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Mostri e Incontri IV: Migliorare i Combattimenti con i Boss


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In questo articolo Mike Shea fa un'analisi dei vari metodi utilizzati dai Dungeon Master per gestire al meglio gli scontri con i boss. 

Mostri e Incontri I: La questione dei danni statici dei mostri
Mostri e Incontri II: Il Reskinning dei Mostri
Mostri e Incontri III: Allestire Battaglie Scenografiche

Articolo di Mike Shea del 6 Novembre 2017

Esperienze Raccolte Riguardo alla Gestione dei Combattimenti con i Boss in D&D 5E

I combattimenti con i boss non sono mai stati facili da gestire in qualsiasi edizione di Dungeons & Dragons. È stato solo a partire dalla 4a Edizione di D&D che i boss hanno cominciato ad essere progettati in maniera differente rispetto agli altri mostri, riferendosi ad essi come ''solitari'' in quell'edizione del gioco. Nella 5a Edizione ora abbiamo i mostri ''leggendari'' ideati per porre una sfida maggiore se affrontati da molteplici avversari. 

Anche con queste migliorie, gestire un singolo mostro come boss contro un gruppo esperto di giocatori con personaggi capaci e potenti, non lascia al boss molte possibilità di rappresentare una sfida appropriata per i personaggi. 

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Piuttosto che condividere le opinioni di una sola persona riguardo al miglioramento degli scontri con i boss, ho raccolto i metodi per farlo più comunemente menzionati da un certo numero di discussioni a questo proposito su Twitter, Facebook e Reddit (sistema che viene a volte definito meta-analisi). Queste discussioni includono le seguenti:

Da queste discussioni ho identificato sette approcci menzionati spesso per migliorare gli scontri con i boss in D&D. Ecco un sommario delle tendenze comuni e il numero di volte in cui vengono menzionate.

Metodi per migliorare gli scontri con i Boss in D&D 5E Menzioni
Aggiungere mostri allo scontro 32
Consumare le risorse dei personaggi prima dello scontro 19
Usare l'ambiente 16
Concentrarsi su sfide basate sulla storia 13
Migliorare le tattiche dei boss 13
Conoscere le capacità dei personaggi 7
Aumentare i punti ferita dei boss 7

Ci sono di sicuro altri metodi per migliorare gli scontri con i boss, ma quelli qui sopra si presentano con maggior frequenza in queste discussioni. 

Daremo un'occhiata a ciascuno di questi, approfondendone alcuni e appena toccandone altri. Ogni metodo è degno di considerazione se cerchiamo come poter gestire al meglio gli incontri con i boss nelle nostre partite di D&D. 

Aggiungere mostri allo scontro

Prendiamoci un momento per parlare di economia delle azioni. Non è descritta in nessuna parte del regolamento, ma per i personaggi e i mostri è potente tanto quanto gli incantesimi, i punti ferita, i punteggi di attacco e i valori dei danni. I DM esperti sono consapevoli dell'importanza dell'economia delle azioni, ma DM più novizi potrebbero non esserlo. 

Ciascuno schieramento in un combattimento di D&D ha un numero complessivo di azioni che può intraprendere. Se abbiamo cinque personaggi in combattimento, quel gruppo può intraprendere cinque intere azioni. Se dall'altro schieramento abbiamo dieci orchi, questi orchi hanno dieci azioni contro le cinque dei personaggi. Questo pone l'economia delle azioni decisamente a favore degli orchi. Anche se gli orchi sono più deboli, hanno più azioni, il che significa che possono fare più cose. Questa è l'economia delle azioni. 

Se pensiamo ad un incontro con un boss, spesso ci concentriamo su un singolo mostro, come un drago. In 5E i mostri potenti sono identificati come mostri leggendari e hanno le azioni leggendarie che aumentano la loro economia delle azioni, spesso dando loro l'equivalente di due o tre azioni per turno. Eppure a volte diamo per scontato che i mostri leggendari possano giocarsela alla pari con un gruppo di quattro o più giocatori. In tal caso, anche con le azioni leggendarie, questi mostri perderanno l'economia delle azioni. 

Il miglior modo con cui noi dungeon master pigri possiamo incrementare l'economia delle azioni per i nostri boss è di gettare altri mostri nella mischia. Questa è la tattica menzionata più di frequente a proposito del miglioramento degli scontri con i boss in D&D 5e. 

I boss non combattono da soli. Hanno delle guardie del corpo che compensano i loro difetti. I beholder hanno schiavi muscolosi. I lich hanno golem di ferro. Persino la Tarrasque ha qualche culto apocalittico che la segue assicurandosi che nessun mago possa svolazzarle attorno e ucciderla. Quando pensiamo ai nostri boss, possiamo pensare a quali guardie del corpo siano appropriate per quel boss e per quella situazione.

