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2 - Gli Elfi di Svyatobor
Harlad Come ti era stato anticipato la prima gara è il nuoto. Alcuni elfi stanno già nuotando preparandosi a competere. Namys ti spiega che il primo ad attraversare il fiume avanti e indietro quattro volte vincerà la gara. E' importante ad ogni viaggio toccare una roccia specifica che è a pochi passi dalla riva quindi c'è anche da fare un breve scatto. Quando viene dato il via ti accorgi ben presto che gli unici vincitori possibili siete proprio tu e Thasar. Dopo il primo viaggio avete già distaccato tutti gli altri di mezzo giro. -Nuotare tuo 4+4= 8 -Nuotare Thasar 8+9= 17 Gli stai dietro fino a metà gara poi inizi ad accusare un po' di stanchezza. Ad ogni secondo ti sembra di andare sempre più lento mentre Thasar mantiene una bracciata costante. Finisci la gara per secondo. Tutti vi acclamano comunque per le vostre prestazioni ben al di sopra della media. La seconda prova concerne il tiro con l'arco. Viene disposto un bersaglio sul muro della palizzata che protegge il villaggio. Chi si avvicina di più al centro con 3 tiri vince la gara. Questa volta l'elfo da battere non è il grosso energumero che è in difficoltà quanto te. Il più bravo tra loro è la sentinella con la quale hai avuto a che fare questa mattina per entrare nel villaggio. -TxC distanza 15+2=17 7+2=9 11+2=13 -TxC distanza sentinella 12+6=18 9+6=15 10+6=16 Il più vicino a centrare il bersaglio è proprio quella sentinella alla fine e ancora una volta collezioni una seconda posizione. Questa volta la tua prestazione viene accolta con grande stupore. Nessuno credeva te la saresti cavata così bene. Quando si tratta di scegliere la terza prova Thasar propone la lotta. Namys ti spiega che il guerriero non trova mai avversari degni della sua forza e ci tiene proprio a mettersi alla prova contro di te. Tutti gli altri atleti sono ben felici di godersi lo spettacolo ricominciando a bere. Tornate nell'area della musica dove viene tracciato sul terreno un cerchio di 4 metri di diametro. Chi spinge fuori dal perimetro l'avversario o lo butta a terra ottiene un punto. A tre punti si ottiene la vittoria. All'ultimo secondo ti viene detto che anche nella lotta si combatte nudi per evitare che qualcuno imbrogli indossando qualche oggetto magico di nascosto. Thasar ti aspetta al centro dell'arena, non capisci bene le sue intenzioni ma ha l'atteggiamento deciso di chi vuole vincere. Rhael Continuate a ballare finché non finisce la musica. Molti iniziano a tornare alle loro capanne e la serata è chiaramente finita. Elisen inizia a salutarti ma sembra un po' indecisa. Non si è mai mostrata così impacciata prima d'ora. E' il momento di tornare a casa, bhe... oppure... ehm... si dai domani c'è molto da fare. Però potremmo... Buona notte! Ti da un bacio sulla guancia.
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Il lungo viaggio in nave è stato faticoso per un uomo abituato al movimento come lo sono io. Ho passato la maggior parte del tempo sul ponte cercando di godermi la vista oppure tenendomi in allenamento giusto per ammazzare il tempo. Scendere a terra è stata una grande liberazione e non vedo l'ora di mettermi in cammino. In uno slancio di entusiasmo sono io ad iniziare un discorso per primo. Non sappiamo in che stato sarà il tempio. Direi di comprare attrezzatura adatta agli scavi, come badili e picconi. Una mappa aggiornata della zona e magari qualche corda in più che fa sempre comodo e molte razioni da viaggio. Se la meta sta a cinque giorni farei scorte per almeno quindici considerando andata, ritorno, tempo passato sul luogo e imprevisti. Prese queste cose secondo me possiamo anche partire subito. Che ne dite compagni?
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TdS - Eberron
Ho visto ora il link alla mappa nel tuo ultimo post. In realtà l'avevo già vista prima ancora di chiedere la prova di conoscenza ma non sapevo se sarebbe stato considerato Metaplay o se andava bene dare per scontato una conoscenza così basilare. Come mi regolo in futuro? Nel caso posso anche considerare di conoscere qualche informazione di base sulla regione dal momento che è anche abbastanza vicina alla terra natale del mio PG?
