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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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Ti concentri per un istante, richiamando la debole ma pura scintilla divina che risiede ancora nel tuo corpo di carne. Canalizzi l'incanto di Cura Ferite Leggere, avvertendo un calore rigenerante che scorre lungo la guancia graffiata e sul dorso della mano sinistra. Davanti ai tuoi occhi, il taglio sullo zigomo e i solchi degli artigli sulla pelle si rimarginano rapidamente, lasciando solo una sensazione di leggera freschezza dove prima bruciava il veleno di Baator.

Nibble, rimasto accovacciato sul piedistallo di pietra, solleva le grandi orecchie rotonde al sentire le tue parole. Le sue lunghe vibrisse dorate fremono e il Nezumi guarda prima il suo bastone nodoso, poi la tua figura celestiale, visibilmente colpito dalla tua inaspettata offerta di protezione e dalla promessa di una vita lontana dalla lordura dei moli.
Nibble... Nibble ci pensa, Eladrin sussurra il topo, abbassando il muso sul petto con insolita umiltà. Nessuno offre mai cibo o tetti caldi a Nibble senza chiedere in cambio sangue o anime morte. Nibble ci pensa, sì, sì.

Il topo scuote poi la testa per scacciare la serietà del momento e batte una zampa artigliata contro la superficie metallica del forziere.
Ma il capo Zephyr ha detto che non dobbiamo aprirla qui! No, no. Il ferro nero è fatto per tenere le cose chiuse. Zephyr vuole la cassa intera. Se la apriamo qui, la magia selvaggia che c'è fuori potrebbe infilarsi dentro... o quello che c'è dentro potrebbe saltare fuori e mangiarci i piedi! Nibble dice che è meglio portarla via intera.

Dalle pieghe del tuo mantello, la piccola fatina fa capolino, sollevandosi in volo a pochi centimetri dal tuo orecchio con un frullo d'ali leggerissimo. La sua minuscola figura sprigiona una polvere lucente che brilla nell'oscurità della cantina allagata. Vola sopra lo scrigno, studiando le borchie di ferro profondo e il sigillo del vento inciso sul coperchio, prima di sussurrarti la sua diagnosi con quella voce simile a campanelli d'argento.
Silyndor, il brutto topo ha ragione... Non toccare la serratura. Sento che questa cassa è circondata da un sottile velo di magia dormiente. Non è una trappola che vuole farti del male, ma è un sigillo di contenimento legato all'aria. Se provi a forzarla o ad aprirla senza la giusta combinazione o i giusti strumenti, l'aria intrappolata dentro esploderà verso l'esterno come un piccolo ciclone furioso, e distruggerà tutto quello che c'è in questa stanza. Dobbiamo portarla via così com'è.

Lo scrigno di ferro nero è pesante e freddo, parzialmente sommerso dall'acqua fangosa ma stabile sul suo piedistallo. Il silenzio della torre di Vane è tornato assoluto, ma sapete che la barca del marinaio muto vi attende alla banchina e che ogni minuto passato in questa palude allagata aumenta il rischio che le anomalie della Trama si risveglino o che in qualche modo facciano aprire lo scrigno...

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Osservo la pesante cassa di ferro nero.

E Zephir come ha pensato che io assieme a te riusciamo a trasportare questa cassa che da come parli sembra rischi di farci esplodere al minimo sussulto? Ti ha trasmesso la capacità di farla levitare come una piuma o tu riesci a renderla piccola come una scatola di fiammiferi?

Mi guardo intorno aspettando una risposta e cercando di pensare ad una soluzione

@Dardan a te.

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Attonito per la tua tagliente ironia, Nibble arriccia il muso dorato e lascia sfuggire uno squittio acuto e divertito, facendo dondolare le lunghe orecchie pelose.

Nibble... Nibble dice che l'Eladrin ha tanta fantasia, ma si preoccupa per nulla! Il ferro nero non esplode mica se lo solleviamo o se prende un sussulto, no, no. La fatina ha detto che è pericoloso aprirlo, non toccarlo! Diventa un ciclone furioso solo se qualche ladro stupido cerca di forzare la serratura o di spaccare il coperchio senza conoscere la parola d'ordine. Per il trasporto, l'aria-fresca ha pensato a tutto.

Il Nezumi infila una zampa artigliata dentro le pieghe logore della sua tunica scura e, dopo aver frugato per qualche istante, tira fuori un sottile nastro di seta azzurra, finemente ricamato con rune d'argento che brillano di una debole luce propria.

Zephyr sa che Nibble è piccolo e che l'Eladrin ha una lancia troppo grande per caricarsi i pesi sulla schiena. Mi ha dato questa cinghia del vento prima di salire sulla barca. Ha detto di legarla attorno al ferro nero. Guarda, guarda.

Il piccolo uomo-topo trotterella fin sopra il piedistallo di pietra e, con insospettabile agilità, avvolge il nastro di seta attorno alla mezzeria dello scrigno, stringendo un nodo d'arresto sulla sommità del ferro. Non appena il tessuto azzurro entra in contatto con il metallo scuro, il sigillo del vento inciso sul coperchio si illumina di una vivida luce turchese. Un debole e tiepido vortice d'aria si sprigiona da sotto il forziere, sollevando piccoli spruzzi d'acqua fangosa e respingendo la melma della cantina.

Con un leggero crepitio, il pesante scrigno si solleva da solo di una spanna dal piedistallo, fluttuando nell'aria pesante della stanza allagata come se fosse diventato leggero e privo di consistenza. Resta sospeso a mezz'aria, perfettamente stabile, muovendosi docilmente al minimo accenno di pressione della zampa del topo.

Nibble... Nibble dice che ora la cassa cammina da sola! Sì, sì. Sembra una piuma che vola nel granaio. La spingiamo fino alla barca del marinaio zito e ce ne andiamo prima che i cugini grandi delle zanzare rosse vengano a vedere che fine hanno fatto, ci stai?

Il forziere fluttuante attende solo di essere spinto lungo la via del ritorno. La cantina è ora spettralmente silenziosa e la scala di pietra che conduce alla botola superiore è libera da minacce.

Bene allora, sembra che il caro Zephir abbia pensato proprio a tutto. Andiamo faccio strada io tu pensa pure alla cassa.

Avanzo con circospezione, attento alle porte ancora chiuse senza mostrare curiosità per eventuali tesori ancora custoditi, ma attento a potenziali minacce che potrebbero uscirne.

