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Cap. 2.3: dalla montagna alla montagna di merda

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DM

La notte è gelida e l'aria nell'Albergaccio è densa di fumo di torba scadente, puzzo di sudore e tosse secca. Sei seduto su uno sgabello traballante vicino all'ingresso. Il tuo compito è semplice: Jalek ti paga (poco) per assicurarsi che i disperati non si scannino per un pezzo di pane e che nessuno entri senza pagare i rami di rame dovuti.

Stasera l'atmosfera è tesa. Le voci della strage in piazza sono arrivate fin qui. I minatori sussurrano che "gli uomini dello Sceriffo sono a caccia". Jalek ti si avvicina, pulendosi le mani sporche su un grembiule bisunto. "Snorri, tieni gli occhi aperti. Se Cubbin o i suoi sgherri vengono a cercare rogne qui perché qualche 'straniero' si è nascosto tra la paglia, falli aspettare alla porta. Non voglio che questo posto diventi un mattatoio proprio stasera."

@Pentolino

Modificato da Fezza

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  • Snorri E’ una notte fredda, gli stivali affondano nel fango ghiacciato rendendo il mio incedere lento e faticoso. Mi stringo nella giubba di lana pensieroso, il lavoro e’ andato liscio e il mio nome i

Snorri

Seduto su uno sgabello traballante, mi stringo nella coperta che mi sono avvolto addosso per tentare di tenere il freddo e l umidità di quella maledetta notte fuori dalle mie ossa.

Non era la prima volta che assistevo ad una delle azioni di Cubbin e dei auoi tagliagole, non pestare i piedi a quel bastarxo e’ stata la prima cosa che ho imparato subito dopo aver messo piede in questo cesso di paese. Questa volta però, pare che Cubbin l abbia fatta più grossa del solito se anche Jalek si preoccupa di una possibile visita.

Non ce’ problema

Rispondo mentre una mano ravana in una delle tasche per estrarne pipa e tabacco…si prospetta una notte piu’ lunga del solito

  • Autore

DM

La porta dell'Albergaccio cigola, lasciando entrare una folata di nevischio. Entra un uomo che pare non c'entrare nulla con quel deposito di disperati: indossa un soprabito di lana cotta scura, pulito, e porta un cappello a tesa larga calato sugli occhi.

L'uomo ignora i minatori che tossiscono e si dirige dritto verso il bancone. Non corre, non si guarda intorno con paura. Sembra circondato da un'aura di sicurezza.

Pare che Jalek lo conosca perché gli fa un cenno appena gli si avvicina. L'uomo appoggia una moneta (non capisci se rame, argento o oro) sul bancone e si sporge verso il taverniere, chiedendogli qualcosa. Jalek poi fa un cenno con la testa verso lo sgabello dove stai fumando tu.

Il nuovo entrato sj sposta poi verso un tavolo nnell'angolo più isolato, si toglie i guanti di pelle e ti fa un gesto secco con due dita verso, al quale segue un gesto da parte di Jalek di andare al suo tavo. È un invito che suona come un ordine.

Quando ti avvicini ti fa cenno di sederti su uno sgabello all'altro lato del tavolo ed estrae dalla tasca interna un foglio di pergamena spessa, piegato in tre. Sopra c'è un sigillo di cera nera con l'impronta di un'incudine spezzata: il marchio dei Fonditori di Ferro dei Lortmil.

[Lo riconosci come marchio vero, non un falso]

"Mastro Snorri," esordisce con una voce calma e leggermente nasale. "Le Barbe Bruciate saranno anche lontane, ma il debito viaggia più veloce dei carri. I Fonditori hanno venduto la tua insolvenza alla Loggia del Verre per coprire un carico di spezie andato perduto. Settecento monete d'oro, interessi inclusi. Una cifra che un nano che fa il buttafuori in questo cesso non vedrà in tre vite."

[Non conosci questa Loggia del Verre, almeno non ancora, ma ricordi che quando hai lasciato la montagna avevi ancora un debito di gioco che non hai pagato]

Appoggia le mani giunte sul tavolo.

"Io non sono qui per spezzarti le gambe. Sarebbe uno spreco di muscoli. Io sono qui perché stasera ho bisogno di un paio di mani forti che non facciano domande. Lo Sceriffo Cubbin è occupato a ripulire il sangue in piazza dopo quel... pasticcio con gli stranieri. L'Ufficio delle Dogane è sguarnito."