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2 - Gli Elfi di Svyatobor
Rhael Quando ti alzi noti che le guance di Elisen sono piuttosto rosse, deve aver bevuto molto. Ti si butta subito tra le braccia. Lascia fare a me. Ti dice facendo un occhiolino. Ryfon, povero ragazzo. Te lo racconterò più tardi. Inizialmente più che ballare ti sta appiccicata al petto mentre oscillate insieme da una parte all'altra ma poi ti prende per le mani e seguendo il ritmo della musica inizia un vero e proprio ballo. -Intrattenere (danza) 12+0+1(relazione)= 13 Sei un po' impacciato ma te la cavi bene a sufficienza da non inciampare sui tuoi piedi o pestare i suoi. Niente di eccezionale ma nemmeno una pessima figura. -Elisen Intrattenere (danza) 20+5= 25 Lei invece si muove in modo memorabile. Sembra essere stata impossessata dallo spirito stesso della danza. Non hai mai visto nessuno muoversi in modo così fluido, elegante e sensuale allo stesso tempo. Devi fare uno sforzo per non rimanere a guardarla a bocca aperta e continuare a ballare. In realtà con la coda dell'occhio noti che qualcuno ha avuto proprio quella reazione e alcuni elfi si sono proprio fermati a guardarvi. Dopo un po' arriva una canzone dal ritmo lento e lei ti stringe nuovamente in un abbraccio mentre ondeggiate insieme. Ti sussurra all'orecchio. Era da un po' che non mi divertivo così Rhael. Mikael Ryfon Ti risponde battendo il boccale sul tuo. Mentre tu sorseggi la tua acqua lui si scola tutto il bicchiere. [Elfico] Non è sempre stato così sai, prima di diventare un Reietto andavo forte con le stesse stronze che adesso non mi salutano nemmeno. Quando gli racconti del fato dei suoi amici rimane in silenzio per un po'. Poi riempie il suo boccale di liquore fino all'orlo. I gemelli... Si perde con lo sguardo in quel liquido opaco che ha di fronte. Il loro coraggio è sempre stato più grande delle loro abilità. Alla loro! Dice ad alta voce prima di scolarsi tutto il bicchiere. Prende la bottiglia per riempirlo nuovamente ma la abbassa tenendola stretta in una mano. Erano gli unici che mi erano rimasti vicini. Ora sono ufficialmente solo come un lupo solitario cacciato dal suo branco. Non mi rimane più nessuno. Questa volta porta alla bocca direttamente la bottiglia di liquore ma si ferma appoggiandolo alle labbra. Grazie uccello del malaugurio per avermi dato la possibilità di onorare la loro morte. Ti aiuterò. Poi ne fa un lungo sorso. Se non sarò morto di dolore vienimi a cercare domani mattina. Sarò steso da qualche parte qui intorno. Harlad Ah bene! Namys reagisce piena di gioia facendo un saltello. Riferisce a Thasar che hai deciso di gareggiare e lui ti fa un mezzo sorriso non troppo benevolo. In questo caso parteciperò anche io per farti da interprete! Ti spiegherò ogni prova strada facendo. I due iniziano a spogliarsi entrambi nudi. Senza volerlo gli occhi ti cadono sulle grazie della sarta, come tutte le elfe il suo corpo è magro e slanciato. Un po' piattina ma la sua pelle sembra morbidissima. Inevitabilmente ti cade l'occhio anche sull'energumero, i muscoli non sono l'unica cosa più grande del solito che ha. Nel mentre Namys ti indica il fiume. La prima è una prova di nuoto. Spogliati anche tu così iniziamo, gli altri si sono già avviati! Non ci aspetteranno a lungo. Sapevi che i costumi degli elfi erano molto più liberi dei vostri ma non ti aspettavi di certo che si spogliassero così come se fosse nulla.
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TdS - Eberron
Fino a poco tempo fa prendevo le immagini da DeviantArt e ce ne erano di bellissime. Ora non trovo più niente che mi piace. Spingono così tanto le immagini fatte con la loro AI che è quasi impossibile trovare disegni fatti da persone vere. E le immagini fatte con le AI hanno sempre qualche dettaglio strano che non mi convince. Voi cosa usate al momento?
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Mi avvicino a Gurragh Non serve, andiamo ad Adderport. Fila a destra. Faccio strada senza aspettare oltre. Tutta questa gente, prima ci togliamo da qui e meglio è. E' così affollato che pare di essere in un allevamento di polli.
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Considerando che dobbiamo andare a Q'barra faccio mente locale su quale delle 3 mete è la più adatta al nostro viaggio. [Conoscenze Geografia +6]
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2 - Gli Elfi di Svyatobor
Mentre finite di parlare sentite già provenire i primi rumori della festa dalla piazza del villaggio. Iniziano chiaramente ad arrivare le prime persone ma presto il chiacchiericcio viene sovrastato da un quartetto di arpe che suonano un ritmo lento e rilassante. Quando arrivate in piazza la trovate già piuttosto piena. Durante la vostra breve sosta sono rientrati nel villaggio tutti quelli che erano impegnati con le loro mansioni giornaliere. Ci sono circa 50 Elfi in tutto e solo due sono bambini. Harlad li ha già conosciuti e corrono subito a salutarlo. Al centro della piazza c’è un grande fuoco ora acceso, intorno l’allestimento di sviluppa ad anelli. Intorno al fuoco l’anello delle postazioni da cucina dove alcuni uomini stanno preparando la brace per cuocere selvaggina e verdure che crescono spontaneamente nel bosco. Nell’anello successivo ci sono dei tavoli disposti a cerchio, tutti i posti a sedere guardano verso il centro della piazza. Nell’anello più esterno della festa ci sono i musicisti, per ora un quartetto di arpe che accompagnano l’inizio del banchetto ma ci sono altri strumenti lasciati per il momento inutilizzati. La maggior parte sono indaffarati con la preparazione dei cibi e dei coperti mentre un altro gruppetto, quasi tutti uomini, se ne sta in disparte a chiacchierare. Tra di loro c’è anche Elisen. Vi salutano facendo cenno di avvicinarvi. Non potete fare a meno di notare come a tutti gli elfi, indipendentemente dal sesso, età, professione apparente non piaccia molto vestirsi. Gli uomini vanno in giro a petto nudo con pantaloni di pelle attillati mentre le donne prediligono abiti scollati dai tessuti sottili. Quando vi avvicinate venite accolti in modo un po’ ambiguo. Le loro domande sono gentili ed è chiara la curiosità nei vostri confronti ma traspare anche una certa diffidenza. Principalmente vi chiedono delle vostre vite, chi siete, cosa fate. Se tirate fuori la guerra in corso qualcuno cambia prontamente discorso sviando l’attenzione su altro. E’ chiaro che vogliono conoscere voi ad un livello più personale, non la vostra missione. Quando è tutto pronto venite fatti accomodare. I posti intorno al tavolo non sono fissi. I commensali cambiano spesso sedia per parlare ora con una