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Lo Spirito del Secolo [topic di gioco]


Airon

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Sala d’Arte Beri Belhanda, Casablanca, costa del Marocco francese

Ora di cena, venerdì, tarda primavera, 1925

Le fontane nel cortile della Sala d’Arte lavoravano a pieno regime, accogliendo la gente che arrivava dalla frescura della sera. Un mix di carrozze e automobili sostava davanti ai cancelli lavorati; valletti autoctoni dalla pelle scura si accostavano rapidi per accompagnare gli ospiti alla scalinata di marmo che segnava l’ingresso.

A scalinata d’ingresso si apriva sul maestoso salon principal, dove la notte si animava di luce e vita. Dodici lampadari di cristallo illuminavano la collezione di umanità che discuteva, ammirava e spettegolava sotto di essi: messieur le governateur Henry Gourad non aveva badato a spese per allestire questo Gran Galà.

Truppe di camerieri danzavano tra gli ospiti con vassoi carichi di delicatezze e vini pregiati; il maestro Rimbaud faceva danzare le dita sui tasti del maestoso Bösendorfer; seduttivamente appoggiata al pianoforte, Catarina Valinho, la più deliziosa voce di Lisbona, completava la coppia necessaria per la piena riuscita delle Mélodiees pour voix et piano di Debussy.

L’attenzione delle più di duecento persone presenti però veniva sottratta alla musica dal pezzo forte della serata: in una teca di cristallo sopra un podio, al centro del salone, spiccava l’ultimo ritrovamento della spedizione finanziata da Gourad: un manoscritto ancora senza data ma che, a dar retta al ritrovatore, conteneva le carte nautiche per la città perduta di Atlantide!

Spoiler:  
fate pure un paio di post introduttivi - siete liberi di essere stati invitati per il motivo che preferite, come esperti o solo come persone importanti, o di essere presenti in incognito... come preferite. Tra poco arrivano i BANG! ma intanto rilassatevi.

Ricordate, cerchiamo di tenere un tono da romanzo per quanto possibile... niente ripetizioni di ciò che ho scritto io, interagite con l'ambiente, inventate voi nuovi dettagli se volete.

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Atlantide... poteva mai essere vero? Bufala o no, il giovane Armeno non aveva potuto resistere al connubio di libro e mistero. Contemplava la teca dopo assere sfuggito alle grinfie del Colonnello Samir Agaldawy, esule armeno in Francia, che lo aveva tenuto sotto chiave per più di mezz'ora parlando del suo progetto di colpo di Stato in Turchia. Guardava quell'eccezionale ritrovamento con occhi scintillanti,a metà strada tra il famelico e il commosso, tutto il resto sembrava scomparire per lui. Raggiungere il Marocco era stato difficile e dispendioso, ma dal suo sguardo si capiva che ne era valsa la pena, senza dubbio.

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  • Administrators

"Incredibile, vero? Sarebbe un bel colpo se fosse autentico."

Anushavan si voltò per osservare l'uomo che gli aveva parlato. A prima vista, sembrava uno dei tanti funzionari in smocking che affollavano la sala: altezza media, scriminatura a destra e un gran paio di baffi bene in ordine. L'armeno fece un cenno con la testa, non particolarmente interessato, ma l'uomo continuò.

"Mi scusi, forse sono invadente... mi chiamo Dupont" disse, stringendo la mano ad Anushavan, con una stretta decisa. "Sa, ho come l'impressione di averla già vista da qualche parte. E' mai stato a... Venezia?"

L'espressione sorpresa sul volto dell' armeno, che finalmente lo aveva riconosciuto, era ciò che serviva all'Agente per risollevarsi dalla noia della serata di gala. L'incarico di tenere d'occhio "la mappa di Atlantide" gli era stato affidato dal Vice-presidente in persona, ma non per questo era un lavoro particolarmente interessante; la sua copertura era piuttosto banale e, come se non bastasse, aveva dovuto prendere parte alla serata senza una dama. Afferrò due flûte dal vassoio di un cameriere, ne porse uno ad Anushavan, e si rivolse a lui sottovoce: "Mi raccomando... io sto lavorando stasera. Tu piuttosto, come mai da queste parti?"