Una volta valutata la sicurezza del passaggio faccio cenno a Nibble di proseguire e ci dirigiamo verso la chiatta.

@Dardan a te.

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La tua circospezione si rivela la scelta più saggia. Mentre riattraversate l'ambiente quadrato sotterraneo, i bagliori azzurrognoli e freddi dei tre fuochi fatui fluttuanti sui candelabri continuano a proiettare ombre distorte sulle pareti, danzando insieme alle rune d'argento che strisciano sul pavimento. Sotto questa spettrale luce magica che annulla la tua scurovisione, tieni lo sguardo fisso sulla porta centrale dell'archivio, rimasta spalancata, e su quella di destra ancora serrata, attento a cogliere ogni minimo fremito tra i dettagli visibili della pietra.

Nibble ti segue docilmente, spingendo con un dardo lo scrigno di ferro nero che fluttua a mezz'aria come un macabro pallone ceruleo, attento a non scuotere troppo il nastro di seta azzurra.

Risalite la scala di pietra e superate i resti fumanti del guardiano di bronzo nell'atrio superiore, uscendo finalmente all'aria aperta. Il marinaio muto vi attende sulla banchina di legno marcio, gli occhi vitrei fissi sul forziere levitante. Senza emettere un fiato, aiuta a stabilizzare il carico a bordo del vecchio peschereccio, posizionando lo scrigno al centro della stiva.

La barca si stacca dall'isolotto della torre di Vane, riprendendo la via del ritorno lungo il fiume Chionthar. La nebbia mattutina, anziché diradarsi con il passare delle ore, si fa incredibilmente fitta, pesante, quasi gessosa, riducendo la visibilità e isolandovi dal resto del mondo. Il viaggio scorre spettrale ma privo di incidenti, scandito solo dal battito ritmico e smorzato delle onde contro il guscio rinforzato in ferro e dai rari squittii a bassa voce di Nibble, che continua a sorvegliare la cinghia del vento legata esso.

Dopo circa un'ora di navigazione alla cieca, la sagoma massiccia delle banchine della Città Bassa di Baldur's Gate emerge lentamente dalla coltre grigia. Il marinaio muto manovra il timone con precisione millimetrica, accostando l'imbarcazione a un molo secondario e isolato del porto.

Ad attenderti sulla banchina, seminascosto dall'ombra di una tettoia di legno marcio, c'è Zephyr. Il Genasi dell'Aria indossa lo stesso lungo mantello azzurro e i suoi capelli argentei fluttuano leggeri nell'aria salmastra. Accanto a lui si staglia una figura snella e interamente avvolta in armature di cuoio scuro, con il volto coperto fin sopra il naso da una sciarpa di seta che lascia scoperti solo due occhi glaciali e attenti. Non appena i due notano il riflesso ceruleo e levitante del forziere di ferro nero posizionato nella stiva, una frazione di secondo di autentica brama attraversa gli occhi di Zephyr, subito mascherata da un velo di fredda indifferenza. Fa un passo avanti, incrociando le braccia sotto il mantello.

Vedo che avete portato il ferro nero. Keira, controlla la banchina. Noi ci muoviamo al magazzino, prima che i soldati del Pugno di Fuoco si insospettiscano. dice Zephyr, con una voce che taglia la nebbia del porto, rivolgendosi alla figura incappucciata che risponde con un cenno quasi invisibile della testa prima di sparire tra le ombre dei moli.

Il tragitto di ritorno verso la struttura blindata avviene senza intoppi. Quando entrate nuovamente nel magazzino del porto, Krag e il colossale Brakor sbarrano immediatamente il portone alle vostre spalle, facendo scattare i pesanti lucchetti. Qui, ad attendervi vicino al fuoco, ci sono Skraa la Spezzacifre e la dottoressa Aurelia Von Kroll. Con un cenno di Nibble, lo scrigno viene spinto sopra il tavolo di legno massiccio, dove atterra con un tonfo sordo non appena il nastro di seta azzurra viene rimosso.

Zephyr fa un cenno perentorio alla goblin. Aprilo. Subito.

Skraa non se lo fa ripetere due volte. Con movimenti fulminei delle dita verdi, inizia a manipolare l'energia arcana rossa attorno alla serratura dello scrigno. Il cristallo sul suo bastone pulsa fuoriosamente e, dopo una manciata di secondi di sfrigolii e gemiti metallici, il sigillo dell'aria imposto dal defunto Vane si dissolve in un debole refolo di vento. La pesante serratura scatta con un forte schiocco e il coperchio si solleva di pochi centimetri.

Zephyr si sporge sul tavolo con avidità, sollevando interamente il coperchio di ferro nero per esaminare il contenuto. All'interno, tuttavia, non c'è la ricchezza o il documento primario che il Genasi si aspettava: la luce fioca del braciere illumina solo una manciata di monete d'oro straniere, qualche boccetta di vetro opaco e una serie di registri commerciali minori parzialmente logorati dall'umidità.

Il volto fiero di Zephyr si contrae in una smorfia di fredda stizza. Sbatte una mano guantata sul bordo del tavolo, voltandosi lentamente verso di te con gli occhi azzurri ridotti a due fessure gelide.

Questo è tutto? ringhia il Genasi dell'Aria, la voce carica di un'irritazione malcelata. Vane era uno dei mercanti più paranoici e facoltosi della Costa della Spada, e questo forziere contiene solo i suoi scarti commerciali. Mancano i documenti di transazione principali e la chiave delle sue rotte protette. Non è abbastanza, Eladrin. Questo non ripaga il valore delle informazioni che cerchi per Evereska.

L'immondo dell'aria fa un passo avanti, incrociando nuovamente le braccia e studiando la tua figura con assoluto calcolo. Se vuoi davvero che io rispetti la mia parte dell'accordo, la tua lancia dovrà fare un altro lavoro per me. Io so che Vane possedeva una seconda tenuta d'affari fortificata fuori città, un deposito privato nascosto tra i boschi a nord, oltre i confini di Baldur's Gate. Vai li e portami ciò che custodisce. Solo quando avrò i veri registri di Vane tra le mani sarò soddisfatto e ti rivelerò le informazioni per Evereska.

