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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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Le tue parole tagliano l'aria salmastra del porto, cariche di quel pragmatismo millenario che solo i celestiali sanno contrapporre alla rozza spavalderia dei mortali.

A quelle parole, Brakor, il mastodontico Genasi della Terra, si volta lentamente. Il movimento del suo collo produce un suono simile a ghiaia calpestata. Sotto la luce delle lanterne, i suoi occhi privi di pupille, simili a due pietre d'agata, si stringono. Esala un respiro pesante, che sa di polvere e roccia antica, prima di dare un colpo secco alla pesante mannaia che tiene poggiata sulla spalla.
Gli elfi usano frecce e ombre, orecchie a punta. Ma le frecce si spezzano sulla mia pelle. E ls ombre non hanno una testa quando questa lama tocca il loro collo. Pensa alla tua torre. Di questi carri non rimarrà nemmeno un graffio, finché l'aria-fresca ci paga.

Krag, l'umano, si limita a un sorriso storto e viscido, facendo roteare con spocchia il pesante bastone rinforzato in piombo.

Zephyr, rimasto ad ascoltare lo scambio con le braccia incrociate e un sorriso enigmatico, fa un passo in avanti prima di congedarvi. I suoi capelli argentei fluttuano leggeri anche se non c'è un filo di vento.
Non ho intenzione di lasciare la sicurezza dei tuoi protetti solo ai muscoli di questi due, Silyndor. Al magazzino troverai persone di mia assoluta fiducia. C'è la mia gente lì dentro ad attendervi. Ho schierato due delle mie migliori sottoposte per assicurarmi che quel perimetro diventi una fortezza inespugnabile mentre tu sarai sull'isola. Muoviti ora, prima che la ronda del Pugno di Fuoco si insospettisca.

Assecondando il suo monito, vi mettete subito in marcia e il trasferimento verso la struttura blindata avviene nel silenzio spettrale della nebbia. I carri si muovono lenti e guardinghi lungo i moli deserti della Città Bassa, inghiottiti dall'oscurità del porto, fino a fermarsi davanti a un imponente edificio di pietra grigia e travi di quercia rinforzate in ferro. Lì, Krag fa scattare i pesanti lucchetti con un crepitio metallico e, con un gemito di cardini arrugginiti, apre il portone spalancando l'oscurità del magazzino.

Non appena varcate la soglia, l'aria vi investe con una mescolanza insolita e densa di odori contrastanti: l'aroma pungente di fumo ed erbe bruciate si intreccia a quello acido di oli di distillazione e metallo riscaldato. Al centro del grande stanzone spoglio, rischiarate dai bagliori guizzanti di un braciere di ferro battuto, due figure sollevano lo sguardo, rivelandosi in tutta la loro singolare presenza.

Alla vostra sinistra siede una goblin dall'aria estremamente scaltra. È avvolta in una cappa di panno scuro sormontata da un ampio cappuccio scarlatto che getta un'ombra parziale sulla pelle verde del viso. I suoi occhi gialli e affilati brillano di una malizia acuta e calcolatrice mentre, con movimenti fluidi e ritmici delle dita, manipola con inquietante naturalezza una spirale di pura energia arcana ed instabile di colore rosso vivo. Accanto a lei, poggiato a una cassa di legno, svetta un bastone nodoso sormontato da un cristallo crepitante che pulsa di quella stessa luce sanguigna.

Dall'altro lato del fuoco si trova una donna che sembra uscita direttamente dalla gilda degli speziali più rinomata di Waterdeep, sebbene l'eleganza del suo portamento sia intrisa di un'aura decisamente sinistra. Dai lunghi e ribelli capelli cremisi, indossa un logoro ma impeccabile abito bianco da cerusico stretto in vita da un corsetto di pelle scura borchiata. Una doppia lente da mastro artigiano, montata su una montatura d'ottone, poggia sollevata sulla fronte, lasciando scoperto uno sguardo glaciale e concentrato. Tra le dita guantate impugna con precisione chirurgica uno strumento di siringazione dal lungo ago metallico, mentre esamina una fiala colma di un liquido denso e scuro sopra un tavolo ingombro di alambicchi di vetro e provette fumanti.