Quando prepariamo il nostro scontro con il boss possiamo assicurarci che l'economia delle azioni sia adatta, o allineata ai giocatori, schierando altri mostri a fianco al boss. 

Consumare le risorse dei personaggi prima dello scontro

Dei personaggi che arrivino a uno scontro con il boss con tutte le loro risorse a disposizione hanno delle buone probabilità di annientare quel boss prima che possa fare alcunchè di interessante. Siamo tutti a favore di dare potere d'azione ai personaggi e a non forzare la storia, ma nessuno vuole vedere un beholder fatto a pezzi al secondo turno di combattimento. 

Consumare le risorse dei personaggi aiuta ad accertarsi che i personaggi non affrontino il boss belli freschi e riposati. 

Possiamo farlo in un paio di modi. Primo, possiamo far incappare i personaggi in ogni genere di battaglia, facile o difficile, mentre raggiungono il boss. Secondo, possiamo lanciare diverse ondate di mostri nello scontro col boss prima ancora che il boss si faccia vivo. Il primo metodo consuma incantesimi, Dadi Vita ed effetti basati sui riposi lunghi. Il secondo consuma effetti "a battaglia", come le azioni impetuose del guerriero. Quando arriverà il boss, i personaggi non potranno gettarlo nell'oblio prima che abbia avuto l'occasione di fare qualcosa. 

I giocatori astuti sanno quando preservare le risorse durante questi incontri iniziali, il che è una strategia accettabile. Indipendentemente da cosa scelgano di preservare, dovranno comunque sacrificare qualcosa. Se non uccidono in fretta quei mostri, subiranno più danni e avranno bisogno di maggiori cure. 

Usare ondate di mostri prima che arrivi il boss costringe i giocatori a restare in movimento e probabilmente a usare abilità limitate prima che il boss si manifesti. È improbabile che i personaggi siano in una posizione ottimale se hanno combattuto per tre round prima che arrivi il boss. 

Usare l'ambiente

I personaggi non affrontano il boss dentro stanze vuote. Possono affrontarlo sulle pendici di un vulcano o in una stanza piena di antiche statue animate dietro cui il boss possa balzare. I boss possono preparare accuratamente l'ambiente per favorire le proprie tattiche e per ridurre l'efficacia dei personaggi. Dobbiamo stare attenti, però, a non togliere troppo potere d'azione ai personaggi, o nessuno si divertirà. Anche nei più letali scontri con il boss, il nostro mestiere è gestire il gioco in maniera divertente. Non dobbiamo mai dimenticarlo.

Ambienti interessanti che apportano una sfida unica allo scontro con il boss rendono l'intera scena più interessante. 

Concentrarsi su sfide basate sulla storia

Molte volte gli aspetti interessanti di un incontro col boss non hanno nulla a che fare con le statistiche del boss o con le meccaniche di combattimento. Gli aspetti più interessanti di uno scontro con il boss possono essere legati alla storia che lo circonda. Che cosa ha condotto i personaggi dal boss? Quali sono le circostanze? Forse non hanno nulla a che fare con il combattere il boss e tutto a che vedere con le scelte difficili che i personaggi devono compiere. Ecco alcuni esempi:

  • Il boss rivela che esiste un male maggiore.
  • Il boss propone un accordo che i personaggi potranno difficilmente rifiutare. Vedi Stradh's Negotiation.
  • I personaggi  devono compiere un sacrificio immane per fermare il boss. Vedi The Climax of Critical Role by Matt Colville.
  • Il boss affronta i personaggi in una situazione dove il combattimento non è l'opzione ideale, come nel mezzo di una piazza pubblica o al matrimonio del principe.
  • Arrivare al boss si rivela più difficile di combattere il boss stesso. Al momento di affrontare il boss, un singolo colpo mortale è perfettamente ragionevole. 

Il recente focus della 5E sul preparare situazioni piuttosto che incontri definiti ci porta all'idea che la storia dello scontro col boss sia più importante delle meccaniche. 

Migliorare le tattiche del Boss

Se le cose vanno davvero male, possiamo rendere i nostri scontri con il boss più impegnativi migliorando le tattiche del nostro boss. Questa tecnica non è molto pigra. Comprendere le esatte capacità del boss e trasformarle in tattiche che possano usare sui personaggi richiede del lavoro. Come minimo dobbiamo dare al blocco statistiche una bella ripassata per essere certi di capire come applicarle al meglio nella prossima battaglia. 

Comprendere le capacità dei personaggi 

In D&D ogni gruppo e ogni personaggio di quel gruppo rappresentano una sfida eccezionale ai livelli più alti. Questa è una delle ragioni per cui le regole tradizionali per il bilanciamento degli incontri non funzionano agli ultimi livelli. Le variabili sono semplicemente troppo grandi. 

