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Pyros88

Circolo degli Antichi
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  1. Willebrod Brewster (umano studioso) Non Aprite Quella Porta
  2. Pyros88 ha risposto a Albedo a un discussione Discussioni in Le 5 gemme
    Hiro Nakamura (samurai verde) "Scusate, perché il lato del fiume? Pensate che possano arrivarne altri da altre direzioni?" chiedo subito al soldato prima che se ne vada.
  3. Willebrod Brewster (umano studioso) stanza
  4. Flurio Pascolari (umano cavaliere) Disinteressato da tutto e da tutti e soprattutto ben felice di stare lontano dalla fotocopia di Marla, Flurio se ne andò senza nemmeno guardare accuratamente gli oggetti magici disposti nella casa del vasaio. "Date la mia parte alla gente di Pescalia." disse in tono distaccato chiudendo la porta dietro di sè ed avviandosi verso la stalla dove Saltapicchio era alloggiato, era davvero venuto il momento di prendersi cura di lui. Avrebbe dormito accanto a lui beneficiando del calore del suo corpo e della tranquillità della sua presenza e compagnia, unico essere con cui potesse sentirsi almeno un poco meno solo e meno triste. Sapeva già che sarebbe stata una notte tormentata dai ricordi.
  5. Gusti musicali: Un po' di tutto, ma soprattutto rock, hard rock e metal (ma niente growling e screaming pesanti, non li sopporto). Non sopporto tutti i generi poco melodici e troppo sintetici, tipo techno house, minimal, electro dubstep, trap e la musica melodica napoletana, apprezzo poco anche la musica italiana d'autore a parte alcune eccezioni di volta in volta in base alla canzone.
  6. In effetti, soprattutto perché non voglio rinunciare al buon Flurio, mi ci sto affezionando e quindi quella del Revenant sarebbe una buona scusa per fare ridividere il mio buon cavaliere dandogli un tocco decisamente alla Medievil. 💀 😎
  7. Willebrod Brewster (umano studioso) camera
  8. per non parlare de Gli Atroci 😆😎
  9. Willebrod Brewster (umano studioso) non disturbare appeso alla porta
  10. io la farei tipo la sigla vecchia dei Cavalieri dello Zodiaco. 😎
  11. sicuramente ci sarà un posto dover ubriacarsi a morte, aperto tutta la notte, a Pescalia.
  12. ad ogni modo Flurio e Bjorn non sono in tenda quando arriva la zuppa,a meno che arrivi quando l cavaliere era ancora svenuto. 🙂
  13. Pyros88 ha risposto a Albedo a un discussione Discussioni in Sei tu Arie?
    Orione (mezzelfo intrepido) castello
  14. Pyros88 ha risposto a Albedo a un discussione Discussioni in Le 5 gemme
    Hiro Nakamura (samurai verde) Speravo di farmi una nottata si sonno tranquilla, che invece vengo svegliato di colpo dalla campana che suona l'allarme. La mia mano corse istintivamente alla katana appoggiata accanto al mio futon e subito mi alzai per vedere dalla finestra che cosa stia accadendo, l'intero villaggio sembra in agitazione. Poco dopo la locandiera ci avvertì della minaccia e della chiamata alle armi. Preoccupato di dover affrontare dei briganti sanguinari, tentennai qualche attimo nella mia stanza, poi una strana determinazione e coraggio di fronte alla morte montarono in me ed incominciai a prepararmi per lo scontro imminente con la risolutezza di un vero samurai. Appena fui pronto uscii dalla mia stanza e ritrovai anche gli altri alzati e pronti: "Restiamo uniti, avete capito? Insieme possiamo farcela.".