La goblin interrompe la sua manipolazione arcana, facendo svanire la luce rossa tra le dita con uno schiocco secco, e vi studia con un sorriso sornione che mette in mostra denti appuntiti.
Vi stavamo aspettando. Il capo ha detto che sareste arrivati con del carico delicato. Io sono Skraa la Spezzacifre. Finché siete qui dentro, la magia di questa stanza risponde solo a me.

La donna dai capelli cremisi non solleva subito lo sguardo dalla sua fiala, ma la sua voce risuona fredda e perfettamente scandita nel silenzio del magazzino.
E io sono la dottoressa Aurelia Von Kroll. Se qualcuno là fuori sarà così stupido da ignorare gli avvertimenti di Skraa o la mole di Brakor, sarò felice di mostrare loro come la carne dei mortali reagisca alle mie nuove formule alchemiche. Potete riposare, viaggiatori. Siete al sicuro.

Lyra si stringe la coperta addosso, palesemente intimorita da una simile concentrazione di stravaganza , tenendo la piccola Alys stretta a sé nel retro del carro. Kaelen, la ranger tiefling, rifiuta persino di sedersi sulla paglia: si appoggia a una trave portante vicino dell'ingresso, studiando torva le nuove arrivate, le mani inchiodate sulle impugnature delle proprie lame. La protezione è assicurata, ma la tensione è palpabile.

Modificato da Dardan

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Silyndor Ewein Tel'Quessir

La situazione sembra complicata, se ora un assalto dagli invasati Elfici che ci seguono è da escludere, nulla impedirebbe a Zephir di ricattarmi una volta che ho recuperato ciò che vuole. La mia carovana è ora nelle mani degli agenti di quel enigmatico Genasi del aria.

Ma al punto in cui ci troviamo non ho altra scelta che state al gioco e sperare che Zephir sia di parola.

Mi avvicino a Kaelen e le parlo a bassa voce.

Capisco che non ti fidi di questa gente, non mi fido neanche io. Ma conto su di te per tenere Lyra e gli altri al sicuro. Se non altro non credo che abbiate nulla da temere da chi ci seguiva. Ho bisogno di te per far si che voi abbiate sempre una via di fuga se le cose dovessero mettersi male. Questa notte staro anche io con voi e vogliono che io faccia qualcosa, quindi non avete nulla da temere. Da domani... occhi aperti.

Mi dirigo verso Lyra e gli altri.

Quí sarete al sicuro. Ora riposiamoci senza dover pensare ad agguati. Per quanto strani questi individui sono qui per proteggevi.

Passiamo la notte insieme, sperando che l'indomani non porti sorprese sgradite.

Nonostante stia recuperando lentamente le mie capacità trovo ancora incredibile conforto dal calore e dalle forme del corpo di Lyra, avvolto tra le mie braccia, mentre le sue forme si adeguano alle mie.

Nonostante il riposo le armi sono sempre accanto a noi e la guardia sempre tesa.

L'indomani mattina, dopo un bacio alla mezzelfa e un occhiata di intesa alla Tiefling mi dirigo al luogo dell'appuntamento con il cappuccio tirato su e la piccola fatina nascosta tra le mie vesti.

Alla vista del genasi dell'aria, mi fermo a pochi passi da lui...

Sono pronto. Chi mi deve accompagnare?

@Dardan a te

Modificato da Monkey77

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Quando vi sistemate sulla paglia, l'oscurità del magazzino viene attenuata solo dalle braci morenti. Lyra si adegua alle tue braccia con una fiducia totale, quasi disperata, e in quel contatto intimo e profondo trovi un ristoro immediato. Il calore del suo corpo mortale funge da ancora contro la spossatezza planare che ti tormenta da due mesi: per qualche ora, l'eco di Arborea smette di fare male e le forme della mezzelfa diventano l'unico rifugio sicuro in un Faerûn mutilato. Sopra di voi, nascosta tra le travi del soffitto, la piccola fata Sila vigila silenziosa sul vostro sonno...

La notte vola via, spezzata dal freddo pungente dell'alba. Dopo un bacio fugace a Lyra e un ultimo sguardo d'intesa alla tiefling, ti dirigi al molo secondario con il cappuccio calato e la piccola Sila al sicuro tra le vesti. Quando giungi in prossimità dello scalo, la sagoma di Zephyr si palesa tra i banchi di nebbia mattutina, immobile accanto a un vecchio peschereccio dal guscio rinforzato in ferro. Alla tua domanda, il Genasi lascia correre lo sguardo oltre la tua spalla, controllando con fredda attenzione che nessuno ti abbia seguito, poi fa un cenno con il capo verso la prua dell'imbarcazione.

