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IMPERIALIS: la mia ambientazione – cerco feedback

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Ciao, Mi chiamo Tommaso (Calibro)

Sto lavorando a un’ambientazione chiamata Imperialis.

Il continente principale si chiama Equylim, parola dell lingua Imperix che significa “equilibrio”. Questo perché l’intero universo narrativo si basa su un concetto centrale: bene e male non sono opposti assoluti, ma forze complementari. Non possono esistere l’uno senza l’altro, e dal loro scontro nasce l’equilibrio. In passato, gli elfi avevano compreso questa verità e dominavano il mondo cercando di mantenerla. Tuttavia, con il loro scisma, questo equilibrio si è spezzato, generando fratture che hanno rafforzato il “male”. Per necessità, il “bene” ha reagito creando una figura: l’Imperatore. Un essere umano, più fragile e influenzabile rispetto alle altre razze, ma proprio per questo capace di incarnare e guidare questo equilibrio instabile. Attraverso una campagna di unificazione, l’Imperatore ha riunito una parte del continente sotto l’Impero (Imperix), creando una società multiraziale composta da umani, elfi, nani e comunità miste. L’Impero si presenta come il compimento dell’ordine e dell’equilibrio: un sistema che unisce militarmente, economicamente e religiosamente le razze sotto un’unica visione. Ma questa è solo la superficie. Dietro l’immagine di perfezione si nascondono tensioni profonde: conflitti tra razze, lotte per il controllo dei territori, differenze culturali e religiose mai davvero risolte.
L’Impero funziona… ma è costantemente sul punto di incrinarsi. A sud si estendono le Terre Libere, una zona instabile abitata da popoli indipendenti, spesso in guerra tra loro o sotto pressione sia dall’Impero che dalle minacce provenienti dalle Terre del Male. Più a sud si trovano le Terre del Male, una regione temuta e poco conosciuta, considerata origine o amplificazione delle forze oscure. A ovest si apre un oceano inesplorato, mentre da est giungono carovane da regni lontani, interessati principalmente a commerciare con l’Impero.

Vorrei costruire un mondo dove il concetto di bene e male non sia assoluto, ma legato alla prospettiva.

Secondo voi:

  • Il concetto di equilibrio (Equylim) è interessante o rischia di essere troppo filosofico?

  • L’Impero come “ordine imperfetto” funziona?

  • Che tipo di crepe interne potrebbero renderlo davvero instabile?

Il progetto è in lavorazione da alcuni mesi. Al momento, i contenuti scritti sono ancora relativamente pochi e soggetti a possibili modifiche nei prossimi sviluppi. Parallelamente, esiste già una grande quantità di idee e appunti messi su carta, pronti per essere strutturati e approfonditi.

Attualmente sto concentrando il lavoro su due elementi principali.

Il primo riguarda le quattro città naniche presenti all’interno dell’Impero, che rappresenteranno il punto di partenza per sviluppare la loro lore, cultura e tutto ciò che ruota attorno a queste realtà.

Il secondo è una regione chiamata Valdovigna, abitata da due regni umani discendenti dalla stessa casata. Oggi questi regni si trovano sotto il dominio dell’Imperatore e convivono in una forma di governo duarchico, fragile e instabile. Dietro un’apparente unità, si muove una rete costante di sotterfugi, sabotaggi e tensioni interne tra le due parti.

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  • Vackoff
    Vackoff

    Non sono un esperto di geopolitica, ma la crepa più evidente che può frammentare un impero come quello da te descritto sono le differenze che possono essere presenti tra le regioni stesse dell'Impero.

  • Grimorio
    Grimorio

    No anzi, è alla base degli allineamenti di D&D, è un'ottima idea e crea quella distinzione morale che porta ad avere eroi contro malvagi, perfetto per una campagna epica. Assolutamente si, se non

  • Calibro
    Calibro

    Grazie mille!!! per il feedback (aggiungo un pezzo cosi rendo più semplice la comprensione dell'idea che ho in mente) L’Impero si presenta come un sistema di equilibrio e convivenza tra razze diverse,

Non sono un esperto di geopolitica, ma la crepa più evidente che può frammentare un impero come quello da te descritto sono le differenze che possono essere presenti tra le regioni stesse dell'Impero. Questo è frutto dell'eterogeneità di cui stai parlando: se una regione è più ricca e stabile ma deve "pagare" parte delle proprie risorse e della propria stabilità al fine di salvare dal baratro la regione più fallimentare dell'impero, è evidente che questa regione ricca finirà per desiderare l'indipendenza.

