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Dragons´ Lair

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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)

Risposte in primo piano

Burt Fukk'Naar

Forse Tharizdun gli ha chiesto di unirsi a noi proprio per proteggere Boggerton e trattare con gli umani. ribatto alle osservazioni di Mahrh. La tua stessa proposta di mandare Hell e Howler dagli umani nè è la prova...

Se tutti son d'accordo allora è deciso, subito in missione per conto di Tharizdun!

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    Ozilfighetto

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DM

Per la miseria, certo che lo farò! esclama Howler, scattando in piedi alla proposta di Mahrh come se essa fosse giunta per voce stessa di Tharizdun Non temere, Hell! Non ti attaccheranno a vista! l’uscita di scena del bardo fa cadere un velo di dispiacere su tutto il gruppo, ma il suo impiego presso Borgo Sasso si rivela logico e ben pensato, trovando l’approvazione di tutto il gruppo. Ben presto il piano sulla trattativa viene steso: in compagnia di Howler, Hell’Viz si dirigerà a Borgo Sasso per spiegare educatamente del destino inflitto agli avventurieri giunti a casa loro, offrendo come prova alcuni orpelli (non magici) addosso ai medesimi, oltre alle orecchie (cotte) di Viper e Krunk. Questo al fine di stabilire come non saranno accettati altre rotture di c******i a Boggerton, con la velata minaccia di portare in caso contrario a una sanguinosa rappresaglia.

Il congedo tra i due gruppetti è sentito, almeno quanto i panini luridi offerti per il viaggio dal cuoco locale di Boggerton, in parte fatti di carne dei prigionieri... e in parte con la ricetta segreta che nessuno conosce. Ma tale congedo porta i rappresentanti di Tharizdun (i quattro rimasti, con l’acqua ora “libera”) a lasciare la loro patria a cuor un po' più leggero. Il viaggio verso Rastor vede i goblin marciare compatti e attenti, al fine di evitare incontri con altri pericolosi avventurieri del bene. Il viaggio, previsto per durare una settimana, passa attraverso una piccola vallata. I goblin per i primi tre giorni non hanno problemi, tuttavia il quarto si dimostra diverso.

Dopo essere passati vicino a un piccolo laghetto sporco, il quartetto è ripartito velocemente, constatando per bocca di Skunk come la fauna sia insolitamente silenziosa, anche più del solito. Un evento che sarebbe passato in sordina non fosse stato per il ranger, il quale iniziando a condurre il gruppo direttamente, ha modo di far notare loro l’assenza di predatori di medie-grandi dimensioni, nemmeno avvicinatisi nel corso della giornata di riposo.

La cosa più preoccupante avviene poco dopo il pranzo, consumato vicino a un larice ombroso: l’aria si fa più pesante, con un retrogusto dolciastro sulle labbra. Inoltre essi trovano la carcassa di un bue selvatico quasi del tutto masticato, le ossa spolpate ed esposte, gli occhi vitrei dell’animale di un color viola intenso, la bava alla bocca schiusa, le budella annerite.

Qualcosa ha ucciso quella creatura. Qualcosa che non indica solo che la zona è pericolosa.

E’ reclamata.

X tutti

Checkpoint nella notte tra il 21 e il 22 gennaio. Role libera. Le razioni per il viaggio sono consumate in linea con ciò che vi è stato dato.

Mahrh

Le lungherrime spiegazioni a Hell'viz riguardo all'atteggiamento da tenere con gli umani, polso fermo e mediazione, spero siano recepite, ma non ne sono così convinto. Tuttavia, è stato quanto di meglio abbiamo potuto partorire in vista della partenza.

I primi giorni di viaggio sono quasi noiosi, la fretta di arrivare a destinazione domina, e non sono certo il tipo da fermarmi a fare considerazioni naturalistiche sull'equilibrio del mondo naturale che, a dirla tutta, piuttosto mi infastidisce. L'obiettivo filosofico e teologico, dopotutto, è dimostrare che "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma" sia non solo profondamente sbagliato dal punto di vista morale, ma soprattutto una enorme rottura di palle: un infinito ciclo della vita senza mai mai riposo né requie... Ma anche no dai!

Faccende più impellenti ci colgono il quarto giorno. Il bue pare essere ridotto a pezzi in un modo che, se fossi un amante dell'arte astratta (o dell'arte in generale), potrei trovare quasi piacevole. Notevole scelta dei colori, posa espressiva, grande drammaticità.
Siccome di tutto ciò m'importa il giusto, ovvero nulla, mi limito a constatare pigramente che la natura delle ferite mi pare naturale solo fino ad un certo punto.
Tutto quel viola, tutta quella bava...

DM

Medicina 15
Se servisse lancio anche individuazione del magico come rituale.

Skunk

Dopo il momento delle chiacchiere giunge finalmente il momento di metterci in cammino e sebbene il nuovo famiglio del santone sia abbastanza d'intralcio, procediamo spediti per i primi tre giorni all interno della valle.

