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Anteprima Xanathar's Guide to Everything #5 - Il Sommario

Come vi avevamo scritto in questo articolo, il 4 di Novembre la WotC ha in programma di iniziare una due giorni totalmente dedicata all'evento di beneficienza Extra Life. A quanto pare, tuttavia, essa ha deciso di iniziare in anticipo la raccolta fondi e, dunque, già in questi giorni stanno cominciando ad essere sbloccate le anteprime riguardanti il prossimo supplemento per D&D 5e, ovvero Xanathar's Guide to Everything (in questo nostro articolo potrete trovare le informazioni fino ad ora rilasciate su questo manuale), in uscita il 21 Novembre 2017.
In questa nuova anteprima è stata rivelato il Sommario del manuale Xanathar's Guide to Everything. Attraverso questa anteprima, dunque, possiamo dare uno sguardo più generale al contenuto del manuale.
Questo articolo verrà aggiornato non appena la WotC renderà disponibile la versione >PDF dell'anteprima. Nel frattempo, in fondo a questo articolo troverete il Sommario del Manuale fotografato da uno dei designer (cliccate sull'immagine per vedere la foto in risoluzione più alta).
Se, invece, vi siete persi le altre anteprime rilasciate dalla WotC su Xanathar's Guide to Everything, potete controllare qui di seguito:
Incontri Casuali e Tabelle dei Nomi
Eventi della Vita del Personaggio
Lista degli Incantesimi del Mago
Il Dominio della Forgia
 
Ecco la foto del Sommario:

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Sondaggio di Ottobre - Opzioni Immonde

La settimana scorsa la rubrica degli Arcani Rivelati ha presentato una serie di Opzioni Immonde da farvi playtestare: nuove Sottorazze per i Tiefling, modi per personalizzare i culti diabolici e doni demoniaci che PNG corrotti possono ricevere dagli abitanti dell'Abisso.
Ora che avete avuto la possibilità di leggere e di riflettere sulle Sottoclassi Rivisitate rilasciate settimana scorsa, siamo pronti per conoscere la vostra opinione su di esse nel seguente Sondaggio. Il Sondaggio rimarrà aperto per circa tre settimane.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
ARCANI RIVELATI: OPZIONI IMMONDE
SONDAGGIO SULLE OPZIONI IMMONDE
 
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Ecologia dello Sciacalloide

Il comune sciacalloide, come il suo cugino il lupo mannaro, ha una discreta somiglianza con il tradizionale teriantropo. Comunque la sua origine è molto meno tragica di quella dei veri licantropi. Il nome è un’ovvia combinazione delle parole “sciacallo” (un animale spazzino che abita in climi caldi) e “umanoide” (in riferimento alla capacità dello sciacalloide di assumere forma umana). La tipica dieta del Jackalwere consiste in…
– Septimus, Titus G. Magnus, Libro Monstra Fortis: Ventura Publishing, pag 349.
 
INTRODUZIONE
Lo sciacalloide sta al comune bandito e truffatore come il leone sta al gatto domestico: sebbene siano fondamentalmente simili, uno è molto più pericoloso dell’altro. Uno sciacalloide vive affidandosi all’inganno e alla violenza proprio come un brigante, ma il suo obbiettivo ultimo è molto più crudele e sanguinoso: un pasto sostanzioso a base di carne umanoide. Una fame insaziabile caratterizza lo sciacalloide come creatura e la maggior parte delle sue azioni trae origine dal desiderio di trovare nuovi modi per saziare la sua sete di sangue.
Non è raro per uno sciacalloide essere scambiato per un mannaro; eppure non c’è alcuna prova che la natura del primo abbia qualcosa a che fare con la maledizione della licantropia e gli stessi sciacalloidi trovano offensivo il paragone. Inoltre, al contrario dei licantropi, gli sciacalloidi non sono particolarmente influenzati dall’argento; il loro anatema è invece il ferro freddo.  Gli sciacalloidi devono essere quindi classificati come una razza separata di semiumani, piuttosto che sventurati afflitti da una maledizione.
La loro origine è ancora oggetto di dibattito: molti studiosi avanzano la teoria dell’intervento di una forza esterna al nostro mondo, come per gli Gnoll. Altri rifiutano questa idea e sostengono che la nascita degli sciacalloidi sia da ritenere il risultato di un esperimento o di un fenomeno di magia selvaggia che ha fuso lo spirito di uno sciacallo con quello di un uomo.
 