Forse la soluzione all'eterogeneità è rendere omogeneo l'impero in una maniera forzata, violenta ma, ad occhi meno scrupolosi, giusta per tutti. Ad esempio, un'organizzazione imperiale con i suoi organi burocratici e le sue forze di polizia speciale potrebbe occuparsi di eliminare le differenze più evidenti tra due regioni molto distanti culturalmente ed economicamente, provando prima con editti e censura, poi con repressione e distruzione. Per questa organizzazione, l'unico modo di raggiungere l'equilibrio sarebbe appiattire completamente le differenze tra le città e gli abitanti dell'impero, raggiungendo un livello a dir poco distopico di equità.

  • Autore

Grazie mille!!! per il feedback (aggiungo un pezzo cosi rendo più semplice la comprensione dell'idea che ho in mente)

L’Impero si presenta come un sistema di equilibrio e convivenza tra razze diverse, ma nella pratica emergono diverse contraddizioni. Con il tempo, una “cultura imperiale” ha iniziato a prevalere sulle altre, sostenuta da burocrati e funzionari che cerano di uniformare tradizioni e identità. Questa influenza non è sempre imposta apertamente, ma agisce attraverso decisioni politiche, censura e limitazioni culturali. Le promesse iniziali dell’Impero, come la difesa costante contro il “male” proveniente da sud, non sono state pienamente mantenute. Tuttavia, i tributi e le richieste di uomini per l’esercito continuano, alimentando malcontento tra le regioni. Le grandi città delle diverse razze restano separate e raramente si mescolano, mantenendo divisioni culturali profonde nonostante l’apparente unione. La vita politica interna di ogni regno è supervisionata da un ente imperiale, che ha il potere di approvare p negare decisioni locali. Questo porta a situazioni in cui pratiche religiose o culturali vengono limitate o vietate, generando frustrazione e senso di perdita di autonomia. Inoltre, l’Impero impone talvolta grandi opere architettoniche senza considerare le conseguenze locali, causando tensioni tra le razze. Ad esempio, progetti che coinvolgono territori condivisi possono portare a scontri tra comunità come elfi e nani. Il “male” non è solo esterno: si manifesta anche all’interno dell’Impero sotto forma di corruzione, abusi di potere e decisioni arbitrarie. L’Imperatore stesso è contrario a queste derive, ma non è più in grado di controllare completamente la macchina politica che ha creato. All’interno dell’Impero operano inoltre ordini religiosi, sette, compagnie di guerrieri e cacciatori di mostri, molti dei quali esistevano prima della sua nascita. Questi gruppi sono stati assorbiti e utilizzati per vari scopi, ma tra loro persistono rivalità e conflitti. Accanto a queste tensioni è nata una fazione interna: i Separatisti. Si tratta di gruppi organizzati che operano all’interno dell’Impero con l’obiettivo di vederlo sgretolarsi e riportare il continente alla divisione originaria. Per loro, l’equilibrio non può essere imposto dall’alto, ma deve nascere dalle singole civiltà. Separatisti agiscono nell’ombra attraverso attentati, sabotaggi e il compromesso delle rotte commerciali, cercando di indebolire la struttura imperiale dall’interno. Non costituiscono un fronte unico: alcuni lottano per l’indipendenza delle proprie terre, altri vogliono la fine completa dell’Impero. Il tentativo di rendere tutte le civiltà uguali ha generato instabilità invece che armonia. L’Imperaore, umano, ha sempre avuto una visione nobile di equilibrio e pace, ma con il passare del tempo il sistema è diventato sempre più difficile da controllare. Una domanda aleggia sempre più spesso tra le razze dell’Impero: cosa accadrà alla sua morte Secondo la legge imperiale, il nuovo sovrano verrà eletto. Tuttavia, gli elfi sono esclusi a priori dalla possibilità di regnare, a causa della loro natura immortale.

ho letto alcuni articoli della tua ambientazione nelle scorse settimane e mi sono piaciuti molto

Il concetto di equilibrio (Equylim) è interessante o rischia di essere troppo filosofico?

