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Ciao ragazzi, ho un dubbio, avrei da convertire alcune CD dalla 3.5 alla 5e ma non saprei bene come interpretare le vecchie CD nel nuovo metodo non avendo mai giocato la 3.5.
Quindi vorrei sapere se qualcuno di voi ha magari una tabella o qualcosa del genere delle CD BASE della 3.5.

Per CD base intendo quelle che si trovano nel manuale del giocare della 3.5 ovvero:
Molto facile -> CD 0
Facile -> CD 5
Media -> CD 10
Difficile -> CD 15
Impegnativa -> CD 20
Formidabile -> CD 25
Eroica -> CD 30
Quasi impossibile -> CD 40

Mentre quelle base della 5e sono:
Molto facile -> CD 5
Facile -> CD 10
Media -> CD 15
Difficile -> CD 20
Molto difficile -> CD 25
Quasi impossibile -> CD 30

Tra l'altro se guardiamo le differenze dell'alto verso il basso, sembra che le CD della 5e siano più alte, ma a conti fatti guardandola dal basso verso l'alto le CD della 3.5 sono più alte 😅. Insomma sono molto confuso e penso che mi sto facendo un sacco di pipponi, però se qualcuno ha le idee più chiare mi illumini grazie ahaha

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Ciao, dall'elenco che hai fatto si vede semplicemente che la 3.5 ha più "scalini": 8 anziché 6, aggiungendo lo 0 in basso e il 40 in alto. Lascia pure perdere gli aggettivi che vengono usati per

Trattandosi di homebrew, puoi anche "saltare un passaggio" e decidere, a tuo giudizio, a che "livello di sfida" deve corrispondere ognuno di quei violenti effetti atmosferici. Poi guardi il tipico val

Ah ok perfetto capisco, ma penso farò qualcosa impostato ad un livello medio, così che un personaggio di livello basso abbia "paura" a fare qualcosa durante un violento temporale o che comunque avvert

Ciao,

dall'elenco che hai fatto si vede semplicemente che la 3.5 ha più "scalini": 8 anziché 6, aggiungendo lo 0 in basso e il 40 in alto. Lascia pure perdere gli aggettivi che vengono usati per descriverli, sono abbastanza arbitrari e risentiranno anche di difficoltà di traduzione eccetera.

A parte quei due estremi le due scale si equivalgono, e infatti per tutte le CD delle cose "quotidiane", che ben di rado superano 20, puoi tranquillamente non fare differenze tra le edizioni 5 e 3.5. Parlo di compiti come arrampicarsi su un albero, scavalcare una staccionata, domare un cavallo, intrattenere un pubblico.

Per quanto riguarda invece le sfide vere e proprie, cioè la CD delle trappole, delle capacità dei mostri, e di certi ostacoli davvero pericolosi che si possono trovare all'avventura, ti consiglio di andare in base al livello.

Se sai per quale livello di personaggio era pensata quella CD, la cosa migliore da fare è prendere un PG-tipo di quel livello, in 3.5, guardare che probabilità avrebbe avuto di superare la CD, poi prendere un PG analogo della 5e e scegliere una CD tale che quel PG analogo abbia la stessa probabilità di successo.

Un punteggio di abilità in 3.5 aumenta di 20 punti nel corso dei 20 livelli, mentre in 5e aumenta solo di 4 punti, una differenza sostanziale; per questo è importante non andare troppo in alto. In modo molto rudimentale, se la CD di una prova di abilità è superiore a 12 potresti dire che la nuova CD è 12 + (la vecchia CD - 12)/5, arrotondando per eccesso. Per cui, un CD 24 in 3.5 diventerebbe un CD 15 in 5e.

Un buon tiro salvezza in 3.5 aumenta di 10 punti nel corso dei 20 livelli, mentre in 5e aumenta solo di 4 punti. Inoltre i tiri salvezza "scarsi" (senza competenza) in 5e non aumentano affatto, mentre in 3.5 aumentano anche se più lentamente. In modo molto rudimentale, se la CD di un tiro salvezza è superiore a 10 potresti dire che la nuova CD è 10 + (la vecchia CD - 10)x2/5, arrotondando per eccesso. Per cui, un CD 24 in 3.5 diventerebbe un CD 16 in 5e.

