SNESferatu
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Beyond the Pale
Bayla Rosenthal Nella locanda Mi sorprendo a sorridere quando Ella è contenta per il tentativo di aiuto. "È il minimo." dico, quasi sottovoce. Non sono ancora abituata a gentili davvero gentili. Però forse è gentile con me adesso, perché le servo. No, faccio andare via il pensiero. Mi sembra genuina. Vorrei sbattere le mani sul bancone alla frase di Yonkel. Mi controllo. "Sì! Più siamo, meglio è! E Josek sicuro ci aiuta!" Però magari non sanno chi è Josek. E non è detto che Josek voglia aiutare, perché i soldi gli servono, ma loro questo non lo sanno. "Intendo... Josek. L'uomo che ci accompagna, quello silenzioso." Però noto ora che Ella non ha detto se il marito aveva motivo di andare via. "Quindi... quando ha visto suo marito l'ultima volta? Cioè, da indiani siamo stati e nessuno ha parlato di uomo bianco, in foresta siamo andati e oltre quel totem che fa paura ai boscaioli non c'è altro..."
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Rivero Davanti al coach Ringrazio mentalmente qualunque santo, demone o coincidenza cosmica per il fatto che la bidella si sia finalmente tolta di mezzo. Era ora. Ogni secondo lontana da Eliza mi è sembrato un errore. E infatti. Quel porco del prof mi attende. La maniglia riparata mi colpisce subito, come un pugno allo stomaco. Non c’era prima. O almeno, non così. E poi l’ufficio: vuoto. Troppo vuoto. Dov’è Eliza? Quando è uscita? Non è possibile, mi sarò voltata un attimo. Un cavolo di attimo. Il pensiero che possa credere che l’abbia lasciata sola mi attraversa come una lama. Stringo la mascella. Mi appoggio con un braccio allo stipite della porta, senza entrare del tutto. In pratica gli blocco la strada, e va benissimo così. Non sono io quella in pericolo, qui. Se qualcuno sta giocando col fuoco, è lui. Io ho le spalle fuori. Se mi dà un problema, sarà lui ad avere le palle dentro. A calci. Incrocio il suo sguardo e ricambio il ghigno con un sorriso altrettanto falso. "Mi cercava?" chiedo, con un tono fin troppo tranquillo per come mi batte il cuore. Dentro, però, una sola cosa rimbomba chiara: Eliza non c’è. E questa storia ha smesso di piacermi anche più di quanto pensassi possibile.
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Topic di Servizio
SNESferatu ha risposto a SNESferatu a un discussione Topic di Servizio in Vaesen - L’Infestazione di Castel GyllencreutzVi faccio interagire un pochino, ma nel frattempo: dove volete andare da questo punto? @MasterX Per favore, preferirei un ritmo un po' più sostenuto con i tuoi post. A volte non posso andare oltre, se le persone stanno cercando di interagire con te.
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Come gestite la follia/malattia mentale nei PG?
Potenzialmente tutte, se consideri le patologie ad alta funzionalità, cioè le forme che sono meno debilitanti e che ti permettono di "funzionare" in società. Termine che non mi piace, ma così è. In sintesi: ansia, depressione, i disturbi di personalità (in primis perché sono i più conosciuti, paranoide, antisociale, narcisista, istrionico e borderline), le fobie (ma non tutte, il mio professore ci parlò di una donna con la "fobia dei piccioni", che credo sposti tutto sulla macchietta, ma come vedi è reale), e la sindrome da stress post-traumatico. Schizofrenia e disturbi ossessivo-compulsivi sono già più difficili, perché il primo ha una componente di allucinazioni* che al variare della situazione rischia di rendere un personaggio una macchietta quando invece in real life è tremendo, e il secondo perché i rituali che una persona ossessivo compulsiva mette in atto per allontanare i suoi pensieri intrusivi comprendono "pregare incessantemente altrimenti ti muoiono i parenti" come "staccarti i capelli e mangiarli finché non ti viene un bezoario". Oltretutto queste ultime due hanno anche una forte componente neurobiologica oltre che psichiatrica, ma vado oltre. Il disturbo bipolare è una via di mezzo, perché spesso lo vedo "semplificato" in cambi di umore estremi nell'arco di una stessa scena, cosa che non è, e al variare della forma può anche essere molto invalidante. Ti consiglio di escludere a priori il disturbo di personalità multiple, che si chiama disturbo dissociativo d'identità. Non credo di aver mai sentito una storia di un personaggio simile trattata in modo decente a un tavolo. E in più è un disturbo controverso per sua natura anche tra gli psichiatri, perché per alcuni non esiste in quanto tale ed è stato reso popolare per motivi socio-culturali con il proliferare di personaggi con questo disturbo nei mass media. Ma la psichiatria è molto influenzata dalla cultura**, quindi, molto onestamente, bo. *le allucinazioni non sono specifiche della schizofrenia e possono avvenire in molte altre patologie. **per esempio, il disturbo dissociativo è più frequente in modo abnorme negli USA. E la schizofrenia ha delle caratteristiche molto diverse da contesto culturale a un altro.