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Per Edric non era stato difficile farsi invitare a quel Gran Galà, dopotutto le governateur era un vecchio amico dei suoi pomposi genitori, e quando questi avevano ricevuto l'invito al Gran Galà fu semplice convincere il padre a portarlo con lui.

D'altronde, con uno spirito come il suo come poteva non voler vedere quel manoscritto? Se davvero conteneva le carte nautiche per la leggendaria Atlantide poterlo visionare sarebbe stata un'occasione incredibile!

Lasciato il Lord suo padre a parlare con il vecchio amico, organizzatore della serata, il giovane Edric andò a posizionarsi davanti ad un grande specchio dalla sfarzosa cornice formata da elaborati intrecci d'oro, situato in un angolo tranquillo del salon principal, non molto lontano dal piccolo palchetto rialzato dal quale proveniva l'allietante melodia espressa dai due artisti.

"Non c'è niente da fare, non mi abituerò mai a questi abiti..." riusciva a pensare solo a questo nel vedere la figura ritratta allo specchio: un giovane ragazzo dai brillanti occhi verdi lo fissava, passandosi una mano sui biondi capelli laccati e tirati all'indietro alla perfezione. Si sentiva scomodo dentro quel frac, per quanto elegante e raffinato potesse essere. Avrebbe voluto cambiarsi se solo ne avesse avuto la possibilità, ma suo padre era stato tassativo, ed in effetti il tipo di serata richiedeva una certa dose di formalità, che il giovane Edric non aveva mai apprezzato.

Mentre continuava a fissarsi allo specchio, poco abituato a vedersi in quelle vesti, un uomo passò dietro di lui ed Edric, nel vederlo di sfuggita allo specchio non potè non notare che gli ricordava qualcuno. "Sembra uno dei tanti inservienti, eppure mi sembra di averlo già visto" disse piano tra a sé stesso.

Si voltò allora e lo seguì tra gli altri invitati, finché lo vide fermarsi davanti alla lussuosa teca del manoscritto, attrazione della serata, mentre rivolgeva la parola ad uno degli invitati.

Senza troppe esitazioni si portò allora all'altro capo della teca per poter vedere l'uomo in faccia, e nel farlo lo riconobbe subito.

"Quando meno te l'aspetti si rifanno vivi volti interessanti"

Edric sorrideva mentre si avvicinava all'uomo che conosceva come Agente Prometheus. Si erano conosciuti anni prima durante il famoso furto della Tour Eiffel, e nonostante l'occasione li avesse resi amici, non avevano avuto modo di rivedersi, fino a quel momento.

"E' passato qualche anno, ma non credo voi possiate aver dimenticato le mie folli manovre tra i cieli di Parigi... Thomas Edward Penwright, per servirvi"

Un breve inchino di finta riverenza ai due e poi riprese "o forse dovrei presentarmi come Edric Lord... e questo gentil'uomo con cui parlate? Se è un vostro amico sarà un vero piacere per me fare la sua conoscenza" concluse.

Prometheus in un primo momento rimase stupito dall'improvvisa apparizione di un altro volto noto in così breve tempo, ma si riprese subito.

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La vista dell'agente riportò Anushavan coi piedi a terra. L'Armeno aveva scelto il suo miglior vestito per la serata, ma l'accostamento alla distinta figura del suo amico lo fecero sentire non proprio abbigliato come si conviene a un evento del genere. Quando l'Agente gli si presentò come Dupont, Anushavan non poté trattenere un ghigno complice e malandrino:

"Buonasera Monsieur!" Esordì con fare ironico, rispondendo poi alla domanda dell'Agente facendo un cenno con la testa verso la teca "Potevo perdermi una cosa del genere... Monsieur?"