Puntuale. Ottimo. dice il Genasi dell'Aria, mentre i suoi capelli argentei fluttuano leggeri. Lui è Nibble. Sarà i tuoi occhi nei cunicoli più stretti della torre. Non farti ingannare dalla sua stazza: la sua maestria con le arti della negromanzia del terrore ti tornerà molto utile là sotto.

A quelle parole, la piccola figura rannicchiata su una cima di canapa si muove. È un Nezumi, un piccolo uomo-topo non più alto di due palmi, dal morbido pelo dorato, le grandi orecchie rotonde e i neri occhi lucidi che ti fissano con spettrale intensità. Indossa una tunica logora di panno scuro, sbrindellata sui bordi, e tra le sue piccole zampe stringe un bastone di legno nodoso e ritorto, quasi più grande di lui. L'aspetto è ingannevolmente tenero, ma l'aria attorno a lui è fredda e l'odore latente di decomposizione che emana tradisce la sua vera, oscura natura.

Il piccolo essere solleva il muso ispido, arriccia i baffi e fa risuonare una voce acuta ma stranamente profonda nel silenzio del molo.
Nibble... Nibble dice che l'Eladrin ha un odore strano. Odore di stelle cadute e piani lontani. Ma a Nibble piacciono le cose che cadono. E a Nibble piace il ferro nero.

Zephyr sorride algido dello scambio e ti lancia una piccola chiave di bronzo antico. Questa apre la botola del seminterrato, dove è custodito il forziere di Vane. Io so solo che l'oggetto è lì dentro. Cosa ci sia adesso in quella torre, dopo i capricci che la magia selvaggia ha fatto nell'ultimo anno, dovrai scoprirlo da solo. Porta a me lo scrigno di ferro nero col sigillo del vento. Ricorda il nostro patto, Eladrin: il forziere per le informazioni che cerchi...

La traversata lungo il fiume Chionthar è silenziosa e spettrale. Il marinaio muto manovra il timone senza emettere un fiato, mentre Nibble resta immobile a prua a stringere il suo bastone, come una piccola e oscura polena pelosa, parlando da solo a bassa voce di tanto in tanto.
Nibble... Nibble sente il freddo dell'acqua. Nibble sente i morti sotto il fango che grattano il fondo della barca. Sì, sì.

Dopo circa un'ora di navigazione, dalle acque fangose emerge finalmente uno sperone di roccia scura, sormontato dalle rovine di una tenuta signorile. Al centro svetta la torre di pietra grigia, parzialmente crollata su un lato.

Mentre la barca tocca la banchina di legno marcio dell'isolotto, avverti una strana vibrazione nell'aria. Un sapore metallico di ozono e fulmine ti riempie la bocca: la magia selvaggia qui è densa, quasi palpabile, e si muove a ondate invisibili che fanno formicolare la tua pelle celestiale. Davanti a voi si staglia il portone marcio della torre, semi-aperto. Il silenzio è assoluto, interrotto solo dallo sciacquio sinistro dell'acqua contro la roccia.

Nibble salta giù dalla barca sul legno fradicio del molo con un balzo leggero, stringendo il bastone e voltandosi verso di te.
Nibble... Nibble dice che la casa del morto è piena di spifferi cattivi. La Trama è tutta rotta qui. L'Eladrin cammina davanti o Nibble deve mandare avanti i suoi piccoli amici senza carne?

.. Silyndor Ewein Tel'Quessir

Mi chiedo cosa ci sia di peggio di un topo umanoide fissato con la negromanzia...

Osservo con il cipiglio alzato il Nezumi durevole semplici frasi chiedendomi se la sua oscura arte ha compromesso la sua integrità mentale, o se la fragilità interiore e i traumi subiti lo abbiano predisposto all'uso di simili depravate pratiche.

Nibble, fammi vedere cosa possono fare i tuoi amici.

Il posto non mi piace e se Nibble può scoprire informazioni in sicurezza meglio lasciarlo fare... inoltre e bene iniziare a capire quali capacità dispone il mio sgradevole compagno.