OSSERVAZIONI FISIOLOGICHE
Osservazioni a lungo termine su un singolo sciacalloide rivelano la loro capacità di mutaforma, che conferisce loro grandi doti di elusione e mimetismo modificando il proprio aspetto. Comunque, la loro capacità di comportarsi da umani è spesso limitata e mancano dell’acutezza o complessità tipica di altri mutaforma –come ad esempio i Doppelganger.
Uno sciacalloide ha tre forme: da sciacallo, da umanoide e da ibrido. La sua forma animale è distinguibile da quella degli sciacalli veri e propri solo dal modo in cui si comporta: i veri sciacalli si sottomettono in sua presenza e formano branchi aggressivi sotto la sua guida.
La forma umanoide è, allo stesso modo, fisicamente indistinguibile da quella di un comune umano. Lo sciacalloide è, inoltre, in grado di modificare il proprio aspetto da umano a volontà per confondersi meglio e avvicinarsi indisturbati alla preda. Uno sciacalloide, tuttavia, ha solo un’idea molto vaga di come comportarsi in presenza di altri umani ed è molto difficile per loro restare in una comunità per lunghi periodi senza attirare l’attenzione. La loro natura animalistica impedisce loro di comprendere il concetto di spazio personale e a tavola si nutrono come belve, ignorando qualsiasi forma di educazione. Per questo motivo i bersagli favoriti da uno sciacalloide in forma umana sono viaggiatori ed emarginati, in particolare coloro che dormono all’aperto.
La forma ibrida è l’unica nella quale uno sciacalloide può essere riconosciuto per quello che è davvero, ed è anche quella che assume quando è sotto un effetto che contrasta la sua natura di mutaforma. La testa dello sciacalloide diventa quella di uno sciacallo, e sul corpo cresce un pelo folto, mentre mani e piedi tornano ad assomigliare alle zampe artigliate di un canide. Questa è anche la forma in cui la creatura preferisce combattere contro altri umanoidi, bloccandoli con le zampe e divorandoli vivi con le zanne affilate.

OSSERVAZIONI SOCIALI
Gli sciacalloidi non sono naturalmente portati a mostrare interesse per i membri della loro stessa specie, ma a volte sono state notate forme di affetto tra compagni di nidiata o verso i cuccioli. Per la maggior parte del tempo gli sciacalloidi vivono tra gli sciacalli, usando la loro influenza innaturale per dominarli e trasformarli in predatori temibili. Tuttavia, in tempi di migrazione verso nuove zone o in periodi particolarmente duri, sono stati notati gruppi composti da un numero massimo di dieci sciacalloidi; probabilmente si tratta di unioni temporanee dovute alla necessità di proteggersi a vicenda.
Gli sciacalloidi si riproducono solo in forma di sciacallo e non mostrano interesse se non per questi animali o i propri simili. La prole di due sciacalloidi é sempre della stessa specie del genitore, mentre quelli avuti con uno sciacallo sono per il 70% delle volte semplici animali. Una madre sciacalloide ha una gestazione breve, tipicamente di quattro mesi, e dà alla luce cuccioli identici a piccoli sciacalli. Questi cuccioli crescono con la stessa velocità di quelli di un cane e possono assumere la forma ibrida al termine del primo anno di età; mentre la capacità di assumere la forma umanoide fa la sua comparsa intorno ai tre anni, ovvero quando sono considerati adulti.
Anche se per lo più vivono lontani gli uni dagli altri, gli sciacalloidi non si ignorano del tutto e dalle osservazioni compiute possiamo desumere che ogni sciacalloide e relativo branco di sciacalli facciano parte di una complessa gerarchia dominata dai membri più vecchi e saggi. Quando gli sciacalloidi si riuniscono e agiscono di comune accordo è sempre sotto la pressione o coercizione degli esemplari anziani, che solitamente controllano anche i branchi più numerosi di sciacalli.
 
