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Topic di Gioco: Edge of Thorns

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Prendo i documenti.

"Sei stato magnifico, John. Grazie."

Accosto le labbra al suo orecchio.

"Ma ora levati il manico di legno dal culo. Esci, trovati una ragazza. E scopala. Aiuta molto, credimi"

Torno nel parcheggio

"scusate per i 'segaioli sfigati', però la prossima volta vestitevi da maschi, magari. Chessò, un cappello da cowboy, un cinturone di pelle con una fibbia enorme, stivali con gli speroni!" dico mentre con lo sguardo passo in rassegna, critica, il vestitino anonimo di Aaron, l'improbabile completo da maggiordomo di Manuel e.. beh' non saprei neanche come definire i vestiti di Lyam.

Perfino la vecchia mimetica di Kevin e le sue mutande a stelle e strisce sono meglio di queste robe emo, questa moda da frocetti o come diavolo la chiamano oggi.

Lancio il faldone dei documenti a Lyam: mi sembra abbia la faccia di uno a cui piacciono le scartoffie.

Io riesco a malapena a leggere i bugiardini dei farmaci di Kevin.

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Immagini pubblicate

Manuel Vega

Taiga è stata fantastica, sono sicuro che io non sarei riuscito ad ottenere tutte quelle informazioni con altrettanta facilità "Ottimo lavoro, io non avrei potuto fare di meglio..." mi complimento sinceramente con lei "...ora sappiamo dove trovare Sato ed abbiamo ottenuto informzioni anche sugli altri scomparsi. Ma cosa avrà causato la crisi psicotica alla signorina Sato?" La faccenda comincia davvero a puzzarmi di creature fatate.

Modificato da Ipergigio

Aaron Young

Impressionante Dico, anche se il tono piatto della mia voce non mi fa sembrare particolarmente entusiasta. Ignoro completamente i suoi commenti sul mio guardaroba. Come se farsi notare fosse una cosa di cui abbiamo bisogno. I cortigiani della primavera insistono spesso sul "nascondersi in piena vista", essere appariscenti, e altre cretinate del genere. A me è sempre sembrata una enorme, immensa stupidaggine. Un modo per dimenticarsi quello che siamo davvero. Fuggitivi.

Forse riusciremo a farcelo dire da lei stessa Dico a Manuel. Sappiamo dov'è adesso. E se è ancora all' ospedale psichiatrico dovremmo riuscire a parlarle. C'è anche la possibilità che riesca a farla dimettere. Sono bravo a gestire processi burocratici. Dico distrattamente, mentre controllo sul cellulare la posizione dell' ospedale

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Scuoto la testa sconsolata.

"Aaron, Aaron, Aaron.. non sei il suo medico, non sei un suo parente, non sei nemmeno il suo avvocato. Siamo dei perfetti estranei. Pensi davvero che ce la faranno portar via da una struttura protetta senza un po' di magia?"

e dopo un attimo aggiungo, con una sfumatura inquietante

"o sana, intramontabile violenza?"

Il tono della voce e il fatto che mi stia leccando le dita come se fossero già lorde di sangue non lascia molti dubbi sull'approccio che preferirei adottare.

Aaron Young

Anche tu non eri nessuno per quel poliziotto no? Stessa cosa. Non sei l' unica ad avere magia utile in questi casi. Rispondo a Taiga, con voce calma ma ferma. Non è certo con la violenza su dei poveri inservienti che si risolverà questo problema. Anche tralasciando l'aspetto etico, attireremmo decisamente troppo l' attenzione su di noi.

Sto iniziando a capire che, purtroppo, Taiga non sa nemmeno dove sta di casa la sottigliezza

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Gli metto un braccio attorno al collo e gli premo la faccia nell'incavo del mio collo.

è più forte di me, sono stata condizionata al combattimento dalla mia Custode. Attacco briga, cerco sempre il contatto fisico. Quasi fossi perennemente alla ricerca di qualcuno che mi accoltelli, mi tagli. Che mi faccia sanguinare.

