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Una modesta storia del dungeon da desktop

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Ho giocato tanto i gold-box (anche se il mio preferito rimane Buck Rogers)!

Il primo black box mi risulta essere stato Eye of the Beholder. Ma bisogna ricordare che tutti i BB pagavano un enorme debito nei confronti del vero capostipite del genere, quel Dungeon Master della FTL del 1987 di cui erano, a tutti gli effetti, dei cloni.

Comunque buoni prodotti a me risultano abbiamo avuto ottimo successo di critica e pubblico fino alle loro ultime incarnazioni (e anche in tempi più recenti, ogni tanto, il genere 3d dungeon crawl viene riproposto da qualche titolo).

Planescape Torment rimane la mia grossa lacuna, nei videogiochi di quel periodo. Siccome uscì che ero ancora un ragazzino, causa una conoscenza dell'inglese non ancora buona e il gioco era pieno di dialoghi, mi ricordo che me lo feci prestare ma non nacque mai l'amore,  siccome dovevo prendere il vocabolario ogni 5 minuti. Ho giocato tutti gli altri con l'infinity engine. Baldurs' Gate (1 e 2) che ancora oggi, rigioco puntualmente ogni 2-3 anni e ormai so a memoria.. Giocai Icewind Dale 1 e 2. Belli, ma il fatto che tutti i pg erano creati da te, lo rendeva un po' morto, visto che praticamente non avevano una personalità (cosa in cui invece i due Baldur's Gate eccellevano, soprattutto il 2, la caratterizzazione dei membri del party)

La Beamdog ha fatto delle buone rivisitazioni. Ho provato la loro enhanced edition di Baldurs' gate 1 e 2 e hanno fatto tante piccole cose molto utili.. Unico neo, i png che hanno aggiunto, mi sembrano un po' fatti solo per vedere e non profondi e ben studiati, come quelli originali..  Fanno più scena che altro.. Però nel complesso, hanno lavorato bene e spero che lo abbiano fatto anche con Torment. Magari, è arrivato il momento di riprovare a giocarci.. ;) 

Di Torment venne realizzata una traduzione "amatoriale" italiana, entrata di fatto nella storia dei videogiochi per via dell'immensa mole di lavoro svolto gratuitamente dai fan. Con tutto che il Planescape Cant è una di quelle classiche cose che perde incredibilmente in traduzione. Io l'ho giocato in originale, superando l'impatto devastante del primo approccio (ed uscendone, oggettivamente, con una comprensione molto maggiore e più immediata dell'inglese scritto).

Per me, Planescape: Torment è stato praticamente un punto di non ritorno. L'incarnazione di tutto quello di perfetto che si potesse fare in un CRPG, non valutandolo secondo meriti tecnici (l'Infinity non era perfetto e la programmazione del gioco pagava senza ombra di dubbio nelle - comunque rare - scene di combattimento obbligatorio sovraffollato), ma valutandolo in termini di profondità, intreccio, complessità, storia: un'ambientazione straordinaria resa, nei limiti della tecnologia del tempo, con uno stile visivo unico; personaggi letterari, mai scontati o banali, persone vere, ricche, multisfaccettate; uno storia personalissima, imprevedibile, che non costruisce un'epica di alto profilo, ma una vicenda (dis-)umanamente tragica e irripetibilmente terribile; dialoghi sorprendenti, folli, geniali; un sense of wonder ed un gusto della scoperta legati ad un mondo fatto di mondi che si disvelano progressivamente; una filosofia di fondo che costruisce un'affastellarsi di scelte morali ed etiche mai forzate ed ovvie. Personaggi che crescono CON la storia e NELLA storia, in un rapporto ambiguo ed ambivalente.

Pur avendo provato quella sorta di epitome del GDR sandbox, che era, allora, Neverwinter Nights, e l'incarnazione forse più famosa e perfetta dei JRPG basati sulla trama - Final Fantasy VII -, l'aver gustato Torment fino in fondo, paradossalmente, mi ha allontanato progressivamente dal mondo videoludico, perchè non trovavo più nulla alla sua altezza. I giochi di produzione occidentale erano troppo banali, retorici, prevedibili, superficiali (ammetto di non aver mai provato la saga dei Knights of the Old Republic); quelli giapponesi mi facevano sentire uno spettatore passivo che assisteva ad un bel film intervallato da lunghe sequenze di combattimenti.

E per questo biasimo la scarsità di vedute della Wizards of the Coast nel non concedere ad Obsidian Entertainment la licenza per un altro Torment ad ambientazione Planescape, e a maggior ragione anche ora, col senno di poi del poter valutare sulla carta (sullo schermo?) l'eccellente lavoro fatto con Torment: Tides of Numenera.

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