OSSERVAZIONI COMPORTAMENTALI
Gli sciacalloidi non amano restare troppo a lungo nello stesso luogo e, sempre alla ricerca di sangue fresco, tendono a spostarsi lentamente sul territorio, seguiti dai loro branco di sciacalli quando sono abbastanza carismatici da imporre ad essi queste migrazioni. Una tribù di sciacalloidi copre un’area di caccia grande centinaia di miglia, e la dispersione e il continuo movimento dei singoli individui rende il cercare di trovare dei confini precisi alle loro attività un esercizio futile.
 
 RELAZIONI CON ALTRE SPECIE
Le altre specie sono viste dagli sciacallodi come cibo, ed essi non fanno una vera distinzione tra creature senzienti e non senzienti quando scelgono una vittima. Sono predatori spietati e ogni forma di empatia che non sia per i loro simili è di solito una menzogna; invero gli sciacalloidi sono bugiardi molto esperti e inveterati quando si relazionano con gli umanoidi e, se sono in qualche modo costretti a dire la verità sui propri piani o sulla propria natura, sembrano mostrare fastidio fisico nel farlo.
Una tribù di sciacalloidi può essere convinta a far parte di un piano malvagio o ad arruolarsi in un gruppo armato, se gli si promette la possibilità di uccidere più creature di quanto non potrebbero fare da soli. È comunque importante ricordare che la lealtà di uno sciacalloide è nel migliore dei casi fugace e che il concetto di disciplina gli è praticamente sconosciuto. La loro propensione a portare con sé branchi di sciacalli è un elemento a loro sfavore nell’ottica di un signore del male. In linea di massima, infatti, sono pessimi sottoposti in molte circostanze, salvo quelle più disperate, ed è più probabile che una forza di conquista o un potente li elimini considerandoli più un problema piuttosto che arruolarli.
Cosa non ancora menzionata fino ad ora, lo sciacalloide ha un asso nella manica di considerevole potere, ovvero il suo sguardo ipnotico. Funziona come molti incantesimi di ammalliamento, ma è innato in ogni individuo. Uno sciacalloide in ogni sua forma può usare questa capacità su una creatura non ostile, facendola cadere addormentata in modo da poterla mangiare con più facilità. La maggior parte degli sciacalloidi comunque evita di usare lo sguardo ipnotico, se pensa di potersi divertire di più uccidendo una preda ben sveglia e spaventata.
 
Strumenti per il DM
Lo sciacalloide è una creatura senza troppo retroscena, il che implica che si ha la libertà di modificarla senza troppi problemi. Ciò significa che possono essere organizzati come risulta più coerente con la narrazione e possono avere qualunque origine abbia un senso in relazione alla storia.
Gli sciacalloidi sono ottimi come falsi licantropi: usateli per confondere il party con delle tracce umane che si ALLONTANANO da una sanguinosa scena del crimine per trasformarsi poi in impronte animali, piuttosto che il contrario. Sono anche fantastici nel rendere paranoici gli avventurieri sui morsi, facendoli tremare ogni volta nel timore di aver contratto la licantropia, anche se lo sciacalloide non li può infettare. Infine le loro fauci canine completano il quadro di finto licantropo per ingannare i giocatori.
Combatterli offre una sfida impegnativa perché, anche se sono esseri selvaggi che desiderano solo divorare e uccidere, sono anche sorprendentemente intelligenti e astuti. Non sono semplici animali e organizzeranno imboscate, trappole e inganni in modo da poter addormentare le loro prede con facilità. Se lo sguardo ipnotico fallisce, lo sciacalloide ha di solito un branco di sciacalli a portata di ululato: un gruppo di creature affamate e in grado di collaborare alla pari di lupi o cani. Sono fisicamente simili agli Gnoll, ma anche astuti e ingannatori come possono esserlo i Coboldi.
Se un antagonista ha tra i suoi servitori degli sciacalloidi, questi saranno in genere distruttivi e indisciplinati, propensi ad azioni impetuose. Non essendo abituati a stare assieme per molto tempo i più giovani tra di loro potrebbero anche mettersi a lottare. Possono però essere usati in un più vasto complotto sotto forma di uno strumento impreciso, ma decisamente devastante, utile per spargere panico e terrore.
È anche possibile usare l’archetipo “–oide” in congiunzione con altri animali per creare altri esseri in grado di assumere aspetto umano. Per mostri più subdoli si può pensare al serpentoide e all’aracnoide, mentre per nemici più aggressivi ci potrebbero essere tigroidi e lupoidi, oppure un peculiare elefantoide! Comunque si tratterebbe di scelte un po’ bizzarre e fuori dagli schemi classici, da usare con cautela per non stranire troppo i giocatori.
 
