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Viktoria Eisengheld

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in questo thread le tue prodezze in solitaria

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Risultati prova

Il risultato della prova x il furto è 3d10: 3, 7, 7.

se si applica la mia capacità di furfante che mi permette di avere vantaggio quando rubo cose, ritiro il 3 e ottengo un 5.

Se vuoi, dopo avermi narrato i risultati, inserirmi anche alla scena di io che vado dal tessisorte mezzo matto, quella sarà la mia prossima azione.

  • Autore

Le tua abilità di ladrocinio e recitazione si dimostra molto utile: ti procuri e nascondi facilmente tutto quello che cercavi.

note

per favore scrivi tutti gli articoli rubati in uno spoiler, in modo che si possa usare la lista come riferimento.

La tua mossa successiva è quella di contattare il "Topo", il sanguevile che dicono si sia fatto un giretto sottoterra passando dal culo delle Vedove. Lo trovi accucciato in un angolo del dormitorio che si abbraccia le ginocchia e si dondola senza sosta fissando il vuoto.

il-topo.webp

"Vai via, sorellina. Non voglio parlare con te."

Viktoria Eisengheld: povero

refurtiva:

10 metri di corda, 2 lampade a olio, alcuni stracci (possibilmente puliti) e un rastrello da giardino

Il rubare materiale è quasi un gesto meccanico per me, è la parte più facile, quella in cui posso ancora contare sulle mie maschere e bugie. Ora però è arrivato il momento in cui le maschere non servono più.
Approcciarsi ad altri Tessisorte è sempre un rischio, è come lanciare una moneta.
Talvolta ti affacci su una bella testa tirata a lucido, individui pomposi, arroganti, convinti di sapere sempre una pagina più del libro.
Altre volte, ti rispecchi dal lato della croce, scheggiato, usurato, rovinato dalla nostra stessa essenza, nel corpo o nella mente.
I Tessisorte possiedono poteri subdoli, difficili da identificare, e così è anche l'oscurità che portano dentro, di cui certe volte, nemmeno loro si accorgono, finché non vi sono immersi fino alla gola.
Che cosa vedrò quando incontrerò quel tessisorte?
E che cosa vedrò, di me stessa, riflessa nei suoi occhi?
Le domande mi assalgono mentre cerco il povero "Topo" ma cerco di scacciarle scuotendo la testa violentemente.
E pensare che sto facendo tutto questo per... per qualcuno che mi considera una sua proprietà, una serva di corte! urgh! Che rabbia!
Dovrei fare quel che so fare meglio, sfruttare la situazione a mio vantaggio, forse potrei anche guadagnarci qualche privilegio se facessi la spia agli adulti sul nostro progettino di scendere al lago sotterraneo...
Il pensiero mi sfiora ma lo scaccio via violentemente dalla testa colpendomi la tempia con un palmo, come se potessi schiacciare fisicamente quel ronzio invadente nel mio cervello.

Finalmente trovo il mio bersaglio ma appena mi avvicino questo mi ammonisce.
Ehi, va bene, va bene. Mi fermo qui, non mi avvicino se non vuoi.
Resto a qualche metro di distanza.
Non hai una bella cera. E quegli occhi... fanno un po' paura. Ma non credo si colpa tua.
Passa un lungo istante di silenzio, non sono brava a dire le cose vere, solo quelle false escono con naturalezza dalle mie labbra, di solito.
Perché non vuoi parlare con me? prima che possa rispondere però lo incalzo con un altra domanda, che stranamente, mi importa di più delle informazioni che sto cercando. Come.... come stai? Posso fare qualcosa per te?
Con un sorriso teso e tremolante, mi sforzo di rassicurarlo, anche se sia chiaro, il mio disagio.
Non te lo chiedo... per comprarmi la tua fiducia. Dico davvero.
E questo è esattamente uno di quei casi in cui si guarda una moneta che ruota in aria, senza che nemmeno chi l'ha lanciata, sa già da che lato cadrà.
Gli sto dicendo la verità? O lo sto solo ingannando?
Hanno ragione a parlare in quel modo di quelli come noi.
Di noi Tessisorte, non ci si può fidare mai, perché nemmeno noi, sappiamo fidarci di noi stessi.

prova

se serve a convincerlo a tenere vivo un dialogo, tento un test di ascendente (d8) senza addestramento né personalità.
risuòtato: 5

Modificato da Nefer

  • Autore

il-topo.webp

"Perché dovrei parlare con una persona morta?"