Il viaggio e' tranquillo, forse fin troppo tranquillo, al punto che ad un certo punto mi chiedo che fine abbiano fatto gli animali. Di solito comportamenti del genere si manifestano quando un predatore grosso e affamato si trasferisce in una zona inducendo tutti gli altri a girare a chiaxxe strette.

Impressione amplificata dal ritrovamento di una strana carcassa di bue. Mahrh inizia a fare la sua diagnosi, anch io mi avvicino cercando di capirci qualcosa.

Azioni

Natura: 22

Survival: 26 (20 naturale)

Burt Fukk'Naar

Affidate le trattative a Hell'viz e Howler finalmente partiamo "tranquilli".

Sembrava troppo bello se fossimo arrivati a destinazione senza intoppi dico vedendo la carcassa del bue, lasciando chi più esperto di me ad indagare sul corpo Cosa credete lo abbia ucciso?

  • Autore

DM

La curiosità di Burt non rimane tale a lungo. Sebbene solo parzialmente interessato al destino avvenuto a quello che un tempo era un bue, l’occhio pratico di Mahrh non manca di notare come la bava e gli occhi violetti rappresentino chiari segni di avvelenamento. Un vero e proprio piovere sul bagnato vista e considerata la brutalità dell’attacco ricevuto dall’animale, il quale presenta morsi e graffi da parte di un grande predatore dalla mole generosa e che ha lasciato sul terreno grandi impronte artigliate.

Anche Skunk le osserva, con piglio curioso, la mente che si arrovella per ricordare quando quelle tracce gli erano state spiegate o quantomeno illustrate nel corso dei suoi tre giorni di scuola e il tirocinio di mezza giornata (rigorosamente non pagata) come esploratore. Mentre egli riflette e Gobbla annusa disgustato la carcassa, lo sguardo del ranger verifica la posizione delle colline, identificando la direzione necessaria a proseguire fino all’uscita di quella vallata, l’aria ancora pesante in quella zona.

Le cose sembrano prendere una buona direzione e un coniglio, uscito da un cespuglio, sembra perfino l’occasione per Skunk di guadagnare la merenda per il gruppo, lui che potrebbe essere il predatore ideale se solo avesse…. Le ali…

E’ il tono allarmato di Skunk a convincere gli altri a nascondersi nel più vicino sottobosco, spintonando Briar a calci in culo e tappandole la bocca mentre il quartetto e la prigioniera illustre si trovano acquattati tra gli arbusti e le spine di un roveto di una macchia di alberi vicina alla carcassa. Il coniglio li osserva confuso, per poi sollevare la testa annusando l’aria.

Ma è troppo tardi.

THUD!

Un tonfo e una grossa zampa artigliata verde sollevano lo spaventato coniglio, sorretto ora dalla presa di un giovane drago dalle scaglie di un color verde acido (//Taglia Grande). Briar, pur da cieca, sembra aver intuito che cosa si trovi nelle vicinanze, il suo MMMM!!! che viene soffocato dalla mano di Skunk. Il drago si volta verso la direzione del gruppo, per poi riportare la sua attenzione alla sua preda La vita a volte è ingiusta, non è vero? domanda guardando il coniglio, intento a dimenarsi nella sua stretta Guarda me, il grande Vranthis. Sì, io non diventerò mai re il drago flette i suoi artigli, trafiggendo e torturando il coniglio E tu domani, amico mio, non vedrai sorgere il sole un ringhio gutturale accompagna la risata del drago verde Adieu! dice, avvicinandolo alle sue fauci.

X tutti

Checkpoint nella notte tra il 24 e il 25 gennaio. Al gruppo la decisione se rimanere (e nel caso cosa fare) o scappare. Per il resto role libera.

Donkey

Abbasso la voce in modo che possano sentirmi solo i compagni Porco Pelor questo è davvero grosso.. che facciamo? se lo lasciamo perdere rischiamo di percorrere il resto del viaggio guardandoci le spalle. Se riusciamo a sorprenderlo forse abbiamo una possibilità che ne dite? E poi pensare di aver ucciso il drago e raccontarlo a tutti sarebbe un ottimo passo avanti nel diventare re di Donkey Kong... Che ne dite?
Sussurro agli altri mentre non gli stacco gli occhi di dosso. Un misto di paura e confusione, ma anche una scossa di adrenalina non da poco mi attraversa la corta spina dorsale.

Mahrh

La comparsa della grande bestia rende a tutti le chiappette un po' più umidicce.
Abbiamo altre priorità per cui restare vivi dico dando uno strattone al guinzaglio di Briar per farla star buona, felice che ci sia Skunk a sorvegliarla a sua volta.
Allontaniamoci da qui, un giorno torneremo, che sia a dare la caccia al grande Vranthis... o a costruire un'alleanza.
Il pensiero torna al villaggio umano poco lontano.