Mentre parlava divertito col novello Dupont, sentì qualcuno rivolgere la parola al suo amico: vide avvicinarsi un'altro volto conosciuto, elegante e affascinante che lo fece sentire ancora più a disagio sotto tutte quelle luci. Edric Lord sembrava non aver riconosciuto il suo vecchio assistente sotto le piramidi, ma quando l'Armeno si girò verso lo scrittore questi non poté non trattenere un'espressione di sorpresa:

"Col mio turbante bianco ero così diverso da ora tanto da non essere riconosciuto? O forse sono i miei occhiali ad averti ingannato?" E detto ciò tolse i suoi occhialini tondi che indossava perlopiù quando voleva darsi delle arie da intellettuale " Oppure la sabbia della Piana di Giza ti ha bloccato il cervello entrandoti nelle orecchie?" Concluse con un sorriso carico d'afetto e d'ammirazione per quell'eccentrico esploratore.

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Quando Edric udì le parole dell'Armeno si rese conto della grave svista che aveva appena avuto,

e lo stupore gli fece perdere quel poco di contegno che stava cercando di mantenere

"Anushavan! Anche tu qui! Non mi aspettavo un ritrovo del genere!..."

l'esclamazione di Edric, colma di stupore, si udì forte e chiara in quel salone dove tutti tenevano un rigoroso contegno,

e guardandosi attorno si rese conto che forse era meglio abbassare la voce

"mi scuso se non ti ho riconosciuto subito... ma così agghindato non è proprio semplice... se fino ad un attimo fa ero stupito, ora lo sono doppiamente!"

Spoiler:  

@Alessio

Ooops! probabilmente, quando ho scritto il post precedente, il sonno mi ha fatto dimenticare che l'Armeno mi ha aiutato in Egitto.

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L'Armeno trattenne a stento una risata fragorosa, gli occhi della gente puntati su di loro lo avevano già infastidito troppo. Attese che le ultime occhiate avessero cambiato destinazione e rispose con gioia a Edric, porgendogli la mano:

"Sono più un tipo da sotterraneo polveroso, lo so, sono fuori luogo tra tutte queste luci e questi lustrini... Non potevo mancare però, non ti pare? Qualcosa mi dice che non stiamo di fronte a una bufala, e in ogni caso, verità o legenda che sia, è pur sempre un documento storico"

Attese qualche secondo prima di continuare, guardando la teca per poi passare in rassegna i volti dei due amici concludendo:

"A meno che non si tratti di un falso anche questo manoscritto"

Cercò di nuovo di trattenere una grossa risata, ma stavolta ebbe meno successo.

@HITmonkey

Spoiler:  
Tutto ok :D
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«Monsieur Dusè, s’il vous plait» un valletto dal pesante accento si avvicinò al bibliotecario «Monsieur le governateur vorrebbe parlare a lei e agli altri esperti prima di… ehm… della valutazione del manoscritto.»

Il valletto si spostò di lato ed indicò una tenda su un lato della stanza, dietro la quale stavano svanendo personaggi che Anushavan riconobbe come colleghi esperti di libri.

«M’lord Penwright? Monsieur le governateur è stato informato della sua passione e vasta conoscenza sui manoscritti, specialmente quelli appartenenti ad un certo argomento quale ehm… quello» il valletto ammiccò verso la teca espositiva «Se desidera, potrà assistere, sono certo che la sua opinione sarà di grande aiuto!» l’omino si dispose a lato, lasciando il passo a Anushavan e Edric.

Per l’affabile e perfettamente educato “Dupont” non fu affatto difficile conversare e raggranellare informazioni sui presenti – una gran collezione di noiosi burocrati, studiosi che si credevano intelligenti e qualche riccone intento a fare pubbliche relazioni. Ora però sembrava che qualcosa riguardante il manoscritto stesse per accadere. Avrebbe forse potuto intrufolarsi con gli esperti?

Mentre analizzava la situazione, un lampo nella folla lo colpì. Lunghi e setosi capelli corvini, pelle ambrata avvolta in un abito sensuale all’ultimo grido. Un calice ormai vuoto nella mano guantata. La voce però, calda e allegra, sembrava fin troppo familiare. L’Agente si bloccò a metà del suo approccio mentre la dama si girava. Possibile che fosse… Veronica?