Ho il falcione pronto a reagire ad ogni possibile minaccia mentre Nibble procede con le sue oscure abilità.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Alla tua richiesta, il Nezumi arriccia il muso dorato in quello che sembra un ghigno di pura gratificazione, facendo scattare i lunghi incisivi con un rumore secco.

Nibble... Nibble mostra all’Eladrin che i piccoli amici non hanno paura degli spifferi! squittisce il topo, sollevando il bastone nodoso con entrambe le zampe.

Un freddo innaturale, persino più gelido dell'aria del fiume, si sprigiona improvvisamente dalla sua figura. Nibble sbatte la base del bastone sul legno marcio del molo e pronuncia una singola parola in una lingua stridula, gutturale, che fa raddrizzare i peli sulla nuca. Davanti a voi, dal pelo dell'acqua torbida del Chionthar, iniziano a emergere tre figure scheletriche. Sono i resti di vecchi marinai annegati, i cui teschi sono ancora incrostati di alghe e fango fluviale. Le ossa grige scricchiolano mentre i non-morti si issano sulla banchina, muovendosi come marionette mosse da fili invisibili.

Nibble... Nibble dice che loro vanno avanti. Sì, sì. Loro aprono la porta.


Con un gesto artigliato del Nezumi, i tre scheletri avanzano rigidi verso il portone marcio della torre. Il primo di essi allunga una mano ossuta e spinge l'anta di legno. I cardini cedono con un gemito acuto, schiantando la porta all'interno e rivelando l'atrio.

L'interno della torre di Vane è un trionfo di decadenza. Grandi arazzi rosicchiati dai topi e un tempo sfarzosi pendono dalle pareti di pietra, ora ricoperti di muffa verdastra. Al centro della stanza, una grande scalinata di marmo elicoidale sale verso i piani superiori, parzialmente crollata sotto il peso dei detriti. Ma ciò che attira subito la tua attenzione è l'anomalia visiva che fluttua nell'aria.

A causa della magia selvaggia che devasta la Trama , l'ambiente non segue le regole della fisica mortale. Gocce d'acqua piovana entrate dal soffitto crollato non cadono sul pavimento, ma fluttuano a mezz'aria, sospese come minuscole perle di vetro che riflettono la luce in modo distorto. Inoltre, le ombre proiettate dagli scheletri sulle pareti non corrispondono ai loro movimenti: si muovono con qualche secondo di ritardo, allungandosi e artigliando l'aria come entità autonome.

Mentre il falcione è saldo nelle tue mani, pronto a scattare, uno dei tre scheletri avanza di un passo sul pavimento di marmo dell'atrio.

Improvvisamente, l'aria attorno alla creatura non-morta si fa incandescente. Senza che ci sia alcun innesco visibile, una fiammata di fuoco fatuo azzurrognolo divampa dal pavimento, investendo lo scheletro. Ma la magia selvaggia è caotica: invece di bruciare le ossa, la fiammata si condensa e trasforma la struttura scheletrica del marinaio in puro ghiaccio cristallino, che cade a terra frantumandosi in mille pezzi vitrei con un suono argentino.

Nibble lancia un piccolo strillo di disappunto, arretrando di un passo e stringendosi la tunica addosso.


Nibble... Nibble dice che la Trama morde! Morde forte! La terra fa i capricci di fuoco-freddo. I piccoli amici non piacciono a questa stanza. Eladrin vede? C'è qualcosa che dorme sotto... o che aspetta che noi facciamo un altro passo.

Dall'oscurità oltre la scalinata crollata, avverti un suono strisciante. Qualcosa di pesante si sta muovendo tra i detriti, attirato dal rumore dello scheletro frantumato o dall'ondata di energia arcana appena sprigionata.

Modificato da Dardan

.. Silyndor Ewein Tel'Quessir

Di il via libera al piccolo roditore per poi pentirmene un attimo dopo.

Non li vedo, perché non ho nessun incanto attivo...ma percepisco i filamenti necromantici che aprono un collegamento con il piano dell'energia negativa animando i corpi deceduti da tempo. La cosa più deplorevole di questa pratica è che non si limita ad animare i cadaveri come fossero burattini...ma congela le anime dei corpi animati in uno stato di gelo agonizzante. Morte dell'anima ,reversibile solo con la distruzione del non morto animato.

