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Il design moderno lo capisci in un video di YouTube. Al tavolo è un'altra storia.
90 minuti di applausi! Come ha scritto qualcun altro, fare le build è un minigioco divertente (faccio anche io!). Il problema è quando voglio giocare quella build non solo infischiandomene della coerenza, ma anche e soprattutto senza rendermi conto della mancanza di relazione con il resto dei giocatori. Per sottolineare quanto questo sia in topic, è pieno di youtuber (come anche 20 anni fa era pieno di thread) che spiegano build e regole ottimizzate, ma poi il gioco al tavolo è un'altra cosa. ... La domanda chiave, per fare un analisi "scientifica", potrebbe essere: quanti master hanno almeno letto una volta tutta la GdDM dell'edizione che masterano? Da lì si potrebbero fare ulteriori riflessioni...
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Il design moderno lo capisci in un video di YouTube. Al tavolo è un'altra storia.
Anche grazie a discussioni come queste, cerco di masterare minimizzando il rischio "appiattimento" della 5e, chr resta, per comodità, l'accesso privilegiato dei miei player al gdr. La mia esperienza conferma diversi punti e può aggiungere qualcosa: Introducendo nuovi player, la procedura è PG pregenerato + regole che si imparano al tavolo giocando; così, se il PG muore, non è un dramma Le regole base permettono ancora, sicuramente nel first tier, di mantenere una buona tensione (ieri l'altro per scelte e valutazioni sbagliate un PG è morto, appunto). Per livelli più alti sto sperimentando la riedizione in 5e della Torre Oscura: la letalità (anche per le sfide non necessariamente bilanciate) finora sta aiutando me per gli attriti e stimolando i player a usare il cervello, prima ancora della scheda La combinazione di 1 e 2 rende i player più attenti alla creazione della scheda, interessandosi non solo alle opzioni del PG per la sua efficacia "in sè e per sè", ma anche e soprattutto alla integrazione tattica del party Con la meccanica dell'affaticamento, che mi piace molto, i riposi lunghi (che devono essere ben fatti) diventano una meta agognata e spesso non ne basta uno per lasciarsi alle spalle gli effetti di un brutto incontro. Per "riposo ben fatto" si intende che per 8 ore i dadi lasciano il party tranquillo: in un dungeon gli incontri casuali si trovano nelle stanze ma anche nel tempo, con i mostri erranti. Sempre recentemente, un gruppo ha scelto di passare 2 giorni di riposo e studio nel castello "liberato", ma la mummia delle catacombe appena aperte (e lasciate aperte!) non è stata d'accordo... Da giocatore ho iniziato anche io ad avere un po' a noia il ripetere ad oltranza le solite meccaniche, ma questo indipendentemente dal sistema di gioco. La sensazione che ho, tuttavia, è che questo non dipenda dal sistema di gioco e dalla complessità delle regole, sebbene abbia iniziato e sia rimasto nel d20system (3.x, pathfinder e 5e). Credo invece che dipenda dalla varietà delle sfide che ci si ritrova ad affrontare, e quindi sono d'accordo al 100% con questo: La buona notizia è che la cosa mi pare sanabile, applicando allo strumento qualche principio della filosofia OSR come i manuali di 5e permettono, ad esempio: l'ambiente va avanti, vive e reagisce - non si mette "in pausa" le sfide non si vincono tutte portando a 0 PF i mostri (anche perchè a volte fuori portata dei PG) I dadi sono davvero agenti esterni Per concludere, ritengo che la differenza la faccia in buona sostanza non il semplice design, ma l'approccio al tavolo: se presentarsi con la scheda minmaxata completamente disinteressati al party è stata la perversione iniziata in 3.x (supereroismo), con la supereroica 5e abbiamo iniziato a vedere la narrazione spettacolarizzata condivisa, cioè un'altra perversione del gdr (e che porta a Daggerheart). La vera domanda è: dove originano queste perversioni? I nerd che gareggiano a minmaxare forse presentano lo stesso problema, all'origine, dei content creator di youtube che veicolano l'approccio narrativista: bisogno di essere ascoltati, bisogno di affermarsi... Per questo non si trovano master, se ci si approccia al tavolo cercando psicoterapeuti! Invece, e questa forse è forse la prima lezione dell'OSR che traggo, al tavolo si va per giocare con gli altri (ascoltare!) e per...fare bottino!!! Aggiunta: la 5.5 pare faccia del DM proprio un supporto emotivo, sbaglio? Quindi il gioco si è evoluto con esploratori/saccheggiatori di tombe -> eroi -> supereroi -> narrazione spettacolare -> seduta dallo specialista -> ...? 😅
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Dove stiamo andando, ma sopratutto, chi ci sta andando?
