, Rael si dilegua, facendo perdere le sue tracce, per poi arrivare nei pressi del vicolo dov'è parcheggiata la carrozza. @Gigardos Round 2: Cultisti, Guardie Il fanatismo dei membri della Confraternita non accenna a diminuire, anzi sembrano infervorarsi sempre di più. Provano a colpire Droy, che però schiva abilmente quei rozzi attacchi. Le guardie di Saint Markov, invece, si dividono: una sul samurai ed una sul moschettiere, ma entrambe non riescono a colpire i loro rispettivi bersagli. Tre membri della setta, che stavano nel giardino, si scagliano su Bernard appena lo vedono arrivare. Il giovane Warlock riesce a schivare uno di loro, ma tre sono un po' troppi e gli altri due colpi lo feriscono di striscio con i loro pugnali. Infine, il cultista accanto a Dorian, approfittando del fatto che il giovane è rimasto immobile per prendere bene la mira con l'arco, riesce a ferirlo con il suo pugnale. Round 2: Sacerdote Rosso Con uno scatto deciso, il chierico estrae la freccia che l'ha colpito alla spalla, mentre il sangue inizia a bagnargli i vestiti. "Come hai osato..." inizia, respirando in modo affannoso, "... sconfiggerci tutti...?! Tu... sei solo un ERETICO!" e subito il sacerdote rosso muove la sua arma spirituale, a forma di mazzafrusto. L'arma falcia la pianta e, questa volta, colpisce di striscio anche Dorian. "Ed ora, ragazzino infedele, ascolta... il rintocco della Morte..." il sacerdote rosso unisce le sue mani, sporche del suo stesso sangue, per poi toccare il libro sul leggio. "Questo è il potere... della mia fede! La fede negli Adonei, veri dei di questo mondo!" ed il suono di una campana funebre risuona in tutta la chiesa. Perfino Bernard, da fuori al giardino, lo sente. Entrambi identificano quell'effetto come Toll the Dead, un incantesimo della scuola proibita, ovvero Necromanzia. L'energia necrotica avvolge Dorian, che, nel suo stato indebolito, non riesce a resistervi e cade per terra, perdendo i sensi. "No, Dorian!" grida Hadamard, che purtroppo non ha modo di intervenire per salvarlo. Anche Droy, tra una schivata e l'altra, resta sconcertato dalla caduta del giovane. Round 2: Ryllae, Syllae Ryllae, dapprincipio, rimane ferma sul posto. Poi, però, quando il sacerdote rosso la guarda storta, subito capisce. Si avvicina a lui ed incanala energia magica per guarire la ferita che ha alla spalla, con fare sottomesso. Syllae, invece, è rimasta turbata dalle parole di Dorian... e lo rimane ancora di più quando il giovane sviene davanti a lui. Un po' per le parole del giovane, un po' per compassione, si china un attimo su di lui e pronuncia delle parole: né Bernard né Rael, a causa di come sono posizionati, riescono a vedere cosa accade. Non possono neanche Hadamard e Droy, distratti dalle dannate guardie che, imperterrite, continuano a menare fendenti. @SamPey Syllae si muove verso Droy, riposizionandosi. Inizio Round 3: Hadamard Il moschettiere guarda verso il samurai, che fa un rapido cenno di assenso, per poi esclamare: "Fallo!". Hadamard si morde il labbro: Droy ha ragione, è l'occasione perfetta. Tutte le pedine della scacchiera sono in posizione: l'occasione è irripetibile, anche se ciò significa ferire Droy. Ma l'amico è d'accordo, quindi non può permettersi di esitare oltre. Hadamard si libera momentaneamente dalla guardia, per poi puntare la sua lama contro il sacerdote rosso. "Terza Armonia: Canto del Fuoco, che tutto avvolge nella sua sfera" recita brevemente. Una piccola sferetta di fuoco compare sulla punta della lama del moschettiere. Il sacerdote rosso fa un passo indietro, spaventato. Poi, però, Hadamard cambia immediatamente direzione, puntando la sua magia su Syllae. Un attimo dopo, la Palla di Fuoco esplode accanto alla chierica, travolgendola. La sfera di fuoco investe Droy, i cinque cultisti della navata centrale, Syllae e perfino le due guardie di Saint Markov. A causa del legame che le unisce, Ryllae risente del danno subito dalla sorella, mentre delle ustioni si formano sulla sua pelle. Tuttavia, è più il bene che il male causato da quel potente incantesimo, in quanto ben sei nemici (cinque cultisti ed una guardia) cadono in un colpo solo. Resta solo in piedi, molto ustionata, la guardia vicino ad Hadamard, che è riuscita a schivare parzialmente la vampata di fuoco. "Ora! Aiuta Bernard, Droy! Penso io a Dorian" è il piano del moschettiere. Round 3: Droy Il Ronin guarda Syllae negli occhi. In quell'attimo di silenzio, sembra leggere qualcosa nello sguardo della fanciulla, nella sua esitazione. Gli spiriti di Syllae smettono di ostacolarlo e Droy, approfittandone, scatta via. Syllae avrebbe potuto sfruttare quell'opportunità per colpirlo... ma non ci prova nemmeno. Non può farlo, non dopo quello che ha visto. Bernard vede Droy scattare verso di lui. Mentre sta correndo, Droy lancia un kunai verso un cultista, colpendolo al collo e quindi atterrandolo. Poi, facendo forza su se stesso e dando fondo alle sue ultime forze, Droy fa un ulteriore movimento in avanti, estrae la katana e, con due colpi ben assestati, taglia gli altri due cultisti. Il giovane Warlock nota che Droy è ferito: ha delle ustioni, oltre che varie ferite da taglio, praticamente ovunque. Non è per niente ridotto bene. Inoltre, a Bernard non sfugge come Droy abbia utilizzato, questa volta, la forza letale nei confronti dei suoi avversari. La situazione dentro la navata non è quindi delle migliori. "Corri!" gli ordina Droy. "Stanno arrivando... altri nemici... lo sento!" conclude. A Bernard, in effetti, viene in mente un nemico che non è ancora presente in quella scena, ma che ha già avuto modo di incontrare una volta: il Guardiano Cieco. E contro di lui sa bene di non avere nessuna speranza... forse neanche Hadamard e Droy, per come sono ridotti, possono sconfiggerlo. La prima volta che Bernard ha incontrato il Guardiano Cieco è andata bene, per fortuna o per chissà quale oscuro motivo. Ma la seconda... può davvero permettersi di rischiare? Dorian è caduto, sacrificandosi per il bene del gruppo: tentare di salvarlo, in quel frangente, potrebbe significare rischiare di aggravare la situazione. Adesso, Bernard deve decidere.
