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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilit√† del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione pi√Ļ aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunir√† per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica ‚Äď Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro¬†due oggetti a diverse temperature, il pi√Ļ caldo comincer√† a raffreddarsi e il pi√Ļ freddo a scaldarsi finch√© non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto ‚Äúprincipio zero della termodinamica‚ÄĚ, √® evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell‚Äôacqua d‚Äôestate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l‚Äôacqua.
Quello che √® accaduto √® che una certa quantit√† di¬†energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello pi√Ļ freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia pu√≤ essere¬†‚Äúimbrigliato‚ÄĚ per ottenere movimento:¬†le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette¬†Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l‚Äôimmancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due ‚Äúambienti‚ÄĚ, uno pi√Ļ caldo dell‚Äôaltro, e la sua capacit√† di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‚Äė700 e ‚Äė800 cominciarono a studiare il¬†rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l‚Äôenergia meccanica¬†(cio√® legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una¬†porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a¬†riscaldare l‚Äôambiente esterno, pi√Ļ freddo¬†ovviamente della caldaia: questo¬†implica che, se da una parte l‚Äôaria esterna circola ed √® in grado di rinnovarsi,¬†la caldaia va via via raffreddandosi¬†e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza port√≤ a una delle formulazioni del¬†‚ÄúSecondo Principio della Termodinamica‚ÄĚ,¬†quella di Lord Kelvin: ‚Äú√ą impossibile realizzare una trasformazione¬†ciclica il cui¬†unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore¬†assorbito da una sorgente omogenea‚Ä̬†
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L‚ÄôEntropia viene spesso definita come lo ‚Äústato di disordine di un sistema‚ÄĚ,¬†ma si tratta di una definizione che¬†pu√≤ confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano ‚Äúriposti ordinatamente‚ÄĚ.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente ‚Äúordinati‚ÄĚ prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia √® stata ‚Äúdistribuita‚ÄĚ tra di essi, mentre inizialmente essa era ‚Äúdisponibile‚ÄĚ per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non √® stata ‚Äúperduta‚ÄĚ nel nulla: l‚Äôenergia totale √® conservata e cos√¨ il primo principio della termodinamica, solo essa non √® pi√Ļ ‚Äúsfruttabile‚ÄĚ alla stessa maniera.
La sua ‚Äúqualit√†‚ÄĚ √® diminuita.
L‚ÄôEntropia √®, di fatto, la misura di questa ‚Äúriduzione di qualit√†‚ÄĚ dell‚Äôenergia di un sistema.
Un‚Äôevidenza nata sia dall‚Äôosservazione naturale che dagli studi di Carnot √® che¬†l‚Äôentropia √® sempre in continua, inesorabile crescita,¬†e quindi la ‚Äúqualit√†‚ÄĚ dell‚Äôenergia √® in perenne calo.
Ci√≤ ha portato a un‚Äôulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: ‚Äúin un sistema isolato l‚Äôentropia non pu√≤ mai diminuire‚ÄĚ.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari¬†si ‚Äúlimitano‚ÄĚ a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell‚Äôambiente fuori dal frigo,¬†e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sar√† utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verr√† dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un‚Äôazione su un sistema che ne riduca l‚Äôentropia ci sar√† sempre un sistema pi√Ļ grande che lo circondi la cui entropia totale √® aumentata (o al limite √® rimasta identica): si dice in gergo che ‚Äúl‚Äôentropia dell‚Äôuniverso‚ÄĚ non pu√≤ mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno¬†e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine,¬†troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poich√© il loro ‚Äúpassaggio‚ÄĚ ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato¬†‚Äúrendimento‚ÄĚ,¬†cio√® una¬†percentuale dell‚Äôenergia investita¬†che √® effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento √®¬†sempre inferiore al 100%¬†e tale perdita, dovuta all‚Äôentropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un‚Äôautomobile, tale processo √®¬†pi√Ļ efficiente¬†(si ha cio√® a disposizione pi√Ļ energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore¬†elettrico di un‚Äôautomobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell‚Äôenergia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, ‚Äúfonti‚ÄĚ di energia, non sono che l‚Äôeffetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell‚Äôazione dei batteri su di esse:¬†l‚Äôenergia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile √® superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l‚Äôentropia √® la misura della degradazione dell‚Äôenergia di un sistema: essa¬†aumenta inesorabilmente¬†a ogni trasformazione d‚Äôenergia,¬†rendendola sempre pi√Ļ inutilizzabile¬†e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell‚Äôenergia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la¬†magia si √® via via ridotta e non sia pi√Ļ facile come un tempo¬†produrre chiss√† quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti¬† che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel¬†Signore degli Anelli¬†ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come¬†Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni¬†potrebbe somigliare di pi√Ļ a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall‚Äôambiente¬†esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l‚Äôeffetto pi√Ļ importante dell‚Äôentropia sulla magia √® che¬†la sua energia √® ancora pi√Ļ preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall‚Äôambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l‚Äôarco elettrico di un fulmine sarebbe molto pi√Ļ semplice da causare, ma richiederebbe comunque¬†pi√Ļ energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia:¬†in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica pi√Ļ grande alla fonte magica‚Ķ