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L'ora della discordia

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Godric il Paladino

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Quante cose si possono fare in 60 minuti?Bè direi molte. Si può giocare a calcetto con gli amici, o giocare alla Play Station, pranzare, leggere, scrivere, imparare la cultura e la religione islamica...e tante altre cose.

La risoluzione allo spinoso problema dell'integrazione si risolve anche insegnando a scuola la religione islamica. O questa è l'idea che hanno ai piani alti.

Molteplici dubbi annidano la mia mente.

Premetto che a me affascina molto la cultura islamica. Ha i suoi lati che non mi piacciono ma è soggettivo.

Un popolo storicamente fiero, grandi scienziati, filosofi, guerrieri, letterati e artisti

Oggi più che altro invasori, criminali, terroristi, intolleranti.

Fare in modo che due popoli con usi, costumi, religione completamente diversi convivano non è facile, non lo è mai stato, nessuno vuole rinunciare al proprio retaggio culturale.

Quello dell'integrazione è un problema storico. Ma parlando di Islam, la Storia ha dimostrato che in molti casi quando i seguaci di Maometto sottomettevano le popolazioni cristiane più che altro iberiche lasciavano amplissima libertà di culto, anche libertà di studio e lascivano quasi intatte le strutture amministrative. Cosa che i Cristiani non erano molto avvezzi a fare, le Crociate ad esempio sono stati quasi 2 secoli di crudeltà.

Le cose oggi sono diverse, non voglio dire che è il contrario, ma il tempo ha cambiato molte cose.

Ma concentriamoci sull'Italia, il problema è evidente e ognuno propone soluzioni diverse.

E' stata avanzata l'idea delle classi per soli stranieri, ad esempio, o se concedere o no il voto agli immigrati (e questo non vale solo per i musulmani) e per ultimo l'ora di religione islamica a scuola.

Di fondo a tutto, diciamolo chiaramente, c'è la paura. E' la paura che smuove i cuori e causa manifestazioni negative. Si sentono attentati di musulmani kamikaze ai nostri soldati nelle zone di guerra, o quelli che si fanno esplodere qua, violenze e stupri compiuti da questi stranieri ecc.

Ovvio che si ha paura ed è ovvio che si vuole sicurezza, e via con le ronde, con le leggi sul reato di clandestinità ecc.

Questa ora di religione per me è abbastanza insulsa, non risolve affatto il problema, neanche lontanamente e i motivi sono tanti.

1)La prima obiezione è di tipo sensoriale, a me questa ora sa tanto di "conosci il nemico". A pelle. Sbaglierò...

2)Non è assolutamente agli studenti che bisogna insegnarla, o meglio NON SOLO ma anche agli adulti, perchè manifestazioni di intolleranza verso anche stranieri integrati e per bene è frutto di ignoranza.

3)E' discriminatorio e irrispettoso verso le altre religioni, visto che allora bisognerebbe istruire i bambini con un'ora di Cristianesimo Ortodosso, Buddismo, Induismo, Scintoismo, Protenstantesimo e via discorrendo

4)la materia è facoltativa e indirizzata a studenti sia islamici e cristiani ora:

4a)diciamoci la verità:quanti cristiani la frequenteranno?La mia personale esperienza vuole molti studenti italiani disertano l'ora di religione classica...pensate l'ora di religione islamica...

4b)Quali docenti la insegneranno?se docenti italiani c'è il rischio che un genitore islamico possa pensare che si stia indottrinando il figlio a una visione islamica deviata dallo Stato. Se invece anche l'insegnate è islamico, bè ci sono già le scuole coraniche, a che serve?sarebbero soldi spesi quasi inutilmente.