Poi si mette a canticchiare qualcosa e prende ad ignorarti.

nota

Il Topo è chiaramente traumatizzato. Se vuoi che parli con te devi riuscire in una prova difficile (6).


Viktoria Eisengheld

M... morta? La parola del Topo mi colpisce.
Possibile che lui veda un futuro in cui io ho perso la mia scommessa sulla vita e la morte?
Mi riscuoto dopo un attimo, pensando che forse sia solo sconvolto.

Hai ragione. Ma solo a metà.
Non sono morta e non sono viva. Sono... una possibilità.
Mi avvicino a lui lentamente, fermandomi al primo accenno di reazione.
E presto smetterò di persistere in uno stato così indefinito, realizzandomi in uno dei due esiti possibili delle mie future imprese: morta oppure viva.
E tu, tu hai il potere, con un minimo sforzo, con sole poche parole, di decidere quale sarà il risultato, per questo sono venuta da te.
Cerco aiuto per restare viva ma... se tu continuassi a rifiutarti, ed io finissi con l'esalare il mio ultimo respiro, sarei solo un altra voce che ti tormenterebbe per l'eternità, un altra cosa di cui ti sentiresti responsabile.
E la cosa peggiore è che in quel caso, tu sapresti x il resto della tua vita, che forse, avresti potuto evitarlo, scegliendo di rivolgermi la parola. Invece... preferisci nasconderti dietro l'inazione, convinto che questa ti renda meno colpevole, ti faccia meno male ma sotto sotto lo sai, che non è così, perché... non è la prima volta, che provi quella sensazione, vero?
Allora cambia le cose, per una volta.
Ma devi farlo, ora, finché puoi.
Per favore.
Il tono che uso non ha niente di accusatorio, è dolce, calmo, anche se nasconde una lama affilata, quella del senso di colpa indotto.
La mia performance si completa con una mano tesa verso di lui e un sorriso ancora sbilenco ma più largo, più amichevole, mentre, dentro di me, mi sto genuinamente sentendo uno schifo per star manipolando una persona chiaramente in stato di fragilità, chiedendomi che razza di persona orrenda io sia.

nuovo test:

stavolta provo in maniera più diretta, cercando di manipolarlo. sotterfugio (d10) + sfruttare la situazione (faccio leva sul suo stato di trauma, cercando di instillargli sensi di colpa) + beffarda (decidi tu se si applica o no)
risultati rispettivi sono: 4, 9, 4

  • Autore

il-topo.webp

La tua supercazzola sembra sortire qualche effetto: il ragazzo comincia a battere la testa contro il muro in modo ritmato farfugliando

"Quattro, due, uno, zero, sette, tre.. il Topo sa contare, sa contare! Entrano per la prova, qualcuno resta sempre sotto! Dove vanno quelli che non tornano?"

"Escono dal camino! Escono dal camino!!"

La parete comincia a mostrare una chiazza rossa, lì dove la sua fronte continua a battere con ostinata insistenza.

Ti accorgi che il gezyr che il tessisorte porta cucito -come tutti i novizi sanguevile- sul petto, è vuoto. Il Topo ha finito la sua reverie, probabilmente da molto tempo.

Viktoria Eisengheld

Il primo tonfo mi raggela. Incapace di reagire vedo la scena ripetersi e una morsa d'acciaio mi stringe lo stomaco, le viscere, i polmoni, tutto.

Il senso di colpa che cercavo di indurre in lui ni colpisce dritto al petto con una violenza micidiale mentre la mia mente ripete soltanto una cosa: è colpa tua.