Oh Seldarine perdonatemi questa iniqua alleanza che son costretto a sostenere.

Il trio di scheletri ci apre la strada attivando inavvertitamente una trappola che senza l'arte necromantica di Nibble avrebbe senza dubbio colpito me.

Osservo il corpo dello scheletro cadere a pezzi sotto gli effetti dell'incanto mutato dalla magia selvaggia.

Se non altro l'anima del marinaio è ora libera di proseguire il suo naturale viaggio nei piani esterni avvicinandosi ai suoi dei e principi con cui è vissuto.

Qualcosa si sta avvicinando, mi sposto di lato, lasciando gli scheletri al centro della stanza.

Il mio glaive potenziato dalla forza delle mie preghiere, è pronto a scattare contro qualunque mostruoso pericolo decida di entrare .

@Dardan uso arma magica sulla mia arma. Mi tengo pronto ad attaccare.

Modificato da Monkey77

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Mentre ti sposti lateralmente per lasciare il centro dell'atrio ai restanti burattini di ossa di Nibble, stringi la presa sul falcione. Chiudi gli occhi per un istante, sintonizzandoti sul flusso dell'energia divina ed incanalando la preghiera per infondere potere alla tua lama. Pronunci le parole di Arma Magica.

In questo luogo, però, la Trama è un tessuto slabbrato e tremolante. Senti il flusso della tua magia incontrare una resistenza caotica, come se cercasse di scorrere contro una corrente di schegge invisibili. Per un soffio, la tua volontà celestiale riesce a imporsi sull'anomalia e a incanalare l'incanto, ma l'instabilità dell'area esige comunque il suo dazio visivo.

Invece della consueta e pulita aura argentea della grazia dei Seldarine, la lama del tuo falcione viene avvolta da una fiammata di scintille violacee ed erratiche, che sibilano nell'aria emettendo un odore acre di ozono. L'arma è ora potenziata, pronta a colpire con precisione magica, ma i riflessi viola danzano impazziti sul metallo, illuminando la tua figura nell'oscurità dell'atrio.

Nibble... Nibble sente il prurito dei morti! Arriva, arriva! squittisce il Nezumi, indietreggiando ulteriormente e puntando il suo bastone nodoso verso lo spazio oltre la scalinata di marmo crollata.

Un pesante scricchiolio di metallo arrugginito e ingranaggi forzati risuona tra i detriti, seguito da un sibilo ritmico di vapore. Dalle ombre profonde del retro della torre striscia fuori una mostruosità meccanica, un tempo guardiano della tenuta di Vane, ora danneggiato e impazzito a causa delle vecchie ondate di magia selvaggia.

È un costrutto serpentino, flessuoso e snodato, interamente forgiato in piastre di bronzo ossidato e ferro annerito. Lungo poco più di due metri, si muove oscillando su anelli metallici che stridono sul pavimento di marmo, sollevando una nuvola di polvere. Al posto della testa possiede un ammasso caotico di lenti di puntamento frantumate e piccoli ingranaggi scoperti, da cui sprizzano deboli scariche elettriche di colore azzurrognolo.

Il guardiano strisciante ignora te, ingannato dalla tua posizione laterale o attirato dal movimento più vistoso al centro della stanza. Con uno scatto metallico impresso da una forza brutale, la creatura si scaglia contro uno dei due scheletri rimasti, colpendolo al torace con la sua estremità uncinata. L'impatto è spaventoso e sprigiona la violenza di un maglio da assedio: la cassa toracica del non-morto viene letteralmente squarciata, la spina dorsale si frantuma in una pioggia di schegge calcaree e il teschio rimbalza sul marmo. Del marinaio non resta che un cumulo d'ossa in frantumi, a dimostrazione di quanta distruzione ci sia in quel corpo di ferro.

La tua esitazione svanisce nell'istante in cui il guardiano di bronzo si scaglia contro le ossa del marinaio. Sfruttando la tua posizione laterale e l'allungo del falcione avvolto da quelle sibilanti scintille violacee, scatti in avanti. Il fendente taglia l'aria pesante dell'atrio con un fischio acuto, abbattendosi con precisione millenaria sul fianco scoperto del rettile meccanico.

