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khandra

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chiedo delucidazione su un punto, nell'espressione del giudizio di preferenza dobbiamo considerare 1 voto per ogni categoria (prosa vs poesia)? Oppure il voto è unico e devo scegliere un'opera per entrambe le categorie?

In effetti questo punto non è molto chiaro nemmeno nel regolamento, si vince una lampada per ogni sezione del concorso (quindi 2 lampade in palio) oppure la lampada è una e la divisione prosa vs poesia è solo di circostanza?

E per concludere il circolo di dubbi, background, prosa, racconto, sono una categoria unita e la poesia è una categoria a parte?

:huh:

Grasie ;)

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In effetti è insolito un concorso dove le categorie si mescolano per lo stesso premio.

Quindi non esiste premio miglior poesia e miglior racconto ma tutti e due insieme. Cioè uno con la poesia può vincere su uno che ha partecipato col racconto e viceversa?!

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Il "Premio Assoluto", in pratica ;)

È una pratica a cui ho assistito molto spesso in giro per concorsi/manifestazioni. In pratica si sceglie un vincitore per ogni categoria (anche eterogenee) e poi la giuria torna a riunirsi per valutare a chi dare il "Premio Assoluto".

Effettivamente però sarebbe figo sapere chi sono i vincitori per ogni sotto-sezione, ma non essendo scritto sul regolamento, non so quanti sarebbero d'accordo con la proposta.

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Dico la mia da semplice giurato.

Trattandosi di una bella iniziativa 'amatoriale' con una giuria 'amatoriale', non credo fosse necessario dividere i partecipanti in diverse categorie.

La qualità tecnica delle poesie è stata valutata come tale, quella della prosa pure. I riferimenti sono diversi.

Se una poesia è bella è bella, e conquisterà un bel voto.

Se un racconto è bello è bello, e conquisterà un bel voto.

La scala di votazione è la stessa.

D'altro canto, valutare un componimento in ottave rispetto a uno in versi liberi presenta secondo me le stesse problematiche del valutare poesia e prosa.

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Ecco, in sintesi, i miei commenti sui lavori che ricadono sotto il tipo di Background.

- "Lilith"

La parte narrativa è interessante ma è costituita di frasi molto corte. Ci sono moltissimi punti, e la lettura scorre difficilmente. Consiglierei di provare a unire le frasi, usando virgole, coordinate e subordinate.

Mi è piaciuta invece parecchio la parte descrittiva, con tutte le sezioni sull'aspetto, la psicologia, eccetera, che ritengo ben curate.

A livello di personaggio, l'idea è buona e non capita spesso di approfondire il carattere di una Succube.

Nonostante i problemi della parte narrativa, credo che questo sia il Background che mi è piaciuto di più.

- "La vendetta non può attendere"

Il background è discreto e la forma non è malvagia, l'unico appunto è che forse succedono troppe cose in poco spazio. Certo c'erano dei limiti per il concorso, ma il materiale in questo bg è sufficiente per un romanzo breve... e narrato così sembra che succeda tutto "troppo in fretta".

Il mio consiglio quando si creano background di personaggi è far succedere un paio di eventi salienti nella vita del personaggio, ma non esagerare cercando di costruire una storia lunga e sofferta, perchè le avventure principali il personaggio le deve vivere durante le sessioni di gioco.

- "Strana è la natura umana"

Questo lavoro è interessante in quanto descrive il background di un gruppo di personaggi, ma nel far questo l'autore ha dovuto esplorare brevemente il background dei singoli. Demetra ed il sacerdote sono ben caratterizzati, ma gli altri... non sono male, ma... si sente che manca qualcosa.

Per il resto, il bg è scritto bene e secondo me è comunque degno di nota.

- "Diario di Velidan Robish"

Ben scritto e contestualizzato, fa il suo lavoro. Un buon esempio di background per un personaggio dei Forgotten Realms. Non ho appunti particolari da fare, se non il fatto che... ehm... se uno scrive un diario, si suppone che ci narri tutte le sue avventure, la frase "Narrare ora tutte le mie esperienze sarebbe a dir poco proibitivo", per quanto ragionevole, lascia un po' l'amaro in bocca. Se il bg si fosse chiamato "Storia di Velidan Robish" sarebbe stato meglio: "Diario" fa crescere nel lettore delle aspettative che poi non vengono del tutto soddisfatte.

- "Alexandra, le origini"

Questa è un'opera molto ben fatta. Ben narrata, in buona forma, e anche originale (vampiri e amazzoni? Wow!).

Perchè allora non l'ho indicata come mio bg preferito? Beh... il fatto è che Alexandra muore o viene vampirizzata (la cosa è lasciata in sospeso) e le amazzoni vengono trucidate. Galdan probabilmente si salva, ma allora il bg dovrebbe essere suo, non di Alexandra. Come racconto sarebbe molto bello. Come background, non sono riuscito interamente a capirlo (ma può essere una mia mancanza).

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Andiamo ora ad esaminare i lavori nella categoria Poesia.

Premetto che io non sono un critico poetico, e non me ne intendo molto di poesie lunghe ed articolate (il mio poeta preferito è Ungaretti che scrive due righe che sintetizzano due pagine :) ), quindi vado un po' a spanne... ma cercherò di fare del mio meglio.

- "Elegia della Terra di Mezzo"

La forma di questa poesia è particolare. Si capisce che è un componimento poetico, non si tratta di prosa, ma non rispetta i canoni classici di poesia... non che debba farlo, è interessante anche così, ma mi riesce difficile commentare... l'idea tutto sommato mi è piaciuta abbastanza.

- "Elfico flagello"

Questa è l'opera che preferisco in questa sezione. Molto bella, ben contestualizzata. Mi sembra che si capisca che l'autore è tecnicamente bravo e anche dotato di talento. Ottime le frasi in sindarin (linguisticamente corrette, peraltro, per quel poco che ne capisco).

- "Neve"

Anche in questo caso mi trovo in difficoltà a dare un parere. Il testo è poetico, pregno d'emozione. Tuttavia non riesco a riconoscerlo come poesia pura, e piuttosto che dare un parere senza il minimo fondamento, non commenterò. Anche qui però l'idea è carina e mi piace.

Un solo appunto grammaticale all'autrice: per favore in futuro fai attenzione a "gli" e "le"!

"Gli posi alcune domande", riferito alla ragazzina, è... aaargh! :) Ok, forse sono un fanatico della grammatica, ma mi suona proprio male. "Gli" si usa col maschile!

- "Ryo il dio"

Devo riconoscere che sono stato piacevolmente sorpreso da questa poesia. A leggere il titolo mi aspettavo qualcosa su un tizio megalomane, ed invece l'argomento è interessante e la poesia ben scritta. Sette più! :)

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Ok, ora arriviamo ai racconti.