"C'è un registro, il Codice dei Transiti A44, che deve sparire per qualche ora. Devo apporre dei timbri e 'correggere' alcune date su dei carichi di ferro che non sono mai stati dichiarati. Tu entri, prendi il registro dal leggio centrale e me lo porti al magazzino 9. Se lo fai, ti tolgo cinquanta monete dal debito capitale e ti garantisco la protezione della Loggia"

Snorri

Proprio quando pensavo che passare una notte da lupi seduto su uno sgabello nodoso fosse il picco piu’ basso mai raggiunto, ecco che uno strano tizio tutto imbellettato entra, prende un tavolo e, dopo aver parlottato con Jalek richiede la mia presenza. Mentre mi avvicino, mi domando se non sia uno di quei pervertiti in cerca di emozioni forti con un debole per gli uomini bassi e pelosi…quando il tizio si presenta e mi espone le ragioni della visita mi rendo conto che forse il pervertito sarebbe stato meglio.

Suppongo che non sia nella posizione di poter rifiutare”

Dico cercando con lo sguardo Jalek, sicuro che ci sia di mezzo anche il suo zampino

“Non sono certo quello che si puo’ definire un incursore silenzioso…sguarnito quanto? Dove si trova il libro? Non so aprire serrature chiuse a chiave…rischia di essere un lavoro poco pulito”

  • Autore

DM

"Saggio, Snorri. Molto saggio. Le serrature non saranno un problema: la porta laterale dell'Ufficio Doganale, quella che affaccia sul vicolo dei conciatori, è solitamente difettosa. Diciamo che qualcuno ha dimenticato di oliarla e il chiavistello non scatta come dovrebbe stasera. Ti basterà una spallata decisa o un grimaldello improvvisato."

Si sporge in avanti, abbassando ulteriormente la voce mentre il fumo della tua pipa fluttua tra di voi.

"L'Ufficio si trova nell'edificio di pietra grigia dietro quello dello Sceriffo. Sguarnito significa che l'unico piantone, un vecchio di nome Petyr che preferisce la bottiglia alla guardia, sarà probabilmente a dormire o a scaldarsi i piedi al braciere del corpo di guardia principale. Il libro è un tomo pesante, rilegato in cuoio rosso, sul leggio della stanza centrale. Non puoi sbagliarti: ha il sigillo della Città Libera sulla copertina."

"Il lavoro 'sporco' è quello che preferisco, se serve a pulire i conti. Se trovi Petyr sveglio... beh, fallo addormentare. Non ammazzarlo, non ci serve un'indagine per omicidio doganale proprio ora. Stendilo e prendi il libro. Hai un'ora. Ti aspetterò al Magazzino 9, giù al molo vecchio. Non farmi aspettare al freddo, Snorri. Non sono un tipo paziente"

Snorri

La paura che questo si solo l inizio di una serie di faccende per questo bastarxo e” tanta, cosi come quella che i miei servizi non riescano a tenere il passo degli interessi, tuttavia, al momento, non so abbastanza di questo tizio ne della sua organizzazione per cui mi tocchera’ agire e rimandare a dopo le dovute ricerche.

Eh sia…a più tardi al mgazzino 9”

  • Autore

DM

Ti muovi nell'ombra verso il tuo obiettivo e non hai alcun problema nel farlo data l'innata capacità nanica di vedere bene al buio. L’Ufficio delle Dogane è una costruzione tozza e severa, che sorge proprio nell'ombra della guarnigione dello Sceriffo Cubbin.
Le finestre della guarnigione brillano di una luce arancione e sinistra; puoi perfino sentire il suono attutito di risate sgraziate e il clangore di metallo. Cubbin e i suoi uomini sono lì, a pochi metri. Ogni passo sulla neve croccante sembra un’esplosione nel silenzio del vicolo dei conciatori.

Il vicolo puzza di aceto e pelli acide. Individui la porta laterale menzionata da Korm. È una struttura di quercia rinforzata, ma l'umidità e la trascuratezza hanno fatto gonfiare il legno. Appoggi l'orecchio alla superficie: dal lato opposto giunge un respiro pesante, ritmico, inframmezzato da un fischio nasale. Petyr è esattamente dove dovrebbe essere.
Inserisci la lama di un coltello e fai leva con la spalla nel punto esatto dove il chiavistello dovrebbe mordere. Il legno stride, un suono che sembra gridare "intruso" nel buio, ma con una spinta secca e controllata, la porta cede.
L'interno è saturo dell'odore di inchiostro, carta vecchia e il sentore dolciastro di vino scadente. Scivoli dentro. Alla tua destra, in una piccola stanza adibita a corpo di guardia, vedi il vecchio Petyr. È accasciato su una sedia di paglia davanti a un braciere ormai ridotto a brace morente, una bottiglia vuota stretta tra le dita nodose. La sua testa ciondola pericolosamente a ogni respiro.