No anzi, è alla base degli allineamenti di D&D, è un'ottima idea e crea quella distinzione morale che porta ad avere eroi contro malvagi, perfetto per una campagna epica.

L’Impero come “ordine imperfetto” funziona?

Assolutamente si, se non ci sono differenze diventa banale e noioso. Però anche il male dovrebbe avere crepe interne

Che tipo di crepe interne potrebbero renderlo davvero instabile?

Considera che in D&D ci sono anche gli allineamenti sociali, quindi, anche se buoni, legali, neutrali e caotici saranno in disaccordo su molte cose, portando a problemi politici e sociali. Oltre a questo, tutte le società multietniche sono piene di problemi a causa di visioni e stili di vita differenti, quindi potrebbero esserci tensioni tra nani, elfi e umani.

Questo perché l’intero universo narrativo si basa su un concetto centrale: bene e male non sono opposti assoluti, ma forze complementari. Non possono esistere l’uno senza l’altro, e dal loro scontro nasce l’equilibrio.

Inserirei anche la Neutralità, in modo da avere varie razze che si allineano con i tre allineamenti principali.

  • Autore

Ciaooo!!! in tanto grazie mille per il Feedback

In realtà ho capito che per me equilibrio e neutralità non coincidono, ed è proprio lì che nasce tutto.

La neutralità è una scelta, una posizione che individui o popoli possono decidere di adottare. È il rifiuto di schierarsi, oppure il tentativo di convivere con entrambe le forze. L’equilibrio invece non è una scelta euna condizione inevitabile del mondo. Nel mio mondo bene e male non sono opposti da eliminare, ma forze necessarie. Se una delle due dovesse prevalere completamente, non nascerebbe un mondo migliore a un mondo fermo, sterile, senza evoluzione. Un impero “buono” che cresce troppo inizia a corrodersi dall’interno: rivolte, corruzione, tensioni sociali. Se il male prende il sopravvento, emergono eroi, tradimenti, crepe interne che lo indeboliscono. Se una razza domina sulle altre, si generano squilibri culturali, politici o persino naturali che portano a una crisi. (come e accaduto con gli elfi "evento storico che ho parzialmente già scritto" Il punto chiave è che il mondo tende sempre a riequilibrarsi, anche in modo brutale. Quindi la neutralità può esistere ed è interessante però lo vedo come uno dei modi in cui alcune persone cercano di convivere con esso. L’equilibrio invece è qualcosa da cui nessuno può sottrarsi. Anche chi non combatte, in qualche modo, contribuisce comunque al sistema.

più o meno e questa la giustificazione che ho in mente per i neutrali e una cosa acuì avevo già pensato ma non so bene come introdurla (infatti e un concetto che sto pensando molto)

per qualsiasi domanda e consiglio (che puoi darmi sono contento di ascoltarlo)

grazie

Tommaso

Forse posso provare a dare qualche utile spunto agli ultimi due punti che hai in mente di sviluppare. Questo in quanto il punto di "equilibrio assoluto" è molto interessante come motore per sviluppare tensioni e attriti. Esisteranno infatti individui e razze che si contraddistingueranno in base alle loro esperienze, alla loro regione di origine e alla razza cui apaprtengono:

  • quelli che abbracciano questa filosofia all'interno della società per consapevolezza data dall'aver vissuto nelle ere passare (i "colti" e le razze longeve; ma chissà se loro vorranno mai soffrire nuovamente o perdere il loro status attuale?);

  • quelle che seguono alla lettera tale filosofia senza conoscerne i fondamenti alle spalle (i "ciechi" e le razze che vivono in aree dove regna la pace sin da quando coloro in vita hanno memoria);

  • quelle che vivono la parte più dura della vita negli angoli più poveri del mondo, dove le carestie e la morte sono molto più frequenti che altrove (i "ribelli" e le razze che, fra di loro mettono in discussione un equilibrio dove solamente loro si vedono morire la propria gente e gli amici fra le braccia, con padri e madri che seppelliscono i propri figli più spesso di quanto non dovrebbe accadere);

  • quelli che arrivano a ripudiare completamente un equilibrio "ingiusto" in cui c'è una parte che prospera mentre un altra che soffre solamente... (i "blasfemi" che includono individui e le razze che vogliono quello status di benessere per se stessi, a costo di spargere sofferenza, sangue e morte).