Non sono contro all'apprendimento della cultura islamica, ma non è questo il modo, e non si risolve così l'integrazione. Io penso sia meglio tipo farlo durante le ora di Storia, dove appena si arrivare alla formazione dell'Islam fare una o più lezioni su esso. Mia ipotesi personale e ampliamente opinabile.

Ma soprattutto il target è sbagliato, o come dicevo prima, MOLTO INCOMPLETO.

Ok magari le generazioni future sapranno comportarsi a modo una volta appresa la cultura, ma l'apprendimento serve ora e a tutti.

Proviamo a chiederci cosa sappiamo dell'Islam noi. Un italiano medio cosa sa dell'islam?

Forse che uccidono le donne adultere, che fanno mettere alle donne il burqa, che si fanno esplodere, ie altri nsegnamenti della cronaca. Cose vere, ma l'Islam è una nazione immensa con migliaia di sfaccettature ed è inutile dire che ci sono musulmani e musulmani.

L'integrazione passa prima di tutto dalla conoscenza, e non una conoscenza del tipo "conosci il nemico" per sopraffarlo, ma conosci l'altro per capirlo, e possibilmente accettarlo.

Se non si ha conoscenza si è preda della propaganda che pensa per te e ti fa agire in maniera predeterminata.

Non sono uno statista ne un politico, non sono così arrogante da dare una soluzione a un problema storico, però è facile (sulla carta) indicare il punto di partenza. Conoscere. Vale per noi e per loro, anche loro non ci conoscono.

L'incontro tra due culture è sempre traumatico all'inizio, ma ci sono paesi dove questa unione ha fatto la forza.

In un'ora si può veramente imparare tanto, basta usarla con criterio.

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26 Commenti




Commento consigliato

Eh, vabbé, allora dillo che vuoi provocarmi. :-p

Ti faccio notare un errore che hai fatto: Islam come nazione. L'Islam non è una nazione; la Giordania, il Marocco o l'Egitto sono nazioni. Immagino sia una svista. :-)

Sui contenuti torno dopo, se vuoi.

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Alcune correzioni (in ordine di lettura degli "errori"):

- Beh, si scrive con l'acca e non con l'accento.

- In un elenco separato da virgole non si usa la "o" di congiunzione. A limite, ma si appesantisce la frase, si usano solo quelle.

- In quel contesto "a me" credo sia meglio trasformato in un semplice "mi".

- Ometterei il "suoi" nella frase successiva, appesantisce e basta. La frase in sé, comunque, non aggiunge un granché al resto del contesto.

- Meglio se sto zitto sui contenuti

- Ho la profonda impressione che tu debba rivedere l'intera punteggiatura di questo paragrafo. Tengo inoltre a farti notare che c'è un refuso.

Quello dell'integrazione è un problema storico. Ma parlando di Islam, la Storia ha dimostrato che in molti casi quando i seguaci di Maometto sottomettevano le popolazioni cristiane più che altro iberiche lasciavano amplissima libertà di culto, anche libertà di studio e lascivano quasi intatte le strutture amministrative. Cosa che i Cristiani non erano molto avvezzi a fare, le Crociate ad esempio sono stati quasi 2 secoli di crudeltà.
- Spesso (e mi spiace farti questo appunto perché borderline tra il lato "tecnico" e quello contenutistico) mi pare tu ricorra a frasi riempitivo che non fanno altro che aggiungere caratteri privi di contenuto. Questo, secondo me, è dovuto al fatto che "lanci" il sasso di un argomento, ma poi non sviluppi. O quanto meno, se lo fai, stacchi la frase dal paragrafo in cui esponi più articolatamente le tue opinioni rendendola, di fatto, una frase scollegata dal contesto.

- L'invito a limitare l'uso del che "infettivo" non vuol dire che devi escludere la parola totalmente dal pezzo. In un paio di frasi mi pare tu lo abbia omesso quando era invece necessario.

- Si è contro qualcosa, non contro A qualcosa.

- Il continuo rimarcare che la tua è solo un opinione personale, non solo fa pensare che tutto sommato tu sia in "mala fede" e tale opinione tu la voglia imporre, ma appesantisce (un'altra volta) il pezzo. È un articolo che scrivi tu, si sa che (ove non diversamente specificando le fonti) è farina del tuo sacco e idee tue.