Le parole di Zephyr pesano nell'aria del magazzino come un nuovo, inevitabile ricatto. Brakor e Krag stringono le prese sulle loro armi alle tue spalle, osservandoti con aria di sfida, mentre Skraa richiude il forziere borbottando tra i densi fumi del braciere

Silyndor Ewein Tel'quessir

Analizzo in maniera rapida la situazione, sono in svantaggio numerico, non conosco le loro capacità, e in caso di scontro metterei in pericolo la vita dei miei compagni che ho ingenuamente consegnato nelle loro mani.

I patti erano altri Zephir! Io recuperavo la cassa tu mi davi le informazioni...se la cassa non contiene quanto speravi non è affarmio! Ho rispettato la mia parte, tu non stai onorando la tua.

Ma non temere, e voi smettete di stringere le vostre armi che vi verrà un crampo alla mano se non vi calmate.

Ti faccio una controproposta che non potrai rifiutare.

Io ,che odio i ricatti, mi generano prurito, ti faccio il piacere di visitare anche questa seconda torre. Puro volontariato giuro! Tu onori la tua parte di accordo e mi dai ORA le informazioni pattuite. E tieni in cambio del favore che ti faccio al sicuro e non prigionieri i miei amici.

Io ti consegno il materiale e poi me ne vado perla mia strada assieme alla mia compagnia.

Accetti?

Lo faccio per te credimi, io sarò ancora su questa terra quando il mare la inghiottirà e il cielo prenderà fuoco. Tu tra un secolo al massimo morirai e mi spiacerebbe trovarti nell' abisso assieme ad altri fraudolenti.

Quindi fidati lo faccio solo per salvare la tua misera anima. Perché altrimenti se non fossi mosso dalle più caritevoli intenzioni ti direi semplicemente che sei un bastardo, e non per le origini miste che hai, ma perché sei proprio una carogna. Ma dopotutto,forse,sono sceso dai cieli per salvarti ,ti piace l'idea?

Quindi credo che a conti fatti ti convenga accettare la mia offerta non credi?

Il mio sguardo e fermo senza paura, il genasi vuole quella cassa e l'avrà, ma renderò amaro il boccone che vuole ingoiare.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

  • Autore

Un silenzio di tomba cala nel magazzino, così denso che lo scoppiettio delle braci nel braciere sembra quasi un'esplosione. A ogni parola arrogante, fiera e intrisa di quella carità celestiale che suona come il peggiore degli insulti per un mortale, l'atmosfera si fa sempre più tesa. Brakor stringe le dita di roccia attorno al manico della mannaia con un grugnito cavernoso, mentre Krag sposta il peso del corpo in avanti, visibilmente irritato.

Zephyr, tuttavia, rimane immobile. I suoi capelli argentei fluttuano leggeri per un battito di ciglia e i suoi occhi azzurri, freddi come il ghiaccio dei picchi montani, fissano i tuoi senza che vi sia la minima traccia di timore. Poi, lentamente, gli angoli delle sue labbra si sollevano in un sorriso gelido, che non ha nulla di divertito.

Tu confondi la mia ospitalità con la catena di una cella, Eladrin. risponde Zephyr, e la sua voce ha il sibilo tagliente del vento del nord. Fa un passo indietro dal tavolo, allargando le braccia con finta indulgenza. Ti ricordo che sei stato tu, ieri sera, a implorare protezione per la tua carovana. Sei stato tu a pretendere garanzie per la tua mezzelfa e per la bambina, temendo i sicari elfi che vi tallonano. Io ho offerto un tetto sicuro e ho schierato la mia gente migliore per fare da scudo ai tuoi carri. Non ho mai detto che fossero prigionieri. Se ritieni che la mia carogna sia troppo indigesta per i tuoi gusti celestiali, la porta è esattamente lì dietro di te.

Il Genasi fa un cenno secco verso il portone di quercia blindato, dove Brakor e Krag, pur mantenendo lo sguardo fisso su di te, fanno un passo laterale, liberando l'accesso con studiata insolenza.

Fai caricare i tuoi cavalli. Prendi le tue ragazze e sparisci pure nella nebbia di Baldur's Gate. continua Zephyr, il tono che gocciola assoluto distacco. Nessuno vi tratterrà con la forza. Ma se varchi quella soglia adesso, te ne andrai da questa città esattamente come sei arrivato , al buio. Senza una singola riga di testo, senza una mappa, senza la minima idea di quale sentiero porti a Evereska. E l'Eldreth Veluuthra sarà felice di raccogliere i pezzi della tua carovana non appena sarete fuori dal mio territorio.

Dal retro del carro, Lyra ti fissa con gli occhi spalancati, le dita conficcate nella coperta e il fiato sospeso. Kaelen non si è mossa di un millimetro dalla trave portante; la tiefling ha lo sguardo fisso su Brakor, calcolando freddamente ogni linea di tiro, pronta a scattare se la situazione dovesse precipitare.

Zephyr torna a incrociare le braccia sotto il mantello azzurro, ignorando completamente le tue minacce sull'Abisso e sulla fine del mondo. La sua mente da mercante della Città Bassa ragiona solo in termini di profitto e potere mortale, e sa perfettamente di avere il coltello dalla parte del manico.

Non accetto controproposte, Silyndor. E non mi interessa il destino della mia anima, né le tue crociate celestiali. conclude il Genasi, indicando con un dito lo scrigno di ferro nero che Skraa ha appena richiuso. Il mio accordo è semplice: le informazioni per Evereska valgono i veri registri di Vane. Tu vuoi quelle strade e io voglio quel deposito a nord. Se accetti, le informazioni saranno tue nel momento esatto in cui mi consegnerai l'ultimo libro contabile del mercante. Se non accetti, raccogli le tue cose e lascia il mio magazzino. La scelta è tua. Allora, Eladrin... preferisci salvare la mia anima o la pelle dei tuoi protetti?

Il genasi dell' aria Sa il fatto suo. Ancora una volta provo il senso di impotenza che mi ha accompagnato nei primi mesi di questa nuova vita.

Non è l'esplorare il un altro edificio che mi pesa.. è l'essere costretto a farlo per non avere il potere di trattare.

Tengo fisso lo sguardo nei gelidi occhi di Zephir

Sai fare il tuo lavoro, devo riconoscerlo. Come ti avevo detto andrò in questa torre, e spero che l'accordo si chiuda come pattuito senza ulteriori ricatti.