L'unico modo per saper bilanciare un incontro con il boss è di conoscere le capacità uniche che i personaggi portano in quel combattimento. Ci vanno giù pesante con gli incantatori e un gran numero di modi per limitare il campo di battaglia come muro di forza? Sono un gruppo da mischia in grado di infliggere 300 danni in un round di combattimento tramite ira, attacco poderoso, velocità e azioni impetuose? 

In che modo il vostro specifico gruppo affronta le battaglie con i boss tosti? Un elevato ammontare di danni? Controllo del campo di battaglia? Effetti save-or-suck? (NdT: per chi non lo sapesse i save-or-suck sono effetti che richiedono un tiro salvezza che, se viene fallito, rende impotente in qualche modo il bersaglio, spesso ponendo fine a uno scontro.)

Possiamo individuare queste capacità effettuando battaglie di prova. I boss astuti come Iymrith o Stradh sanno come testare i personaggi, che sia mandando dei vice-boss uguali a loro o andando di persona con un piano per sopravvivere anche se sconfitti. Stradh può tornare alla sua bara se sconfitto, Iymrith può inviare un simulacro che agisce esattamente come lei. I boss possono apprendere le capacità dei personaggi esattamente come facciamo noi e prepararsi per loro quando inevitabilmente li affronteranno. 

Aumentare i punti ferita del Boss

Un altro modo facile e pigro di migliorare gli scontri col boss è semplicemente aumentare i punti ferita del boss. Se volete restare nei paramentri delle regole, potete aumentare i punti ferita fino al massimo consentito per il mostro. Stradh per esempio può passare dalla sua media di 144 al suo massimo di 204. Iymrith può andare da 481 a un enorme 728. Dovremmo sentirci liberi di aggiustare i punti ferita dei nostri boss a seconda della capacità dei personaggi. Mi spingerei fino a dire che possiamo modificarli a nostro piacere per costruire un incontro impegnativo per i personaggi. 

Ci sono anche altri sporchi trucchetti per migliorare le possibilità di sopravvivenza dei nostri boss. Il nostro letale lich può avere un paio di golem di ferro vincolati a sé allo stesso modo in cui può esserlo uno scudo guardiano, dividendo i danni subiti tra sé stesso e i guardiani. Potrebbe persino bere una pozione di invulnerabilità prima di uno scontro che sa di dover affrontare, ottenendo una resistenza a tutti i danni. 

Immaginate Iymrith legata ad un paio di golem di pietra dall'aspetto di mostruosi gargoyle, dopo aver bevuto una pozione di invulnerabilità e con i punti ferita massimizzati. Questo è l'equivalente di milleottocento punti ferita. Chiaramente scorretto e con buone probabilità tremendamente poco divertente, ma ci da un'idea degli alti limiti della capacità di un boss di resistere ai danni.

Un altro espediente simile per migliorare i combattimenti con i boss è  aumentare i danni che infliggono.  Questo è stato suggerito da Chris Perkins quando gli è stato chiesto come migliorare i combattimenti con i boss. Se usate il danno statico per i mostri, potete scegliere il danno massimo invece di quello medio. Se tirate per i danni, aggiungete un 50% di dadi in più, o giù di lì. Sembra di barare, ma il nostro scopo non è essere corretti, è fornire una buona sfida. 

Concentrarsi sul Divertimento 

Tutto questo parlare di migliorare i boss può in realtà andar contro al divertimento nel gioco. Potremmo perderci la prospettiva. Potremmo dimenticarci che siamo fan dei personaggi non dei nostri boss. I nostri boss esistono non per prendere a calci nel sedere i personaggi, ma per farli sembrare grandiosi. A volte questo significa fare a fette un genio con un colpo solo. 

Se applichiamo un approccio pigro, non sprechiamo tanto tempo a cercare di bilanciare un incontro con il boss e semplicemente buttiamo un boss sul tavolo e vediamo cosa succede. Possiamo anche usare una o due delle idee qui sopra, in particolare aggiustando i punti ferita e mettendo in campo qualche mostro extra, per alzare un po' la posta in gioco. 

In qualunque modo ci avviciniamo agli incontri con i boss, dovremmo sempre ricordarci che il nostro obiettivo è il divertimento. Ogni volta che apportiamo una modifica dovremmo chiederci se quella modifica porta del divertimento nel gioco. Il divertimento è tutto.



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Ottimo articolo, personalmente propendo per l'uso del primo suggerimento, sempre se coerente con l'ambientazione, e con l'uso dell'ambiente. 