Mi lancio sul ragazzo, un braccio passa attorno alle sue spalle mentre la mano opposta raggiunge la sua testa, cercando di trattenerlo con forza da quell'atto autodistruttivo.

Qualcosa di caldo scende sul mio viso, sangue suo? Lacrime mie? Difficile a dirsi. Forse entrambe.

Shhh shhh calmati. Ci sono io. Non fare così. Nemmeno io so se quella è una richiesta per lui o un diniego del fato che potrebbe abbattersi su di me in futuro.

Da quella distanza noto la bandoliera di reverie vuota. Mi manca un battito, col respiro che si blocca di colpo.

Porto le dita alla mia fiala. Non mi sono mai fidata di quella robaccia ma... non mi sono nemmeno mai privata di qualcosa senza un tornaconto. Quel pensiero mi blocca per un lungo istante.

Una sola fiala potrebbe essere vitale, dove stiamo andando. Così come potrebbero esserlo le informazioni dateci dal Topo. In un lampo mi decido, prendo la fiala, la estraggo, gliela porgo con dita ben serrate sulla siringa.

Dimmi cosa sono quei numeri, dimmi cosa c'è nel camino, se lo fai... questa é tua. La voce mi esce spezzata, il disgusto verso me stessa non fa che aumentare, sto ricattando qualcuno in queste condizioni. O forse no? Forse desidero davvero aiutarlo ma al tempo stesso proteggere le mie compagne con utili nozioni.

  • Autore

Il ragazzo trema visibilmente. Non credi sia in grado di iniettarsi da solo la reverie. Lo stringi fra le tue braccia e lui ti guarda, stravolto.

"nonscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesottononscenderesotto"

Capisci che non spremerai altro da lui.

Viktoria Eisengheld

Il Tessisorte non si calma, è in preda a una qualche sorta di crisi. Vorrei quasi chiamare aiuto, raggiungerecqualcuno dell'ordine affinché possa fornirgli assistenza medica ma se lo sentissero farfugliare così capirebbero che qualcuno vuole sgattaiolare nei sotterranei prossimamente e non posso permettere che rafforzino la sicurezza propio ora.

Non mi sono mai fidata di quella sostanza, ho sempre preferito farne a meno e non so se somministrarla al malcapitato possa fargli più benefici o più danni ma non posso certo lasciarlo così.

Ho la mano ben chiusa sulla siringa, come se non volessi cedere a donargliela, eppure, con le dita dell'altra, sto cercando una vena da penetrare. Pochi istanti dopo la trovo, avvicino l'ago con movimenti tremanti, incerti sul da farsi, poi un sospiro, due, tre, rapidi, troppo rapidi.

Il panico si scioglie quando affondo la punta nel suo braccio. La mano diventa ferma, premurosa quasi, mentre lentamente, premo lo stantuffo mettendo in circolo al povero Topo la reverie.

Una volta conpletata l'iniezione, continuo ad abbracciarlo tenendolo stretto e sussurrandogli che va tutto bene, che presto si sentirà meglio. Solo quando lo sento sciogliere i muscoli e smettere di blaterare, allora mi alzo con cautela e mi dirigo di corsa a cercare un ospitaliere dell'ordine per consegnargli il ragazzo, ritrovandomi a chiedere non fategli male mentre lo portano via, con la fiala ancora vuota nelle mie mani, mostrandola ai soccorritori.

  • Autore

Sotto l'effetto della reverie il Topo sembra addormentarsi, finalmente in pace. Tu però hai perso la tua dose di emergenza. Il miliziano (ci sono pochi Custodi a Mont Aurelie, la maggior parte di loro è sparsa per Egas, in missione) della cittadella a cui consegni il ragazzo ti avverte che devi andare dalla luminare dell'alchimia per fartene dare una nuova dose perché potresti essere punita se venissi sorpresa senza la sostanza. Ti dice di seguirlo, se vuoi, perché sta portando il ragazzo proprio nel laboratorio della luminare.