Accidenti ragazzi qui la cosa si fa difficile! Sono veramente tanti! E molti sono ben scritti, è stato difficile scegliere il mio preferito!

- "Accadde a Brad-Khmar"

Bwahahah! :grin: Grandioso! Mi ha divertito un sacco!

Il meta-racconto fa sempre la sua figura, e lo spettacolo del bardo è narrato molto bene, anche se in maniera iperbolica in certi casi (tipo quando tutti scoppiano a piangere). Il dialogo tra il bardo e la cameriera, però, mi sembra un po' strano... il bardo esce dalla taverna come un personaggio furbo e intelligente, non capisco perchè quando parla con la tizia sbaglia tutto. Ma va beh, fa parte della storia, non è un problema.

Un altro appunto: occhio alle virgolette nel racconto: a volte hai dimenticato un < o un >.

- "I cieli infuocati di Gillighan"

Premetto che io non approvo chi scrive con LETTERE MAIUSCOLE o........ con infiniti puntini. In un racconto non hanno senso, non si tratta di una chat e non bisogna dare espressione in quel modo.

Io facevo lo stesso errore quando ero più giovane, e sono stato stroncato la volta che ho provato a mandare un racconto ad una rivista. Da allora ho imparato. Non ripetere il mio stesso errore.

La storia inoltre è molto difficile da seguire a causa della forma, ma tutto sommato c'è qualcosa che mi ha attirato... oh, volevo vedere come sarebbe andata a finire tutta la catena di eventi e nomi! :grin:

Il problema qui non è la creatività (che tutto sommato c'è), ma è la forma. Ci sono tante piccole regole che possono risultare noiose, ma che alla fine fanno sì che l'opera di fatto si possa leggere senza fermarsi ogni due per tre. La punteggiatura ad esempio: i segni di punteggiatura si mettono attaccati alla parola precedente, non separati da spazi o attaccati alla parola seguente.

E' solo un consiglio, ma pensaci.

- "I quattro"

Un racconto carino, impostato sulla comicità fin dall'inizio. Ho alzato un sopracciglio quando ho letto il nome di Infasil, ma dopo poche parole ho capito com'era la faccenda. :) Il linguaggio è un po' semplice, ma si addice allo stile.

- "Il dolce tocco"

Peccato per il finale triste... è veramente un bel racconto. Scritto bene, con buona introspezione psicologica nelle menti dei personaggi. Potrebbe essere anche un bel background se i personaggi rimanessero vivi. :) Ma il racconto è bello così anche grazie al finale triste.

- "Kulkusneak"

Questo racconto mi fa venire la domanda "ma è un racconto o un background?".

Non che abbia realmente importanza ai fini del concorso visto che il premio è unico, ma mi ha lasciato un po' spiazzato. Sì, narra una storia, ma lo vedo più come background.

- "La partita"

L'idea di questo racconto è carina, e il parallelo realtà/scacchiera funziona molto bene così com'è scritto.

Devo però fare degli appunti di stile: innanzitutto, anche qui le frasi sono molto brevi e affaticano la lettura. Usare coordinate e subordinate è bello! E poi, attenzione all'ortografia: va è senza accento, per esempio. E se vuoi usare l'imperativo, va' richiede un apostrofo, non un accento.

- "Storie del Narghoroth"

Benchè il materiale sia di buona qualità, mi ha lasciato stupito. Racconto?

Questa è una raccolta di lavori, non si tratta nè di un racconto, nè di un bg, nè di una poesia. Vi sono due trattati storici/geografici e varie poesie. Tutti carini e ben realizzati, mi sono anche piaciuti, ma la composizione intera nel suo complesso secondo me non è pertinente al concorso.

Un consiglio all'autore: quando si tratta di inviare qualcosa per essere valutati, è sempre meglio chiedersi "ma questo è davvero quello che vogliono da me?".

(se invece doveva essere considerato Poesia e non è stata classificato come tale: giuria, state attenti! :) )

- "Nuovamente a casa"

Premetto che la citazione dai Dream Theater (voluta o meno) mi ha catturato. ;) "The way that your heart sounds, makes out the difference, in learning to live..." :)

Non è solo questo però il motivo per cui questo lavoro mi è piaciuto. E' infatti molto introspettivo e si capisce che c'è parecchia passione tra le lettere e le parole. Proprio per questa introspezione però è un po' difficile da seguire, e gli strani segni di interpunzione per i dialoghi lo rendono ancora più strano.

- "La piaga dei morti viventi"

Cronaca di avventura abbastanza interessante; non brilla come racconto in sè, ma dal punto di vista di un GM direi che l'avventura è ben fatta, gli scontri equilibrati, l'enigma semplice ma che tiene impegnati i giocatori e i personaggi (carino il fatto che sia il mezzorco stupido a trovare la soluzione... spaccare tutto! :) ). Il linguaggio è abbastanza semplice, ma vedrai che col tempo si migliora sempre.

- "I Quattro Fratelli"

Come avrete notato dal mio primo post, questo è il lavoro che mi è piaciuto di più.

Perchè?

Beh, nonostante il fatto che la struttura a "racconto con sorpresa finale" sia stata esplorata da più autori, questo secondo me è quello che ci è riuscito meglio. La storia è ben legata, la parte scritta dal punto di vista dei quattro fratelli è molto ben dettagliata (rende perfettamente una società primitiva ma fiera), a volte il linguaggio è semplice ma la cosa è voluta, apposta per enfatizzare la "primitività". :) Inoltre secondo me è ben scritta perchè fa identificare il lettore coi personaggi. Mi sentivo quasi uno di loro.

- "Raduno di Eroi"

Altro racconto con sorpresa finale. Molto carina l'idea del parallelo realtà-fantasia (nonostante sia stata esplorata da un altro racconto in questo stesso concorso) e il fatto che non si chiami mai per nome il Master fino a quando non si svela l'arcano. E' giusto, del resto, il Master non ha personaggio. :)

Ci sono un paio di punti dove l'alternarsi dei nomi crea un po' confusione, ma credo che la cosa sia voluta, giusto?

- "Scacco matto"

Per usare un'espressione da un famoso film, direi... "surreale ma bello". La storia è semplice ma gli elementi surreali la rendono interessante. L'unico appunto che farei è che il titolo non si addice molto. Ok, svelato il mistero i colpevoli sono messi con le spalle al muro (scacco matto?), ma l'analogia coi pezzi della scacchiera si ferma ai nomi di Alfiere e dei suoi genitori Re e Regina... non suona bene con Acanto.