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica ‚Äď Conservazione dell‚ÄôEnergia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare¬†come potrebbe funzionare una magia ‚Äúfisicamente corretta‚Ä̬†ed evitare la classica domanda: ‚Äúma perch√©, se c‚Äô√® la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?‚ÄĚ.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi¬†Principi della Termodinamica¬†(o, per l‚Äôoccasione, della ‚ÄúManadinamica‚ÄĚ).
Tra questi, il primo √® il cosiddetto ‚ÄúPrincipio di conservazione dell‚ÄôEnergia‚ÄĚ che richiede che l‚Äôenergia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cio√® che la sua quantit√† totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
√ą questo continuo richiamo al¬†‚Äúpagamento‚ÄĚ di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l‚Äôincantesimo deve richiedere tutta l‚Äôenergia necessaria per ottenere l‚Äôeffetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti¬†pu√≤ richiedere una quantit√† estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare¬†(soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio¬†l‚Äô1% dell‚Äôenergia di una ‚Äúpersona media‚ÄĚ (8000 KJ per comodit√†), avremmo a disposizione 80 KJ, cio√®¬†80.000 Joule.

Ma ‚Äúquanti‚ÄĚ sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L‚Äôenergia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacit√† umane e facilmente assimilabile a un ‚Äúprodigio magico‚ÄĚ, √® pari al solo 1% dell‚Äôenergia consumata da un essere umano ‚Äúmedio‚ÄĚ.
Ci√≤ che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera √® il concetto di¬†‚Äúpotenza‚ÄĚ, cio√® l‚Äôammontare di energia che pu√≤ essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti¬†da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma pi√Ļ che¬†capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta pi√Ļ forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una ‚Äúriserva‚ÄĚ di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che pu√≤ essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l‚Äôenergia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un‚Äôopzione potrebbe essere fare ricorso a¬†sostanze prodotte dall‚Äôorganismo¬†e accumulate in appositi tessuti, come¬†facciamo gi√† nella realt√† con i grassi, in grado di essere ‚Äúbruciate‚ÄĚ per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci¬†un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian¬†di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo pi√Ļ complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia¬†sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile ‚Äúrituali sacrificali‚ÄĚ o, pi√Ļ semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica,¬†molti processi che trasmettono energia¬†verso l‚Äôesterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma¬†devono essere ‚Äústimolati‚ÄĚ tramite una certa quantit√† di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si pu√≤ immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione √®¬†necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono¬†complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altres√¨ molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all‚Äôattuale stato delle cose, il pi√Ļ grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in‚Ķ qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantit√† di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi‚Ķ se l‚Äôantimateria fosse gi√† presente. Infatti,¬†produrre antimateria richiede processi molto pi√Ļ costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall‚Äôannichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che pi√Ļ amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che pu√≤ intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Narsil Peachbane

Frostfell e non morti

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Salve a tutti e buon anno ūüôā ieri sera durante una sessione √® sorto un dubbio riguardante l'incantesimo Frostfell (da frostburn) ed il suo funzionamento sui non morti, in particolare un necropolitano; il dubbio √®: come si comporta? da descrizione frostfell dovrebbe funzionare sulle creature viventi, ma in caso di ts non superato, agisce come un flesh to ice, che invece come incantesimo non fa distinzione tra creature viventi o meno. Qualora il non morto non subisse gli effetti dell'incantesimo nonostante il TS sulla tempra non superato, subirebbe comunque gli effetti secondari, o li ignorerebbe? grazie a tutti¬† per l'attenzione

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22 minuti fa, Narsil Peachbane ha scritto:

Salve a tutti e buon anno ūüôā ieri sera durante una sessione √® sorto un dubbio riguardante l'incantesimo Frostfell (da frostburn) ed il suo funzionamento sui non morti, in particolare un necropolitano; il dubbio √®: come si comporta? da descrizione frostfell dovrebbe funzionare sulle creature viventi, ma in caso di ts non superato, agisce come un flesh to ice, che invece come incantesimo non fa distinzione tra creature viventi o meno. Qualora il non morto non subisse gli effetti dell'incantesimo nonostante il TS sulla tempra non superato, subirebbe comunque gli effetti secondari, o li ignorerebbe? grazie a tutti¬† per l'attenzione

In teoria visto che c'è di base un TS Tempra parziale i non morti non sono influenzati in toto da questo incantesimo, non tirando proprio il TS non vanno a fare distinzione tra gli effetti in caso di fallimento o successo. Inoltre la parte su flesh to ice pare chiaramente legata alle "living creatures" della riga sopra quindi non dovrebbe in ogni caso riguardarli.