Spoiler:  
Tentazione dell’aspetto “c’è sempre una ragazza” di Prometheus

Accetti: guadagni un punto fato, e la ragazza che si volta è Veronica Villarubia, con cui hai avuto una breve relazione terminata burrascosamente mentre eri in missione nei Paesi Baschi e che potrebbe riconoscerti.

Rifiuti: spendi un punto fato, e la ragazza che si volta le somiglia solo.

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L'Armeno sembrava fare la conta delle persone che conosceva mentre entravano nella tenda dove probabilmente il Governatore si stava già pavoneggiando per la sua impresa. Accompagnava la vista di ogni faccia conosciuta con una smorfia di sufficienza o con un lieve cenno del capo che pareva indicare approvazione per la scelta dell'invitato: il Governatore era un uomo che si sapeva muovere a quanto pare.

"Merci giovanotto.."

Oramai Anushavan era entrato in una sorta di stato di trans, fissava la tenda dove attendeva il Governatore e, poco attento a ciò che gli accadeva intorno, si incamminò senza indugiare oltre. Non si sentiva così da quando gli promisero di fargli visionare una copia de La Bibbia del Diavolo,il Codex Gigas... un falso, ben fatto, ma pur sempre un falso. Ma i monasteri boemi ora erano lontani migliaia di kilometri...

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  • Administrators

Una imprecazione in russo si bloccò in gola all'Agente. L'ultima volta che aveva visto Veronica Villarubia era stato a Pamplona un paio d'anni prima, una splendida storia d'amore stroncata prematuramente dalle delicate questioni politiche dei Paesi Baschi. A dirla tutta, il ricordo più piacevole del loro ultimo incontro riguardava la sua fuga dai tori di San Firmino.

Veronica era bella come allora, ma Prometheus non poteva fare a meno di chiedersi cosa l'avesse portata lì - gli antichi manoscritti non erano proprio il suo campo. Era in compagnia di qualcuno? L'Agente si sforzò di ricordare la lista degli invitati che era riuscito a consultare di nascosto qualche giorno prima, ma era certo che avrebbe notato il nome di lei.

L'Agente si maledì di nuovo per essersi lasciato cogliere di sorpresa. Purtroppo, le era arrivato troppo vicino, e una donna come Veronica sapeva quando era stata notata. Cambiò leggermente rotta, tirando dritto verso il lato opposto della sala, e sperò che il cambio di look fosse sufficiente a salvare la sua copertura.

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«Merci garçon, sera un plaisir» rispose Edric alle parole del valletto, sfoderando una perfetta pronuncia francese.

Attraversando la tenda non poté non percepire l'eccitazione che regnava palpabile tra gli esperti di testi antichi, compreso il suo esotico amico, radunati nella stanza.

Questa sala era certamente più piccola dell'imponente salone principale, ma tuttavia altrettanto elegante. La particolarità principale della nuova stanza era la forma circolare.

Numerose sedie erano disposte ordinatamente a semicerchio attorno ad un'area leggermente rialzata, che sembrava una sorta di piccolo palco,

simile a quello dove nel salone principale si esibivano gli artisti.

"Forse una sorta di sala conferenze, o qualcosa di simile..." pensava il giovane lord, cercando di ricordare quando da piccolo aveva già visitato quei luoghi assieme ai genitori, in una visita al governatore loro amico. Sfortunatamente troppi anni erano passati ormai e la memoria non voleva aiutarlo al momento.

Monsieur Gourad accoglieva personalmente nella sala gli invitati, con la solita aria pomposa di sufficienza.

Edric notò che suo padre non era più assieme all'amico, ma non si stupì. D'altronde a Lord Penwright non interessava affatto nulla del manoscritto, se aveva deciso di presenziare alla serata era solo per il legame con 'il suo amico Henry'.

"Legame... Amico... tutto ciò che può portare profitto diventa improvvisamente amico di mio padre... si portano guadagno a vicenda... ecco cosa li lega così profondamente..."

Edric spesso faticava a non pensare a questi aspetti della sua famiglia, che di certo non condivideva.