persona ora con un’altra. Anche intorno a voi si susseguono vari ospiti. Tutti curiosi di ascoltare le vostre storie, per gli elfi è normale fare anche domande molto personali e nessun argomento sembra essere tabù. Tra una chiacchiera e l’altra vi godete del buon cibo che nessuno vi serve. Come tutti dovete andare a prenderlo direttamente nella zona centrale dove c’è la brace. Ci sono cacciagione, pesce di fiume, bacche e verdure selvagge. Si beve anche molto alcol, in questo villaggio fanno un liquore alle erbe tipico degli elfi che viene poi annacquato prima del servizio. Ha il sapore delicato ed è un po’ più leggero di quello che siete abituati a bere ma scorre giù molto facilmente ed in poco tempo sono tutti un po’ ubriachi. Durante tutto il pasto si respira un'aria leggera e allegra ma non potete notare che tra tutti un solo giovane elfo se ne sta in disparte. In questo villaggio la maggior parte sono tutti castani mentre lui è biondo e gli mancano due dita sulla mano sinistra. Il suo atteggiamento non è affatto timido ma tutti sembrano evitarlo e si è rassegnato a mangiare da solo. L’unica persona che mostra un po’ di gentilezza nei suoi confronti è Elisen. Un secondo elfo attira la vostra attenzione per il suo aspetto insolito. Gli elfi di norma sono un po’ più bassini e leggeri degli umani. La loro struttura corporea è più elegante ma anche più fragile. Uno di loro fa differenza. E’ alto quasi quanto Harlad, un gigante tra gli elfi, e la sua muscolatura è sviluppata ma asciutta. Ad ogni movimento del braccio potete vedere ogni fascio muscolare del suo grosso bicipite contrarsi o espandersi. Questo elfo deve passare le sue giornate a sollevare pesi altrimenti non si spiega questa forma fisica. Ad ogni modo il suo aspetto insolito non è l’unica cosa che lo fa notare. Passa tutto il tempo a fissare Harlad ma non gli si avvicina mai per parlare. Finito di mangiare le arpe vengono abbandonate in favore di strumenti che permettono ritmi più vivaci. Molti si alzano dal tavolo per ballare, in particolare le donne. Un piccolo gruppetto invece si spoglia completamente nudo per andare a fare una nuotata al fiume. Rhael Quando iniziano le danze senti qualcosa appoggiarsi sulla tua spalla. E’ qualcosa di morbido e caldo. Due braccia ti avvolgono il busto da dietro e riconosci la voce di Elisen quando ti sussurra all’orecchio Balliamo? Harlad Quell'elfo che ti fissa tutto il tempo è spesso accompagnato da Namys, sembrano conoscersi bene, magari è geloso della tua chiacchierata? Non sai perché è così ossessionato da te finché non cambia la musica ed iniziano le attività dopo cena. Viene dritto da te proprio accompagnato dalla sarta che fa da interprete traducendo dall'elfico al comune le sue parole. Ciao Harlad come va? Ti stai divertendo? Vedi la tradizione vuole che dopo il banchetto si balla e ci si mette alla prova con delle competizioni atletiche. Il mio amico Thasar vorrebbe tanto sfidarti per vedere chi dei due è più forte, più veloce, e più resistente. Vince sempre lui e spera in te per una gara più dura del solito. Si inizia al fiume con una gara di nuoto, accetti l'invito? Mikael Non puoi fare a meno di notare che Nushala non è venuta alla festa. Probabilmente è rimasta a casa a piangere la morte dei suoi figli. Ora che le danze sono iniziate vedi che Ryfon prova a buttarsi nella mischia ma ogni volta che si avvicina ad un'elfa per ballare quella si allontana come se avesse la peste. Il giovane elfo torna ben presto a sedersi al tavolo e si versa nel bicchiere un bel po' di liquore alle erbe.
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Prendo due diamanti, la mia quota, e indico il cielo. I biglietti per il galeone volante? Non riesco a capire se è sbadato o furbo. Non mi fido troppo di questo tizio, meglio fargli anticipare il più possibile nel caso sia uno di quelli che a fine lavoro spariscono.
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Aspetta. Dico secco prendendo la mappa. Voi gente di città sempre di fretta eh! Ma non stai dimenticando solo questo. Faccio tintinnare la borsa da cintura dove tengo un po' dei miei soldi. Si era parlato di un anticipo.
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Uomo ragionevole. Mi limito ad alzare il mio bicchiere imitando il suo gesto. Le mie dita sono abituate a tenere boccali non questi oggetti così fini e delicati. Stringo il calice sulla parte alta con tutta la mano come se fosse un qualsiasi bicchiere.
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Organizzazione
Siete di nuovo tutti in gioco. Buon proseguimento.
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2 - Gli Elfi di Svyatobor
Rhael Fa un risolino acuto e ti accarezza la spalla. Che ruffiano che sei. Quando esci ti saluta con un abbraccio caldo e ancora un po' sudato per la visione di prima. Non mi deludere. Harlad Sarbello viene qui ogni due o tre mesi. Non saprei come trovarlo. Credo che la sua città sia da qualche parte a Sud. La donna si alza dalla sedia e ti fa cenno di seguirla. Ti mostra vari tessuti incoraggiandoti a toccarli. Sono sottili ed elastici ma c'è un tessuto che li batte tutti. Sarbello non è mai riuscito a procurarselo perché non si trova a compare nelle vostre città. Apre un cassetto del tavolo da lavoro e ne tira fuori un pezzo di tessuto grande quanto un fazzoletto. Senti questo ora. E' morbido, avvolgente e super elastico. Questo è fatto con la ragnatela di un particolare tipo di ragno grosso e velenoso che vive in questa foresta. Un esemplare aveva perso l'orientamento e si era fatto troppo vicino al villaggio. Una delle nostre sentinelle lo ha ucciso e ho avuto modo di sperimentare con la sua ragnatela. Ci ho fatto questo pezzetto ma da allora non sono più riuscita a procurarmi questo tessuto rarissimo. Nessuno sa di preciso dove sia la tana di questi ragni e non si trova nelle vostre città. Ho provato tutte le strade per procurarmelo ma senza successo. Oramai per me è un ossessione riuscire a farci un vestito. Se ti dovessero capitare portameli, ti donerò dei vestiti come ricompensa. Se li rivendi nella tua città dovresti poterci diventare ricco stando alle parole di Sarbello. Proprio in questo momento rientrano i bambini. Namys scambia con loro delle battute in elfico e poi ti accompagna alla porta. Ora dobbiamo prepararci per stasera! Ci vediamo dopo Harlad, è stata una chiacchierata insolita ma piacevole. Tutti Vi ricongiungete nella capanna che vi è stata assegnata. Tra poco tempo inizierà il banchetto in onore degli ospiti, cioè voi. Avete modo di aggiornarvi per decidere le prossime mosse prima di darvi in pasto alle attenzioni dell'intero villaggio.