Come detto già da altri, D&D è IL gioco per antonomasia (a prescindere dall'edizione), quindi rientro nella categoria di DM che lo consigliano per iniziare (mia esperienza per gli ultimi giocatori avuti al tavolo), per materiale già in mio possesso, per opportunità e per aspettative dei nuovi player: se avessi a disposizione i manuali Dragonbane, probabilmente qualche volta proverei a buttarla lì, una scheda, ma il tavolo, i giocatori che mi supportano nell'introdurre nuovi player, mi ha già dato un feedback conservativo, nel senso che per il fantasy continuiamo a giocare a D&D, mentre se vogliamo cambiare sistema, cambiamo proprio tutto: giochiamo a TailsOfEquestria o CoC... Tuttavia chi si avvicina al tavolo vuole iniziare a provare il fantasy, il gdr "vanilla", e quindi anche sistemi di gioco che tengo lì nella speranza di poter giocare (Prism!) restano a prendere polvere 😑 Dato che un novizio non ha idea dell'esistenza di diverse edizioni, nè della differenza tra D&D e Pathfinder, trovo la 5E la più immediata e comoda. Eticamente, se questo è un aggettivo utilizzabile per un hobby che assorbe uno sproposito di risorse (più che soldini, soprattutto tempo), non ci vedo grande criticità: si prende ciò di cui si ha bisogno per divertirsi in modo sano. Se ai novizi prende poi la "scimmia" della costruzione del PG, ecco che metto volentieri a disposizione il materiale della 3.x (anche quello a riposo forzato) per infinite possibilità di personalizzazione. Se invece piacciono altri aspetti, cambiamo genere e passiamo a un altro GdR. Frustrazioni? Solo quella legata al tempo a disposizione: passata la stagione liceale e universitaria, la priorità va giustamente ad altro; ne consegue che anche l'interesse per coltivare la cultura del gioco è minore rispetto al necessario per tutti gli sviluppi sperati.
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Topic di Servizio
Alzabuk ha risposto a Alzabuk a un discussione Regole generali, confronti e preparazione dei PG in La caduta del Rutzbekistan [concluso]Lascio le mie velleità di giocare PbF. Il forum è uno spazio stimolante e pieno di belle persone, una possibilità che non vorrei abbandonare :)
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Topic di Servizio
Alzabuk ha risposto a Alzabuk a un discussione Regole generali, confronti e preparazione dei PG in La caduta del Rutzbekistan [concluso]Signori, grazie per la pazienza. Sono davvero rammaricato per aver deluso le aspettative mie sul riuscire a tenere il ritmo del PbF gestendo le priorità, ma ancora di più per avervi lasciato "appesi". È stato molto piacevole confrontarmi con persone che mi hanno permesso di imparare qualcosa in più su un modo di giocare diverso, e mi spiace davvero non essere stato all'altezza. Chiedo quindi scusa: questa avventura è chiusa per incapacitá del gestore (su tutto: mancanza di continuità). Buona vita!