Il miliziano prende a trascinare il ragazzo tirandolo per un braccio, senza neanche sollevarlo da terra, mentre tu ti chiedi quale potrebbe essere la tua prossima mossa.

Viktoria Eisengheld

Con le labbra tese dalla paura, che si è oramai sedimentata, passando da un terrore emergenziale a un costante tremore di fondo, seguo il miliziano, cercando di aiutare Topo a stare al passo senza che questo venga trascinato o strattonato. La dose vuota di reverie è stretta nel mio palmo come qualcosa a cui aggrapparmi per non piangere e, da una parte, per non nascondere ciò che ho fatto col timore di chi non sa se abbia combinato un guaio o sia stata d'aiuto.

Per tutto il tragitto non spiaccico una parola, il pensiero totalmente fermo al salute di Topo al punto che nemmeno la preoccupazione di una punizione per essere senza dose d'emergenza mi sfiora minimamente. L'unica cosa che mi martella nel cranio mentre varco i corridoi è: potrei anche io finire così, un giorno? Ci sarà qualcuno che mi stia vicino, quando accadrà?

  • Autore

Segui la guardia.

Le poche persone che incontrate si fanno prontamente da parte, in silenzio.

Il rapporto con la maggior parte dei miliziani oscilla dal sospetto per voi sanguevile all'aperto odio passando per il più sconcertante timore.

In ogni caso le guardie sono armate e voi no, perciò i novizi di solito cercano di non finirgli fra i piedi o di trovarsi soli con loro.

Superate un posto di blocco prima di arrivare a destinazione, un edificio austero senza finestre dotato di una pesante porta di ferro e sovrastato da una alta ciminiera che sta vomitando un fumo nero dall'odore acre e soffocante.

Escono dal camino, farneticava il Topo

La guardia scarica il tessisorte su un tavolaccio e, nonostante sia privo di sensi, lo assicura alla tavola con robuste cinghie di cuoio che stringe senza pietà prima di andarsene. Fa tutto da sola, con movimenti veloci e precisi, come se per lui si trattasse di semplice routine.

"Chi abbiamo qui?"

Noelle, la luminare dell'alchimia, non ti guarda neanche: va dritta verso il tavolo mentre si pulisce frettolosamente la mani con uno straccio.

è una donna non più giovanissima, gli occhi gialli cerchiati dall'insonnia, i capelli grigi disordinati, la pelle macchiata dalle misteriose sostanze che maneggia ogni giorno. Dicono che raramente lasci il suo regno di veleni.

"Oh, il piccolo Toma!"

si china sul ragazzo, trattenendo a stento l'eccitazione mentre gli apre le palpebre inerti con le dita per scrutargli le iridi assenti.

"Bentornato a casa!" lo saluta calorosamente anche se, evidentemente, il tessisorte non può sentirla.

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"Ti sei andato ancora a nascondere fra i tuoi simili sommetto! Dovrò tagliarti i tendini per impedirti di scappare di nuovo, topolino, lo sai?"

La luminare si gira lentamente verso di te, degnandoti infine della sua attenzione.

"Ti sarai accorta che è malato, immagino. Scappa in continuazione. è per il suo bene, capisci, la cittadella è piena di posti dove potrebbe farsi molto male."

Modificato da Mezzanotte

Viktoria Eisengheld

È la prima volta che ho a che fare in modo così ravvicinato con la luminare di alchimia e l'unica cosa a cui riesco a pensare è quanto questa donna sia più pazza o più sadica di gran parte degli Stirpevile presenti alla cittadella. Le sue frasi, il suo tono, sopratutto, mi mettono i brividi.

Non.... non stava scappando. Prendere parola mi cosa più coraggio di quanto credevo di possedere. Se ne stava da solo. Farfugliava. La testa, sbatteva la testa contro il muro e.... non stava facendo niente di male.

La voce mi esce nuda, tremolante. Queste sono davvero le persone da cui dovremmo imparare come comportarci? Gente che mutila gli allievi x diletto?

