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Capitolo 3 - Nel bosco degli elfi

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Giorno 3 - mattina presto

Il mattino si apre in un silenzio disteso. Il sole inizia a sorgere oltre la linea dei rilievi, scalda l'aria e spazza via le ultime ombre della notte. Il boato della sera prima, sembra non aver avuto conseguenze evidenti e siete riusciti a riposare senza ulteriori sorprese.

Mentre vi rimettete in marcia sistemando i carichi che fino a ieri vi trasportava il buon mulo, la giornata sembra scorrere senza scossoni. Eppure, man mano che vi avvicinate alla meta, una strana e persistente sensazione comincia a farsi strada lungo la schiena del nano: un brivido freddo, un'inquietudine improvvisa e senza un motivo apparente che continua a punzecchiare i suoi sensi lungo tutto il cammino.

Dopo un paio d'ore di marcia, la pianura sfuma e vi trovate finalmente di fronte al confine della foresta. A segnare l'ingresso ci sono due enormi querce che si ergono come un portale naturale, oltre le quali la luce del sole cede il passo a un'ombra fitta e a una temperatura visibilmente più rigida.

Sul tronco della quercia di sinistra, all'altezza degli occhi, il legno è stato inciso di recente per mostrare un simbolo: un cerchio attraversato da tre linee verticali parallele, riempito con una sostanza densa di colore rosso scuro.

Appena oltrei due alberi, il terreno si rivela essere una spessa coltre di fango fresco e foglie umide, estremamente morbido. Il verso di uccelli e piccoli animali — costante fino a pochi metri fa — cessa del tutto, lasciando spazio solo al fruscio del vento tra i rami alti.

A un paio di metri dal vostro cammino, mezze sommerse dal fango e disposte a triangolo attorno a un arbusto spoglio, giacciono tre pietre piatte, ciascuna recante una scanalatura a forma di spirale.

Il bosco si estende davanti a voi. Come intendete procedere?

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ELYNDRA - DRUIDA

La perdita del mulo, oltre ad aver gonfiato il mio cuore di immensa tristezza, ha anche causato disagi.
Viaggio più pesante e la marcia è più difficoltosa, dimostrato dal fatto che sono molto taciturna per risparmiare fiato.
Di tanto in tanto guardo Arthur per vedere se ha bisogno di aiuto, i miei piedi sono abituati a camminare su terreni impervi ma lui no.
Sembra così abituato a frequentare biblioteche o luoghi chiusi, chissà se ha difficoltà.
Appena vedo l'ingresso della foresta l'umore migliora decisamente, chiudo gli occhi e respiro a pieni polmoni, il profumo di foglie riempie le mie narici con il suo dolce aroma.
Il vento fruscia tra i miei capelli facendoli ondeggiare come se stessero danzando.
Ma c'è qualcosa che non mi convince...
Il silenzio improvviso.

Guardo gli altri.


"Stiamo attenti ora! Probabilmente presto metteremo piede nelle terre degli elfi. Non facciamo mosse azzardate anche se ci dovessero sorprendere. Ricordatevi che siamo qui per cercare alleati, non nuovi nemici."

Il mio sguardo si posa principalmente sul nano.

Mi volto per proseguire la marcia quando noto le tre pietre disposte a triangolo, non mi sembra una disposizione casuale.
Chinandomi le osservo più da vicino.

AZIONE

Prova Arcana: 20

Prova Intuizione: 12

Modificato da shadyfighter07

Arthur Hornraven

La morte del mulo rattrista anche me che non ho mai avuto molta empatia con gli animali. Era comunque una creatura docile, e mi piaceva guardare Elyndra accarezzarlo, non senza una punta di invidia ovvio. Ma oramai ho capito che il suo amore per il mondo naturale sovrasta qualunque legame umano e lei è stupenda così.

Le ultime ore di marcia trascorrono veloci, ed io mi sento meglio, nuovamente in forze e con gli incantesimi pronti ad essere lanciati.

La mia civetta, è appollaiata alla mia spalla e sebbene non sia davvero un rapace notturno ma una creatura magica richiamata dal mio rituale, si immedesima bene nella parte, aggiungendo altro peso alle mie povere spalle.

Finalmente arriviamo alla foresta, ora la situazione si fa davvero delicata.

Mi avvicino, quaderno per gli appunti alla mano per vedere se qualcuno di questi simboli è parte dell' alfabeto elfico che ben conosco o se riconducibile a qualche altro alfabeto da me conosciuto.

@Rafghost2 @Landar è iniziato un nuovo capitolo, lo comunico nel caso, come me ,vi fosse sfuggito

Modificato da Monkey77

ELYNDRA - DRUIDA

Quando appoggio la mano sulle pietre un alone verdastro si accende sul dorso, chiudo gli occhi e mi concentro.
Rimango ferma per qualche secondo, il corpo vibra mentre respiro profondamente.