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Creazione PG e prima avventura
Alzabuk ha risposto a Fandango16 a un discussione Regole e organizzazione in Tuern - L'isola dei draghiSignori, questa avventura era quanto di meglio potessi aspettarmi dal PbF, ma non sono stato in grado di tenere il ritmo e anzi sono sparito dai radar. Con scuse doverose per i ritardi, i fastidi e le incomprensioni causate, vi ringrazio per il divertimento che mi avete regalato e che non sono stato in grado di ricambiare adeguatamente. Buona vita!
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"La scintilla nella notte", uno spirito surreale indaga il soprannaturale
Alzabuk ha risposto a Alzabuk a un discussione Thread Organizzativo in Kaligopolis City & The Mists Of Ravenloft@Steven Art 74 @CocceCore @Fandango16 @MattoMatteo @shadyfighter07 Signori, desolato per essere sparito per mesi. Lascio ringraziando per il tempo che avete dedicato nello starmi accanto, e che non ho onorato. Buon proseguimento.
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Alzabuk ha iniziato a seguire Capitolo 1 - La carovana di Grimstone
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Kaligopolis, La Città Delle Nebbie Eterne
Alzabuk ha risposto a Steven Art 74 a un discussione La Metafisica Del Semi-Piano Del Terrore in Kaligopolis City & The Mists Of RavenloftLo gnomo aspetta indicaziono dal PG undead detector 😁 se la cosa ê un nonmorto, va anche lui di fiamma sacra, altrimenti chill touch.
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Topic di Servizio
Alzabuk ha risposto a Alzabuk a un discussione Regole generali, confronti e preparazione dei PG in La caduta del Rutzbekistan [concluso]Non avete idea di come sono contento di questo vostro scambio! Scrivete nel capitolo uno le azioni/pensieri/considerazioni dei vostri PG, così ho modo di farvi rispondere dai PNG per chiudere il capitolo 1. Col cap 2 direi che iniziamo questo weekend, se mi confermate di aver aggiornato le schede, ok?
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Topic di Servizio
Alzabuk ha risposto a Alzabuk a un discussione Regole generali, confronti e preparazione dei PG in La caduta del Rutzbekistan [concluso]Eccomi! Risorse: al momento siete circondati dai "deboli" del villaggio, senza armamenti e senza scorte. La cripta è un luogo di passaggio. Le risorse in campagna le farei emergere in game, confrontandovi coi PNG. @Rafghost2 Selyna sa che a distanza di mezza giornata di cammino ci son diversi casotti e alpeggi con materiale che può essere usato come armi (forconi in legno, bastoni e forse qualche roncola e ascia, se si è fortunati). C'è anche una vecchia torre disabitata, a meno di 2 giorni da Uthsuru: un vecchio rifugio di oltre 400 anni, ai piedi di una valle glaciale, da cui si ammira un panorama mozzafiato dell'alta valle. Adesso è usato come ricovero di fortuna dal pastore che viene sorpreso dal maltempo, ma nulla più. @Voignar farei rispondere anche a te in game, sull'equipaggiamento: magari la staffetta che va ad avvusare potrebbe lasciarvi qualcosa... :)
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"Il Maniero Delle Nebbie", Base Operativa degli Investigatori dell'Incubo di Kaligopolis. . .
Alzabuk ha risposto a Steven Art 74 a un discussione La Metafisica Del Semi-Piano Del Terrore in Kaligopolis City & The Mists Of RavenloftAlzabuk,stregone della luna e invocatore "Senti, Ariel, come devo dirti che si pronuncia `alzabUk´, con la U? o forse devo..." ma mi interrompo alla vista della lama seghettata che spunta dalla bocca del bestione: posiziono il monocolo e osservo per capire chi o che cosa sia.