PS: Molto importante, parliamo di una filosofia al limite di essere un credo religioso assoluto; Da qui la mia domanda, come consideri gli Dei e la loro presenza nel tuo mondo in questo caso? Siamo davanti ad un mondo dove un unico Dio è presente (Monoteismo) o uno dove più Dei esercitano la loro influenza (Politeismo)? Questa influenza è attiva o passiva? Ragionaci bene su questo punto @Calibro che potrebbe essere un aggancio interessante, ma forse dovresti creare una religione da nuovo o addirittura limitarti a poche divinità (massimo 3) in caso.

20 ore fa, Calibro ha scritto:

Il primo riguarda le quattro città naniche presenti all’interno dell’Impero, che rappresenteranno il punto di partenza per sviluppare la loro lore, cultura e tutto ciò che ruota attorno a queste realtà.

Ma andando a consigliarti sul primo punto e collegandomi con quello che ti ho esposto sopra, rifletti bene su:

  • Dove collocheresti geograficamente queste città naniche?

  • Su cosa si specializzano per avere un ruolo di rilievo (oppure no) nel tuo mondo?

  • Quali sono le risorse (vai sul generico) che possiedono?

  • Sono imparentati fra loro? Se no, da quanto tempo i "clan" si sono divisi? e Quando sono grandi?

  • Quali valori (sempre generici) caratterizzano i membri delle loro società?

  • Chi sono i loro vicini? Sono in buoni rapporti con altre razze o sono coinvolti in un acceso conflitto?

PS: cerca di dedicare massimo un paio di righe per ogni domanda. Focalizzati sulle cose essenziali e non scrivere più di 1/3 di pagina per ogni città. E' un consiglio mio spassionato, che avevo creato un ambientazione simile ma spesso mi ritrovavo ingarbugliato in dettagli inutili.

21 ore fa, Calibro ha scritto:

Il secondo è una regione chiamata Valdovigna, abitata da due regni umani discendenti dalla stessa casata. Oggi questi regni si trovano sotto il dominio dell’Imperatore e convivono in una forma di governo duarchico, fragile e instabile. Dietro un’apparente unità, si muove una rete costante di sotterfugi, sabotaggi e tensioni interne tra le due parti.

Qui la cosa si fa ancora più interessante!

Oltre a farti le stesse domande di sopra, prova anche ad eviscerarne altre. Potrei consigliarti infatti di pensare a:

  • I regnati di queste casate, sono imparentati fra loro? Se si fino a che punto sono "rimasti imparentati" fra loro per mantenere il dominio sulla regione?

  • Quali stratagemmi hanno attuato le due famiglie per mantenere il potere nella regione? a Che patti sono arrivati con l'imperatore... o con altre entità... per avere la loro "indipendenza"?

  • La loro fragilità ha a che fare con i loro vicini? Oppure stanno pagando un prezzo per patti precedentemente stipulati cui stanno pagando lo scotto solo adesso?

Ho detto i miei due spicci sulla questione e spero di averti dato qualche utile spunto

Sinceramente

D.

  • Autore

1) i popoli antichi di questo mondo sono due (figli dello stesso dio "Il creatore") sono elfi e draghi... Elfi custodi del sapere eterno che si uniscono in una città immensa di nome Trysthyr, che crollerà nelle prime ere umane causa uno scisma religioso che vedrà diverse interpretazione del creatore cosi nascono elfi silvani, elfi dei boschi e elfi marittimi. i Draghi invece sono esseri superiori che scrutano il mondo da lontano senza mai intervenire... equilibrio loro che ad un certo punto si infrange. nella mia ambientazione i draghi sono emigrati da millenni ma ultimamente voci di avvistamento girano. (gli elfi conoscono il bene e il male sapere appreso con un confronto con un drago)

2) il "credo imperiale" e diversa l'imperatore non ha mai desiderato schiacciare le culture sotto il suo impero (e piu come un sacro romano impero) all'inizio lo scopo comune e la guerra al male ma con il tempo si accorge che l'unico modo per tener coesi i popoli e imporre. fede, lingua usi e costumi... solo che in una generazione questa cosa e impossibile e crea tensioni... la povertà non e dovuta all'imperatore ma ai singoli feudi o regni che vengono gestiti male dai loro regnanti... l'imperatore e piu una figura istituzionale ma meno manageriale sui singoli territori.

