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Magda di Altgraf

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"Sava ha visto la tua nuova statua. Forte."

A parlare è una ragazzina esile, capelli castani, accucciata su un blocco di pietra coperto di graffi. Anche lei è coperta di graffi, lividi e sangue secco ed ha la divisa grigia stracciata. Sembra abbia appena fatto a botte con un grizzly anche se lei non pare curarsene.

Ai suoi piedi si trova un ragazzo conciato decisamente peggio: è ancora vivo, ma diresti che ha i tendini tagliati.

Ci sono altri novizi in grigio, intorno, e tutti ti fissano come un branco di iene che abbia appena messo gli occhi su una gazzella azzoppata.

Ti avevano detto che i celartigli si ritrovano dietro ai dormitori, ma non ti aspettavi una scena del genere. Cominci a pensare di aver avuto una pessima idea a volerli avvicinare.

Una ragazza si stacca dal gruppo, prende una ciocca dei tuoi lunghi capelli fra le dita e la annusa.

"Buona, Torva. Non riconosci una della famiglia?" la ammonisce la ragazza accucciata.

"Non siamo arrabbiati con te, Magda. Anche se non corri con noi."

"Noi capiamo. Il lupo solitario sceglie il suo branco."

Il ragazzo ai suoi piedi comincia a gemere. Due grigi lo trascinano via. Dietro di lui, sulle pietre del cortile, lascia una scia rossa.

La ragazza sembra indovinare la domanda nella tua testa. Segue con lo sguardo il ragazzo portato via.

"Lui guidava. Ora guida Sava."

"Sava pensa che forse anche Magda vuole guidare."

Modificato da Mezzanotte

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Magda di Altgraf

Mi avvicino al gruppo di celartigli. Una di loro mi saluta, sa del mio combattimento con Kilgren...non che possa essere passato inosservato d'altronde.

Sono a diversi metri da loro...un grigio è a terra gemente, quando lo spostano lascia dietro di sé una striscia di sangue... Dove mi sono cacciata?!

Ma non è tempo per dubbi o paure. In questo mondo chi ha paura è una preda. Non c'è spazio per i deboli.

Avanzo di un altro passo ed alzo il capo fissando Sava, la celartigli accucciata dall'alto verso il basso. Normalmente, in qualunque altro gruppo questo gesto verrebbe percepito come arrogante altezzosità...ma non quí.

Mentre Torva si avvicina annusandomi e toccandomi i capelli la lascio fare mentre allargo le braccia, con i palmi rivolti verso Sava.

Sto mostrando la mia gola scoperta e il busto, esponendo tutti gli organi interni ad un potenziale rapido e letale assalto.

È un segno di pace e di fiducia...se volesse potrebbe uccidermi in un istante.

Magda guida già...non vuole combattere per guidare il branco dei Celartigli.

Vengo ad offrire la mia alleanza...e chiedere la vostra guida.

I grigi dicono giusto...non corro con voi, ho il mio branco, ma ho dentro di me la stessa cosa che avete voi. Siamo uguali.

La Cantasangue è venuta dal mio branco con una sfida . Vuole che recuperiamo i Cocci . Ho bisogno dai miei simili di conoscere le vie segrete per raggiungere quei cocci.

Mi aiuterete?

Supererò ogni prova mi sottoporrete per ottenere la vostra fiducia. Sono forte lo sapete. Ma ho bisogno di voi.

Ascendente + diplomatico + Capobranco ( se accettabile, ma comunque è ininfluente visto i tiri) 5, 7, 2.

  • Autore

Mont Aurelie - Cittadella - Corte dei Celartigli (dietro i dormitori)

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"Il tessisorte monta la cantasangue: quando ci diverte con la moneta gli sentiamo il suo odore addosso."

"Il tessisorte piace a Sava. Magda può fare quello che vuole alla cantasangue."

La ragazza si gratta dietro un orecchio; ha unghie molto lunghe ed affilate. Piega la testa di lato e ti fissa in tralice.

"Sappiamo che sei forte, uccidi-troll."