Non sono un tuo burattino da mandare a destra e manca. Un ultima missione e spero che le tue fonti dicano il vero. Non ne farò una terza. Se non mi aiuti troverò comunque le informazioni che cerco, in un modo o nell'altro.

Chi mi accompagna come tuo agente fidato stavolta?

@Dardan a te

.

  • Autore

Un leggero e glaciale cenno della testa da parte di Zephyr accoglie la tua resa. Il sorriso del Genasi dell'Aria si spegne, lasciando spazio a quella sua consueta espressione impassibile e aristocratica. Sa di aver vinto questo round diplomatico, ma l'avvertimento finale della tua Stirpe celestiale è risuonato abbastanza forte da fargli capire che ha teso la corda fino al suo limite massimo.

Un vero mercante non ha bisogno di un terzo ricatto, Silyndor. Questo secondo deposito a nord chiuderà i nostri conti. risponde il Genasi, la cui voce torna ad assumere un tono calmo e distaccato. Volta lentamente la schiena al tavolo di legno massiccio, camminando di qualche passo verso il braciere prima di voltarsi di scatto verso la goblin. Stavolta avrò bisogno di occhi esperti di serrature e di trappole sul campo. Vane amava i congegni a scatto e le bizzarrie meccaniche tanto quanto te. Skraa, andrai con lui....

A quelle parole, la manipolazione arcana di Skraa la Spezzacifre si interrompe bruscamente con uno schiocco secco di energia rossa. La goblin spalanca gli occhi gialli, balzando in piedi sopra la cassa che le faceva da sedia, il volto verde contratto in una smorfia di assoluto e furente disappunto. Stringe il bastone nodoso con entrambe le mani, arricciando il naso appuntito e mostrando i denti affilati verso il suo padrone.

Io?! Con lui?! Nel bosco a nord?! strilla Skraa, la voce che sale di un'ottava per l'indignazione mentre indica la tua figura con un dito artigliato. Capo, hai sentito come straparla questo qui? Parla di crociate negli inferi, anime secche e punizioni divine! È pazzo! È un fanatico dei cieli! Se andiamo nel bosco, quello userà me come esca per la prima trappola che trova solo per purificare la mia specie! Io non ci vado con questo strambo!

Ci andrai, Spezzacifre. taglia corto Zephyr, senza ammettere repliche. Il suo sguardo glaciale si sposta dalla goblin a te. Skraa conosce i meccanismi di Vane meglio di chiunque altro a Baldur's Gate. Se c'è un registro nascosto in una intercapedine di ferro, lei lo troverà. Domani prima dell'alba Keira vi guiderà fuori dalle mura della Città Alta attraverso un passaggio protetto, evitandovi le ronde del Pugno di Fuoco. Da lì, la pista a nord vi porterà dritti alla tenuta boschiva.

Skraa lascia andare un grugnito contrariato, scendendo dalla cassa a scatti nervosi e infilandosi il cappuccio scarlatto fin sopra le grandi orecchie verdi, continuando a borbottare maledizioni nella sua lingua natia mentre lancia occhiate torve al tuo falcione.

La dottoressa Aurelia Von Kroll osserva la scena con un sorriso cinico, mentre Lyra, dal retro del carro, ti lancia un ultimo sguardo carico di muta raccomandazione prima che la carovana si prepari ad affrontare le lunghe e tese ore della notte.

La notte nel magazzino scorre silenziosa e fredda, vigilata a turni dagli sgherri di Zephyr e dagli occhi attenti di Kaelen. All'alba del giorno successivo, quando i primi raggi di un sole pallido faticano a bucare la nebbia fitta di Baldur's Gate, vi mettete finalmente in marcia.

L'uscita dalla città attraverso i passaggi sotterranei della Città Alta, sotto la guida spettrale della cacciatrice incappucciata, avviene nel silenzio più assoluto. Ma non appena la guida vi lascia ai confini delle mura e vi addentrate nella fitta boscaglia a nord, la convivenza con la tua nuova compagna di viaggio si rivela una tortura per le orecchie. Skraa trotterella a un metro da te, i piedi coperti di bende che affondano nel fango primaverile di Ches, senza smettere un secondo di lamentarsi per l'umidità mattutina.

Un elfo... proprio un elfo. Perché il capo non ha mandato Brakor? Brakor è grosso, sta zitto e spacca le cose. Invece no, mi tocca l'aristocratico orecchiuto che puzza di incenso e buone intuizioni. Se provi a battezzarmi in una pozzanghera, giuro che ti sgonfio i sogni di crociata, elfo dalle gambe lunghe. continua a ringhiare la goblin, agitando il bastone nodoso ogni volta che un ramo umido le sfiora il cappuccio scarlatto.

Dopo due ore di marcia forzata sotto una pioggia fine e fastidiosa che inzuppa le fronde dei grandi alberi, la vegetazione si dirada bruscamente, rivelando la destinazione indicata da Zephyr.

IIn una radura soffocata dai rovi, si staglia la seconda tenuta del defunto Vane. È una struttura quadrata e massiccia, un avamposto fortificato di pietra grigia e travi di legno scuro, parzialmente divorato dall'edera. Le finestre del primo piano sono tutte sbarrate da pesanti grate di ferro battuto, e l'intero perimetro è circondato da un silenzio innaturale. Non si sente il canto di un solo uccello nell'aria stagnante dei boschi. Il portone principale di quercia è serrato, sormontato da una piastra di bronzo che reca impresso lo stemma commerciale del mercante.

Skraa si ferma di colpo, azzittendosi per la prima volta dall'inizio del viaggio. Esamina la facciata di pietra grigia e poi fa un passo verso l'ingresso, studiando la piastra di bronzo con i suoi occhi gialli e affilati. Avvicina il naso verde alla fessura della toppa, stringendo la presa sul suo cristallo rosso che inizia a emettere deboli sfrigolii arcani.

Ci siamo. sussurra la goblin, la voce che perde la spavalderia di prima per farsi tesa e concentrata. Questo portone ha un meccanismo di blocco a tripla mandata, tipico delle gilde dei mercanti. Se provo a forzarlo da sola c'è il rischio che scatti una trappola a aghi celata nella piastra. Ci mettiamo al lavoro per disattivare l'innesco o preferisci che esamini prima le finestre sbarrate per vedere se c'è un accesso secondario?