- "Storie dell'accademia di Celestia"

Questa è un'altra storia parallela realtà-fantasia, solo che qui la realtà è anch'essa fantasia. :) I giocatori sono maghi nel mondo fantasy stesso!

Il racconto tra l'altro è ben scritto, lungo ma scorrevole, i personaggi ben caratterizzati, e... beh, devo essere sincero, l'unico motivo per cui non è stato il mio preferito è che la fine mi ha un po' deluso. Acci, volevo vedere come andava a finire la storia! :)

Ok, ho concluso il mio discorso sregolato e oggettivamente lunghissimo.

Ricordo ancora che tutto ciò che ho scritto va considerato come la mia opinione personale; non sono un giudice della giuria (se non per la piccola influenza che può avere il mio voto) e potete bellamente ignorare i miei commenti se non siete d'accordo. :)

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- "Raduno di Eroi"

Altro racconto con sorpresa finale. Molto carina l'idea del parallelo realtà-fantasia (nonostante sia stata esplorata da un altro racconto in questo stesso concorso) e il fatto che non si chiami mai per nome il Master fino a quando non si svela l'arcano. E' giusto, del resto, il Master non ha personaggio. :)

Ci sono un paio di punti dove l'alternarsi dei nomi crea un po' confusione, ma credo che la cosa sia voluta, giusto?

Innanzi tutto un grosso grazie per la lettura e il commento :)

Sarebbe voluto che a una lettura attenta si possa intuire prima del finale che c'è qualcosa oltre il piano apparente, sicuramente non è voluto confondere il lettore ;)

In alcuni punti sono conscio che la lettura possa richiedere uno sforzo maggiore di attenzione e analisi, non essendo riuscito a renderela più fluida e chiara preservando i due piani di lettura (principalmente non sono pienamente soddisfatto del primo riferimento alla morte di Keldin che riporta contemporanemente il nome, anzi nel caso soprannome, del suo giocatore, con un'amalgama non perfettamente fluida sul piano apparente).

Se hai voglia di farti stressare ancora un po', potresti indicarmi quali punti ti sono sembrati più problematici e quanto sono stati fastidiosi per la lettura?

Alla fine tutto è risultato chiaro? (in particolari quali riferimenti sono a PG e quali a giocatori)

Ciao e grazie ancora

Davide K

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In alcuni punti sono conscio che la lettura possa richiedere uno sforzo maggiore di attenzione e analisi, non essendo riuscito a renderela più fluida e chiara preservando i due piani di lettura (principalmente non sono pienamente soddisfatto del primo riferimento alla morte di Keldin che riporta contemporanemente il nome, anzi nel caso soprannome, del suo giocatore, con un'amalgama non perfettamente fluida sul piano apparente).

Se hai voglia di farti stressare ancora un po', potresti indicarmi quali punti ti sono sembrati più problematici e quanto sono stati fastidiosi per la lettura?

Alla fine tutto è risultato chiaro? (in particolari quali riferimenti sono a PG e quali a giocatori)

Ciao!

Secondo me la parte di Lupo e Keldin va benissimo cosi', anzi e' proprio l'ultimo indizio prima della fine che fa capire chiaramente che c'e' qualcos'altro sopra il piano apparente (mentre il primo e' la contrapposizione Azzurra/Ardel che e' giocata bene anch'essa).

Piu' che altro credo che il problema sia Sovaro. Ha un nome non comune, che puo' essere interpretato come nome fantasy fin dall'inizio, e il suo pg, Everan, non viene mai nominato prima. Quindi, quando alla fine si trovano intorno al tavolo, uno si aspetta di scoprire chi e' il giocatore di Sovaro, e invece trova il suo personaggio (perlomeno e' successo cosi' a me).

Il sacerdote e' un altro personaggio che si confonde, ma probabilmente la cosa e' voluta. Don Guido non e' il chierico di Celaban, bensi' il ranger. Solo che quando si legge del chierico, il pensiero va immediatamente al sacerdote per associazione... legame che viene rotto poi quando viene presentato Refilos.

Pero' a questo punto chi e' il chierico? Non riesco ancora a capire chi sia il suo giocatore. Certo, e' anche possibile che un personaggio abbia preso Autorita'...

In sostanza, l'effetto sorpresa c'e' ed e' ottimamente realizzato, ma... non so, forse ce n'e' troppo. :)

P.S. Khandra, come ho detto prima sposta pure i post se pensi che vadano messi nell'altra sezione.

A pensarci bene ora li sposterei io stesso, ma non posso. :)

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[...zack...]

Piu' che altro credo che il problema sia Sovaro. Ha un nome non comune, che puo' essere interpretato come nome fantasy fin dall'inizio, e il suo pg, Everan, non viene mai nominato prima. Quindi, quando alla fine si trovano intorno al tavolo, uno si aspetta di scoprire chi e' il giocatore di Sovaro, e invece trova il suo personaggio (perlomeno e' successo cosi' a me).

Il sacerdote e' un altro personaggio che si confonde, ma probabilmente la cosa e' voluta. Don Guido non e' il chierico di Celaban, bensi' il ranger. Solo che quando si legge del chierico, il pensiero va immediatamente al sacerdote per associazione... legame che viene rotto poi quando viene presentato Refilos.

Pero' a questo punto chi e' il chierico? Non riesco ancora a capire chi sia il suo giocatore. Certo, e' anche possibile che un personaggio abbia preso Autorita'...

Ok, quindi la parte che ha generato un po' di confusione è quella della rivelazione, principalmente nella costruzione dei legami giocatore-personaggio.

Citare prima il chierico e poi rivelare che Don Guido interpreta un altro personaggio è voluto, pensavo potesse fornire (nel suo piccolo) un contributo positivo a ribaltamento, rivelazione e soprattutto alla distinzione giocatori-personaggi. Prendo atto che rischia di confondere, probabilmente più di quanto possa aggiungere al racconto ;)

Il chierico di Celaban e il nano sono personaggi i cui giocatori non sono descritti nel racconto (con la differenza che il personaggio del nano viene citato in precedenza, il chierico no per le motivazioni di cui sopra).

L'ingegner Sovaro lo chiamano per cognome perché sono cattifi! (o forse perché mi serviva potermi riferire a qualche personaggio senza giri di parole ;))

Naturalmente è voluto che lo si intendesse come il nome del personaggio durante la lettura. Cambiare questa gestione non sarebbe granché semplice, ma grazie per avermi segnalato che anche questo può confondere.