Devi attraversare il corridoio di legno. Ogni asse sembra voler tradire la tua stazza. Scricchiolio.
Petyr mugugna qualcosa nel sonno, si gratta il petto, ma non si sveglia. La tensione è un filo teso pronto a spezzarsi.

Entri nella sala centrale. È un ufficio spazioso, dominato da scaffalature cariche di faldoni e mappe delle miniere. Al centro della stanza, illuminato da un raggio di luna che filtra da un’alta feritoia, si erge il leggio.
Il Codice dei Transiti è lì. La copertina in cuoio rosso sembra quasi nera nell'oscurità, e il sigillo dorato della Città Libera di Greyhawk riflette debolmente la luce. Allunghi la mano. Il tomo è pesante, rilegato con borchie d'ottone che graffiano il legno del leggio quando lo sollevi.
Proprio mentre lo stringi sotto il mantello, un rumore metallico proviene dall'esterno. Passi pesanti sulla strada principale. Una pattuglia? O forse una delle guardie di Cubbin che esce per un giro di ricognizione? Resti immobile, il cuore che martella contro le costole come un piccone sulla roccia. I passi si allontanano, perdendosi nel vento.
Falso allarme

Scivoli fuori dalla porta laterale, richiudendola con cura maniacale. Ti infili nei vicoli bui, evitando le strade illuminate dalle lanterne pubbliche, scendendo di corsa verso i moli.
Il Magazzino 9 è un guscio vuoto che geme sotto i colpi del vento del lago. Entri nel buio pesto, sentendo solo il rumore dell'acqua che sciacqua contro i pilastri marci.
"Ce ne hai messo di tempo, Mastro Nano," la voce di Korm emerge dall'oscurità come una lama. L'uomo è appoggiato a una cassa, avvolto nel suo soprabito immacolato. Accanto a lui, due figure massicce e silenziose lo scortano. "Spero per te che il cuoio sia rosso e il sigillo intatto. Fammi vedere il libro."
Estrai il tomo pesante. Korm accende una piccola lanterna schermata, la cui luce bluastra illumina brevemente le pagine piene di nomi, date e carichi di minerale. Un sorriso gelido compare sul volto dell'uomo della Loggia.

"Ben fatto. Cinquanta monete d'oro scalate dal debito capitale. Consideralo un acconto sulla tua libertà.. o l'inizio di una lunga collaborazione. Ti cercherò io quando ne avremo bisogno, e ricorda che la Loggia del Verre è un’organizzazione che opera su un livello molto più sofisticato e pericoloso rispetto alle gang locali"

[Hai consegnato il libro, ma hai anche capito di essere diventato un ingranaggio in un meccanismo molto più grande di una semplice rissa da taverna. Vuoi tornare torni all'Albergaccio per riposare, o fare una domanda a Korm prima che l'uomo sparisca di nuovo nella nebbia dei moli?]

Snorri

Mi muovo per le vie buie della cittadina con reltiva facilita’ cercando di non sembrare troppo sospetto. L azione brutale e plateale dello sceriffo se da un lato ha scosso un po’ tutti, dall altro mi da l opportunità di attraversare strade semindeserte.

Giunto all ufficio delle dogne, riesco ad entrare nella struttura e muovermi all interno della stessa con la grazia e la silenziosità di un elefante in un negozio di ceramiche, tuttavia, la fortuna sembra sorridermi questa notte, il vecchio Petyr e’ ubriaco fradicio e continua a dormire sununa sedia di paglia.

Recuperato il libro do un ultima occhiata in strada prima di lascire gli uffici e dirigermi verso il luogo dell appuntamento. Korm e’ li ad aspettarmi come d’accordo, gli consegno il tomo e resto in attesa, la fama della loggia e’ tale da farmi tenere la bocca chiusa per evitare di finire in fondo al lago con un ancor legata alle paxxe.

E’ stato un piacere fare affari con voi…magari un giorno, quando il debito sarà estinto, vorrete prendere in considerazione l ingresso in loggia di un nano di buona volonta’?”

Lo saluto

  • Autore

DM

Korm chiude il registro con un colpo secco. Il rumore rimbomba nel magazzino vuoto. Si volta verso Snorri, e per la prima volta la sua espressione non è solo di freddo calcolo, ma di un lieve, quasi impercettibile, interesse. "Ingresso nella Loggia? Hai fegato, Mastro Nano. La maggior parte dei debitori trema al solo sentire il nostro nome, tu invece chiedi un posto a tavola."

