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Gilda aperta  ·  5 membri

Tarkmaker

Le Terre Rubate


Tarkus

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Doradhan

Ormai è troppo tardi per ripartire: decidiamo quindi di cenare con quanto preparato dai banditi e riposarci qui. Al risveglio noto con piacere come l'acqua del fiume sia tornata pulita (non avrei voluto disturbare una qualche naiade locale), ma aggrotto la fronte quando noto delle foce e un impossibile ghiacciaio all'incontro tra i due fiumi. Chi ha fatto l'ultimo turno di guardia? Perché sono abbastanza sicuro che quello ieri non ci fosse. Chiedo ai miei compagni indicando il ghiaccio. E direi che richiede un approfondimento. 

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Dismas esce da dietro un cespuglio piuttosto lontano dal campo sistemandosi i pantaloni e guarda perplesso il ghiacciaio e poi si volta verso di voi "10 minuti fa non c'era... e 10 minuti fa è quando ho staccato il turno perché la natura chiamava!"

Amiri esce dalla sua tenda stiracchiandosi e con i capelli ancora scompigliati, vede il ghiacciaio, fa spallucce e va lì vicino con il suo boccale in mano per riempirlo d'acqua gelida "Per una volta che la cosa strana e sovrannaturale non prova ad uccidermi sono contenta così... e serviva un po' di fresco con questo caldo!"

Doradhan

Spoiler

Fatto i tiri... sei pieno di bende ed odori così forte di erbe officinali da poterle sentire sotto vestiti ed armatura ma sei full

 

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Doradhan

In dieci minuti avrebbe avuto tutto il tempo per attaccarci a sorpresa, se era questo il suo desiderio. Provo a vedere chi c'è "di casa". Oltre a quelle buffe creature, ovviamente. Dico ai miei compagni indicando le foche, avvicinandomi al ghiacciaio tenendo le armi ben lontane dalle mie mani: se avrò bisogno di difendermi posso fare affidamento sulla mia signora. C'é qualcuno? Puoi stare tranquillo: non vogliamo farti del male, siamo solamente curiosi sulla tua identità. Dico ad alta voce una volta arrivato più vicino al ghiaccio.

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  • 2 settimane dopo...

E scalando il ghiacciaio ed entrando in una sua insenatura che diventa una grotta è possibile esaminare meglio la causa del bagliore: uno spirito delle acque solidificato in ghiaccio che medita e mormora una melodia antica, una figura dal profilo vagamente femminile e dalla coda di pesce con i (quattro) occhi chiusi che tiene tra le mani una perla grande quanto la sua testa che emette la luce.

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Doradhan

Guardo perplesso il ghiacciaio quando non ricevo risposta, limitandomi a carezzare il capo degli strani animali che si avvicinano saltellando in maniera buffa e sgraziata, strappandomi un sorriso. Entriamo nella vostra casa. Ovviamente rispetteremo le regole dell'ospitalità: non siamo barbari. Dico ad uno degli animali, convinto che possa intuire ciò che ho detto: le regole del Primo Mondo sono note agli abitanti delle selve.

Scalo quindi il ghiacciaio fino alla fonte del bagliore che ho intravisto dal suolo, entrando nella grotta con le mani bene in vista. Al suo interno noto con sorpresa uno degli abitanti del Primo Mondo: sembra proprio una naiade, anche se non ne ho mai viste di simili. Sarà corretto disturbarla? Forse si sta sforzando per tenere in piedi questo ghiacciaio. Rimango in silenzio a riflettere per qualche altro istante, bussando poi contro una delle pareti quando comprendo che la naiade si sta concentrando su altro. Buongiorno, signora dei ghiacci. Sono Doradhan, cavaliere errante dell'Ordine del Bocciolo, e sarò lieto di accettare la tua ospitalità, se vorrai concedermela. Seguirò le regole previste per un visitatore qualsiasi sia la tua decisione. Dico solennemente alla naiade facendo una riverenza. Mi scuso per essermi introdotto in casa tua senza annunciarmi, ma ero accampato qui vicino con i miei compagni e non ho potuto fare a meno di avvicinarmi per capire cosa stesse succedendo: il ghiaccio non è tipico di queste selve. 

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Lo spirito non si muove né dà cenno di avervi notato quando la sua voce esce dalla perla, profonda e cristallina come il fiume in piena e come suddetto fiume inumana "La risposta è semplice e non concerne voi mortali: una fata dal pessimo senso dell'umorismo ha deciso che teletrasportarmi qui fosse la cosa più divertente mai ideata. Lasciate in pace le foche lì fuori e la vostra presenza e passaggio non sarà sgradito... era raro incontrare mortali nelle mie terre."

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Doradhan

Sto per bussare nuovamente alle pareti quando sento la voce della naiade uscire dalla perla, cosa che mi fa inizialmente sobbalzare per la sorpresa. Si chiamano foche, quindi? Interessante. Commento dopo aver sentito le parole della donna, che non sembra essere troppo scontrosa (ma neanche accomandante, a dirla tutta). In ogni caso, non vedo perché dovremmo fargli del male. Abbiamo scorte a sufficienza, sarebbe solo crudeltà. E vorrei chiederti se posso fare qualcosa per aiutarti: sono sempre lieto di dare una mano agli abitanti del Primo Mondo. 

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"Tradurre il nome nella vostra lingua è impossibile, ma è uno spirito maligno, signora delle selve e delle piante velenose, che considera la vostra creazione il più grande degli errori." risponde lo spirito "E temo di non potervi accogliere come meriterebbero degli ospiti: sto ancora ricostruendo la mia casa ed aspettando che il resto delle mie compagne giungano qui, oltre al fatto che non posso muovermi. Ripassate qui tra qualche giorno, quando questa sarà una casa e queste mura saranno schermate dagli sguardi dei tirapiedi della tiranna."

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Doradhan

Oh, capisco. E in effetti è meglio non usare direttamente dei nomi: non siamo nel Primo Mondo, ma potremmo comunque attirare attenzioni indesiderate. Rispondo alla naiade, meno gioioso rispetto a poco fa: la fata di cui sta parlando sembra proprio uno degli esemplari corrotti del piccolo popolo. Posso sapere il tuo nome, invece? E non preoccuparti: conosco la lingua del tuo popolo. Aggiungo dopo qualche istante, riprendendo la mia tradizionale positività quando lo spirito cita il fatto che stia costruendo una casa. Vuol dire che in questo luogo sorgerà una corte? È semplicemente stupendo! Sarà come tornare a casa, praticamente. 

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