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Imparate a conoscere lo Sciame Golgari!

Articolo di J.R. Zambrano del 03 Dicembre 2018
Da non essere confuso con l'altro Cuore dello Sciame, lo Sciame Golgari è una gilda di Druidi che vivono in un mondo invaso dalla civilizzazione. Ma laddove la città cresce (e ricordate, questa è una metropoli con diecimila anni sulle spalle), prima o poi ciò che è vecchio inizia a cadere preda del decadimento. Ci sono strati e strati di strade da esplorare. Fognature. Città sotterranee. Cripte. Il Conclave Simic e i loro Zonot non sono gli unici che raccolgono i detriti dalle profondità della terra. Perché ovunque la civiltà si trasforma in decadimento, i Golgari governano.

Immaginatevi un gruppo di Druidi che, dopo essere venuti in contatto con la Necromanzia, l'abbiano trovata uno strumento adatto ai propri scopi - perché i Golgari non abbracciano solo la vita e la morte, ma anche la non morte. Questi tre stadi sono messi in collegamento da un vero e proprio ciclo: i vivi crescono, ma vengono presto "rivendicati" e ricostruiti da ciò che viene dopo. E per i Golgari, questo ciclo naturale è presente persino nei confini della civiltà.
Sono una Gilda veramente interessante: come ogni altra fazione che trovate su Ravnica, potete facilmente vederli come eroi, alleati, nemici o pericoli. I loro ideali sono talmente ampi da poter comprendere qualunque cosa: dalla protezione e la preservazione della vita/della non morte, fino al colpire certe parti della civiltà per assicurarsi che crollino.

E questo grande numero di credenze è chiaramente visibile nelle opzioni a disposizione del DM e dei giocatori. Per quanto riguarda questi ultimi troviamo una nuova sottoclasse: il Druido del Circolo delle Spore. Questi Druidi vedono un fondo di bellezza nella decomposizione del mondo naturale e si trovano a proprio agio con funghi e muffe, che vedono come gli esseri in gradi di trasformare la morte nella vita grazie alla loro strana alchimia. La morte non è la fine della vita, ma nient'altro che uno stadio di un lungo viaggio senza fine.

Di conseguenza li vedremo lavorare con i non morti: li vedono come una parte del ciclo, compagni sia della vita che della morte, utili nella loro transitorietà; l'unico vero male sarebbe, appunto, far "ristagnare" questa fase, sostituendo interamente la vita con la non morte o provando comunque a distruggere altri stadi. E, per via della loro adorazione per i funghi, i Druidi del Circolo delle Spore diventano ospiti per colonie simbiotiche di spore necrotiche, che li aiutano ad infliggere danni attorno a loro, trasformandoli in veri e propri mostri da mischia e permettendo loro di controllare il campo di battaglia utilizzando le proprie tossine.
I non druidi all'interno dello Sciame Golgari potrebbero essere Agenti Golgari, parte del complesso organismo sciamante ed in costante espansione che è lo Sciame Golgari. Questi agenti conoscono le vie nascoste del sottosuolo, che permettono loro di attraversare la città e di superare gli ostacoli del mondo di superficie. Possono muoversi velocemente verso ogni altro posto di Ravnica in una sorta di grottesca carovana. Come ogni altra Gilda che si rispetti, i Golgari hanno i loro ranghi (guardate questo articolo per ulteriori informazioni su questo innovativo sistema) che riflettono la natura dello Sciame. Gli ordini vengono assegnati agli agenti, o "reclamatori", come un unico collettivo. Almeno finché un giocatore non guadagna maggior fama, diventando un agente speciale o guadagnandosi il diritto di chiedere aiuti da parte di alcuni mostri o altri inquietanti alleati.

Parlando di alleati mostruosi - i Golgari hanno tra le proprie fila un gran numero di mostri. Che siano fungoidi o di natura più simile a quella degli insetti o degli aracnidi, o persino vari generi di non morti, possono tutti essere trovati a lavorare assieme nello Sciame. Assieme alle nuove creature introdotte ci sono gli Orrori in Picchiata, delle terrificanti aberrazioni in grado di paralizzare i nemici prima di portarli via per divorarli, i Kraul dall'aspetto di insetti, e vari tipi di sciamani Golgari.

Ma di certo il più potente dei Golgari è il loro leader, il lich e necromante elfico Jarad Vod Savo, che vi presentiamo di seguito.

Potete vedere quanto questo lich sia potente - non solo ha una buona lista di incantesimi, ma ha anche degli attacchi in mischia veramente devastanti, che può combinare con incantesimi da 1 azione se lo desidera, davvero fenomenale. Questo significa che Jarad preferisce ingaggiare un singolo nemico che possa isolare dal gruppo, oppure usare dei non morti sotto al suo controllo unendoli ad abilità come Nube Mortale per massimizzare il loro potenziale.
In ogni caso, i Golgari sono una fazione fantastica, una delle tante che troverete ad attendervi nella Guildmaster's Guide To Ravnica.
Come sempre, Buone Avventure!
Link all'articolo originale: http://www.belloflostsouls.net/2018/12/dd-get-to-know-the-golgari-swarm.html
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Magia in Cucina

Articolo di J.R. Zambrano del 28 Dicembre 2018
Mangiare mentre si è all’avventura non è mai stato così semplice. Siete intrappolati centinaia di metri sottoterra in un complesso labirintico pieno di trappole, tesori e mostri? Non abbiate paura, questi cinque incantesimi vi aiuteranno a preparare un pasto sontuoso fatto in casa. Tutto ciò che serve è un po’ di acido, del calore e, beh, sapete il resto.
Ogni cuoco sa che il successo di una ricetta dipende sia dal modo in cui si sta cucinando, che da ciò che si sta cucinando. E tutto ciò che dovete fare è padroneggiare quattro elementi per diventare maestri della cucina. Dunque buttate via quelle vecchie razioni che siete soliti divorare per soddisfare la vostra fame. Vi meritate qualcosa che valga più di 5 mo ogni dieci giorni; sì, è vero, contengono tutto ciò di cui avete bisogno per sopravvivere, ma siamo onesti, non vi state godendo davvero alcun sapore. Dopo tutto, siete degli avventurieri che sono in giro ad esplorare il mondo, scavando in profondità e avidamente in zone ricche di tesori ed incontri.

Le vostre papille gustative non dovrebbero forse vivere la stessa esperienza? Non perdetevi un’avventura culinaria solamente perché il gruppo non vuole fermarsi per alcuni giorni. Siete in viaggio? Eccovi una comoda guida per utilizzare questi potenti incantesimi in modo da preparare qualche pasto magico!
Palla di fuoco

Iniziamo con un classico. Un classico che dovrebbe trovarsi nel repertorio dei trucchi di ogni gruppo di avventurieri (e se così non fosse, dovreste provare a procurarvene una pergamena oppure una bacchetta non appena vi sarà possibile). Si tratta di un modo rapido e facile per cucinare i vostri pasti, anche se è il caso che abbiate delle spezie a portata di mano per aiutare davvero ad esaltare il sapore. Si tratta di un forte calore che cucina in breve tempo, per cui vorrete sicuramente cercare di ottenere un’esplosione di sapore. Vi consigliamo di utilizzare un sacchetto dei condimenti come reagente e, per ottenere i migliori risultati, di lanciare Unto sul vostro bersaglio un turno prima, dopo di che fate lanciare le spezie ad un vostro compagno ed ecco fatto! 8d6 punti di sapori ben esaltati (o più, se potete lanciare incantesimi di alto livello)!
Sfera infuocata

Ovviamente agire in modo rapido e poco pulito non è sempre la strada migliore da seguire. Qualsiasi cuoco sa che il segreto che si cela dietro un sapore delizioso (e un chili perfetto) è tenere la fiamma bassa e lenta. Sfera Infuocata è bassa e lenta quanto basta, infliggendo solamente 2d6 punti di saporita bontà ogni round al misero costo di un semplice slot di 2° livello. Sia che stiate preparando del chili per una sola persona che uno stufato per deliziare tutto il vostro accampamento, Sfera Infuocata fa ciò di cui avete bisogno. Tutto ciò che richiede è un po’ di pazienza, concentrazione e abbastanza cumino per dare sapore.
Colpo infuocato

Qualsiasi bravo cuoco sa che bisogna cambiare l'approccio ogni tanto. E invocando una colonna di fuoco che cala rombando dall’alto dei cieli a fornire sia un elevato calore che un ardore radioso persistente, l’umile Colpo Infuocato è un modo fantastico per produrre un piatto dal gusto semplice e (letteralmente) divino. Consigliamo caldamente di provvedere a marinare oppure ad intenerire il cibo con una mazza pesante prima della cattura per ottenere i migliori risultati. Oppure se volete davvero qualcosa di esotico, perché non aggiungere prima al tutto un piccolo incantesimo di resistenza al fuoco e lasciare che i 4d6 punti di delizia radiosa provvedano a gran parte della cottura per un pasto che è davvero paradisiaco, ma che non brucerà il vostro palato.
Tempesta di fuoco

Per coloro tra voi che sono un po’ più ambiziosi, che vogliono provare a mangiare cibi che sono sia caldi che freddi, Tempesta di Fuoco è una manna. Non solo vi permette di cucinare perfettamente qualsiasi cosa troviate là fuori con un totale iniziale di 7d10 punti di sapore, potete anche assicurarvi che ad essere cucinato sia esattamente ciò di cui avete bisogno, questo perché questo fantastico strumento di cottura vi consente di scegliere cosa cuocere e cosa non cuocere. Esatto. Con Tempesta di Fuoco potete predisporre la carne e le verdure, e potete scegliere di non sfiammare affatto queste ultime. Volete una deliziosa e rinfrescante insalata servita insieme ad un pasto appena cucinato? Non c’è bisogno di separarle, semplicemente infliggete direttamente 7d10 punti di danno alla carne e lasciate indisturbati i vegetali. E con fino a 3 metri cubi, potete preparare un pasto degno di un re in brevissimo tempo!
Barriera di lame

Parliamo ora della preparazione. Siete avventurieri occupati. Non avete il tempo di preparare i pasti ogni volta, questo probabilmente è il motivo per il quale continuate a mangiare le razioni. Ma con Barriera di Lame c’è un turbinante campo di lame magiche che sono in grado di tagliare tutto. Preparano 6d10 punti di cibo ogni round e l’incantesimo dura 10 minuti, dunque non c’è alcun pasto di partenza troppo grande che non finirà per essere decisamente troppo piccolo nel momento in cui avrete finito. A prescindere dal fatto che abbiate bisogno di qualcosa a cubetti oppure in purea, questo incantesimo fa per voi.
Freccia acida di Melf

Talvolta, invece, non vorrete rovinare il cibo che state cucinando con il calore. In quei momenti avete bisogno che il sapore sia puro e intenso. Dunque perché non mostrare quanto sapete essere fantasiosi facendo un po’ di cucina in stile ceviche? Fate cuocere il cibo con l’acido. Questo è l’incantesimo perfetto da utilizzare quando combattete contro dei sahuagin o dei kuo-toa. Consigliamo di prendere del succo di limone, e di rintracciare un gruppo di Mind Flayer e i Chuul al loro servizio. La consistenza magari non vi piacerà troppo fin dall'inizio e si tratta sicuramente di un gusto acquisito, ma presto lo apprezzerete anche voi.
Dunque fatevi una buona mangiata e non dimenticatevi di assicurarvi che il vostro cibo non abbia rigenerazione!
Avete un consiglio di cucina da condividere? Ci siamo persi qualche incantesimo? Condividete i vostri migliori incontri culinari nei commenti!
Link all’articolo originale: http://www.belloflostsouls.net/2018/12/dd-preparing-a-holiday-meal-on-an-adventure-is-easy-with-one-of-these-spells.html
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L'Evoluzione di Basic D&D

Articolo di Jason Vey del 21 Dicembre 2018
Dire che Dungeons & Dragon abbia avuto varie iterazioni, forme ed incarnazioni nel corso degli anni è un eufemismo. Uno dei primi grandi scismi del gioco ebbe luogo nei primi anni del gioco, quando la versione originale si evolse in Advanced Dungeons & Dragons.
Ammetto che mi sono perfettamente chiari tutti i dettagli specifici dietro questa evoluzione; è possibile che la TSR intendesse originariamente continuare a pubblicare OD&D assieme ad AD&D (altrimenti la necessità di chiarire che questo nuovo gioco fosse "Advanced" sembra superflua) o che volesse semplicemente essere un cambio di marchio. A prescindere da questo fu intorno a quel periodo che decisero anche che sarebbe stata una buona idea offrire una versione "Basic", per introdurre i nuovi giocatori al gioco.
Ed ecco entrare in scena Eric Holmes e avere inizio quella che sarebbe stata la prima "Guerra di Edizioni" nella storia del gioco. Queste guerre continuano a tutt'oggi tra i fan del gioco, molti dei quali sono rapidi (e brutali) nel considerare di bassa lega le varie versioni di BD&D. Molti giocatori considerano le varie versioni Basic del gioco come pensate per bambini, con contenuti puerili e varie altre considerazioni di valore che nascondono solo insulti.
Trovo questi insulti superficiali e per la maggior parte infondati, ma non è questo lo scopo di questo articolo. Il mio caro amico Tim Brannad di The Other Side sta lavorando ad un blog che affronterà questa questione e vi consiglio di seguirlo, se non lo state già facendo.
Quello che vorrei fare ora è dare un breve sguardo all'effettiva evoluzione meccanica di D&D all'interno di queste versioni Basic.
Terminologia
Innanzitutto fatemi chiarire in che modo parlerò di questi giochi. Ci sono varie versioni del Basic (tra cui le regole Expert, Companion, etc.). Le versioni iniziano a farsi confuse man mano che ci addentriamo negli anni '90 quindi mi limiterò a parlare delle evoluzioni dirette originali, ovvero:
La versione originale del gioco, che era composta da tre piccoli libercoli in una scatola bianca o color legno chiaro, sarà indicata come OD&D. La prima versione delle regole Basic, scritta da Eric J. Holmes, sarà indicata come Holmes. La versione seguente, scritta daTom Moldvay, David Cook, e Steve Marsh, sarà indicata come B/X. Si tratta della prima versione ad avere un set "Expert" Successivamente abbiamo la versione più nota di questa iterazione del gioco, revisionata e supervisionata da Frank Mentzer. Sarà indicata come BECMI ed è la prima versione che porta i personaggi sino all'ascensione divina. Strettamente associata al BECMI abbiamo una successiva "seconda edizione" di questa particolare versione, che fu revisionata, corretta, snellita e inserita in un unico manuale a copertina rigida, intitolato Rules Cyclopedia. In generale quando scriverò farò riferimento ad essa e al BECMI come un corpus unico, ma quando vorrò fare riferimento specifico ad essa userò la sigla RC. Advanced Dungeons & Dragons, sarà ovviamente AD&D. Sulla Brevità
Per necessità questo particolare sguardo a Basic D&D sarà alquanto breve e conciso. Dovrò ignorare o soprassedere su molti dei dettagli. Il mio obiettivo è solo quello di fornire uno sguardo generale. Non sono certamente un esperto di questa branca del gioco, essendo sempre stato più che altro un giocatore di AD&D. Diamine, non mi definirei un esperto di nessuna edizione del gioco, sono semplicemente un fan che è coinvolto sin dal 1979 circa. Trovo comunque che valga la pena darci uno sguardo, dato che è un argomento affascinante.

In principio...
In principio c'erano solo i giochi di guerra. Poi un uomo intraprendente di nome Dave Arneson, ispirato da un nuovo approccio ai wargame in stile Diplomacy e intitolato Braunstein creato da David Wesley, iniziò a gestire i primi dungeon crawls. In seguito Arneson si associò con Gary Gygax, un leader della scena locale dei giochi di guerra e il risultato fu OD&D, il primo vero gioco di ruolo della storia (o quanto meno il primo gioco pubblicato che si sarebbe in seguito identificato in tale maniera).
OD&D fu un grande esperimento. In quanto tale, le regole erano molto aperte e minimaliste. I tre libercoli che lo componevano formavano uno scheletro, un'impalcatura tramite la quale si poteva gestire una partita e faceva molti riferimento a Chainmal, un noto gioco di guerra celebre all'epoca (e il cui co-autore era stato Gygax).
Passando il tempo, OD&D generò altri cinque manuali (tra cui Swords & Spells, un discendente quasi senza dadi di Chainmail che, seppur fosse indicato come un libro di D&D, non aveva una designazione di "Supplemento V"). Questi manuali espansero le opzioni e la complessità del gioco e divenne chiaro che sarebbe stata necessaria ad un certo punto una riorganizzazione di fondo, quanto meno per poter rispondere alla miriade di domande e lettere dei fan che stavano inondando gli uffici della TSR, e per poter chiarire cosa voleva essere D&D, in particolare laddove si parlava di tornei organizzati e convention.
Il risultato sarebbe stato l'Advancend Dungeons & Dragons del 1978. Anche se il gioco sarebbe diventato estremamente popolare, la presentazione delle regole era alquanto complessa e si temeva che i possibili nuovi fan lo avrebbero visto come troppo esoterico o difficile da apprezzare, quindi si decise di creare una sorta di versione "introduttiva" del gioco, che esistesse in parallelo ad AD&D e che potesse introdurre i giocatori ai concetti fondamentali.

Il D&D di Holmes
John Eric Holmes era un autore di science fiction e un professore di neurologia, e si prese carico di questo compito. Vale la pena far notare che l'Holmes arrivò sulla scena nel 1977, un anno prima di AD&D, quindi certamente non fu una risposta alle richieste dei fan, ma piuttosto un'anticipazione della necessità di una tale versione. Alcuni considerano Holmes come un "estraneo" che non comprendeva davvero D&D. Ma ciò non potrebbe essere più sbagliato; aveva scritto una serie di articoli sul gioco che erano stati ben accolti ed aveva persino scritto storie legate a D&D. Non fu scelto a caso.
Il D&D di Holmes era, essenzialmente, un distillato delle regole base di OD&D. A questo punto il Ladro era stato accettato come una delle "quattro classi base" (aggiungendosi al trio originale di Combattente, Chierico e Utilizzatore di Magia). In generale Holmes mantenne l'essenza di OD&D, introducendo alcuni piccoli cambiamenti.

Le sue regole coprono solo fino al 3° livello e viene in seguito consigliato al lettore di procurarsi i manuali di AD&D. In questo senso era simile allo Starter Set della 5° Edizione. Holmes usa ancora il termine Combattente invece che Guerriero e presenta le razze come separate dalle classi, come avviene in OD&D. Le classi erano molto limitate: nani e halfling possono progredire solo come combattenti, mentre gli elfi avanzano simultaneamente come combattenti e utilizzatori di magia. Viene indicato che per tali razze saranno disponibili altre classi nei manuali di AD&D.

Forse il cambiamento più grande introdotto nell'Holmes rispetto a OD&D è l'aggiunta dell'asse Bene/Male all'allineamento. Questo è stato forse in risposta ad un articolo scritto in precedenza da Gygax su The Strategic Review riguardo le incomprensioni su ciò che l'allineamento voleva incarnare. Nell'Holmes erano essenzialmente disponibili cinque allineamenti, invece che tre: Legale Buono, Caotico Buono, Neutrale, Legale Malvagio e Caotico Malvagio. Legale Neutrale e Caotico Neutrale non esistevano e nemmeno Neutrale Buono o Neutrale Malvagio.
Un interessante effetto secondario delle regole dell'Holmes è che, ai fini di questo gioco, i Combattenti sono alquanto deboli rispetto alle altri classi da personaggio. La loro capacità di poter usare qualsiasi arma o armatura è il loro unico vantaggio, cosa che non farà probabilmente una grande differenza rispetto ad un Chierico o ad un elfo (che hanno quel beneficio e la capacità di lanciare incantesimi, seppur al costo di un avanzamento più lento). La ragione è data dal fatto che si usava la progressione dell'attacco di OD&D per cui praticamente tutte le classi avevano la stessa capacità effettiva di attacco per i livelli 1-3.
Questo divenne un problema anche quando si dovevano trasporre i personaggi in AD&D, dove i guerrieri progredivano nelle loro capacità d'attacco ogni 2 livelli. Questo è un sintomo della crisi di identità dell'Holmes: apparentemente doveva essere un riassunto snellito dei primi tre livelli di OD&D, ma indirizza i lettori ad AD&D per espandere il gioco quando in realtà è compatibile con quella versione solo all'80%. D'altro canto posso presumere che negli anni '70 ci fosse un approccio molto più da "fai da te" nella community dei giocatori rispetto al giorno d'oggi. Oggi come oggi i giocatori si lamenterebbero e digrignerebbero i denti su dei "sistemi rotti" con solo l'80% di compatibilità. All'epoca i giocatori mischiavano e incrociavano sistemi e sottosistemi liberamente.