Ancora mille grazie per l'attenzione e i commenti

Davide K

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- "Scacco matto"

Per usare un'espressione da un famoso film, direi... "surreale ma bello". La storia è semplice ma gli elementi surreali la rendono interessante. L'unico appunto che farei è che il titolo non si addice molto. Ok, svelato il mistero i colpevoli sono messi con le spalle al muro (scacco matto?), ma l'analogia coi pezzi della scacchiera si ferma ai nomi di Alfiere e dei suoi genitori Re e Regina... non suona bene con Acanto.

Intanto ringrazio per averlo letto e apprezzato. Poi, visto che ne ho la possibilità, rispondo ai commenti.

"La storia è semplice". Davvero? Un ragazzo subisce una fattura magica che lo fa passare per pazzo e rinchiudere in una specie di manicomio da cui evade con l'aiuto di un amico, scopre un complotto di sua sorella che si è alleata con l'acerrimo nemico del ragazzo che l'ha aiutato a scappare dal Manicomio. Chiede aiuto a suo padre, che glielo nega, decide di fare da solo, viene catturato e processato e nel finale viene salvato in extremis.

Se questa è una storia semplice, l'essermi scervellato per giorni è stata una perdita di tempo. Potevo limitarmi a raccontare una battaglia epica o un'elucubrazione fantastica su un futuro incerto. 8)

"Scacco Matto non è il titolo adatto". Strano come persone che in teoria dovrebbero essere portate alla fantasia e alla creatività, si appiglino al significato più scontato che suggerisce questo titolo. Il racconto non è una serie di mosse studiate che portano alla sconfitta finale ma è (da titolo) un "riscatto alla pazzia". Alfiere (tutta la sua famiglia ha deciso di chiamarsi con nomi che hanno a che fare con gli scacchi, Caissa è la dea degli scacchi), è creduto pazzo ma non lo è, e vuole riscattarsi.

Teoricamente (ma queste sono solo mie congetture strutturali) il ragazzo compie un percorso trasversale per il suo riscatto (invece di attendere la giustizia Vera), proprio come la mossa che compie l'Alfiere sulla scacchiera. Inoltre, viene concepito come un personaggio principale, una figura a fianco del Re e della Regina, ma non è che una pedina di un complotto zoppicante.

"Acanto non lega". Le streghe su Omnia hanno nomi di piante e spezie. Cardamomo e Acanto. Gli stregoni lambiccati prendono tutti un nome con la P e, se non suona bene con il nome posseduto, lo sostituiscono con uno più altisonante o che si addice alla loro specializzazione stregonesca, come Plinio Alabastro.

Detto questo, mi fa piacere poter discutere dei riscontri avuti dal mio racconto, è sempre e comunque una cosa costruttiva e, anche se spiego e rispondo, imparo dalle critiche a essere più chiaro o a costruire meglio un determinato concetto.

grazie a tutti :)

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Invio i miei commenti sui racconti in gara, preceduti da alcuni chiarimenti.

Non ho particolari credenziali per esprimere giudizi, sono un semplice appassionato di scrittura.

Partecipo anche io al concorso.

Nella poesia la mia competenza è pressoché nulla, chiedo scusa in anticipo agli autori di testi poetici.

Ogni commento non è altro che il mio personalissimo parere, e non pretende di essere di più (se qualche volta sembrasse diversamente è solo perché non posso ripetere "secondo me" continuamente ;)).

Se tra le mie osservazioni qualcuno troverà qualcosa di utile, mi farà piacere. Nello stesso modo avrò piacere di portare avanti qualsiasi confronto.

Un'ultima nota: sarò un po' duro con i 'finali a sorpresa'. Li amo molto, ma proprio per questo li giudico con maggiore severità. Anche qui mi scuso in anticipo con gli autori.

Lilith

di Folken89

A suo modo poetico, soprattutto nel racconto iniziale. Buon approfondimento psicologico del personaggio.

Come background avrebbe aiutato un ruolo più centrale di Lilith nel racconto iniziale. Alcune parti del racconto appaiono non strettamente necessarie, per altro la descrizione iniziale del villaggio è la parte che più ho apprezzato dal punto di vista narrativo.

Buono lo stile, ci sono però alcune frasi che appaiono confuse, altre di cui non si coglie appieno il significato e alcuni errori ortografici e di battitura. Molte frasi potrebbero trarre giovamento da un'ulteriore limatura.

Storie e leggende del Norghoroth

di Iluvë-Kelu

Buona la descrizione dell'ambientazione, che la rende in breve interessante e caratterizzata. Bella la "schiera melodiosa".

I testi poetici li ho trovati generalmente adatti al popolo nanico descritto. Mi è piaciuto il rapporto con il vento di un nano che vive in superficie, come espresso da "Le parole del vento" (la poesia che più ho apprezzato).

Ho più difficoltà a collocare un componimento personale come "Oltre" (ma forse sbaglio a intendere tutto il materiale come mirato a delineare un'ambientazione).

La Vendetta non può attendere

di Primo Cavaliere

Eventi che si susseguono rapidi, narrati velocemente uno dopo l'altro.

Ed è un peccato, perché nell'unico momento in cui la narrazione si sofferma su un evento, guadagna tantissimo in stile e profondità. L'innamoramento di Daelric/Karrion e Shia, e in particolare la descrizione del momento in cui lui le dichiara il suo amore, sono ben scritti e molto piacevoli a leggersi. Scrivere sempre con questa cura, questo, banalmente è il mio consiglio (tutto il resto sembra affrettato...)

I Quattro Fratelli

di Victor

Racconto bello e ben scritto. Si legge d'un fiato.

Molto belli i termini con cui i protagonisti descrivono il loro mondo e quello dei loro oppressori.

Ci sono due espressioni che direi non corrette: "le sue membra erano state fissate in una smorfia di dolore" (essendo le membra gli arti) e "La mia sciabola guizza nell'oscurità e trincia di netto la mano dell'odiato nemico" (trinciare significa tagliuzzare, non troncare o staccare).

Per il resto solo qualche spazio mancante e altri piccoli errori di battitura.

Ti segnalo anche alcune espressioni che non mi suonano molto bene, ma naturalmente è questione di gusti: "Aspettammo il giungere delle tenebre" (preferirei "il calare" o "l'arrivo") e "avrei potuto scagliare un colpo mortale al nemico" ("scagliare" non mi sembra renda, avrei preferito "infliggere" o simili).

Per la storia in sé il mio unico dubbio riguarda il finale a sorpresa. Mi spiego: il finale riesce a comunicare perfettamente un messaggio del tipo "non solo gli uomini possono avere desideri di riscatto. Anche i più deboli, anche coloro che vengono emarginati e sottovalutati da tutti possono provare sentimenti." E' un effetto molto forte, e per questo sicuramente positivo nell'economia del racconto, purtroppo è anche un effetto che già molti hanno utilizzato, anche in opere famose, e per questo dà un po' un senso di "già visto". Al di là dell'effetto immediato, il racconto funziona bene a una rilettura dopo la rivelazione, ma senza aggiungere nulla. Nessuna parte si presta a una diversa lettura, nessun elemento rivela un significato più profondo: la storia resta immutata.

