Lunedì alle 15:014 giorni comment_1943602 In questo thread parliamo di tutto quelli che riguarda i PG. Mettete in un unico messaggio, per favore e mai per comando, le seguenti informazioni:Nome del PGClasse e sottoclasseBackgroundTaglia (chiaramente in costante aggiornamento)Note sulla storia del PG prima del primo livelloUn'immagine, se volete contribuire graficamente alla storiaLink alla scheda Segnala
Mercoledì alle 10:482 giorni comment_1943998 Tuccio da CamporellaClasse e sottoclasse: Chierico VaganteBackground: BlasonatoTaglia: 30 moQuint'ultimo (guardando da tutti e due i lati) genito di una famiglia di antico, ma soprattutto pulcioso, lignaggio, Tuccio aveva intrapreso gli studi seri dopo aver preso gli ordini minori. Gli ordini gli servivano, ovviamente, per giustificare il tempo che perdeva a studiare e, soprattutto, a gozzovigliare nelle taverne. Trasferitosi lontano da casa, poteva anche fingere di vantare titoli nobiliari seri e di essere un sacerdote come si deve; in tal modo, aveva intrapreso la perfetta via del Vagante, coniugando elegantemente studi poco redditizi, ubriacature moleste e attentati alle virtù femminili. In particolare, aveva trovato la sua vocazione in una particolare declinazione degli insegnamenti di San Va Lentino, con riferimento al favorire l'espiazione confessionale delle nobildonne, pulzelle o maritate che fossero (è buona creanza non fare differenze, a fronte di tanto fervore). Purtroppo, però, tale abnegazione religiosa era risultata inspiegabilmente malvista e male interpretata da un fitto e agguerrito nugulo di padri, zii, fratelli e mariti, che costrinsero il povero Tuccio a cercare riparo in una vita più inconsueta, sebbene ancora decisamente secolare. Forse ancor più secolare. ImmagineLink scheda: https://www.myth-weavers.com/sheets/?id=3061240 Modificato Mercoledì alle 10:522 giorni da Ghal Maraz Segnala
Giovedì alle 07:122 giorni comment_1944156 Rubicante, nato Santo da AtrantoClasse e sottoclasse: Warlock (Menagramo)Background: AmbulanteTaglia: 28 moStoriaNascere in mezzo a dei contadini baciapile e superstiziosi non si addice a chi ha un gran destino davanti a sé. Ben pochi possono effettivamente vantare un gran destino tra le terre di Taglia, ma questo non ha mai interessato Santo: che fossero i sapienti e i frati ambulanti ad interrogarsi sulla Provvidenza, lui intanto avrebbe vissuto una vita di agi, lussi e donne. Per questo non ha perso l'occasione, unendosi alla Compagnia di Mastro Burrone, un carrozzone itinerante di guitti venuto alla festa di paese, commettendo la sua prima "impresa": abbandonare sull'altare la povera Concetta, la figlia del "signore" locale (un buzzurro con qualche ettaro di terra in più del resto del paese), che i suoi genitori speravano potesse finalmente fargli abbandonare le sue assurde ambizioni. La nuova carriera di Santo si rivelò fulminante: con il nome d'arte (si fa per dire) di "Rubicante il buon diavolo" (un tragicomico demonio che aiutava i poveretti ad infastidire il potente di turno) divenne uno dei personaggi di punta della compagnia di Mastro Burrone, soprattutto grazie alla sua parlantina svelta e alla sua abilità con i giochi di prestigio. Le brevi soste del Carrozzone si rivelarono perfette per Santo e per la sua fame di mondo (spesso nel senso letterale del termine): grazie ai suoi ammiratori provò ogni genere di liquore e specialità locale, comprese le tanto amate figlie dei ricchi possidenti del paese, che almeno in due occasioni lo obbligarono a registrare il matrimonio (ha portato il segno di una di queste "registrazioni" forzate per una settimana, tanto da permettergli di non indossare una delle corna del costume da Rubicante). Le sue scorribande diventarono un genere letterario per i suoi colleghi, soprattutto quando riccamente abbellite di dettagli. Allo stesso