Il B/X
In seguito all'Holmes, nel 1981 fu pubblicata una nuova versione di Basic D&D. Questa versione fu revisionata da Tom Moldvay e, cosa interessante, ci sono poche indicazione che Moldvay abbia mai preso in considerazione l'Holmes quando produsse questa versione del gioco. Laddove l'Holmes era uno sforzo per ripresentare OD&D in una versione relativamente fedele e, al contempo, introdurre il lettore ad AD&D, il primo manuale di quello che sarebbe diventato il B/X aveva tutt'altro scopo.
Esso voleva presentare Basic D&D come un gioco a sè stante, separato da AD&D. Alcuni non presero bene la cosa, vedendo questo sforzo come un tentativo di "infantilizzare" il gioco, di voler attirare "giovincelli" e "mocciosi", ma in realtà esisteva una grossa fetta di giocatori che erano stati fan di D&D nella sua versione originale e che non avevano apprezzato l'estetica, l'organizzazione, la presentazione e le complessità di AD&D. Essi volevano un ritorno alla forma più "pura" del gioco a cui avevano giocato nella metà degli anni '70 e Tom Moldvay voleva dare loro esattamente questo.
Anche se le regole sono sicuramente snelle e presentate in maniera chiara, concisa e leggibile, né il linguaggio né null'altro nella presentazione sembrano suggerire che il gioco fosse pensato più per adolescenti o pre-adolescenti che per gli adulti.
Laddove Advanced Dungeons & Dragons era stato uno sforzo per far evolvere ed espandere il gioco, codificando meglio al contempo i vari sistemi aggiuntivi apparsi nei supplementi, il B/X fu per motli versi OD&D Seconda Edizione. Come l'Holmes copriva solo i livelli del personaggio dal 1° al 3°, ma diversamente dall'Holmes abbandonava l'asse Bene e Male, tornando ad un semplice sistema di allineamento Legge-Neutralità-Caos.
Una serie di "prime volte" avvennero nel B/X. La progressione standard dei punteggi di caratteristica appare qui per la prima volta, per tutte le caratteristiche eccetto che per il Carisma. Tutte le altre caratteristiche vedono una progressione da +3 a -3, con gli estremi di punteggio a 3 e 18 rispettivamente, progredendo nel mezzo secondo gli scaglioni 4-5, 6-8, 9-12, 13-15, e 16-17.
Invece di poter fare scambi 3-per-1 nei punteggi di caratteristica legati a certe capacità, ora i giocatori potevano fare degli scambi su una base 2-per-1 dopo aver tirato le caratteristiche, abbassando le caratteristiche che desideravano eccetto Costituzione e Carisma.
Inoltre questa è la prima volta che vediamo davvero le razze come classi per cui le versioni Basic di D&D sono celebri. Invece di limitare elfi, nani e halfling nelle loro scelte di classi, essi stessi sono ora diventati classi. Non si è più un nano combattente di 4° livello. Si è ora un nano di 4° livello.
Ed eccoci ad un'altra prima volta, per così dire. Questa edizione di D&D adotta la convenzione di AD&D di rinominare il Combattente come Guerriero.
Cosa interessante, anche se i personaggi possono in teoria salire solo fino al 3° livello (e condividono ancora la stessa progressione di attacco tra livello 1 e 3 che rende i guerrieri più deboli) si può trovare una progressione di attacco "per personaggi di livello superiore" a pagina B27, cosa che permette, quanto meno in apparenza, di poter estrapolare i mezzi per poter far salire il proprio personaggio fino al 4° livello, se non addirittura fino al 6° (assumendo una progressione "ogni 3 livelli") e oltre. Si devono inventare capacità di classi per questi livelli più alti e anche se gli incantesimi presentanti sono solo fino al secondo livello si potrebbe semplicemente permettere agli incantatori di lanciare incantesimi più di frequente. Giusto per dire.
Ho visto un post sui social media che esprimeva sdegno riguardo a certi mostri specifici, come la Scimmia Bianca, che è stata resa diversa dalle opere di Burroughs in questo manuale. Nel post si insisteva dicendo che "come se qualcuno non avesse idea dell'esistenza di Burroughs o di cosa stava avvenendo nel mondo del fantasy, come se la TSR non avesse mai pubblicato Warriors of Mars."
In realtà la TSR aveva subito un'ingiunzione per Warriors of Mars. La Scimmia Bianca qui inclusa è una sorta di versione "in camuffa". Essa trasmette alquanto bene lo spirito della sua versione di Barsoom (anche se ha solo 2 braccia), eliminando ogni riferimento che si potrebbe ricondurre alla Burroughs, Inc., intellectual property. Personalmente non ci vedo nessun problema.

Sempre sulla base del fatto che questa doveva essere la prima versione di un gioco che doveva esistere in parallelo ad AD&D, le regole Basic di Moldvay sono state rilasciate assieme alle D&D Expert Rules, il secondo volume delle regole B/X. Questa versione, revisionata da David Cook e Steve Marsh è la ragione per cui il B/X è spesso anche chiamato le regole di Moldvay/Cook/Marsh (Moldvay/Cook/Marsh rules). Questa versione permette di portare i personaggi fino al 14° livello, che detto chiaramente corrisponde a molti anni di campagna nei termini dell'old-school ed è ben oltre il punto in cui molti giocatori avrebbero fatto ritirare a vita agiata i loro personaggi.
Vale la pena far presente che l'Holmes non era mai stato pensato per esistere come gioco senza limiti e di lunga durata, e non era mai stato pianificato alcun set "Expert" per tale versione. Era stata pensata specificatamente per incoraggiare i giocatori di OD&D a giocare ad AD&D.
Ci sono accenni intriganti nelle regole B/X ad un terzo volume "companion" che avrebbe portato i personaggi fino ad altissimi livelli (oltre il 30°), ma sfortunatamente queste regole non si materializzarono mai. Tuttavia nel 2009 Jonathan Becker della Running Beagle Games ha fatto uscire proprio tale manuale, il B/X Companion che prende il controllo del B/X e porta il gioco come già esistente fino a livello 36, facendo uso degli indizi offerti nelle regole originali per estrapolare le progressioni di livello. Vale la pena di leggerlo e lo raccomando ai fan delle regole B/X. Non sembra essere più disponibile in versione cartacea, anche se il PDF è ancora disponibile presso DriveThru RPG.
Il B/X fu quindi il primo tentativo di presentare una nuova edizione delle regole originali di D&D, un gioco che potesse esistere al fianco di AD&D e attirare sia i fan del gioco originale che coloro che avevano apprezzato la versione Advanced, ma che volevano un nuovo approccio, nuove idee o dei sistemi semplificati da mischiare al proprio gioco (e in effetti molte persone hanno giocato ai moduli di avventura con AD&D senza porsi grandi problemi).
Questa versione del gioco durò per vari anni e, secondo quanto possiamo ricostruire, fu molto popolare. Anzi ancora oggi molti giocatori la citano come la loro versione preferita del gioco per la presentazione snella, la facilità di gioco e il gran numero di opzioni. Furono stampati un gran numero di supplementi e risorse aggiuntive dalle matrici dei mostri alle carte per tesori e mostri ai moduli di avventura. Ad oggi uno dei retrocloni più popolari nella comunità OSR è Labyrinth Lord, una ricostruzione molto fede di questo set di regole che è disponibile gratuitemente senza immagini o come pdf con immagini su DTRPG.

BECMI
Saltiamo avanti di due anni, al 1983. Le regole B/X erano state molto popolari con molto materiale di supporto. La TSR decise che era il momento di fare pulizia e di revisionare nuovamente le regole, questa volta con una presentazione più brillante ed adeguata al successo di cui stava godendo la compagnia. Ed ecco a voi Frank Mentzer, che revisionò il sistema nella sua interezza e pubblicò quello che divenne celebre come "D&D scatola rossa". Questo box aveva una illustrazione di copertina di Larry Elmore ed è probabilmente il primo gioco a perseguire un approccio di chiarezza e semplicità sin dal principio.
Questo boxed set divide le regole in due manualetti: una guida per il giocatore e una per il DM. Molto più che in precedenza, la guida del giocatore mette un grande impegno nell'insegnare effettivamente a giocare, includendo un'avventura in solitaria che faceva presagire i successivi libri-game Endless Quest della TSR (che erano dei libri in stile scegliti-la-tua-avventura, dove si giocava un personaggio di D&D che doveva compiere delle scelte, con tanto di scheda del personaggio e punti ferita).
Ritengo che questo volume fu la prima volta in cui effettivamente D&D fece uno sforzo chiaro e deliberato per essere approcciabile da adolescenti e bambini; queste regole sono pensate per essere lette facilmente e generare entusiasmo per giocare, senza usare termini arcani legati alle vecchie comunità dei giochi di guerra. A questo punto della storia, nei primi anni '80, i bambini si erano ormai chiaramente interessati ai GdR ed era chiaro che la TSR vedeva i giovani come un mercato ancora inesplorato da sfruttare.

Naturalmente la più grande innovazione di questo set fu il fatto di essere velocemente seguito non solo da un boxed set di regole Expert, ma anche da uno Companion, uno Master e uno Immortals. Per la prima volta i giocatori potevano portare i propri personaggi da essere degli inesperti novellini a divinità nel corso di una campagna. Persino AD&D non aveva regole concrete per ascendere come divinità. C'erano delle linee guida "di passaggio" su Dei e Semidei e in seguito nel Manuale dei Piani, ma niente al livello di quello del boxed set Immortals del BECMI. Questo fu un aspetto di grande interesse per una notevole fetta di giocatori.

A livello di regole i cambiamenti rispetto al B/X sono pochi; a livello di gioco effettivo è praticamente uguale al 98,99% e ho avuto fatica nel trovare differenze concrete in termini di regole. Viene mantenuta la stessa distribuzione da -3 a +3 ai bonus delle caratteristiche, che ora è applicata anche al Carisma (anche se stranamente la bizzara tabella di modifica al Carisma per le reazioni del B/X viene trasporta anch'essa).

Un'altra modifica interessante interessa i semi-umani. Anche se nominalmente sono ancora limitati nell'avanzamento, vengono forniti loro quelli che sono definiti "pseudo-livelli" ovvero, anche se non veniva più definito l'avanzamento come "ottenere livelli" dopo un certo punto, a certe soglie di PE venivano comunque migliorati aspetti come il lancio degli incantesimi per gli elfi e i bonus di attacco, cosa che portava ad un aumento effettivo, se non letterale, di livello.
In generale il BECMI è una ripresentazione e riorganizzazione delle regole del B/X, pensato per fornire una versione "passo passo" di come giocare a D&D. Se c'è una differenza è a livello di rifinitura. Si tratta di una presentazione più pulita, snella ed accessibile che include immagini di alta qualità di Larry Elmore.
In effetti le regole del BECMI erano così accessibili che durarono finché la Wizards of the Coast non comprò la TSR e pubblicò "D&D Terza Edizione" eliminando l'Advanced e smettendo di supportare il gioco Basic. Ci fu una revisione di Troy Denning nel 1991 che introdusse minime alterazioni e fu poi seguita dalla Rules Cyclopedia nel 1994.

Le regole della RC furono, nuovamente, una rivisitazione e ripulitura delle regole del BECMI. Venne eliminato il set Immortals, preferendo fornire un set più delineato, meno evocativo e meno pratico di regole per gli Immortali, che furono poi espanse nel boxed set Wrath of the Immortals. La mancanza delle regole Immortals, tuttavia, fu il cambiamento maggiore. Sfortunatamente le regole della RC tendono ad essere alquanto confusionarie dal punto di vista della presentazione e dell'organizzazione, cosa che le rende meno accessibili dei precedenti cinque boxed set.
Direi che ci siamo, ecco a voi una breve storia dell'evoluzione di Basic D&D da un punto di vista delle presentazione ed evoluzione delle regole. Alla fin fine Basic D&D è praticamente una prosecuzione di OD&D a livello di presentazione, concetti e stile di gioco, e mi sorprende sempre come molti giocatori e fan di OD&D/D&D scatola bianca lo considerino così di bassa lega solo perchè la TSR ha tentato di rendere il gioco accessibile a più giocatori.
Link all'articolo originale: https://wastedlandsfantasy.blogspot.com/2018/12/the-evolution-of-basic-d.html?m=1
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Ecco Come é Nato Drizz't do Urden

Articolo di Morrus del 12 Dicembre 2018
Molte persone sono fan di Drizzt. Ho amato la trilogia de Il Buio Prodondo e Le Lande di Ghiaccio è stato una lettura divertente. L’autore R.A. Salvatore ha condiviso con noi questa “Storia dell’Origine di Drizzt”, che costituisce la prefazione a La Trilogia degli Elfi Scuri del 1998.

La rappresentazione di Larry Elmore dalla copertina di Le Lande di Ghiaccio
"Ecco per voi un piccolo dettaglio interessante… le persone mi chiedono sempre come sia nato Drizzt. Si tratta di un personaggio in una campagna di D&D che ho giocato? Si tratta di qualcuno che conosco?
Beh, la risposta è sorprendente e, in un certo senso ritengo anche, divertente. Ci ripenso ora e mi meraviglio di come sia riuscito ad arrivare a questo punto, del perché la mia macchina abbia la scritta DRKELF come targa e del perché le persone continuano a chiedermi “Chi è il Dr. Kelf?”
Ecco qui, direttamente dalla prefazione de La Trilogia degli Elfi Scuri, (prefazione che penso di aver scritto nel 1998 poco prima della pubblicazione di “La Lama Silente”), per la vostra gioia di lettori:
Volevano Drizzt.
Le persone alla TSR volevano Drizzt, i lettori de La Trilogia delle Terre Perdute volevano Drizzt e, beh, lasciate che sia onesto sulla cosa, lo volevo anch’io. Volevo scoprire da dove venisse e perché agiva in quel modo un pò folle, spesso allegro, ma comunque con un lato oscuro molto definito che era emerso durante i tre racconti della trilogia. So che sembra strano; stiamo parlando di un personaggio letterario, un personaggio che io stesso ho creato, e dunque il suo background non dovrebbe avere un’importanza minima, forse completamente irrilevante, e poter essere plasmabile in qualsiasi cosa io desiderassi?
In una sola parola, no. Questo è un aspetto fondamentale dei personaggi letterari, in un qualche modo diventano reali. E non diventano solamente reali agli occhi delle persone che ne leggono le gesta, ma anche sorprendentemente pluridimensionali agli occhi dell’autore. Sono giunto ad amare o ad odiare, ad ammirare oppure a disprezzare, i personaggi che ho creato nei miei libri, e affinché ciò possa accadere, ciascuno di loro deve agire coerentemente all’interno della cornice del suo background e delle sue esperienze, a prescindere dal fatto che quel background compaia o meno nei libri.
Dunque quando fui chiamato dai miei editori presso la TSR, poco dopo la pubblicazione di Le Lande di Fuoco, il terzo e ultimo racconto de La Trilogia delle Terre Perdute, nel tardo nel 1989 o agli inizi del 1990, e mi venne proposto di realizzare un’altra trilogia che questa volta dettagliasse il background di Drizzt Do’Urden, ne rimasi fortemente sorpreso. I libri avevano avuto abbastanza successo e dalle molte lettere che ricevevo e dalle tante persone con la quali parlavo quando firmavo i libri sapevo che, per qualche ragione, Drizzt si poneva sopra gli altri personaggi. All'epoca ricevevo in media dieci lettere a settimana dai lettori e almeno otto di quei dieci lettori sottolineavano il fatto che Drizzt fosse il loro personaggio preferito e mi chiedevano ripetutamente come fosse giunto dove si trovava e come fosse diventato ciò che era. Ovviamente, alla TSR avevano sentito gli stessi commenti.
Dunque mi chiesero di realizzare una trilogia che fungesse da prequel e, poiché avevo tre figli da mantenere e avevo pianificato di lasciare il mio normale lavoro quello stesso anno (cosa che feci nel giugno del 1990), ma soprattutto perché io stesso ardevo dal desiderio di svelare il mistero celato dietro quel personaggio, accettai volentieri.
Ovviamente sapevo come era nato Drizzt, dato che era avvenuto nel mio ufficio (quello del mio normale lavoro). E sapevo anche quando aveva visto la luce, ossia nel luglio del 1987, immediatamente dopo che la mia proposta di scrivere Le Lande di Ghiaccio era stata accettata e poco prima che io iniziassi effettivamente a scrivere il libro. Questo è sicuramente uno dei più bizzarri episodi della mia carriera di scrittore. Sapete, quando iniziai a scrivere la mia richiesta di proposta, i Fogotten Realms non erano nulla più che un prototipo e un singolo romanzo, ossia l’eccellente “Darkwalker on Moonshae” scritto da Doug Niles. Quando la TSR mi chiese di scrivere un libro sui Reami, mi inviarono tutto ciò che avevano a disposizione, che consisteva appunto di… “Darkwalker on Moonshae”. Dunque, iniziai a credere che le Isole Moonshae fossero i Forgotten Realms. Beh, le Moonshae non sono un luogo molto grande e una narrazione epica che si svolgesse in quella regione a quel tempo avrebbe dovuto almeno menzionare la storia e i personaggi nel meraviglioso libro di Doug. Entusiasmato dalla possibilità di poter lavorare con Doug Niles, ma non volendone sicuramente rubare i personaggi, giunsi ad un compromesso che avrebbe previsto di utilizzare Daryth dal libro di Doug per introdurre l’eroe del mio libro, ossia Wulfgar, figlio di Beornegar, delle tribù barbariche.
Quando in seguito scoprii l’effettiva dimensione ed estensione dei Reami e mi venne detto che la TSR non voleva condividere i personaggi (come avevano fatto con Dragonlance), fui davvero sollevato e ciò fu la fine della cosa, almeno per un certo periodo.
Perché poi la proposta venne accettata e in quella chiamata al telefono, durante la quale Mary Kirchoff mi disse che avrei scritto il secondo romanzo sui Forgotten Realms, mi venne ricordato che, ora che avevamo ambientato il libro a miglia di distanza dal luogo dove si svolgevano gli eventi di quello di Doug, avevo bisogno di un nuovo compagno per Wulfgar. Le assicurai che mi sarei occupato della cosa e sarei pervenuto a qualcosa la settimana successiva.
Rispose “No, Bob”, parole che mi sembra di sentire troppo spesso dai miei editori. “Non capisci. Sto per partecipare ad una riunione per far approvare questa proposta proprio ora. Ho bisogno di un compagno.”
Sulla base della mia ingenuità (stupidità) dovuta al fatto che non fossi mai stato parte del mondo editoriale, risposi “Ora?”
Lei abbastanza autocompiaciuta rispose “Proprio ora.”
E fu allora che accadde. Non so come, non so perché. Risposi semplicemente “Un drow.”
Poi iniziò una pausa seguita da una risposta dal tono leggermente esitante “Un elfo oscuro?”
Risposi dicendo “Sì” diventando più fiducioso mentre il personaggio cominciava ad avere una forma più definita nella mia mente. “Un drow ranger.”
La pausa questa volta si rivelò più lunga, poi, in un tremolante sussurro, probabilmente dovuto al dover andare a riferire ciò ai pezzi grossi visto l’andamento del suo tono, “Qual è il suo nome?”
“Drizzt Do’Urden di D’aermon N’achezbaernon, Nona Casata di Menzoberranzan.”
“Puoi fare lo spelling?”
“Assolutamente no.”
“Un drow ranger?”
“Sì.”
Chiese “Drizzit?”.
La corressi (per la prima di 7.3 milioni di volte) dicendo “Drizzt,”.
L’editrice sconvolto accettò dicendo “Okay”, probabilmente pensando che in seguito mi avrebbe fatto cambiare idea.
Ma ovviamente non ci riuscì e, in verità, questa cosa è un testamento a Mary Kirchoff, lei permetteva al creativo che aveva assunto di creare ciò a cui aveva pensato e aspettava di vederne i risultati prima di troncare la cosa (il che non è mai accaduto).
Dunque così nacque Drizzt. L’ho mai utilizzato nel corso di un’avventura? No. Esiste qualcuno sul quale l’ho basato? No. È semplicemente nato, inaspettatamente e con poco tempo per pensarci. Dopo tutto inizialmente si supponeva fosse solamente un personaggio di supporto, una creatura curiosa con un carattere particolare. Sapete, un po’ ciò che Robin è per Batman oppure ciò che Kato è per Green Hornet.
Ovviamente le cose non andarono in quel modo. Il primo capitolo che scrissi per “Le Lande di Ghiaccio” vedeva Drizzt correre attraverso la tundra per poi subire l’imboscata di uno yeti. Tempo di essere arrivato a pagina 3 lo sapevo per certo.
Drizzt era la star dello spettacolo.
Dunque ero pronto per sedermi ed iniziare a scrivere il prequel, per narrare la storia di questo drow ranger e di come sia diventato il personaggio che abbiamo incontrato ne La Trilogia delle Lande di Ghiaccio. Volevo che fosse un qualcosa di diverso, qualcosa di più intenso e personale, ma, poiché amo descrivere l’azione, soprattutto le scene nelle quali si svolgono le battaglie, non volevo scrivere i libri nella sua prospettiva in prima persona. Dunque mi venne l’idea di quegli estratti che Drizzt scrive come anteprima di ogni sezione del libro e penso di aver ricevuto più lettere su questi che su qualsiasi altra cosa io abbia mai scritto messa assieme.
Inoltre, e cosa abbastanza da aspettarsi, emersero alcune contraddizioni mentre la storia prequel di Drizzt iniziava a prendere forma. Come avesse acquisito la pantera, persino la sua età, come descritta ne Le Lande di Ghiaccio, non sembravano sposarsi bene alla realtà della sua precedente esistenza. Decisi di fare in modo che questi tre libri, La Trilogia degli Elfi Oscuri, non fossero totalmente influenzati da ciò che era accaduto prima, dunque se studiate la cosa attentamente, potrete vedere che alcuni dettagli minori sono cambiati nelle successive stampe di “Le Lande di Ghiaccio.”
Suppongo che ciò sia appropriato poiché questa storia, che presto arriverà a contare undici libri, quattro storie brevi, e tanto altro, sembra avere una propria vita, sembra essere un qualcosa che cresce (e non sempre nelle direzioni alle quali avevo pensato) e che cambia. Pensavo fosse morta e sepolta, giunta al capolinea, e invece, respira ancora più forte che mai.
Dunque talvolta eseguo dei ritocchi perché alla fine voglio che l’intera opera sia coerente e credibile (ovviamente nel contesto del genere fantasy). Forse in seguito, se faremo un analogo omnibus de La Trilogia delle Terre Perdute, aggiungerò dei nuovi estratti di Drizzt per dare una visione più profonda degli eventi legati a quel periodo della sua vita.
A prescindere da tutto il resto, la semplice verità è che ho scritto questa storia per una ed una sola ragione: volevo raccontarla. Volevo che le persone la apprezzassero.
Spero che per voi sia così.
R.A.Salvatore
Hahaha, "presto saranno undici libri..."
Che fantastico viaggio che è stato. Grazie per aver camminato lungo questa strada insieme a me."
Link all’articolo originale: http://www.enworld.org/forum/content.php?5891-Here-s-The-Drizzt-Do-Urden-Conception-Story
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Stirpi dello Stregone V