 

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Innanzitutto grazie per la giga spiegazione. Comunque nel mio caso attuale sto cercando di convertire alcune regole homebrew per la gestione del tempo atmosferico. Per alcuni eventi particolarmente violenti ci sono alcuni TS da effettuare per i giocatori. Quindi il problema sta proprio nel fatto che io non ho idea della "difficoltà originale" perché penso che siano delle CD abbastanza generiche, anche per questo ho cercato di capire il manuale base della 3.5 come definiva la "scala" delle CD.

Per quanto riguarda i calcoli penso che mi saranno molto utili! Quindi grazie mille ^^

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24 minutes ago, CyberMindF said:

Innanzitutto grazie per la giga spiegazione. Comunque nel mio caso attuale sto cercando di convertire alcune regole homebrew per la gestione del tempo atmosferico. Per alcuni eventi particolarmente violenti ci sono alcuni TS da effettuare per i giocatori. Quindi il problema sta proprio nel fatto che io non ho idea della "difficoltà originale" perché penso che siano delle CD abbastanza generiche, anche per questo ho cercato di capire il manuale base della 3.5 come definiva la "scala" delle CD.

Per quanto riguarda i calcoli penso che mi saranno molto utili! Quindi grazie mille ^^

Trattandosi di homebrew, puoi anche "saltare un passaggio" e decidere, a tuo giudizio, a che "livello di sfida" deve corrispondere ognuno di quei violenti effetti atmosferici. Poi guardi il tipico valore di TS di un PG di quel livello, e imposti la CD di conseguenza (per esempio, in modo tale che un 8 sul d20 permetta, a quel livello, di superare il tiro). Raccomando di non superare 20, se non in casi davvero eccezionali, perché per chi non ha proficiency il valore di tiro salvezza potrebbe benissimo essere un +1 o +2 anche al 20° livello.

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Ah ok perfetto capisco, ma penso farò qualcosa impostato ad un livello medio, così che un personaggio di livello basso abbia "paura" a fare qualcosa durante un violento temporale o che comunque avverta il pericolo, mentre magari un livello medio può essere anche semplice, e un livello alto può semplicemente ignorare quella roba ahaha

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    • By Hero81
      In tutti i romanzi fantasy degni di questo nome i combattimenti sono insaporiti da eventi casuali che ne influenzano, a volte anche pesantemente, l'esito.
      Un guerriero, durante la carica, solleva il classico polverone che infastidisce gli altri combattenti.
      Un corvo gracchia disturbando il mago impegnato a lanciare un incantesimo devastante....e cosi via, potrei continuare a lungo.
      Come simulare tutto questo al tavolo?
      Con la meccanica dei capricci del fato!
      La meccanica è molto semplice.
      All'inizio di ogni round, prima di fare qualsiasi altra cosa, il master lancia un dado.
      La taglia la decide lui: tanto è più grande, tanto più sarà importante l'effetto del capriccio.
      Se il risultato del dado è pari esso va ai giocatori, se è dispari va al master.
      Durante il proprio turno un PG (se il dado è finito ai giocatori) o un PNG (se è finito al master) può spendere il dado del fato tirandolo per aumentare o diminuire qualsiasi variabile casuale che lo riguardi....si: anche i danni da lui inflitti o subiti. O i tiri per colpire. O i tiri salvezza. In definitiva: quello che vuole. Il dado cosi speso è andato per sempre: non è riutilizzabile.
      Opzione 1: i capricci del fato non vanno spesi turno per turno ma si possono accumulare in un pool. Ci saranno quindi due pool: uno ad uso del master ed uno ad uso dei giocatori.
      Opzione 2: alcune meccaniche potrebbero fare riferimento ai capricci del fato. Ad esempio i guerrieri potrebbero aumentare la taglia del dado prima di spenderlo. Questo per rappresentare il fatto che un bravo guerriero sa volgere a proprio vantaggio e trarre grande beneficio anche da eventi casuali apparentemente insignificanti.
      Che ve ne pare?
       