Altri grigi ti si fanno vicino, toccandoti ed annusandoti. Tu resisti stoicamente a quell'invasione del tuo spazio personale, persino quando qualcuno si strofina la faccia contro il tuo collo.

Sava osserva la scena senza scomporsi, come se fosse la cosa più naturale al mondo: probabilmente per un branco di celartigli lo è.

"La nostra gente ha fame. Usciamo dalla prigione di pietra per procurare carne."

rompe alla fine il silenzio.

"Dimostra il tuo valore. Caccia con noi stanotte, Magda. "

Magda di Altgraf

Cacciare...con loro? E le altre? E se perdo il controllo?

Ma dentro di me , dietro questo pensiero razionale c'è un altra voce che grida in preda ad un desiderio irresistibile.

Caccia! Caccia! Caccia!

Magda caccerà con voi stanotte...con vero piacere.

Sorrido spontanea.

Il mio tono è diverso dal solito, mi stupisce per la genuinità con cui affermo il piacere di partecipare alla caccia.

Per fortuna ho ancora la mia dose di reverie... devo essere pronta ad usarla prima di rischiare di perdere il controllo.

  • Autore

Quella stessa notte stai dormendo quando qualcuno ti sveglia scuotendoti per il braccio. è Sava che ti guida fuori dal dormitorio assieme ad altri tre grigi. Sembrano conoscere perfettamente i cambi dei turni di guardia e delle ronde notturne.

Vi fermate davanti ad un inghiottitoio per l'acqua piovana. La grata è stata rimossa e il varco risulta grande abbastanza per permettere ad una persona della vostra corporatura di strisciarci dentro.

I tre grigi spariscono nel buco. Rimanete solo tu e Sava, che si limita a guardarti.

Modificato da Mezzanotte

Magda di Altgraf

Mi sveglio per il braccio che mi viene tirato. Il mio sonno ere leggero, forse per l'emozione della caccia...forse per i sensi dell'animale che mi sussurra di dilaniare le carni dei miei compagni di stanza.

Scendo in un attimo dalla branda e mi unisco ai grigi... dopotutto sono una grigia anch'io.

Rimango stupita della precisione del gruppo,nei come.conosca alla perfezione il tempo ed il tragitto per non incrociare nessuno.

Cerco di prendere nota di quante più informazioni riesco a memorizzare.

I tre davanti spariscono nell' inghiotto per l'acqua piovana...Sava mi guarda...

Con la massima disinvoltura apparente possibile mi chino sdraiandomi ed inizio a strisciare per lo stretto cunicolo

  • Autore

Vieni inghiottita dalle tenebre. Ti ritrovi in un passaggio buio, acqua gelida fino alle ginocchia, odore di cose in putrefazione. Non vedi nulla.

Senti qualcosa che cade nell'acqua vicino a te, una mano sulla spalla e poi la voce di Sava.

"Segui gli odori. Di cose. Persone."

Ti sei sbagliata: i celartigli di Sava non hanno bisogno di luce, né di una mappa.

La mano ti lascia, rumori di cose nell'acqua che si allontanano. Sei sola. Sola! Non vedi ad un palmo dal naso. Non sai neanche da dove sei caduta.

"Il tuo cuore fa tum-tum, sorellina."

La voce di Sava è vicina, il suo fiato caldo ti solletica l'orecchio. Gli altri sono andati avanti ma lei è rimasta al tuo fianco. Percepisci il suo divertimento per come le parole vibrano nell'aria immota della fogna, con una nota di eccitazione per lo scherzo e la tua deliziosa paura. Con gli occhi della mente puoi quasi vederla sorridere come una bambina, nel buio.

Ti tira via con sé e non ti lascia più. Ogni tanto ti prende la mano e te la preme su umide pietre invisibili per poi strofinartela sotto il naso, dove la cloaca maxima si interseca con altri passaggi.

Merda e piscio.

"Latrine dei Custodi" ti sussurra all'orecchio.

Resti di carne, patate.

"Cucine"

Una volta ti preme l'orecchio contro la pietra. Rumori di carri lontani.

"Città Bassa"

Ti preme la mano contro legno e ferro. Una porta robusta.