3) chi vive nell'impero non e per forza buono o cattivo possono essere tutto... l'equilibrio imperiale e proprio qui che accettano le differenze di ogni singolo individuo. accettando che bene e male esistono e resteranno sempre. ragione per cui all'interno dell'impero i regni possono combattersi tra di loro a patto che non vengano a mancare le leve imperiali obbligatorie, il pagamento di tasse e degli individui designati ai lavori comuni per il bene dell'impero

4) valdovigna e una regione che si basa sul vino... li il vino nel mondo nasce... e a seguito di esso una casata nasce grazie al commercio con elfi (pre impero). il nome della casata originale e Valdovigna dopo generazioni pero due gemelli della casata eredi al trono litigano sul tipo di vino migliore e piu buono il bianco o il rosso? cosi nascono le due casate discendenti (valdovigna casata si estinguera dato che oramai i due eredi hanno generato la loro casata) ValdoBianco e ValdoRosso... prima dell'impero nascono tradizioni comuni tra le due casate e riescono a vivere piu o meno in equilibrio tra loro riducendo gli spargimenti di sangue a poche battaglie in modo sporadiche mai con l'intento maligno di distruggersi. dopo la nascita dell'impero fu imposto il regno diarchico, l'imperatore riconosce le differenze tra casate ma sottolinea che loro sono la stessa cosa... (parenti alla lontana tra di loro)

5) ho scritto delle feste e delle "olimpiadi del vino" che stabiliscono annualmente quale vino influenzerà maggiormente il mercato questo e il modo che e stato usato per mantenere la pace più o meno..

6)Durante l'impero questa regione e l'unica che e sotto l'immunità della legge della guerra (non possono causarne e nemmeno venir invasi se ciò accadesse l'impero smuoverebbe il suo esercito contro la casata attaccante) perché l'imperatore riconosce l'importanza del vino nell'economia globale..

Grazie mille spero di essere stato chiaro

Hai avuto un istinto potente, cioè mettere al centro della tua creazione un principio. Tu devi essere all'altezza di questo istinto. Avere un principio ti dà una direzione in verticale: sai verso cosa devi tendere quando senti che c'è bisogno di innalzare le tematiche.

Ma questo principio non devi farlo rimanere appeso lì in alto, come un lampadario intoccabile: incarnalo, incastonalo dentro ogni personaggio, reliquia, architettura, fallo fuoriuscire in forme modificate in posti che non immagineresti: come la pensa una divinità nel profondo, come funziona la rinascita di un mostro, come viene vinta una guerra cosmica, come funziona un oggetto magico.

Tutto quello che puoi dell'ambientazione deve essere vincolato dal principio.

Modificato da Mastery

  • Autore
8 ore fa, Mastery ha scritto:

Hai avuto un istinto potente, cioè mettere al centro della tua creazione un principio. Tu devi essere all'altezza di questo istinto. Avere un principio ti dà una direzione in verticale: sai verso cosa devi tendere quando senti che c'è bisogno di innalzare le tematiche.

Ma questo principio non devi farlo rimanere appeso lì in alto, come un lampadario intoccabile: incarnalo, incastonalo dentro ogni personaggio, reliquia, architettura, fallo fuoriuscire in forme modificate in posti che non immagineresti: come la pensa una divinità nel profondo, come funziona la rinascita di un mostro, come viene vinta una guerra cosmica, come funziona un oggetto magico.

Tutto quello che puoi dell'ambientazione deve essere vincolato dal principio.

c'è un popolo Nanico che sto sviluppando in questi giorni... questo popolo trova un oggetto arcano misterioso nel sottosuolo... questo oggetto dopo essere stato studiato e capito. verrà usato per far crescere in maniera prosperosa la città nanica, (usandolo per il bene dei nani in teoria) pero l'eccesso di uso di cio ha causato l'estinzione stessa del popolo, la vita migliorava ogni volta che veniva usato. cio ha causato pero una breccia nelle anime di chi ne ha abusato iniziando a vivere angoscia, visioni oscure e sussurri. che ha causato problemi all'interno della città fino alla sua distruzione.

- te intendi una cosa del genere? perche se fatto cosi credo possa funzionare cosa ne pensi? (poi se serve una volta che avro terminato completamente di lavorarci sopra postero un estratto del testo. riassumendo)

grazie

Modificato da Calibro

Funzionerà.

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