Nonostante la diffidenza di Kaelen passo la notte tranquillo avvolgendo Lyra tra le mie braccia. Finché gli sarò utile non avremo nulla da temere.

Il mattino seguente sembra non finire mai tra i logorroici borbottii della goblin.

Mi chiedo come mai tutte le altre popolazioni non si siano coalizzati per estinguere una simile razza malvagiamente irritante.

Cerco di ignorare gli stupidi commenti provocatori, finché ci riesco. Però Skraa è una specie di fastidiosa mosca che continua a ronzarmi intorno.

Finalmente arriviamo e la goblin espone la sua professionale proposta di approccio all' edificio.

Se il mio aiuto, per quanto di trappole non ne capisca nulla può essere risolutivo sarò ben lieto di fornirelo.

Però devi accettare che ti benedica nel nome degli dei elfici affinché riusciamo indenni nell' impresa.

Il mio sguardo è a metà tra il serio e il divertito. Ho intenzione di usare l'incantesimo guida per facilitare la disattivazione della trappola, e dopo tutti i lunghi borbottii della mattinata sono curioso di vedere se Kraa accetterà il mio aiuto sacro.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

  • Autore

Al sentire la parola benedizione, Skraa fa un balzo all'indietro di mezzo metro, atterrando con i piedi bendati nel fango e sollevando il bastone nodoso come se volesse proteggersi da un anatema. I suoi grandi occhi gialli si spalancano in un misto di genuino orrore e furia, mentre le orecchie verdi le si appiatiscono contro il cranio.

Benedirmi?! Nel nome dei tuoi dèi dalle orecchie lunghe?! squittisce la goblin, sputando a terra per scacciare la sfortuna e agitando un dito artigliato contro di te. Te l'ho detto che sei matto! La magia degli elfi mi fa venire le bolle sulla pelle e il prurito al naso! Tieniti le tue preghiere splendenti per te, elfo! Skraa la Spezzacifre non ha bisogno di acqua santa o di canti di bosco per fare il suo lavoro!

Tuttavia, mentre continui a fissarla con quel tuo sguardo a metà tra il serio e il divertito, distendi la mano mortale e incanali l'incantesimo di Aiuto. Anche senza le consuete scintille violacee, un'ondata di rassicurante e calda energia divina si propaga nell'aria della radura. Skraa stringe i denti, preparandosi a chissà quale tormento celestiale, ma quando l'incanto la tocca, la goblin batte le palpebre, sorpresa. Sente i propri sensi farsi più acuti, la presa sul bastone più salda e la mente incredibilmente lucida.

La Spezzacifre si guarda le mani verdi, arricciando il naso con un grugnito indispettito. Beh... non è acido come pensavo. Ma non ti ci abituare, orecchie lunghe. borbotta, rigirandosi lo strumento da scasso tra le dita con un'agilità raddoppiata dal tuo influsso sacro.

Visto che non le hai dato un ordine diretto sul portone, la goblin decide di applicare subito la sua prudenza professionale. Ignora temporaneamente la serratura a tripla mandata e trotterella lungo il perimetro di pietra grigia della tenuta, costeggiando i rovi bagnati per esaminare le finestre del pianterreno. Tu la segui a ruota, tenendo il falcione pronto e la fatina nascosta tra le vesti.

Le finestre sono tutte sbarrate da pesanti sbarre di ferro battuto, incassate profondamente nella roccia. Skraa si arrampica su una sporgenza di pietra, grattando la ruggine dalle grate con unghie metalliche e scuotendo le strutture con forza. Dopo aver controllato tre diversi infissi, scivola di nuovo a terra, scrollandosi la polvere dalle vesti scarlatte.

Niente da fare. dice la goblin, tornando verso la facciata principale. Il vecchio Vane ha fatto forgiare questo ferro a Baldur's Gate e le giunture sono cementate nella pietra. Ci vorrebbe Brakor con la sua mannaia per spaccarle, e faremmo abbastanza rumore da svegliare l'intera boscaglia. La porta di mezzo resta la nostra scommessa migliore. Con quella specie di... spinta che mi hai dato alla testa, dovrei riuscire a neutralizzare gli aghi nella piastra di bronzo senza rimetterci le dita.

Skraa si avvicina nuovamente al portone di quercia, estrae due sottili ferri ricurvi dalla sua scarsella di pelle e si mette all'opera. Sotto l'effetto del tuo incantesimo, le sue dita verdi si muovono con una precisione millimetrica. Infila gli strumenti nella fessura della piastra, muovendoli tesi all'ascolto dei piccoli scatti metallici interni. Dopo un minuto di silenzio mozzafiato, rotto solo dallo scroscio della pioggia sulle fronde, si sente un sonoro clack meccanico dall'interno, seguito dal rumore di tre pesanti chiavistelli che scivolano all'indietro.

La goblin fa un passo indietro con un ghigno fiero, mentre l'anta di quercia si socchiude da sola di pochi centimetri, rivelando uno spaglio di oscurità oltre la soglia.

La strada è aperta, elfo. sussurra Skraa, stringendo di nuovo il suo bastone dal cristallo rosso.Se Vane ha speso così tanto per la serratura di fuori, non oso pensare a cosa abbia messo dietro l'ingresso per proteggere i suoi libri contabili.

Il portone è semiaperto. Oltre la soglia si estende un corridoio buio e polveroso, sbarrato da una seconda porta interna, e un silenzio innaturale avvolge l'atrio della tenuta fortificata.

Silyndor Ewein Tel'quessir

Annuisco divertito nel vedere gli effetti del piccolo boost sulla goblin. Erevan Ilesere era l'unica divinità dei seldarine che poteva concedere un aiuto per una scassinatrice goblin, ma per fortuna il phanteon elfico comprende anche simili scanzonate e sconsiderate divinità.

Vorrei prendere Kraa ancora un po' in giro, ma il suo ammonimento sui possibili pericoli mi ricorda che sono qui per una missione.

Apro lentamente la porta e osservo cosa c'è dentro, se non vedo nemici,vivi, costrutti o non morti.

Non è forse meglio controllare che non ci siano trappole? Sei tu l'esperta, io ti copro le spalle.