Burt Fukk'Naar

Non credo sarà facile andarsene senza che ci noti...bisbiglio non del tutto convinto del piano, ma cosciente che forse è l'unica opzione. Nel caso speriamo non apprezzi la carne di goblin e voglia unirsi a Tharizdun

Mahrh

Il nostro Donkey, con l'aiuto di Thaz, saprà guidarci
Bisbiglio convinto dando una ravanatina ai genitali di Donkey per impartirgli la benedizione divina.

  • Autore

DM

Forse quello con il quale Vranthis ha a che fare è un coniglio particolarmente succulento, forse è il fatto di trovarsi sottovento o forse per merito dell’esperienza di Donkey, fatto sta che sotto l’egida del ladro benedetto dal potere divino di Tharizdun, il quartetto (più una Briar tremante di terrore) riesce ad allontanarsi dal sottobosco, mettendo sempre più metri tra loro e il drago verde, trovandosi ben presto ad accelerare quando la distanza di sicurezza viene raggiunta, con Skunk che può finalmente guidare il gruppo fuori da quella piccola, ma inospitale vallata. Una volta usciti dal regno di quel venefico predatore, fatto riconosciuto dall’aria ora più respirabile, il gruppo può finalmente tirare un sospiro di sollievo e dirigersi verso Rastor. I pochi giorni mancanti, per fortuna dei cinque (considerata anche la prigioniera) passano tranquilli e infine, in una prima mattina nebbiosa, i prescelti giungono finalmente in vista del loro primo obiettivo.

Mentre si avvicinano all'inizio del borgo di Rastor, ai piedi dell'antico vulcano ormai spento noto come Stalagos – una massa imponente di roccia scura che si erge come una sentinella minacciosa contro il cielo –, notano che la strada si restringe in un sentiero polveroso e irregolare. Le prime strutture appaiono rozze e fatiscenti: casupole di legno e pietra ammassate l'una sull'altra, con tetti inclinati coperti di muschio e paglia umida. L'aria è impregnata di un odore acre di fumo, sudore e qualcosa di più selvatico, forse carne arrostita o erbe bruciate. Figure indistinte si muovono tra le ombre delle abitazioni – umani trasandati, mezz'orchi muscolosi con pelli grezze addosso, e qualche gnomo che sgattaiola via rapido – e li squadrano con sguardi sospettosi, senza fermarsi. Un posto di gogna rozzo, con un cappio penzolante, domina l'ingresso, un monito silenzioso per chi osa disturbare la quiete precaria di questo luogo. Il borgo sembra un covo di opportunisti, dove il commercio illegale aleggia come una nebbia, e sentono il peso di occhi invisibili che li seguono, valutando se siano prede o alleati potenziali.

Vista del gruppo sul borgo di Rastor (nello sfondo lo Stalagos)

Rastor.jpg

Come ricordato molte volte da Mahrh, Tharizdun (come molte altre divinità) non è certo lì pronto a fornire consigli e suggerimenti. I fedeli non vanno presi per mano e condotti a compiere le loro gesta come fossero bambini. Le possibilità del gruppo, ora, sono completamente sulle spalle dei quattro. Ma è chiaro che il clima può essere prolifico di opportunità. Già il fatto di non essere scacciati a vista è molto più di quanto gli abitanti di Boggerton non siano abituati a vivere e varie voci che il gruppo può udire apre a nuove possibilità.

Ho bisogno della mia dose, dov’è Tal? Mi cominciano già a tremare le mani… dichiara un contadino, ringhiando, a un collega

Quei nani amici di Rerrid che sono arrivati un mese fa per esplorare lo Stalagos… ne hai saputo più nulla? domanda un mercante, ricevendo da un suo cliente la risposta Sì, settimana scorsa sono venuti a prendere provviste. Lui gliele ha benedette. Penso vogliano installarsi ed esplorare tutta la caldera attorno al lago centrale, nonostante i mostri.

Un pescatore che sta tornando con una rete di pesci, dichiara a una anziana Berta, io te lo dico. Secondo me ci sono degli uomini rana vicino allo Stalagos!

Una coppia di bambini corre ridendo, spintonandosi mentre giocano a “Ce l’hai” (gioco rinomatamente conosciuto per la sua violenza) Ce l’hai! Ah! Diventerò un cacciatore forte come Verg! Chiederò agli orchi della tribù vicina di addestrarmi! Prima di scappare dal suo inferocito compagno di giochi.

Quindi quella piromane è stata arrestata, vero? domanda una vecchia con il fazzoletto in testa a un'altra comare Bene, non abbiamo bisogno di pazze, qua!

In lontananza una struttura sgangherata con l’insegna sbiadita e la scritta “La Loggia Grigia” sembra essere l’unica taverna in paese.

X tutti

Checkpoint nella notte tra il 28 e il 29 gennaio. Role libera.

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