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Round 1: Bernard, Dorian, Rael Purtroppo, nessuno dei tre attacchi del trio di studenti va a segno: la boccetta di Bernard viene lanciata in modo maldestro e cade vicino alla guardia, emanando una vampata di fiamme per poi estinguersi subito; la freccia di Dorian non è precisa e colpisce il legno del leggio; la stoccata dell'Echo di Rael, infine, non riesce a trovare un'apertura nell'armatura della guardia. Round 1: Cultisti e Guardie I membri della setta e le guardie devote a Saint Markov passano al contrattacco. Muovendosi tra i banchi della chiesa, cercano di circondarvi. Sia Dorian che Rael riescono a schivare i loro attacchi, guidati più dal fanatismo che da un vero e proprio addestramento marziale. Nonostante ciò, a causa del loro elevato numero, Droy viene quasi completamente circondato e ferito lievemente da due fendenti. Hadamard, invece, para con abilità il fendente della guardia di fronte a lui, ma un accolito della Confraternita ne approfitta e, per pura fortuna, riesce a penetrare le difese del moschettiere, ferendolo. Tuttavia, il capotavola del Tavolo dell'Oceano fa forza su se stesso, ignora il dolore della ferita e mantiene saldamente la concentrazione sulla sua magia. Hadamard sa bene, infatti, che quell'incantesimo è cruciale affinché la fuga abbia successo. C'è però una cosa che non piace al moschettiere: la scelta che hanno fatto i tre ragazzi. "Cosa state facendo?! Dovete fuggire! Potrebbero arrivare altri nemici! Questo è il loro territorio!" è la prima volta che sentite Hadamard gridare con una vena di rabbia nella sua voce. Ma non ha tempo di dare ordini, troppo impegnato dal combattimento. L'occasione che si era creata per una rapida fuga sembra sfumata, anche se ora è ancora possibile fuggire, pur essendo più difficile. Round 1: Sacerdote Rosso Il prete dalle vesti cremisi fa un passo avanti, ridendo sommessamente. "Combattere... il potere degli Adonei...?" inizia, per poi smettere improvvisamente di ridere. "Avete fatto male a non ascoltare il vostro compagno. E tu, ragazzino..." e guarda verso Dorian, che ha provato a colpire il sacerdote con una freccia, "... sarai il primo a subire la mia ira!". Il sacerdote dice qualcosa ed unisce le mani, come se stesse pregando. Bernard, grazie ai suoi occhi in grado di vedere la magia, intuisce immediatamente di cosa si tratta: è l'incantesimo Spiritual Weapon. Sopra la testa di Dorian si crea quello che sembra un mazzafrusto spettrale, che prova immediatamente ad attaccarlo. Il giovane, però, è rapidissimo e schiva il colpo, che va invece a sfoltire un po' la pianta decorativa accanto a lui. Il sacerdote rosso serra i pugni, irato di aver mancato. "Syllae, Ryllae... prendeteli" il sacerdote rosso si rivolge alle due gemelle incappucciate accanto a lui. Round 1: Ryllae, Syllae Le due gemelle fanno alcuni passi avanti, muovendosi assieme con sincronia perfetta. Ryllae intona una preghiera, per poi toccare la sua gemella. Sia Bernard che Dorian riconoscono quell'effetto come l'incantesimo Warding Bond. Un legame magico unisce ora le due gemelle, collegandole. Mentre Ryllae rimane concentrata sulla magia, i suoi capelli assumono una colorazione azzurra, la sua pelle diventa pallida e l'iride del suo occhio (l'unico visibile, essendo l'altro bendato) diventa color ghiaccio. Riconoscete, finalmente, la vera razza a cui appartengono le due gemelle: sono degli Eladrin, una rara variazione della razza elfica. Ryllae, in particolare, è un Eladrin dell'Inverno. Syllae scende dall'altare, annuendo alla sorella. I suoi movimenti sono aggraziati, sinuosi, ma rivelano anche una forte carica emotiva, uno spirito ardente ed implacabile. Essendo ostacolata dalle panche della chiesa, l'adepta utilizza un potere della sua razza. Il cappuccio della tunica le scivola via, rivelando i suoi capelli, che ora vengono percorsi da venature rosse, la sua pelle diventa lievemente più scura e l'iride del suo occhio (l'unico visibile, essendo l'altro bendato) diventa di un profondo rosso. Syllae, al contrario della sorella, è un Eladrin dell'Estate. In un attimo, con il suo passo fatato, Syllae scompare dalla vista in un turbinio di foglie fiammeggianti (che svaniscono nel nulla), per poi ricomparire proprio accanto a Dorian. Appena Syllae tocca terra, divampano delle piccole lingue di fuoco, che vi danneggiano lievemente. Fortunatamente, dato che Rael ha Finneas in spalla, il corpo del lucertoloide funge da "blocco" per quelle lingue di fuoco, impedendo che raggiungano il giovane Darkgate. Ma non è quella lingua di fuoco, a tutti gli effetti solo una piccola bruciatura, il motivo per cui Syllae è letteralmente finita in mezzo a voi. Dorian vede la fanciulla finire di recitare una preghiera, per poi voltarsi verso di lui e sussurrare in Elfico: "Mi dispiace..." lo sguardo triste per una frazione di secondo, notato pure da Bernard. Un attimo dopo, l'effetto della sua preghiera, ovvero Spirit Guardians, si attiva. Gli Spiriti delle Fate Uno stormo di spiriti