Ormai tutti gli invitati erano arrivati nella sala circolare, in quanto con aria soddisfatta Monsier Gourod si allontanò dall'ingresso

e iniziò a discutere privatamente con alcune persone prima di cominciare a parlare a tutti i presenti.

Dal canto suo, Edric si prese un posto vicino ad Anushavan. Era molto curioso di capire se quel manoscritto sarebbe stato ritenuto originale o meno.

Se non si trattava di un falso significava che c'era la possibilità che il mito di Atlantide fosse reale.

Poter andare alla ricerca dell'antica e perduta città di cui narravano le leggende sarebbe stata sicuramente un'avventura indimenticabile,

e se quel manoscritto conteneva veramente le carte nautiche necessarie a tale scopo Edric non si sarebbe lasciato sfuggire l'occasione.

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L'Armeno vide avvicinarsi Edric. Non riusciva mascherare un costante risolino divertito, un'espressione furba e che trasudava curiosità da tutti i pori. Fece appena il cenno di girare il volto verso lo scrittore e disse a bassa voce:

" Dici la verità, stai fremendo come un bambino che aspetta il suo babbo natale, o santa claus, o chiunque esso sia"

Pareva riversare le sue emozioni su Edric; la curiosità vissuta in compagnia è più gustosa. Cercava di non strofinare le mani sulle gambe, era eccitatissimo, qualcuno avrebbe potuto definire questa sua passione patologica. Cercò di darsi un contegno nell'attimo dopo aver rivolto la parola al suo vecchio amico. Guardandosi intorno gli parve di guardarsi allo specchio, tutti eccitati almeno quanto lui. Quelli meno abituati alle temperature marocchine sudavano vistosamente, sventolando i loro enormi fazzoletti bianchi; alcuni sembravano dei rapaci pronti a piombare coi loro artigli sul manoscritto. Solo un uomo sembrava mantenere la calma, fermo, impassibile, silenzioso: Torricelli, l'esperto di testi antichi degli Uffizi di Firenze, nonché trafficante internazionale di libri e opere d'arte d'ogni sorta. Lo guardò con sospetto misto ad ammirazione.

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Cal “Joker” Jane

Al giovane detective, la soffiata sembrava più probabile ogni momento che passava. Leo Velluto, il falsario di Firenze, si era certo intrufolato nella Sala d’Arte – con quello che il governatore stava esponendo, le possibilità per un professionista della truffa come Leo sarebbero state molteplici.

Non solo il pezzo forte della serata – un antico manuscritto legato al mito di Atlantide – ma anche le fortune ed i segreti personali dei molti dignitari presenti erano in pericolo.

Il giovane arrivò alla Sala – solo per vedersi sbarrato il passaggio dalla baionetta di un energumeno marocchino, vestito della divisa coloniale francese.

«Dove pensa di andare, giovinotto?» lo apostrofò la guardia in un francese pesantemente accentato «Questo è un evento di gala – solo gli invitati possono entrare! La prego di mostrare l'invito o sarò costretto a chiederle di andarsene!»

Spoiler:  

Tentazione dell’aspetto Monello

Accetti: guadagni un punto fato e devi vedertela con la guardia

Rifiuti: spendi un punto fato e per una volta hai fatto bene i compiti: ti sei procurato un invito in precedenza

Edric Lord & Anushavan

La decina di sedie a semicerchio fu presto riempita dai vari professori ed esperti. Il valletto passò con un vassoio carico di piccole tazze di ceramica – dall’odore piene del tè speziato tanto amato in quella zona del Marocco.

Perfetto nel suo smoking, le basette grigie folte e curate e gli occhiali appena posati sul naso, il governatore Henry Gourad venne servito per ultimo, e quando il valletto si ritirò al di là della tenda, l’allampanato francese salì sul gradino rialzato.

«Carissimi ospiti!» iniziò, ovviamente in francese «so che siete eccitati tanto quanto me alla prospettiva di questa scoperta – e credetemi, so bene quanto lo sia io stesso!»