Per ciò che concerne il consumare le risorse è sicuramente un ottimo modo di gestire la quesitone, ma ritengo che abbassi l'epicità dello scontro rispetto agli altri. Ai giocatori piace poter contare sulle proprie risorse, sopratutto quelle più potenti, e prepararsi adeguatamente. si rischia un leggero effetto frustrazione, quindi, salvo in situazioni specifiche, come lotte contro il tempo o impossibilità di usare altri metodi, tengo questa opzione di riserva in genere. Il che la rende interessante quelle pochissime volte in cui si usa (come l'obbligo per i PG di decidere se attaccare il boss ora che sono scarichi o domani quando però potrebbe aver concluso il rituale...)

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      Link all'articolo originale: https://thealexandrian.net/wordpress/8032/roleplaying-games/node-based-scenario-design-part-7-more-alternative-node-designs Articolo di The Alexandrian del 11 Giugno 2010
      Tutto ciò di cui abbiamo discusso finora in questi articoli sono progetti di base e sistematici. Ma non c’è nessuna ragione per cui dobbiate essere simmetrici. Forse il nodo A ha due indizi che puntano al nodo B mentre il nodo C è pieno di indizi per il nodo A.

      Su una scala più ampia, probabilmente vi ritroverete a mescolare insieme conglomerati sbilenchi di strutture disparate.
      Ad esempio, una buona parte della mia campagna attuale si basa su un approccio generale di torta a strati: una rete interconnessa di organizzazioni criminali permettono ai PG di farsi strada generalmente lungo la “catena di comando”. Ma questa torta a strati si incanala naturalmente verso varie conclusioni secondarie, e ho incluso anche dei cicli continui progettati per riportare i PG nei punti precedenti alle varie canalizzazioni.
      Questo approccio può sembrare pieno di gergo, ma è davvero solo una questione di abbracciare i principi fondamentali della progettazione basata sui nodi, spargendo indizi liberamente, e stare attenti in specifiche occasioni per evitare aree problematiche.
      Esaminando i miei appunti per questa campagna, sono arrivato a pensare a questo approccio come alla “nuvola”: dozzine di nodi tutti contenenti indizi e collegati da indizi. Anche se scartiamo tutti i diversi modi in cui i PG possono approcciare ognuno di questi nodi, le complesse relazioni che emergono dalla struttura dei nodi creano letteralmente centinaia di risultati possibili.
      Ma non stavo ricercando appositamente questa complessità emergente visto che stavo progettando lo scenario su scala della campagna: tutto ciò di cui avevo bisogno era progettare l’organizzazione criminale, suddividerla in blocchi delle dimensioni di un nodo, e poi stabilire gli indizi necessari per percorrere da e verso ogni nodo.
      Nel mentre scrivo questo, i miei giocatori sono circa a metà di questa sezione della campagna. E’ stata riempita con innumerevoli sorprese per tutti noi, e queste sorprese mi portano al punto finale riguardante i punti di forza del progetto basato sui nodi: è flessibile nel gioco.
      Siccome ogni nodo è, effettivamente, un blocco di materiale modulare, diventa molto facile riorganizzare i nodi al volo. Ad esempio, quando i PG hanno fatto irruzione in un edificio in mano al nemico e sterminato metà del loro personale prima di esser costretti alla ritirata, è stato molto facile per me guardarmi intorno, prendere un nodo diverso pieno di cattivi, e collegarli come rinforzi.
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      Link all'articolo originale: https://thealexandrian.net/wordpress/8044/roleplaying-games/node-based-scenario-design-part-8-freeform-design-in-the-cloud
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    • By Grimorio
      Niklas Wistedt ci regala la mappa della cripta di una perversa famiglia dedita alla necromanzia, oltre ad uno spunto per un'avventura dalle forti tinte Horror.
      Articolo di Niklas Wistedt del 27 Ottobre 2019