Stirpe Elementale
Oggi analizzeremo un'altra stirpe con più possibilità di scelta, oltre al primo caso di multiple mutazioni Sangueselvaggio! Daremo un'occhiata alla Stirpe Elementale, alla variante Primitiva e a una variante speciale per Stregoni dell'acqua chiamata Acqua Vitale (ndt: Lifewater)!
L'elementalismo è sempre stata una parte prominente delle pratiche mistiche sia nella finzione che nel mondo reale. Potrei andare avanti per ore a parlarvi del significato degli elementi e di come definiscano (e, a volte, limitino) certe pratiche magiche, ma lo vedremo più approfonditamente quando analizzeremo il mago elementalista. Per ora ci limiteremo a dare un'occhiata a questa Stirpe. Tutte e quattro le versioni potrebbero essere il risultato di una esposizione ad energie elementali o alla connessione con una creatura animata da esse, spesso non un genio. Ma non pensate che ciò sia limitato agli esterni: ogni creatura con il sottotipo elementale potrebbe essere un progenitore di questa Stirpe. Immaginatevi uno stregone della terra volante che discende da un gargoyle, ad esempio, o una madre che è a mala pena riuscita a sopravvivere ad una battaglia con una melma magmatica che dà alla luce un elementalista del fuoco.
La variante Primitiva sembra ottenere potere direttamente dal nucleo di queste forze elementali e, quindi, si basa direttamente sugli elementali. Invece, gli Stregoni dell'Acqua Vitale sviluppano una mutazione che permette loro di incarnare l'acqua come elemento curativo e purificante.
Gli incanti offerti da questa Stirpe variano leggermente in base all'elemento che viene scelto dallo stregone: quelli da danno infliggeranno sempre il tipo associato al nostro elemento (acido per la terra, fuoco per il fuoco, elettrico per l'aria e freddo per l'acqua). Il resto degli incanti che vengono garantiti permettono allo stregone di assumere la forma di un elementale o di evocare queste creature, arrivando persino a convocare interi battaglioni con gli incanti più forti.
Le tecniche imparate da questi stregoni ruotano attorno all'agilità, alla forza e alla resistenza di ogni elemento, permettendo loro di potenziare i propri incanti. La Magia della Stirpe permette loro di manipolare le energie nocive dei loro incanti, consentendo loro di scegliere tra lanciare l'incanto normalmente o convertirlo al loro elemento. La mutazione Primitiva, invece, mette in risonanza l'energia degli incanti del proprio elemento, permettendo allo stregone di infliggere danni maggiori. Infine, la variante Acqua Vitale usa la risonanza con gli incanti legati al freddo e all'acqua per generare una piccola fonte di cure, garantendogli delle scorte extra di vitalità che può condividere con i suoi alleati. 
Canalizzando il proprio elemento, questi stregoni possono colpire gli altri con semplici proiettili di energia, che gli forniscono una piccola scorta di attacchi per quando dovessero finire i loro incanti.
Naturalmente, diventano anche parecchio resistenti ai danni del proprio elemento, con una tolleranza crescente man mano che avanzano di livello.
Canalizzando poteri sempre più grandi, questi elementalisti innati possono scaricare delle potenti esplosioni di energia elementale, devastando i propri nemici. Ma questo non è altrettanto vero per le varianti Sangueselvaggio. I Primitivi, infatti, infondono i propri seguaci con il potere del proprio elemento, proteggendoli da esso e usandolo per fargli infliggere danni extra. Invece, gli stregoni dell'Acqua Vitale possono evocare un torrente di acqua infusa con essenza curativa, aiutando chiunque si trovi in mezzo ad esso a guarire da diverse condizioni debilitanti.
Mentre crescono con il loro potere, i loro corpi iniziano a muoversi come se fossero degli elementali, garantendo una velocità di volo agli stregoni dell'aria, velocità di scavo a quelli della terra, una maggior velocità a quelli del fuoco e agilità nelle profondità per quelli dell'acqua.
Infine, il corpo di questi stregoni diventa tanto del loro elemento quanto è di carne, modificandogli l'anatomia interna in modo che non possa essere più sfruttata per ottenere un vantaggio contro di loro, oltre a renderli totalmente immuni al proprio elemento.
Volete mischiare una costruzione da danno diretto con delle evocazioni e delle trasformazioni? Questa è la Stirpe che fa per voi. Sarete specializzati nell'infliggere danni e nel punire i vostri nemici da lontano, ma avrete anche la possibilità di andare in mischia in forma elementale per dare supporto al resto del gruppo, focalizzandovi sul danneggiare e intrappolare i vostri nemici.
Siate pronti a modificare tutto ciò in una costruzione basata sulle convocazioni per la variante Primitiva e di supporto per l'Acqua Vitale. Non dimenticatevi di selezionare incanti diversi, così che la Magia della Stirpe "principale" trovi il maggior numero possibile di utilizzi.
La personalità dei vari elementi è tanto varia quanto lo sono essi stessi: la bruciante passione del fuoco in opposizione alla calma del mare, la resistenza della terra in opposizione all'effimera natura dell'aria. Tristemente, non ci sono stati aggiornamenti di questa Stirpe per permetterle di abbracciare elementi come il metallo, il legno e il vuoto, ma con una piccola operazione di reskin potrete usare facilmente altre opzioni (la Stirpe Verdeggiante per il legno, ad esempio).
Pochi penserebbero ai locathan come creature pericolose fuori dall'acqua, ma evidentemente non hanno mai visto i loro stregoni dell'Acqua Vitale in azione. Avvolti da strane auree di acqua curativa, questi stregoni alternano gli attacchi condotti ai nemici con incantesimi di ghiaccio ai torrenti curativi che rilasciano sugli alleati, supportando i propri guerrieri sia sulla costa che in profondità.
Quando un rinoceronte apparentemente composto da fuoco e fumo è apparso al banchetto, seguito dal proprio padrone che ha subito assunto in una torreggiante forma ardente, è stato chiaro che qualcuno voleva lanciare un messaggio ai nobili della colonia Taldred: smettetela di camminare nei territori delle salamandre. Non è chiaro se questa minaccia possa essere evitata contrattando o se lo scontro sia inevitabile.
Derbra, una kasatha forte tanto quanto un esercito, non impugna nessuna arma e non indossa nessuna armatura. Invece, usa il potere della terra per intrappolare e indebolire i propri nemici, prima di trasformarsi in una enorme figura di ossidana dotata di quattro braccia, che usa i propri pugni taglienti per colpire con forza e velocità. Non si sa, però, perché faccia da guardia al Passo Tulmuv. Ciò che è certo è che la rotta commerciale che lo attraversa sta iniziando a collassare, così come l'economia locale.

Stirpe Fatata
Belle, scherzose, capricciose e letali. Le fate sono questo e altro ancora. Sul limite tra fantasia e realtà, questi esseri sono natura di sogni... e incubi.
Che sia per una relazione di sangue o per il contatto con la magia fata, oggi analizzeremo quegli stregoni che sono stati infusi con la magia del Primo Mondo, il reame delle fate o comunque lo chiamiate nella vostra ambientazione.
Non solo gli stregoni Fatati hanno ereditato parte della scaltrezza di questi esseri, ma hanno anche la tendenza a preferire incanti che confondono e ingannano sopra ad ogni altra opzione. Inoltre, l'origine del loro lato fatato può essere tanto varia da permettergli di sviluppare diversi tratti fisici come prova del loro potere.
Oltre alle manifestazioni fisiche, esistono anche delle variazioni mutanti. Mentre la Stirpe comune è legata alle fate come categoria più ampia, la variante Silvana implica una maggior connessione alla natura stessa e al modo in cui gli esseri fatati sono legati ad essa. La mutazione delle Fate Oscure, invece, ottiene i propri poteri dal lato più pericoloso e sadico delle fate, in particolare alle unseelie, le fate della corte oscura, ammesso che questa distinzione esista nella vostra ambientazione. In ogni caso, i Sangueselvaggio delle Fate Oscure potrebbero essere particolarmente pericolosi, o almeno più chiaramente malevoli, ammesso lo siano.
Gli stregoni Fatati sono pieni di trucchi: i loro incanti gli permettono di utilizzare le piante attorno a sé come trappole o trasporti, colpire la mente e il corpo dei nemici, tradire i loro sensi, fargli attraversare muri senza porte o persino di cambiare la loro forma in base ai loro capricci.
L'agilità è la parola chiave con questi stregoni e le loro tecniche innate riflettono questo fatto, rendendoli maestri nell'evitare gli attacchi.
Inoltre, sono abili nel combattimento a distanza e nelle conoscenze sulla natura, e possono far uso della loro potente magia per lanciare incanti istantaneamente, lasciandogli il tempo di lanciare altro dopo poco tempo.
La Stirpe "base" ha una Magia della Stirpe molto potente, che aumenta l'efficacia degli incanti di compulsione, potenziando gli incanti di dominazione e quelli che inducono comportamenti. La mutazione delle Fate Oscure, invece, canalizza queste energia attraverso delle maledizioni, rendendole più difficilmente resistibili. Con un tocco, la Stirpe standard può causare delle risate maniacali nei propri nemici, impedendogli di agire.
La variante Silvana non guadagna né la Magia della Stirpe né questo tocco, ottenendo un legame con un animale, che la servirà come un fedele compagno e aumenterà il proprio potere a pari passo con lo stregone. La variante delle Fate Oscure scambia, inoltre, Tocco d'Ilarità con un'altra abilità, che confonde i sensi dei propri nemici, intrappolandoli con il proprio fascino.
Come se fossero degli incantatori basati principalmente sulla natura, questi stregoni hanno delle abilità soprannaturali che permettono loro di muoversi attraverso il sottobosco naturale senza venirne minimamente intralciati. Come molte fate, questi stregoni tendo ad essere veramente elusivi, svanendo dalla vista. A questo fine, sviluppano una riserva di energia magica che devolvono proprio a replicare tale scopo per un breve lasso di tempo. Questa magia è talmente potente che le attività più violente non la distruggono, nonostante sia di durata limitata.
La magia che viene usata da questi stregoni ha veramente il potere delle fate, dato che cerca di trovare sempre una scappatoia. Proprio per questo i loro incanti possono superare le resistenze magiche dei loro nemici con maggior facilità. La variante Silvana, invece, usa la naturale predisposizione delle fate a cambiare la propria forma per trasformarsi in piccoli esseri simili a fate alate, ottenendo la capacità di volare con delle ali insettiformi, ma delle dimensioni molto più piccole.
All'apice del loro potere, tutte le versioni di questa Stirpe entrano veramente in contatto con la loro natura fatata, diventando pienamente fatate, ottenendo la loro naturale resistenza alle ferite (ma con la vulnerabilità al ferro freddo), l'immunità alle tossine e una connessione alla natura tale che gli animali non si comportano in maniera ostile a meno che non vengano spinti dalla magia. Infine, guadagnano persino l'abilità di attraversare il reame delle ombre, percorrendo grandi distanze prima di riemergere.
Volete costruire uno stregone truffaldino che fa uso di depotenziamenti e incanti di controllo, oltre ad avere un personaggio difficile da colpire? Questo è l'archetipo che fa per voi. La variante ordinaria può tenere i nemici occupati con compulsioni di ogni genere, quella Silvana permette di ottenere un compagno animale e una mobilità aggiuntiva, mentre la mutazione delle Fate Oscure blocca i nemici con gli incantamenti e li danneggia con fastidiose maledizioni. Costruite il vostro personaggio in modo da tenere i vostri nemici troppo occupati per attaccare voi e i vostri compagni, mentre vi preparate ad ucciderli!
Come detto precedentemente, la grande varietà delle fate significa che questi stregoni potrebbero avere ogni genere di tratti: straordinaria bellezza come le ninfe o i loro cugini, tratti animali o vegetali e così via. Come vengano affetti dalla loro natura fatata è molto interessante: si comportano come quest'ultima richiede o sono piuttosto maledetti da essa, agendo normalmente sebbene siano costantemente al centro di strani eventi?
Malasa Satyrsong è una maestra delle sue magie fatate, abbastanza forti da renderla simile ad un esemplare femminile di fauno o satiro, con la sua maestria sulla magia del suono come aggiunta ai suoi trucchi che la rende tanto letale quanto irritante. Di recente, ha dissotterrato l'ascia di guerra, chiedendo il ritorno di un potente artefatto magico, un cerchietto della sua madre deceduta.
Rimpicciolendosi fino a dimensioni minuscole e volando su ali sottili, Ilyse è una gnoma con un obiettivo. Nessuno potrà entrare a Boscotetro finché il suo padrone non farà ritorno ed è disposta a fare ogni cosa per scacciare i propri nemici, eliminando gli avversari più persistenti conducendoli con l'inganno tra le fauci del proprio compagno, una lumaca gigante chiamata Doofus.
Tutti credevano che fosse posseduta o maledetta durante la sua gioventù, Menefar è stata visitata da chierici e preti di ogni genere, mentre i suoi genitori tentavano di curare la sua "condizione". Questo ha fatto covare rancore alla ragazza e quando è stata raggiunta da un quickling, che le ha spiegato la vera natura dei suoi poteri, è immediatamente diventata capace di usarli per scappare, alterando le menti attorno a sé e punendo coloro che non obbediscono con delle maledizioni. Il suo confidente quickling è deliziato da tutto ciò: questa adolescente sta diventando sempre più simile alle unseelie la cui presenza corrompe il suo sangue ogni giorno che passa.

Stirpe Ghoul
Le Stirpi degli stregoni hanno un infinito potenziale di variazione, soprattutto con l'inclusione degli stregoni Sangueselvaggio o Sanguemisto. Ma, occasionalmente, una particolare deviazione da una Stirpe più basilare è talmente diversa, anche se ancora collegata, da creare la propria Stirpe.
Questo è il caso della terza delle opzioni che andremo ad analizzare oggi.
La maledizione del cannibalismo che affligge i malati da febbre del ghoul e i risultanti non morti a volte trasmettono parte dei loro tratti ai bambini con potenziale magico, corrompendoli con una forma simbolica di questa malattia della non morte. Come questo sia successo (una madre in cinta che viene morsicata o che soccombe alla febbre del ghoul, un incontro casuale con i non morti affamati e così via) varia da persona a persona, ma non si può negare il retaggio ghoul di questi stregoni, che li rende diversi dai meno specifici incantatori con la Stirpe Non Morta.
Infatti, molti diventano figure ricurve, con un andamento quasi simile a quello dei quadrupedi, diventano innaturalmente magri, possiedono una lunga lingua o dei denti affilati e hanno persino una pelle pallida, quasi simile a quella di un cadavere. Non importa l'esatta origine o l'apparenza, non c'è niente che possa negare la loro natura sinistra, persino se essi stessi tentano di scacciarla.
La magia che questa Stirpe offre ai suoi possessori è una selezione di incanti che controllano le energie della non morte, della fame assillante o persino della terra come simbolo di sepoltura. Con essa, questi stregoni possono indebolire i propri nemici, maledirli con una voracità senza fine, risucchiare la vita, spaventare, muovere la terra e persino rivoltarla contro i propri nemici, intrappolare questi ultimi nel terreno, manipolare i morti, irradiare una presenza maligna o persino emettere urla tali da "spegnere" la vita.
Gli viene, inoltre, un certo talento per certe abilità e tecniche, potenziando soprattutto i loro attacchi con la magia, facendoli diventare potenti guerrieri, capaci di lanciare incanti mentre combattono con facilità grazie ai segreti della morte e della necromanzia, e, nel caso diventino veri e propri ghoul, anche l'abilità di scavare tunnel.
La loro Magia della Stirpe permette ai loro incanti necromantici di risucchiare la vita per saziare sé stessi, permettendogli di usare degli incanti per guarirsi mentre i loro nemici e le loro vittime avvizziscono davanti ai loro occhi.
Come un ghoul, le unghie di questi stregoni sono affilate e resistenti, capaci di squarciare i loro nemici. Più tardi, riescono persino a portare con loro la magia paralizzante dei loro progenitori. Se diventano ghoul, questo potere viene incanalato attraverso i loro artigli naturali, rendendo più difficile resistergli. Le loro carni, inoltre, si rafforzano, diventando dure come cuoio e rendendo così più difficile ferirli, oltre a fornirgli una resistenza al freddo, entrambe qualità che crescono con il tempo.
Incanalando la fame eterna del loro sangue ghoul, questi incantatori possono lanciarsi in una furia omicida, attaccando con grande vigore e voracità, mentre i loro artigli vengono innaffiati dal sangue dei loro nemici. Controllano la terra attorno a loro, che gli ricorda le tombe: essi possono passarle attraverso con facilità spiazzante, usando persino la loro energia per curarsi, ammesso siano completamente interrati. All'apice del loro potere, questi incantatori diventano veramente simili a ghoul e ghast, ottenendo parecchie immunità, come quella al freddo, alla paralisi, al sonno e ai danni non letali. Inoltre, non hanno più bisogno di mangiare, ma possono ancora divorare la carne, se così desiderano. Infine, esalano un terribile odore, simile a quello dei ghast, potenziato dalla loro magia per essere persino più potente.
Volete un necromante che si focalizza sui depotenziamenti, sulla guarigione personale e sui danni necromantici, con l'utilità extra data dalle resistenze e dalla mobilità nel sottosuolo? La loro Stirpe ha certamente tutto questo. L'aggiunta sinergica con la naturale paralisi dei ghoul e la loro malattia la rende persino adatta a dei veri non morti. Costruite il vostro personaggio per depotenziare e usare vari incanti necromantici, con una selezione di altri incanti per essere più versatili. Alternativamente potete lanciarvi in mischia sfruttando i vostri artigli e la vostra velocità, selezionando dei potenziamenti per diventare particolarmente letali.
I Ghoul sono probabilmente uno dei non morti con cui è più semplice coabitare, visto che per la maggior parte del tempo si limitano a sfamarsi con i corpi in decadimento. Dei ghoul abbastanza civilizzati potrebbero persino sopravvivere per decenni o secoli sfamandosi solamente con i corpi dei condannati o di quelli abbandonati. Di conseguenza, questa Stirpe potrebbe essere comune quanto la Stirpe Non morta. Ma, questo è lo scenario migliore, dato che molti ghoul sono stati lontani dalla civilizzazione per troppo tempo, o spesso erano individui spregevoli già da vivi, e spesso son ben contenti di uccidere i viventi e farli marcire, piuttosto che lavorare al loro fianco.
Il nome di Langnarr, il Magiatore di Uomini, è stato tutto meno che dimenticato e i resti del serial killer cannibale sono stati interrati in una cripta senza marchi. Ma l'assassino simile ai ghoul non riposa in pace, essendosi trasformato in una di queste creature mentre si trovava nella tomba. E' diventato furioso dopo aver scoperto che un matrimonio è stato celebrato inconsapevolmente nell'anniversario del suo primo omicidio: il ghoul potenziato dalla magia pianifica un modo per far ricordare agli invitati alla festa il suo nome.
Molto prima che il Re Argenteo unisse la Costa del Crepuscolo sotto al suo araldo, le caverne di Hungast erano la casa di colonie di ghoul, che proliferavano tra la decomposizione e il marciume. Oggigiorno essi hanno risposto alla chiamata del sovrano, scambiando oggetti mistici potenziati con la loro particolare magia della morte per i cadaveri dei criminali. Il Re Argenteo gli ha dato il permesso di avere voce sul corpo di chiunque commetta un crimine contro di loro, quindi è meglio tenere gli occhi aperti in aree infestate dai ghoul.
Venire cresciuta dalla tua madre ghoul non è un metodo per iniziare in maniera semplice la tua vita. Persino ottenere del cibo commestibile diventa complesso quando tua madre ha iniziato a dimenticare il sapore della carne non appartenente ai cadaveri, lasciando la propria figlia vivente sola per ogni necessità. Ma per qualche miracolo e il salvataggio da una carovana di passaggio, Mila Gravekin è riuscita a sopravvivere fino all'età adulta, anche se con qualche cicatrice, ereditando il potere dei morti affamati. Provare a trovare la sua via in mezzo alla civiltà non è una sfida semplice, ma con i giusti amici potrebbe trovare la felicità.

Link agli articoli originali:
http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/119057722015/class-feature-friday-elemental-bloodlineprimal
http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/123163026700/class-feature-friday-fey-bloodlinesylvan-and
http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/131321963160/class-feature-friday-ghoul-bloodline-sorcerer
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Vuoi ritoccarti?Chiedi a mamma e papà Governo.

E' stato approvato il disegno di legge secondo il quale non sarà più possibile per le minorenni sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva. Inoltre verrà istituito un registro dove attraverso un codice si potrà rintracciare la protesi e sapere in quale istituto si è svolto l'intervento. Il disegno di legge avrebbe lo scopo prevenire danni alla salute, in quanto la mastoplastica additiva sarebbe un intervento rischioso e delicato, e soprattutto si vuole impedire un approccio superficiale da parte delle minorenni, giudicate ancora non in grado di decidere se sottoporsi a un intervento del genere. Per le minorenni l'intervento non sarà possibile nemmeno qualora ci fosse il consenso dei genitori. Il disegno nasce dopo l'incredibile boom di interventi registrato in questi ultimi anni, dei quali il 5% riguarda pazienti minorenni. A quanto pare le giovanissime italiane non chiedono più ai genitori il motorino ma un seno nuovo, e quindi, colto da un incredibile slancio di protezione, il governo decide di tagliare la testa al toro impedendo alle minorenni per legge di ritoccarsi. Questa proposta, a mio parere assurda, è solamente figlia del moralismo e del bacchettonismo tipico della società italiana. Con la scusa del "proteggiamo i nostri figli da..." ogni nuova tendenza diventa un mostro, a partire da facebook, o comunque internet, passando per la televisione, adesso anche la bellezza è diventata una minaccia alla sana crescita morale delle italiche figlie. Ma oramai il mondo va verso un certo messaggio che mette in primo piano l'apparire e il riscontro visivo, possiamo chiederci se questo è giusto o no, e forse è qui che la morale dovrebbe intervenire, se vuole impedire il fenomeno, e non in maniera invasiva e coercitiva come con il disegno di legge. Che siano posti freni alle decisioni che un uomo possa prendere per il proprio corpo lo trovo una inaccettabile intrusione della sfera privata. Perchè una ragazza di 16-17 anni, insicura di se stessa, che non si piace, che è infelice, non può, in accordo con i suoi genitori, provare a ritrovare felicità e fiducia in se stessa? Ma anche se fosse solo una questione estetica, una voglia di cambiare fine a se stessa, anche per moda, perchè non dovrei poterlo fare? Cosa gli importa al governo? Certo forse a 16 anni è troppo presto, (anche se in America si ritiene che a 16 anni si è già abbastanza responsabili per guidare) però se ci sono dei genitori che sono favorevoli, non ha senso vietare l'intervento. La motivazione sui rischi sanitari non sta in piedi, perchè se è un intervento rischioso allora è rischioso per tutte le età, non solo per le minorenni. Non ci sono assolutamente le basi per questo disegno di legge, è solo l'ennesima gravissima intrusione del governo nella sfera privata dei cittadini figlia di una moralità ipocrita usata solo quando fa più comodo. I talk show dove si parla di chirurgia estetica sono dei monumenti all'ipocrisia: si mettono in guardia le ragazze, decidendo per loro, dicendo che la vera bellezza è al naturale, di non lasciarsi ingannare dal mondo delle favole. Detto poi da conduttrici con palesi ritocchi lascia anche il tempo che trova. La bellezza, soprattutto quando si tratta di se stessi, è la cosa più soggettiva del mondo e penso sia sacrosanto avere la libertà di decisione per il mio corpo e di renderlo bello secondo il mio canone di bellezza. Se a 15-16-17 anni mi si ritiene troppo giovane e superficiale per decidere una cosa del genere ci sono sempre i miei genitori, quindi non vedo perchè il governo debba metterci il naso. Per i tatuaggi fino ai 18 ci deve essere il consenso familiare e il tatuaggio è per sempre, invece la mastoplastica, che è retroattiva, è vietata nonostante l'eventuale consenso, solo a me sembra un controsenso? Se anche le tette sono oggetto di intrusione e regolamentazione, bisogna fermarsi un attimo a pensare. Perchè di questo passo tra qualche anno, cosa saremo realmente liberi di fare? Bisognerà sempre chiedere a mamma e papà governo? N.B. sono stato "sul pezzo" perchè la notizia della messa in vigore del disegno è fresca, e in più non ho avuto molto tempo per scrivere perchè la palestra chiama, quindi scusate i vari orrori.