    • By Aramyl
      Buongiorno a tutti,
      sono un master qualunque, abbastanza navigato in d&d 3.5 e 5e, ma c'è una cosa su cui non sono mai riuscito a formare un mio pensiero: come narrare i combattimenti. In particolare i miei dubbi nascono dalla definizione di "punti ferita" espressa nel manuale del giocatore a pagina 196:
      Leggendo quanto sopra reputo che venire colpiti, e quindi perdere punti ferita, non implichi necessariamente essere feriti, ma possa anche significare che si è "speso" parte della propria fortuna o che il proprio morale è stato danneggiato da un colpo nemico andato a segno.
      Personalmente adoro questa interpretazione, che non si vincola a regole ferree e che trovo più credibile: non sarebbe coerente, dal mio punto di vista, che un personaggio di livello 10 possa sopportare più ferite di un personaggio di livello inferiore.
      Fin qui tutto rose e fiori, ma in un combattimento un tiro per colpire andato a segno deve colpire, deve superare l'armatura, deve sopraffare le capacità di schivata del bersaglio e quindi infliggere una ferita. O almeno questa è la mia prima impressione.
      Da qui nasce la mia domanda: come narrare un colpo andato a segno? Se un lupo si lancia all'attacco e supera la CA del mio guerriero, ho l'impulso di raccontare che le sue zanne si sono infilate nell'attaccatura dei suoi bracciali e hanno lacerato la pelle del valoroso avventuriero, ma questo va in conflitto con quanto scritto all'inizio di questa discussione, poiché (e ripeto) perdere punti ferita non può corrispondere sempre a subire una lesione. Vorrei quindi chiedervi, quali altre possibili vie ci sono per narrare un tiro per colpire positivo? Come rendete attraverso le parole quella "spesa di fortuna", o quel danno non fisico portato da un'offesa nemica senza tradire il fatto che l'attacco ha superato le difese del bersaglio?
      Grazie in anticipo per il vostro tempo e per le vostre opinioni ^^
    • By Hero81
      Ciao a tutti,
      ho scritto questo piccolo file per giocare a Rolemaster senza le tabelle: ispirato alle Express Addenda Issue 3. (Un'espansione di Rolemaster Express)
      Provai a pubblicarlo sul forum ICE ma non mi hanno dato l'imprimatur.
      Un comportamento strano: all'inizio si erano detti interessati.....poi non si sono fatti più sentire.
      Forse è stata colpa dell'inglese... mmmh...imperfetto ma tant'è: mi sembra un peccato che marcisca sul mio hard disk per cui lo condivido qua.
      Chissà che qualche appassionato di questo antico regolamento non mi dia un parere.
      Ho aggiornato il file causa errore nella versione precedente.
       
       
      Rolemaster Hack (3).pdf
    • By Keyn
      Salve è da un pò che sto lavorando a questo contenuto homebrew, si tratta di un Giuramento sacro per la classe del Paladino per D&D 5° edizione.
      Inizialmente l'idea era quella di creare un archetipo che si concentrasse sul combattere draghi e creature simili (il nome iniziale era giuramento dell'Ammazzadraghi). Ho bocciato quest'idea quasi subito poiché portava l'archetipo ad essere nulla di più che un paladino Giuramento di vendetta incrociato con un ranger. Di questa idea l'unica cosa che rimane è il collegamento con i draghi ma il flavour è estremamente diverso rendendolo più simile a quello che potrebbe essere un paladino di bahamut o di Tiamat (o qualsiasi altra divinità di natura draconica) I dettami infatti sono molto liberi e non favoriscono un particolare allineamento rispetto ad un altro.
      L'archetipo è quasi completo e per come si presenta ora credo possa tranquillamente essere utilizzato in una campagna, tuttavia sono convinto che possano essere apportati ancora alcuni aggiustamenti per renderlo meglio equilibrato
      Di seguito il pdf del giuramento, se avete qualche suggerimento fatemi sapere
      Giuramento del Dragone.pdf
    • By Hero81
      Ciao,
      ogni master ha le sue varianti sui riposi, il manuale ne suggerisce alcune.
      Per la mia prossima campagna stavo valutando le seguenti.
      Tre categorie in vece delle solite due:
      Breve (30 min): non si recuperano punti ferita, nessuna modifica alle abilità che consentono di recuperare slot ogni riposo breve.
      Lungo (8 ore): si tirano i dadi vita, si recuperano tutti gli slot.
      Esteso (1 settimana): si recuperano tutti i punti ferita, i dadi vita e gli slot.
       
      Che ne pensate?

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