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Queste "frivolezze" sono una parte fondamentale del nostro lavoro e fanno parte del viaggio dal momento che una zona remota come quella che hai indicato si raggiunge solo a piedi. Credo che dovresti essere tu a pagare anche quel costo piuttosto che doverlo fare pesare sul nostro compenso. Non importa se sono solo minuzie. Un rumore allo stomaco mi fa decidere di mangiare anche se il piatto non è di mio gradimento e decido di infilzare il timballo alzando il boccone. Rimborso spese a fine lavoro? Dico prima di assaggiarlo. Non sono i sapori di casa, ma ho mangiato di peggio.
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Osservo la pietra che mi viene consegnata e poi la passo al Bardo. Parlare è il tuo mestiere, tienila tu. Con la forchetta punzecchio il pranzo ancora poco convinto di mangiare. Le spese per il viaggio includono solo il trasporto o anche gli acquisti necessari a compire l'incarico? Chiedo distrattamente. Razioni, animale da soma, cose del genere.
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Cambiare PG: ma per cosa?
Magari l'ultimo non è il PG adatto per questa campagna almeno se non ti diverti a giocare la sua frustrazione per la situazione in cui è capitato. Per tutti gli altri il desiderio potrebbe semplicemente essere quello di tornare in vita per risolvere le loro questioni sospese. Comunque il mio consiglio è, se possibile, di pensare al personaggio che si vuole giocare dopo aver conosciuto la trama della storia. Secondo me interpretare significa anche pensare a come il personaggio reagisce nella situazione in cui si trova. Morire all'improvviso e ritrovarsi a patti con la morte è il tuo punto di partenza per interpretare come il personaggio che vuoi giocare reagirebbe a quella situazione. Importa poco se poi non è esattamente quello che avevi immaginato scrivendo il BG.
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Un'altra missione
Neil Brinabianca Passo il viaggio a guardare il paesaggio fuori dal finestrino in silenzio. Non sono un grande amante delle chiacchiere. Quando arriva Yor'Lis lo osservo con attenzione e non pronuncio una parola. Se ci conosce non servono presentazioni. Mentre parla fisso il piatto chiedendomi perché qualcuno dovrebbe preferire questa roba ad un bel pezzo di carne fresco, appena cacciato, cotto sulle braci. Cos'è che cerchi di preciso? Dobbiamo saperlo prima di accettare il lavoro. Dico lapidario alla fine. [Conoscenze locali +2 geografia +6 natura +11 chiedendomi quali pericoli ci possiamo aspettare nella zona che ci ha descritto. Arcane +2 Riguardo l'era dei demoni.] A Neil piace passare più tempo possibile all'aria aperta e per questo ha la pelle bruciata dal sole che lo fa sembrare più vecchio dei suoi 30 anni. Ha passato l'infanzia tra i boschi e l'altra metà della sua vita a combattere nell'ultima guerra. E' di carattere solitario e fa fatica ad affezionarsi alle persone. Ha imparato nel modo più duro che gli amici possono morire da un momento all'altro e la loro perdita è dolorosa. Meglio non avere amici per evitare il problema. Per questo parla poco e quando lo fa non si cura di essere gentile o di girare intorno alle questioni. Il suo modo di vestire è sobrio e distaccato quanto il suo carattere. Indossa solo pratici abiti da esploratore delle terre selvagge. Nemmeno una collana, un anello, un bracciale o un semplice foulard colorato intorno al collo. Nulla che non abbia una funzione precisa.
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Cambiare PG: ma per cosa?
Cosa impedisce ai personaggi che hai preparato di morire ed essere messi sotto contratto dal dio della morte?
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Cambiare PG: ma per cosa?
Cosa rendono i personaggi che hai creato inadatti? Non puoi contestualizzare le idee che hai avuto all'interno dei confini che ti sono stati dati?
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Organizzazione
@Darakan metto anche te in attesa. Appena @MaxEaster93 finisce la sua chiacchierata andiamo avanti con il banchetto.