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

Gangs Of Milano

Venerdì sera in Via Padova a Milano un giovane egiziano di 19 anni viene accoltellato da un membro di una gang di giovani latini dopo una lite per futili motivi. Scoppia la rivolta: gli egiziani, amici e connazionali della vittima scendono in strada e devastano il devastabile nel quartiere, minuti di follia, di paura e violenza. Non è la prima sommossa che si vede a Milano, qualche anno fa furono i cinesi di via Paolo Sarpi a rivoltarsi, anche qui il caos scoppiò per un futile motivo: una contravvenzione da parte di un vigile a un commerciante cinese. Milano oggi non pare molto diversa dalla New York di metà 800 del celebre film di Martin Scorsese, dove gang rivali si affrontano per il controllo della città e lo Stato sembra assente. Succede quasi esattamente la stessa cosa tutti i giorni e ovviamente ci deve scappare il morto perchè la cosa abbia risalto. Ma a Milano è routine che bande di Latinos si fronteggino per il controllo di un quartiere, è routine che i cinesi, quasi alla luce del sole, aprano attività illegali, è routine lo spaccio in stazione centrale da parte dei nordafricani, gli stupri ecc ecc e finchè ognuno se ne sta buono nella sua zona "poco male", ma se succede che qualcuno fa il passo sbagliato nella zona sbagliata ci scappa la violenza di strada il morto e la rivolta. Milano è una città multietnica, ci sono 200000 extracomunitari regolari e 40000 clandestini: numeri pesanti. Il vice sindaco De Corato dice che "sono troppi" ed è difficile tenerli a bada. Si potrebbe capire, il problema è che non si è mai visto un tentativo da parte del Comune e prima ancora dello Stato, di combattere queste problematiche. Io stesso sono stato nella Chinatown, non si vede passare una volante nemmeno di passaggio, sono stato in viale Certosa, dove in pieno giorno, con i miei occhi ho visto clienti di trans brasiliani in fila davanti a portoni di palazzi trasformati in case chiuse abusive. Ci dicono che hanno mandato l'esercito: io questo esercito, a parte il soldato di guardia all'entrata laterale del Duomo, non l'ho mai visto. Non parliamo girare Milano di notte. Questa rivolta, l'ennesima e sicuramente non l'ultima, è il simbolo della debolezza del nostro intero sistema politico in materia di integrazione e di sicurezza: quando si arriva a perdere il controllo della città o di alcune parti di essa, bisogna seriamente porsi delle domande e sedersi a un tavolo per trovare delle soluzioni. La ghettizzazione degli stranieri in un quartiere ha creato come una sorta di territori dove ci si governa da soli e l'ordine pubblico ha difficoltà a farsi rispettare. Non voglio pensare a uno Stato di Polizia, perchè penso che la violenza genera violenza, di certo un rafforzamento delle forze di Polizia, controlli più severi e mirati nelle zone malfamate, e la presenza dell'esercito in pattuglie, anche già la sola presenza forse avrebbe già un effetto deterrente a chi agisce per delinquere contro ogni autorità. L'altro effetto collaterale è che gli italiani residenti cadano, in preda alla disperazione, in atti xenofobi e razzisti, anche contro chi onestamente e nel pieno rispetto delle regole, cerca portare a casa uno stipendio per vivere degnamente con la propria famiglia. Le gangs of Milano vanno combattute però anche con l'aiuto degli stranieri onesti, perchè coprire i connazionali delinquenti quasi li pone sullo stesso piano, se davvero gli stranieri vogliono essere tutelati dalla criminalità facciano il loro dovere di cittadini. Ma prima di tutto questo, dei controlli, dei provvedimenti, della Polizia, della collaborazione, bisogna agire a livello governativo, rivedere tutte le procedure di integrazione, a partire dall'accoglienza fino alla stabilizzazione dello straniero, quindi controlli capillari, burocrazia chiara nel rilascio dei documenti e espulsioni dei delinquenti facendo in modo che non ritornino ovviamente. A me piace che Milano sia multietnica, oramai ogni città moderna ha una grossa parte della popolazione fatta da cittadini stranieri, secondo me questo non è un problema ma una risorsa e io trovo che sia una opportunità culturale eccezionale il contatto con esponenti di altre realtà, l'incontro e il confronto tra diversi stili di vita, e sono per il dare a ogni straniero onesto una onesta chance per cambiare vita, come altri paesi hanno dato una onesta chance a noi italiani. Il Ministro Maroni dice che non c'è il pericolo che Milano rischi una situazione stile banlieu parigine. Per adesso ancora no però l'inerzia volge proprio in quella situazione e come al solito le cose si fanno perchè hai gli occhi puntati addosso, anche se ho paura che appena la cosa non farà più notizia cambierà poco o niente. Le gangs of Milano per ora continuano a combattere per i Five Points.

Godric il Paladino

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Gangs Of Milano

Venerdì sera in Via Padova a Milano un giovane egiziano di 19 anni viene accoltellato da un membro di una gang di giovani latini dopo una lite per futili motivi. Scoppia la rivolta: gli egiziani, amici e connazionali della vittima scendono in strada e devastano il devastabile nel quartiere, minuti di follia, di paura e violenza. Non è la prima sommossa che si vede a Milano, qualche anno fa furono i cinesi di via Paolo Sarpi a rivoltarsi, anche qui il caos scoppiò per un futile motivo: una contravvenzione da parte di un vigile a un commerciante cinese. Milano oggi non pare molto diversa dalla New York di metà 800 del celebre film di Martin Scorsese, dove gang rivali si affrontano per il controllo della città e lo Stato sembra assente. Succede quasi esattamente la stessa cosa tutti i giorni e ovviamente ci deve scappare il morto perchè la cosa abbia risalto. Ma a Milano è routine che bande di Latinos si fronteggino per il controllo di un quartiere, è routine che i cinesi, quasi alla luce del sole, aprano attività illegali, è routine lo spaccio in stazione centrale da parte dei nordafricani, gli stupri ecc ecc e finchè ognuno se ne sta buono nella sua zona "poco male", ma se succede che qualcuno fa il passo sbagliato nella zona sbagliata ci scappa la violenza di strada il morto e la rivolta. Milano è una città multietnica, ci sono 200000 extracomunitari regolari e 40000 clandestini: numeri pesanti. Il vice sindaco De Corato dice che "sono troppi" ed è difficile tenerli a bada. Si potrebbe capire, il problema è che non si è mai visto un tentativo da parte del Comune e prima ancora dello Stato, di combattere queste problematiche. Io stesso sono stato nella Chinatown, non si vede passare una volante nemmeno di passaggio, sono stato in viale Certosa, dove in pieno giorno, con i miei occhi ho visto clienti di trans brasiliani in fila davanti a portoni di palazzi trasformati in case chiuse abusive. Ci dicono che hanno mandato l'esercito: io questo esercito, a parte il soldato di guardia all'entrata laterale del Duomo, non l'ho mai visto. Non parliamo girare Milano di notte. Questa rivolta, l'ennesima e sicuramente non l'ultima, è il simbolo della debolezza del nostro intero sistema politico in materia di integrazione e di sicurezza: quando si arriva a perdere il controllo della città o di alcune parti di essa, bisogna seriamente porsi delle domande e sedersi a un tavolo per trovare delle soluzioni. La ghettizzazione degli stranieri in un quartiere ha creato come una sorta di territori dove ci si governa da soli e l'ordine pubblico ha difficoltà a farsi rispettare. Non voglio pensare a uno Stato di Polizia, perchè penso che la violenza genera violenza, di certo un rafforzamento delle forze di Polizia, controlli più severi e mirati nelle zone malfamate, e la presenza dell'esercito in pattuglie, anche già la sola presenza forse avrebbe già un effetto deterrente a chi agisce per delinquere contro ogni autorità. L'altro effetto collaterale è che gli italiani residenti cadano, in preda alla disperazione, in atti xenofobi e razzisti, anche contro chi onestamente e nel pieno rispetto delle regole, cerca portare a casa uno stipendio per vivere degnamente con la propria famiglia. Le gangs of Milano vanno combattute però anche con l'aiuto degli stranieri onesti, perchè coprire i connazionali delinquenti quasi li pone sullo stesso piano, se davvero gli stranieri vogliono essere tutelati dalla criminalità facciano il loro dovere di cittadini. Ma prima di tutto questo, dei controlli, dei provvedimenti, della Polizia, della collaborazione, bisogna agire a livello governativo, rivedere tutte le procedure di integrazione, a partire dall'accoglienza fino alla stabilizzazione dello straniero, quindi controlli capillari, burocrazia chiara nel rilascio dei documenti e espulsioni dei delinquenti facendo in modo che non ritornino ovviamente. A me piace che Milano sia multietnica, oramai ogni città moderna ha una grossa parte della popolazione fatta da cittadini stranieri, secondo me questo non è un problema ma una risorsa e io trovo che sia una opportunità culturale eccezionale il contatto con esponenti di altre realtà, l'incontro e il confronto tra diversi stili di vita, e sono per il dare a ogni straniero onesto una onesta chance per cambiare vita, come altri paesi hanno dato una onesta chance a noi italiani. Il Ministro Maroni dice che non c'è il pericolo che Milano rischi una situazione stile banlieu parigine. Per adesso ancora no però l'inerzia volge proprio in quella situazione e come al solito le cose si fanno perchè hai gli occhi puntati addosso, anche se ho paura che appena la cosa non farà più notizia cambierà poco o niente. Le gangs of Milano per ora continuano a combattere per i Five Points.

Godric il Paladino

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Bamboccioni si diventa

A 18 anni fuori di casa. Semplice no? Per il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, la cosa si può fare, anzi: deve essere fatta. Basta con questi ragazzi che a 20, 25, 30 anni sono ancora sotto il caldo, sicuro e sopratutto comodo abbraccio materno, basta con questa poca intraprendenza, con questa paura di mettersi al mondo, di questa poca voglia di farcela da soli. Italiani sveglia! E' ora di uscire di casa e fare muovere l'economia. Come darLe torto Signor Ministro? Vedere questi giovani italiani, nel fiore degli anni, stipati nelle loro camerette è avvilente. Come non comprendere la sua frustazione? Bisogna chiedersi: perchè i giovani italiani non escono di casa anche fino a 30-35 anni?Cosa li tiene fermi? Ho provato a rispondere, e le ragioni sono molteplici. Ad esempio: che noia prepararsi da mangiare da soli, lavare i piatti, lavare e stirare abiti, chi glielo fa fare? A casa c'è la mamma che lo fa, tutto tempo guadagnato! Secondo me questo è il motivo principale, non c'è la voglia di occuparsi delle faccende domestiche, uno scoglio veramente importante da superare. Poi ci sarebbero altri motivi ma non credo siano così gravi come quello già esposto, motivi secondari, del tipo che i prezzi delle case sono troppo alti, i mutui sono insostenibili, gli affitti sono alle stelle e sono preda della più becera speculazione, la difficoltà nel trovare un lavoro stabile che possa garantire la nascita di una famiglia...però non posso pensare che siano questi i veri problemi. Del resto uno studente universitario fuori sede, ad esempio, deve lavorare per pagare l'affitto e nel contempo laurearsi, quindi in media ci mette 6-7 anni se non di più. Se si conta che a Milano una stanza arriva a costare 600 euro al mese, che poi è lo stipendio di un precario, uno studente dovrà allungare non poco la carriera scolastica. Può essere una valida motivazione per cui uno poi si affida ai genitori visto che non ce la fa? Assolutamente no. Non ha voglia. E' questa la verità. Va bene, lasciamo perdere il sarcasmo, e cerchiamo di essere seri. Signor Ministro le chiedo: ma davvero crede in quello che ha detto? Immaginiamo un ragazzo di 18 anni che, come dice Lei, deve uscire di casa. Perfetto: cosa ci vuole per uscire di casa? Una casa innanzitutto e un lavoro per pagarla e per pagare il necessario per vivere. Come può un ragazzo fresco di diploma essere in grado di costruirsi una vita da solo? E non parlo di maturità, di competenze ecc ma di possibilità economiche, questo Stato non permette assolutamente una cosa del genere è già difficile a 25-26 anni. Io ho 25 anni e sono un bamboccione, crede che sono io a volerlo? Sono fidanzato da 6 anni con una ragazza e vogliamo una nostra vita, ma io mi sto laureando in Storia e dovrò continuare a studiare perchè, mi scusi il francesismo, con una Triennale ti sputano in faccia, figurarsi in Storia. Quindi saranno 2 anni di specialistica. Poi se Dio vuole che riesca anche in quello, dovrò trovare lavoro o nell'insegnamento o nell'editoria, se non voglio buttare 6 anni di studi, ma sappiamo come funzionano le cose: gli insegnanti non solo non vengono assunti ma vengono tagliati, vittime del precariato e il giornalismo è un mondo chiuso e selettivo. Ci metterò almeno altri 5 anni da adesso per arrivare a uno stipendio fisso. Quindi si suppone che a 30 anni io esca di casa, e forse mi è anche andata bene. Sono io bamboccione di mio o forse lo sono diventato? Non crede invece che sia da reputare al Governo l'alto numero di bamboccioni nel Paese? Non tutti certo, ma la maggioranza? Non crede che sia troppo comodo scaricare su di noi la colpa del nostro immobilismo? Non si è mai chiesto che magari è la debolezza economica di questo Paese la causa del fatto che i giovani non se la sentano di rischiare? Con tutto il rispetto Signor Ministro, ha una bella faccia tosta a proporre queste cose, e magari il 18 le è scappato d'impulso, ma anche con 20, 22, 26, 27 le cose sarebbero uguali sostanzialmente. Sono sicuro che Lei sia abbastanza intelligente da capire che per tantissimi giovani, bamboccioni si diventa, o meglio si è costretti a esserlo. Forse è il caso di farsi un piccolo esamino di coscienza e vedere si è fatto tutto il possibile per evitare che tanti giovani cerchino ancora il latte materno.

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

Buooooooooooongiorno Italia!!!

"Buoooooooooooooooooongiorno Italia!!!Sono le 09:00 in punto, io sono il vostro (mi devo scegliere ancora il nome d'arte) ed eccoci pronti per le notizie del giorno. Fabrizio Corona è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere, lui commenta:"mi vergogno di essere italiano" bè è già un passo avanti, prima non sapeva che cosa fosse la vergogna. Facciamo progressi. Berlusconi contro tutti dopo le violente reazioni al suo discorso al Ppe e dice "Ce l'hanno tutti con me, me ne hanno dette di tutti i colori dal Presidente della Camera, al Presidente della Repubblica, al capogruppo del Pd alla Camera". Strano davvero, di solito questi organi sono sempre d'accordo con lui... Sgarbi viene condannato a pagare 30000 euro a Travaglio per averlo insultato. Gli altri si mettano in fila con il numero. Grazie. La pillola u486 viene messa in commercio. Il Medioevo si rammarica e commenta:"Increscioso! Questo Paese non ha memoria storica, dove andremo a finire?". Manifestazioni da tutto il Mondo per il No B Day: onde viola da Francia, Germania, Ighilterra e perfino in Australia. La questura minimizza: "solo 90000". Notizia Flash: Balotelli si sfoga su Sportweek "Lasciatemi in pace". Le curve avversarie rispondono:"e ma poi allo stadio cosa ci andiamo a fare?" Morgan dei Bluvertigo non pensa di tornare a fare il giudice di X-Factor:"mi mette in una posizione troppo aristocratica, io non sono un oratore" dice il cantante che aggiunge:"perchè se vogliamo fare un discorso tecnico, la qualità dei cantanti in Italia ha un potenziale eccezionale, ma manca forse un pò di passione, di dinamismo, di eccentricità. Prendiamo un diamante grezzo, ha un valore enorme, ma è brutto da vedersi, allora il nostro compito è di trasformare questo diamante, e dargli quella purezza che lo rende degno di tale nome. Quello che voglio dai ragazzi è un'esplosione di sentimento, la tecnica è importantissima ma sola non basta se non c'è cuore..." Gossip: continuano a spuntare amanti su amanti del numero uno al mondo nel golf Tiger Woods. Oltre a diverse ragazze occasionali, si parla anche di prostitute. La moglie intanto lo costringe a una scelta: "o me o il golf". Tiger medita il ritiro: lo sport gli toglie troppo tempo alla vita sentimentale... L'imbarazzo è che non si capisce a quale delle 2 vite toglie tempo. Per oggi tutto arrivederci a domani dal vostro (nome work in progress) SOLITO N.B. Non so se considerarlo un articolo, ma guardando stamattina su Sky "Gooooooooooood Morning Vietnam". L'energia di Robin Williams (Cronauer nel film) mi ha pervaso ed è nato questo pezzo scritto abbastanza di impulso, ma la comicità (a prescindere se faccia ridere o no, questo spetta a voi deciderlo) non è una cosa che si costruisce ma viene da dentro. Certo in questo caso la componente vocale è importantissima e venendo a mancare l'effetto comico è molto ridimensionato. Se creatività, idee, comicità (nel caso l'avessi) e altre cose permettendo, si può pensare alla rubrica "secondo me" come un programma stile radiofonico con sfondo comico-satirico sull'attualità. Se non funziona si torna ai soliti articoli. E ora vai con la gogna!!!