Fa un cenno ai suoi due sgherri, che si rilassano appena, abbassando i randelli. Ti si avvicina, parlando a voce bassa, mentre la lanterna proietta ombre lunghe e distorte tra le casse. "La Loggia non è un circolo per bevitori di birra. È un meccanismo di precisione. Ma hai dimostrato due cose stanotte: sai muoverti quando conta e sai quando tenere la bocca chiusa. Queste sono doti rare a Lago Diamante, un posto pieno di gente che urla troppo o muore troppo presto."

Estrae dalla tasca una piccola moneta di ferro, apparentemente anonima, ma con un bordo zigrinato in modo particolare, quasi impercettibile al tatto. Te la lancia

"Tieni questa. Non è oro, ma vale di più se saprai usarla. Se mai dovessi riuscire a lasciare questo buco di miniera e arrivare a Greyhawk, vai nel quartiere dei bordi del fiume, alla taverna 'Il Luccio d'Argento'. Mostra questa moneta al locandiere e chiedi di un certo 'Mastro Vetraio'. Forse allora vedremo se la tua buona volontà vale quanto la tua ascia."

Poi, il tono torna professionale e tagliente.

"Ma per ora, Snorri, sei ancora mio. Il debito è sceso a 650 monete d'oro. Torna all'Albergaccio e tieni gli occhi aperti. Le cose a Lago Diamante stanno per farsi... instabili. Se senti o vedi qualcosa che potrebbe interessare la Loggia — movimenti di truppe, cambiamenti ai vertici delle miniere, o stranieri che sanno troppo — fammelo sapere tramite Jalek. Ogni informazione utile è oro che si sottrae al tuo debito."

Senza aggiungere altro, Korm e i suoi uomini si volatilizzano nelle ombre del magazzino, lasciandoti solo con il puzzo di salmastro e una moneta di ferro che scotta nel palmo della mano.

[Che fai ora?]

Snorri

La mia azione oltre a ridurre il mio debito sembra aver aumentato l interesse della loggia nelle mie qualità. Forse sono stato avventato, forse avrei dovuto darmi più tempo per valutare le forze in gioco, specie dopo aver ascoltato le parole Korm ma con i se e con i ma non sono mai arrivato troppo lontano.

Sara’ fatto”

Rispondo brevemente poco prima di vederlo sprire tra le ombre.

“E non ci ho nemmeno i soldi per un bicchiere o una scopata…complimenti Snorri…continui a fare affari d’oro”

Borbotto tornando verso l albergaccio

  • Autore

DM

Cammini nel nevischio ormai trasformato in una melma grigio/marrone.
Le strade sono semi deserte a parte qualche disperato che tenta di scaldarsi bruciando dei ciocchi di legno recuperati chissà dove in dei contenitori di fortuna nei quali hanno ricreato delle specie di focolari.
A pensarci bene la loro condizione non è poi così differente dalla tua, a parte che ora hai una moneta in tasca che ti potrebbe servire alla bisogna, questi individui invece in tasca hanno solamente la disperazione.

Sei stanco, sei stato tutto il tempo guardingo e hai svolto un lavoro eccellente per Korm.
Quando arrivi all'Albergaccio vieni accolto dal solito puzzo di birra acida e grasso bruciato. Jalek è al suo solito posto: dietro al bancone intento a pulire un boccale con uno straccio che ha visto tempi migliori.
Ti aspetteresti una ramazina per aver lasciato il posto di lavoro, invece non capita nulla di tutto ciò. 'Strano', pensi. Che ci sia qualcosa sotto? Ti viene alla mente che non si è stupito quando Korm è entrato nel suo locale, dirigendosi direttamente al bancone per chiedere un'informazione.
Ti squadra, vede le occhiaie e l'aria stanca. Ti fa cenno di avvicinarti e ti allunga un boccale di birra, non di quella annacquata che normalmente rifila ai clienti. Questa sembra buona.

"Hai la faccia di uno che si è impegnato molto per compiere un lavoro rischioso. Non so cosa tu abbia fatto per aver attirato l'attenzione di Korm ma ti consiglio di fare sempre quello che ti viene chiesto. Io non ho mai fatto domande.. e ora ho questa baracca, tutta mia. Ero come te anni fa" commenta, senza sapere che cosa tu abbia fatto ti svela una parte del tuo passato. Forse ti potrebbe anche dare conforto, se ce l'ha fatta lui ce la potresti fare anche tu.

