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Fulminus

Ordine del Drago
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Community Reputation

9 Goblin

About Fulminus

  • Rank
    Virtuoso
  • Birthday 04/01/1978

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Profile Information

  • Gender
    Maschio
  • Location
    Asola
  • GdR preferiti
    D&D
  • Occupazione
    Scrittore a tempo perso (mentre lavoro per portare a casa la pagnotta)
  • Interessi
    Leggere, Scrivere, Fotografia, Fantasy, GdR...
  • Biografia
    Tratto dalla quarta di copertina del mio romanzo: La Brigata della Speranza
    "Mi sono diplomato presso il liceo scientifico “Falcone” di Asola (MN), la mia città natale, ma ho abbandonato gli studi universitari per entrare nel mondo del lavoro.
    Sono appassionato di fantasy e di giochi di ruolo fin dall’adolescenza, e nell’Aprile del 2017 inizio la stesura del romanzo “La Brigata della Speranza”, il primo di una tetralogia dedicata al mondo di Sphaera."

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  1. Non ho mai sentito l'esigenza, né da player, né da master, di avere figure esterne che aiutassero, a meno che fossero realmente coinvolte, perciò ho sempre usato e visto usare PNG che magari in battaglia facevano solo il compitino in base alle loro capacità. Quelli che sono definiti gregari, sono sempre stati figure non ufficiali (negozianti, principalmente, o qualche altro committente che chiedeva in cambio servizi per i propri servigi) e gli adepti... in pratica lo scopro solo ora come funzionano realmente, visto che sulle regole la cosa è sempre stata lacunosa (oltre che non aver mai destato l'attenzione dei party a cui ho preso parte). Forse, col senno di poi, avrebbero potuto avere un ruolo senza magari dover passare a veri e propri PNG, però chissà: ora che mi sono chiarito un po' le idee su come sfruttarli, magari in futuro userò queste figure in maniera più consapevole e funzionale.
  2. Avere un background dei cinque elencati (io penso di aver giocato PG con tutti i tipi proposti, se non ricordo male), non esclude la tua idea, che sicuramente tiene più sul pezzo i giocatori. Il problema che ci può essere è che non tutti i giocatori hanno all'inizio una visione globale della propria "missione" e quindi c'è da definirla quanto prima e incentivarla, come appunto dicevi tu.
  3. Meccanica interessante questa della Divergenza: rivedrò alcuni oggetti già pensati per uno sviluppo, ma legati al livello del giocatore e applicherò questa nuova visione, che è molto più caratterizzante e profonda di un semplice numeretto.
  4. Non stiamo appunto discutendo di un parere? Nello specifico quello espresso nell'articolo... non ho detto che non accetto il tuo parere, ma nemmeno che lo condivido. 😉 Sì, il regolamento non è pensato per una specifica ambientazione, però le ambientazioni (parlo almeno di quelle pubblicate) per quel gioco, sono vincolate al regolamento... e senza quella base regolamentare resterebbero ambientazioni inutilizzabili per un GdR se non per uno fatto ad hoc, oppure, appunto bisognerebeb cambiare le regole di un GdR per adattarlo. Lo dico per esperienza (come detto sopra): avendo io creato un'ambientazione per un libro, avulsa inizialmente da qualsiasi ipotesi di usarla per un GdR, in seguito mi è stato chiesto però di sfruttarla, da master, anche per D&D (5e - ma anche che fosse 4e o 3e cambierebbe poco), l'ambientazione non aveva affinità con le regole, quindi o si cambiano le regole, o si cambia l'ambientazione... o si adattano entrambe: per mantenere l'equilibrio, ho cercado di farle venire incontro. Ma l'ambientazione giocata aveva parecchie differenze con quella pensata e questo l'ho dovuto mandar giù per non dover creare un GdR ex novo.
  5. Quindi quanto si lancia un incantesimo in un'ambientazione non sai cosa succede? Non vai a leggere gli effetti che produce proprio sulmanuale di D&D? Ambientazione non è solo il mondo fisico e non, ma è tutta la "meccanica" che c'è dietro, che lo muove. Se non è chiaro questo concetto, allora Eberron (o i FR) che senso avrebbero senza qualcosa che ne governa le leggi? Sarebbero solo posti in un libro, ma invalicabili per un PG, perché a quel punto non si saprebbe cosa accade muovendosi al suo interno. ... e se mi vieni a dire che puoi applicare le regole di un altro GdR a quella stessa ambientazione, allora stai vivendo su un altro Eberron, che è diverso ad quello originale. Potrai anche chiamarlo fin che vuoi, ma non sarà lo stesso.