L'impatto della lama magica contro le piastre metalliche produce un rintocco sordo, simile a quello di una campana fessa. La forza del tuo colpo, potenziata dalla preghiera, riesce a intaccare il bronzo ossidato: la lama penetra attraverso una delle giunture arrugginite, recidendo una serie di piccoli ingranaggi interni e facendo sprizzare una pioggia di scintille dorate insieme a un getto di olio nero e denso. Il costrutto emette un sinistro stridore metallico, oscillando violentemente sui suoi anelli inferiori mentre il nucleo arancione sul suo petto pulsa impazzito per il danno subito.

Dietro di te, ben riparato a distanza di sicurezza vicino alla soglia dell'atrio, il Nezumi non perde tempo. Vedendo la mostruosità meccanica barcollare sotto il tuo affondo, Nibble arriccia i baffi e squittisce eccitato, puntando l'estremità del suo bastone ritorto dritto verso il cuore di metallo del mostro.

Nibble... Nibble dice che da lontano si mira meglio! Sì, sì! Prendi questo, brutto ammasso di ferro!

Il cristallo sanguigno sul bastone del topo brilla di un'improvvisa luce grigiastra e malata. Un istante dopo, un raggio sottile di pura energia negativa fende l'oscurità dell'atrio con un sibilo sinistro, centrando in pieno il fianco già squarciato del guardiano.

Il potere della necromanzia si insinua tra le ferite del bronzo, rilasciando un'ondata di gelo d'oltretomba che agisce direttamente sulle parti meccaniche della creatura. Il metallo surriscaldato e l'olio nero, a contatto con quel freddo innaturale, reagiscono con un violento crepitio: una patina di brina grigia e opaca si espande rapidamente lungo le giunture e i cilindri, congelando i fluidi di lubrificazione e rallentando vistosamente gli ingranaggi interni del costrutto.

Nello stesso istante, assecondando l'oscuro comando mentale del proprio padrone, l'ultimo scheletro rimasto integro si scaglia in avanti, gettando le braccia ossute attorno al corpo serpentino della creatura per sfruttare il suo momento di debolezza e bloccarla sul posto.

Il guardiano strisciante è ora vistosamente rallentato dal freddo e stretto dalla presa instabile dello scheletro, ma la sua luce arancione non si è ancora spenta del tutto. Con un ultimo, disperato sforzo meccanico, la creatura ruota la testa di lenti frantumate verso di te, caricando la sua appendice uncinata per liberarsi.

Modificato da Dardan

Silyndor Ewein Tel'quessir

Il serpentiforme costrutto di bronzo ha una forza spaventosa, ha distrutto lo scheletro non morto con un unico devastante colpo...non posso permettermi di essere colpito in egual modo.

Analizzo la situazione in una frazione di secondo, per fortuna la lunghezza della mia arma evita mi concede di evitare di essere colpito quando carico un attacco.

Scarto di lato, frapponendo il mucchio di ingranaggi animati tra me e lo scheletro rimanente.

Carico il colpo del mio falcione, crepitante di instabile energia magica e faccio calare la lama sul lungo corpo serpentiforme cercando di colpire laddove il mio precedente fendente ha già danneggiato la corazza di bronzo.

@Dardan passo da 1,5 m per tentare di fiancheggiare, e attacco +6 1d10 +6

Modificato da Monkey77

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Sfrutti l’allungo superiore del tuo falcione e la spiccata agilità della tua Stirpe celestiale per compiere un passo calibrato di un metro e mezzo. Scivoli di lato sul marmo viscido dell'atrio, muovendoti in perfetta sincronia con l’ultimo servitore di ossa di Nibble. Il guardiano meccanico si ritrova così preso in una morsa letale, distratto dallo scheletro che gli stringe la coda e completamente scoperto sul fianco già squarciato dal tuo precedente assalto.

Il tuo falcione, avvolto da quelle caotiche e crepitanti scintille violacee, cala con una precisione spietata.

La lama magica penetra esattamente nella ferita aperta della corazza di bronzo ossidato. Sotto la forza del colpo, l'acciaio potenziato recide di netto i cilindri interni e morde profondamente l'asse centrale del rettile di ferro. Il rintocco metallico che ne consegue è assordante. Con un violento sibilo di vapore bianco che si sprigiona dalle giunture spezzate, il lungo corpo serpentiforme del costrutto si torce in uno spasmo convulso, mentre una pioggia di ingranaggi deformati e boccole di rame schizza contro le pareti dell'atrio.