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

La Nuova Giovine Italia - Intervista a Giuseppe Mazzini

Chissà se era questa l'Italia che Mazzini sognava. Chissà se era questa l'Italia che per la quale lui e altri patrioti hanno combattuto, sofferto, dando la loro vita perchè fosse unita e libera. La domanda che mi pongo spesso, alla luce di quello che accade oggi, cosa penserebbe Mazzini (o gli altri padri della Patria) del suo Paese oggi? Sarebbe contento? Oppure no? Proviamo a immaginare allora che per volere divino o di chi volete voi, ho uno speciale permesso per l'aldilà, una specie di percorso dantesco, che mi porti al cospetto di uno dei padri della Patria, per una speciale intervista. Cado in un sonno profondo e mi risveglio in un luogo a me sconosciuto. Una voce mi dice che il mio desiderio verrà esaudito e avrò l'alto onore di andare lassù e intervistare Giuseppe Mazzini. Quindi ascendo verso l'alto, e arrivo al luogo dell'incontro. Sono molto nervoso e intimorito. La location è tranquilla, forse un pò troppo monotematica, troppo bianca e troppo azzurra, ma ha il pregio di rilassare e dare un senso di assoluta pace, io aspetto in piedi, un pò un pò a disagio, e molto emozionato. Ecco Mazzini che arriva, una figura ordinata e distinta, sguardo fermo, rassicurante. Accenna un sorriso mi porge la mano, una stretta decisa, anche troppo. Mi fa accomodare su una nuvoletta che assomiglia a una poltrona, molto comoda. Sono timido, ma cerco di non farlo trasparire, esordisco: IO:"Signor Mazzini, che piacere incontrarla, non so proprio come ringraziarla per l'incredibile occasione che mi sta offrendo. Per me è più che un onore. Davvero gentilissimo." GM:"Non mi ringrazi, anche per me questo è un momento molto interessante e particolare, un confronto con un italiano del 2009 non potevo certo rifiutarlo." IO:"La prego mi dia del tu, mi sentirei più a mio agio" GM:"Come vuoi." IO:"Entriamo subito nel merito del nostro incontro, come lei saprà, sono qui per intervistarla, per chiederle cosa ne pensa dell'Italia di oggi. Lei è informato su quello che succede oggi in Italia?" GM:"Si mi ritengo informato e aggiornato, diciamo che ho molto tempo libero per farlo." (sorride n.d.r.) IO:"Forse questa domanda dovevo tenerla per ultima, ma voglio iniziare subito forte, quindi, basandosi su ciò che vede e che sente ogni giorno le chiedo: questa l'Italia, L'Italia di oggi, le piace?" GM:"Veramente molto poco ci sono molti aspetti decisamente orribili e inquietanti, assolutamente inconcepibili con la visione di Italia che avevo e che ho. Al momento non sono assolutamente soddisfatto, non posso dire che sia questa l'Italia che volevo." IO:"Allora prima di analizzare gli elementi negativi, cosa salva dell'Italia di oggi?" GM:"A parte la gastronomia, i monumenti e le belle donne?"(sorride ancora n.d.r) IO:"A parte quello" (sorrido anche io n.d.r.) GM:"Guarda, da salvare io credo che ci sia veramente poco, forse nulla, diciamo che salvo gli italiani che ogni mattina si alzano dal proprio letto e vanno al lavoro mandando avanti il loro paese, anche se quest'ultimo non gli riconosce questi sforzi, o peggio gli rende più difficile la vita, ma si alzano lo stesso, ogni giorno, con grande dignità, perchè hanno un grande senso del dovere e amor di Patria. Sono loro, dall'operatore ecologico all'operaio, dallo stagista al dirigente, che mandano avanti l'Italia nel 2009. E' veramente ammirevole la forza con cui tanta gente riesce a dare tanto, nonostante legga sul giornale o guardi in televisione cose deplorevoli che succedono nel loro paese. Arrivano veramente dei macigni giganteschi sulle spalle, ma loro vanno avanti." IO:"Bè un quadro povero di cose positive. Tanto cuore certamente ma in un contesto veramente drammatico. Da che cosa dipende tale contesto?" GM:"Sul banco degli imputati prima di tutti ci va la politica, la classe politica. Ma in generale da tutti quegli italiani individualisti, opportunisti e delinquenti. Mi duole molto dirlo ma l'Italia è un paese ricco di storia e di cultura, dovremmo essere più in alto di quello che siamo, e invece la politica è in mano a una elitè di privilegiati, che perdono tempo a aumentare i loro benefit e allargare le loro prerogative, mettendo davanti i loro interessi a quelli dei loro concittadini. Senza distinzioni tra Destra e Sinistra. E come se non bastasse, si contano molti politici che hanno problemi con la giustizia nel Parlamento. Come può essere che dei delinquenti facciano leggi? Tutto ciò è permesso da una giustizia lenta e imbavagliata, asfissiata dalla burocrazia e attaccata dai politici senza scrupoli che vogliono sottrarsi a essa. E la gente non sa o fa finta di non sapere: giornali e televisioni omertosi e servilisti, perchè di proprietà della politica anch'essi, non fanno abbastanza per dire al popolo cosa non va o lo fanno male. Continuano a dire che va tutto bene, oppure lanciano lo scandalo per poi affossarlo nell'oblio. Quelli che ci provano a dire qualcosa vengono azzittiti. Insomma non c'è una politica pulita e onesta, non c'è una informazione libera, non c'è etica, non c'è una giustizia efficace...Come si fa a essere positivi?E potrei andare avanti. IO:"Lei credeva molto nella democrazia, base imprescindibile per un paese forte e unito, con il popolo vero protagonista. Vede nell'Italia di oggi questa democrazia, vede il popolo protagonista? GM:"Assolutamente no, ma la mia visione di democrazia è inattubile nell'Italia di oggi. La mia democrazia vedeva il popolo vero legislatore, una compartecipazione di tutte le classi sociali al governo della nazione. Cosa che oggi non si può fare, tra il popolo e la legge ci sono i partiti. C'è questo filtro che blocca l'energia popolare. Io penso che se proprio ci devono essere, devono fare molto meglio di quanto stiano facendo ora, ho proprio l'impressione che tengano veramente poco in considerazione il popolo, tendono a essere un organismo a se stante, una oligarchia celata. Decidono loro, impongono spesso le loro decisioni senza interpellare a volte i loro stessi elettori. Voglio dire: se un partito vuole discutere une legge prima bisogna vedere se questa legge va d'accordo con gli interessi degli elettori, sembra banale, ma a volte lo si da per scontato, oppure se un partito avversario propone una legge, prima di decidere se opporsi o appoggiarla bisogna sapere cosa ne pensa l'elettorato. Ho proprio paura che il popolo sia messi ai margini e usato solo quando si tratta di votare, poi una volta eletti i partiti fanno come credono, e grazie a propaganda demagogica, attraverso un imponente bombardamento mediatico, li si convince che va tutto bene, che stanno lavorando per loro, quando spesso non è così. C'è bisogno di più dialogo tra popolo e partito, se quest'ultimo vuole essere davvero il rappresentante del cittadino italiano deve ascoltarlo, perchè è il cittadino il datore di lavoro del politico. Il popolo italiano non è protagonista, è sostanzialmente un organo sotto il controllo dei partiti, che attraverso i media fanno una sorta di lavaggio del cervello. Per non parlare poi di certi partiti secessionisti, xenofobi, che governano l'Italia con sentimenti anti-italiani, si commentano da soli... IO:"E' solo la politica quindi? O nel seno dell'Italia si celano altri cancri, altre malattie? GM:"Hai presente un virus? Il virus entra nell'ospite e si riproduce intaccando tutte le altre cellule. Immaginiamo che la politica sia il virus e l'Italia è l'ospite, una volta intaccato la malattia si diffonde, se la politica è malata di conseguenza tutto il resto si ammala. I privilegi, il nepotismo, lo sfuggire alla giustizia, l'attaccamento alla poltrona che c'è in politica si trasmette negli altri settori, quindi abbiamo dirigenti messi ai posti di comando grazie a qualche telefonata, che magari sono totalmente incompententi, alcuni posti importanti passano di padre in figlio infischiandosene di graduatorie e concorsi...e questo modo di fare invece che essere combatutto è preso da esempio. Una cosa che mi fa molto arrabbiare che l'italiano è visto come un profittatore, come un individualista, che rispetta alla lettera il detto "l'occasione fa l'uomo ladro". Se c'è la possibilità di accedere, anche in maniera illegale, al potere, anche un uomo onesto cade nella trappola, e si fa traviare da questo circolo vizioso. Perchè poi, tu fai un favore a me e io lo faccio a te, se vuoi essere qualcuno, difficilmente è perchè lo meriti, ma è perchè conosci qualcuno che conosce qualcuno, e questo chiude la porta a tanta brava gente che con fatica, passione e dedizione cerca di arrivare a un traguardo che non vedrà mai. E ci sono altri mali, il divario Nord-Sud, che c'è da quando ancora ero in vita, la mafia che spadroneggia e che ha o ha avuto, a quanto sta uscendo adesso, contatti con lo Stato stesso, ma siamo sempre li, se hai un problema che parte dall'alto, gli altri sono solo conseguenze. Se non si cura il male primario si rimarrà sempre malati. IO:"Capisco. E allora che cosa si può fare?Come si possono risolvere questi problemi? GM:"Anche qui userò una metafora medica. Siamo alla stregua di un tumore talmente radicato e profondo dall'essere inoperabile. Servirebbe un cataclisma, una rivoluzione culturale, un cambiamento nel modo di pensare e di fare. Bisognerebbe che al potere salisse gente veramente onesta, gente con voglia di fare, entusiaste, pure e altruiste, che ascoltasse davvero i problemi della gente, e eliminare, radere proprio al suolo tutto ciò che dà accesso ai privilegi e alla brama di potere. Ci sono persone così in Italia e sono tante, ma vengono affossate da chi ha il controllo, per mettere gente di fiducia. E' veramente inconcepibile quello che succede in Italia. Quello che si può fare è portare pazienza e aspettare che si risvegli negli italiani quel senso di voglia di libertà, quella voglia di vera democrazia che ha alimentato me e gli italiani della mia generazione. Una Italia pulita, fatta di gente onesta. Io voglio credere che prima o poi qualcuno farà qualcosa, perchè questo sistema porterà davvero il paese sull'orlo del collasso, e a quel punto sarà troppo tardi. IO:"Lei è stato sicuramente uno dei primi grandi europeisti, sognava una confederazione europea guidata da liberi popoli in armonia, tanto che fondò la Giovine Europa per perseguire questo progetto. Oggi l'Europa è unita nella UE e di fatto una collaborazione c'è e più o meno il suo progetto si è realizzato. Parlando appunto di Italia e Europa Le chiedo: Come giudica il rapporto tra Italia e Europa?Come vede il nostro paese nell'Unione Europea? GM:"Il mio giudizio è anche qui purtroppo non è buono. A livello economico siamo insufficienti, sono state anche aperte delle inchieste UE sul nostro altissimo debito pubblico, abbiamo una economia lenta, fatta anche di sprechi e di orrori a livello gestionale, peccato perchè le nostre maestranze sono riconosciute, ci sono marchi italiani riconosciuti in tutto il mondo ma ancora una volta la nostra politica malata non ci permette di arrivare dove potremmo, di esprimere tutto il nostro potenziale. Sul piano politico l'Italia non è assolutamente credibile. Come potrebbe esserlo? In Italia succedono cose che in altri paesi nemmeno si immaginano: se in Germania, in Inghilterra, un premier subisce un processo, è il primo a dimettersi, e se non lo fa è caldamente invitato da stampa, elettori, opinione pubblica. Se un politico usa patrimonio pubblico per usi personali nel Regno Unito, la stampa lo demolisce e il giorno dopo è fuori. Un giornalista italiano che osa scrivere su un politico, deve farei i conti con querele, garanti della privacy, multe... Non son ancora compiute alcune libertà fondamentali, la gente non sa! Se al tavolo europeo ti presenti con questo curriculum è chiaro che non puoi avere un ruolo primario, al quale potremmo tranquillamente ambire se ci fosse più trasparenza. IO:"Sicuramente chi può cambiare il futuro sono i giovani, c'è qualcosa che vuole dire alla nuova Giovine Italia? Un appello che vuole fare ai ragazzi che si stanno formando?" GM:"La situazione della gioventù italiana è difficile, ci sono tanti bravi ragazzi che con enormi sacrifici studiano, lavorano, molto spesso studiano E lavorano e non riescono a trovare la giusta ricompensa per tanta fatica, per tutto quello che ho detto prima. A loro voglio dire questo: ragazzi italiani, sapete voi per primi che l'Italia siete e sarete voi, chissà quante volte ve lo hanno già detto e chissà quante volte avete scosso la testa demoralizzati. Ma non smettete di credere e non smettete di lottare. E' vero, lo so, vi si sta dando in mano una Italia malata, una Italia debole, una Italia anche divisa tra correnti filosofiche e politiche, ma lo era anche prima che fosse unita, e appena dopo l'Unità, ma allora gli italiani non si arresero e piano piano hanno costruito una nazione importante, che è arrivata a molti traguardi, ma oggi quell'entusiasmo si è perso. Si è perso perchè il bene di pochi è tornato più importante del bene del popolo. Ritrovate l'entusiamo e con esso la voglia di cambiare questa situazione, costruite una mentalità di unione e fratellanza, senza distizione tra ricchi e poveri o altri criteri di suddivisione. Ogni italiano deve dare il massimo per cambiare questa mentalità individualista. Senza un patria libera nessun popolo può realizzarsi, oggi l'Italia è libera come nazione indipendente ma seppur nel 2009, non ci sono altre libertà fondamentali e questa mancanza impedisce la piena realizzazione e la piena maturazione del nostro popolo. So che è già dura sopravvivere per la maggior parte di voi, addirittura in molti lasciano il paese per cercare fortuna, perchè qui sono sorpassati da privilegiati o non hanno abbastanza aiuto per andare avanti, ma se ritrovate l'entusiasmo e abbattete tutto il marcio che sta uccidendo le nostre istituzioni, le cose miglioreranno. Non succederà domani, non succederà tra un anno, non succederà tra 5 anni, ma se rimarrete passivi, e rimarrete a guardare pensando solo al vostro tornaconto, l'Italia sprofonderà nel baratro. IO:"Un appello importante, speriamo venga accolto. L'ultima domanda che le faccio è personale, me la faccio da tempo e spero di potermi permettere. Volevo chiederle: lei ha dato tutta la sua vita, ha rischiato, ha sofferto, è stato esiliato, ha combattuto per la sua patria. Guardando l'Italia di oggi, lo rifarebbe? ne è valsa la pena? Quali sono i suoi sentimenti? GM:"Io ho sempre ritenuto essenziale la libertà dei popoli e la democrazia, e come sai non ho solo contribuito alla lotta per l'indipendenza italiana ma anche per quella di altri popoli europei oppressi. Quando arrivi a questo risultato non c'è spazio per ripensamenti. Non ho rimpianti, non ho rimorsi, rifarei tutto quello che ho fatto e si, ne è valsa la pena. Vedere l'Italia finalmente unita sotto una unica bandiera è stata ed è la più grande soddisfazione della mia vita, sono sereno, perchè ho fatto la mia parte con coscienza pulita e in maniera coerente. Peccato non aver fatto in tempo a vederla Repubblicana in vita, ma mi accontento: meglio tardi che mai. Oggi mi fa certo male vederla ridotta così, non era questa la mia Italia certamente. Sarebbe facile arrabbiarsi e ritenersi offesi, ma non sono ne offeso e ne arrabbiato, sono un pò deluso certamente. Deluso perchè con quello che siamo e con quello che abbiamo potremmo arrivare molto più alto, come ho già detto in precedenza, deluso dagli italiani che non hanno amor di patria e sono accecati dall'egoismo, e ancora peggio da quelli che addirittura insultano l'inno e la bandiera, dichiarandosi fieri delle loro origini regionali, insultando e sentendosi superiore di chi abita a 200 km più a Sud, ma hanno lo stesso sangue e la stessa storia. Non mi arrabbio perchè amo tutti loro in quanto miei fratelli, anche se hanno gravi difetti, ma in fondo, a volte molto in fondo, gli italiani hanno davvero un grande cuore. E su questo faccio molto affidamento per il futuro. IO:"Bene, l'intervista è conclusa. Grazie davvero Signor Mazzini, spero che le sue parole vengano accolte e condivise. Grazie per oggi e per ieri." GM:"Grazie a te per questa chiacchierata. Sii felice e pieno di entusiasmo." NOTA PER I LETTORI/CORRETTORI. Si lo so, mi sa che a sto giro l'ho fatta di fuori. Innanzitutto voglio dire che sono conscio dell'arroganza che ho dimostrato. Oltre a Dante non conosco altri scrittori che sono andati artisticamente nell'aldilà a dialogare con illustri defunti. Sicuramente altri lo hanno fatto, meglio così risulterò forse meno arrogante. A mia discolpa posso dire che ho cercato di non essere prevedibile e scontato, ho cercato qualcosa di insolito e ho pensato a questo, non ho deliri di onnipotenza, ho voluto farlo per mettermi alla prova, senza malizia. L'obiettivo era proprio cercare di scrivere quello che Mazzini avrebbe risposto, non c'è il MIO pensiero nell'intervista, io non riesco a raccogliere l'appello di positività e entusiasmo, e poi io e Mazzini, filosoficamente, abbiamo altre divergenze. Ho cercato, informandomi sul suo pensiero e basandomi su quello che so di capire come mi avrebbe risposto cercando di scrivere l'attualità in maniera insolita, cioè una intervista a un illustre defunto che guarda l'Italia di oggi avendo vissuto quella di ieri. Attualità che si sa già non è tanto una questione di scrivere qualcosa di nuovo dal nulla ma di non scrivere il "solito articolo". Mi scuso per la lunghezza. Speriamo che le vostre coronarie reggano. Evitiamo perbenismo e bacchettonismo del tipo "come ti permetti tu, ignobile scribacchino, di scomodare e infangare la memoria di un grande personaggio bla bla bla, non hai rispetto, bla bla bla" Non terrò in considerazione tali espressioni. So quello che ho fatto, non mi devo giustificare e non credo di aver scritto oscenità tali per simili espressioni. L'unico a cui chiedo scusa è Mazzini stesso, se per caso non avessi scritto cose affini al suo pensiero, vuoi perchè non l'ho interpretato bene, vuoi perchè non ricordo qualcosa ecc ecc ecc. Poi mi scuso per eventuali errori che lui sicuramente non avrebbe commesso e sopratutto mi scuso per averlo preso in causa nei miei deliri giornalistici. Ci ho messo 2 giorni, ho riletto più volte, ho un pò di mal di testa, non li vedo ma sicuramente ci sono altri errori, ma ve lo do in pasto bello crudo. Buon divertimento.