fatati, comparsi dal nulla, vortica attorno a Syllae. Ognuno di questi spiriti è come una scheggia luminosa, incandescente. Il vortice spiritico vi danneggia, colpendo più duramente Dorian, forse distratto dall'inattesa comparsa dell'affascinante ragazza Eladrin, oppure dalla sue inattese parole. @SamPey Inizio Round 2: Hadamard Il moschettiere non demorde e continua a cercare una via d'uscita. Hadamard capisce che le due gemelle sono il nemico più pericoloso, seguito a ruota dal sacerdote rosso. Ma, purtroppo, impegnato com'è con quei maledetti scagnozzi, non può cercare di liberarsene il più in fretta possibile. "Canto della verde fiamma" e subito la sua lama sottile diventa avvolta da verdi fiamme, che riconoscete come l'incantesimo Green-Flame Blade. Il precisissimo fendente penetra nelle difese della guardia, finendolo, mentre la fiamma verde dell'incantesimo salta sul membro della setta subito accanto, che viene bruciato dal fuoco verde. Infine, il terzo avversario di Hadamard viene colto di sorpresa dall'ultimo, rapidissimo fendente del moschettiere, che lo finisce in un solo colpo. Round 2: Droy Il samurai non è da meno. Contemporaneamente, infatti, Droy sferra due rapidi colpi di katana. Il primo colpo falcia un cultista, ma il secondo è perfino più preciso: penetra tra le giunture dell'armatura della guardia, trovando la carne. Droy affonda la katana nella spalla del suo nemico, per poi estrarla con un movimento fluido e preciso. Sia il cultista che la guardia cadono a terra assieme, sanguinanti, mentre il Ronin sembra quasi danzare con la sua lama, nonostante sia circondato da nemici. La vera battaglia è ufficialmente iniziata. Ora, Bernard, Dorian e Rael dovranno farsi valere.
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Saint Markov: Sagrestia La decisione è presa ed Hadamard annuisce, elaborando sul momento un piano d'azione. "Il piano è questo. Rael, tu prenderai Finneas in spalla. Io, Droy ed il professor Ironhand vi apriremo la strada e vi copriremo le spalle, guadagnando quanto più tempo possibile. Voi dovete pensare solo alla fuga. Bernard, tu li guiderai alla carrozza. Non aspettateci, lasciate subito Labona, la città non è più sicura" spiega. Thareon e Droy annuiscono, approvando il piano. Intuite che Hadamard ha dato priorità a salvare Finneas, nonché voi tre (Bernard, Dorian, Rael). Il moschettiere sa degli Otto Passi, quindi sa che siete invischiati in una storia molto più grande di lui, di Finneas e di tutto ciò che sta accadendo in quel frangente. Inoltre, dubitate che, in quella chiesa, ci sia qualcuno dalle abilità anche solo paragonabili a Thareon Ironhand, Secondo Templare della Razza Umana. D'altro canto, in un combattimento contro così tanti avversari e nella vostra situazione svantaggiosa, qualcuno potrebbe comunque rimanere ferito (anche gravemente) e, se qualcuno deve rischiare, Hadamard preferisce che siano lui e Droy a farlo. Droy consegna Finneas a Rael, mentre Hadamard lancia l'incantesimo Haste sul lucertoloide. In questo modo, nonostante il peso del ragazzo in spalla, Rael può comunque correre speditamente e la velocità aumentata lo aiuterà a schivare i colpi. Sentite nuovamente il mostro riecheggiare nelle catacombe: probabilmente ha seguito la pista di sangue lasciata da Droy, ora è vicino. Non c'è più tempo. Senza esitare, Hadamard apre la porta, seguito a ruota da Droy, poi da Rael, Bernard e Dorian, mentre Thareon chiude la fila, guardandovi le spalle. Saint Markov: Navata Centrale Ma una situazione inattesa vi attende all'interno della navata principale della chiesa. "La vostra fuga finisce qui" dice una voce che già conoscete, mentre sia Hadamard che Droy si fermano dopo pochi passi. In piedi di fronte all'altare, c'è una vostra vecchia conoscenza: il sacerdote rosso del Quinto Passo. Nella navata centrale, ci sono gli accoliti della Confraternita del Bianco Sepolcro, armi in pugno, più due guardie in armatura completa, con gli stemmi di Saint Markov. Le due mezz'elfe gemelle sono ai lati del sacerdote rosse, silenti. Sono tutti rivolti nella vostra direzione: vi stavano aspettando. "I tre topolini ed i loro amici ratti sono caduti in trappola" annuncia il sacerdote rosso, riferendo a Bernard, Dorian e Rael. "Chi l'avrebbe mai detto... che la mia vendetta si sarebbe compiuta proprio tra le sacre mura!" continua, il fanatismo palpabile nella sua intonazione. Per vostra fortuna, non è presente il "maestro" della setta, molto probabilmente rimasto a guardia degli Yuan-ti. Quasi certamente, il sacerdote rosso deve averne fatto una questione personale, per vendicarsi dell'affronto subito. Tuttavia, una cosa è certa: qualcuno li ha avvisati, forse proprio Rothschild con un messaggio telepatico. Il breve stallo viene rotto quando Thareon varca la soglia della porta. Appena vedono l'imponente Warforged, tutti fanno mezzo passo indietro, intimoriti, perfino il sacerdote rosso resta ammutolito; solo le due gemelle rimangono ferme sul posto, nonostante il loro sguardo diventi risoluto e preoccupato. "Le tue parole non