      Instagram: @paths.peculiar
      Nello spirito di Halloween, ho disegnato questa mappa raffigurante l'orribile cripta della depravata famiglia Scarbrough. Dovrebbe fornire un luogo per avventure spettrali ai dungeon master che vogliono aggiungere un po' di Horror alla loro campagna.
      La cripta è il luogo dove la nobile famiglia Scarbrough (non) riposa in eterno. In vita, queste orribili persone terrorizzarono le terre circostanti, e continuano a farlo nella morte.
      Dentro la loro villa nella brughiera, gli Scarbrough praticarono ripugnanti necromanzie e altre perversità. Lord Edgar Scarbrough ebbe cinque figli assieme alla sua cugina e moglie Elsbeth, ciascuno più sinistro e depravato del precedente, il cui apice culminò nella piccola Pamela, la cui crudeltà è diventata la leggenda della brughiera.
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      I ghoul di Villa Scarbrough vagano nelle vicinanze del villaggio, attaccando (e divorando) qualsiasi intruso, mantenendo la cripta al sicuro da inquisitori e ladri di tombe. I fantasmi della famiglia infestano le terre circostanti e la più temuta di tutti è la piccola Pamela, comunemente chiamata "la fatina dei denti".
      Per una versione più grande della mappa cliccate qui.
      Per la versione senza legenda invece cliccate qui.
      Link all'articolo originale: https://www.wistedt.net/2019/10/27/the-scarbrough-family-crypt-dungeon-map/
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    • By Lucane
      Dopo aver creato uno scheletro dell'ambientazione, seguiamo Rob Conley nell'approfondire i vari elementi. Oggi ci occuperemo di nomi e di background. 
      Una Sandbox Fantasy nel Dettaglio Parte I
      Una Sandbox Fantasy nel Dettaglio Parte II
      Una Sandbox Fantasy nel Dettaglio Parte III
      Una Sandbox Fantasy nel Dettaglio Parte IV
      Articolo di Robert Conley del 23 Settembre 2009
      Questa è la quinta parte di una serie che illustra nel dettaglio i 34 passi che consiglio di seguire per creare una ccampagna fantasy in stile sandbox. Il post di oggi coprirà i seguenti passi:
      14. Decidiamo dove collocare località varie (qualsiasi cosa che non rientri nelle voci precedenti).
      15. Diamo un nome agli elementi geografici (non dimentichiamo le isole).
      Le località varie possono essere qualsiasi cosa: gruppi tribali, fazioni politiche e qualsiasi cosa legata ad una specifica area piuttosto che a uno specifico esagono. In Wildlands (Points of Light I) ho segnato sulla mappa la posizione approssimativa di varie tribù umanoidi e barbariche. 
      Non farò niente di simile in questa mappa.
      Poi diamo un nome ai villaggi. Qui ho usato il comprovato e accurato metodo di comporre nomi a casaccio in un linguaggio fantasy incomprensibile per i villaggi umani. La principale differenza tra oggi e 30 anni fa è che ora mi assicuro di essere in grado di pronunciarli io stesso prima di infliggerli ai giocatori. Per il villaggio halfling scelgo un qualche nome in inglese antico. Per l'insediamento nanico ho optato per qualcosa che suoni come Inglese Antico dell'era Anglo Sassone. 

      La mappa è piccola, quindi ne farò una versione a parte per i nomi degli elementi geografici. Qui esporrò lo sbalorditivo piglio creativo dei nativi in fatto di nomi. Oppure no. Ho una buona ragione per non chiamare la baia settentrionale 'Baia Nord' poiché intendo legare la Baia dei Morti con le rovine di Monte Devon.

      Se state crendo la vostra mappa seguendo questi passi, a questo punto dovreste avere tutti gli elementi per delineare i prossimi passi. 
      Elementi Geografici (le traduzioni non sono ufficiali, NdT)
      Foresta di Amur (Amur Forest) Baia dei Morti (Bay of the Dead) Baia Est (East Bay) Monte Devon (Mount Devon) Colli Settentrionali (North Downs) Baia Sud (South Bay) Colli Meridionali (South Downs) Southpoint (Punta Sud) Il Mare Interno (The Midland Sea) Le Dune (The Sands) Palude Orientale (West Fen) Località 
      0102 Tana 0105 Hawth (villaggio) Nanico 0201 Tana 0203 Tana 0204 Sandpoint (villaggio) Halfling 0302 Rovine 0303 Rovine 0305 Rovine 0401 Tana 0402 Rovune 0403 Mikva (castello, città) Umano 0403 Datha (piccolo paese) Umano 0404 Carra (piccolo paese) Umano 0503 Kathi (villaggio) Umano 0505 Tana Fate anche voi questa lista e mettetela nel vostro blocco degli appunti, tra le vostre schede, o nel vostro programma di scrittura. Nel prossimo articolo lavoreremo al background della regione e inizieremo a rimpolpare un pò di questa roba. 
      Questo è quanto per la Parte V, a seguire la Parte VI.
      Link all'articolo originale: https://batintheattic.blogspot.com/2009/09/fantasy-sandbox-in-detail-part-v.html?m=1 Una Sandbox Fantasy nel Dettaglio: Parte VI
      Articolo di Robert Conley del 24 Settembre 2009
      Questa è la sesta parte di una serie che illustra nel dettaglio i 34 passi che consiglio di seguire per creare una campagna fantasy in stile sandbox. Il post di oggi coprirà i seguenti passi:
      16. Scriviamo una mezza pagina di background descrivendo la regione e la sua storia.
      D'accordo forse questa è un pò più di mezza pagina. Mi sono lasciato nuovamente trasportare da questa parte della creazione dell'ambientazione. 
      Sono un appassionato di storia. 