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Capitolo 1 - La carovana di Grimstone
Alzabuk ha risposto a Fandango16 a un discussione Tuern - l'isola dei draghi in Tuern - L'isola dei draghiBakban, bardo gnomo ammazzagiganti Corrucciato dal fatto che la mia magia non può aiutare -occorre davvero impratichirsi nelle cose ...pratiche!- e ulteriormente avvilito dalla sfortunata amnesia della druida, mi sovviene di avere in saccoccia qualcosa che può aiutare! Elyndra, che dici: può aiutare invece questo pezzo di sapone? estraggo un blocchetto di grasso vegetale aromatizzato con erbe costiere e questa fiala di profumo? e una boccetta di terracotta, sigillata con ceralacca, che tenevo per presentarmi a qualche ricco inviato di Neverwinter, ma che forse è più utile ora...
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Topic di Servizio
Alzabuk ha risposto a Alzabuk a un discussione Regole generali, confronti e preparazione dei PG in La caduta del Rutzbekistan [concluso]risposta Positiva a entrambi i quesiti, anche se l'allineamento Buono era coerente con l'aiuto iniziale dato a Tarik :)
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Antefatto e riassunti
Alzabuk ha risposto a Alzabuk a un discussione Avventura: GLI ESULI in La caduta del Rutzbekistan [concluso]Buio screziato da luce che filtra dai teli della tenda di un carro coperto. Gli occhi degli esuli feriti sono ancora doloranti, e soni tutti troppo stanchi per cambiare posizione. Sdraiati su un carro di feriti, stretti e malodoranti come pesce sotto sale; ciascuno si lascia cullare dal rollio del veicolo e dal muggito dei buoi che lo trainano, riaddormentandosi facilmente in un sonno che non ristora, cercando di ignorare il dolore alle membra -fratture e ustioni- riportate nell'ultima esplosione che ha distrutto il tempio di Rutterdam dove si trovava il portale per la salvezza. I bendaggi e soprattutto il sopore indotto dalle droghe somministrate ai feriti bloccano i profughi, lasciandoli in balia di chi presta cura: cerusici ufficiali o improvvisati, con i modi e i limiti di chi non sa gestire questa catastrofe. La carovana di profughi si muove di città in città nella marca di Oola, lasciando in ogni abitato una quota di esuli fino all'estremità della vallata: il villaggio montano di Uthsuru. Sono certamente passati diversi giorni. L'aria non porta nessun sentore del salmastro, dello iodio, della sabbia e delle spezie di Rutterdam, né di alcun porto sul Gargaroz. C'è invece l'aria fina della campagna e il profumo di bosco. Ad arrivare agli orecchi non ci sono i suoni né di onde, né di mercanti. Solo il respiro di due persone sdraiata su una brande poco distanti. Uno veste un costume lacero da acrobata di corte: ocra sulla destra e verde a sinistra nella maglia, e gli stessi colori, invertiti, sulle brache. Pieni di strappi e macchie di sangue, mentre il simbolo di San Cuthbert sul petto è quasi del tutto sbiadito e irriconoscibile. La sensazione di benessere che invita a indugiare è persa all'echeggiare di un corno da guerra: si levano a sedere. Un dolore al petto e all'anca attanaglia il primo esule che scivola a terra. È debilitato, ma il suo spirito guerriero lo guida istintivamente a cercare armi e scudi. Tarik, figlio del qazi minore Iarton, aveva provato a imparare le basi di fede e tecnica amministrativa, ma preferisce l'azione e la vita all'aperto. Gli studi all'accademia di Ikarfell gli hanno fornito i primi rudimenti, ma forse il fatto di non provenire dall'alta nobiltà o forse quello di non essere completamente umano (quelle orecchie troppo affusolate...!) gli hanno impedito di essere davvero accettato, di aderire pienamente alla casta governante. I sogni di grandezza coltivati da suo padre con gran fatica sono troppi elevati, per lui, caduto a terra in un ospedale da campo. Esplode in una domanda: "Ehi?! Che sta succedendo?" facendosi forza contro il