sono degne di un vero chierico" dice Thareon, avanzando a passo deciso, per poi fermarsi, mentre gli accoliti e le guardie arretrano lievemente. "Dodici accoliti, quattro guardie, due adepte, un sacerdote..." inizia, enumerando i presenti. "... pensi davvero che diciannove formiche possano fermarmi?" è la domanda retorica. Ma il sacerdote rosso è infervorato dal suo fanatismo. "L'avete sentito?! Ha bestemmiato! Gli Adonei sono gli unici dei! Ogni altra fede è solo eresia! Ecco, coloro che profanato le sacre mura, dovranno morire!" sentenzia a gran voce. Nonostante ciò, nessuno ha il coraggio di fare il primo passo contro Thareon, che invece si prepara. "Sarete a malapena un riscaldamento... voi diciannove..." afferma. D'improvviso, dalla scalinata alle vostre spalle emerge un marasma di tentacoli e, con uno stridulo bestiale, una bolla di viscida oscurità si solleva. È un mostro fatto di fauci, occhi e tentacoli. "Venti!" è l'unica parola umana udibile in mezzo a quei suoni, proveniente dalla Creatura Oscura. Il sacerdote rosso esulta, avendo colto in fallo Thareon, che si era dimenticato un avversario e che ora sembra stia per essere punito per questo suo errore. La Nera Creatura ed il Bianco Paladino L'improvvisa comparsa del mostro vi coglie tutti di sorpresa: è rapidissimo. I suoi tentacoli stanno per afferrare Thareon... ma poi si fermano di colpo, recisi da un fendente di bianche fiamme. "Mi dispiace..." dice il paladino, calmissimo, voltandosi solo leggermente verso il mostro, "... non è mia abitudine contare chi è già morto". Il mostro sembra grugnire, per poi inalberarsi, in preda ad un folle attacco. Una vampata di energia oscura avvolge prima il mostro, poi Thareon (incluso il prigioniero che ha sulle spalle), per poi svanire completamente: sono dentro il campo oscuro di quel mostro. "Adesso! Attaccate!" grida il sacerdote rosso. Inizio del Combattimento Hadamard e Droy sono però i primi a reagire. Hadamard vi copre immediatamente da lato Nord. "Canto della lama tonante" dice Hadamard, mentre la sua lama sottile viene avvolta da energia magica di tipo sonoro. I fendenti di Hadamard colpiscono in punti precisi la guardia nemica, penetrando le difese nella sua armatura; l'energia della lama del moschettiere avvolge la guardia. Sia Bernard che Dorian riconoscono quella magia: è Booming Blade. La guardia è stata appena bloccata: i fendenti di Hadamard l'hanno ferita di non poco e, se si muoverà per inseguirvi, subirà ulteriori danni, forse sufficienti a svenire. In una sola mossa, dall'ottima strategia, Hadamard ha eliminato un nemico dalla scacchiera, facendovi guadagnare tempo. Droy non è da meno: si getta a capofitto nella mischia. In una frazione di secondo, estrae la sua katana ed i suoi rapidi fendenti eliminano l'accolito che bloccava la strada a Rael, impedendo la fuga. "Ora! Correte!" dice ad alta voce Hadamard. Questa è la vostra occasione.
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Il Dilemma del Prigioniero La situazione è delicata e non sembra esistere una scelta giusta. Tuttavia, Rael e Bernard sono orientati verso la stessa decisione, divergente rispetto a quella di Dorian. Nelle parole del lucertoloide, però, Thareon sente qualcosa che non si attendeva. Rael ha già estratto lo stocco, quando il Warforged prende parola. "Aspetta. Hai Rothschild alle calcagna?" chiede, sorpreso. "Prima hai detto che Rothschild è il nemico. Se Rothschild è collegato a tutto questo... allora..." e guarda verso il prigioniero, per poi guardare verso Dorian, e poi di nuovo il prigioniero. Thareon si avvicina e, con un colpo deciso alla nuca, fa svenire l'umano. Poi, se lo carica in spalla, a mo' di zaino, legandosi le catene attorno al corpo, come se fossero delle cinghie. "Se non possiamo recuperarlo dopo, allora lo portiamo con noi" asserisce. "Se Rothschild è collegato ad una Creatura Oscura impiantata... no, la vera domanda è se è stato lui ad eseguire la fusione. Questo trascende le circostanze correnti: ci serve vivo. Me ne occuperò io" conclude. Hadamard annuisce. "La decisione allora è presa. Non perdiamo altro tempo" e si incammina. Lo seguite tutti, dirigendovi verso la fine del corridoio. Sulla vostra destra, c'è una doppia-porta, rinforzata, aperta. Oltre la doppia-porta, vi è un corridoio, con due guardie stese per terra, prone, qualche piccolo schizzo di sangue per terra e sulle pareti. Hadamard si avvicina cautamente, esaminando la prima guardia. "Respirano ancora, ma sono svenute" dice, per poi voltarla leggermente. "Tagli di katana, eseguiti con maestria" chiaro segno del passaggio di Droy. "Avanziamo" dice infine, facendo cenno col capo. La stanza numero 8, alla vostra sinistra, è un ripostiglio, vuoto. Quindi, per esclusione, Finneas è nella stanza numero 13. Avanzate ancora e, infine, vi fermate: vedete un chierico di Heironeous, dalle vesti clericali ridotte a brandelli, ferito in diversi punti. "Droy!" esclama Hadamard, avvicinandosi. In spalla, Droy ha un ragazzo a torso nudo, dai capelli blu, svenuto, la schiena martoriata