Si spostò poi sul lato della sala, accanto ad un tavolo coperto da un telo. Ad un cenno della sua mano un valletto rimosse il telo: sotto vi erano microscopi retroilluminati, reagenti, tomi di controllo, tutto ciò che un esperto poteva desiderare per una prima analisi di un reperto. «A breve quello straordinario manoscritto verrà momentaneamente sottratto all’ammirazione degli ospiti e portato qui per un’analisi. Come alcuni di voi sanno, Monsieur le professeur Torricelli è qui con noi oggi – lui avrà la supervisione dell’operazione, ma il contributo di ognuno sarà enormemente gradito.» seguì un breve ed educato applauso rivolto a Torricelli.

«Vi invito quindi a brindare – con una bevanda sobria e deliziosa gentilmente offerta da queste terre – ad un mondo che ci appartiene sempre più, incapace di nascondere all’Uomo i suoi segreti!» levò la sua tazza e bevve il tè.

Agente Prometheus

Per un istante l’imperturbabile agente si trovò faccia a faccia con la sua fiamma del passato: una vampata di caldo gli salì sul collo nel vederne il sorriso bianchissimo emergere dalle labbra sensuali. Veronica lo squadrò per un attimo, inclinando impercettibilmente la testa verso sinistra come per scrutarlo – ma il travestimento da Dupont tenne duro: i baffi modificavano la linea della sua bocca, e il Prometheus che Veronica conosceva non si sarebbe mai fatto una riga del genere.

Passato il rischio, l’agente si ritrovava ora di nuovo libero di indagare… i valletti stavano giusto giusto allontanando gli ospiti dalla teca, la quale sembrava destinata ad essere trasportata nella stessa sala in cui erano spariti gli esperti…

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I ricami azzurri fatti sulla tazza venivano nervosamente accarezzati dalle dita del giovane armeno che, preso dall'evento, non assaggiò nemmeno la deliziosa bevanda. Non sapeva dove guardare, passava dagli strumenti appena mostrati dal Governatore alla faccia di Torricelli, tronfio, gongolante sulla sua sedia che pareva essere diventata il trono di Alessandro Magno. Magari a un occhio inesperto non lo dava a vedere, ma Anushavan conosceva quell'aria superba e grave. Si chinò verso Edric:

"Agli Uffizi di Firenze è possibile vedere il famoso Ritratto dell'Albagia..."

Disse ammiccando verso il massimo esperto di antichi manoscritti presente in sala. Massimo esperto per tutti, ma non per lui, che riteneva Torricelli solo un uomo fortunato e pieno di amicizie, quelle che ti fanno arrivare lontano.

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Spoiler:  
Ovviamente prendo il punto fato. E ovviamente lo spendo per attivare il mio aspetto Sono nella polizia :D (se serve, altrimenti meglio per me :P

Hmmm, aspetti, ce l'ho qui da qualche parte. Il giovane Cal fece finta di cercare l'invito nelle tasche dei pantaloni, poi prese un tesserino di riconoscimento dalla tasca sinistra della giacca e sorridendo furbescamente lo mostrò alla guardia e a bassa voce le disse: Ecco qua il mio 'invito'. Sono della polizia. Se vedete un uomo sulla trentina, capelli castani corti, occhi marroni, alto circa un metro e settantacinque, faccia spigolosa, naso piccolo e labbra carnose che cerca di uscire, fermatelo. Probabilmente è il falsario che devo catturare. Ovviamente lo faccia con discrezione, non c'è bisogno di rovinare la serata a qualcuno. O di metterlo in allarme. Detto questo Cal si riprese il suo tesserino e superò la guardia per entrare nell'edificio. Ah, se non mi crede chieda ai suoi superiori. Loro sono stati sicuramente informati.

Spoiler:  
Hmmm potresti fare un tiro su... socievolezza. Il tesserino è vero, e gli ho detto a verità :P
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L'Agente seguì i valletti con la teca finché poté, ma sapeva che avrebbe dato nell'occhio se si fosse avvicinato troppo alla saletta. Certo, la presenza dei suoi amici lo rassicurava, ma non poteva ignorare l'incarico che aveva ricevuto. Doveva trovare un modo per entrare, o quantomeno per avvicinarsi nel caso fosse successo qualcosa di strano. Addocchiò i valletti che si allontanavano, poi ne incrociò un altro che portava un vassoio di té. Forse era arrivato il momento di un cambio d'abito? Sempre furtivo, si diresse verso la zona delle cucine, e sperò che la sua fortuna non si fosse esaurita con Veronica.