@Dardan a te

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Spingi lentamente l'ampia anta di quercia, facendo scivolare la lama del falcione in avanti per intercettare qualsiasi minaccia imminente. La tua scurovisione penetra all'istante nel corridoio della tenuta, rivelando un ambiente dritto, lungo circa dieci metri e interamente rivestito di massicci blocchi di pietra grigia. Non si muove una foglia: nessun nemico in carne e ossa, nessun costrutto stridente e nessuna traccia di energia negativa che possa animare dei non-morti. L'atrio è spoglio, immerso in una fitta coltre di polvere e avvolto in un silenzio tombale.

In fondo al passaggio si staglia una seconda porta di legno scuro, sormontata da un grande arco di pietra. Ma a metà del corridoio, il tuo sguardo viene catturato da due grandi statue di bronzo ossidato collocate in apposite nicchie speculari, una a destra e una a sinistra. Raffigurano due grifoni rampanti dalle ali spiegate, i cui becchi metallici sono spalancati verso il centro del corridoio.

Al tuo invito a controllare, Skraa lascia andare un grugnito contrariato, ma l'effetto del tuo incantesimo la rende ancora incredibilmente vigile e reattiva. Si cala il cappuccio scarlatto sulla fronte, si mette a carponi sul pavimento polveroso e inizia ad avanzare millimetro dopo millimetro, picchiettando le lastre di pietra con la punta metallica di uno dei suoi ferri da scasso.

Certo che controllo, elfo. Non ho nessuna intenzione di farmi spalmare sulle pareti da un masso cadente solo perché tu hai fretta. borbotta la goblin a bassa voce, strisciando in avanti sotto la tua protezione.

La Spezzacifre esamina le prime piastre con cura chirurgica, muovendosi leggera come un gatto, finché non arriva esattamente a metà del corridoio, proprio nello spazio compreso tra le due statue di bronzo dei grifoni. Lì si blocca di colpo, sollevando una mano verde per ordinarti di non muoverti. Con estrema cautela, soffia via la polvere da una fessura millimetrica che unisce due lastre del pavimento.

Ci avrei scommesso il bastone. sussurra Skraa, sollevando la testa verso le nicchie. Guarda lì. La lastra sotto le mie ginocchia è leggermente sopraelevata. È una pedana a pressione meccanica. Se qualcuno ci cammina sopra senza bloccare il contrappeso, gli ingranaggi nelle pareti fanno scattare i mantici dentro i grifoni. E scommetto l'oro di Zephyr che quei becchi di bronzo sputeranno fuoco liquido o dardi rotanti dritto in mezzo al corridoio.

La goblin si siede sui talloni, studiando l'intercapedine e tirando fuori un piccolo cuneo di ferro e un martelletto di legno dalla scarsella. Posso provare a incastrare il cuneo sotto la piastra per bloccare lo scatto, ma lo spazio è strettissimo. Oppure, visto che sei così lungo, potremmo semplicemente fare un salto coordinato e superare questa lastra maledetta senza toccarla. Che ne dici, elfo? Ti fidi delle tue gambe o preferisci aspettare che io batti il ferro sul marmo?

Senza perdere tempo in calcoli o esitazioni, afferri la goblin per la cappa scarlatta e la sollevi di peso dal pavimento prima che possa battere il ferro sulla pietra. Skraa lancia uno squittio di puro spavento, agitando le gambe bende nel vuoto, ma con un unico balzo fluido, potente ed elegante, sfrutti l'agilità della tua Stirpe per scavalcare interamente la pedana a pressione.

Atterri saldamente un metro più avanti, oltre la linea di tiro delle due statue di bronzo, e deponi a terra la Spezzacifre. La goblin si sistema freneticamente le vesti, arricciando il naso verde in una smorfia indignata e ringhiando a bassa voce.
Potevi avvertire, elfo dalle gambe lunghe! Un altro po' e mi facevi ingoiare il cristallo! borbotta, sebbene un'occhiata furtiva ai becchi dei grifoni, rimasti muti e inerti grazie al tuo salto, la costringa a darti implicitamente ragione.

Vi lasciate alle spalle la trappola e raggiungete la seconda porta in fondo al corridoio. Skraa, ancora scossa ma raddoppiata nella prontezza dal tuo incantesimo sacro, esamina rapidamente la toppa di legno scuro. Non ci sono inneschi complessi stavolta: fa scattare il chiavistello interno con un singolo movimento fluido del suo ferro ricurvo e spinge l'anta, rivelando il cuore della tenuta fortificata di Vane.

La tua scurovisione perfora un ampio salone di rappresentanza, un tempo sfarzoso ma ora immerso in un abbandono spettrale. Grandi arazzi logori pendono dalle pareti di pietra grigia e una spessa coltre di polvere copre ogni superficie. Lungo i lati della stanza sono disposti massicci mobili di quercia, scrivanie da computo e cassapanche rinforzate in ferro, quasi tutte spalancate e parzialmente saccheggiate, segno che i servitori o qualche sciacallo locale hanno ripulito la superficie subito dopo la recente morte del mercante.

L'ambiente è avvolto in un silenzio tombale e la planimetria del salone si apre chiaramente davanti ai tuoi occhi. Sulla parete di sinistra si stagliano due porte di legno ordinarie, completamente chiuse. In fondo alla sala, seminascosta dietro una grande cattedra da contabile rovesciata, svetta una terza porta, massiccia e blindata, recante al centro il grande sigillo in bronzo della gilda dei mercanti. Sul lato opposto, lungo la parete di destra, si apre invece una rampa di scale in pietra che sprofonda nell'oscurità dei sotterranei.

Skraa si sposta al tuo fianco, abbassando il cappuccio scarlatto per studiare l'ambiente. Il cristallo rosso sul suo bastone emette un debole barlume sanguigno mentre la goblin fiuta l'aria pesante, stringendo le dita attorno al legno nodoso.

Tutto vuoto in superficie, elfo. I topi hanno già mangiato le briciole, ma l'aria qui dentro è ferma da tempo. sussurra la goblin, tornando ad assumere la sua aria professionale e guardinga mentre lancia un'occhiata torva alle uscite chiuse. Un vecchio avaro non lascia mai i suoi veri registri contabili alla portata dei servitori. Scegli una strada, orecchie lunghe, io ti vengo dietro con i ferri pronti.