Sulla base di queste considerazioni mi chiedo se davvero il finale a sorpresa arricchisca l'opera e come sarebbe stata se la natura dei protagonisti fosse nota fin dall'inizio (o rivelata dopo poche battute). Un'altra possibilità è quella di far trapelare durante la narrazione che c'è qualcosa di più oltre le apparenze, eventualmente solo a una lettura attenta (a me piace, ma va a gusti).

Il mio dubbio è tale fino in fondo, nel senso che allo stato attuale non saprei se una soluzione mi piacerebbe più di un'altra. Come gusto personale cercherei (in ogni caso) di inserire elementi più strettamente legati alla natura dei protagonisti (fermo restando che gli elementi presenti calzano perfettamente a una generica società fiera e selvaggia).

I Cieli infuocati di Gillighan

di Red Tiger

Racconto non facile da seguire, ma che mi ha portato a voler sapere come andava a finire :)

Sicuramente c'è grande inventiva e direi anche alcune buone idee, in un misto di tradizione e modernità.

Ti consiglierei di provare a costringere la tua scrittura nei formalismi convenzionali, per rendere i tuoi componimenti più facili da leggere. E proverei a scrivere qualcosa di più breve e semplice, prima di tornare sulle idee di questo racconto: già solo il numero di personaggi ed eventi richiede una grande padronanza del mezzo espressivo per essere gestito :)

Scacco Matto

di Cicobio

Racconto molto bello e scritto benissimo.

Davvero bravo l'autore a descrivere in modo naturale un'ambientazione originale e ricca di invenzioni. I termini propri di questo mondo vengono resi comprensibili dal contesto e sono acquisiti dal lettore senza bisogno di spiegazioni forzate; seppure Omnia non venga dettagliata esplicitamente si respira che c'è molto più di ciò che visitiamo nel racconto e, nello stesso tempo, questa coscienza dell'esistenza di qualcosa di non conosciuto non infastidisce il lettore, anzi gli fa sentire più viva l'ambientazione (almeno, per me è stato così :)).

Mi dà l'idea che l'autore, almeno nella sua fantasia, conosca molti altri dettagli circa Meccano, Voo, e chissà quanto altro ancora :)

Davvero ottimi lo stile e il tono fiabesco.

Meritano una citazione anche i giochi di parole ("il Privo di...", il titolo "Scacco matto",...)

L'unico aspetto sotto il quale trovo il racconto non particolarmente interessante è quello del significato, ma non si può avere tutto e la fiaba, comunque, è bella così com'è.

Glamdring, Elfico flagello

di Wylvar

Bella composizione epica. Molto bella e poetica la frase conclusiva "Per sempre, tace il silenzio di una Spada".

La partita

di Sherpolus

Buon racconto, scritto molto bene nello stile scelto.

Molto belle alcune descrizioni.

Diversi passaggi mi sono risultati un po' pesanti alla lettura. Forse, anche nello stile scelto, qualcosa si potrebbe alleggerire e/o si potrebbero eliminare parti non strettamente necessarie.

Ci sono alcuni errori di ortografia e di battitura.

La storia mi è piaciuta, anche se molti elementi non risultano particolarmente originali. Ho apprezzato il fatto che la natura dei due giocatori possa essere intuita e compresa nel corso della narrazione e il finale, ovvero la reazione dell'"Arlecchino" una volta vinta la partita. Nella particolare caratterizzazione dei due giocatori ho trovato i maggiori elementi di originalità del racconto.

Mi sarei aspettato però un maggiore significato che, forse per mia mancanza, non ho colto.

Kulkusneak

di Zad Mc. Crazy

Lo stile è abbastanza buono. Alcune espressioni mi sembrano non del tutto corrette (es: "L'invasione di alcune tribù orchesche ai margini del regno stava raggiungendo dimensioni preoccupanti [...]", dato che non ha senso parlare delle dimensioni di un'invasione)

Per il racconto credo una lunghezza maggiore e qualche dettaglio in più avrebbero giovato: alcuni passaggi sono un po' affrettati e potrebbero invece essere descritti, portando a un racconto più interessante e completo. Su tutti: non c'è alcun elemento che prepari o spieghi (eventualmente in un flashback) il tradimento di Kulkusneak (tra l'altro, dall'atteggiamento del coboldo sembra abbia tradito solo dopo aver lasciato il palazzo, il che fa nascere ancora maggiori domande :))

Simpatica l'idea di costruire il racconto indagando il personaggio oltre la miniatura e, se ho ben interpretato, le motivazioni che portano alla battaglia e alle reazioni delle singole "miniature". Come detto vedrei bene questo lavoro portato a un livello maggiore di indagine narrativa.

Neve

di guenhwyvar

Ci sono diversi errori di ortografia e di battitura (es: "lo stesso l'atto di scrivere", "un opera", "gli" riferito a lei, ...), che pesano di più a fronte della brevità dell'elaborato.

Altre espressioni trovo potrebbero essere limate (es: "e pensai che non sarei più riuscito a sopravvivere senza rivedere più quell'inteso blu", bisognerebbe almeno togliere i "più").

Il componimento ha una sua poesia, quel che non mi convince è la scelta di un'introduzione così lunga, dettagliata e rivelatrice. Avrei preferito non ci fosse una contestualizzazione o fosse presente solo una piccola nota che spiegasse che "Neve" è ambientata in un luogo non realmente esistente, né completamente immaginario, aggiungendo eventualmente che vuol essere la concretizzazione di alcuni pensieri dell'uomo.

Di certo trovo un po' un controsenso dire, alla fine dell'introduzione, di dimenticare quel che si è letto fin lì.

Personalmente ti consiglierei di ridurre l'introduzione al minimo indispensabile e limare un po' le espressioni nel componimento (che, come detto, ha una sua poesia).

Elegia della Terra di Mezzo

di NoKtA

Mi è piaciuto molto.

Bellissima ed estremamente poetica la prima parte. Una poesia che mi è arrivata in modo diretto, coinvolgendomi completamente.

La parte intermedia (Melkor) mi pare meno riuscita. Personalmente direi che le frasi ripetute non svolgano appieno il loro compito.

La conclusione è di nuovo al livello della prima parte.

Ti segnalo un "né" senza accento ("Niente orchi, ne demoni [...]")