  15. Come ti capisco. Io un'ora si mezzi pubblici milanesi ed un'ora di treno
  16. Willebrod Brewster (umano studioso) stanza
  17. Flurio Pascolari (umano cavaliere) @alla tenda con chi mi assiste
  18. E nel frattempo nessuno si fila nemmeno di striscio il povero Flurio svenuto a terra nel tendone dei feriti. 😣 bene bene 😑 me ne ricorderò! Sappiatelo! 😒 😆😆 😆
  19. no io ero a spegnere gli incendi con i miei guanti magici Air Fresh Vigorsol
  20. Flurio Pascolari (umano cavaliere) Flurio terminò di spegnere gli incendi che ancora affliggevano Pescaia. Non si beo degli applausi ed acclamazioni di gioia degli abitanti, per quanto fosse comunque felice del risultato ottenuto. Cercò di rendersi utile come poteva e finì con il ritrovarsi ad accompagnare alcuni feriti verso le tende che erano state adibite ad infermeria da campo. Mentre mi avvicinavo un gran vociare proveniva da dietro di esse, voci di sofferenti, ma voci anche dialoganti. Quando fu quasi arrivato riconobbe anche le voci dei suoi compagni, ma soprattutto vidi Tonum strisciare spossato fuori dalla tenda ed accasciare schiena a terra. Il cavaliere si affrettò a raggiungerlo, sinceramente preoccupato che stesse avendo un grave malore, dato che non sembrava per nulla ferito. Giunto accanto a lui lo aiutò a rialzarsi e, dopo essersi assicurato che i feriti fossero entrati nel tendone da cui era uscito il chierico della tempesta, lo accompagnò vicino al pozzo cosicché potesse riprendersi un attimo e bere dell'acqua. Ascoltate le sue accorate suppliche per assistere anche il povero Zhuge assaltato come lui dagli anziani, alcuni addirittura provenienti dalla carovana di profughi di Covo del Terrasque, si diresse nel tendone principale e fattosi coraggio entrò per dare manforte a Zhuge e agli altri in qualche maniera. Vedendolo assalito e circondato da vecchietti malandati ed arrancanti attorno lui, Flurio sofedrò un vecchio trucco imparato in città e con nonchalance si rivolse a Zhuge consapevole di essere sentito da tutti gli anziani assiepati anche se alzò comunque un po' la voce a beneficio anche di coloro che fossero stati duri d'orecchi: "Ehi Liang, abbiamo spento tutte le fiamme e pensa un po' con il nostro aiuto abbiamo abbattuto le macerie carbonizzate delle case ormai del tutto irrecuperabili e c'è già gente al lavoro per ricostruirle da capo. Stanno già allestendo i cantieri. Uno spettacolo l'operosità di questa gente. Stanno facendo un lavoro prodigioso, sono sicuro che non abbiano bisogno di nessun consiglio, sembrano proprio degli esperti." La tattica aveva colpito in pieno: i vecchietti colti da grande curiosità per queste opere di quartiere e mossi dal tipico spirito critico verso le capacità e laboriosità delle giovani generazioni, a loro dire rammollite rispetto ai loro bei tempi, oltre al voler controllare personalmente e scrupolosamente la ricostruzione di quelle che sarebbero potute essere anche le loro case con tutta probabilità, si diressero in massa fuori dalla tendopoli disperdendosi nel villaggio in cerca dei cantieri all'opera. Nell'uscire già li si sentiva iniziare a rispolverare tutta una serie di commenti che amavano usare fra di loro o con i giovani: "Non così ragazzo! Ma chi ti ha insegnato?" o "Su un po' di olio di gomito, giovanotto! Alla tua età alzavo il doppio del mio peso!" od ancora "Questi giovani, sono tutti degli scansafatiche, dei rammolliti, Non hanno fatto la guerra loro. Non sanno cosa voglia dire rimboccarsi le maniche." o "Ti ricordi Peppo? Io e te ci alzavamo all'alba e non poggiavamo il sedere fino al tramonto. Questi si lamentano se non fanno una pausa ad ogni respiro." od anche "Beata gioventù, dove andremo a finire!" come pure "Io avrei fatto così invece di fare cosà.", ecc. La folla di anziani andava diradandosi e nel tendone restavano soltanto i miei compagni ed i feriti, per lo più allettati od in fila di fronte alle postazioni di vista, quando i miei occhi caddero su una fanciulla di spalle, dai capelli biondi ed in armatura a piastre argentata con decorazioni dorate, aveva una corporatura notevole, giunonica si direbbe, ma un portamento distinto ed una grazia nei modi mentre accudiva i feriti. Dava tutta l'idea di non essere un abitante del villaggio, forse un avventuriera capitata lì prima di loro e che si era presa cura da sola di tutta questa gente dall'attacco del drago. Poi accadde l'impossibile. La ragazza si girò e Flurio poté vederla in viso. Per un istante durato un'eternità il cuore sembrò battere l'impazzata ed allo stesso tempo il sangue fermarsi nel suo corpo, una fibrillazione mista ad un irrigidimento del corpo. Sudori freddi iniziarono ad imperlare la fronte del cavaliere ed un paio di piccole lacrime spuntarono ai bordi dei suoi occhi. No, non poteva essere, Non era lei, aveva assistito alla sua sepoltura. Lei era morta. Eppure di fronte a sé non poteva che esserci l'amore della sua vita, colei che in gioventù aveva rapito il suo cuore ed alla quale non aveva fatto in tempo a confessare il proprio amore prima che morisse così improvvisamente e fatalmente per opera di una bestia ignobile e feroce. Solo un bisbiglio uscì da sotto la celata del suo elmo che nascondeva completamente il suo volto sicuramente contratto in una espressione scomposta di stupore, ansia, gioia e disperazione: "Marla…". Poi fu un balenare di luci e poi il buio, mentre chiasso e baruffa sembravano iniziare a provenire da fuori il tendone, ma Flurio era svenuto e crollato a terra come un sacco di patate di metallo.

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