"Qui", dice la voce senza corpo di Sava, "Gli uomini verdi portano le donne. Giovani. Odorano di patate, fieno e terra. Contadine, dal lago."

"Sava e il suo branco non sa perché. Sava manda esploratori ogni volta che può per sorvegliare passaggio. Donne entrano. Non escono mai. Non di qui almeno. A volte urla. Non sicuro oltre la porta."

Ti tira oltre, fino ad un altro stretto passaggio, poco oltre credi, con un odore strano.

"Di qui per i cocci", dice solo.

E poi

"Segui l'odore del lago per uscire dalla prigione di pietra."

Sava parla strano, non bene, come se non padroneggiasse ancora perfettamente il linguaggio umano.

Ti chiedi se sia vera la storia che è stata cresciuta dai lupi -o peggio, da oscuri Predatori- sulle montagne. Certo è che appare più selvatica degli altri celartigli.

Magda di Altgraf

Sono al buio..sola...non vedo e non sento i Celartigli davanti. Il mio cuore batte forte.

Poi Sava rivela la sua presenza alle mie spalle...e insegna

Mi fa strofinare la mano sulle pareti putride e poi..me la mette in faccia facendomela annusare?!

Letame? Piscio? Che schifo, in che merdaio...cosa mi tocca fare..

Ma quella che pensa è la Magda di sempre. Dentro, più in profondità,ma non per questo più flebile un altro pensiero analizza gli odori associando le parole di Sava.

Urine, feci...latrine.

Cibo umano...cucine

Rumore di carri lontani... città bassa

Per quella parte odorare, ascoltare ,tastare... è la cosa più naturale del mondo.

Contadine che entrano, gridano e non escono più? Cosa significa?

Poi percepisco un odore strano... Sava dice ché è la via per i cocci...seguo l'odore del lago per trovare l'uscita.

Sava parla strano, ma non mi fa' paura, anzi mi dà sicurezza. Sono emozionata, anzi forse è più corretto dire elettrizzata...eccitata dall' adrenalina di questa uscita...per la prima volta non sento la bestia dentro di me solo come un mostro...ma come un animale in cerca di libertà. Sava è forse più animale che ragazza...ma in questo momento mi sta insegnando più di tutti i maestri di Mont Aurelie.

Mentre avanzo a quattro zampe, lercia di tutti gli scarti delle condutture mi fermo un attimo voltandomi verso Sava con un sorriso che non si vede nelle tenebre ma si percepisce nella voce.

Grazie Sava...per avermi portata con te...ora sono felice.

Potrebbe sembrare assurdo nel luogo in cui mi trovo essere felice...ma avere un attimo di pace tra la mia parte umana e quella bestiale...non ha prezzo.

  • Autore

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Non sai dire dopo quanto, al buio valutare tempo distanze non è facile, ma alla fine uscite all'aperto, su una stretta spiaggia di ciottoli, lì dove la cloaca si getta nel lago d'argento.

La superficie dell'acqua, immota, riflette il chiarore lunare come uno specchio illuminando i boschi e le montagne distanti avvolte dalla nebbia.

Rimani estasiata. è da quando tuo padre ti ha votata all'Ordine che non esci dalla cittadella.

Ma Sava non ti lascia il tempo di goderti lo spettacolo. I suoi grigi stanno spingendo in acqua un battello di fortuna che avevano accuratamente nascosto fra le frasche della riva: è fatto con parti rubacchiate qui e lì a Mont Aurelie e messe assieme alla bella e meglio. Tavole rabberciate e vecchie botti legate con pezzi di cordame. Sava ti trascina sulla zattera mentre gli altri prendono a spingere in avanti l'improvvisato vascello con remi rozzamente scolpiti.

Magda di Altgraf

Finalmente fuori...aria fresca e.. è meraviglioso.

Sava mi spinge verso la chiatta che i grigi stanno spingendo in acqua.

Non mi piace essere spinta, quindi accelero e dopo essermi immersa fino alle ginocchia nella gelida acqua luminescente sotto i raggi Lunari, mi tiro su con le braccia salendo a bordo.

I miei compagni remano con gli attrezzi reperiti e improvvisati.

Io mi guardo attorno cercando di orientarmi per capire in che direzione stiamo andando.