Probabilmente alcune espressioni qua e là possono essere affinate ulteriormente, comunque, come detto, l'ho trovato davvero bello e riuscito nella prima parte e nella conclusione. Complimenti.

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Strana è la natura umana

di Martin Sileno

Background di gruppo molto bello, scritto molto bene.

Le reazioni dei personaggi sono verosimili e presentate in maniera efficacie. Molto buone le caratterizzazioni e l'indagine psicologica.

C'è attenzione per i particolari.

Molto belle alcune espressioni/osservazioni che, inframmezzate alla narrazione, rendono vivi i personaggi.

Lo stile è molto buono, la scrittura priva di errori.

Ti segnalo l'uso di un termine che mi sembra non ottimale: "[...] proteggerà con le armi e con i denti le figure che più ama [...]", non mi convince appieno l'uso di "figure" nell'espressione specifica, userei "persone" o varianti simili.

Tra le cose che più ho apprezzato ci sono alcune espressioni,legate allo stato d'animo dei personaggi (es: "Decine di fuochi danzano sospesi nel buio. Immagino che siano torce, ma la loro luce è fredda.").

Forse, come suggeriva Nym Nailo, si potrebbe provare a espandere la parte che vede protagonisti Elber e Bledel.

I quattro

di Iasione

Racconto comico piacevole a leggersi. Spesso sembra di assistere a una di quelle partite di D&D giocate in tono scanzonato.

Buono lo stile.

Forse l'introduzione di una trama più complessa, pur mantenendo il tono comico, avrebbe reso il racconto più interessante.

Lo stesso per qualche elemento particolarmente originale.

Ribadisco comunque che questa storia è carina, anche nella sua trama, al di là del tono comico o meno (ci sono anche delle scene quasi commoventi :)).

Due osservazioni puntuali:

- "[...] che sembrava non avere una meta precisa, almeno così sembrava da lassù", penso dovresti evitare la ripetizione di "sembrava"

- "La domanda aveva lasciato abbastanza interdetti gli avventurieri [...]", "abbastanza interdetti" mi suona proprio male, uno o è interdetto o non lo è. Toglierei "abbastanza" o cambierei termine :)

Diario di Velidan Robish

di Velidan/Eroe Olimpico

Composizione piuttosto breve e lineare.

Dà, per altro, una buona caratterizzazione del personaggio.

La frase conclusiva è molto bella.

Potresti provare a espandere il lavoro, aggiungendo altri eventi salienti, particolari o originali.

Ti segnalo due espressioni che direi errate:

- "[...] il solo camino che strepitava coprendo i lamenti.", "strepitare" non credo sia utilizzabile riferito a un camino ("scoppiettava"?)

- "Dopo poche ore Elizabeth rinvenì [...]", la forma corretta è "rinvenne"

Infine un'espressione che ritengo dovrebbe essere limata:

"[...] deciso a dimostrare di essere capace di valere qualche cosa.", toglierei "di essere capace" o rivedrei la frase, è un po' una ripetizione.

Ryo il Dio

di Odino

Mi è piaciuta l'idea.

I versi credo si potrebbero affinare, le rime talvolta danno un po' l'idea di una filastrocca.

Nella mia ignoranza poetica ti consiglierei di provare a rendere il componimento percorrendo altre forme poetiche, magari più libere. Penso il soggetto possa funzionare e idee ce ne siano diverse interessanti.

La contestualizzazione iniziale mi pare appropriata: introduce il lettore, permettendogli di comprendere ciò che leggerà, senza perdersi in informazioni inutili o anticipazioni eccessive.

Nuovamente a casa

di SteelRage

Bella la meta-riflessione sulla scrittura e, legata ad essa, l'incapacità di usare la sua arte con l'amata, forse proprio perché sentita come inganno perpetrato ai danni del suo pubblico (o almeno, questo ha comunicato a me).

Ben scritto, poetico. Facendo il verso a Kaeel: "affascinante seppur non particolarmente originale". Altra piccola pecca: rischia di diventare un po' pesante essendo pressoché privo di azione, ma è un rischio insito in un racconto di questo tipo. Molte frasi si potrebbero rendere più lineari e il tutto più agile, ma mi sembra che anche ripetizioni e lentezza facciano parte dello stile scelto dall'autore.

Le descrizioni di paesaggi e ambienti sono buone e adeguate a quel che devono comunicare.

Tre annotazioni puntuali su espressioni che non mi hanno convinto appieno:

- "Parole da lui non scritte risuonarono più volte nella sua mente", personalmente troverei più fluido e corretto come significato "Parole non scritte da lui [...]", o si vuole intendere che sono parole sue ma che non ha scritto o altro che non ho colto?

- "Vedeva la sua immagine riflessa sulla metallica superficie del boccale", preferirei un più banale, ma più scorrevole "Vedeva la sua immagine riflessa sulla superficie metallica del boccale"

- "Ma il ricordo della voce che risuonava nei suoi orecchi era ancora vivo.", "orecchi" non lo reggo proprio ^^;;;

Un'ultima curiosità: quali motivazioni ti hanno fatto optare per inserire maiuscoli alcuni termini ("Luna", "Notte", "Natura")? Una sorta di personificazione poetica dell'entità?

Il dolce tocco

di Thorin

Racconto ben scritto. Buone descrizioni, con cura per i dettagli. Emerge il gusto della narrazione e molti passaggi risultano poetici.

Alcune espressioni potrebbero trarre giovamento dall'eliminazione di ridondanze (es: "Ilya le osservava battere debolmente contro il vetro, scendere in piccoli rivoli sopra di esso, disegnare curve che solo la natura avrebbe potuto esprimere nella sua fantasia", personalmente toglierei "sopra di esso" e probabilmente anche "nella sua fantasia").

La situazione narrata non mi dispiace. Mi piace che, in un'ambientazione fantasy, la protagonista sia una "persona comune", una non-eroina, che siano la sua vita di tutti i giorni e il suo rapporto con il padre quelli raccontati.

Penso il problema maggiore sia l'eccessiva prevedibilità della storia. Prevedibilità che fa diminuire l'interesse del lettore per le lunghe descrizioni nella parte centrale del racconto, dato che queste non fanno che confermare le sue intuizioni, senza introdurre alcun elemento esterno o nuovo (pur essendo dei legittimi approfondimenti), niente che faccia balenare la possibilità di sviluppi diversi da quelli previsti.

Le pagine di diario che intervallano la narrazione mi paiono una buona scelta.

Sul finale ho due dubbi:

- Non ho capito a fondo la figura dell'avversario, alla fine non ho colto molto più del suo essere pazzo. Dal significativo spazio che gli viene riservato nella narrazione mi sarei aspettato avesse maggiore rilevanza/spessore.