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Come gestite la follia/malattia mentale nei PG?
Viste da fuori, leggendo le descrizioni, alcune patologie mentali, per quanto terribili, possono sembrare quasi comiche. Ed è questo il motivo per cui nascono quei malkavian macchietta. Esistono sindromi per cui il nostro corpo non si riconosce come vivo. O alcune in cui la mente si ribella e decide di vedersi come dall'esterno. Tutte le forme di schizofrenia in cui si pensa di essere la seconda venuta di Cristo.
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Come gestite la follia/malattia mentale nei PG?
Nah, se ci stai dentro, a forza di starci dentro, la medicina è molto meno seria di quello che sembri. Il nostro corpo è buffo. Sia da un punto di vista morale che estetico... c'è spazio per tutto.
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Come gestite la follia/malattia mentale nei PG?
Parlo da medico, che ha passato due anni a fare tirocinio a psichiatria per poi cambiare completamente percorso: la malattia mentale si gestisce in modo serio. Sì, ci sono momenti in cui una malattia psichiatrica potrebbe far "ridere" (ho esempi reali a bizzeffe), ma per la persona (e per il personaggio) quello che percepisce è reale, e quindi va trattato in modo serio. In modo particolare i Malkavian non sono un clan che farei giocare a una persona che non reputo matura, perché esce quasi sempre una macchietta. Per chi non lo sapesse, tra i giocatori di Vampiri esiste un termine, il "Fishmalk", riferito a un malkavian stereotipato. Come quello dell'artwork, che bacia un pesce. I malkavian inizialmente erano molto più macchietta di come sono stati trattati nel tempo della casa editrice, perché la loro era una malattia mentale a tutti gli effetti magica. Quindi più schizofrenia, allucinazioni, disturbi di personalità estremi, scherzi agli altri clan e simili. È più dalla terza edizione di gioco che la maledizione dei Malkavian è stata trattata in modo anche serio. Contate che io mi sono interfacciato al mondo dei gdr praticamente partendo dal libro dei clan dei Malkavian, quindi quelli seri sono i Malkavian che ho conosciuto io, e la narrativa nel libro in cui il protagonista vede la sua personalità piano piano mangiata da quella che è in realtà la personalità dominante è qualcosa che all'epoca ritenni agghiacciante. Più horror di tutto il circondario horror dell'ambientazione. L'ultima Malkavian che giocai io aveva una terribile dismorfofobia che portava alla necessità di evitare di vedere e far vedere la propria immagine. Il Master mi chiese di gentilmente ridurne gli effetti, ma mi piacerebbe portarla in gioco come previsto inizialmente. In sintesi: la malattia mentale si tratta senza scherzi, portando alle sue naturale conseguenze ciò che sta succedendo al personaggio. Potrebbe non essere "simpatico" da giocare in certe occasioni, può essere spunto di riflessione. Non bisogna esagerare con i malus eventuali che riceve il personaggio, ma io sono per il gioco di bastone e carota, e quando un "difetto" peggiora la vita del personaggio lo ricompenso con un vantaggio in qualche modo (in modo facile: EXP). Questo è un modo per far interagire il giocatore con ciò che sta vivendo il personaggio. Se il giocatore non vuole, non vuole. Fin.
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TdS
Se Darius diventa un demone, Ana ha ragione e questo non va bene.