"Ascolta, ho un problema: un carro di rifornimenti per Smenk e Madame Zalamadra, avrebbe dovuto arrivare qui da Greyhawk ma è arrivato solo il cocchiere. Ora è in una stanza, di sopra a riposare con il braccio rotto per una caduta a seguito della rottura di un mozzo di ferro rotto. Ha detto che ha lasciato i due ragazzi con i quali è giunto a fare la guardia dormendoci dentro.
Mi serve qualcuno che aiuti quei due a portare la roba dove deve arrivare il più presto possibile. Se quei due dovessero scoprire che avevo suggerito io quel cocchiere.. sarebbero solo guai"

"Da quel che ho capito Korm ti ha chiesto qualcosa, e se sei qui l'hai fatta. Quindi sei uno affidabile. Mi servirebbe che riparassi quel mozzo dato che.. insomma avrai come nano qualche abilità con gli attrezzi e il ferro"

Snorri

E’ una notte fredda, gli stivali affondano nel fango ghiacciato rendendo il mio incedere lento e faticoso. Mi stringo nella giubba di lana pensieroso, il lavoro e’ andato liscio e il mio nome inizia a risuonare nelle orecchie giuste cosa che, in confronto ai disperati che vedo in strada e all albergaccio ogni giorno, dovrebbe rendermi felice, tuttavia, sono stato a Lago Diamante abbastanza da sapere che un lavoro ben fatto e una pacca sulla spalla non saranno sufficienti a far calare le braghe e mostrare le natiche alla dea nana della fortuna.

Entro nell albergaccio, saprei riconoscere questo posto anche bendato con la testa in un secchio. Jalek e’ al solito posto e mi invita a sedere al bancone, sono stanco ma a quanto pare il pagliericcio dovra’ aspettare.

“E’ facile fare quello che ti viene chiesto quando l alternativa e’ finire con un cappotto di legno.”

Bevo un sorso di birra

Tipo interessante questo Korm, se ci giochiamo bene le nostre carte forse potremmo anche ricavarci qualcosa di buono….e dico ricavarci perché un nano non dimentica Jalek.”

Un altro sorso, tolgo la schiuma dalla barba

Ho un debito di riconoscenza con te , mi hai tolto dalla strada, dato un tetto e qualche spicciolo per campare …e questo è molto…molto di più di quanto mi sia stato mai offerto da questa cittadina.”

Scolo la rimanenza

Al carro ci penso io, dopo averlo riparato cosa vuoi che faccia?”

Modificato da Pentolino

  • Autore

DM

"Portalo tu da Smenk se riesci, non credo che il cocchiere riuscirà a consegnare in tempo. L'importante è farlo arrivare fin là, poi ci penseranno i suoi uomini a scaricare e continuare verso Madame Zalamandra. Occhio alla penna..Snorri, ti ringrazio per le tue parole, ma qui devi cavartela da solo, io posso solo suggerirti qualcosa, sei poi tu a forgiarti il destino. A Lago Carbone bisogna sempre guardarsi le spalle ma tu mi pari saperlo già abbastanza. Poi torna qui, se dovessi sentire di qualcosa per te.. te lo dirò" ti dice, concludendo tirando fuori un piccolo bicchiere nel quale versa del liquidofino all'orlo da una bottiglia sulla credenza. "Alle opportunità" prende il bicchiere, lo solleva e lo scola

Snorri

La birra, se paragonata alle scure tipiche dei nani, non e’ niente di entusiasmante ma va giu che e’ un piacere. Rispondo al brindisi di Jalek dopodiché mi alzo e dopo essere passato per il capanno degli attrezzi a raccogliere il necessario, mi rimetto subito in strada.

  • Autore

DM

Hai passato gran parte della nottata a rimettere a posto il mozzo che quei due imbranati di ragazzini che sono stati lasciati sul carro non sarebbero riusciti a ripararare nemmeno pregando tutte le divinità esistenti. Ti hanno osservato aiutandoti come meglio potevano, ma alla fine sei rimasto tu a fare il grosso del lavoro e loro sono crollati dal sonno, forti del fatto che sapevano che ti aveva mandato Jalek.

L'indomani mattina è tutto a posto e ti dirigi come hai detto al maniero di Smenk

Consegni e te ne ritorni a passo lentissimo verso l'Albergaccio.. non aspetti altro che vedere il giaciglio di pagliericcio ch3 ti ha riservato Jalek ma sei veramente distrutto e forse solo il freddo pungente ti tiene sveglio, perché ha iniziato a spirare vento dal lago e ti schiaffeggia ad ogni soffio.

Snorri

L entusiasmo dei primi momenti si spegne in fretta quando mi rendo conto che la riparazione del mozzo prenderà un be po di tempo.

Do gli ultimi colpi alla zeppa che tiene la ruota che ormai albeggia, dopo aver lasciato il carro ai tirapiedi di Smenk mi avvio esausto verso l albergaccio alternando un passo ad uno sbadiglio.

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