letto per mettersi in piedi. Il secondo esule è visibilmente disorientato: scuote la testa rispondendo "Non lo so... ma qualcuno sta attaccando questo posto. Forse gli stessi che ci hanno costretti... a fuggire?" in realtà non ricorda quasi nulla, solo il viaggio. "E chi ci sta attaccando non è certo umano." Non entra nessuno nel breve lasso di tempo necessario a capire che intorno ai letti ci sono 2 ceste con bendaggi e involti con preparati erboristici. Nessuna calzatura; nessuna armatura né alcuno scudo. Ci sono più in là un paio di bastoni per fissare una tavola, e un paio di stampelle. Sulla tavola ci sono anche due fiale di acqua benedetta e un monile con l'inconfondibile marchio del Santo Punitore. Su un'altra tavola, infine, tra diverse vuote, c'è una ampolla che usano i cerusici nei casi più disperati: è una pozione che ridona vigore ai feriti! Le urla disumane sembrano avvicinarsi e sono molteplici, ma ancora relativamente lontane. Il mezzelfo esorta: Prendiamo tutto e andiamocene da qua - impugnando una delle clave - Io sono Tarik, mi stavo addestrando come combattente; tu sei? L'altro ragazzo annuisce alle parole del compagno di questa sventura ma quando chiede il suo nome trasalisce. È solo grazie a un momento di lucidità e istantaneo barlume di memoria della sua infanzia che riesce a rispondere prontamente "Amirkhan. Ma finiremo le presentazioni più tardi." Si avvicina velocemente al tavolo e afferra quasi per istinto il simbolo sacro, una fiala di acqua benedetta, la pozione e la borsa da guaritore. Poi escono dalla tenda per correre verso le fortificazioni di Uthsuru. Le vesti di scena degli acrobati di corte, verdi e ocra, sono comode e le brache hanno profonde tasche, sui fianchi, dove infilare comodamente diversi oggetti. Il panneggio morbido, anche se sudicio e consunto, strappato in alcuni punti, dimostra di essere di ottima qualità: nonostante camiciona e pantalone siano stati indossati ininterrottamente per diversi giorni, il panno si mantiene comodo e piacevole al tatto. Inoltre è fresco sulla pelle ma al contempo dà la sensazione di una discreta protezione dal freddo: se adeguatamente integrato da biancheria e una buona cappa, quel vestito può probabilmente servire bene anche nelle fredde giornate autunnali. È appena iniziata l'estate: a Rutterdam ci sarebbe da sudare. La temperatura è invece quella delle colline ai piedi delle catene montuose del sud ovest. Ma c'è qualcosa che fa sudare: il fischio di una saetta e uno strappo della tenda in alto sopra gli esuli precedono di un istante il conficcarsi di una freccia ai loro piedi. Le urla mostruose sono più vicine, ma Tarik, dolente, non riesce a correre! Mentre Amirkhan a scapito della propria incolumità prova ad aiutarlo abbracciandolo sotto al fianco sinistro, un halfling coperto di paglia sbuca dal nulla, mosso da quel gesto generoso, e sorregge il profugo in difficoltà dall'altro lato. “Coraggio…le mura non sono cosi distanti, un ultimo sforzo!”
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Capitolo 1 - La carovana di Grimstone
Alzabuk ha risposto a Fandango16 a un discussione Tuern - l'isola dei draghi in Tuern - L'isola dei draghiBakban, gnomo bardo Estraendo un rotolo dal tubo porta pergamene, decanto Nel cuore della selva oscura, dove il cammino si perde negli abissi, la mappa, che con mano esperta scrissi io, cartografo, annienta la paura. Con linee precise, in tela sincera, svela al viandante l'arte che unisce la terra, il cielo e il mare, e che riesce a guidar chi nella carta spera. Oh, grande mappa! Che in ogni tuo tratto celi un segreto di antica sorte, fai da guida, nella teoria e nel fatto. Nel disegno, l'arte trova la morte dell'ignoto; e io cartografo, con atto, rendo il mondo chiaro e apro le porte! senza attendere un applauso che, purtroppo, so non arrivare, continuo; ...che ne dite? ci avviciniamo dal piano o da dietro queste alture?