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TdG - Sussurri nella Cenere

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Il dragonide sembra colto di sorpresa dal tuo chiamarlo "uno di voi vivo", e forse anche dal "che bel colore di scaglie che ha", tanto che gli oggetti di vetro con cui stava trafficando gli sfuggono di mano e nel tentativo di non farli rompere lascia cadere invece la bottiglia di vino, che si frantuma dietro al bancone quando tocca terra.

Gli avventori si voltano di scatto verso di voi a causa del rumore, ma Wulfar li tranquillizza. "Tutto a posto ragazzi, mi è scivolata la bottiglia."

Torna a rivolgerti la sua attenzione. "Apprezzo il complimento forestiera, ma intende dire che ha solo visto draghi morti?" La sua voce è limpida tanto quanto i suoi occhi celeste, e non sembra nascondere alcun sentimento negativo per quello che hai detto.

Poggia gli oggetti di vetro sul bancone in modo che non possano cadere e si volta per spillare due birre da una grossa botte appesa alla parete. "Oggi ho dell'ottimo stufato di cervo, può andare? E questa la offre la casa, benvenuta al villaggio di Teniat, forestiera." Poggia uno dei due boccali sul bancone, mentre alza l'altro in segno di saluto e poi ne beve un cospicuo sorso.

"Sono due monete d'argento a notte, ti preparo la stanza. Siediti pure dove vuoi, arrivo a breve con il pranzo. Solo... scusami un attimo." Dopodiché prende un secchio e ci mette dentro i pezzi della bottiglia rotta, poi con uno straccio bagnato passa sul pavimento per pulire dal vino prima che rimanga una macchia troppo vistosa.

Quando ha finito di sistemare sparisce dietro una porta a lato del bancone: il retrobottega probabilmente. E un paio di minuti dopo ne esce con un bel piatto fumante del cibo che hai ordinato, accompagnato da qualche tozzo di pane. "Spero sia di tuo gradimento, buon appetito."

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Rimango un attimo sorpresa dalla reazione del dragonide ma è solo per un attimo...

Non ho mai visto un drago ma quando ero piccola il mio villaggio ha combattuto contro un altro villaggio situato si margini del grande mare gelato e quando i guerrieri sono tornati vittoriosi hanno portato con loro i cadaveri di due tuoi simili ma più piccoli e con le scaglie bianche come la neve...ho toccato le loro scaglie ed erano gelide come il ghiaccio, chissà se le tue sono calde...dico i fine guardando negli occhi il dragonide...

ma si...dico un attimo dopo...lo stufato di cervo va più che bene...prendo poi il boccale che mi offre e ne bevo una bella sorsata...

poi col boccale in mano mi siedo ad un tavolo e poggio la spada sul tavolo...So che non ti piace stare a terra  perciò ti metto sul tavolo ma cerca di fare la brava...dico alla spada prima che il dragonide torni con il mio cibo...

aspettandomi qualche risposta ma la spada non sembra aver voglia di parlare...

io mangio praticamente di tutto e sono certe che sarà ottimo...dico mentre sto per iniziare a mangiare ma poi mi fermo...

sapresti...chiedo infine al dragonide...se in questo villaggio c'è qualcuno che offre un lavoro, non so fare molto a parte uccidere ma posso adattarmi a fare altro...

  • 1 mese dopo...
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"Grande mare gelato?" Ti domanda incuriosito. "Non l'ho mai sentito nominare... sono troppo indiscreto se ti chiedo da dove vieni?" La sua voce sprigiona curiosità come nient'altro: certo è un locandiere e vivrà di informazioni, ma potrebbe essere pettegolo di natura. "Forse erano coboldi..." Ipotizza quando racconti dei suoi simili che hai visto. "Ma non ne ho idea in realtà; comunque per la cronaca le mie scaglie non sono calde, giusto... frizzantine. Toccandole potresti beccarti una bella scossa, ma dipende dai momenti."

Quando ti porta da mangiare fissa stupito la spada sul tavolo per un paio di secondi, poi pare far spallucce e lasciar stare. "Lavoro? Credo che per capacità come le tue, se ti ho inquadrata bene, potresti dare una mano a cacciare qualche animale nelle zone vicine al villaggio; robe di caccia normale per rifornire i negozianti di Teniat con un po' di carne, che non fa mai male. Non sarà difficile trovare un po' di selvaggina se ti allontani verso sud." Conclude sorridendo.

"Allora? È buono? Ti porto un altro giro di birra?"

Il grande mare gelato si trova molto a nord da qui oltre le montagne il mio villaggio si trova circa a metà strada all'ombra di una gigantesca montagna , io di persona l'ho visto solo una volta , non che ci sia molto da vedere è una immensa distesa gelata...poi mentre l'oste si allontana per prendermi da mangiare penso bene a ciò che ha detto prima di andare via e quando torna prima di mettermi mangiare ..e no , il sapore dei coboldi e differente...perciò sono sicura che non fossero coboldi...

poi tra un boccone e l'altro...

non sono molto esperta nel cacciare ma da queste parti non credo che avrò problemi e giusto per sapere anche la cane di mostro può andare bene ? casomai ne incontrassi qualcuno...

e si è molto buono , diverso ma buono...e per quanto riguarda il bere , si portami pure un altra birra...

a e un ultima cosa , per caso in questo villaggio c'è qualcuno che si intende di magia?