- AmpLiamente non esiste

- Ti consiglio di rileggere sempre un testo prima di postarlo (o subito dopo averlo postato). Si evitano tanti refusi o errori di battitura che dir si voglia.

- Il né come negazione vuole l'accento.

Mi permetto un caustico commento che ti prego di prendere con la debita ironia: in un'ora si può imparare anche a scrivere un po' meglio... ;-)

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@ Jade: si certo lo so benissimo, volevo racchiudere il concetto di "tutti gli stati di religione islamica" nella dicitura nazione islamica. Ma meglio non farlo.

@piri. Porc! pensavo di essere andato meglio e invece... cmq so benissimo che ampliamente non esiste e che il nè vuole l'accento.

Il resto provvederò. Certo che mi fai notare errori o inesattezze che nemmeno i prof di italiano che ho avuto mi fanno notare, riusciresti a trovare errori anche nei Promessi Sposi. Non capisco cosa aspetti Dusdan a nominarti Cavaliere della Pigna.:-D

E sentiti libero di esprimerti sui contenuti, non voglio che si dica che scrivo senza un contradditorio. Basta farlo con modi e toni giusti.;-)

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Cavaliere della Pigna non posso esserlo, una volta ho perso un'acca per strada pure io e ho sbagliato un condizionale.

Quella carriera ormai mi è preclusa. :-)

Però son particolarmente attento proprio perché l'hai chiesto tu, manifestando, per altro, la velleità di fare il giornalista.

Sui contenuti non mi esprimo perché, sebbene sia convinto che riusciremmo a mantenere entrambi sia modi che toni, credo fermamente che su alcuni punti il mio non esprimermi sia l'unico modo per evitare uno scontro.

Magari, sui prossimi argomenti, riuscirò ad esprimermi in un campo meno minato di questo. :-D

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Piri è già passato, di lavoro me ne ha lasciato ben poco. :-D

Solo un paio di precisazioni:

- PlayStation si scrive tutto attaccato;

- Nella frase "Le cose oggi sono diverse, non voglio dire che è il contrario, ma il tempo ha cambiato molte cose" ci starebbe meglio un "non voglio dire che sia il contrario", ed il termine "cose" è ridondante;

- Con Alt+200 (È ) risolvi diversi problemi ;-) .

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Godric, non voglio sembrare saccente, ma hai davvero bisogno di leggere libri su come si scrive.

Ti consigliavo Severgnini per imparare ad evitare errori di grammatica, ma mi accorgo con questo secondo articolo che i problemi più grossi li hai in fase di costruzione dell'articolo.

Cercherò di non ripetere quanto sottolineato da piri, ma di farti altre critiche costruttive.

1) Ripetere che è un'opinione personale è una cosa che non si fa. Mai. É una delle prime regole che insegnano nello scrivere saggi e articoli.

Se scrivi articoli informativi, allora DEVI essere oggettivo. Se scrivi editoriali, rubriche o articoli di opinione, la gente SA che sta leggendo la tua opinione; non devi ricordarglielo.

Il contesto specifico è un blog intitolato "Secondo me". Nessuno si aspetta sterili informazioni obiettive.

Analogamente per espressioni quali "diciamolo chiaramente", "intendo dire" etc. Non sottolineare, non ripetere concetti. Se non hanno capito, rileggono la frase. Il 90% dei lettori avrà capito, e si scoccerà se lo ripeti.

2)hai grossi problemi di punteggiatura: non la usi in modo efficace.

Guarda questo passaggio:

Ma concentriamoci sull'Italia, il problema è evidente e ognuno propone soluzioni diverse.

E' stata avanzata l'idea delle classi per soli stranieri, ad esempio, o se concedere o no il voto agli immigrati (e questo non vale solo per i musulmani) e per ultimo l'ora di religione islamica a scuola.

e ora guarda, agendo solo sulla punteggiatura.

Ma concentriamoci sull'Italia. Il problema è evidente e ognuno propone soluzioni diverse: è stata avanzata l'idea delle classi per soli stranieri, ad esempio; se concedere o no il voto agli immigrati (e questo non vale solo per i musulmani); per ultimo l'ora di religione islamica a scuola.