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2 - Gli Elfi di Svyatobor
Harlad L'elfa scrolla le spalle. E' fondamentale per il nostro modo di vivere. Viaggiamo spesso tra i villaggi ed è importante sapere di poter trovare sempre un rifugio sicuro. Namys ti ascolta incuriosita e alla fine ti invita ad entrare mentre i bambini rimangono fuori a giocare. Ti fa accomodare su una sedia di vimini e ti guardi intorno mentre ti prepara qualcosa da bere. La sua capanna è disseminata di vari tessuti, tutti molto leggeri e dai colori chiari. Su un tavolo vari tipi di forbici e aghi. Ritorna da te con due bicchieri di coccio. Al loro interno un liquore alle erbe annacquato. Si siede su un'altra sedia. Mhh vediamo, non sono argomenti facili quelli che hai scelto. Iniziamo da noi, mi hai chiesto come siamo. Credo che siamo molto simili a voi per molti versi. Proviamo amore, odio, paura, coraggio, proprio come voi. Però le nostre vite sono molto più lunghe delle vostre. Un umano raramente arriva al secolo di vita, per noi è si è considerati vecchi dopo aver compiuto mille anni. Capisci che la nostra percezione delle cose è ben diversa della vostra. Le nostre vite sono molto più lente, abbiamo tutto il tempo di fare le nostre scelte e i nostri sbagli. Voi umani invece siete sempre di corsa alimentati da un'ambizione che vi brucia da dentro come un fuoco inestinguibile. Sorseggia il liquore e pensa bene prima di proseguire. Ecco credo che sia questa la più grande differenza tra di noi. Il rapporto con il tempo. Voi umani avete le clessidre perché il tempo che scorre vi spaventa, tra di noi nessuno tiene conto ti quanto sia lunga un'ora. Poi c'è il rapporto con la natura, noi viviamo in armonia con il mondo che ci circonda prendendo quello che la foresta ci da. Bacche, pesca, caccia, radici. Raccogliamo solo quello che ci serve e lasciamo che la natura si rigeneri per conto suo. Voi siete dei dominatori. Piegate le piante al vostro volere con l'agricoltura e gli animali con l'allevamento. Per noi queste cose sono barbarie ma non ci sentiamo comunque superiori. Bhe qualcuno che si sente superiore c'è ma non è il senso comune. Semplicemente siamo diversi. Sospira. Ed è per questo motivo che non credo che si potrà mai creare una vera amicizia tra i nostri popoli. Ci sono alcuni umani amici della nostra gente ma è impossibile vivere in armonia con le vostre nazioni. Tagliate le piante ai confini della foresta, ne controllate la crescita. Per noi è innaturale decidere quanto una foresta può o non può crescere. Per noi deve essere lasciata libera di essere se stessa fin dove può mettere radici. Ma questa è la foresta sacra di Svyatobor. Se lasciata crescere in modo incontrollato ricoprirebbe mezzo continente. Come potreste coltivare i vostri campi a quel punto? La vostra gente morirebbe di fame. Scuote la testa. Eppure noi vorremo la pace e l'armonia. Non abbiamo nessun interesse nelle guerre di confine, tutte le volte che abbiamo combattuto contro di voi è stato per difenderci. Sono passati due secoli dall'ultima guerra ma qui la ricordiamo tutti bene. Non c'è una casa che non abbia subito almeno una perdita. Ora ci limitiamo a spaventare cacciatori e taglialegna troppo ambiziosi. I rapporti sono tesi ma non insostenibili. C'è un mercante umano che ogni tanto passa qui a comprare i vestiti che faccio per rivenderli alla vostra gente a prezzi incredibili. Si alza e fa un giro su se stessa facendoti vedere il vestito che indossa. E' splendido e le ste alla perfezione mettendo in risalto ogni curva del suo corpo. Impresa non facile dal momento che la fisionomia delle elfe è molto asciutta e nonostante le forme raffinate risultano piuttosto piatte rispetto alle donne umane. Un vestito come questo vale una fortuna. Ma noi non diamo alcun valore ai soldi. Mi faccio pagare con merci che mi sono utili, tessuti in particolare. Anche se c'è una richiesta che non è mai stato in grado di soddisfare. Si rimette comoda. Tornando a noi, ho risposto a tutte le tue domande? [Il liquore alle erbe, se lo assaggi, rimane molto più leggero rispetto ai vostri. Il contenuto di alcol è scarso e il sapore è delicato per essere un amaro.] Rhael Bene, molto bene. Commenta l'elfa prima di rimanere senza parole al tuo commento sul suo fascino. Arrossisce appena sulle guance e ti sorride. Grazie Rhael... Si fa avanti stringendosi tra le spalle mettendo in risalto la scollatura e non puoi fare a meno di farci cadere l'occhio. Per noi è naturale mettere in mostra i nostri corpi. Quando la bellezza è sempre sotto gli occhi ci si dimentica del suo valore per cui i complimenti sono rari. Fa sempre piacere riceverli. Si ritrae riprendendo una posizione comoda sulla sedia. Le tue parole mi hanno rassicurato. Sei saggio nonostante la tua giovane età e anche perspicace. Se volete accesso al consiglio Druidico la prossima luna dovete risolvere il problema con il mago. Ci sono altri nel villaggio che vorrebbero veder quel posto ripulito, potete chiedere aiuto. Ti ricordo che avete solo una settimana di tempo prima del consiglio. Se risolvete il problema con il mago potete essere sicuri che le vostre parole verranno ascoltate. Ho veramente bisogno di qualcuno che bilanci l'influenza di Lyshantir. Ma non ti nascondo che sono a disagio a collaborare con voi. Rimango dell'idea che la neutralità sia la cosa migliore per la nostra gente.
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2 - Gli Elfi di Svyatobor
Rhael Elisen annuisce ancora compiaciuta. Molto bene, saggio per essere così giovane. Si appoggia al tavolino prendendo le tazze. Posiziona la prima dicendo Questo è il villaggio, vicino ad un corso secondario del fiume. Poi posiziona la seconda tazza. Ad ovest, sulla sponda del fiume principale, c'è un vecchio tempio della nostra gente. Era dedicato ad una divinità eretica dell'aldilà. I nostri simili che la seguivano sono stati tutti uccisi da noi secoli fa, quando ero ancora piccola. La loro religione era troppo pericolosa sia per la nostra società che per gli equilibri della natura. Quel posto è rimasto disabitato da allora ma qualche mese fa è arrivato un mago solitario da sud, risalendo il corso del fiume con una barca. -Conoscenze (locali) 6+9= 15 vs CD 14 A sud c'è una piccola città stato Magocratica ma non ricordi molti dettagli al riguardo. Questo mago sta violando la sacralità della morte risvegliando i resti dei nostri simili. Cosa pensi delle azioni dei miei predecessori? Hanno fatto bene ad eliminare il culto eretico o hanno sbagliato? E poi come reagiresti alle azioni del mago?
