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[3.5] Personaggi ad archetipi epici


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Queste regole, debitrici dell'idea (ma non delle meccaniche) nei confronti dei destini epici della 4^ (e del loro adattamento alla 3.5), nascono con lo scopo di rendere i personaggi "epici" non nel senso che mazzuolano viulentemente, ma nel senso che incarnano alcune idee da sempre associate a personaggi epici.

Anche perché il manuale dei livelli epici, a riguardo, cade nella gustosa contraddizione di affermare che un personaggio di 21° livello o superiore, Odisseo, non era in grado di battere con la forza un gigante di GS inferiore al 10° (Polifemo, confrontrate dei e semidei); un ladro/guerriero di livello pari o superiore al 21° un gigante di quei livelli, stando alle regole di D&D, dovrebbe mangiarselo a colazione.:lol:

Sono regole fatte per essere usate in una mia campagna dove, sostanzialmente, non usiamo altri manuali che i tre base (con possibile conversione a Pathfinder appena esce) e quelli di Nephandum. Una campagna dove non penso che si arriverà ai livelli epici. Una campagna dove i personaggi sono gestalt in un mondo di gestalt, e ce ne freghiamo abbastanza del bilanciamento (anche perché il più forte per ora sembra essere il barbaro/ranger assolutamente non ottimizzato, ma temibile quando scatena i suoi critici con la falce da guerra in ira o quando fa piovere la raffica di frecce).

E, infine, una campagna in cui introdurrò, ora che ho più tempo (odio le sessioni di esami), regole nuove per divinità ed emissari delle stesse. Questo per creare una mitologia più simile a quella indoeuropea di base che emerge dalla comparazione delle diverse fonti, con lo scopo dichiarato di avere qualcosa che "tocchi" le corde profonde delle conoscenze di base possedute in tale campo dai giocatori (tutti i giocatori più o meno sanno qualcosa di epica greca e nordica, no?).

Comunque, finite le premesse, l'idea sarebbe di far acquisire ai personaggi dei bonus particolari a dei dati livelli. I bonus sarebbero dello stesso tipo per tutti, ma si applicherebbero a cose diverse a seconda dell'archetipo epico in cui il personaggio ricade.

Per cui, per esempio, il pastore delle genti (Rama, Agamennone, Mosè) avrà un bonus a Diplomazia, mentre l'ingannatore (Loki, Odisseo, Ermete) lo avrà a Raggirare. Tanto per far capire cosa intendo.

I bonus si otterrebbero a vari livelli, partendo dall'11° e arrivando sino al 20° (livello a cui, in una campagna priva di livelli epici, il PG raggiunge sostanzialmente il "massimo potenziale" -anche perché dei gestalt epici pesterebbero troppo per essere gestibili, visto oltretutto che sono gestalt modificati*).

Nello specifico, i vari bonus sarebbero:

11° livello: il personaggio riceve un bonus di +2 a due caratteristiche, e un bonus di +4 a tutte le prove di tre Abilità a sua scelta fra le sei collegate al suo archetipo epico.

14° livello: il personaggio riceve un bonus di +2 a due TS, o di +4 a un singolo TS, a seconda del suo archetipo epico. Inoltre, può prendere 10 in ogni situazione alle prove delle Abilità scelte in precedenza.

17° livello: il bonus alle due Abilità aumenta a +8. Inoltre, il personaggio ottiene RI pari a 10 + DV o RD 10/-, a seconda del suo archetipo epico.

20° livello: il bonus ai TS aumenta a +4 o a +6, a seconda che si applichi a uno o due di essi. Inoltre, il bonus alle caratteristiche aumenta a +4 e quello alle Abilità a +12.