Il primo periodo è strettamente legato al secondo, lo introduce: eppure lo separi da un punto e a capo. Esplicita questo legame, dando un senso di consequenzialità con i due punti.

La lista che segue è composto di voci lunghe, una addirittura con una grossa parentesi: separarne gli elementi solo con la virgola dà una sensazione di "fiato sospeso". Usando il punto e virgola crei una pausa maggiore senza interromperne il carattere elencativo.

Inoltre, se inizi l'elenco con "ognuno propone", la prima voce non richiede "è stata avanzata". É un'altra ripetizione.

3)"la risoluzione allo spinoso problema dell'integrazione si risolve".

La risoluzione non si risolve. Risoluzione e risolvere sono in pratica la stessa parola, è come dire "ho colpito un colpo".

La risoluzione si trova, o il problema si risolve.

Inoltre credo che in questo specifico caso risoluzione non voglia un complemento di fine (allo spinoso[...]) bensì di specificazione (dello spinoso[...]). Non introduci la soluzione, bensì specifichi il problema.

4) in generale la costruzione dell'articolo è traballante: passi di palo in frasca, non concludi gli argomenti, viri bruscamente anzichè scivolare nell'argomento dopo. Questo, unito al fatto che separi i diversi periodi con una riga vuota, dà una grossa sensazione di frammentarietà.

Non conto neanche i vari refusi, Islam che diventa maiuscolo o minuscolo un paio di volte, parole attaccate alla punteggiatura che le precede, errori di ortografia.

Ti do un ottimo CONSIGLIO: Una volta che sei sicuro della forma dell'articolo, dai un'ultima rilettura al contrario, dall'ultima parola alla prima. In questo modo non leggerai il corpo unico che hai avuto in mente mentre scrivevi, bensì una serie disordinata di vocaboli: non ti sfuggirà neanche un errore di ortografia, poichè ti concentrerai solo sulle singole parole e non sull'insieme.

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Porc!che bordata!bè certo che l'inizio è davvero in salita.

Terrò a fianco i vostri consigli durante la stesura del prossimo articolo nella speranza di aver imparato qualcosa dagli errori.

Grazie Airon.

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Per adesso la cosa mi mette abbastanza in soggezione, dopo queste cannonate :lol:

Per uno che ha sempre odiato farsi correggere (odio il saccentonismo, e reagivo male anche se so che si è in buona fede)

è un grossissimo sforzo di volontà credetemi.

Non è comunque il vostro caso, ve l'ho chiesto io e vi ho chiesto di non avere pietà.

Ma ricordate che sono agli inizi eh...:-D

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Dopo queste cannonate devi stare parecchio attento se non vuoi prenderne altre.

Il giorno che capisci che non sei infallibile, fai un grosso passo verso la maturità.

Apprezzo molto il tuo esserti messo in gioco con questo blog. Davvero.

Inutile dire che anche io sposo la tesi di Aerys. Magari riesci a scrivere un articolo tale da costringermi a parlare dei contenuti, invece che della forma... ;-)

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Scusate mi sarò espresso male.

Non ho mai detto di essere infallibile, e me ne guarderei bene, a giudicare da questi scritti. Si evince che sono assai lontano dall'infallibilità.

Volevo solo rendervi partecipi della mia difficoltà, cioè di uno che per carattere è contrario a essere corretto, ma che adesso è alla gogna pubblica.

Scelta della quale non mi pento perchè sono sicuro che mi servirà. Ma capite che non è facile.

Spero soltanto, so che non è il caso, ma lo dico lo stesso, che ci sia un vero sentimento di aiuto e appoggio, che mi spinga anche a continuare. Apprezzo la precisione delle correzioni e le spiegazioni molto chiare, ma se il sentimento è correggere perchè vi diverte farlo, per un fine denigratorio (come si è visto in passato) grazie ma non ne ho bisogno.

Ecco questo volevo dirlo, ma sono sicuro che non è il vostro caso.

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Non credo che ti debba interessare il fine della correzione, ma la sostanza. Se commetto un errore preferisco che qualcuno me lo faccia notare insultandomi piuttosto che stia zitto per quieto vivere.