tempo, la sua tendenza ad aggiungere dettagli alla realtà gli fece guadagnare la fama di quello che la spara sempre grossa tra i membri della compagnia di Mastro Burrone: come dissero i suoi colleghi, sarebbe capace di trasformare una lucertola scacciata con un calcio in una epica caccia a Mamma Tarasca (e la sua risposta è, periodicamente, "Beh, voi l'avete mai vista in giro? Se fossi in voi, ringrazierei l'eroe che l'ha cacciata"). Ma la più grande delle sue vanterie era probabilmente quella con cui si giustificava a fronte delle accuse di barare al gioco: secondo Santo, le sue vittorie erano dovute solamente al fatto che "anche la Fortuna adora questo bel faccino e non può che farmi arrivare la mano giusta". Ma si sa che ripetere una storia nel regno di Taglia può essere pericoloso, anche se solitamente perché ti fa guadagnare una randellata in testa da qualche galantuomo. E, infatti, dopo aver ripetuto la storia per l'ennesima volta, venne raggiunto da una donna misteriosa, di cui si ricorda ancora oggi le parole: "Non hai mai pensato che potessi essere io e non quella bigottona bendata di mia sorella?". Santo non si ricorda benissimo di quella notte, così come il resto dei presenti, e avrebbe scacciato tutto come i postumi di una sbornia, se non fosse per il suo risveglio in una delle camere più lussuose della bettola con la capacità di usare degli interessanti trucchi magici. Un'interessante aggiunta al suo repertorio: poco importa se le storie avvisavano sempre di stare lontani da qualunque cosa puzzasse lontanamente di Fandonia o sortilegi simili. La carriera di Rubicante nella Compagnia di Mastro Burrone terminò nel corso dell'anno successivo: il ragazzo venne beccato dai birri con del Presenzio, obbligandolo a scappare alla chetichella dopo avergli detto che "Avrebbe certamente recuperato il tapioco dal conestabile come se fosse antani". Ma questo non ha certo fermato le sue ambizioni: perché fermarsi ad un carrozzone e alle fiere di paese, quando il suo palco può essere l'intera Taglia?Scheda: https://www.myth-weavers.com/sheets/?id=3061339 Segnala
Giovedì alle 19:241 giorno comment_1944276 Mara De' FoionchiClasse e sottoclasse : Bardo dell'eloquenzaBackground : CortigianaTaglia: 44 moScheda: https://www.myth-weavers.com/sheets/?id=3056493Immaginehttps://imgur.com/a/dgHadTKBackgroundMara, non molto tempo fa, scoprì un talento autentico.Non un umano. Non un mezzelfo.Un bigatto canoro. Non di quelli giganti, forse un cucciolo. Un mostro di palude, grosso, maleodorante, con una voce assurdamente pura, un’estensione vocale impossibile e una capacità naturale di ipnotizzare chi lo ascoltava. Quando cantava, le rane smettevano di gracidare.Quando cantava, la gente piangeva senza sapere perché.Mara capì subito una cosa:“Fa schifo. Ma canta da dio.”Lo chiamò Bigatto.Per affetto. O disprezzo. O semplicemente perché non sapeva come c*zzo chiamarlo. Mara investì tutto: Tempo. Reputazione. Contatti.Tentò di portare Bigatto nel Regno di Taglia, dove:le gilde pagano beneil pubblico è crudeleil talento vero sopravviveIl problema? Era pur sempre un bigatto. Il piano prevedeva documenti falsi, carri coperti, silenzio assoluto. Bigatto promise di non cantare mai.Cantò.Seguirono, nell'ordine:rissaarrestipercosseinsulti memorabiliuna quantità di bestemmie mai sentita primaMara insultò tre funzionari, colpì un ufficiale, disturbò la quiete pubblica per ore, tentò di difendere il suo “investimento”! Bigatto fu sequestrato.L'ultima cosa che le disse: “Io… cantavo per te.”Lei rispose greve “Appunto.”A quel punto poteva fare solo una cosa. Non si è “unita a una banda”. Si è adattata.Ha bisogno di protezione, di anonimato, di gente che non faccia domande. E, forse: “In mezzo a questi idioti… magari ce n’è uno che vale." Modificato Giovedì alle 20:221 giorno da Daimadoshi85 Segnala