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Organizzazione
Mi sono divertito a scrivere un breve racconto sulle origini del Re di tutti i Re e l'ho appena pubblicato qui sotto forma di blog. Non so se lo potete già vedere perché mi dice che è richiesta l'approvazione da parte di un moderatore. Ad ogni modo non è necessario leggerlo per comprendere e giocare la storia ma sarebbe sicuramente un gesto apprezzato. Nel caso fatemi sapere che ne pensate. Buona lettura.
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Le origini del Re di tutti i Re
[Come da titolo questo breve racconto racconta le origini del BBEG della mia ultima avventura che stiamo giocando proprio qui sul forum. Buona lettura.] In una stretta valle circondata da basse colline infuria una battaglia sanguinosa. I due schieramenti combattono alla pari da tutto il giorno. I numeri sono simili, l’addestramento è simile, le tattiche sono simili. Questa è solo la prima battaglia in una guerra civile che ha disseminato discordia tra uomini che si chiamavano fratelli fino a poco tempo prima. I corni risuonano ordini sopra al suono dell’acciaio che batte l’acciaio ma al centro della mischia i comandi devono essere ripetuti più e più volte prima che gli uomini li sentano. Tutti sono impegnati prima di tutto a sopravvivere. La più piccola distrazione può costare una punta di lancia nel petto. Molti hanno già fatto quella fine e i cadaveri si sono accumulati tra i due muri di scudi diventando un ostacolo formidabile per qualunque tipo di manovra. Il bagno di sangue sembra destinato a protrarsi fino a notte quando un movimento inconsulto scuote una delle due parti. Sul lato destro il loro morale sta cedendo e lo schieramento si sta sfaldando lentamente. I comandanti osservano la situazione dall’alto aspettando il momento giusto per infliggere un colpo decisivo al nemico. Questo è il momento giusto. Questo è il momento che può decidere la battaglia una volta per tutte. Lo schieramento ora in vantaggio lancia subito alla carica la sua riserva strategica. Il comando dello schieramento in svantaggio ha di fronte una scelta difficile. Su una collina che offre un'ottima vista della battaglia un piccolo gruppetto di uomini a cavallo stanno osservando la scena. Tra di loro il pretendente al trono e suo figlio maggiore, Auneir-Shah, che ha solo 17 anni e sta assistendo ad una battaglia per la prima volta. Gli è stata data una posizione di prestigio, comandante della riserva. Ma tutti sanno che è il suo secondo in comando, un uomo d’esperienza al servizio del padre da molto tempo, a prendere veramente le decisioni. E’ proprio il suo secondo a rompere per primo il silenzio. “Signore, dobbiamo contrattaccare subito. Gli uomini che stanno scendendo in campo sono freschi, daranno nuovo slancio alla loro offensiva. La nostra ala non resisterà a lungo.” Un altro consigliere lo contraddice. “Meglio una ritirata strategica subito. Preserviamo le nostre forze per una battaglia più propizia. Se mandiamo anche la riserva vincitori o vinti ne usciremo dissanguati in ogni caso.” L’aspirante Re rimane in silenzio e continua a fissare il campo di battaglia. “Signore, con il dovuto rispetto, ora o mai più. Se ritardiamo la scelta potrebbe diventare troppo tardi.” Il giovane Auneir non capiva veramente la situazione ma si sentiva in dovere di dire la sua per far vedere che è in grado di gestire la sua posizione. “Padre, sono pronto a condurre l’attacco. Possiamo ancora ribaltare la situazione.” Alle sue parole il padre si gira e gli rivolge quello sguardo freddo e carico di delusione che il ragazzo conosce fin troppo bene. “No, la ritirata è più saggia. Tu non sei ancora pronto per una manovra cosi delicata”. Il ragazzo incalza “Padre, lasciatemi dimostrare il mio valore. Possiamo ancora vincere. Posso farcela!” “Troppo rischioso ho detto”. Inizia ad alzare il tono. Mentre il padre dà i primi ordini il ragazzo non ascolta più. È perso con la mente nel passato a quando era piccolo. Il padre lo guardava sempre con la gioia negli occhi, gli raccontava le storie prima di dormire, lottava con lui per gioco. Poi all'improvviso solo quello sguardo freddo e deluso. Delusione dopo aver parlato con i suoi tutori, delusione dopo ogni allenamento con la spada, delusione dopo ogni evento pubblico, delusione in ogni occasione. Non importa quanto si impegna, per il padre non è mai abbastanza. Non importa se ha battuto tutti i suoi insegnanti di scherma a 16 anni, un ragazzino contro veterani navigati, per suo padre non è abbastanza. Nei suoi occhi c'è sempre delusione e tristezza e lui non sa perché. Senza nemmeno accorgersene Auneir si è irrigidito sulla sella. Ha stretto le briglie e ha già estratto la spada dal fodero. Il padre lo guarda confuso “Che hai intenzione di fare, ragazzo?” “Guidare la carica!” Il padre scuote la testa “non fare lo stupido” Auneir non risponde ma pensa “Ti porterò la vittoria e dimostrerò che merito il tuo amore, padre”. Con un colpo di talloni sprona il cavallo a partire. Alza la spada al cielo e urlando “CARICAAA!” la abbassa in direzione del nemico mentre prende sempre più velocità discendendo la collina. Dietro di lui gli uomini della riserva non si sono mossi nonostante l'ordine. Il suo secondo in comando guarda la scena nel