  6. Non cononscendo Eberron, non so se il paragone regge, quindi non ti dico però sono d'accordo che è fondamentale rendere note le cose prima di iniziare (nella mia campagna di D&D ambientata su Sphaera, l'ambientazione creata da me, ho introdotto delle limitazioni alla magia, ai mostri incontrabili e altre peculiarità, ma i giocatori ne erano consapevoli fin dall'inizio) e in questo modo ti rispondo che lo sforzo di cambiare le regole (per l'ambientazione - ok, ribaltiamo il concetto, ma quando parliamo di D&D, in fondo, pensiamo che le sue regole siano parte integrante anche la sua ambientazione, no?) l'ho fatto e finché abbiam potuto giocare, ne è valsa la pena (magari c'era da sistemare e bilanciare alcune cose, ma in linea di massima funzionava). Se qualcuno prendesse la mia ambientazione e le applicasse modifiche sostanziali, mantenendo, per dire, la storia e la geografia e anche il pantheon, ma togliesse la schiavitù, potrebbe anche essere tollerabile, ma se invece di un mondo sotto il giogo del clero di Ouroboros ci fosse un mondo di colti e istruiti regnanti, forse non lo riconoscerei più per tale. Immagino che sia questo il concetto che esprimeva l'articolo... o almeno così l'ho inteso io. 🙂
  7. Quelli che grassettati non cambiano un'ambientazione, non nel senso più ampio del termine: un giocatore si può aspettare un'assassionio, una guerra, un portale (anche se su quello ci andrei piano, soprattutto se si parla di livelli bassi: dai portali non viene quasi mai niente di buono... 😜), ma non che oggi c'è il solo, domani ce ne sono due e cambia il ciclo circadiano (mi è capitato anche quello da giocatore), oppure che un continente sparisca dall'oggi al domani senza un motivo apparente. Poi, personalmente, credo che si riferisca più alle ambientazioni standard, create da altri, a cui i giocatori possono attingere attraverso manuali e altro materiale. Mi viene in mente, come esempio, far giocare un party nei FR della D&D 4e senza che sia avvenuta la Piaga Magica. Ha senso? Non credo: comporterebbe un notevole sforzo sia dal punto di vista del Master, sia dei giocatori. A quel punto non sono più i FR, ma è un qualcosa di simile, che non andrebbe chiamato così...
  8. Anch'io ho pensato la stessa cosa e aggiungo che incita i DM a inserire i grandi fatti che hanno cambiato il mondo nel tempi antichi, in modo che gli effetti siano già visibili e non compromettano l'idea che i giocatori si sono fatti del mondo con questi tipi di eventi su cui non hanno controllo e/o esperienza. Forse potrebbe essere quasi banale ricordarlo, ma lo ritengo un utile promemoria.
  9. Spiego rapidamente a @Lord Danarc e @The Stroy cosa intendevo nella frase citata e incriminata, in modo che non si pensi che faccia figli e figliastri: innanzitutto se c'è qualche cosa che non mi torna tra il comportamento di un PG e il suo background (nel senso più lato del termine, non solo la caratterizzazione di D&D 5e), chiedo lumi e, una volta ottenuta la spiegazione, si procede. Se l'attinenza non c'è e il giocatore sta solo facendo una goliardata (barbari che si mettono a lavorare a uncinetto - non è capitata a me da master - per citarne un non-sense a cui ho assistito, non tanto in generale, ma nel contesto dell'azione) faccio finta di niente, ma nel momento in cui dovesse verificarsi l'opportunità, intervengo (ci si prepara a un incontro, ma il tiro per l'iniziativa di quel PG potrebbe avere svantaggio, perché è rimasto ingarbugliato nel filo ed è inciampato). Ok, era un esempio estremo e strampalato, ma è per dire che cerco di bilanciare i colpi di testa (è un gruppo piccolo, ma molto fantasioso) non tanto per punire un fatto sconsiderato, ma per divertirsi a discapito del malcapitato di turno. A dirla tutta non sono mai arrivato a questo punto, però so che potrebbe accadere e quindi lo metto in conto. Il giudizio è sempre espresso in merito alla coerenza e alle motivazioni per cui uno agisce in un determinato modo, non arbitrariamente perché a me non piace o altro. A volte, poi, capita anche che ci si confonda tra il comportamento di un PG e quello di uno ruolato dal giocatore in precedenza, ecco perché c'è da stare un po' all'erta e capire cosa sta succedendo. Le sessioni possono essere sottotono o esuberanti anche in virtù della condizione dei giocatori e del master, ne sono ben consapevole, però fare il compitino non lo reputo un errore, tutt'al più, alla fine della sessione, applico un coefficiente di moltiplicazione ai PE di 1 anziché 1,x se nessuno ha dato il meglio di sé... Comunque mi sa che stiamo andando OT... 