Quello che mi servirebbe sapere è se la RD e la RI si bilanciano fra loro come valore. Come ho detto, non mi interessa che queste regole potenzino i personaggi -anche perché visto quel che devono affrontare ci sta, né mi interessa sapere che un +X a una diversa caratteristica ha un peso diverso. Di questo bilanciamento millimetrico ce ne stiamo fregando abbastanza al tavolo, ognuno ha i suoi punti forti e deboli e io come master li sfrutto per "distribuire equità" al tavolo... sì, poi c'è il caso del ladro-assassino/guerriero che ha provato a fare il mortale su un mago senza sapere che era un lich, ma a parte questo sono abbastanza pari come potenza mostrata in gioco.

I diversi archetipi e i relativi bonus sarebbero, ad esempio (devo compilare bene la lista):

- Ingannatore: bonus a Intelligenza e Carisma; Abilità fra cui scegliere Acrobazia, Muoversi Silenziosamente, Nascondersi, Raggirare, Rapidità di Mano e Utilizzare Oggetti Magici; TS Riflessi e Volontà; RI.

- Campione: bonus a Forza e Costituzione; Abilità fra cui scegliere Cavalcare, Conoscenze (nobiltà e regalità), Intimidire, Nuotare, Saltare, Scalare; TS Tempra; RD.

- Viandante: bonus a Destrezza e Saggezza; Abilità fra cui scegliere Cavalcare, Muoversi Silenziosamente, Nascondersi, Nuotare, Scalare, Sopravvivenza; TS Tempra e Riflessi; RD.

In questo modo, anche eroi appartenenti allo stesso archetipo possono differenziarsi fra loro: è un campione sia Achille, iracondo guerriero, sia il nobile Orlando. E si distingueranno perché il privo avrà bonus a Intimidire, Nuotare e Saltare, il secondo a Cavalcare, Conoscenze (nobiltà e regalità) e Saltare.

Che altro dire... aspetto commenti e suggerimenti sul punto che ho sollevato in precedenza. ;-)

* in origine erano solo due PG, ladro/guerriero e barbaro/ranger... e per quanto gestalt le prendevano; poi si è aggiunto il chierico/guerriero, e ora forse anche il ladro/mago, motivo per cui la potenza è aumentata vertiginosamente. Non importa, ci va bene così, le battaglie sono sofferte e nel contempo "grandi", ma troppo potere sarebbe, appunto, di troppo.

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Ti direi di dare un' occhiata a questo articolo ufficiale wizards dove vensono presentati alcuni "Destini Epici" stile 4ed per la 3.5. http://www.wizards.com/default.asp?x=dnd/drfe/20080428

In fondo c'è un capitolo che riadatta questi destini per personaggi tra il 12° e il 20° livello.

Sono abbastanza forti, ma se non altro concedono abilità particolari a seconda del destino scelto, perciò permettono di caratterizzare bene il pg. Così si evita di ridurre tutto ad un semplice accumulari di bonus ad abilità e caratteristiche che è un pò piatto dal punto di vista ruolistico.

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Infatti avevo tenuto conto di quell'articolo, è da lì che sono partito.;-)

Tuttavia, ho preferito la via delle caratteristiche e delle abilità per un altro motivo.

Prendi due eroi epici che ricadono nella stessa categoria: Cu Chulainn e Orlando.

Sono entrambi "campioni".

Ma, mentre il primo sarebbe reso in D&D come un barbaro, il secondo non potrebbe non essere un paladino, visto che tecnicamente è Il Paladino.

Sì, il primo ha degli aspetti da eroe "di classe", e nel Furioso il secondo diventa, appunto, furioso, ma sono aspetti marginali dei personaggi.

Dando capacità unificate per lo stesso archetipo, oltre a dovermi scontrare con difficoltà meccaniche (perché per una decina di archetipi epici la cosa viene mooolto difficile, visto anche che sto cercando d'usare solo quelli riscontrati nell'epica antica di stampo indoeuropeo), avrei reso troppo simili i diversi personaggi.

Voglio dire, anche Gilgamesh tecnicamente è un "viandate", visto che come pastore di popoli si qualifica poco (al limite come montone di popolane). Ma è ben diverso da altri tipi di wanderer.

Inoltre, voglio che questi poteri siano accessori per i personaggi, non il loro "punto forte".

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