da frustate, il petto da ferite superficiali da taglio e piccole bruciature, evidenti segni di tortura: Finneas Darkgate. Hadamard impallidisce nel vedere Fins ridotto in quello stato e non riesce a nascondere la sua rabbia. Stringe forte il pugno, serrandolo fino a farsi male con le sue stesse unghie, nonostante siano tagliate cortissime. I tre amici del Tavolo numero sette Hadamard, Droy e Finneas, quando Gilius era ancora capotavola, erano tre grandi amici. Finneas era il classico ragazzo di bell'aspetto, dall'aura affascinante e un po' misteriosa, discendente da una famiglia le cui abilità erano perfette per determinati tipi di lavori, non esattamente alla luce del sole. Hadamard aspirava a diventare un vero cavaliere, aveva il codice cavalleresco nel sangue, ed era più idealista ed ingenuo di com'è oggi. Droy, infine, era un umile spadaccino, il cui unico obiettivo era perfezionare l'arte della spada; tutto il resto, specie le regole e le lezioni teoriche, gli stava stretto. L'alchimia che intercorreva tra loro, unendoli nelle disavventure, era quindi qualcosa di speciale. Ma nessuno dei tre avrebbe mai predetto che il gruppo si sarebbe riunito nei sotterranei della chiesa di Saint Markov, sotto quelle circostanze. "F-Fins! Cosa... ?" Hadamard non era un ingenuo, sapeva che il suo amico si era cacciato in guai seri. Ma vedere il suo corpo straziato lo lasciò comunque turbato. Un sentimento di rabbia traspare dal volto del moschettiere, un odio nei confronti del male che hanno fatto all'amico, che sovrasta la gioia nel rivederlo. "C'era un tipo tosto più avanti. Ho guadagnato tempo, ora si sta rigenerando. Ma tornerà" asserisce Droy, la sua voce è ferma, risoluta. "Sei ferito, porto io Fins" Hadamard fa per prenderlo. "No" risponde subito Droy. "Tu puoi ancora combattere" aggiunge subito. Infine, Droy guarda il Warforged. "Profess-" "Non c'è tempo per le spiegazioni. Usciamo" e subito vi dirigete verso l'uscita. La Botola Ritornate alla scalinata principale, l'unica uscita di quelle catacombe. Le salite rapidamente, mentre una goccia di sangue misto a sudore, ogni tanto, scivola via dal mantello di Droy. D'improvviso, sentite un suono indescrivibile, bestiale ma innaturale, echeggiare per le catacombe. "Il mostro si è ripreso" dice Droy. Fosse per Thareon, lo combatterebbe pure, ma il tempo stringe e la situazione che si è venuta a creare renderebbe quella scelta una mossa strategicamente svantaggiosa per l'intero gruppo. "Maledizione, è chiusa... !" Hadamard ha provato ad aprire la botola. "Spostati" dice Ironhand, mentre la sua mano destra si illumina. Un attimo dopo, i cardini della botola si piegano, il legno si deforma e la botola sembra letteralmente esplodere all'impatto del pugno del Warforged, come se il peso stesso di un'antica montagna, concentrato nel pugno, si fosse scaricato sull'oggetto, frantumandolo. Per vostra fortuna, a causa della cerniera di rune di Silenzio, la distruzione della botola ha causato poco rumore. Saint Markov: Sagrestia Dopo l'ultimo gradino, uscite, finalmente, dalle catacombe. Vi ritrovate nella sagrestia della chiesa, una stanza piena di oggetti: vi sono ben tre tavoli, un tavolino, due mobili, barili (alcuni scoperchiati) e casse accatastate alla rinfusa. Sul tavolo a Nord, vi sono diversi libri e fogli (probabilmente documenti di contabilità, o comunque di natura burocratica), oltre a pennino ed inchiostro. Il tavolo al centro della stanza è vuoto, così come il tavolino. Infine, il tavolo a Sud, rivolto verso la finestra dalle belle vetrate, sembra un tavolo da lavoro, con attrezzi di falegnameria, un martello, una corda ed altre cianfrusaglie. Le Due Vie di Fuga Prendete fiato. Thareon approfitta di quei pochi secondi di pausa dalla corsa senza fine per curare Droy. "Eri ridotto male" commenta il paladino, mentre il Ronin china il capo in segno di ringraziamento. Vi sono solo due modi per uscire dalla sagrestia (senza contare le scale verso le catacombe). Il primo, il più ovvio, è la porta ad Est, che dà sulla navata centrale della chiesa. Il secondo, invece, è la finestra a Sud, che dà sul giardino della chiesa; tale finestra è però inferriata, in quanto presenta una vetrata. Thareon è senza dubbio in grado di rompere la vetrata inferriata, ma ciò causerebbe troppo rumore, allertando chi c'è nel giardino. Saint Markov: Giardino Nel giardino della chiesa, vi sono due guardie in armatura completa e ben armate, con in mano lanterne di Vera Luce, e ben quattro accoliti della Confraternita del Bianco Sepolcro (a loro volta armati e con in mano lanterne di Vera Luce), ovvero i membri della setta del Quinto Passo. Hadamard fa cenno di prepararsi a combattere, in quanto non sembrano esserci speranze di uscire senza un combattimento. Essendoci un mostro alle calcagna, non c'è tempo da perdere. Si avvicina alla porta che dà sulla navata centrale, ma poi si rivolge verso gli altri. "Porta o finestra?" chiede, attendendo una risposta veloce. "Indifferente" rispondono Droy e Thareon. La scelta è quindi in mano vostra.