panico. “Signore, mio Re! Il ragazzo è coraggioso ma da solo si farà ammazzare. Non dovremmo ordinare l’attacco?” Il padre scuote la testa “Aspettiamo. Non arriverà fino in fondo, come sempre.” I nemici nel frattempo sono scesi sull’ala destra e il loro attacco è sempre più feroce. Lo schieramento di Auneir stava iniziando a sfaldarsi. Il ragazzo si guarda alle spalle, un sorriso amaro “Non mi hanno seguito. Poco importa, non c'è altro tempo da perdere”. Galoppa in mezzo alle file alleate sfruttando le aperture che si sono formate. La sua armatura nera è inconfondibile e non indossa l'elmo. Molti sono sorpresi di vederlo tra di loro. Lo interpretano come un segno che i rinforzi sono in arrivo e molti riprendono coraggio quel tanto che basta per tornare nella mischia e spendere le ultime forze. Il ragazzo però non è lì per rincuorare le truppe facendosi vedere. No. Lui vuole dimostrare di poter vincere. Deve dimostrarlo al padre e deve dimostrare a se stesso di essere abbastanza. Sprona il cavallo al galoppo puntando verso il muro di scudi nemico. Più veloce, sempre più veloce. I suoi soldati si aprono per farlo passare e solo all'ultimo vede tra i due schieramenti il terreno disseminato di cadaveri. Non fa in tempo a fare nulla, il cavallo inciampa all'apice della sua corsa e insieme rotolano addosso al muro di scudi nemico. Il cavallo investe e uccide più persone mentre il ragazzo è fortunato e gli ruzzola dietro. Si rialza dolorante tenendo la spada in pugno, intorno a lui solo nemici. Lo schieramento si è richiuso. Come una bestia feroce messa all'angolo guarda chi lo circonda negli occhi mostrando i denti. Non era questo il suo piano, se mai ne aveva avuto uno. Ma ora non importava. Prima della battaglia si chiedeva se sarebbe stato in grado di uccidere un uomo, ora quel pensiero è stato totalmente sostituito dalla sua voglia di vittoria. Con gli occhi iniettati di sangue intorno a lui non vede persone e non vede nemmeno il pericolo. “VINCERO’ QUESTA BATTAGLIA DA SOLO SE NECESSARIO! VEDRAI PADRE!” Urla guardando la collina dove era poco fa. I nemici iniziano a farsi sotto da ogni direzione. Il giovane mulina la spada con precisione e abilità. Parata, fendente, imbroccata, parata. Due nemici sono già morti a terra. Chiunque si sarebbe arreso da solo tra centinaia di nemici ma non lui. La sua mente razionale è totalmente sopita. I suoi occhi iniettati di sangue cercano il prossimo assalto. Fa un respiro e attende che si facciano sotto. Un battito di ciglia. Parata, fendente, montante, parata, affondo. Altri tre nemici a terra. “ANCORAAA!” urla furiosamente mentre continua a spezzare vite come se fossero foglie secche. Otto, nove, dieci cadaveri. Ai suoi piedi cresce un mucchio di corpi sui quali è costretto a salire per continuare a combattere. Quattordici, quindici nemici sono già stati uccisi. “ANCORA!” continua ad urlare ad ogni uccisione. Ai suoi piedi già venti persone hanno perso la vita. Ha il fiatone, inizia ad essere stanco, non vede arrivare un colpo di lancia che gli trafigge il fianco. Lui estrae l’asta con una mano e uccide il suo feritore come se niente fosse. A quella vista nessuno si fa più sotto. I nemici non hanno mai visto combattere con così tanta determinazione e abilità. Le loro gambe tremano e indietreggiano. Intorno a lui si crea il vuoto, si crea un buco nella formazione nemica. La loro offensiva rallenta di conseguenza. Da lontano si sentono urla di incitamento da parte dei suoi soldati ma alle orecchie del ragazzo non arriva nessun suono. Nella sua mente un solo pensiero “Non è ancora abbastanza”. Inizia lui ad inseguire i nemici ma quando si sposta in una direzione tutti si accalcano uno sull’altro per sfuggirgli. Lo schieramento nemico inizia a perdere coesione e il loro comandante non può permetterlo. Manda il suo miglior cavaliere a sistemare la cosa. Tra i nemici si fa spazio un uomo alto e largo come un toro. La sua armatura scintillante è disseminata di vecchie ammaccature. Vedendo il ragazzo senza elmo si toglie anche il suo. Il suo volto è segnato da una vecchia cicatrice lungo la guancia che non gli permette di muovere bene un lato delle labbra. “Arrenditi. Ti risparmierò la vita.” Intima estraendo la sua lunga spada. Auneir lo studia per un po’ e guardandolo dritto negli occhi risponde “Arrenditi tu!” Il vuoto che si è creato nello schieramento nemico sarà il loro ring. I due si girano intorno studiando i movimenti dell’avversario. Entrambi si dimenticano della battaglia che imperversa lì intorno. Tutta la loro attenzione è sul duello. Il cavaliere grosso come un toro scatta improvvisamente all’attacco. Nonostante la sua stazza i movimenti sono rapidissimi, un salto in avanti e una combinazione di colpi portata con precisione. Auneir para a destra, sinistra, verso l'alto, di nuovo a sinistra. Ad ogni parata un passo indietro, non ha più spazio. Alle sue spalle il muro umano del ring. Gli “spettatori” avrebbero potuto trafiggerlo alle spalle e ucciderlo in quel preciso istante ma nessuno muove un dito rispettando il duello in corso. Il cavaliere fa qualche passo indietro e gli permette di riprendere spazio. Auneir diventa rosso in volto. “Prendimi seriamente!” urla. “Saresti già morto, e preferisco evitarlo. Arrenditi.” Il ragazzo risponde