Il nucleo arancione incassato nel petto del guardiano pulsa selvaggiamente, sfarfallando come una candela investita dal vento, prima di perdere gran parte della sua intensità. La mostruosità meccanica è gravemente compromessa, quasi sul punto di crollare a pezzi, ma i suoi sistemi di autodifesa residui non si arrendono.

Rallentato dalla brina grigia della necromanzia e con metà dei circuiti interni tranciati dal tuo falcione, il serpente di bronzo ruota pesantemente l'ammasso di lenti frantumate che ha sul capo. Ignora lo scheletro che lo blocca e focalizza la sua attenzione unicamente su di te, percepito ora come la minaccia primaria. La sua appendice uncinata scatta all'indietro per tentare un ultimo, disperato affondo frontale contro il tuo petto.

La reazione del guardiano meccanico è disperata, ma le forze congiunte del tuo gruppo non gli lasciano scampo.

Prima che l'appendice uncinata del serpente di bronzo possa completare la sua traiettoria verso il tuo petto, l’ultimo scheletro rimasto, guidato dalla volontà del suo padrone, compie l'estremo sacrificio. Con uno scricchiolio di giunture calcaree, il non-morto si avventa letteralmente sopra la coda del costrutto, bloccandone l'ingranaggio principale. L'uncino devia di pochi centimetri dalla tua spalla, impattando violentemente contro la gabbia toracica dello scheletro e frantumandolo, ma offrendoti il varco perfetto per chiudere la partita.

Dalla distanza di sicurezza della porta, Nibble lancia uno squittio acuto, sollevando il bastone con entrambe le zampe.
Nibble... Nibble dice che adesso si spegne tutto! Sì, sì!

Il cristallo sanguigno del Nezumi pulsa e un dardo di pura energia negativa scaturisce dal legno, andando a impattare dritto sul nucleo arancione che brilla instabile nel petto della macchina. L'ondata di potere necrotico spezza definitivamente il legame magico che alimentava il guardiano.

Sfruttando l'istante di totale corto circuito del mostro, imprimi la massima forza al tuo falcione. Con un urlo di battaglia, spingi la lama crepitante di scintille violacee fino in fondo alla ferita del bronzo, spaccando in due l'asse centrale della creatura.

Il rintocco metallico che ne consegue è definitivo. Il nucleo arancione sfarfalla un'ultima volta prima di esplodere in una debole fiammata azzurrognola, mutata all'istante dalla magia selvaggia in una nuvola di innocui petali di ghiaccio che evaporano prima di toccare terra. Il lungo corpo serpentiforme del costrutto collassa sul pavimento di marmo dell'atrio, dividendosi in tre tronconi inerti di lamiera fumante e ingranaggi arrugginiti.

Il silenzio torna a regnare sovrano all'interno della torre di Vane, interrotto soltanto dal ticchettio metallico dei pezzi ancora caldi e dallo sciacquio sinistro del fiume Chionthar contro la banchina esterna. Anche l'ultimo servitore di ossa di Nibble è andato distrutto, lasciando a terra solo polvere e frammenti calcarei.

Il Nezumi trotterella in avanti con le sue piccole zampe artigliate, fermandosi a pochi passi dai resti del guardiano. Annusa l'aria pesante, arricciando il muso dorato verso di te.
Nibble... Nibble dice che il ferro grosso non si muove più. Ma Nibble ha perso tutti i suoi piccoli amici del fiume. L'Eladrin è forte con la grande lama di scintille, sì, sì. Ma ora cerchiamo il ferro nero prima che arrivi qualcos'altro?

Con lo scontro concluso e l'atrio finalmente sicuro, il tuo sguardo cade oltre i detriti della scalinata crollata, dove la debole luce viola del tuo falcione illumina una pesante botola di ferro battuto incassata nel pavimento, l'accesso al seminterrato...

Senza perdere tempo prezioso, ti avvicini alla pesante botola di ferro battuto incassata nel pavimento, dietro i detriti della scalinata crollata. Infili la chiave di bronzo antico ricevuta da Zephyr nella serratura incrostata di salsedine: i vecchi ingranaggi scattano con un forte schiocco metallico. Sollevi l'anta pesante, rivelando una ripida scala di pietra che scende nell'oscurità umida dei sotterranei, da cui esala un odore pungente di polvere, muffa e ozono.