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Topic di Gioco: L’Infestazione di Castel Gyllencreutz
SNESferatu ha risposto a SNESferatu a un discussione Topic di Gioco in Vaesen - L’Infestazione di Castel GyllencreutzSotterraneo - Prigioni Il mucchio di stracci è ammassato contro il muro di fondo, senza ordine, come se fosse stato lasciato lì in fretta o senza alcuna cura. Con le dovute precauzioni, Aslaug solleva lentamente i lembi di stoffa. Non sono stracci. La stanza viene investita da un odore pungente. Sotto c’è il corpo di una donna. È giovane, probabilmente poco più che trentenne. I capelli castani sono appiccicati al volto e al collo, ancora umidi, e la pelle è pallida… ma non è un pallore innaturale, non del tutto. È il pallore di qualcuno che sarebbe sembrato fragile anche in vita. A giudicare dallo stato del corpo, Aslaug direbbe che è morta da circa due giorni. Il volto è la cosa più difficile da sostenere. Gli occhi sono spalancati, vitrei, come se l’ultimo istante fosse stato un grido mai finito. La bocca è leggermente aperta, le labbra livide. L’acqua ha lasciato segni evidenti: i capelli, i vestiti, la postura stessa suggeriscono che la donna sia stata immersa, forse trattenuta sott’acqua. Affogata. Ma senza strumenti, senza un’analisi adeguata, è impossibile stabilire se sia morta per annegamento, o se l’acqua sia venuta dopo. Aslaug controlla con attenzione, per quanto l’ambiente lo consenta. Oltre agli abiti, semplici, quotidiani, ancora bagnati e con un vago odore di muffa oltre quello di iniziale decomposizione, non c’è nulla. Nessun oggetto personale. Nessun documento. Come se fosse stata privata di ogni identità prima di essere rinchiusa lì. Alle sue spalle, Elsa pungola il corpo con il fucile arrugginito: non c’è reazione. Nessun movimento. Nessun respiro. È semplicemente morta. Off game Timestamp: 22/01/2026, 11:20:50 Dice: 6 x D6 Results: D6: 1, D6: 2, D6: 3, D6: 6, D6: 3, D6: 5
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TdS
Posso dire che molto onestamente la facevo meno avvocato 😁
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Topic di Servizio
SNESferatu ha risposto a SNESferatu a un discussione Topic di Servizio in Vaesen - L’Infestazione di Castel GyllencreutzSono qualcosa di temporaneo. Non lo erano nel caso di Karl, che infatti è stato fatto sparire. Nel tuo caso, che eri più lontano rispetto alle donne, l'effetto è stato molto tenue.
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Topic di Gioco: L’Infestazione di Castel Gyllencreutz
SNESferatu ha risposto a SNESferatu a un discussione Topic di Gioco in Vaesen - L’Infestazione di Castel GyllencreutzSotterraneo - Prigioni Il portone del tempio rimane alle vostre spalle mentre vi addentrate nel tratto più angusto del sotterraneo. Il passaggio verso le prigioni è breve, ma l’aria si fa più fredda, più satura d’acqua. La stanza delle prigioni è spaziosa, di dimensioni simili alla cucina che avete visto al piano terra, ma è tremendamente soffocante nella sua umidità . Il pavimento è viscido e irregolare, e il freddo vi entra nelle ossa. Quattro celle occupano metà dell’ambiente. Le sbarre di ferro partono direttamente dal soffitto e si conficcano nel pavimento di pietra, corrose, chiazzate di ruggine. Due celle sono affiancate sul lato destro, le altre due di fronte, separate da un corridoio stretto appena sufficiente a passarci in due. Le porte di tutte le celle sono aperte. Davanti le celle ci sono dei tavolini lasciati alla bell'e meglio. Le vostre luci faticano a fendere l’oscurità. Non bastano a illuminare l’intera stanza tutta insieme. In una delle celle sul fondo, qualcosa cattura la vostra attenzione. Dietro le sbarre, accatastato contro il muro, c’è quello che a prima vista sembra un mucchio di panni gettati lì senza cura. Stoffa scura, pieghe irregolari, forse una coperta, forse vestiti zuppi d’umidità. Non si muove. Ma la forma… non è del tutto convincente. E in quel buio più profondo del resto del sotterraneo, avete la netta sensazione che quella cella non sia vuota. Off game @shadyfighter07 Le vostre torce non sono a pile, sono più simili a lanterne a gas, non a elettricità. Ho scritto torce per mantenermi generico nel caso voleste usare torce formate da panni infiammati. In fondo sono oggetti vostri. Solo MasterX ha una lanterna più forte. Se la usasse. @MasterX A proposito, in teoria le nostre donne hanno superato il corridoio in cui saresti dovuto essere tu, ma visto che non ti sei palesato sono andato oltre. Se non acceleri il ritmo di gioco o ti mostri un minimo interattivo, credo che dovremo salutarci.