Silyndor Ewein Tel'quessir

Dopo essermi divertito a saltare con la petulante goblin tra le braccia mi ritrovo dinnanzi ad una scelta. Il sentirmi ricattato ha cambiato le mie priorità, è vero che sono qui per recuperare il materiale che dovrebbe garantirmi le informazioni che cerco, ma se nel frattempo trovo qualcosa che può essermi utile può essere una buona idea. Che siano oggetti per potenziarmi o monete per ingaggiare Kaelen più a lungo, tutto potrebbe essere importante per il futuro.

Procediamo con ordine, prima le porte semplici, poi la blindatae in ultimo scendiamo

Mi avvicino alla parete di sinistra Verifica che non ci siano trappole poi entrerò ad ispezionarla.

@Dardan a te.

  • Autore

La goblin accoglie il tuo approccio metodico con un grugnito di approvazione, felice di non dover subito rischiare le dita contro il sigillo blindato in bronzo. Trotterella faticosamente nel fango riportato all'interno e si posiziona davanti alla prima delle due porte semplici sulla parete di sinistra, inginocchiandosi sulla polvere.

Passa un minuto intero in cui la Spezzacifre picchietta il legno, muove l'orecchio verde contro la serratura e fa scorrere un ago sottile nell'intercapedine dei cardini. L'effetto del tuo precedente incanto sacro la rende incredibilmente meticolosa. Infine si rialza, pulendosi la cappa scarlatta con un colpo secco.

Questa è pulita, elfo. Niente aghi, niente fili, niente contrappesi. Solo un vecchio chiavistello arrugginito. sussurra la goblin, facendo un passo di lato e lasciandoti il varco libero. Fa' pure strada con quel falcione.

Spingi l'anta di legno con lo stivale, mantenendo la guardia alta. La porta si apre con un lamento prolungato, rivelando quello che un tempo era l'alloggio delle guardie private del mercante. L'ambiente è rettangolare, spoglio e ribaltato dal recente sciacallaggio: tre brande di paglia sono state squarciate, i bauli personali dei mercenari giacciono a terra divelti e svuotati, e persino le rastrelliere per le lance lungo le pareti sono state private di ogni pezzo di ferro utile.

Tuttavia, mentre la tua scurovisione ispeziona gli angoli spogli, noti qualcosa che i saccheggiatori frettolosi hanno mancato. In un angolo della stanza, parzialmente nascosto sotto i resti di un pagliericcio bruciacchiato, spunta l'angolo metallico di una piccola cassetta di sicurezza in ferro, ancora sigillata e fissata alla pietra del pavimento da grosse borchie.

Skraa si infila sotto il tuo braccio prima ancora che tu possa fare un passo, attirata dal luccichio del metallo intatto. I suoi occhi gialli brillano di cupidigia mentre esamina la borchia.

Guarda lì... i ladri della Città Bassa non avevano gli strumenti adatti per questa bellezza. ridacchia la goblin a bassa voce, sfregandosi le mani artigliate e tirando fuori i suoi ferri ricurvi. Questa è una cassaforte da viaggio della gilda. Vane ci teneva le paghe d'argento per le guardie o qualche gingillo personale. Ci metto due minuti a far saltare i cilindri, elfo. Tu tieni d'occhio il salone, non vorrei che il rumore attirasse qualcosa dal sotterraneo.

Mentre tieni d'occhio il salone, il sommesso grattare dei ferri di Skraa si interrompe dopo pochi istanti con un netto clack metallico. La goblin solleva il piccolo coperchio pesante e allunga le mani verdi all'interno, tirando fuori un pesante sacchetto di tela grezza e una boccetta di vetro scuro sigillata con della ceralacca blu.

Argento e oro per i mercenari, elfo! I ladri che hanno ripulito la stanza erano proprio dei dilettanti. ridacchia la Spezzacifre, lanciandoti il sacchetto. Al tatto senti il peso rassicurante di circa cento monete d'argento e una ventina di corone d'oro luccicanti, perfette per i tuoi piani con Kaelen. La goblin tiene per sé la boccetta, annusandola. E questa è una miscela alchemica per curare le piaghe. Ottima roba, scotta sulla lingua ma rimette in sesto le ossa.

Senza perdere altro tempo, intascate il bottino e vi spostate immediatamente verso la seconda porta ordinaria sulla parete di sinistra. Skraa applica la stessa rapidità: esamina gli stipiti in pochi secondi, fa scattare il chiavistello con una torsione secca della mano e spinge l'anta per farti strada.

Oltre la soglia si aprono le vecchie cucine della tenuta, un locale saturo di un odore rancido di grasso e muffa. Tavoli da macello ribaltati, sacchi di farina marcita squarciati dai topi e stoviglie di peltro ammaccate coprono il pavimento. Anche qui gli sciacalli hanno frugato ovunque alla ricerca di argenteria, lasciando solo macerie. Tuttavia, sul fondo della cucina, seminascosto dietro una dispensa abbattuta, noti un montacarichi di legno e corde arrugginite, una botola verticale che scende dritta nei livelli inferiori della struttura.

Skraa si sporge oltre il bordo della dispensa, sputando sulla polvere della cucina. Tutto ripulito anche qui, orecchie lunghe. Questo montacarichi scende nei magazzini sotto i nostri piedi, ma le corde sono logore. Se vogliamo andare giù, tanto vale usare le scale di pietra del salone principale. Altrimenti, l'unica cosa rimasta in superficie è la porta blindata con il sigillo di bronzo in fondo alla sala.

Silyndor

Vedo che la goblin se la cava con ingranaggi e serrature, senza di lei avrei avuto qualche problema in più.

Quando apre la cassa che i precedenti predoni non erano riusciti ad aprire

Sei brava con gli ingranaggi, prendi una parte delle monete, immagino che già Zephir ti paghi ma dopotutto se fai bene il tuo lavoro mi stai preservando e ciò va ricompensato.

Quindi sono davvero così insopportabile come compagno? Con gli altri ti trovi poi così bene o sono capaci di cose incredibili?

La mia è in realtà una domanda volta a testare l'affiatamento del gruppo e magari raccogliere qualche informazione sulle loro capacità. Ancora non mi fido delle buone intenzioni di Zephir, anche se spero di sbagliarmi.

Te la senti di aprire la porta blindata? Non voglio rischiare le penne, quindi se vuoi tentiamo prima con il piano inferiore, anche se credo che i valori siano custoditi dietro un adeguata protezione.

@Dardan a Te

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Skraa agguanta al volo le monete d’oro che le porgi, facendole tintinnare con un sorrisetto sornione. Le infila nella scarsella, visibilmente colpita dal fatto che un elfo austero come te riconosca il merito con del freddo metallo, anziché con futili lodi.