"Bravo Aaron, finalmente mostri del carattere. Mi auguro che il tuo potere funzioni perché vedi, io sono il tuo piano B"

Lo spingo via liberandolo dalla mia presa (ma non troppo forte da farlo cadere o mandarlo a sbattere da qualche parte) e rido.

Un manicomio. Inservienti grossi, abituati alla violenza. Magari armati di storditori e sostanze in grado di stendere un tirannosauro.

Mi passo la lingua umida sulle labbra.

Come un cane di Pavlov che aspetta il suono della campanella con una ciotola di croccantini davanti.

Lyam

Mi appunto mentalmente che "segaiolo sfigato" è un insulto, potrei riutilizzarlo in futuro; alla Corte, quando volevano offendere, usavano tutta un'altra gamma di parole, anche se a quanto pare nel mondo normale definire la gente "rose olezzose" non fa lo stesso effetto

Una volta sono scoppiati sette duelli uno dopo l'altro per quell'insulto, ma qui pare far solo ridere, buon per me

Non credo che qualcuno si offenda per una cosa necessaria dico, prendendo i faldoni di documenti e iniziando a leggerli; mi vengono in mente alcuni collegamenti tra alcuni casi, ad esempio sia Bennet che Carter avevano qualcuno a denunciare subito la scomparsa, mentre nel caso della Ramirez non si trovava nemmeno nei database, e questo mi fa venire il dubbio su chi ne possa aver denunciato la scomparsa. Aggrottando la fronte, controllo se è menzionato chi sia stato a chiamare la polizia per la festa a casa della Sato, mentre mi avvio dietro gli altri

Parlare con Katie potrebbe aiutarci, e non poco. Inoltre, e lo dico tanto per, io suggerirei di tirarla fuori di lì il prima possibile. Alle buone, è stata semplicemente messa lì perché per qualche motivo ha menzionato le Corti e le fate; alle brutte... quel posto è in qualche modo connesso con i rapimenti e non so cosa sia peggio, se rischiare che tutte le Maschere possano incrinarsi, oppure andare a suonare al campanello dei cattivi

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Guardo Lyam, e forse lui fa d'istinto un passo indietro temendo che possa afferrarlo, chessò, magari mettermi la sua testa sotto il braccio e trascinarlo come una borsetta per tutto il parcheggio mentre gli impartisco lezioni di virilità, una cosa così, da Taiga.

Ma tengo le mani a posto, per stavolta.

"e se fosse veramente impazzita, Katie?" il mondo oltre la Siepe è pieno di cose che possono farti uscire di testa e magari lei ci è entrata in contatto. Oppure ce l'hanno fatta diventare, pazza. A furia di farmaci e veleni, col pretesto di curarla.

Penso sia più probabile qualcuno la voglia 'pazza' e fuori dalle palle per un po' -o per sempre-

"La base dei cattivi, eh! Ci risparmierebbe un mucchio di fatica se fosse così"

Ma c'è un'altra cosa che ho notato, anche se probabilmente non vuol dire nulla.

"Quando ho parlato con il soldatino blu, ha nominato per ben due volte un posto chiamato Fincher Park. E sembrava ne fosse terrorizzato"

Modificato da Mezzanotte

Aaron Young

Mi immobilizzo un attimo quando Taiga mi afferra, mentre i miei istinti da soldato fanno a pugni con la mia mente razionale. Sono rigido come un pezzo di ghiaccio e trattengo il fiato, chiaramente a disagio, ma riesco a evitare di estrarre la lama. A fatica.

Lo scopriremo direttamente da lei suppongo. Dico, con tono un po' più acido del solito mentre entro nell' edificio.

Manuel Vega

Osservo Aaron e Taiga impegnati in uno fitto scambio di opinioni e credo di concordare con loro: solamente Sato può spiegarci cosa è accaduto, sempte che la psiche della donna sia ancora intatta ovviamente "Concordo, solo la signorina Sato può dirci cosa le è accaduto..." dico mentre affretto il passo per accodarmi a loro "...tuttavia, è possibile che qualcuno l'abbia presa di mira e che stia ancora cercando di arrivare a lei. Dobbiamo tenere la guardia alta."