Nibble... Nibble va sotto, ma l'Eladrin illumina la via con la lama di scintille! squittisce il Nezumi, scendendo i gradini subito dopo di te, stringendo il suo bastone nodoso e guardandosi intorno con i piccoli occhi neri che brillano nella semioscurità.

Scendendo gli ultimi gradini, ti ritrovi in una stanza perfettamente quadrata, dalle pareti di pietra massiccia e regolare. A differenza dell'atrio superiore, questo ambiente è asciutto e incredibilmente silenzioso, quasi isolato dal resto del mondo. La debole e intermittente luce viola del tuo falcione potenziato rivela la struttura del locale: al centro esatto di ognuno dei tre lati liberi si staglia una pesante porta di legno scuro borchiata di ferro, completamente chiusa.

Non ci sono creature ad attendervi, ma il passaggio della magia selvaggia ha lasciato un'impronta bizzarra e indelebile anche qui, distorcendo gli oggetti della vita quotidiana del mercante.

Appesi alle pareti ci sono tre candelabri di ferro battuto. Le candele di cera pregiata sono intatte, eppure sopra i ceri spenti fluttuano tre piccole fiammelle di fuoco fatuo azzurrognolo che non emettono calore, ma continuano a bruciare l'aria stessa, emanando quel sapore metallico di ozono che hai già avvertito all'esterno. Inoltre, al centro del pavimento, è inciso un grande cerchio di protezione runico che Vane aveva fatto tracciare per proteggere i suoi averi , tuttavia, a causa delle distorsioni della Trama, le rune d'argento non sono più fisse: strisciano lentamente lungo la circonferenza del cerchio come minuscoli scarafaggi d'ombra, modificando continuamente il disegno geometrico.

Nibble trotterella fino al centro della stanza quadrata, sollevando il muso per annusare l'aria e arricciando i baffi dorati prima verso la porta di sinistra, poi verso quella frontale e infine verso destra.

Nibble... Nibble dice che qui sotto non si sente il fiume. Ma Nibble sente odore di chiuso... e odore di cose che marciscono dietro il legno. Tre porte. Tre strade. L'Eladrin quale porta vuole provare ad aprire per prima?

L'ambiente è immobile, avvolto in un silenzio tombale che mette a dura prova i tuoi sensi celestiali. Le tre porte chiuse sbarrano il cammino e le scintille violacee sul tuo falcione continuano a sibilare, consumando gli ultimi istanti dell'incanto.

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Mi fermo un secondo ansimante, in questo corpo di carne, ancora troppo debole per gli sforzi che gli vorrei richiedere.

Il guardiano di ingranaggi è stato sconfitto, ma non sarei di certo indenne se fossi venuto da solo. La presenza del Nezumi si è rivelata preziosa, solo che...lo sarebbe stato comunque se fosse stato un evocatore... proprio un necromante mi doveva capitare per compagno? Mi rassicuro pensando che le anime dei tre marinai sono ora libere di riprendere il loro percorso naturale nell'aldilà.

Non voglio pensarci troppo... troppi pensieri sono pericolosi in luoghi del genere.

Nibble, cosa è il ferro nero che continui a nominare?

Chiedo mentre apro la botola per il seminterrato.

Anche qui la situazione non è molto più chiara. Osservo le porte dinnanzi a me cercando di percepire un qualunque indizio. La scelta non è facile, un rivolo di sudore mi scende dalla tempia destra. Ancora non mi sono abituato ai meccanismi biologici che regolano l'equilibrio del mio corpo. Lo sforzo per combattere il costrutto è stato breve ma intenso, sento ancora il cuore che batte forte nel petto e l'adrenalina tiene reattivi i miei muscoli.

Nibble, se non hai un qualche modo segreto per raccogliere informazioni credo che una porta vali l'altra.

Iniziamo da quella centrale, se poi proviamo a destra e poi a sinistra.

Mi avvicino guardingo alla porta per poi fermarmi un attimo rivolgendomi sussurrando alla fatina nascosta tra le pieghe del mio mantello.

Tu puoi aiutarmi a capire la porta giusta o quantomeno a farmi evitare pericolose Trappole?

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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