Guardo...ma annuso anche l'aria. Ogni senso ora ha la sua utilità.

  • Autore

Vi dirigete verso la riva più vicina, coperta da un fitto bosco. Gli alberi crescono fin quasi sulla linea dell'acqua.

Una volta approdati i grigi tirano in secco la zattera, poi vi inoltrate nella foresta, in silenzio.

Camminate in fila indiana sotto gli alberi maestosi, la luce della luna che penetra a lame, nel sottobosco.

Tu chiudi la fila e Sava ti precede.

Noti che cammina nelle orme del grigio che la precede. Fanno tutti così, nel suo branco. E sembrano comunicare scambiandosi dei gesti.

Magda di Altgraf

Il branco si muove... è la prima volta che corro con loro..

Non ho alcuna intenzione di mostrarmi goffa o essere di peso.

Cerco di copiare ogni movimento che noto...sono certa che Sava seppur davanti mi osserva.

Non credo con malizia o intenti ostili, forse più come un capitano osserva una nuova possibile recluta proveniente da un altra caserma. O come una lupa osserva i cuccioli che escono ad esplorare il mondo,, mostrando i movimenti e lasciandoli fare ,correggendoli quando non vedono il modo migliore di agire.

Con l'agilità che ho scoperto in me da quando sono diventata un...un Mostro?... scuoto la testa...una Celartigli, seguo il branco adagiando il piede sull'orma dei grigi che mi hanno preceduto.

Osservo i loro gesti , cerco di capirne il significato dalle azioni che ne seguono...e appena posso usarne uno che ho compreso lo utilizzo, come se già mi appartenesse quel linguaggio silenzioso. Come se io fossi sempre appartenuta a questo mondo.

Seguo il gruppo senza domandarmi dove stiamo andando, seppur cerchi di orientarmi per capire dove sono, mi sto affidando a dei perfetti sconosciuti che quasi si ammazzano per decidere chi guida...ma sono certa che nessuno del branco agirebbe tradendo la fiducia di un altro grigio.

Forse in questo , seppur vili , toccati dall'oscurità che sta inghiottendo il mondo...sono molto meglio degli umani che li considerano solamente dei mostri.

  • Autore

Il grigio di testa si blocca all'improvviso ed alza il braccio con la mano chiusa a pugno. Immediatamente tutti si accucciano fra l'erba e tu fai altrettanto. Restate così, in silenzio e in attesa, per un po'. I grigi si scambiano sguardi di intesa, poi Sava si indica gli occhi con l'indice e il medio di una mano prima di unire le dita di taglio ed indicare in rapida successione due direzioni diverse sui vostri fianchi. Una direzione la indica due volte, poi si batte il petto e punta con la mano di taglio di fronte a voi.

Senza dire nulla i grigi si sparpagliano, due da una parte, Torva, la ragazza celartigli, dall'altra.

Sava si volta verso di te.

"Aspetta qui."

dice.

Un attimo dopo è sparita anche lei, fra gli alberi.

Magda di Altgraf

Resto da sola, all'improvviso.

Pochi rapidi gesti di Sava , il gruppo avanza per tre direzioni diverse.

Io... resto indietro. Alla mia parte cresciuta tra le mura di un castello in mezzo a mille convenzioni sociali , sembra un dramma.

Mi hanno lasciato indietro...mi considerano un peso...forse vogliono usarmi da esca... Sono tornati al forte abbandonandomi , mi hanno ingannato perché non sono dl loro branco...

Paranoie.

Uno scrollone di capo e la bestia ristabilisce la lucidità.

La caccia è iniziata.

Mi appiattisco contro il terreno e mi sposto leggermente i un punto più riparato che mi consenta di osservare l'area senza essere vista.

I miei sensi sono tesi, pronti a captare ogni possibile segno di movimento nelle vicinanze. Il cuore che batte potente nello petto inizia a rallentare mentre il respiro silenzioso e regolare porta ossigeno a cervello e muscoli pronti a scattare.

Se una preda dovesse capitare a tiro non mi sfuggirà, e se un pericolo si dovesse avvicinare...sono pronta.

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