partendo all’assalto. Mulina la spada come ha fatto mille volte in addestramento. Fendente, affondo, un nuovo fendente e poi va a finire la combinazione con un colpo dal basso. Ogni colpo incontra la spada dell’avversario e il suono dell’acciaio che sbatte sull’acciaio è assordante. Auneir fa per riprendere fiato ma non gli viene data occasione. Deve subito parare un fendente, alza la spada ma non c’è nessun impatto. Era una finta, all’ultimo il nemico ha ritratto il colpo indietro e facendo roteare la spada sopra la testa lo colpisce sul fianco opposto. La lama impatta con forza poco sotto l’ascella. L’armatura attutisce il colpo quasi del tutto ma gli spezza il fiato. Barcolla indietro e il cavaliere lo spinge a terra. In quel momento avrebbe potuto ucciderlo facilmente ma decide di non farlo. Fa qualche passo indietro e gli permette di rialzarsi. Auneir gli si rilancia subito addosso senza pensare. Un battito di ciglia dopo la sua spada è a terra e sente la pressione fredda dell’acciaio sul suo collo. “Sei giovane e promettente, hai ancora molto per cui vivere. Non mi costringere ad ucciderti e arrenditi.” Il ragazzo sposta la lama con un colpo della mano e si lancia sul cavaliere in modo disperato. Lo colpisce al volto con un pugno. Il guanto d'acciaio dell’armatura gli squarcia la pelle proprio dove c’era quella vecchia cicatrice aprendogli la guancia. Mentre urla di dolore la sua armatura scintillante è rigata dal sangue. Il cavaliere lascia cadere la spada e prende Auneir per le spalle con entrambe le mani. Inizia a dargli una testata sul volto, poi una seconda, una terza. Gli rompe il naso, perde moltissimo sangue. Al ragazzo sembrano mancare le forze. Gli si annebbia la vista. Sente la testa pulsare dal dolore e nient'altro. Il cavaliere lo lascia cadere a terra, in ginocchio, e gli sta parlando ma non distingue le parole. Tutto è confuso. Poi vede una spada alzarsi verso il cielo, è arrivata l’ora della sua esecuzione. Abbassa lo sguardo dalla spada agli occhi del suo avversario e lì trova un'espressione fin troppo familiare. Quel cavaliere lo sta guardando allo stesso modo di suo padre. Quello sguardo freddo e deluso. Stringe i denti, stringe i pugni, urla con tutto il fiato che ha in corpo e scatta in avanti lanciandosi con tutto il peso sul nemico preso alla sprovvista. I due rotolano avvinghiati insieme, Auneir si ritrova sopra e istintivamente inizia a dargli pugni in faccia con tutta la sua furia. Il metallo del suo guanto d’arme spezza allo stesso tempo le ossa della sua mano e quelle del volto del cavaliere. Ad ogni colpo una fitta di dolore come se gli stessero dando martellate sulle nocche ma continua e continua finchè della testa del nemico non ne è rimasta una poltiglia indistinguibile. Guarda quella macabra opera, si guarda le mani ricoperte di sangue e perde i sensi. Si sveglia ore dopo, a battaglia conclusa. Spalanca gli occhi cercando di capire dov’è. E’ nella sua tenda, e non è solo. Al suo fianco ci sono un chierico e suo padre. “Abbiamo curato magicamente le ferite, ma comunque ha perso molto sangue, ha bisogno di riposo. Tra qualche giorno…” Il guaritore viene interrotto da Auneir. “P-padre, abbiamo vinto?” Solo ora si accorgono che è sveglio. Il padre si avvicina e lo guarda sempre al solito modo. Il ragazzo non riesce a non trattenere una lacrima. “Si abbiamo vinto, ma ad un caro prezzo. Gli uomini ti acclamano, dicono che sei un guerriero incredibile. Stupidi.” Dice con disprezzo. “Ricorda che le battaglie si vincono con la strategia, non il coraggio. Cosa cavolo ti è passato per la testa oggi? Potevamo perdere tutto.” Auneir-shah aggrotta le sopracciglia e stringe i denti. “Abbiamo vinto grazie a me, al mio coraggio. Non alla tua strategia.” “Ah si? La guerra è ancora lunga. Ci serve l’esercito intatto. Dobbiamo conquistare il trono, non il campo di battaglia. Oggi hai sbagliato.” “Padre…” ha un istante di esitazione “Per te non faccio mai la cosa giusta…” Non riesce più a trattenere un pianto. “Non piangere, non ti si addice.” gli volta le spalle e mentre esce il ragazzo dice a bassa voce. “...Ma ti dimostrerò che sono degno. Conquisterò il regno e poi il mondo intero.”
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2 - Gli Elfi di Svyatobor
Mikael La donna acconsente alla tua richiesta e ti saluta ringraziando ancora. [Se non hai altri posti da visitare ti metto in attesa fino al banchetto.] Harlad La donna aggrotta le sopracciglia. Perché qualcuno dovrebbe rimproverarti? Se ti hanno fatto entrare nel villaggio significa che sei un tipo a posto. Ti sorride e fa un piccolo inchino Sono Namys, la sarta del villaggio. Lui è il figlio di mia cugina, lo tengo d'occhio mentre la madre è fuori dal villaggio. Tu cosa ci fai da queste parti? E' insolito vedere un umano qui. Rhaen Elisen annuisce. Non sono una vera minaccia ma la tua posizione è chiara. Passiamo ai troll, li hai visti i due fratelli. Loro non rispettano il territorio di nessuno. Vagano per la foresta predando ogni essere vivente che trovano. Se qualcuno dei nostri fosse incauto finirebbe sicuramente con la testa fracassata. Loro sono una minaccia ma chiaramente questa è la loro natura. Come gestiresti la loro presenza se fossi il druido di questo villaggio? Ti chiede in tono inquisitorio.