Mi rialzo, il viso un po' scosso, mi sposto i capelli dietro l'orecchio.

"C'è della magia in queste pietre, come se servissero ad incanalare qualcosa, tuttavia non è una trappola, sono troppo visibili per esserlo. Sembra quasi una sorta di avvertimento, come se si stesse varcando un confine."

Un tono preoccupato mi incrina la voce.

"A maggior ragione stiamo attenti. Probabilmente quando entreremo saremo osservati."

Eryn - Paladina

Il risveglio dopo la notte non proprio pacifica ci mette di fronte alla logistica del trasporto di tutta quella bella roba pesante che prima trasportava l'animale e che ora è destinata alle nostre groppe. Facciamo una veloce cernita lasciando ciò che ci appesantirebbe troppo e che potrebbe risultare meno necessario mentre il sole inizia a fare capolino oltre le cime degli alberi:

"Almeno si prospetta una bella giornata." mi dico cercando il lato positivo della situazione. "Ormai manca poco alla foresta, coraggio riprendiamo la marcia." cerco di motivare un po' il gruppo anche se il carico aggiuntivo non facilita il compito.

Quando finalmente raggiungiamo il limitare della foresta, l'atmosfera che ci troviamo davanti è tutto tranne che armoniosa. Dalla foresta emana una strana inquietudine, non saprei dire se dipenda dalla foresta stessa o magari da qualcosa che hanno fatto gli elfi o ancora dal fatto che stiamo per entrare in un luogo che è divenuto il rifugio di un popolo già di suo misterioso e che non vuole avere nulla a che fare con gli altri. Fatto sta che se non fosse per la salvezza dell'intera Tuern la normale reazione sarebbe un bel dietrofront.

Mi affianco alla coppietta innamorata, anche se ancora non sanno di esserlo, forse e mi chino ginocchio a terra ad analizzare il terreno su cui dovremmo procedere: "Mhm... è molto strano. Il terreno cambia improvvisamente come anche la presenza di fauna e la temperatura. Arthur, Ely riuscite a percepire qualcosa di magico? Di sicuro non è naturale ciò che succede qui."
Provo a tastare il terreno con la mano per assicurarmi che non si tratti solo di una semplice illusione, anche se davvero ben congegnata.

x tutti

Scusate ma non avevo visto che era stato aperto il nuovo capitolo, l'ho dedotto dalle conversazioni e dai lanci (EPICI!) su discord, poi ho notato che non avevo attivato la campana sulla gilda ma solo sui thread specifici...
Cmq sono contento che abbiamo ripreso, buon divertimento a tutti.

Thurin Nano Guerriero

Il risveglio non è sereno. La perdita del mulo appesantisce tutti i nostri cuori... e anche le nostre spalle. Distribuiamo l'equipaggiamento, sono carico ma non appesantito.

La marcia quindi prosegue e infine giungiamo al limitare della nostra meta. La sensazione di inquietudine è immediata. E si fa sempre più pungente passo dopo passo. Brividi lungo la schiena, l'umidità della boscaglia che mi imperla la fronte... o forse il nervosismo.
Brontolo più e più volte "Questo posto non mi piace." annuisco all'invito di non fare mosse avventate, non ci penso minimamente "E pensare che sono stato io a voler venire qui." dico maledicendomi. 'Due umane, un mezzelfo e un NANO. Quale accoglienza potranno mai avere qui se non una freccia in pieno petto?'

Allerto tutti i miei sensi proseguendo guardingo. Fissando spesso le fronde degli alberi nella speranza di veder per primo un baluginio di una freccia, o un movimento innaturale.

  • Autore

Eryn tasta con attenzione il terreno e la superficie delle pietre, confermando che ciò che hanno davanti è del tutto consistente e reale, saldamente piantato nel fango e non un'illusione.

Dall'osservazione dei tratti, Arthur riconosce che le scanalature incise sulle pietre sono a tutti gli effetti rune magiche utilizzate per focalizzare e lanciare incantesimi, anche se per comprendere esattamente la natura o la scuola della magia coinvolta avrebbe bisogno di ricorrere a un incantesimo specifico.

Nel frattempo, Thurin alza lo sguardo per perlustrare i tronchi e nota una colatura di sostanza rossa sulla quercia a sinistra del cerchio di pietre, del tutto simile al pigmento trovato all'ingresso del bosco. Seguendo con gli occhi quella traccia fino a una fronda che copre parzialmente il tronco, la sposta con la mano e scopre una serie di scritte incise nella corteccia, a lui del tutto incomprensibili!

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