Alza gli occhi gialli su di te, arricciando il naso verde in un ghigno sarcastico prima di rispondere alla tua provocazione.

Se sei insopportabile? Oh, da morire, elfo! Sei rigido come un palo di quercia, parli come un vecchio chierico centenario e guardi la mia gente come se fossimo sporco sui tuoi stivali. ridacchia la goblin, dandoti una leggera gomitata all'altezza del ginocchio per darti enfasi. Però i giganti del porto non parlano proprio: Brakor brontola come una frana e Krag sa solo contare i denti che spacca alla gente. E la dottoressa Aurelia... beh, lei preferisce parlare con le sue boccette di veleno che con me. Tu sarai anche fissato con gli dèi e le anime, ma almeno hai capito come gira il mondo quando c'è da spartire il bottino. Questo ti rende meno peggio di molti altri, fidati.

La Spezzacifre si ferma a pochi passi dalla cattedra rovesciata, studiando il grande sigillo in bronzo della gilda dei mercanti che sbarra l'accesso. Il cristallo rosso sul suo bastone pulsa, riflettendosi sul metallo opaco. La goblin avvicina il muso alla serratura centrale, ma si blocca quasi subito, irrigidendo le orecchie verdi.

Se me la sento? Skraa la Spezzacifre non ha paura di un pezzo di bronzo, elfo. Ma questa non è roba comune. sussurra, indicandoti col dardo tre piccole scanalature disposte a raggiera attorno al blocco centrale. Il vecchio Vane ha fatto proteggere questa stanza con una serratura a combinazione magico-meccanica. I cilindri interni sono bloccati da tre perni di ferro profondo. Posso anche essere bravissima, ma se provo a forzarla alla cieca senza inserire le tre chiavi cifrate nelle fessure, gli ingranaggi tritureranno i miei ferri e sigilleranno la porta per sempre. Le chiavi devono essere in questa tenuta , qui non ci sono... il che significa che il vecchio le ha nascoste sotto.

La goblin ruota sui tacchi bendati, puntando il bastone verso la rampa di scale in pietra sulla parete di destra che sprofonda nell'oscurità dei sotterranei.

Hai indovinato, orecchie lunghe. La protezione vera è qui davanti, ma per superarla dobbiamo scendere a cercare il codice d'accesso. Sperando solo che chi ha ripulito il piano di sopra non sia sceso là sotto prima di noi... o che non sia rimasto intrappolato nei cunicoli.

Silyndor Ewein Tel'quessir

Annuisco alle parole della goblin, quindi è solo Zephir che vi unisce, deve pagarti molto per permettersi le tue competenze, non sono molto gli scassinatori così abili.

Mi avvicino alle scale che scendono scrutando nell' oscurità.

Scendiamo allora, se c'è da combattere ci sono,ma per le trappole credo che solo tu possa scovarle e neutralizzarle. Mi fido di te

Aspetto che Skraa mi superi per iniziare a scendere guardingo con il falcione pronto le scale di pietra.

@Dardan a te

Modificato da Monkey77

  • Autore

Un sorriso sghembo e compiaciuto distende i lineamenti verdi di Skraa nel sentire il tuo elogio. Si infila sotto il tuo braccio e ti supera con un balzo leggero, stringendo il suo bastone dal cristallo rosso. Il capo sa come comprare la lealtà, elfo, e sa che le mie mani valgono più di cento spade luccicanti. Ma adesso tieni gli occhi aperti e illumina bene questi gradini.

La discesa lungo la rampa di pietra vi conduce rapidamente nel ventre della tenuta fortificata. Man mano che scendete, l'aria si fa sensibilmente più fredda e l'odore di polvere lascia il posto a una nota acre di calce, muffa e olio da lanterne consumato. Quando i vostri stivali toccano l'ultimo gradino, la tua scurovisione rivela che il sotterraneo non è una semplice cantina, ma un vero e proprio labirinto di magazzini e corridoi sotterranei progettato per scopi commerciali e difensivi.

Davanti a voi si apre un corridoio principale interamente scavato nella roccia viva, largo abbastanza da far passare un carro. Da questo snodo centrale si diramano, a intervalli regolari, diverse stanze di deposito sbarrate da massicce grate di ferro, corridoi secondari ad angolo retto che si perdono nel buio e nicchie piene di casse di legno marcio accatastate. Molte delle corsie laterali sono parzialmente ostruite da vecchi crolli di macerie, trasformando la pianta del sotterraneo in un dedalo confuso di vicoli ciechi e passaggi speculari.

Skraa avanza a carponi, muovendosi con estrema circospezione. Picchietta il pavimento di pietra e scruta le intercapedini delle pareti, raddoppiata nella prontezza dal tuo precedente incanto sacro. Dopo aver percorso i primi dieci metri del corridoio principale, la goblin si arresta nei pressi di un trivio, sollevando il bastone verso tre direzioni distinte.

Questo posto è un formicaio, elfo. sussurra la Spezzacifre, la voce ridotta a un soffio che produce una leggera eco nel silenzio del dedalo. Il vecchio Vane ha costruito un labirinto per scoraggiare i ladri. Ma guarda qui: per terra ci sono tracce di polvere smossa di recente, qualcuno o qualcosa è passato di qui prima di noi. La corsia di sinistra porta a una serie di celle di contenimento, e sento un debole odore di grasso bruciato provenire da là in fondo. Il passaggio centrale prosegue dritto verso i depositi principali, ma ci sono strani solchi profondi sulla roccia del soffitto. Il corridoio di destra, invece, scende ancora più in profondità e l'aria è immobile, gelida.

La goblin si volta verso di te, arricciando le grandi orecchie verdi nell'oscurità del labirinto. Le tre chiavi cifrate della porta blindata devono essere nascoste in tre settori diversi di questo schifo di posto. Da quale cunicolo vogliamo cominciare a rischiare la pelle?

Silyndor

Seguo la goblin fidandomi della sua guida, finalmente ha smesso di lamentarsi,se sapevo l'avrei pagata prima per non sorbirmi un andata piena di borbottii.

Partiamo da sinistra allora, ma cosa pensi sia il solco sul soffitto del corridoio centrale? Può essere una trappola o ... altro?

@Dardan a te.

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