      Aiuta ad essere consapevoli delle varie situazioni che i popoli hanno affrontato nei secoli. Ma non è necessario per scrivere la vostra storia fittizia.
      Gli elementi chiave sono: essere consci della linea temporale che avete creato, e dedurre dalle premesse iniziali. 
      Per la mia storia generale so che l'Isola di Piall fu influenzata dai seguenti eventi nel seguente Ordine.
      Il Cataclisma Il Signore Oscuro e l'Impero Oscuro  La caduta dell'Impero Oscuro L'Impero Eaniano Le Guerre Civili Il Regno delle Isole Il Cataclisma è un pò un pretesto che semplifica enormemente la storia originale dell'Isola. Ha semplicemente spazzato via qualsiasi cosa ci fosse prima. Potrei lasciare qualcosa sul Monte Devon e usare questa opzione più avanti. 
      Dato che voglio un dungeon centrale per questa mini ambientazione, le sezione sull'Impero Oscuro mi fornisce un comodo gancio per usare l'utile cliché del Sire Lich. 
      La roba successiva fino al Regno delle Isole è probabilmente un esempio di cosa non fare con i background. Quello che chiamo il Millennio alla Tolkien. Se avete dato uno sguardo alla linea temporale del Ritorno del Re avrete notato che ci sono centinaia di anni in cui non succede letteralmente niente. In realtà guardando la trilogia del Signore degli Anelli sarebbe il caso di ricordare che sono trascorsi quasi 3000 anni tra la morte di Isildur e l'arrivo di Aragorn. Ma, sia nel libro che nel film, tutti si comportano come se fosse successo solo un paio di generazioni prima. 
      Mi sono reso conto che si possono arricchire circa 500 anni di elementi utili per la vostra ambientazione. Più di così e dovrete spendere molto tempo a descrivere la vostra ambientazione, oppure lascerete dei grossi buchi. 500 anni è l'equivalente del periodo trascorso tra il crollo dell'Impero Romano e l'inizio dell'Alto Medioevo. Ho pensato di riempire un pò il salto temporale con gli elementi interessanti dei nani e degli halfling alleati che arrivano nell'isola. 
      Per quanto riguarda il Regno delle Isole ho avuto di nuovo qualche idea. Ho immaginato che gli schiavi liberati sarebbero diventati servi nella società feudale che si è formata dopo la caduta dell'Impero Eaniano. Questo elemento può essere usato per creare tensione interna all'ambientazione. È un esempio di come dedurre dalle premesse iniziali. 
      Il resto è venuto dal guardare l'ultima mappa generale che ho creato, con tutti i Regni. L'Impero di Po è un reame molto grande ad est del Regno delle Isole. Non essendo Po uno dei Cinque Regni originali, dev'essere un impero espansionista. Questo fornisce un pò di tensione esterna all'isola. 
      Probabilmente mi inventerò anche qualche minaccia ''marina''. Me la cavo bene a creare culture umane e a farle scontrare per generare avventure. Non sono altrettanto in gamba quando si tratta di mostri senzienti. Proverò a rimediare a questa disattenzione nelle sezioni relative alle Località e agli Elementi Geografici. 
      Questo è quanto per la Parte VI, a presto per la Parte VII.
      Link all'articolo originale: https://batintheattic.blogspot.com/2009/09/fantasy-sandbox-in-detail-part-vi.html?m=1
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    • By Ahrua
      Progettazione di Uno Scenario Basato sui Nodi - Parte 1 e 2
      Progettazione di Uno Scenario Basato sui Nodi - Parte 3 e 4
      Progettazione di Uno Scenario Basato sui Nodi - Parte 5 e 6
      Articolo di The Alexandrian del 09 Giugno 2010
      Livelli più Vasti
      In caso non fosse stato chiaro, ho utilizzato livelli a tre nodi in questi esempi perché è un numero conveniente per mostrare una struttura. Ma non c’è niente di magico nel numero. Ogni “livello” nei precedenti esempi costituisce un ambiente interconnesso (letterale o metaforico) per esplorazione e indagine, e potete creare questi ambienti della dimensione che volete.
      Fintanto che ogni nodo ha un minimo di tre indizi al suo interno e un minimo di tre indizi che puntano ad esso, la Regola dei Tre Indizi e la sua inversione saranno soddisfatte naturalmente e vi garantiranno un flusso sufficientemente robusto attraverso il livello. Ma aumentando i numeri di nodi, aprite anche la possibilità di variare la densità degli indizi: luoghi particolarmente densi di indizi potrebbero avere sei o dieci indizi, tutti che puntano in direzioni differenti.
      Ovviamente, però, più è vasto un livello, più lavoro di preparazione ci richiede.
      Vicoli Ciechi
      Nella struttura di una storia basata su un mistero i vicoli ciechi sono generalmente dei disastri. Significa che i PG hanno preso una strada sbagliata o non sono riusciti a trarre le giuste conclusioni e ora il treno della narrazione andrà a sbattere contro un muro: dovrebbe esserci per loro un indizio da seguire, ma non lo vedono, quindi non c’è nessun posto dove andare, e l’intera avventura andrà in pezzi.
      Ma gestiti correttamente in una struttura basata sui nodi, i vicoli ciechi non sono un problema: questo indizio potrebbe non aver funzionato, ma i PG avranno ancora altri indizi da seguire.