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Niente congelamento e niente danni col parziale. Sono immuni, lo spell non ha la dicitura (oggetto)

Cita

Saving Throw: Fortitude partial; see text

Al pi√Ļ risentono degli effetti ambientali (ove¬†applicabili) nei minuti successivi al¬†lancio e Ts,¬†tipo la neve.¬†

Cita
Snow

Falling snow has the same effects on visibility, ranged weaponattacks, and skill checks as rain, and it costs 2 squares of movement to enter a snow-covered square. A day of snowfall leaves 1d6 inches of snow on the ground.

 

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    • By Shutaru
      Salve, sono uno stregone che vorrebbe specializzarsi su incantesimi di contatto e di contatto a distanza, ma su golarion non e spiegato molto bene come questi funzionino per quanto riguarda il tiro per i danni, ringrazio in anticipo chiunque risponda
    • By Sgrango
      Salve, sono un giocatore della 5¬į edizione di Dungeon&Dragons, stavo preparando dei PG per l'avventura che avrei masterizzato, stavo preparando un PG mago quando la persona che avrebbe ruolato questo PG mi ha elencato gli incantesimi che avrebbe voluto conoscere, tra questi ce n'era un in particolare che non sono riuscito a trovare nel manuale del giocatore, nella sezione degli incantesimi. L'incantesimo in questione √® "Toll the Dead (Rintocco di Morte), un trucchetto di Necromanzia. Questo incantesimo l'avevo gia sentito in precedenza, ma cercandolo nel manuale non sono riuscito a trovarlo, ho deciso di cercarlo su internet, dove sono riuscito a trovarlo. Successivamente, non sono riuscito a trovare nemmeno un altro incantesimo che mi era stato elencato dal giocatore. Ho deciso cos√¨ di andare a cercare su Internet la lista degli incantesimi da mago e mi sono accorto che molti degli incantesimi elencati sul sito non erano presenti nel manuale del giocatore.
      Volevo chiarimenti sul perché questi incantesimi, come molti altri non sono presenti nel manuale.
      Grazie in anticipo
    • By Scazzy
      Vi riporto sotto l' incantesimo Crescita di Spine.
      Ieri sera, all' interno di un Dungeon lancio questo incantesimo ed il Master ed altri miei compagni di gioco non me l' ha dato per buono perché sostengono che questo incantesimo vale solo su terreni non rocciosi O pavimentati. 
      Cosa ne pensate voi?
      Ringrazio in anticipo
      ____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
      CRESCITA DI SPINE
      Trasmutazione di 2 ¬į livello
      Tempo di Lancio: 1 azione
      Gittata: 45 metri
      Componenti: V, S, M (sette spine aguzze o sette rametti
      appuntiti)
      Durata: Concentrazione, fino a 10 minuti
      Spine e spuntoni nascono dal terreno entro un raggio di 6 metri centrato su un punto situato entro gittata. L'area diventa terreno difficile per la durata dell'incantesimo. Quando una creatura entra nell'area o si muove al suo interno, subisce 2d4 danni perforanti per ogni 1,5 metri di cui si muove.
      La trasformazione del terreno è mimetizzata in modo da sembrare naturale. Ogni creatura che non abbia osservato l'area al momento del lancio dell'incantesimo deve effettuare una prova di Saggezza (Percezione) contro la CD del tiro salvezza dell'incantesimo per riconoscere la pericolosità del terreno prima di entrarvi.
       
       
       
    • By Voglia_0
      Ciao a tutti,
      Mi chiedevo una cosa... in molti incantesimi della 5.0 viene specificato come target "un qualsiasi bersaglio che l'incantatore possa vedere" questo vuol dire che se c'è un ostacolo (albero, altri pg/png, scudi, etc...) questo viene aggirato e fin qui... ma nel caso limite in cui il mago sia rinchiuso in una stanza senza nè finestre nè fessure e stia usando chiaroveggenza nella stanza accanto, può lanciare il un dardo infuocato su un target in quella stanza?
      Ditemi cosa ne pensate,
      Grazie
    • By EdwardTeach
      Salve a tutti. 
      Stavo dando un'occhiata al Manuale "Sottosuolo di Faerun" e mi sono imbattuto nella Magia Nodale. Sebbene abbia capito come funziona, non mi è altrettanto chiaro come si sviluppi tale nodo. Mi spiego. 
      Se ad esempio io volessi costruire un tempio sulla superficie in un punto in cui so esserci un nodo terrestre di classe 4, il tempio in quale strato del nodo mi troverei? 
      E punto secondo, ammettendo che il nodo si sviluppi in maniera conica verso l'alto all'interno di una montagna, i vari strati del nodo continuerebbe ad esistere anche se la montagna venisse distrutta? 
      Grazie in anticipo 
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