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The Dungeon Master
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Bah, proviamo. Mai fatto poesia.

 

 

Così, per cazzeggiare, ho scritto una piccola poesia in verso libero. Tra l'altro è come un concept di una creatura.

È cortissima. 

Se volete usatela nelle vostre campagne.

 

 

Alcune considerazioni mentre scrivevo, quello che FeAnPi scrive sul suo blog. Saltatele pure.

- Il verso libero è una delle invenzioni progressiste più combinatoriamente stimolanti dai tempi dell'abolizione della schiavitù. Non ci sono assolutamente possibilità di dire quello che vuoi dire nel modo che vuoi dire se devi stare a pensare al giambico, esametrico, rima incrociata ABBA. Nessuna lingua è sufficientemente abbondante da permettere che uno riesca a combinare proprio la metafora che vuole mettendola in rima e pensando alle sillabe (e sì, anche io ho studiato Dante e lo ritengo un mostro tecnico).

E qual è il vantaggio? Il vantaggio è basso e per roba gerarchicamente non importante (la bellezza ritmica, ma per piacere!! Tra l'altro deriva mi pare da roba tipo per recitarla meglio, comunque roba che non serve). A me non piace pensare così, mi piacerebbe poter mantenere la tradizione, ma davvero questa è una eccezione troppo utile. 

- Scrivere poesia cosa più utile al mondo per parlare meglio, per improvvisare, per chiarificare i concetti, per ragionare meglio, per argomentare meglio e che voi ci crediate o meno per fare migliori battute (uno anziché andare ad esercitarsi su battite etc. fa poesia ed è panacea). Effetto immediato e visibilissimo nei primi 20 minuti in cui ti sforzi di fare associazioni libere e metafore, utilizzare verbi e aggettivi in maniera jazzistica diciamo, etc.

 Lo status di arte superiore stra, stra. Meritato.

Non pensavo, una delle cose più potenti e scientificamente efficaci che ho mai visto. Vi prego di credermi. Penso di continuare nel microscipico tempo libero che ho.

- Effetti speciali e illustrazioni del fantastico (Fantasy, Sci - Fi, New Wierd, etc.) contengono più poesia di altro (filastrocche di Pascoli etc.). 

- Il ricorso a parole auliche e altri strumenti di bassa lega (allitterazioni, etc) ti vien voglia proprio esattamente preciso il momento quando non hai niente da dire. Poi non si è capito perché non ho mai letto di una gerarchia delle figure retoriche. Immaginate: i Veda potevano essere i Veda se fatti di sole allitterazioni anziché di metafore? 

- Secondo me c'è un particolare meccanismo "a trappola" prociclico in cui se non hai niente da dire, a causa dei vari pregiudizi storicamente stratificati che bisogna avere qualcosa da dire o che l'arte sia qualcosa che debba incanalare emozioni (romantico), punti di vista (relativismo), nevrosi (psicoanalitico) continui a non aver niente da dire.

 Immaginiamo uno che inizia a scrivere da adolescente senza che abbia incanalato nell'agganciare le compulsioni in teorie (tra l'altro questa è una cosa che richiede un bel po' di coincidenze). Dato il pregiudizio che debba avere qualcosa da dire, si sforzerà di farlo. Questo sforzo gli pregiudicherà la qualità rispetto al caso in cui faccia art pour art, perché si deconcentra e forma una immagine negativa di sé (a buon ragione, ma comunque è svantaggioso). 

Inoltre, e questa è la cosa importante, questa è la trappola, nel caso in cui inizi a formarsi qualcosa dentro di lui per cui si potrebbe arrivare a dire qualcosa, una nebulosa di inconscio diciamo, questa verrà usata immediatamente, e troppo presto, e non si raggiungerà mai una "massa critica" inconscia necessaria affinché qualcuno davvero abbia qualcosa da dire. Bisogna prima creare (o meglio è necessario che sia stato già creato in adolescenza) quel meccanismo di sublimazione in contenuti, e quello che voglio dire è che il pregiudizio romantico, la presa di coscienza del fenomeno, pregiudica la possibilità anche nel caso in cui later in life la "stella" si sarebbe potuta accendere. Bravi, è proprio quello che stavate pensando e proprio in questi termini: è come quando fai metacognizione sul fatto che stai facendo socialmente una brutta figura, l'inconscio si riempie e peggiorate la situazione.