      In questo esempio, il nodo E è un vicolo cieco. Gli indizi ai nodi B e C suggeriscono che dovrebbe essere controllato, ma non c’è niente da trovare lì. Forse gli indizi erano sbagliati; o i cattivi l’hanno già ripulito; oppure sembrava una buona idea ma non si è trasformato in informazione utilizzabile; o è una trappola tesa deliberatamente per cogliere i PG alla sprovvista. Le possibilità sono praticamente illimitate.
      Il trucco per implementare un vicolo cieco è pensare ad indizi che puntino al vicolo cieco come “indizi bonus”. Non contano ai fini della massima che ogni nodo deve includere tre diversi indizi. (Altrimenti rischiate di creare percorsi nello scenario che potrebbero far sì che i PG rimangano con meno di tre indizi. Il quale potrebbe non essere disastroso, ma, secondo l’Inversione della Regola dei Tre Indizi, potrebbe esserlo.)
      D’altra parte, come potete vedere, non avete nemmeno bisogno di includere tre indizi che portino ad un vicolo cieco: è un vicolo cieco, dunque se i PG non lo vedono non c’è da preoccuparsi.
      Ovviamente, se includete meno di tre indizi che puntano al vicolo cieco allora state aumentando le possibilità che state preparando contenuto che non verrà mai visto. Ma questo significa anche che la scoperta del vicolo cieco potrebbe costituire una ricompensa speciale: tesoro extra o informazioni perdute o un’arma speciale in sintonia con il loro nemico.
      Il che porta a un discorso più ampio: i vicoli ciechi possono essere vicoli ciechi logistici, ma non significa che debbano essere noiosi o insignificanti. Anzi, al contrario.
      Allo stesso modo dei vicoli ciechi, potete anche usare luoghi “leggeri di indizi”. (In altre parole, luoghi con meno di tre indizi in essi.) Strutturalmente questi luoghi generalmente funzionano come vicoli ciechi, con questo intendo che gli indizi che puntano ai luoghi leggeri di indizi hanno bisogno di essere “indizi bonus” per far sì che la struttura rimanga robusta.
      L’eccezione a questa linea guida è che potete generalmente avere un numero di luoghi a due indizi uguale al numero di indizi accessibili in un nodo iniziale. (Ad esempio, nel diagramma della struttura della torta a strati avete tre nodi nello strato inferiore con solo due indizi ognuno perché il nodo iniziale contiene tre indizi. Se non ci fosse un nodo iniziale con tre indizi in esso, la stessa struttura avrebbe potenziali problemi.)
      Cicli Continui

      In questa semplice struttura a ciclo continuo tutti e quattro i nodi contengono tre indizi che puntano ad altri tre nodi. Il vantaggio di questa semplice struttura è che i PG possono entrare nello scenario in qualsiasi momento e percorrerlo completamente.
      Ovviamente, questo è utile solamente se i PG hanno più modi per coinvolgere il materiale. In un prodotto pubblicato, potrebbe trattarsi di fornire ai DM differenti agganci di avventura che possono essere usati (ciascuno dando un approccio unico all’avventura). In una campagna personale, gli indizi per i nodi A, B, C e D potrebbero essere sparsi per un hexcrawl: qualsiasi indizio i PG trovino o seguano per primi li porterà in questo blocco di contenuto e permetterà loro di esplorarlo completamente.
      Link all'articolo originale: https://thealexandrian.net/wordpress/8032/roleplaying-games/node-based-scenario-design-part-7-more-alternative-node-designs Articolo di The Alexandrian del 11 Giugno 2010
      Tutto ciò di cui abbiamo discusso finora in questi articoli sono progetti di base e sistematici. Ma non c’è nessuna ragione per cui dobbiate essere simmetrici. Forse il nodo A ha due indizi che puntano al nodo B mentre il nodo C è pieno di indizi per il nodo A.