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Il Dilemma del Prigioniero Thareon si avvicina a Dorian e gli mette una mano sulla spalla. "La Creatura Oscura è stata annientata. Ora, lui è solo un comune essere umano" afferma il Warforged. "Quelle catene gli impediscono di usare la magia. E dubito possa liberarsene, legato com'è" dice Hadamard. "Anche se ci riuscisse, il mio intuito mi dice che è un avversario solo lievemente più forte di Bernard, ma non di me o Droy... figuriamoci del professor Ironhand" continua. "Ad ogni modo, Dorian, la certezza non esiste. E le strade sono essenzialmente due: lasciarlo in vita oppure no. Se avete altre idee, siete i benvenuti, ma il tempo stringe. La posizione di Bernard è chiara, mancano solo i vostri pareri" dice Hadamard, guardando prima Dorian e poi Rael.
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@Alonewolf87 Il risveglio di Bernard Dorian si avvicina a Bernard, ma Hadamard è stato più rapido di lui ed è arrivato prima. Quando Dorian si avvicina per aiutarlo, Hadamard lo ferma subito alzando una mano: "Grazie, ma non è più necessario" rifiuta cordialmente il suo aiuto. Poco dopo, Bernard riapre gli occhi e la prima cosa che vede è un Hadamard sorridente, con accanto Dorian e Rael. "Bentornato tra noi, campione" fa una battuta scherzosa, cosa non molto comune per il moschettiere. "Com'è stata la tua gita nel campo oscuro?" una domanda retorica che sdrammatizza quanto appena accaduto. "Mi dispiace non poter esser stato al tuo fianco per combattere, ma vedo che l'aiuto non ti è mancato" sorride. Nel frattempo, Thareon si è avvicinato a voi tutti. "Professor Ironhand, la ringrazio per il suo aiuto" dice il moschettiere, spostandosi. Thareon pone una mano su Bernard, che viene completamente rinvigorito. Poi, estrae tre perle bianche: rompe la prima perla, le sue mani diventano luminose e tocca Dorian, che si sente completamente rinvigorito. Infine, rompe due perle e posa le sue mani su Rael, che subito sente le sue forze ritornargli pienamente. Una riflessione lucida Dorian si rende conto di quanto sia stato sciocco, da parte sua, pensare che lui e Bernard fossero stati minimamente in pericolo di vita. Anche se non fosse intervenuto Rael, Thareon non aveva neanche lontanamente utilizzato tutti i tuoi assi nella manica. Sia durante che dopo il combattimento, il professore è rimasto calmo, con la mente lucida, non si è fatto prendere dal panico né dalla fretta. Non ha mai perso il controllo della situazione, a riprova della sua grande esperienza. Una mossa naturale negli scacchi L'intervento di Rael, ovviamente, ha di gran lunga semplificato le cose ed aiutato tutti: questo è innegabile. Ma da qui a dire che Bernard e Dorian sarebbero morti senza Rael... era certamente un pensiero nato dallo shock subito, una reazione emotiva ed istintiva. Come nelle partite a scacchi, una di quelle mosse che sembrano naturali, quasi spontanee, ma invece, ad un'analisi rigorosa, si rivelano dei gravi errori. La vera cosa che ha salvato la vita di Bernard Infine, Dorian ha dimenticato una cosa, la più importante: se non avesse deciso di andare da Bernard anziché da Rael, allora sì, Bernard sarebbe morto. Non è stata la sua abilità in combattimento, al di là del fatto che Dorian è stato in parte anche sfortunato a non riuscire a resistere alla magia della melma. Né tantomeno l'intervento di Rael. La vera cosa che ha salvato Bernard è stata la decisione di Dorian. E questa decisione, a sua volta, è stata resa possibile solo da decisioni precedenti, in una lunga catena decisionale: togliendone anche solo una, la catena si sarebbe spezzata. Se Dorian non avesse conosciuto Thareon così bene com'è effettivamente accaduto, non sarebbe stato nella posizione di intervenire. Bernard, Dorian e Rael, da soli, non avrebbero mai avuto speranza di sconfiggere il falso "Rehav'am". Tanto per cominciare, senza nessuna forma di teletrasporto, "Rehav'am" avrebbe utilizzato il suo campo oscuro per isolarli, per poi ucciderli uno ad uno. A tal proposito, a Bernard viene in mente una cosa, un dubbio che gli era rimasto da prima: come hanno fatto Thareon e Dorian ad arrivare, se l'intera zona è protetta dal Private Sanctum? Ma la risposta, grazie agli occhi del giovane Warlock in grado di scrutare la magia, è presto detta. Una questione di Teleport Quando Thareon è arrivato con Dorian all'interno del campo oscuro, quell'effetto strano ha letteralmente squarciato la protezione offerta dal Private Sanctum (in una piccola area). Bernard non ha le conoscenze arcane adeguate per comprendere un fenomeno del genere, ma intuisce che ciò è stato favorito dal campo oscuro stesso. Questo "squarcio" è stata la via utilizzata dal teletrasporto di Rael. Invertendo l'ordine degli eventi, Rael non sarebbe mai riuscito ad arrivare vicino Bernard: il suo teletrasporto l'avrebbe portato fuori dalle catacombe, dove ben altri tipi di problemi lo attendevano. Lo "squarcio" si è ora ricucito completamente. The Fake Rehav'am Il falso Rehav'am è ancora lì, ammanettato da catene magiche che lo avvolgono come un salame e gli impediscono di usare i suoi poteri. Il giovane umano è bianco pallido, terrorizzato. Thareon gli lancia uno sguardo intenso: "Mi dirai tutto. Dopo". Il giovane suda freddo. "Un umano con i poteri di una Creatura Oscura... che si è impiantata nel proprio corpo... non credevo neanche fosse possibile... no, non abbiamo tempo per queste riflessioni..." riflette ad alta voce il moschettiere. La decisione prima di proseguire Il tempo è vostro nemico, quindi Hadamard va dritto al punto. "Vi ringrazio per il vostro intervento, avete salvato Bernard e l'intera operazione. Purtroppo, la nostra copertura è saltata: non ci resta che farci strada combattendo. Prendiamo Finneas e tagliamo la corda" ed avanza nel corridoio a passo veloce. Poi guarda il prigioniero, legato dalle catene. "E di lui che ne facciamo? Non c'è spazio per portarlo con noi e non c'è tempo per interrogarlo. Potremmo stordirlo e chiuderlo nella stanza numero 4, ma rinunceremmo ad una preziosa fonte di informazioni. Cosa facciamo?" dice, guardandovi, aspettando una risposta. In fretta.