 

----

 

Il titolo me l'ha consigliato il famoso Paulo Perugina sotto ispirazione della goliardia di Zappa, Feynmann e Bulgakov (che il titolo fosse davvero quello, non mi insultate per cortesia).

Quindi il titolo è goliardico. Questo a dispetto della comunque presenza di contenuti in questa poesia (per sovrabbondanza), ho cercato di non metterci neanche un PE e non dare via neanche un pazzo di anima. Ripeto, a dispetto di quanto sembri - ma se avete comunque un livello minimo per la sovrabbondanza di cui sopra - ho cercato di NON metterci contenuti anche se ce li ha. Qualche PE ci è finito comunque, ma quello che ho cercato di fare è fare una roba che non seria, un gioco (che poi è esattamente il contrario di quel meccanismo che ho detto all'ultimo punto). 

Bene.

 

 

 

                               LA MIA ANIMA

 

La mia anima è petali di titanio di luce,

 

(Avvolgo i pollini invisibili che chiamano l’uragano)

(Taglio l’aria con aria meno densa)

(Illumino di fantasmi elettrici i simpatici scheletri dei miei tentacoli)



 

E sui petali, tentacoli di spugna di fuoco.

 

(Sputo pece bollente di fodere elastiche di acido di oro celeste)

(Assorbo il fuoco d’attrito dei fossili di meteoriti di cotone)

(Conservo braci cardiache nel sottosuolo incandescente delle mie maschere)

 


 

E sui tentacoli, maschere di specchio di carta velina.

 

(Soffoco le stelle con nuvole di carbone ghiacciato)

(Ricevo l'immagine di me stesso che volevo dare: è lo scudo per conservare la mia forma)

(Mi sbriciolo e così mi autoimpollino)

 

 

Fine. Bella no?

 

La cosa bella è che la poesia è comprensibile, la spiegazione no.

 

Ci sta

Edited by Ian Morgenvelt
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  • Confused 1
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      «Un demone vermiglio/dentro me mi dà consiglio:/è gran periglio oltrepassare l’orizzonte e fare un miglio»/
      [nota: vermiglio = rossastro; periglio = pericolo]
      «Che dovremmo fare,/forse ritornare?/
      Vada come vada/siamo la setta della giada,/rimettiam piede nel regno e ci daranno il fil di spada…/passeranno al filo noi,/taglieranno gole e poi/la mia salma assieme a voi/sarà pasto d’avvoltoi».

      ______________
      il resto è qui su questo link con il font giusto.
      https://zuraar.wordpress.com/
      (è un blog gratis senza registrazione richiesta
      in cui spiego con una nota iniziale il cambio di tempo nell'ultimo verso di questa anteprima)
      Per ora sono 70 pagine (15mila parole),
      ma, 200 parole al giorno,
      arriverò a 80.000 parole (la lunghezza di un romanzo commerciabile medio)
      ______________
      Fatemi sapere se vi piace (è una lettura invernale, credo)
    • By Mitris
      Dell’era di Nimhior ivi si narra,
                                               quand’eran calde di sangue le spade
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      sporcava i cuori portandoli ad Ade.
      È tempo di uomini che cambian schiera
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      Che dal nemico sia stata trovata
       
      è grave, ora egli s’è fatto spavaldo.
      Il Creatore potrebbe essere ucciso
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      sa tal segreto di mistero intriso.
      Agli uomini dei più alti e altri mondi
      il sapere come un fiore è reciso.
       
      Inutile il pensar dove non sondi.
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