  • 1 mese dopo...
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"Oltre le montagne a nord? Devi aver fatto parecchia strada per arrivare fin qui, sarà stata dura..." Lascia la frase a metà, ma probabilmente è solo una domanda retorica.

"Non dovrebbero esserci mostri nei dintorni di Teniat, ma se ne trovi verrai sicuramente ricompensata per aver tenuto al sicuro le zone del villaggio. Qualsiasi cosa trovi portala pure a me, al resto posso pensarci io." Sorride e ti fa l'occhiolino.

"Magia?" Ripete dopo la tua ultima domanda; si passa una mano sul mento con espressione pensierosa. "Beh, non so come intendete la magia nel tuo villaggio forestiera, qui abbiamo solo un sacerdote di Chauntea che è stato mandato dal tempio di Runar per evitare che al villaggio si diffondessero malattie e pestilenze. La magia donata dagli dei è differente da quella tradizionale, ma se cercavi qualche informazione puoi sempre fare un tentativo: abita qualche casa più in là di questa locanda, accanto all'altare in onore della Dea." Indica una direzione mentre dice quest'ultima cosa; in effetti venendo qui ti pareva di aver visto qualcosa simile ad un altare, però comunque diverso rispetto a quelli che avevate al tuo villaggio.

"Tra l'altro se mi permetti preferirei evitare di continuare a chiamarti forestiera, qual è il tuo nome?"

Mastico l'ultimo pezzo di stufato, deglutisco con calma e appoggio le posate sul tavolo.

Poi alzo lo sguardo sul dragonide, piantando i miei occhi nei suoi, celesti e limpidi, lasciando che un lampo di assoluta serietà fenda per un istante la nebbia fitta e opprimente dei miei pensieri.

Il mio nome è Angbroda, esordisco, mantenendo la tonalità della voce ferma e profonda, nonostante le troppe notti insonni passate a fuggire verso meridione. Angbroda Belgermin, figlia di Hrothgar il Rompi-Scudi. E non darti pena per la strada che mi sono lasciata alle spalle... la fatica del corpo non è nulla, non mi spaventa affatto. È la quiete di questi posti che a volte pesa molto più del cammino stesso.

Lancio una rapida occhiata alla mia spada posata sul tavolo da pranzo. Controllo che l'arma stia continuando a fare la brava e a non attirare troppe attenzioni, poi torno a fissare Wulfar. Un sorriso amaro, quasi impercettibile, mi increspa le labbra mentre ripenso alle sue parole sul sacerdote e sulla sua divinità dei campi.

Il mio popolo non conosce i vostri dei del sud, così mansueti e dai nomi gentili, continuo, tenendo ben nascosto dietro una maschera d'indifferenza il tormento che spinge contro le mie tempie. Noi professiamo l'Antica Fede. Crediamo nelle forze primordiali della terra, del ghiaccio perenne e del sangue. Nelle entità inconoscibili che dormono nei tumuli sotto la grande montagna e oltre le stelle fredde, quelle che governano il caos primordiale...

Afferro il secondo contenitore di birra che il locandiere mi ha spillato, sollevandolo di pochi centimetri verso il suo muso scaglioso per sancire un brindisi silenzioso ma solenne.

Grazie per la bevanda e per le dritte sulla caccia, Wulfar. Se una qualche bestia feroce o un mostro innaturale dovesse spingersi troppo vicino ai confini di Teniat, ti porterò la sua carne da cucinare.

faccio per alzarmi ma proprio in quel momento, sento una strana e fulminea pressione contrarsi dietro le orecchie. Il tepore avvolgente della taverna e l'odore dello stufato svaniscono in un battito di ciglia, rimpiazzati da un brivido geometrico, assurdo e spaventosamente familiare che si irradia dalla base della nuca fino al midollo.

Non puoi nasconderti tra i deboli dell'estate meridionale... sussurra una frequenza gelida, strisciante e priva di labbra all'interno della mia testa. Il tuo destino è già stato tracciato sulla pietra... figlia del nostro sangue... rispondi al richiamo dell'abisso che ti appartiene...

La scatola cranica ricomincia a pulsarmi con violenza inaudita, minacciando di farmi cedere alla follia collettiva proprio qui, sotto gli occhi degli avventori. Sento il sangue pompare forte e la magia caotica risalire dallo stomaco come una marea ribollente.

Non posso cedere adesso. Non qui.

Allungo la mano sinistra sulla spada, stringendo le dita attorno all'elsa e sussurrandole a fior di labbra, con un filo di voce impercettibili...Sta' buona, muoviamoci da qui...Mi sembra quasi di avvertire una vibrazione d'assenso metallico provenire dalla guardia, una risposta secca che mi dà la forza di reagire.

Mi alzo di scatto dalla sedia di legno, che striscia sul pavimento producendo un rumore acuto. Afferro l'arma, me la rimetto a tracolla con un movimento rapido e secco, e lascio cadere sul bancone le monete d'argento pattuite per il vitto e l'alloggio, senza voltarmi a guardare Wulfar.

Spingo con decisione la pesante porta di quercia della locanda ed esco all'aperto, venendo investita in pieno dall'aria del villaggio. Prendo un lungo e profondo respiro per placare i battiti del cuore e costringere le Madri a tornare nel silenzio della mia mente. Mi guardo intorno, stringendo i denti, e focalizzo lo sguardo sulla direzione che mi ha indicato il dragonide. Con passo pesante ma risoluto, inizio a camminare , puntando dritta verso il tempio di Chauntea.

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