- L'ultima morte non me l'aspettavo (questa non era prevedibile ;)). Personalmente credo avrei preferito un finale diverso, ma anche in questo c'è una sua poesia.

Accadde a Brad Khmar

di Guderian

Narrazione volutamente enfatica e al limite del surreale, condita da battute della stessa natura: risultato, per quanto mi riguarda, decisamente piacevole. Apprezzabile anche lo sforzo per rendere un modo di esprimersi "antiquato".

Mi sono piaciute molto le descrizioni dell'esibizione del bardo e la narrazione della storia di Abbacchio, davvero ben scritte.

Il finale non è brutto, ma l'ho trovato un po' estemporaneo: avrei forse preferito trapelasse in precedenza qualcosa circa i rapporti tra il racconto del bardo e la vera storia di Abbacchio e/o circa i sentimenti di Abbacchio nei confronti di chi sfruttava la sua storia per trarne guadagno. Magari non ho colto qualcosa e per questo il finale non mi ha convinto appieno.

Carino che Abbacchio intervenga, proprio come all'Accademia nel racconto, cogliendo il ladro con le mani nel sacco.

Errori ortografici e di battitura pressoché assenti, ti segnalo qualche accento e qualche spazio mancante, e un "Brado" per "Bardo".

Storie dell'Accademia di Celestia

di Boromir

Racconto in cui trovo qualità molto positive e alcuni difetti.

Buona la resa dell'ambientazione, ottime la caratterizzazione dei personaggi e la trama.

Bellissime alcune scene, come quella del gruppo di amici sul lago ghiacciato.

La storia mi ha incollato al foglio, desideroso di scoprire come andava a finire.

Dal punto di vista formale ci sono diversi errori ortografici e di battitura e alcune espressioni ridondanti o non perfettamente fluide (es: "Non pensi che i vari Decani e parrucconi vari non abbiano pensato alle consguenze di un tale atto?"). Diverse frasi potrebbero essere rese più concise senza perdere in espressività.

In generale comunque la lettura scorre e, da quello che ho letto, credo l'autore sia perfettamente in grado di correggere gli errori e le imprecisioni effettuando una revisione del racconto.

A mio parere quel che davvero pesa sulla riuscita del componimento è la scelta di un finale a sorpresa che trovo non adatto e, anzi, dannoso per il racconto.

La storia, bella e coinvolgente, viene troncata per un finale che appare arbitrario, slegato dal resto del racconto: non è in alcun modo anticipato da qualche elemento nella narrazione e non apre diverse chiavi di lettura, lascia con un racconto che però, anche nella fantasia, non è reale e, soprattutto, non arriva al suo compimento. Come detto trovo che questo finale non solo non aggiunga nulla al racconto, ma neghi la conclusione della storia a cui il lettore si era appassionato.

Inoltre il modo in cui la narrazione è portata avanti mal si presta a essere intesa come ciò che la rivelazione finale ci dice dovrebbe essere, ne può essere un resoconto.

Ti chiedo scusa per la durezza e ti prego di far presenti le motivazioni per cui hai optato per questa soluzione, e tutti gli elementi che sicuramente mi saranno sfuggiti.

Personalmente ritengo la storia di Thinilor e dei suoi amici potrebbe essere davvero un bellissimo racconto, se portata avanti fino alla sua conclusione (a costo di diventare lunga il doppio ;)), e corretti i piccoli difetti formali. Questo è sicuramente il mio consiglio. Va da sé che hai più che diritto di non trovarci niente di utile :)

Per quanto riguarda l'idea alla base del finale a sorpresa, è lungi dal non piacermi (immagino lo si possa intuire... ;)), ma credo dovresti scrivere un racconto costruito ad hoc sull'idea stessa.

La Piaga dei Morti Viventi

di Catchlion

Personaggi molto ben caratterizzati nella loro presentazione, in particolar modo Kurt, Bolkan e Mokar.

Anche la storia è piacevole a leggersi e lo stile è buono.

Prosegue bene, poi sulla lunga distanza si perde qualcosa: gli eventi e le reazioni dei personaggi appaiono talvolta non del tutto motivati o coerenti, a volte pare addirittura qualcosa venga tralasciato o sottointeso, e in un racconto di questa mole non lo trovo accettabile ;)

Uno dei miei dubbi più sostanziosi: Hertel nell'ultima descrizione in cui lo vediamo è sottomesso al potere di Endalis e pare, per la sua caratterizzazione, più che soddisfatto di questa condizione. Poi si dice solo che "decise di restare coi compagni di quell'impresa straordinaria". Beh, forse due righe in più sui suoi attuali propositi e sulle motivazioni per cui i compagni lo accettano non farebbero male ;)

Il personaggio di Kumban non mi ha convinto affatto: non è verosimile e risulta troppo stupido, i suoi interventi rovinano il tono della narrazione (è l'elemento che meno mi è piaciuto nel racconto).

Potrebbe essere utile ridurre gli eventi narrati, eliminando quelli meno necessari (anche se mi pare di intuire che nel sotterraneo hai già fatto uno sforzo in questo senso ;)).

Diversi passaggi potrebbero trarre giovamento da una narrazione più concisa.

Alla fine dei conti il racconto mi è piaciuto abbastanza. Penso però che potresti ottenere molto di più, date le capacità dimostrate, soprattutto nella prima parte del racconto.

Potresti provare qualche componimento più breve, dedicando massima attenzione a tutta la sua stesura.

Alexandra... le origini

di Aliciotta

Descrizioni curate e approfondite, da cui è evidente il gusto per la narrazione. Le scene narrate sono dipinte davanti agli occhi del lettore. C'è grande attenzione per i dettagli.

Buono lo stile (si veda la grande capacità descrittiva ed evocativa) con, a mio parere, alcune piccole imperfezioni: usi errati di alcuni termini (es: "il sangue rappreso incrostava i copiosi fili d'erba", "copiosi" riferito a "fili d'erba" suona quanto meno strano, voleva essere "il sangue rappreso incrostava, copioso, i fili d'erba"?) e di forme verbali (es: "la paura del nulla impossessava adagio il suo animo", "per poco non scontrò un'altra statua"), la punteggiatura potrebbe essere usata maggiormente, le virgole in particolare. Alcune espressioni mi sembra dovrebbero essere limate (es: "e con la volontà di volerselo strappare", o "ma il nemico era troppo numeroso").

In alcuni passaggi sarebbe possibile rendere la narrazione più concisa senza perdere in espressività e dettaglio, personalmente credo che il risultato ne gioverebbe.