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Like a roaring hound! La raffica di attacchi di Rael elimina completamente la melma vicino Dorian, liberando il giovane dalla magia che lo teneva paralizzato. Inoltre, una stoccata ferisce anche la melma con le sembianze di Bernard. In un battibaleno, le sorti del combattimento sono state completamente ribaltate. White Flames "Terza anomalia... !" asserisce Rehav'am dopo l'inattesa comparsa di Rael. "Hai rovinato i miei piani... ! Una creatura inferiore come te... ! Ti farò a p-" delle bianche fiamme inondano la melma, che subito ribolle e prova a staccare la parte di sé che ha preso fuoco. Ma Thareon non le concede tregua. "Troppo tardi" "NO!!!" è l'ultimo urlo del nemico, prima che le fiamme bianche l'avvolgano completamente, consumandolo. Anche la melma con le sembianze di Bernard cessa di esistere, bruciando rapidamente. Dark Field: End Il campo oscuro finisce, bruciato dalle bianche fiamme del templare. Ritornate nella realtà, ovvero nelle catacombe della chiesa di San Markov Reiss. Bernard è svenuto, ma subito Hadamard si getta su di lui, stabilizzandolo. Dorian è ferito e Thareon gli si avvicina, sostenendolo. Rael ha combattuto per un tempo brevissimo, ma è palesemente molto stanco. Di Droy non c'è traccia. "Il mio compagno è andato a cercare Finneas. Dobbiamo curare Bernard ed andare fuori da qui il prima possibile. Mi racconterete tutto dopo" dice Hadamard. Infine, c'è un'altra creatura tra voi: il corpo umano di Rehav'am, a quanto pare, è sopravvissuto... ed è ancora cosciente, pur essendo privo di forze. "Interessante" dice Thareon, avvicinandosi a lui, spada sfoderata. "Ecco perché ho percepito la presenza di due creature... tu sei... un essere umano, vero?" avanza. "Adesso mi dirai... come hai fatto ad impiantare una parte di una Creatura Oscura dentro di te..." continua. "Tu non sei mai stato Rehav'am... ma hai ottenuto una parte dei suoi poteri. Adesso parla" conclude. Ma il giovane ragazzo, terrorizzato, non dice una parola. "Non abbiamo tempo per interrogarlo! Dobbiamo trovare Finneas ed uscire da qui" dice Hadamard, guardando prima Dorian poi Rael, due alleati inattesi, attendendo una loro decisione.
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(TdG) La Città Sacra
@Gigardos Round 2 Bernard, nuovamente, mette in pericolo la sua vita per salvare quella di un suo amico. Si muove, mettendosi esattamente in mezzo alle due melme umanoidi, purtroppo la melma che era più vicina a lui sfrutta quell'opportunità per colpirlo con un suo tentacolo gelatinoso. Il danno fisico non è granché, ma la melma riesce a danneggiare la mente del giovane warlock, nutrendosi delle sue memorie. La melma inizia ad assumere le sembianze di Bernard. Tuttavia, Bernard non si scoraggia ed utilizza la sua magia: dei tentacoli neri colpiscono entrambe le melme, danneggiandole. Infine, Bernard arretra, mettendosi accanto a Dorian. Il povero Dorian, purtroppo, è paralizzato dalla magia della melma e non riesce ad opporvisi. Contrattacco delle Melme I due ammassi di gelatina contrattaccano con forza. La melma che aveva preso di mira Dorian allunga una protrusione su di lui, ferendolo, ma Dorian riesce a resistere al tentativo della melma di divorarne i ricordi: l'immagine di Thareon che lo abbraccia paternamente è ancora fresca nella sua mente. Al contrario, l'altra melma riesce ad avvolgere Bernard nelle sue spire gelatinose, assorbendone ancora più ricordi e diventando sempre più simile al giovane warlock. Bernard, stremato, sviene, cadendo per terra. La luce della speranza "AHAH! Uno in meno!" se la ride la Creatura Oscura. Guarda verso Dorian, paralizzato, poi verso Bernard. "Per voi non c'è più scampo, umani!" grida, ribollendo. "Non avevi forse detto..." inizia Thareon, mentre la sua lama scatta, fulminea, avvolta da fiamme bianche, "... che non erano ammesse distrazioni?". Rehav'am stride dal dolore, emettendo dei suoni che non hanno nulla di umano, mentre la lama infuocata di Thareon recide la metà superiore della melma, che viene completamente incenerita. Dorian riconosce quella magia che permea la spada del templare: è Searing Smite. Il fuoco sacro sembra essere particolarmente efficace contro queste melme. Rehav'am è costretto a separare una parte del suo corpo per evitare di essere ucciso da quel singolo attacco, mentre la luce emanata illumina la bolla del campo oscuro. Le bianche fiamme consumano completamente una parte di lui e la melma, nel suo insieme, viene ridotta di dimensioni. Contemporaneamente, il simulacro si rigenera dalle ferite prima subite, e ciò riduce ancora le dimensioni della melma. Gli occhi del simulacro iniziano a sanguinare. "I miei ricordi... ! Le tue fiamme hanno consumato i miei ricordi... ! DANNATO!" urla, per poi scagliare una raffica di tentacoli sul paladino, che però sembra resistere ad ogni singolo colpo, pur accusandolo. Inizio Round 3 Per i due giovani studenti, però, la situazione non è delle migliori. Bernard è svenuto, anche se non gravemente, mentre Dorian purtroppo resta paralizzato da quella dannata magia. Il combattimento sembra terminato a favore delle melme, ma una luce compare dal nulla e, da essa, esce fuori la sagoma di un Lucertoloide... Rael è arrivato! Ed è pronto a combattere.