Modificato da Ipergigio

  • Autore

Lockham Behavioral Care Center

Il gruppetto si muove lungo le strade di Lockham, discutendo senza troppo riguardo per il tono della voce. Ma qui nessuno sembra farci caso: siete parte del paesaggio tanto quanto i marciapiedi crepati e le luci rotte. Dopo pochi minuti di cammino, lo vedete: il Lockham Behavioral Care Center.

Un edificio basso, largo, costruito in cemento grigio e pannelli prefabbricati ormai scoloriti. Le finestre sono strette, protette da grate sottili, abbastanza da non dare nell’occhio a una prima occhiata, ma impossibili da ignorare. L’insegna è pulita, fin troppo, come se fosse stata sostituita di recente per coprire il resto della struttura che cade lentamente a pezzi. Il parcheggio è mezzo vuoto.

All’interno, l’aria cambia subito. Odore di disinfettante. Troppo forte.

La hall è illuminata da luci al neon fredde. Le pareti sono dipinte di un beige anonimo, pensato per essere rassicurante ma che riesce solo a risultare stancante. Qualche sedia in plastica è disposta lungo i muri, un tavolino basso con riviste vecchie di anni.

Alla reception, dietro un vetro spesso con un piccolo sportello scorrevole, c’è una giovane donna, ispanica, probabilmente.

Capelli biondi tinti, con le radici scure ben visibili. Un filo di trucco sbavato sotto gli occhi. Ha quell’aria tipica di chi lavora troppo, dorme poco e ha smesso di aspettarsi qualcosa di meglio. Non alza nemmeno lo sguardo quando entrate.

Nella sala d’attesa ci sono altre quattro persone. Un uomo sulla cinquantina legge un giornale vecchio, girando le pagine con lentezza quasi rituale. Due persone, un ragazzo e una donna, sono chine sui loro telefoni, completamente assorbite.

E poi c’è una ragazzina, seduta dritta con le mani sulle ginocchia e gli occhi fissi davanti a sé. Non sbatte le palpebre nemmeno quando entrate.

offgame @Mezzanotte

Non essendo finita la scena precedente, tecnicamente l'effetto del tuo contratto è ancora attivo, se vuoi.

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Butto un'occhiata distratta alle persone nella sala d'aspetto, poi mi concentro sulla tipa dell'accoglienza. Preferirei prenderla a pugni, forse. Non perché mi abbia fatto un torto, ma questa cosa di chiedere le cose invece di prendermele e basta comincia a stancarmi. Nel Giardino combattevamo per qualsiasi cosa: era quello che a Lei piaceva.

Perciò, non senza qualche sforzo per tenere le mani a posto, le chiedo di Katie Sato. Le chiedo la cartella clinica e una stanza dove possiamo incontrarla.

Se me lo chiede mi presento come la dott.ssa Anzau

"specializzata in traumi"

aggiungo, come una ciliegina sulla torta.

Modificato da Mezzanotte

Manuel Vega

Mi posiziono appena qualche passo alle spalle di Taiga e rivolgo alla receptionist un sorriso cordiale...

Aaron Young.

Entro nella sala al seguito di Taiga, sorpreso che la magia di Taiga sembri ancora funzionare. D' altronde Arcadia e tutto quello che viene non ha esattamente una relazione normale col tempo. Mi mantengo freddo e professionale di fronte alla receptionist, giusto un passo dietro a Taiga, da bravo studente modello per quella che chiaramente è una dottoressa con tutto il diritto di stare lì.

  • Autore

Lockham Behavioral Care Center

La donna non alza subito lo sguardo. Continua a battere sulla tastiera ancora per qualche secondo, come se volesse finire qualcosa di completamente irrilevante prima di concedervi anche solo un briciolo della sua attenzione. Poi sospira.

Alza gli occhi. Vi squadra, uno per uno. Non c’è timore nel suo sguardo. Non c’è rispetto. Solo stanchezza e fastidio.

Si appoggia allo schienale della sedia, facendo scricchiolare la plastica. "Ah sì?" Il tono è piatto. Gli occhi tornano su Taiga, ma senza davvero metterla a fuoco. "Perché è qui?" Lo sguardo scivola dietro di lei, verso il resto del gruppo. "Chi sono le persone dietro di lei?"