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Edric amava molto il tè, e quello marocchino era uno dei suoi preferiti.

Era passato parecchio tempo dall'ultima volta che aveva avuto occasione di gustarne una tazza, e mentre sorseggiava quella portata dal valletto non riuscì ad evitare di tornare con la mente alla sua ultima visita in Marocco, quando si era spinto nelle zone sud-ovest del deserto Sahariano per esplorare la catena montuosa dell'Atlante, sede dell'antica e misteriosa civiltà berbera.

Divagando con questi pensieri quasi non face caso alle parole dell'Armeno, che però lo riportarono alla realtà.

Con un ghigno divertito fece capire all'amico che aveva apprezzato la battuta.

«Non lo conosco» disse «ma mi fido del tuo giudizio...»

Tornato presente anche mentalmente Edric si guardava attorno lievemente preoccupato, gli esperti chiamati in causa erano per lo più facce a lui poco note.

"Per quanto io abbia dimestichezza con testi antichi il mio occhio potrebbe non essere adeguato per una valutazione tanto delicata" pensava, ma fortunatamente la vista del suo amico lo rassicurava. Nel tempo trascorso assieme in passato Anushavan non aveva fatto altro che parlare di libri, testi, tomi e qualsiasi altro genere di manoscritto, dimostrando di saperne ben più di lui, che già godeva di una buona preparazione.

«E' importante per me capire se questo manoscritto è un vero o un falso, ma non mi sento il più adatto alla valutazione...

sono felice di poter sentire anche il tuo parere»

comunicò all'amico.

L'attesa per il giovane lord non fu snervante, in breve tempo dei valletti portarono la teca con il presunto manoscritto. L'eccitazione iniziava ad essere palpabile tra i presenti. La teca fu posta vicino al tavolo con gli strumenti d'analisi.

A questo punto molti iniziarono a vociare chiedendo di poter essere i primi ad esaminare l'antico reperto. Il governatore batté quindi un paio di volte le mani per richiamare l'ordine e tirò fuori dal taschino una lista di tutti i presenti in sala. Sarebbe stato lui a chiamare uno per volta gli esperti in modo che si potesse mantenere un certo contegno. A Torricelli, in quanto supervisore ed ospite d'onore, sarebbe spettato l'ultimo e più importante verdetto.

Spoiler:  
Non saprei bene come descrivere le analisi che si effettuano per verificare se un testo è originale o un falso, quindi ho preferito fermarmi un attimo prima per evitare di scrivere cavolate. Magari vedo se riesco a reperire qualche info sull'argomento xD
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Anushavan divenne di pietra. Solo gli occhi gli si muovevano, incollati alla teca che veniva portata nella piccola sala. Pareva essere del tutto assente, ma poi, come se parlasse in trans mentre la sua anima vagasse altro ve disse:

"Cominceremo col verificare la carta, seppur è un falso avranno avuto una difficoltà immane a trovare della carta o del papiro adatti a un'opera così antica. Un falso storico sarebbe improbabile... E anche lì potremmo verificare il lessico, lo stile e magari le conoscenze nautiche di un probabile autore... E poi gli inchiostri... E poi... "

Senza completare la frase cominciò a roteare nell'aria la mano destra come a elencare visivamente il susseguirsi di una notevole varietà di prove, analisi, osservazioni, ipotesi. Era proprio vero, era rapito dai libri.

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Edric & Anushavan

Edric sorseggiò il tè, delizioso e speziato benché un po’ troppo caldo per il clima della serata: sentì subito delle goccioline di sudore formarsi sulla fronte ed il collo che iniziava ad arrossarsi. L’eleganza, comunque, non era mai stata il tuo fort; si rilassò nel vedere che anche gli altri studiosi erano frementi, e si asciugavano le mani sudate sui calzoni mentre la teca veniva portata vicino al tavolo.