Io ho.... mostro la fiala vuota di reverie nelle mie mani non sapevo come farlo calmare. Era... era la mia unica.... il nodo in gola si stringe, non sono nemmeno preoccupata della mia punizione, continuo a guardare il tessisorte assicurato al tavolo. Non fategli male, si è già punito da solo.

Ingoio il mio terrore verso l'alchimista e prima di ridurmi in silenzio, in un angolo per occupare meno spazio e meno attenzione possibile, faccio un ultima richiesta. Posso.... posso restare finché non si sentirà meglio? Lo... lo posso riportare io ai dormitori.

  • Autore

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"Voi sanguevile siete proprietà. La Lex Umbrae vi assegna all'Ordine, e l'Ordine vi assegna alla mia responsabilità."

"Non ho intenzione di punirlo, mia cara. Al contrario, voglio prendermi cura di lui."

"Io mi prendo cura di tutti voi."

"Hai notato tu stessa che il nostro giovane amico ha una pericolosa tendenza all'autolesionismo: ti assicuro che sono preoccupata per lui quanto e più di te. Il piccolo Toma ha bisogno di aiuto e mamma Noelle è qui per fornirglielo."

Le sue parole appaiono premurose, eppure niente affatto rassicuranti. Ti pianta gli occhi gialli addosso e ti fissa, come una civetta farebbe con un piccolo roditore che le è finito fra gli artigli.

"Mio padre alleva pecore. Ne ha alcune troppo avventurose che si allontanano spesso, e i boschi attorno alla nostra fattoria sono infestati da lupi."

"Mio padre spezza le zampe alle pecore che non stanno nel gregge. Dopo rimangono nel recinto, al sicuro. è così che le salva dai predatori."

"Mio padre ama le sue bestie."

Si avvicina e ti solleva il mento prendendotelo fra le dita.

Studia i tratti del tuo volto.

"E anche io."

Ti lascia andare all'improvviso e torna verso il tavolo su cui stava lavorando quando siete entrati.

"Ora spogliati. Levati tutto. In fretta."

E dato che esiti sbuffa spazientita e si mette a battere le mani.

"Veloce, ho detto! La vuoi la tua reverie o preferisci l'abbraccio di una Vedova? Non mi dire che ti vergogni! Siamo fra donne e l'unico maschietto nella stanza lo hai spinto in coma. Spicciati!"


Modificato da Mezzanotte

Viktoria Eisengheld

Il parallelismo tra bestiame e gli Stirpevile mi raggela, riconosco la logica ma è disumanizzante, orrenda, crudele. La mia mente prova a trattenere la lucidità di fronte a un contesto così aberrante.

Ma.... se addestrate.... quelli come noi come armi contro le tenebre... spezzare le sue gambe non... non ridurrà la sua... efficacia? Quasi mi sale un conato di vomito a usare la ragione in un modo così distorto ma chiaramente l'alchimista ha la "sua visione della situazione".

Con un esitazione che ha il gusto del terrore trattenuto a stento, continuo il ragionamento. Cosa succede alle pecore con le zampe rotte, se non producono più lana né latte? Lei non... non può comprometterlo a tal punto. Ma nella testa rimbomba una sola frase: è tutta colpa mia.

Poi arriva quella richiesta, brutale, sbrigativa ma pratica, seppur non comprendo esattamente l'applicazione di tale praticità. Spogliarsi, in fretta, un comando umiliante ma a cui sono stranamente abituata. Chiudo gli occhi mentre mi tolgo i vestiti, per un attimo sono di nuovo lì, sotto un tendone circense, dietro le quinte, che mi cambio un costume in rapidità, persino il battito delle mani della donna, con un po' di astrazione a cui mi aggrappo con forza, mi sembra un applauso.

Prova

Se è necessario per scongiurare ulteriori danni al malcapitato, tento di portare l'alchimista a più miti consigli, in modo davvero disperato.

Uso ragione (d6) risultato 3

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