Se speri che la gente ti corregga perche` ha a cuore la tua crescita intellettuale sei, perdonami, un illuso. Certo, qualcuno lo fara`, ma non puoi certo pretendere che quella sia la norma, e per come la vedo io non ti dovrebbe fare alcuna differenza.

Ho imparato molto di piu` da professori arroganti e antipatici che mi trattavano a pesci in faccia piuttosto che da quelli che facevano tanto i simpatici. La vita e` dura, Godric, fattene una ragione.

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Bè io penso che si corregge senza insultare, ne si giova in 2.

Immagino che tutto sommato tu abbia ragione.

Comunque sia, che la vita sia dura, lo so, il fatto che non smetta di credere nella solidarietà umana non implica che la mia sia una vita facile. E non lo è.

Non diamo adito a polemiche. Siamo qui per altro.

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In realtà (almeno da parte mia) le correzioni passate non nascevano dalla voglia di rompere le palle a quattro ragazzini ignoranti, bensì dal fastidio derivante da leggere testi che rappresentano il massacro della mia Lingua Madre, nonché dall'amore per la precisione. :think:

Detto questo, se il tuo intento è scrivere per guadagnarti da vivere, penso tu debba effettivamente sorvolare sulle motivazioni di chi ti corregge: vuoi essere un professionista della scrittura? Ti tocca un'immersione nella pignoleria, e anzi ti tocca diventare un pignolo. Sul serio.

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Difatti sto cercando di diventare pignolo di me stesso. E si, in effetti le motivazioni sono secondarie.

Mi piaceva solo pensare che un intento solidale sarebbe stata una spinta in più.

Mi accontenterò.

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Il fatto che ti si stia correggendo, per come la vedo io, è già indice di un intento, da parte nostra, di farti migliorare.

C'è chi lo fa, forse, per puro spirito di pignoleria, chi per amore della propria Lingua Madre, chi perché, sotto sotto, magari sarebbe felice di vederti scrivere un po' meglio.

Fatto sta che a prescindere da ciò che ci muove, dove possiamo, correggiamo.

A noi ce ne vien poco in tasca. La soddisfazione di sfottere qualcuno, ti posso assicurare, è minima e temporanea (e giusto per precisazione che non vorrei mai essere frainteso, non è certo il mio caso).

Per altro mi pare che finora non vi siano state critiche fini a sé stesse, ma tutte piuttosto costruttive.

Quanto meno le mie hanno quell'intento.

Avremmo tutti potuto bellamente ignorare la tua richiesta e farti arrivare la doccia fredda direttamente dal redattore di qualsivoglia testata tu avessi proposto il tuo articolo.

Perdonami se te lo faccio notare, ma finché in un articolo quello che maggiormente mi colpisce è la forma poco curata e non i suoi contenuti, vuol dire che chi l'ha scritto probabilmente ha poco da dire...o non lo sa dire in modo convincente.

...e per uno che vorrebbe fare della scrittura la propria professione, mi pare un bel problema.

Mi permetto una battuta sull'altro argomento sfiorato: "Politically correct", mi duole dirtelo, è un modo esotico di chiamare l'ipocrisia finalizzata al quieto vivere. E con "solidarietà" o "non offesa" non ha NIENTE a che vedere.

Come Dusdan, preferisco una persona arrogante, ma schietta, ad un ammantatore di folle, ma fasullo.

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Convengo.

E visto che le mie paure sono infondate, mi propongo, con Italico Ardore, al grido di "Avanti Savoia", di continuare questa avventura, articolo dopo articolo, trincea dopo trincea, per arrivare a un livello tale da poter pensare seriamente a una carriera di questo tipo.:-)

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Io correggo (te e chiunque me lo chieda) perchè ritengo che sia un piacere leggere un pezzo scritto bene, indipendentemente da ciò di cui parla; inoltre, amo il dibattito e la discussione ragionata, e queste attività hanno come condizione necessaria - benchè non sufficiente - il saper comunicare. Una forma traballante impedisce una comprensione esatta del testo.

la penso allo stesso modo nella scelta del partner: non

sarebbe l'ideale se tutti se ne fregassero dell'aspetto, e giudicassero solo in base al carattere

bensì

sarebbe l'ideale se fossero tutti bellissimi, e giudicassero solo in base al carattere

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