Il Professor Torricelli prese il manoscritto con le mani guantate e lo depose al centro della zona di esame; Anushavan era al suo fianco.

Il caldo, però, si faceva sempre più opprimente. Rivoli di sudore gli colarono negli occhi, e dovette allentare il cravattino per respirare bene. Gli altri studiosi, ad eccezione di Anushavan e Torricelli, sembravano essere nelle sue stesse condizioni, sedendosi per riprendersi.

Solo quando uno dei professori si accasciò a terra e la sua testa iniziò a girare pesantemente Edric capì che non c'era solo tè nella sua tazza…

Il bibliotecario, fedele alla sua natura, aveva occhi solo per il manoscritto. Quando Torricelli lo prese per depositarlo sul tavolo/laboratorio l’Armeno fu lesto ad avvicinare gli arnesi giusti per le indagini preliminari.

Intorno ai due, gli altri professori restavano distanti – strano, ma forse volevano lasciare campo aperto al noto Torricelli, pensò Anushavan.

Incapace di staccare gli occhi dalle analisi, quando il bibliotecario alzò lo sguardo sui suoi colleghi che iniziavano a collassare era forse troppo tardi per reagire alla minaccia alle sue spalle…

Spoiler:  

Tentazione dell’Aspetto “topo di biblioteca” di Anushavan

Accetti: guadagni un punto fato e sei colto di sorpresa, tutto preso dal manoscritto

Rifiuti: spendi un punto fato e sei pronto a reagire

Cal “Joker” Jane

«Oh… chiedo perdono, Monsieur!» la guardia si mise sull’attenti «Ma… se c’è un criminale devo avvertire le governateur! Sayid!» un'altra guardia si voltò verso di lui «Tieni d’occhio l’entrata, devo portare brutte notizie a le governateur!» si voltò quindi verso Cal «Mi segua, inspecteur, facciamo presto!» e detto ciò si avviò verso l’ingresso facendo ben più chiasso di quanto sarebbe stato saggio, controllando che Cal lo stesse seguendo.

Prometheus

Per diversi minuti la scena nella sala non cambiò: l’attenzione, ora che la teca era sparita, era sulla musica e sulla conversazione – deliziosa ma irrilevante la prima, noiosa e confusa la seconda. Era chiaro all’Agente che se avesse voluto saperne di più avrebbe dovuto inventarsi qualcosa…

Stava giusto per dirigersi verso le cucine, da cui i valletti entravano e uscivano rapidamente con gran viavai di vassoi, quando dall’ingresso della Sala d’Arte si sentirono dei passi affrettati: con un’occhiata l’Agente vide la guardia d’ingresso trottare trafelata e alle sue spalle… Cal? Possibile, si chiese Prometheus? C’era qualcuno a quel gala con cui non si era già incontrato?

Le cucine erano davanti lui: entrare avrebbe richiesto solo un po’ di discrezione o una bugia ben piazzata – ma d’altro canto, cosa poteva farci lì il giovane Cal, senza neanche lo smoking?

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Accidenti, non corra! E non si comporti come se le avessi detto quello che ho detto! Non è conveniente avvertire il governatore. Andrebbe nel panico e quasi sicuramente non riuscirei a catturare quel dannato falsario. Qundi si calmi e torni al suo posto. Qui ci penso io. Piuttosto lei faccia controllare tutte le uscite, ovviamente con la massima dicrezione possibile

Tutto questo Cal lo aveva detto a bassa voce ma con un tono deciso. Ah, un'ultima cosa. E' probabile che si sia mascherato, anche se qui nessuno lo dovrebbe conoscere. Se vede un uomo che assomiglia alla persona che le ho descritto con in più occhiali, barba o baffi (o un insieme di questi tre elementi) potrebbe essere il mio uomo. Ha anche un tic nervoso alla mano sinistra, piega il mignolo quando è nervoso. Ma non lo metta in allarme altrimenti fuggirà. E' un mago delle fughe, il maledetto. Detto questo Cal si era girato verso le cucine e lo aveva visto. Prometheus. Che accidenti ci faceva lì? Cal era rimasto senza parole.

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