😛 Sì, infatti non è necessario che avvenga qualcosa di eclatante tutte le volte, anzi... Dalla mia esperienza le cose migliori sono proprio quelle legate agli avanzamenti delle classi, in cui ogni giocatore, quando acquisisce una nuova capacità, cerca di dimostrare al gruppo cosa si è in grado di fare il suo PG descrivendo e sceneggiando la sua visione della novità, risparmiando così anche al DM di dover inventare ogni volta qualcosa sull'argomento... 😉
  10. Uso un approccio del tutto differente a quello descritto sopra da @The Stroy e men che meno mi sognerei di far progredire i personaggi a un ritmo differente l'uno dall'altro, visto che partecipano tutti agli stessi eventi e sono partiti tutti dallo stesso piano: se devo fare delle differenze, lo faccio in base a come ruolano il loro PG e applico bonus o assegno punti ispirazione (con parsimonia); viceversa applico qualche svantaggio se qualcuno agisce in maniera disordinata o non in linea col PG o con l'andamento della storia, se non viene debitamente giustificato. Io e i master che ho avuto quando ero giocatore abbiamo sempre cercato di far coincidere il passaggio di livello con la conclusione di una sessione, in modo da avere il tempo materiale per sistemare la scheda e fare i progressi e le modifiche richieste. Separatamente si concordano con DM alcune scelte in modo da arrivare preparati alla successiva sessione. E i cambi, pur legati da calcoli fatti da me (DM), non sono meri numeri di avversari abbattuti, ma legati alla qualità del gioco espresso dai giocatori e dalle informazione reperite per lo sviluppo della storia. Lo scavallamento avviene quando si uccide un determinato mostro o si raggiunge una certa conoscenza e, se anche tecnicamente ci si arriva prima ai PE del cambio livello, aspetto che avvenga quel determinato passaggio. Trovo interessanti alcuni degli spunti proposti e credo che applicarne qualcuno sia senz'altro piacevole anche dal punto di vista narrativo. L'esempio dell'effetto speciale nell'incantesimo di primo livello castato a livello 3, per dirne una, è una cosa che può risultare molto accattivante, così come l'idea delle scaglie dello stregone di disendenza draconica che possono risultare luminescenti quando lancia i propri incantesimi... In linea di massima, nelle campagne in cui ho giocato/masterato, è sempre stato applicato un fattore di "Fama" che consiste nella maggiore notorietà dei PG al crescere del livello, insieme a una maggior consapevolezza dei propri mezzi e dell'impatto sul "resto del mondo". Grazie degli spunti!
  11. Immagino che sia più attuale che mai il detto: "Tutte le leggende hanno un fondo di verità"
  12. Forse non ci siamo capiti: di FG avevo trovato tutto il materiale e i file per il download: era di Foundry che non trovavo niente da scaricare (in realtà ho scaricato la dnd5e-release-0.8.3 dall'url diretto, ma non c'è alcun eseguibile e quindi immagino siano solo i file con i rules & co.). Mi sentivo uno scemo a non trovare il modo di fare il download, ma ora che so che non è ancora possibile, mi si è risollevato il morale! 😛
  13. Ti posso dire che sono già in difficoltà a fare il download della demo? Non è che hanno cambiato sistema ed esiste solo la web demo e non è possibile scaricare niente? ... o semplicemente sono incapace io? Se questi sono i presupposti, credo che non ci sia grande futuro nel rapporto tra me è il Foundry vtt 🤣
  14. Le regole sono quelle di D&D 5ed, la campagna è home made (così come l'ambientazione). Il fatto è che verrebbe usata per poco tempo (spero) finché si potrà tornare a incontrarsi live, perciò la spesa non mi sembra valida in prospettiva. Oggi guardo l'altro link che mi hai dato, per capire se è una valida alternativa. Intanto grazie! 🙂
  15. In attesa di leggere l'articolo su roll20, volevo capire se è facile creare un'avventura/campagna ex novo invece che quelle dei moduli, caricando/creando mappe e contenuti (PG/PNG/mostri/etc...)? Ci sono limiti di compatibilità dei file? Ovviamente le stesse domande varranno anche per roll20, ma se riesci a fare un'anticipazione...
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