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@Gigardos Fine Round 1 L'attacco del giovane Warlock, purtroppo, non va a segno, mentre quello di Dorian si rivela efficace, anche se le melme non subiscono molti danni: a causa del loro corpo gelatinoso, è difficile danneggiarle in modo profondo. Una delle due melme prova a colpire Bernard, che però oramai si è abituato agli attacchi frontali, ne ha presi fin troppi da quando è arrivato a Labona, quindi lo schiva con agilità. L'altra melma, invece, si avvicina, ma, non potendo raggiungere Dorian, lancia una magia per immobilizzarlo. Dorian fa di tutto per resistere a quella dannata magia, ma il viaggio deve averlo lasciato indebolito anche mentalmente, quindi non riesce ad opporvisi, e rimane quindi temporaneamente paralizzato. Nulla sfugge a Thareon, che però è impegnato a piene mani nel combattimento contro Rehav'am. Sferra una catena di fendenti luminosi, che feriscono la melma, ma non profondamente come avrebbe voluto. "Cosa c'è... ?! Ti stai distraendo per quei due miseri umani...?! Pensi di poter pensare a loro... mentre combatti me?!" e sferra due possenti attacchi. Thareon schiva il primo, ma il secondo sembra colpirlo di striscio. Non è tanto il danno fisico il problema, quanto il danno psichico associato. "Schiaccerò la tua mente! Divorerò i tuoi ricordi e tutto ciò che sei!" sbraita la melma. Ma il templare sembra avere un piano... tuttavia, affinché funzioni, Bernard e Dorian devono riuscire a cavarsela da soli per un po' di tempo. E, anche se Dorian è ora in difficoltà, Thareon ha fede in lui, così come in Bernard. Inizio Round 2 La situazione è la seguente: Dorian è rimasto paralizzato magicamente; le melme sono un po' lente a muoversi, ma i loro pseudopodi sono pericolosi. La strategie delle melme è semplice, perfino banale: una melma su Bernard, l'altra su Dorian. Ora il giovane warlock deve trovare un modo per cercare di sbloccare la situazione.
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@Alonewolf87 @Gigardos @SamPey The Heroes Arrive Improvvisamente, Rael riesce a percepire tutto ciò che sta accadendo a Bernard e a Dorian. Bernard è all'interno di una regione di spazio creata dai poteri di una Creatura Oscura, utilizzata per isolare la propria preda. Questa "bolla" è ricoperta da un'orrida sostanza nera, viscida, che pulsa di rosso al suo interno, come se fosse viva. La Creatura Oscura è un'enorme melma rossa e nera, legata con un filamento ad un umano (il "simulacro" della melma), che controlla come un pupazzo. Bernard è in difficoltà e non sembra avere molte speranze contro un avversario del genere... ma gli eroi arrivano sempre al momento giusto. Lo spazio accanto a Bernard si deforma e si apre un vortice violaceo: Dorian, attaccato a Thareon Ironhand, fa il suo ingresso in scena. Thareon, che ha combattuto contro numerose Creature Oscure, forti e deboli, sembra capire immediatamente la situazione. Dorian, sul momento, è terribilmente nauseato dallo strano "viaggio" che ha curvato lo spazio così come i suoi organi interni, e vomita di getto la sua cena, assieme ad un po' di sangue. "Oh?" dice il simulacro della melma, meravigliato. "Una Creatura Oscura all'interno delle mura di Labona. Per fortuna che sono venuto con te" asserisce Thareon, mentre Dorian inizia a riprendersi. Ma la Creatura Oscura ha occhi per tutt'altro. "Seconda anomalia individuata..." e punta gli occhi su Dorian. In quel momento, Bernard intuisce che c'è solo una cosa che lui e Dorian hanno in comune, una cosa che li rende "anomali": l'aura ultra-violetta. Non è assurdo ipotizzare che quella Creatura Oscura sia in grado di vederla. "Mi dispiace..." dice Thareon, sfoderando il suo grande spadone, che inizia ad emettere una luce bianca celestiale, "... sarò io il tuo avversario. Hai i secondi contati" e si prepara a caricare. Il simulacro scoppia a ridere. "Tu... uccidere Rehav'am... secondo figlio di Šəlōmōh... ? Tu... solo ostacolo... non interf-" s'interrompe di colpo. Sia Bernard che Dorian hanno visto solo una saetta di luce. Un attimo dopo, lo spadone di Thareon ha trafitto il cuore del simulacro, perforandolo da parte a parte, per poi arrivare dritto dentro alla melma, che inizia a ribollire di rabbia, mentre del sangue esce dalla ferita. Thareon spinge l'anomalia fino al bordo della bolla, mettendola alle strette in un angolo. "MaLeDeTtO UmAnO!" sbraita la melma con una cosa che solo grossolanamente assomiglia ad una voce, ma è talmente tanto distorta che sembra quasi uno stridio inintelligibile. Due figure umanoidi melmose emergono dalla massa melmosa principale, scavalcando Thareon. "Bernard, Dorian! Io tengo a bada il corpo principale. Voi pensate a quei due!" dice il templare. Il vero combattimento è appena iniziato.