Nessuna fretta di aiutarvi. Solo una persona che ha visto troppa gente dire troppe stupidaggini… e non ha nessuna intenzione di collaborare senza una ragione valida. La ragazzina seduta poco più in là, nel frattempo, inclina appena la testa. Sempre senza battere le palpebre, come se stesse ascoltando.

Aaron Young

Magia fatata e risultati inaffidabili. Un duo iconico. Questa volta sembra che la semplice autorità non sia sufficiente a smuovere la granitica segretaria. Comprensibile. Al contrario dei poliziotti, lei non è pagata per essere un cagnolino scodinzolante verso chiunque abbia un titolo.

Per fortuna posso fare qualcosa.

La dottoressa Anzau è qui per firmare le carte per le dimissioni della paziente. La famiglia ha deciso di curarla in casa, con l' aiuto della dottoressa. Ha solo bisogno di ritirare la necessaria documentazione, oltre alla paziente stessa, ovviamente. Dico con un sorriso che sprigiona un' ondata di magia fatata. Come a voler rendere il mondo più semplice , più eccitante. La logistica e la burocrazia erano cose che il mio Custode aborriva. Quindi non esistevano nel suo reame. Tutto funzionava e basta. E a volte, se mi ci metto d'impegno, riesco a portare questo aspetto della sua realtà nel mondo vero.

Master

Utilizzo Grease the Wheels ovviamente, spendendo un punto glamour. Devo fare un tiro di Presence+Persuasion+Wyrd.

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

"Grazie, Aaron", dico sinceramente grata, perché trovo quasi indegno plagiare degli esseri usando la magia. Ci sono modi più schietti, giusti, per comunicare. Come ossa rotte, denti strappati. Non esiste niente di più universale della violenza. Di due persone che si mostrano per quello che sono veramente, senza maschere ed inganni. Che stabiliscono in modo onesto chi deve fare le domande e chi deve rispondere.

"Il signor Young qui presente è l'avvocato della signora Sato. E i due signori che lo accompagnano sono... hem, i suoi assistenti. Lo sa che la nostra assistita è stata ingiustamente internata in questa struttura? E che se lei non collabora può essere incriminata per violazione dei diritti fondamentali della persona? Dico bene mr. Young?"

Manuel Vega

Voglio giocate un poco anche io e quindi intervengo "Suvvia dottoressa Anzau, non c'è bisogno di essere cosi aggressivi, di sicuro la clinica vorrà collaborare..." dico rivolgendomi alla receptionist sfoggiando il mio sorriso più amichevole ed un tono cordiale "...non serve a nulla far finire questa faccenda in tribunale, noi tutti stiamo pensando solamente al benessere della signorina Sato, non ho forse ragione?"

OT: Se serve chiamo un tiro di Persuasione!

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

"Il signor Vega ha ragione", annuisco. "Stavo avvertendo la signora perché vorrei evitarle seccature", poggio i gomiti sul piano del bancone, "sa, anni di udienze in tribunale, decine di migliaia di dollari di spese legali.. sciocchezze del genere. Sicuramente cose trascurabili per lei da quello che vedo".

E, a proposito di vedere, allungo il collo, squadro la tipa dietro il vetro spesso, sorrido amabile e aggiungo

"bella maglietta, se posso permettermi. è di seconda mano, vero?"

Modificato da Mezzanotte

Lyam

Non vedo come io possa essere utile alla scenetta, ed inserirmi a discorso avviato non mi pare possa aiutare in qualche modo l’andazzo

Mettermi a fare un faccia cattiva lo escludo, finirei solo per sembrare ridicolo e mi viene il sospetto che Taiga potrebbe benissimo farlo da sola, se le servisse andare “a brutto muso” contro qualcuno, la ragazza della reception in primis

Colgo con la coda dell’occhio la ragazzina che ci fissa, e pare ascoltarci con più attenzione di quella che meriteremmo; mi volto verso di lei, provando a capire cosa veda nel nostro gruppetto di così intrigante da meritare addirittura di fissarlo e provare ad ascoltarne i discorsi

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