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Rivero Nei corridoi Mi irrigidisco appena vedo comparire la bidella, come se mi avesse sorpresa con la mano nel barattolo dei biscotti. Per un istante mi passa per la testa di seguirla davvero, di farmi piccola e obbediente. Ma io non sono stata fatta piccola, e non mi sono mai fatta rendere obbediente. Penso a Eliza, chiusa lì dentro con quel maiale, e non mi piace quello che sento nello stomaco. "Ehm, no, aspetti," dico, con un mezzo passo indietro invece che avanti. La voce mi esce un po’ troppo veloce, ma cerco di rimetterla sui binari. "In realtà… è qui che dovevo essere." Le sorrido, educata. Forse troppo. "Avevo approfittato dell’ora di studio perché dovevo parlare con il coach. Una cosa urgente, oggi." Faccio un piccolo gesto vago verso la porta dell’ufficio, senza indicarla apertamente. "Però quando sono arrivata ho visto che la porta era chiusa e che c’era già qualcuno dentro. Non mi sembrava il caso di stare lì fuori ad aspettare come… be’, a origliare." Alzo le spalle, come se fosse la cosa più naturale del mondo. "Così mi sono spostata un attimo." È metà verità, ma detta con abbastanza convinzione da sembrare intera. Le mezze verità! Le adoro. La testa però è altrove. Le parole che ho sentito mi ronzano ancora addosso. “Come me lo spiega questo?” Lui ha capito. Ne sono quasi sicura. La domanda è quanto. E soprattutto come. Un brivido mi scivola lungo la schiena: rituali, simboli, occhi che vedono cose che non dovrebbero vedere… Scaccio il pensiero, ma non se ne va del tutto. Brenda intanto parla. Di mio padre. Di me. Di integrazione. Meglio tergiversare, così posso restare lì in zona. "Mio padre… sì, tutto ok," rispondo, prendendo tempo. È la risposta automatica, quella che uso sempre. In realtà non saprei dire molto altro. "Lavora tanto." Come se non fosse ovvio. Poi, la suora. Già sto esaurendo gli argomenti. Il sorriso mi scivola un po’ via. "Sì, ho sentito…" abbasso leggermente la voce, più per riflesso che per altro. "Mi dispiace molto. Ero qui a scuola ieri, ma onestamente non ho capito granché di quello che è successo. Tutti dicono cose diverse." Mi stringo appena nelle spalle, come se fossi solo una studentessa confusa nel posto sbagliato al momento sbagliato. Intanto, dentro, conto i secondi. Ogni rumore dalla porta dell’ufficio mi sembra troppo lontano. Eliza, resisti.
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Beyond the Pale
Bayla Rosenthal In locanda a Kest Non ci metto moltissimo a tornare al villaggio... non sarà casa, almeno non ancora, ma non c'è molto altro qui intorno. Involontariamente ascolto Yonkel che probabilmente parla a Ella di suo marito... mi spiace non poterla aiutare, ma non posso certo andare dagli indiani da sola. Faccio anche io un cenno del capo a Yonkel di rimando. "Buongiorno anche a lei! Sto ancora cercando di ambientarmi... ma il paese è carino, e i boschi intorno quasi quasi mi ricordano casa." Mi rivolgo rapidamente a Ella. "Non ho ancora notizie di suo marito, abbiamo provato a chiedere anche agli operai, almeno, i pochi che ci sono stamattina, ma non sanno molto." Faccio spallucce, perché non so come consolarla. In fondo, non la conosco. "Non aveva motivi per allontanarsi, no?" "Dagli indiani non siamo ancora passati a chiedere, io e le persone con cui sono arrivata ieri-" troppo presto chiamarli amici? "-ci siamo un attimo divisi, e io da sola non posso andare. Josek si è messo a lavorare. Pare l'unico con voglia di lavorare." Guardo dritto negli occhi Yonkel. Non so se anche Ella è al corrente di quello che mi ha chiesto di capire ieri, e non voglio rovinarne la reputazione.
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Beyond the Pale
Bayla Rosenthal Nel bosco "A ripensarci, mi sento un po' inutile qui. Forse è meglio che torni in paese a prendere Rivka". "Non credo ci sia spazio per lavori per me qui, no?" E dicendo questo mi rivolgo anche agli operai. "Meglio che torni in locanda." Non dico che torno da Yonkel. Magari visto che si impiccia degli operai non sono felici di lui.