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

La Nuova Giovine Italia - Intervista a Giuseppe Mazzini

Chissà se era questa l'Italia che Mazzini sognava. Chissà se era questa l'Italia che per la quale lui e altri patrioti hanno combattuto, sofferto, dando la loro vita perchè fosse unita e libera. La domanda che mi pongo spesso, alla luce di quello che accade oggi, cosa penserebbe Mazzini (o gli altri padri della Patria) del suo Paese oggi? Sarebbe contento? Oppure no? Proviamo a immaginare allora che per volere divino o di chi volete voi, ho uno speciale permesso per l'aldilà, una specie di percorso dantesco, che mi porti al cospetto di uno dei padri della Patria, per una speciale intervista. Cado in un sonno profondo e mi risveglio in un luogo a me sconosciuto. Una voce mi dice che il mio desiderio verrà esaudito e avrò l'alto onore di andare lassù e intervistare Giuseppe Mazzini. Quindi ascendo verso l'alto, e arrivo al luogo dell'incontro. Sono molto nervoso e intimorito. La location è tranquilla, forse un pò troppo monotematica, troppo bianca e troppo azzurra, ma ha il pregio di rilassare e dare un senso di assoluta pace, io aspetto in piedi, un pò un pò a disagio, e molto emozionato. Ecco Mazzini che arriva, una figura ordinata e distinta, sguardo fermo, rassicurante. Accenna un sorriso mi porge la mano, una stretta decisa, anche troppo. Mi fa accomodare su una nuvoletta che assomiglia a una poltrona, molto comoda. Sono timido, ma cerco di non farlo trasparire, esordisco: IO:"Signor Mazzini, che piacere incontrarla, non so proprio come ringraziarla per l'incredibile occasione che mi sta offrendo. Per me è più che un onore. Davvero gentilissimo." GM:"Non mi ringrazi, anche per me questo è un momento molto interessante e particolare, un confronto con un italiano del 2009 non potevo certo rifiutarlo." IO:"La prego mi dia del tu, mi sentirei più a mio agio" GM:"Come vuoi." IO:"Entriamo subito nel merito del nostro incontro, come lei saprà, sono qui per intervistarla, per chiederle cosa ne pensa dell'Italia di oggi. Lei è informato su quello che succede oggi in Italia?" GM:"Si mi ritengo informato e aggiornato, diciamo che ho molto tempo libero per farlo." (sorride n.d.r.) IO:"Forse questa domanda dovevo tenerla per ultima, ma voglio iniziare subito forte, quindi, basandosi su ciò che vede e che sente ogni giorno le chiedo: questa l'Italia, L'Italia di oggi, le piace?" GM:"Veramente molto poco ci sono molti aspetti decisamente orribili e inquietanti, assolutamente inconcepibili con la visione di Italia che avevo e che ho. Al momento non sono assolutamente soddisfatto, non posso dire che sia questa l'Italia che volevo." IO:"Allora prima di analizzare gli elementi negativi, cosa salva dell'Italia di oggi?" GM:"A parte la gastronomia, i monumenti e le belle donne?"(sorride ancora n.d.r) IO:"A parte quello" (sorrido anche io n.d.r.) GM:"Guarda, da salvare io credo che ci sia veramente poco, forse nulla, diciamo che salvo gli italiani che ogni mattina si alzano dal proprio letto e vanno al lavoro mandando avanti il loro paese, anche se quest'ultimo non gli riconosce questi sforzi, o peggio gli rende più difficile la vita, ma si alzano lo stesso, ogni giorno, con grande dignità, perchè hanno un grande senso del dovere e amor di Patria. Sono loro, dall'operatore ecologico all'operaio, dallo stagista al dirigente, che mandano avanti l'Italia nel 2009. E' veramente ammirevole la forza con cui tanta gente riesce a dare tanto, nonostante legga sul giornale o guardi in televisione cose deplorevoli che succedono nel loro paese. Arrivano veramente dei macigni giganteschi sulle spalle, ma loro vanno avanti." IO:"Bè un quadro povero di cose positive. Tanto cuore certamente ma in un contesto veramente drammatico. Da che cosa dipende tale contesto?" GM:"Sul banco degli imputati prima di tutti ci va la politica, la classe politica. Ma in generale da tutti quegli italiani individualisti, opportunisti e delinquenti. Mi duole molto dirlo ma l'Italia è un paese ricco di storia e di cultura, dovremmo essere più in alto di quello che siamo, e invece la politica è in mano a una elitè di privilegiati, che perdono tempo a aumentare i loro benefit e allargare le loro prerogative, mettendo davanti i loro interessi a quelli dei loro concittadini. Senza distinzioni tra Destra e Sinistra. E come se non bastasse, si contano molti politici che hanno problemi con la giustizia nel Parlamento. Come può essere che dei delinquenti facciano leggi? Tutto ciò è permesso da una giustizia lenta e imbavagliata, asfissiata dalla burocrazia e attaccata dai politici senza scrupoli che vogliono sottrarsi a essa. E la gente non sa o fa finta di non sapere: giornali e televisioni omertosi e servilisti, perchè di proprietà della politica anch'essi, non fanno abbastanza per dire al popolo cosa non va o lo fanno male. Continuano a dire che va tutto bene, oppure lanciano lo scandalo per poi affossarlo nell'oblio. Quelli che ci provano a dire qualcosa vengono azzittiti. Insomma non c'è una politica pulita e onesta, non c'è una informazione libera, non c'è etica, non c'è una giustizia efficace...Come si fa a essere positivi?E potrei andare avanti. IO:"Lei credeva molto nella democrazia, base imprescindibile per un paese forte e unito, con il popolo vero protagonista. Vede nell'Italia di oggi questa democrazia, vede il popolo protagonista? GM:"Assolutamente no, ma la mia visione di democrazia è inattubile nell'Italia di oggi. La mia democrazia vedeva il popolo vero legislatore, una compartecipazione di tutte le classi sociali al gioverno della aazione. Cosa che oggi non si può fare, tra il popolo e la legge ci sono i partiti. C'è questo filtro che blocca l'energia popolare. Io penso che se proprio ci devono essere, devono fare molto meglio di quanto stiano facendo ora, ho proprio l'impressione che tengano veramente poco in considerazione il popolo, tendono a essere un organismo a se stante, una oligarchia celata. Decidono loro, impongono spesso le loro decisioni senza interpellare a volte i loro stessi elettori. Voglio dire: se un partito vuole discutere une legge prima bisogna vedere se questa legge va d'accordo con gli interessi degli elettori, sembra banale, ma a volte lo si da per scontato, oppure se un partito avversario propone una legge, prima di decidere se opporsi o appoggiarla bisogna sapere cosa ne pensa l'elettorato. Ho proprio paura che il popolo sia messi ai margini e usato solo quando si tratta di votare, poi una volta eletti i partiti fanno come credono, e grazie a propaganda demagogica, attraverso un imponente bombardamento mediatico, li si convince che va tutto bene, che stanno lavorando per loro, quando spesso non è così. C'è bisogno di più dialogo tra popolo e partito, se quest'ultimo vuole essere davvero il rappresentante del cittadino italiano deve ascoltarlo, perchè è il cittadino il datore di lavoro del politico. Il popolo italiano non è protagonista, è sostanzialmente un organo sotto il controllo dei partiti, che attraverso i media fanno una sorta di lavaggio del cervello. Per non parlare poi di certi partiti secessionisti, xenofobi, che governano l'Italia con sentimenti anti-italiani, si commentano da soli... IO:"E' solo la politica quindi? O nel seno dell'Italia si celano altri cancri, altre malattie? GM:"Hai presente un virus? Il virus entra nell'ospite e si riproduce intaccando tutte le altre cellule. Immaginiamo che la politica sia il virus e l'Italia è l'ospite, una volta intaccato la malattia si diffonde, se la politica è malata di conseguenza tutto il resto si ammala. I privilegi, il nepotismo, lo sfuggire alla giustizia, l'attaccamento alla poltrona che c'è in politica si trasmette negli altri settori, quindi abbiamo dirigenti messi ai posti di comando grazie a qualche telefonata, che magari sono totalmente incompententi, alcuni posti importanti passano di padre in figlio infischiandosene di graduatorie e concorsi...e questo modo di fare invece che essere combatutto è preso da esempio. Una cosa che mi fa molto arrabbiare che l'italiano è visto come un profittatore, come un individualista, che rispetta alla lettera il detto "l'occasione fa l'uomo ladro". Se c'è la possibilità di accedere, anche in maniera illegale, al potere, anche un uomo onesto cade nella trappola, e si fa traviare da questo circolo vizioso. Perchè poi, tu fai un favore a me e io lo faccio a te, se vuoi essere qualcuno, difficilmente è perchè lo meriti, ma è perchè conosci qualcuno che conosce qualcuno, e questo chiude la porta a tanta brava gente che con fatica, passione e dedizione cerca di arrivare a un traguardo che non vedrà mai. E ci sono altri mali, il divario Nord-Sud, che c'è da quando ancora ero in vita, la mafia che spadroneggia e che ha o ha avuto, a quanto sta uscendo adesso, contatti con lo Stato stesso, ma siamo sempre li, se hai un problema che parte dall'alto, gli altri sono solo conseguenze. Se non si cura il male primario si rimarrà sempre malati. IO:"Capisco. E allora che cosa si può fare?Come si possono risolvere questi problemi? GM:"Anche qui userò una metafora medica. Siamo alla stregua di un tumore talmente radicato e profondo dall'essere inoperabile. Servirebbe un cataclisma, una rivoluzione culturale, un cambiamento nel modo di pensare e di fare. Bisognerebbe che al potere salisse gente veramente onesta, gente con voglia di fare, entusiaste, pure e altruiste, che ascoltasse davvero i problemi della gente, e eliminare, radere proprio al suolo tutto ciò che dà accesso ai privilegi e alla brama di potere. Ci sono persone così in Italia e sono tante, ma vengono affossate da chi ha il controllo, per mettere gente di fiducia. E' veramente inconcepibile quello che succede in Italia. Quello che si può fare è portare pazienza e aspettare che si risvegli negli italiani quel senso di voglia di libertà, quella voglia di vera democrazia che ha alimentato me e gli italiani della mia generazione. Una Italia pulita, fatta di gente onesta. Io voglio credere che prima o poi qualcuno farà qualcosa, perchè questo sistema porterà davvero il paese sull'orlo del collasso, e a quel punto sarà troppo tardi. IO:"Lei è stato sicuramente uno dei primi grandi europeisti, sognava una confederazione europea guidata da liberi popoli in armonia, tanto che fondò la Giovine Europa per perseguire questo progetto. Oggi l'Europa è unita nella UE e di fatto una collaborazione c'è e più o meno il suo progetto si è realizzato. Parlando appunto di Italia e Europa Le chiedo: Come giudica il rapporto tra Italia e Europa?Come vede il nostro paese nell'Unione Europea? GM:"Il mio giudizio è anche qui purtroppo non è buono. A livello economico siamo insufficienti, sono stati anche aperti delle inchieste UE sul nostro altissimo debito pubblico, abbiamo una economia lenta, fatta anche di sprechi e di orrori a livello gestionale, peccato perchè le nostre maestranze sono riconosciute, ci sono marchi italiani riconosciuti in tutto il mondo ma ancora una volta la nostra politica malata non ci permette di arrivare dove potremmo, di esprimere tutto il nostro potenziale. Sul piano politico l'Italia non è assolutamente credibile. Come potrebbe esserlo? In Italia succedono cose che in altri paesi nemmeno si immaginano: se in Germania, in Inghilterra, un premier subisce un processo, è il primo a dimettersi, e se non lo fa è caldamente invitato da stampa, elettori, opinione pubblica. Se un politico usa patrimonio pubblico per usi personali nel Regno Unito, la stampa lo demolisce e il giorno dopo è fuori. Un giornalista italiano che osa scrivere su un politico, deve farei i conti con querele, garanti della privacy, multe... Non son ancora compiute alcune libertà fondamentali, la gente non sa! Se al tavolo europeo ti presenti con questo curriculum è chiaro che non puoi avere un ruolo primario, al quale potremmo tranquillamente ambire se ci fosse più trasparenza. IO:"Sicuramente chi può cambiare il futuro sono i giovani, c'è qualcosa che vuole dire alla nuova Giovine Italia? Un appello che vuole fare ai ragazzi che si stanno formando?" GM:"La situazione della gioventù italiana è difficile, ci sono tanti bravi ragazzi che con enormi sacrifici studiano, lavorano, molto spesso studiano E lavorano e non riescono a trovare la giusta ricompensa per tanta fatica, per tutto quello che ho detto prima. A loro voglio dire questo: ragazzi italiani, sapete voi per primi che l'Italia siete e sarete voi, chissà quante volte ve lo hanno già detto e chissà quante volte avete scosso la testa demoralizzati. Ma non smettete di credere e non smettete di lottare. E' vero, lo so, vi si sta dando in mano una Italia malata, una Italia debole, una Italia anche divisa tra correnti filosofiche e politiche, ma lo era anche prima che fosse unita, e appena dopo l'Unità, ma allora gli italiani non si arresero e piano piano hanno costruito una nazione importante, che è arrivata a molti traguardi, ma oggi quell'entusiasmo si è perso. Si è perso perchè il bene di pochi è tornato più importante del bene del popolo. Ritrovate l'entusiamo e con esso la voglia di cambiare questa situazione, costruite una mentalità di unione e fratellanza, senza distizione tra ricchi e poveri o altri criteri di suddivisione. Ogni italiano deve dare il massimo per cambiare questa mentalità individualista. Senza un patria libera nessun popolo può realizzarsi, oggi l'Italia è libera come nazione indipendente ma seppur nel 2009, non ci sono altre libertà fondamentali e questa mancanza impedisce la piena realizzazione e la piena maturazione del nostro popolo. So che è già dura sopravvivere per la maggior parte di voi, addirittura in molti lasciano il paese per cercare fortuna, perchè qui sono sorpassati da privilegiati o non hanno abbastanza aiuto per andare avanti, ma se ritrovate l'entusiasmo e abbattete tutto il marcio che sta uccidendo le nostre istituzioni, le cose miglioreranno. Non succederà domani, non succederà tra un anno, non succederà tra 5 anni, ma se rimarrete passivi, e rimarrete a guardare pensando solo al vostro tornaconto, l'Italia sprofonderà nel baratro. IO:"Un appello importante, speriamo venga accolto. L'ultima domanda che le faccio è personale, me la faccio da tempo e spero di potermi permettere. Volevo chiederle: lei ha dato tutta la sua vita, ha rischiato, ha sofferto, è stato esiliato, ha combattuto per la sua patria. Guardando l'Italia di oggi, lo rifarebbe? ne è valsa la pena? Quali sono i suoi sentimenti? GM:"Io ho sempre ritenuto essenziale la libertà dei popoli e la democrazia, e come sai non ho solo contribuito alla lotta per l'indipendenza italiana ma anche per quella di altri popoli europei oppressi. Quando arrivi a questo risultato non c'è spazio per ripensamenti. Non ho rimpianti, non ho rimorsi, rifarei tutto quello che ho fatto e si, ne è valsa la pena. Vedere l'Italia finalmente unita sotto una unica bandiera è stata ed è la più grande soddisfazione della mia vita, sono sereno, perchè ho fatto la mia parte con coscienza pulita e in maniera coerente. Peccato non aver fatto in tempo a vederla Repubblicana in vita, ma mi accontento: meglio tardi che mai. Oggi mi fa certo male vederla ridotta così, non era questa la mia Italia certamente. Sarebbe facile arrabbiarsi e ritenersi offesi, ma non sono ne offeso e ne arrabbiato, sono un pò deluso certamente. Deluso perchè con quello che siamo e con quello che abbiamo potremmo arrivare molto più alto, come ho già detto in precedenza, deluso dagli italiani che non hanno amor di patria e sono accecati dall'egoismo, e ancora peggio da quelli che addirittura insultano l'inno e la bandiera, dichiarandosi fieri delle loro origini regionali, insultando e sentendosi superiore di chi abita a 200 km più a Sud, ma hanno lo stesso sangue e la stessa storia. Non mi arrabbio perchè amo tutti loro in quanto miei fratelli, anche se hanno gravi difetti, ma in fondo, a volte molto in fondo, gli italiani hanno davvero un grande cuore. E su questo faccio molto affidamento per il futuro. IO:"Bene, l'intervista è conclusa. Grazie davvero Signor Mazzini, spero che le sue parole vengano accolte e condivise. Grazie per oggi e per ieri." GM:"Grazie a te per questa chiacchierata. Sii felice e pieno di entusiasmo." NOTA PER I LETTORI/CORRETTORI. Si lo so, mi sa che a sto giro l'ho fatta di fuori. Innanzitutto voglio dire che sono conscio dell'arroganza che ho dimostrato. Oltre a Dante non conosco altri scrittori che sono andati artisticamente nell'aldilà a dialogare con illustri defunti. Sicuramente altri lo hanno fatto, meglio così risulterò forse meno arrogante. A mia discolpa posso dire che ho cercato di non essere prevedibile e scontato, ho cercato qualcosa di insolito e ho pensato a questo, non ho deliri di onnipotenza, ho voluto farlo per mettermi alla prova, senza malizia. L'obiettivo era proprio cercare di scrivere quello che Mazzini avrebbe risposto, non c'è il MIO pensiero nell'intervista, io non riesco a raccogliere l'appello di positività e entusiasmo, e poi io e Mazzini, filosoficamente, abbiamo altre divergenze. Ho cercato, informandomi sul suo pensiero e basandomi su quello che so di capire come mi avrebbe risposto cercando di scrivere l'attualità in maniera insolita, cioè una intervista a un illustre defunto che guarda l'Italia di oggi avendo vissuto quella di ieri. Attualità che si sa già non è tanto una questione di scrivere qualcosa di nuovo dal nulla ma di non scrivere il "solito articolo". Mi scuso per la lunghezza. Speriamo che le vostre coronarie reggano. Evitiamo perbenismo e bacchettonismo del tipo "come ti permetti tu, ignobile scribacchino, di scomodare e infangare la memoria di un grande personaggio bla bla bla, non hai rispetto, bla bla bla" Non terrò in considerazione tali espressioni. So quello che ho fatto, non mi devo giustificare e non credo di aver scritto oscenità tali per simili espressioni. L'unico a cui chiedo scusa è Mazzini stesso, se per caso non avessi scritto cose affini al suo pensiero, vuoi perchè non l'ho interpretato, vuoi perchè non ricordo qualcosa. Poi mi scuso per eventuali errori che lui sicuramente non avrebbe commesso e sopratutto mi scuso per averlo preso in causa nei miei deliri giornalistici. Ci ho messo 2 giorni, ho riletto più volte, ho un pò di mal di testa, non li vedo ma sicuramente ci sono altri errori, ma ve lo di in pasto bello crudo. Buon divertimento.

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

L'ora della discordia - Reloaded

Riproviamo. Quante cose si possono fare in 60 minuti?Beh molte. Si può giocare a calcetto con gli amici, giocare alla Play Station, pranzare, leggere, scrivere, imparare la cultura e la religione islamica...e tante altre cose. Lo spinoso problema dell'integrazione si risolve anche insegnando a scuola la religione islamica. O questa è l'idea che hanno le personalità al governo. Ma molteplici dubbi annidano la mente. La cultura islamica è oggettivamente una cultura affascinante, ricca di storia e di tradizione, non mancano i suoi lati negativi, ma questo dipende anche dai punti di vista. Gli stessi punti di vista offrono una dicotomia anche per quanto rigarda il popolo islamico, che sembrerebbe avere due volti: il volto storico, che descrive gli islamici come un popolo fiero, di grandi scienziati, filosofi, guerrieri, letterati e artisti, e il volto attuale, dove si risaltano di più i lati negativi, e quindi abbiamo degli integralisti, invasori, criminali, terroristi, intolleranti. La visione negativa che si ha verso un popolo, soprattutto quando tanti individui del suddetto arrivano nel nostro paese in cerca di fortuna, rende difficile quello che noi chiamiamo "processo di integrazione". Fare in modo che due popoli con usi, costumi, religione completamente diversi convivano non è facile, non lo è mai stato, nessuno vuole rinunciare al proprio retaggio culturale, e ovviamente nessuno vuole che l'uno prevalga sull'altro. Quello dell'integrazione è un problema storico. Parlando di Islam, la Storia ha dimostrato che in molti casi, quando i seguaci di Maometto sottomettevano le popolazioni cristiane, lasciavano amplissima libertà di culto e di studio e lasciavano quasi intatte le strutture amministrative, cosa che i Cristiani non erano molto avvezzi a fare, le Crociate ad esempio sono stati quasi 2 secoli di crudeltà. Il tempo passa e le cose cambiano, ma il problema rimane ed è un problema importante. Concentriamoci sull'Italia: l'emergenza è evidente, la nostra penisola geograficamente ben si presta ai "viaggi della speranza" e ogni anno tantissimi immigrati arrivano in cerca di migliorare le proprie condizioni sociali. Questo comporta tante problematiche (criminalità, abusivismo, nomadismo, posti di lavoro insufficienti...) che sommate fanno nascere malcontenti e quella sensazione di essere invasi. Il bombardamento mediatico su queste problematiche fa il resto, facendo nascere il sentimento di paura e ostilità, e si arriva, purtroppo, alla generalizzazione. Tutti gli islamici sono "cattivi". Risultato: anche i tantissimi islamici per bene da integrare hanno difficoltà a farlo, è inutile girarci intorno: c'è un sentimento anti-integrazione, anche se non vale, ovviamente, per tutti gli italiani. Per spazzare via questo sentimento e permettere una integrazione funzionale e completa, è stato fatto molto lavoro e sono state avanzate molte proposte, che vanno dalla creazione delle classi per soli stranieri, alla concessione del voto agli immigrati (e questo non vale solo per i musulmani) fino ad arrivare all'istituzione dell'ora di religione islamica a scuola. L'obiezione che si vuole fare a quest'ultima proposta è che non risolve affatto il problema, neanche lontanamente, e i motivi sono tanti. 1)La prima obiezione è di tipo sensoriale, questa ora sa tanto di "conosci il nemico". Certo è di quelle estreme, ma in un delicato contesto di paura, dedicare un'ora scolastica a una religione comune a molti immigrati, come se fosse nata ieri, da adito a delle perplessità. 2)E' riduttivo insegnarla solo agli studenti, anzi, paradossalmente sarebbe meglio insegnarla agli adulti, perchè manifestazioni di intolleranza verso stranieri integrati e per bene da parte di soggetti non più alle prese con gli studi, è frutto di ignoranza. 3)E' discriminatorio e irrispettoso verso le altre religioni, visto che allora bisognerebbe istruire gli studenti con un'ora di Cristianesimo Ortodosso, Buddismo, Induismo, Scintoismo, Protenstantesimo e via discorrendo, visto che ci sono immigrati anche di quelle religioni. 4)La materia è facoltativa e indirizzata a studenti sia islamici e cristiani ora: 4a)Quanti cristiani la frequenteranno? Le statistiche dicono che molti studenti italiani disertano l'ora di religione classica, figuriamoci quella di religione islamica... 4b)Quali docenti la insegneranno?se saranno docenti italiani c'è il rischio che un genitore islamico possa pensare che si stia indottrinando il figlio a una visione islamica deviata dallo Stato. Anche questa una visione abbastanza estrema, ma possibile. Se invece anche l'insegnate è islamico, bè ci sono già le scuole coraniche, a che serve?sarebbero soldi spesi quasi inutilmente. Sia chiaro che si ritiene importante e fondamentale l'apprendimento della cultura islamica, ma non è questo il modo, e non aiuta a risolvere il problema dell'integrazione. Se si vuole insegnare questo argomento magari si potrebbe farlo durante le lezioni di Storia, con delle ore integrative sull'Islam, quando con il programma si arriva a parlarne. Ma il punto più discusso è il target a cui si vuole fare apprendere tale argomento. Cosa sa un italiano medio dell'islam? Ha una preparazione sociologica, antropologica e storica o forse ha solo quello tramandato dai media e cioè che uccidono le donne adultere, che fanno mettere alle donne il burqa, che si fanno esplodere ecc? Oppure un ibrido tra le due? L'integrazione passa prima di tutto dalla conoscenza, e non una conoscenza del tipo "conosci il nemico" per sopraffarlo, ma conosci l'altro per capirlo, e possibilmente accettarlo. Se non si ha conoscenza si è preda della propaganda che pensa per la gente e la fa agire in maniera predeterminata. Non si vuole avere l'arroganza da dare una soluzione a un problema storico, però è facile (sulla carta) indicare il punto di partenza. Conoscere. Vale sia per gli islamici che per i cristiani. L'incontro tra due culture è sempre traumatico all'inizio, ma ci sono paesi dove questa unione ha fatto la forza. In un'ora si può veramente imparare tanto, basta usarla con criterio. Nota per i correttori: ho cercato una stesura più formale, senza parlare in prima persona, anche se lo preferisco. Ho cercato di aggiustare punteggiatura e forma e ho eliminato le espressioni tipo "secondo me" e di iniziare e concludere un discorso. Speriamo sia andata meglio.

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

L'ora della discordia

Quante cose si possono fare in 60 minuti?Bè direi molte. Si può giocare a calcetto con gli amici, o giocare alla Play Station, pranzare, leggere, scrivere, imparare la cultura e la religione islamica...e tante altre cose. La risoluzione allo spinoso problema dell'integrazione si risolve anche insegnando a scuola la religione islamica. O questa è l'idea che hanno ai piani alti. Molteplici dubbi annidano la mia mente. Premetto che a me affascina molto la cultura islamica. Ha i suoi lati che non mi piacciono ma è soggettivo. Un popolo storicamente fiero, grandi scienziati, filosofi, guerrieri, letterati e artisti Oggi più che altro invasori, criminali, terroristi, intolleranti. Fare in modo che due popoli con usi, costumi, religione completamente diversi convivano non è facile, non lo è mai stato, nessuno vuole rinunciare al proprio retaggio culturale. Quello dell'integrazione è un problema storico. Ma parlando di Islam, la Storia ha dimostrato che in molti casi quando i seguaci di Maometto sottomettevano le popolazioni cristiane più che altro iberiche lasciavano amplissima libertà di culto, anche libertà di studio e lascivano quasi intatte le strutture amministrative. Cosa che i Cristiani non erano molto avvezzi a fare, le Crociate ad esempio sono stati quasi 2 secoli di crudeltà. Le cose oggi sono diverse, non voglio dire che è il contrario, ma il tempo ha cambiato molte cose. Ma concentriamoci sull'Italia, il problema è evidente e ognuno propone soluzioni diverse. E' stata avanzata l'idea delle classi per soli stranieri, ad esempio, o se concedere o no il voto agli immigrati (e questo non vale solo per i musulmani) e per ultimo l'ora di religione islamica a scuola. Di fondo a tutto, diciamolo chiaramente, c'è la paura. E' la paura che smuove i cuori e causa manifestazioni negative. Si sentono attentati di musulmani kamikaze ai nostri soldati nelle zone di guerra, o quelli che si fanno esplodere qua, violenze e stupri compiuti da questi stranieri ecc. Ovvio che si ha paura ed è ovvio che si vuole sicurezza, e via con le ronde, con le leggi sul reato di clandestinità ecc. Questa ora di religione per me è abbastanza insulsa, non risolve affatto il problema, neanche lontanamente e i motivi sono tanti. 1)La prima obiezione è di tipo sensoriale, a me questa ora sa tanto di "conosci il nemico". A pelle. Sbaglierò... 2)Non è assolutamente agli studenti che bisogna insegnarla, o meglio NON SOLO ma anche agli adulti, perchè manifestazioni di intolleranza verso anche stranieri integrati e per bene è frutto di ignoranza. 3)E' discriminatorio e irrispettoso verso le altre religioni, visto che allora bisognerebbe istruire i bambini con un'ora di Cristianesimo Ortodosso, Buddismo, Induismo, Scintoismo, Protenstantesimo e via discorrendo 4)la materia è facoltativa e indirizzata a studenti sia islamici e cristiani ora: 4a)diciamoci la verità:quanti cristiani la frequenteranno?La mia personale esperienza vuole molti studenti italiani disertano l'ora di religione classica...pensate l'ora di religione islamica... 4b)Quali docenti la insegneranno?se docenti italiani c'è il rischio che un genitore islamico possa pensare che si stia indottrinando il figlio a una visione islamica deviata dallo Stato. Se invece anche l'insegnate è islamico, bè ci sono già le scuole coraniche, a che serve?sarebbero soldi spesi quasi inutilmente. Non sono contro all'apprendimento della cultura islamica, ma non è questo il modo, e non si risolve così l'integrazione. Io penso sia meglio tipo farlo durante le ora di Storia, dove appena si arrivare alla formazione dell'Islam fare una o più lezioni su esso. Mia ipotesi personale e ampliamente opinabile. Ma soprattutto il target è sbagliato, o come dicevo prima, MOLTO INCOMPLETO. Ok magari le generazioni future sapranno comportarsi a modo una volta appresa la cultura, ma l'apprendimento serve ora e a tutti. Proviamo a chiederci cosa sappiamo dell'Islam noi. Un italiano medio cosa sa dell'islam? Forse che uccidono le donne adultere, che fanno mettere alle donne il burqa, che si fanno esplodere, ie altri nsegnamenti della cronaca. Cose vere, ma l'Islam è una nazione immensa con migliaia di sfaccettature ed è inutile dire che ci sono musulmani e musulmani. L'integrazione passa prima di tutto dalla conoscenza, e non una conoscenza del tipo "conosci il nemico" per sopraffarlo, ma conosci l'altro per capirlo, e possibilmente accettarlo. Se non si ha conoscenza si è preda della propaganda che pensa per te e ti fa agire in maniera predeterminata. Non sono uno statista ne un politico, non sono così arrogante da dare una soluzione a un problema storico, però è facile (sulla carta) indicare il punto di partenza. Conoscere. Vale per noi e per loro, anche loro non ci conoscono. L'incontro tra due culture è sempre traumatico all'inizio, ma ci sono paesi dove questa unione ha fatto la forza. In un'ora si può veramente imparare tanto, basta usarla con criterio.