      Su una scala più ampia, probabilmente vi ritroverete a mescolare insieme conglomerati sbilenchi di strutture disparate.
      Ad esempio, una buona parte della mia campagna attuale si basa su un approccio generale di torta a strati: una rete interconnessa di organizzazioni criminali permettono ai PG di farsi strada generalmente lungo la “catena di comando”. Ma questa torta a strati si incanala naturalmente verso varie conclusioni secondarie, e ho incluso anche dei cicli continui progettati per riportare i PG nei punti precedenti alle varie canalizzazioni.
      Questo approccio può sembrare pieno di gergo, ma è davvero solo una questione di abbracciare i principi fondamentali della progettazione basata sui nodi, spargendo indizi liberamente, e stare attenti in specifiche occasioni per evitare aree problematiche.
      Esaminando i miei appunti per questa campagna, sono arrivato a pensare a questo approccio come alla “nuvola”: dozzine di nodi tutti contenenti indizi e collegati da indizi. Anche se scartiamo tutti i diversi modi in cui i PG possono approcciare ognuno di questi nodi, le complesse relazioni che emergono dalla struttura dei nodi creano letteralmente centinaia di risultati possibili.
      Ma non stavo ricercando appositamente questa complessità emergente visto che stavo progettando lo scenario su scala della campagna: tutto ciò di cui avevo bisogno era progettare l’organizzazione criminale, suddividerla in blocchi delle dimensioni di un nodo, e poi stabilire gli indizi necessari per percorrere da e verso ogni nodo.
      Nel mentre scrivo questo, i miei giocatori sono circa a metà di questa sezione della campagna. E’ stata riempita con innumerevoli sorprese per tutti noi, e queste sorprese mi portano al punto finale riguardante i punti di forza del progetto basato sui nodi: è flessibile nel gioco.
      Siccome ogni nodo è, effettivamente, un blocco di materiale modulare, diventa molto facile riorganizzare i nodi al volo. Ad esempio, quando i PG hanno fatto irruzione in un edificio in mano al nemico e sterminato metà del loro personale prima di esser costretti alla ritirata, è stato molto facile per me guardarmi intorno, prendere un nodo diverso pieno di cattivi, e collegarli come rinforzi.
      In altre parole, è stato facile per me chiamare rinforzi quanto lo è stato per gli NPG rispondere al telefono. I progetti basati sui nodi vi danno, per impostazione predefinita, il kit di strumenti basato sugli scenari di cui ho parlato in “Non Preparare Trame". E la funzione strutturale sottostante di quel nodo non era cambiata: i PNG avevano comunque gli stessi indizi da offrire e che erano stati progettati per venir forniti nella loro posizione precedente.
      Link all'articolo originale: https://thealexandrian.net/wordpress/8044/roleplaying-games/node-based-scenario-design-part-8-freeform-design-in-the-cloud
    • By Grimorio
      Articolo di Niklas Wistedt del 27 Ottobre 2019

      Instagram: @paths.peculiar
      Nello spirito di Halloween, ho disegnato questa mappa raffigurante l'orribile cripta della depravata famiglia Scarbrough. Dovrebbe fornire un luogo per avventure spettrali ai dungeon master che vogliono aggiungere un po' di Horror alla loro campagna.
      La cripta è il luogo dove la nobile famiglia Scarbrough (non) riposa in eterno. In vita, queste orribili persone terrorizzarono le terre circostanti, e continuano a farlo nella morte.
      Dentro la loro villa nella brughiera, gli Scarbrough praticarono ripugnanti necromanzie e altre perversità. Lord Edgar Scarbrough ebbe cinque figli assieme alla sua cugina e moglie Elsbeth, ciascuno più sinistro e depravato del precedente, il cui apice culminò nella piccola Pamela, la cui crudeltà è diventata la leggenda della brughiera.
      La famiglia suggellò il proprio destino in una grande cerimonia, il "Bagno di Sangue degli Scarbrough", dove uccisero gli abitanti del villaggio di Worthon e li rianimarono come ghoul per poi commettere un suicidio rituale nella cripta di famiglia subito dopo. I ghoul appena risorti seppellirono gli Scarbrough secondo le loro istruzioni e sigillarono la cripta.
      I ghoul di Villa Scarbrough vagano nelle vicinanze del villaggio, attaccando (e divorando) qualsiasi intruso, mantenendo la cripta al sicuro da inquisitori e ladri di tombe. I fantasmi della famiglia infestano le terre circostanti e la più temuta di tutti è la piccola Pamela, comunemente chiamata "la fatina dei denti".
      Per una versione più grande della mappa cliccate qui.
      Per la versione senza legenda invece cliccate qui.
      Link all'articolo originale: https://www.wistedt.net/2019/10/27/the-scarbrough-family-crypt-dungeon-map/
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