Un'ultima annotazione riguardo il finale: come componimento sarebbe più completo se conoscessimo qualcosa circa le reazioni di Alexandra alla vampirizzazione e alla morte delle sorelle.

Delle reazioni alla vampirizzazione direi quelle immediate, dato che scendere nel dettaglio richiederebbe probabilmente un altro racconto, e comunque il rapporto con il diventare/essere vampira non può che svilupparsi nel tempo (e nel gioco;)) e, in più, è strettamente legato all'evolvere della relazione con Galdan.

La reazione di Alexandra alla morte delle sorelle ritengo dovrebbe venire descritta.

Da valutare se fermarsi al momento del trauma o delineare anche l'Alexandra che emerge da questi eventi: come l'hanno cambiata, quali sono le sue risoluzioni superati (o che le permettono di superare) questi traumi. Personalmente credo che inserire queste descrizioni darebbe ancora maggiore spessore e completezza all'opera, al di là della funzione di background.

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Lilith

di Folken89

A suo modo poetico, soprattutto nel racconto iniziale. Buon approfondimento psicologico del personaggio.

Come background avrebbe aiutato un ruolo più centrale di Lilith nel racconto iniziale. Alcune parti del racconto appaiono non strettamente necessarie, per altro la descrizione iniziale del villaggio è la parte che più ho apprezzato dal punto di vista narrativo.

Buono lo stile, ci sono però alcune frasi che appaiono confuse, altre di cui non si coglie appieno il significato e alcuni errori ortografici e di battitura. Molte frasi potrebbero trarre giovamento da un'ulteriore limatura.

E' il mio stile^_^. Nel racconto ho preferito presentare Lilith più come personaggio secondario che come centrale nonostante essa sia la vera protagonista del BG. Ho preferito mantenere un velato mistero per invogliare il lettore a leggere il resto

Per le frasi troppo corte: Tutti m'hanno detto di farle + corte se vedevi quali frasi facevo prima, ti saresti tagliato le vene per dritto e per storto.

Io ho già dato un'apprezzamento generale alle opere, due opere in particolare m'hanno colpito il racconto di Thorin e il bG Di alexandra, ambe due opere degne di nota, anche il racconto di sherpulus è bello.

Il mio voto l'ho dato a neve, mi ha colpito come poesia anche se anche io la considero leggermente "prosata"

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E' il mio stile^_^. Nel racconto ho preferito presentare Lilith più come personaggio secondario che come centrale nonostante essa sia la vera protagonista del BG. Ho preferito mantenere un velato mistero per invogliare il lettore a leggere il resto

Capisco. La scelta è legittima e mi sembra funzioni abbastanza bene.

Per le frasi troppo corte: Tutti m'hanno detto di farle + corte se vedevi quali frasi facevo prima, ti saresti tagliato le vene per dritto e per storto.

In tutta sincerità: le frasi che ho trovato un po' confuse sono spesso piuttosto lunghette. Forse devi accorciare ancora ;)

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Alexandra... le origini

di Aliciotta

Descrizioni curate e approfondite, da cui è evidente il gusto per la narrazione. Le scene narrate sono dipinte davanti agli occhi del lettore. C'è grande attenzione per i dettagli.

Buono lo stile (si veda la grande capacità descrittiva ed evocativa) con, a mio parere, alcune piccole imperfezioni: usi errati di alcuni termini (es: "il sangue rappreso incrostava i copiosi fili d'erba", "copiosi" riferito a "fili d'erba" suona quanto meno strano, voleva essere "il sangue rappreso incrostava, copioso, i fili d'erba"?) e di forme verbali (es: "la paura del nulla impossessava adagio il suo animo", "per poco non scontrò un'altra statua"), la punteggiatura potrebbe essere usata maggiormente, le virgole in particolare. Alcune espressioni mi sembra dovrebbero essere limate (es: "e con la volontà di volerselo strappare", o "ma il nemico era troppo numeroso").

In alcuni passaggi sarebbe possibile rendere la narrazione più concisa senza perdere in espressività e dettaglio, personalmente credo che il risultato ne gioverebbe.

Un'ultima annotazione riguardo il finale: come componimento sarebbe più completo se conoscessimo qualcosa circa le reazioni di Alexandra alla vampirizzazione e alla morte delle sorelle.

Delle reazioni alla vampirizzazione direi quelle immediate, dato che scendere nel dettaglio richiederebbe probabilmente un altro racconto, e comunque il rapporto con il diventare/essere vampira non può che svilupparsi nel tempo (e nel gioco;)) e, in più, è strettamente legato all'evolvere della relazione con Galdan.

La reazione di Alexandra alla morte delle sorelle ritengo dovrebbe venire descritta.

Da valutare se fermarsi al momento del trauma o delineare anche l'Alexandra che emerge da questi eventi: come l'hanno cambiata, quali sono le sue risoluzioni superati (o che le permettono di superare) questi traumi. Personalmente credo che inserire queste descrizioni darebbe ancora maggiore spessore e completezza all'opera, al di là della funzione di background.

Ringrazio moltissimo chi ha avuto il tempo per leggerlo e commentarlo...

Premetto subito una cosa: questo racconto è stato un vero e proprio "parto" per me, avevo costruito un bg attorno al mio personaggio di dnd (Alexandra) del tutto diverso da questo...iniziando con piccoli frammenti. Quando ho fatto la prima stesura riallacciandomi ai frammenti ne è venuta fuori una cosa oscena e superficiale e per questo sono anche stata bastonata da chi l'ha letto (giustamente... :)).

Per rendere la storia più dettagliata e caratterizzare meglio i personaggi ho dovuto cambiare completamente approccio e "prendendola alla larga" ho affrontato proprio le origini di Alexandra^^

Purtroppo il regolamento del torneo specificava che le storie dovessero essere complete, così ho dovuto "finirlo" come l'avete letto: di per sé il racconto che poi sarebbe un pezzo di Alexandra, è compiuto, mentre il mosaico completo è solo all'inizio... :wink: Dovevo far finire gli eventi accennati ma non potevo far finire la storia...!!!

Da qui esce fuori anche un altro particolare: il mio racconto viene definito come bg anche se per i fini stessi del torneo sarebbe stato più appropriato "racconto fantasy", però effettivamente è un pezzo di bg...Insomma profondo dilemma: bg o racconto fantasy?

Le imperfezioni che mi sono state segnalate mi hanno fatto cadere dalla sedia: io le chiamerei atrocità più che imperfezioni, soprattutto quelle dei verbi...D'OH...non ci ho fatto proprio caso...mi vergogno oltremodo, per favore non pensate che non l'abbia letto, riletto, straletto!!!!!

Cmq ringrazio di nuovo e mi scuso per il post chilometrico^^

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