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

Un premio alla fiducia, questa sconosciuta.

Il 9 ottobre 2009 viene assegnato il Premio Nobel per la Pace al Presidente degli Stati Uniti Barack Hussein Obama. Una decisione presa all'unanimità dal comitato premiante, con la seguente motivazione:"«per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». Egli si dice onorato per il prestigioso riconoscimento, (quasi tutta) la stampa di tutto il mondo celebra il primo Presidente afroamericano, complimenti e plausi da tutti i leader del Pianeta. Ma non è tutta all'acqua di rose, sono in molti a non pensarla come il comitato che ha premiato il presidente, motivando lo scetticismo che nulla di concreto è stato fatto per far si che il premio fosse meritato. "Assurdo" attacca il Times da Londra, "Rischioso" per il Time di New York, "Prematuro" per il Financial Time, addirittura Michael Moore che pur complimentandosi con il Presidente, dichiara "ora se lo guadagni" e così via. Insomma la stampa USA è scettica e altre perplessità si innalzano dal giubilo. Uno scetticismo che quasi trova d'accordo lo stesso premiato il quale si dichiara sorpreso e non sicuro di meritarselo. Analizzando i fatti, quelli che servono, quelli che si possono verificare e che sono fondamentali per dare tale premio, si evince che c'è buon potenziale, primi timidi passi in una strada che porti gli USA e il mondo a dei miglioramenti, prove di dialogo, accordi sul nucleare, risanamento dell'economia sono stati fatti però...mi sento di accodarmi a Obama e alla sua "sorpresa". Ma non mi sento nemmeno di attaccare come ha fatto un pò tutta la stampa Stars and Stripes. Può avere certamente ragione però a mio modo di vedere criticare apertamente non fa bene. Il Presidente ha un bel peso sulle spalle, questo premio gli è stato dato sulla fiducia, per cose che deve ancora portare a casa, non credo sia producente un atteggiamento scettico. Spronare all'azione come Moore mi trova più d'accordo, c'è lavoro da fare, le aspettative sono tante, ma ricordiamo che Obama è in carica da meno di un anno. Mi piace questo premio perchè si basa sulla fiducia. Gira un pò tutto intorno a questo, la fiducia. Penso che anche l'Accademia di Oslo sia conscia della prematurità del premio, ma penso che sia certa che i risultati arriveranno. Viviamo in una società dominata dal gretto materialismo, scetticismo e egoismo, dove contano solo i risultati buoni e in poco tempo, nessun margine di errore e nessuna pazienza. La fiducia nel prossimo è un azzardo che in pochi sono disposti a rischiare, per come vanno le cose ogni errore può essere fatale. E ne si avrebbe ben donde, chi si fiderebbe di un bancario dopo Lemhan Brothers o Madoff?Chi si fiderebbe di un premier dopo Mills?Chi si fiderebbe di un industriale dopo Cirio e Parmalat?Chi si fiderebbe di un politico dopo la P2? E la lista è lunga... Ma se si va avanti così si innesta una catena di diffidenza che porterà agli stessi danni di un azzardo. Fiducia, chi al giorno d'oggi può dire "io di tizio mi fido ciecamente"? Non lo so...in tanti lo dicono nascondendo un buonismo di facciata e nicodemico, il vecchio detto "fidardi è bene ma non fidarsi è meglio" ha quasi sempre la meglio. Altri ci credono ma la vita è bastarda e ci si prende la cara vecchia tranvata (per non usare un'altra più colorita espressione). Sono sicuro che in tanti mi direbbero "io mi sono fidato e trac!!!Fregato!". Succede. Penso sia una costante nella vita. Ma è bene chiudersi in una nube nera di diffidenza? E' bene fare tutto da solo? Paentesi personale: forse anche ingenuamente e stupidamente ho rinnovato fiducia a qualcuno che mi ha tradito, perchè sono un incrollabile ottimista e credo che in fondo tutti abbiamo diritto a una seconda possibilità. Certo dipende anche dalla gravità del danno. E devo dire che fin'ora mi è andata bene, i "perdonati" si sono dimostrati degni della mia fiducia. Hanno capito lo sbaglio?Sono semplicemente fortunato? Questo per dire che a volte va bene, a volte si arriva al traguardo, quindi perchè non credere? Perchè non credere a un uomo che è palesemente diverso dal passato, un uomo con le caratteristiche giuste per traghettare gli USA e il mondo nel nuovo millennio? Fidiamoci invece di attaccare, crediamoci invece di criticare, è anche un modo per fare la nostra parte, incoraggiando Obama, nel nostro piccolo gli daremo una mano, è un uomo, alla fine, come tutti, e ha bisogno di altri uomini al suo fianco. Banale, ma fino a un certo punto. Esprimo contentezza e fiducia, poi si vedrà le critiche devono arrivare al momento giusto, nei tempi giusti. Se Obama non farà nulla per meritarsi lo stesso premio di uomini come Martin Luther king come Mandela e altri illustri premiati, gli ricorderemo i suoi doveri. Per ora fidiamoci. E' difficile, è rischioso ma perchè non farlo?

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

Cercasi opinioni critiche e costruttive dal punto di vista di grammatica e contenuto!

Come ho espresso nel post precedente, una carriera giornalistica opinionistica sarebbe nei miei programmi nel futuro. Per questo motivo ho aperto il mio blog, che sto intendendo come rubrica e/o come editoriale. Essendo la DL un palco ottimo dal punto di vista culturale, grammaticale, livello di informazione, opinionistico ecc non potrei avere critici migliori per questi miei "articoli" (con 10000000000 elevato alla 100000 virgolette) Ma per i prossimi post non mi è possibile farveli vedere su questa piattaforma, per il contenuto politico e altri temi che questo forum non permette. E io da garante delle regole non posso certo imbattermi nel conflitto di interessi . Perciò chiunque avesse 2 minuti per leggere e darmi il suo giudizio critico mi scriva qua sotto, mi contatti via MP o Skype gli farò avere i post e mi dirà. Grazie per la collaborazione.

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

Nel paese dei balocchi

Prendete un bambino ai primi anni di vita. Ha i suoi bisogni le sue esigenze, e ovviamente un genitore buono fa di tutto per accontentarlo. Quando si è troppo buoni e si dice sempre si, si rischia che il bambino diventi viziato e faccia sempre i capricci. Gli togli il giocattolo e il bambino si lamenta, si sente perseguitato e vittima della malvagità paterna e materna. Prendiamo una casa, che chiameremo Italia, nella quale cameretta, che chiameremo Roma, c'è un bambino (il nome mettecelo voi), che gioca con i suoi giocattoli, che chiameremo Legge, Costituzione, Camera, Senato, Ministeri, decreti e tanti altri giocattoli. Il bambino è abiutato a giocare sempre con questi giocattoli, si diverte molto, può fare quello che vuole, i genitori che chiameremo Capo di Stato e Corte Costituzionale, fino a poco tempo fa sono stati permissivi lasciando giocare anche troppo il bambino. Ma si sa, a volte dal dito ci si prende la mano, il bambino si è concesso troppe libertà, gli zii cattivi che chiameremo opposizione, stampa e giornali giustizialisti e magistrati rossi (o almeno così li chiama il bambino) cercano di dire ai genitori che così non si può andare avanti, il bambino e i suoi amici dell'asilo degli "imprenditori con reati in Parlamento e fuori condannti in primo grado e/o in via definitiva" non rispettano le regole della casa. Ma i genitori hanno il cuore troppo grande e per anni hanno lasciato passare un bel pò di cose, pedagocamente è sbagliato forse, ogni tanto la sculacciata ci vuole. E arriva finalmente questa sculacciata, arriva perchè il bambino dovrebbe fare i compiti che chiameremo processi, assegnatoli dalla maestra cattiva, che chiameremo magistratura. Ma il bambino non li vuole fare, vuole continuare a giocare, e cerca un modo per non farli, grazie a una grande idea che chiameremo Lodo Alfano il bambino cercava di rimandarli finchè era nella cameretta, adducendo il motivo che era molto impegnato prima a occuparsi dei problemi più gravi e i compiti venivano dopo. Eh no dissero i genitori, i compiti si devono farli, le regole valgono per tutti, il padre Corte Costituzionale, dopo averci riflettuto per 2 giorni disse al bambino che il Lodo Alfano non può essere una scusa per non fare i compiti e perciò li si dovranno fare. E' dura per un genitore dire di no al figlio ma stavolta ci voleva davvero. Il Bambino mise il muso, battè i piedi e si lamentò, insultando tutti, genitori, e zii cattivi (stampa, televisioni ecc) dicendo che sono tutti di sinistra, che sono tutti giustizialisti, (non vi dico poi cosa ha detto alla zia Rosy Bindi) insomma a questo bambino nessuno vuole più bene. Depresso e triste il bambino esce dalla cameretta piangendo ma viene consolato dagli amici del parco giochi che chiameremo PDL e Lega Nord, dicendogli che ha ragione. Purtroppo però, nonostante la solidarietà il bambino ora dovrà andare a scuola che chiameremo Tribunale con i compiti da fare, fortunamente c'è il suo amico più bravo che lo aiuterà, che chiameremo Ghedini. Che poi questo bambino di che ha da lamentarsi? Di compiti ne ha fatti e sono sempre stati buoni, non ha mai preso castighi, insomma si è sempre dimostrato uno studente modello. In effetti è comprensibile:il tempo che si toglie ai compiti è tanto, che noia! Saranno stati troppo severi?Alla fine il bambino altro non voleva fare che giocare con i suoi giocattoli...

Godric il Paladino

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Sono fregato(?). Un italiano e il suo futuro.

Arriva sempre per ognuno di noi il momento di decidere seriamente la strada professionale che sarà poi il tuo lavoro, che ti darà sostentamento per tutta la vita. Tutti noi sogniamo un lavoro che ci piaccia, che unisca passione e guadagno, anche perchè, fare per 40 anni un lavoro che non ti piace è davvero terribile. Da quando ho cominciato a pensarci a oggi, nella mia mente sono passati mille lavori diversi, volevo fare l'archeologo, volevo fare l'avvocato, il militare di carriera... Alla fine la passione per un qualcosa spesso ti fa decidere il lavoro che farai, per quanto mi riguarda è la storia. E studiando storia e se Dio vuole arrivi a laurearti altro non puoi fare che insegnare, no bè non è vero ci sono altri sbocchi ma io voglio insegnare. Perchè sono un tipo prima di tutto socievole, mi piace un confronto, mi piace il contatto con la gente, mi piace il dialogo e la possibilità di trasmettere un sapere è veramente una prospettiva che mi attira. Ma tra dire e il fare si sa, c'è di mezzo il mare, e non è facile come bere un bicchiere d'acqua. Ci vuole impegno dedizione, insomma la mia parte è difficile. Ma la mia parte si ferma allo studio. Dopo viene lo Stato. E devo rivelare, cari lettori, che sono un pò preoccupato, la strada burocratica, giuridica ecc che porta all'insegnamento è difficile e tortuosa. Dopo la Laurea triennale ci vuole la specialistica, quindi a quanto risulta la SILSIS, che appare e scompare ogni quarto d'ora, poi ci sono i concorsi, una graduatoria, le supplenze e se tutto procede bene, in una decina d'anni ce la fai. Se tutto va bene. Ma io in 10 anni mi devo mantenere, una laurea in Storia oggi è una laurea di serie B, difficilmente ti dà da mangiare, o comunque è più difficile di certo trovare un lavoro che con un laurea in ingegneria. Ma che volete farci? io e i numeri proprio non andiamo d'accordo. E cosa fare nel frattempo? E se le difficoltà buro-giuridiche sono un ostacolo insormontabile? Ho dovuto pensare a un ripiego, un lavoro alternativo, che unisse quello che sono a quello che voglio fare. Pensando e ripensando io sono a cui piace mettersi in gioco, dare la mia opinione, che è aperto al confronto, interessato ai fatti del giorno e al futuro. Uno sbocco possibile è il giornalista, e immagino qualche lettore che è scoppiato a ridere, a leggere questa mia ipotesi. La laurea in Storia, secondo la guida alla Facoltà, apre anche in questa strada, e devo dire che è una strada molto allettante. Il giornalismo apre a tante possibili diramazioni, cronaca, divulgazione scientifica, politica, sport, economia, estero ecc, tutti campi che mi interessano. Per diventare un giornalista, anche qui la strada non è facile, ci sono delle tappe obbligatorie, innanzitutto c'è la divisione tra pubblicisti e professionisti, per questi ultimi ci vogliono 18 mesi di praticantato in scuole adibite, con rette non trascurabili poi ti iscrivi all'ordine ecc ecc. Potrebbe spaventare, ma le regole sono regole, e questo non è un problema, o meglio lo è ma c'è di peggio. Ed è attualità. Il problema è voler entrare in un sistema, quello dell'informazione italiana, che ha dei cancri profondi, già a partire dal concetto stesso di informazione in Italia. Mi imbatto in questo video, l'uomo che parla è un personaggio pubblico, si può essere d'accordo o no con lui, a me sembra che quello che dica sia attendibile. Fa un confronto fra il giornalismo italiano e quello statunitense. http://www.youtube.com/watch?v=6e-ExZ5Q-Js Ora non mi interessano i giudizi politici, ma proprio le differenze. Se io volessi occuparmi di politica, dare opinioni, giudizi, occuparmi di queste cose qui non lo posso fare, come si può accettare il fatto che a fare il proprio lavoro qui in Italia si subiscano SEMPRE ripercussioni se si toccano ALCUNE persone? E' veramente sconcertante. Cose come libertà di informazione, diritto di cronaca sono messe in pericolo, parole come servilismo, omertà sono quasi normali nel sistema. L'ultima frase è agghiacciante: "E' fare i giornalisti che non conviene". Ma non mi interessa fare politica, io ho 2 professioni che mi interessano che mi sono bloccate, per un motivo o per l'altro dallo Stato, e non sono le uniche. Ma se la prima sono intoppi che si traducono solo in tempi lentissimi, l'altra tocca zone delicatissime. E non nascondo la mia paura, è veramente brutto che si debba aver paura a realizzare un progetto, che Stato è uno Stato che ti mette nelle condizioni di dire:"Ok vuoi farlo?Fai...ma attento quello che dici e su chi dici..." Uno shock che mi ha portato a sfogarmi qui. Ma l'uomo del video ha parlato senza un contradditorio, se il mio lettore, vorrà dire la sua, e magari darmi una speranza, sarò ben felice di ascoltarlo. E avere un confronto. Mi sa che la friggitrice del Mac Donald ha cominciato a scaldare l'olio...

Godric il Paladino

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Concetti superati

Auff! Pensavo che tenere un blog fosse più facile e invece mi accorgo che è difficile trovare il tempo per scrivere qualcosa. Ma oggi un qualcosa la scrivo, prima di cimentarmi sui di libri per l'esame di Antropologia. Scrivo perchè insomma dall'ultimo post di cose ne sono successe e un "secondo me" bisogna anche dirlo. Come ho già detto ma ripeterò fino alla morte, prendo sempre con le pinze le cose che sono più grandi di me, però quando le suddette fanno parte della tua vita e in qualche modo ti condizionano, devi farti una opinione. C'è una cosa che mi frulla in testa da un pò di tempo, ho fatto questa riflessione: al giorno d'oggi ci sono alcuni concetti che vengono sbandierati in vari contesti ma che per me sono assolutamente superati. Concetti tipo: xenofobia,omofobia,razzismo. Sono sempre stati all'ordine del giorno e lo saranno ancora. In Italia poi... Quello che voglio dire ma anche domandare al mio lettore è questo: come è possibile nel 2009 parlare ancora di queste cose? Vado a spiegare, ho passato la mia giovinezza traboccando di ideali, che ancora non mi hanno del tutto abbandonato e sempre sull'onda dell'ottimismo. Sarà populistico, ma mi è sempre piaciuto pensare che gli uomini tutti siano uguali in diritti e doveri. La Storia può raccontare pagine dolorose su questo punto, ma si sa l'uomo passa la sua vita imparando dagli errori che fa, perchè errare è umano ma perseverare... Come è possibile che ancora nel 2009 ci siano ancora differenze, barriere, ideologie e paure? La globalizzazione può piacere o non piacere ma sta facendo una cosa inevitabile e infermabile: sta facendo diventare i cittadini di una città, di uno Stato in cittadini del Mondo. E da cittadino del Mondo sono tenuto a rispettare un altro cittadino di qualsiasi parte del Mondo come mio pari, come mio concittadino, come se fosse il vicino del piano di sotto. Perchè biologicamente sono come lui ne più ne meno, un cuore, 2 polmoni, 1 cervello occhi ecc... il colore della pelle o altri tratti somatici sono dettagli ininfluenti. A questo punto il mio lettore dirà "che bravo...hai scoperto l'acqua calda!" Eppure mi accorgo sempre più che tra un pò questa acqua calda dovrò brevettarla...perchè in pochi la stanno scoprendo. Esperienza personale: io ho una maglietta di Malcom X e avevo un braccialetto in caucciù di Martin Luther King con su scritto la sua famosa frase "I have a dream". Alla vista di queste cose un conoscente con idee abbastanza opposte a quelle palesate con questi oggetti mi ha detto con un tono che sono ancora riuscito a capire se scherzoso o no "Non farti più vedere con quelle robe addosso" e per tutta risposta gli ho detto "Ma nel 2009 ti preoccupi ancora di queste cose?" E' una domanda che mi si potrebbe girare contro perchè se per me non fosse una preoccupazione nemmeno io avrei dovuto portare addosso certe cose. Per me non è un problema, il problema è che questo tema è visto come un...problema. Nel 2009 ormai 2010, l'uomo occidentale, che ha la fortuna di avere qualcosa, dovrebbe pensare a cose molto più gravi, la crisi che manda in rovina migliaia di uomini, la Terra e le sue malattie di inquinamento, il terrorismo, le guerre... non perdere tempo a innalzare barricate per una divisione tra eguali. La scienza ha più volte dimostrato che le razze sono uguali nessuna ha superiorità sull'altra, la cosa finisce qui, chi la pensa diversamente è sostanzialmente un ignorante. E se pensavo che fosse il razzismo il primo fra i mali dell'ignoranza bisogna riconoscere che la xenofobia sta guadagnando molto terreno. La xenofobia oltre l'ignoranza e la generalizzazione ha dentro l'ipocrisia. In Italia nel 2010 il problema cardine è lo STRANIERO, questa parola evoca terrore e paura, e la Storia insegna che facendo perno su queste emozioni sono saliti al potere uomini dei quali non esistono aggettivo troppo negativi per descriverli. Purtroppo l'uomo a volte NON impara dagli errori e continua a perseverare. L'Italia purtroppo, in piena libertà di parola lo dico, fa scuola nel perseverare. Abbiamo una formazione politica che dichiaratamente è xenofoba addirittura verso i suoi stessi concittadini che altro non hanno colpa di essere nati sotto il Po, figurarsi per quelli che non sono italiani. Oggi ho letto che alcuni individui di questa formazione, zelanti nel loro impegno politico, a Venezia, ubriachi picchiavano contro la vetrina di un ristorante hanno picchiato 2 camerieri albanesi che ovviamente hanno chiesto di smetterla, previa la richiesta di fargli vedere il permesso di soggiorno. (La legge prima di tutto). (Non ho ancora capito cosa si aspetti a dichiarare tale formazione incostituzionale e firmare lo stato d'assedio non lo so) E ma gli stranieri struprano, rubano, piacchiano...invece gli italiani sono santi, non le fanno mai di queste cose. OVVIAMENTE lo straniero che viene qui e fa queste cose VA SEVERAMENTE PUNITO. Ma da qui al TUTTI gli stranieri sono...il passo è breve. Ma in tutto questo l'ipocrisia di cui parlavo dove sta? Bè è un altro insegnamento della Storia. Non c'è o sono pochissimi i Paesi del Mondo che non hanno avuto fiumane di uomini che hanno fatto i clandestini per cercare fortuna in altri Paesi e l'Italia non è da meno, ma si sa l'italiano deve fare di più esportando la cultura...la pizza...gli spaghetti...la mafia...la Ferrari. Ho detto Mafia?OPS! E' chiara dove sta l'ipocrisia. Chi siamo per giudicare? sono convinto che gli americani pensavano di noi le stesse cose che noi ora pensiamo dei marocchini, tunisini ecc. Ma nonostante tutto l'America è diventata grande anche perchè ha fatto di un problema una risorsa, le grandi democrazie si fondano anche su questa capacità. Se un Paese che sta male economicamente e socialmente mette al primo punto, come primo problema lo STRANIERO è veramente indicativo, è mascherare le cose e portare l'attenzione della gente (impaurita e terrorizzata) dove vuoi tu. La Storia insegna che...bè insomma chi la sa ha capito cosa succede quando si fa questo. Se per riportare l'Italia verso la guarigione bisogna "sparare al gommone" bè...il coma sarà veramente lungo. E' vero, ci sono problemi legati a essi, sono troppi, delinquono, c'è difficoltà a integrarsi, ma sono problemi che altri stati hanno aggiustano, non dico risolto, ma ci hanno messo delle belle pezze. Non voglio fare il santo, io abito a Milano, la culla dei problemi per gli stranieri, in metropolitana avverto un disagio anche io, le faccie che fanno paura, tipi poco raccomandabili, e poi vedo però il ragazzo di colore che pulisce per terra tenendo in mano la scopa con tanta dignità. Perchè a delinquere non ci pensa nemmeno e deve portare a casa la giornata per se stesso e la sua famiglia. Ho fatto demagogia spicciola, come è facile fare eppure questo tipo discorso, in teoria normale...eppure non funziona in una discussione tra amici e non riesco a capacitarmi del perchè. E mi spingo più in la perchè molti che mi danno ragione in realtà mostrano un nicodemismo che ha del vergognoso e quantomeno anacronistico; nella Controriforma il nicodemismo per lo meno ti salvava la vita...aveva un perchè. Insomma il futuro è nero, se concetti assolutamente superati come questi hanno il primo piano c'è da aver paura, il Mondo va verso il collasso economico e ambientale, e un tempo per risolvere i problemi c'era la classica unione che faceva la forza...ora?

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

Base - Under - Florida - Cloud...READY???

Lo so, lo so un titolo assolutamente incomprensibile. Cosa significheranno quelle 4 parole prima di ready? Base...Base USA? Base NATO? boh... Under...vuol dire sotto...sotto cosa? sotto un tavolo? Florida...lo stato USA con Miami, ma tranquilli non mi sono spostato da Milano (MAGARI!!!) Cloud...nuvole...oddio piove ancora!!!noooooooo:lol: La spiegazione a suo tempo. Questo post esce fuori tema dalle tematiche solite, dall'intento iniziale per il quale ho aperto queste pagine virtuali, ma mi sembra il posto ideale per scrivere e condividere un piccolo evento che ricorderò per tutta la vita. Lo scrivo in colpevole ritardo perchè è successo sabato scorso, ma è stata una settimana dura. Sabato scorso sono a Ostia, per giocare contro i Marines Lazio per la 6° giornata di Italian Football League. I Marines sono 3° in classifica, hanno una ottima squadra con buoni americani e ottimi italiani, giocano un Football eccellente. Noi Rhinos siamo in settima posizione ma veniamo da 2 vittorie consecutive, l'ultima proprio contro i primi in classifica, i Panthers Parma. Sarà uno scontro veramente duro. In pullman c'è serenità e tranquillità, sicuri dei nostri mezzi siamo convinti di fare una buona gara e di compiere l'impresa di battere anche i terzi classificati. Io sono tranquillo, la sfida è troppo importante, non giocherò, come ho fatto finora, i miei 60 e poco più chili e la poca esperienza non mi permettono di giocare nella massima serie del Football Americano Italiano. E così sarà per molto tempo. Ma sono contento, ogni cosa è una esperienza, un allenamento, un consiglio dal tuo compagno americano...è giusto così, in tanti miei compagni hanno aspettato tanto... In spogliatoio la concentrazione è alta, gli americani hanno il loro modo di concentrarsi, il running back ascolta hip hop in cuffia e canta, i Linebackers sono immersi in un silenzio tombale, il nostro Quaterback è fuori per infortunio...damn Sulla stessa riga noi italiani più o meno. Riscaldamento e controllo cartellini degli arbitri, discorsi dei coach e KICK OFF. Subiamo una meta quasi subito, dopo un drive tambureggiante dei capitolini, il loro Quaterback americano sa il fatto suo e hanno una batteria di ricevitori di tutto rispetto, l'84 italiano è bravissimo. Ma rispondiamo subito con una corsa di 50 yard del nostro running back americano, che fulmina la difesa romana e porta il punteggio in parità. E' la partita delle difese, i nostri Linebackers americani seminano la morte in mezzo al campo ma anche i loro non sono da meno e tra meta e risposta finisce il primo tempo sul 20 a 20. Ma qualcosa si vede che non va, i romani hanno nel loro stile un gioco prontato sui nervi, colpi duri e provocazioni, alle quali due nostri giocatori cascano e vengono espulsi, in più perdiamo un linebacker americano per infortunio quindi siamo in svantaggio di 2 titolari e un americano. E la cosa alla distanza esce, il secondo tempo è una lenta disfatta il nostro attacco non produce e la difesa orfana di giocatori vitali cede...vendiamo cara la pelle fino alla fine comunque. Mancano una manciata di minuti alla fine della partita, i Marines sono in attacco, peridiamo 34-20 il mio Defensive Coordinator mi guarda e mi fa "scaldati"...colpo al cuore..."ma come???io???? " Atro che farfalle nello stomaco, ho gli elicotteri chinook... Non mi scaldo...ero quasi pietrificato, ma non ho tempo per pensare, il coach mi richiama e mi dice lo schema da dire al capitano della difesa da chiamare in Huddle e entro... Non capisco perchè sono emozionato, anche se sbaglio la partita è persa ma non riesco a restare calmo, corro in campo e dico lo schema al capitano che chiama la difesa e dice "Base - Under - Florida - Cloud...READY???" Si parte, è il primo gioco davanti a me il Receiver italiano, l'84 che ci ha sparato 3 mete solo lui, lo fisso, lo sguardo è cattivo, so già a che sta pensando:"ma dove vuoi andare tu, che pesi come un moscerino?" Lui ha almeno 15 chili più di me ed è più alto, ma in qualche modo dovrò fermarlo... SET HUT!!! Parte l'azione indietreggio e già compio l'errore di guardare il QB e togliere per un secondo lo sguardo dal ricevitore, un secondo...ma è troppo e pago l'errore perchè ricevo uno spintone e cado a terra goffamente. Una gran bella figura di m... Ma fortunatamente era una corsa centrale, bloccata subito, il mio errore non ha avuto conseguenze oltre alla magra figura. Mi rialzo e penso: "ah si è?giochiamo così? ok" SET HUT!!! Corsa esterna sul lato opposto al mio, corro per dare una mano ma non riesco a arrivare in tempo, TOUCHDOWN MARINES!!!40-20. Dannazione!!! Ora bisogna bloccare l'extra point...ma un momento:IO NON L'HO MAI FATTO,nemmeno in allenamento, cosa devo fare?!?!?! Mi dicono buttati e cerca di prendere la palla con ogni mezzo. L'emozione non mi fa capire nulla e prima che mi raccapezzo hanno già tirato, sbagliano, ma la cazziata del mio compagno la subisco lo stesso, giustamente. L'arbitro fischia partita finita, perdiamo di 20, riesco a trovare la consolazione di un esordio assolutamente inaspettato anche se brutto...ma pur sempre esordio. Il ritorno a casa è un misto di felicità,tristezza e riflessione sugli errori. E' sempre brutto perdere ma ho ottenuto più di quanto mi aspettassi, esordire nella massima serie, con soli 8 mesi alle spalle, una partita vera, con gli americani!!! Non era certo così che me lo ero immaginato, mi vedevo svettare in cielo intercettando una bomba riportandola in meta, invece è stata una serie di errori e brutte figure. Ma va bene così. Domani altra sfida. Chissà...

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

Un panino in Piazza Duomo

Lasciando stare per un momento i massimi sistemi, vorrei concentrarmi per un attimo su qualcosa più vicino a me. Come le piccole cose scontante e ripetitive che si fanno ogni giorno, tipo prendere il treno e la metro per andare al lavoro o all'università. Vivendo a Milano, o meglio, in periferia ma andando in centro per studiare, è sempre un'esperienza, a volte è talmente automatico che non te ne accorgi però se ci pensi, nonostante il gesto sia uguale e i luoghi siano le stesse c'è sempre una variabile: le persone. Un universo in un solo uomo. Per questo durante l'ora di pranzo esco dall'università prendo un panino e mi siedo sugli "scalini del Duomo". C'è il sole, fa caldo, mangi e osservi. Un formicaio di persone che attraversano in diagonale, verticalmente o orizzontalmente la piazza, entrate della Metro che vomitano o inghiottiscono centinaia di individui ogni secondo. Ce n'è per tutti i gusti, manager, studenti, stranieri, turisti. Mi concentro sulle giacche e cravatte. Non riesco mai a capire se compatirli, individiarli o detestarli, forse faccio tutte e 3 le cose contemporaneamente. Li compatisci perchè li vedi al telefonino, la faccia stressata, impartiscono direttive, si arrabbiano, devono pensare e agire in fretta anche in pausa pranzo, non deve essere facile, chissà quante responsabilità, chissà quanti soldi possono essere bruciati o guadagnati per una singola decisione. Li invidi perchè sicuramente hanno tutto quello che un uomo mediamente desidera, un bella casa, un macchinone, si fanno le crociere ai tropici...alla fine la responsabilità paga. E li detesti, li detesti perchè hanno anche un pò l'atteggiamento di chi crede che il Mondo sia un pò in mano loro, chi ha il potere di decidere degli altri, insomma un atteggiamento di sufficienza. E' anche vero però che servono uomini come loro, in fondo. Mando giù un altro boccone, lo sguardo si sposta sugli studenti, anche qui ne abbiamo per tutti i gusti, vedi lo studente con la maglietta di Che Guevara, sorrido perchè ce l'ho anche io, nel cassetto, e non ero molto diverso da lui, non sono diverso da lui, ma ho perso quella radicalità che avevo al liceo, ci accomunano gli ideali, l'utopia, la voglia di cambiare il mondo, il bisogno di credere in qualcosa e combattere per esso, con le manifestazioni o con il pensiero. Ha il sorriso sulle labbra, difficilmente glielo si può togliere. Poi passa lo studente modello, ordinato, camicia bianca, sguardo serio e fiero, lui ha già capito tutto della vita, non sta più a guardare o a pensare a cose astratte come utopie o ideali, sa che il mondo ormai va in una certa direzione e che non bisogna perdere il treno, perchè passa una volta sola, bisogna studiare, laurearsi e mandare curricula. Gli si può dare torto? E siccome l'occhio vuole la sua parte, si guardano anche le studentesse, a Milano grosso modo il modello è unico, ragazze belle con addosso vestiti firmati, che portano grosse borse con bene in vista la casa stilistica che le ha prodotte. Nel buco tra una lezione e l'altra vanno in giro per negozi, mi chiedo sempre da dove prendano tutti quei soldi, camminano fiere e mi fanno un pò ridere perchè l'atteggiamento è da quelle "ce l'ho solo io" ma se solo si guardassero intorno la sola piazza Duomo è colma di fotocopie femminili. Però loro ci credono, ogni ragazza del genere sa di essere imbattibile, sa di essere sempre più avanti, più al passo con i tempi, più alla moda, più insomma. La competività tra donne è forse l'unica cosa sicura che si può comprendere nell'universo femminile di oggi, sono pronte a pugnalarsi sulla schiena, a spu**anarsi a vicenda in qualsiasi momento, e questo è veramente ipocrita perchè poi quando fa comodo eccole unite sotto il vessillo del femminismo a invocare la parità. Non parliamo poi del loro rapporto con gli uomini, non adesso, aprirò un discorso a parte perchè ci sono molti "secondi me" sul tema. Fortunatamente non sono tutte così, guai a generalizzare, però a Milano che vuoi trovare? il 90% è di questo tipo, ma sto solo osservando, speriamo che la famosa apparenza inganni. La densità di ragazze diverse queste è scarsa, ci sono le corrispettivi femminili del ragazzo di sinistra che non differiscono dalla controparte maschile in quanto atteggiamento, perchè a loro non interessa essere femminili, interessa far sapere a tutti cosa pensano, prima ancora di far sapere a tutti che sono donne. Ne passano sotto gli occhi davvero di tutti i tipi, ognuno ha una storia, quello che è singolare è che nella mezz'ora di un panino e una bottiglietta d'acqua scorre sotto i tuoi occhi lo spettro della società moderna, dal livello più infimo al livello più alto e solo osservando si capiscono molte cose, le conseguenze di tanti meccanismi e fenomeni in atto. E poi ci sei tu, perchè osservi, ma sei anche osservato, che posto hai in tutto questo? Sei come chi? Sarai come chi? Quando tra 10 anni passerai in piazza Duomo il ragazzo in pausa pranzo seduto sugli scalini a mangiare un panino, come ti vedrà? che penserà di te? Sono come quello "di sinistra", come lo studente modello? Sarai il manager invidiato e detestato? Io un'idea di me tra 10 anni ce l'ho, ma il bello della vita è che non si può mai sapere, chissà quanti di questi manager da ragazzi sognavano di fare altro...magari hanno iniziato anche loro con la maglietta di Che Guevara ma piano piano hanno cominciato a indossare la camicia, i sogni svaniscono, contano i soldi ed eccoli a parlare con il telefonino nevroticamente, ma con la Maserati parcheggiata davanti all'ufficio. Chissà... Poi il panino finisce, è ora di andare, tra poco c'è lezione.

Godric il Paladino

Godric il Paladino

 

La Terra secondo me

O per meglio dire: "quello che ne rimane della Terra" secondo me. Secondo me, ma non credo di essere il solo a pensarla così, è in corso un inesorabile conto alla rovescia, e nemmeno tanto lento, ricordo di aver letto un articolo sulla pagina virtuale de "La Repubblica" che nel 2050 avremo finito tutte le risorse del Pianeta e avremo bisogno di una nuova Terra. 2050. Praticamente è domani. Ma il bello è che lo sappiamo, ma a quanto vedo non si fa nulla, o si fa veramente poco: siamo ancora aggappati ai combustibili fossili, deforestiamo che è un piacere, devastiamo ecosistemi e senza dare il tempo di rigenerarsi. 6 miliardi di persone, e di certo aumenteranno e le risorse finiscono: quando sarà finito tutto che succederà? Ho in mente alcuni scenari; il primo ed anche più facile è che il mondo sarà in guerra totale per accaparrarsi quelle briciole rimaste, alleanze e amicizie vecchie di secoli distrutte per l'istinto di sopravvivenza. Si tornerà indietro, quando l'uomo agiva in base ai bisogni alimentari, proprio allo stadio primitivo, cavernicoli moderni che si uccidono per sopravvivere. Un altro scenario è un incrocio del film Wall-E ma SENZA nave interplanetaria, e del film Io sono leggenda senza virus, il mondo è una palla nera inquinatissima completamente disabitato, perchè semplicemente non ci saremo più. Perchè se non si inverte radicalmente direzione, ADESSO, finiremo tutti male. E secondo me...un pò ce lo meritiamo. Anzi: ce lo meritiamo. Secoli di sfruttamento indiscriminato per raggiungere sempre più benessere ha dato i suoi frutti, ma la natura, non capisco perchè molta gente ignori questa cosa, vince sempre. Vince a danno nostro, con i terremoti, i maremoti, le eruzioni, le alluvioni e noi siamo ancora li a maltrattarla e la uccideremo, ma anche da morta avrà la sua vittoria perchè noi andremo con lei. Altisonanti paroloni cercando di instaurare un positivismo alle masse che se ne fregano, si sente parlare di nuove energie rinnovabili...energia eolica...energia solare...macchine a idrogeno...non dipenderemo più dal petrolio...bah io non vedo niente di tutto questo, anzi se non ricordo male in Italia ci si sta preparando a un ritorno del caro vecchio nucleare. E beh. E' banale...è banale dire "invece che devolvere tot PIL per gli armamenti, per le grandi opere di cui si può fare a meno, per trovare il bosone di Higgs (), e tanti sprechi, diamo soldi ai cervelli che si vogliono impegnare davvero a trovare una soluzione" E' banale, populista, qualunquista, demagogico ecc... però insomma è sbagliato? Anche perchè il Pianeta su cui stiamo è la base della vita, se muore, muoriamo tutti. Non capisco come faccia a non essere la priorità o una delle priorità dei governi. Aspetteremo che il conto alla rovescia dica "0" poi lassù discuteremo di cosa si poteva fare, e chiederemo scusa ai nostri figli per avergli lasciato un Pianeta così. Catastrofista? Io ho paura, perchè nel 2050 sarò ancora vivo e nemmeno tanto decrepito, avrò 65 anni, come si vivrà nel 2050? ma anche prima del 2050, cioè io dico, paesi come gli Stati Uniti, la Cina succhiano la metà di quello che la Terra può offrire, e all'oggi litigano se è lecito che la Corea possa fare o non fare test nucleari, dovrebbero pensare, io credo, al fatto che la loro popolazione più di ogni altro paese è come le locuste, mangiano e quando non ne avranno più, come già fanno ora se lo andranno a prendere fuori dai confini, loro per primi e poi tutti dietro e una guerra nel 2050 non si può nemmeno pensare cosa possa comportare in termini di devastazione. Ho paura, non lo nego, e forse mi sta facendo dire cose troppo negative, speriamo che mi si smentisca in qualche modo. Sarò felicissimo di non avere ragione.

Godric il Paladino

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La "crisi" secondo me

Il Mondo è un continuo spunto se vuoi scriverci su, e questa è una cosa abbastanza banale da dire. Non mi piace parlare di cose che sono più grandi di me, un tempo lo facevo spesso, anche con fare arrogante, ma non me ne rendevo conto. Oggi dò la mia se interpellato e chi mi conosce sa che non mi risparmio e se ho un'idea, quella è e la difendo. E' un difetto lo so. Nel contempo non vorrei che passasse l'idea che del Mondo non me fregasse nulla, per quanto possa essere più grande di me scriverci su, ci sono tuttavia cose che richiedono che una persona ci pensi su e si faccia un'idea, del resto sul Mondo ci abito, avere un'idea su di esso lo sento come mio diritto. Dante diceva che per i peccatori di ignavia c'è pronto un posticino all'Inferno. E quindi parte la carrellata di "secondo me", carrellata che non ha punto preciso di inizio, vado in ordine sparso, partendo dicendo che secondo me la crisi è figlia degli errori di chi ha troppi soldi, di un capitalismo portato all'estremo, di chi ha voluto avere di più del tanto che ha aveva già senza pensare alle conseguenze, ai lavoratori che potevano perdere il lavoro, mi piace ciò che disse il Presidente Obama, che incolpa i ricchi, ma non per l'essere ricchi in se, ma per la loro avidità e irresponsabilità, ora è giusto che pensino agli errori e paghino di più. Certo non è solo colpa loro, il sistema ha avuto falle piuttosto profonde, grosse e sbagliate speculazioni bancarie, investimenti completamente sbagliati, sovrapproduzione in alcuni settori. La cosa in comune è che in ogni settore dove ci sono stati gli "errori" vengono dalle decisioni di chi ha i capitali e vuole avere più capitali e fare gli interessi di pochi, non prendiamoci in giro, l'economia è nelle mani delle persone agiate, chi ha in mano tanti soldi spesso ha grosse responsabilità, se non le si sanno gestire si fanno errori e gli errori generano errori e dopo un pò prevenire non è stato possibile, ora bisogna curare, non sono un economista e in termini economici non potrei indicare un modo preciso, penso che a questo punto bisogna mostrare al Mondo solo la cooperazione e la solidarietà possano aiutare a uscire dal tunnel, menti sveglie e responsabili alla guida dei posti dove ci sono in ballo i miliardi, aiuti per i più deboli e sacrifici da chi ha di più. Ho parlato di Obama, apro una parentesi, mai come adesso sono veramente contento e plaudo gli americani, hanno scelto il migliore sulla piazza, un uomo con dei principi, con dei valori, che rappresenta la vera America comparsa e scomparsa con la Rivoluzione, riapparsa un pò con Kennedy e sparita fino a adesso. Sono contento che siano crollate quelle barriere sulla razza (ma che nel piccolo sopravvivono purtroppo) ora si che si può cominciare parlare di uguaglianza. Buon lavoro Signor Presidente. Tornando alla crisi, io ci penso spesso, anche se non sembra, leggo di milioni di posti di lavoro persi e posti di lavoro che si perderanno, in Italia e nel Mondo...questi disoccupati dove li si mettono? come li si aiuta? Se c'è una cosa veramente brutta che possa succedere è quando la disperazione si trasforma in violenza, perchè è infermabile, e qualcosa già si vede, proteste violente, manager rapiti e picchiati ecc...sono azioni deprecabili e disdicevoli ma la disperazione fa fare cose che anche il più mite al mondo non penserebbe mai di fare... E' qui che ogni uomo che può deve mettersi una mano sul cuore e trovare la soluzione, chi può in politica ha il dovere istituzionale di proteggere costoro, chi ha i soldi deve cercare di metterli a disposizione, non regalandoli ma a creare nuovi investimenti che possono creare posti di lavoro, investire nelle nuove tecnologie, in nuove energie, anche rischiando qualcosa, ma è con un atteggiamento propositivo che si va avanti. Bisogna rivoluzionare modi di fare obsoleti e che danno profitto solo ai pochi, abbattere le falle del sistema bancario e regolamentarlo ecc. E' più facile a dirsi che a farlo, e poi parlo facile io, qui a digitare sul pc e mi arrogo il diritto di dire cosa si deve fare...è per questo che dico che non mi piace parlare di cose più grandi di me, ma questa è la risposta che darei alla domanda "che ne pensi della crisi". E' la risposta di un cittadino del mondo, non esperto del settore, un pò demagogica e utopistica ma sincera, seppur conscio del fatto che ormai la sincerità non basti più. (NOTE AI COMMENTATORI, accetto volentieri, anzi spero che arrivino, critiche sulla forma e l'ortografia dello scritto e anche il vostro pensiero sui contenuti ma facendo in modo che questo non diventi un topic sulla crisi, visto che c'è già)

Godric il Paladino

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Sa...Sa...Prova...Prova.. .

Ci sono svariati motivi per aprire un blog. Tra l'altro io ne ho già un altro su un'altra piattaforma (tanto per essere molto vaghi ), li ci scrivevo, uso l'imperfetto perchè ormai non ci scrivo più, della mia vita, come nel diario segreto, solo che non era segreto. Mi sono messo in gioco ed è stato costruttivo farlo, è servito a qualcosa...credo. Il testimone passa a questo blog, che apro per altre ragioni, tra le quali cambiare argomento e avere un pubblico in tutti i versi più severo, più critico sia per i contenuti, sia per la scrittura e provare...provare a vedere se sarò in grado di fare questa cosa che da un pò di tempo mi gira per la testa. Questa "cosa" per ora non è data saperla, se la dicessi adesso provocherei risate generali, ma sono dell'idea che questo blog possa essere propedeutico. Questo blog è semplicemente un luogo dove scrivo quello che mi pare su ciò che mi pare. L'uomo si fa sempre delle opinioni, e una opinione non vale molto se non la condividi e non la metti in discussione. Bene la presentazione è finita. Ho detto tutto e non ho detto niente, ma l'attesa, si dice, rende le cose più belle. Alessandro

Godric il Paladino

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