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Janice


Uriele
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Janice

Soundtrack: 

La luna è velata da una spessa coltre di nubi cineree. Di tanto in tanto si affaccia per illuminare malinconicamente, la radura erbosa circondata dalla boscaglia. Il gigantesco tronco di quercia, tagliato alla sua base, sporge dal terreno e sostiene, come un altare, un ampio calice di ottone ancora vuoto. Sullo sfondo un monolítico casolare diroccato.

Due fuochi ardono alimentati da arbusti secchi, accatastati a mò di pire ai lati dell’altare.

Cinque figure, col volto coperto dal cappuccio della loro nera cappa, si ergono, braccia levate, di fronte alla presenza di quello che sembra essere un corpo femminile, le cui curve sinuose sono appena visibili attraverso la tunica semitrasparente. Una maschera di donna, color alabastro, fissa i seguaci che intonano una lenta litania ondeggiando rítmicamente il loro busto in un’estatica danza. Poi la sacerdotessa si volta, e solo allora ci si rende conto che in realtà, fino ad allora, stava dando le spalle. Un’altra faccia alabastro si rivolge ora ai fedeli. In mano stringe un pugnale rituale. I canti crescono di intensità.

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Janice

Questa notte è la mia notte. Ogni notte è la mia notte, e ora ho il pubblico per dimostrarlo. Quei canti sono per me. Quella danza è per me. Per quelle donne sono come una dea, ed è vero. Sono un simbolo, sono un tramite, sono una delle figlie della Megera, della Madre dei Mostri. Non ho bisogno di girarmi per sapere che gli sguardi delle mie accolite sono puntati su di me, e solo su di me.

Questo è quello che vuol dire essere una vampira. Non è essere dannati da un Dio, non vuol dire essere una creatura della notte. Siamo dei, uno dopo l'altro, nel nostro piccolo. La Bestia è barlume divino. Mentre mi volgo verso le mie protette, non posso che pensare a quei Fratelli che negano quella parte di loro. Il mio sguardo di disgusto e disapprovazione rimane occultato dalla maschera. Quella maschera bifronte utile ad altro, oltre a rendere il rituale più vero. Più intimo.

Alzando la lama sopra la mia testa con entrambe le mani, mi unisco al coro rituale. Quindi apro il palmo destro, e disegno una lunga linea per tutto il braccio, fino alla piega del gomito. Il Sangue, la Vitae è tutto ciò che siamo. Il resto sono menzogne. Lascio sgocciolare lentamente il sangue nel calice, muovendo lo sguardo verso ciascuna delle mie protette. Sì, fanno parte di un culto. Sì, potrebbero essere in qualsiasi altro posto al momento e stare meglio, invece hanno scelto me. Sanno che con me e solo con me sono al sicuro. Non ho intenzione di mentire... a volte le ritengo una famiglia. Una Accolita senza discepole non è nessuno. Un Dio senza fede non è che un idolo in legno.

Con il braccio con cui reggo il pugnale faccio loro cenno di avvicinarsi a me. Non smetto di cantare, e loro sanno che non è il momento di smettere di danzare. Quando il loro sangue si unirà al mio, quando la divinità si fonderà con la fede, è questo il momento in cui avvengono i miracoli.

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I mortali, in quello stato di estasi, continuano a danzare ed avanzano. Si stringono attorno al calice e, ognuno col il proprio pugnale rituale, si recidono il palmo della mano con un lungo taglio lasciando che il sangue fuoriuscito coli dal pugno serrato dentro al recipiente, mischiandosi e corrompendosi con la tua vitae. Le alte fiamme riscaldano la notte e rendono le ombre più nette e dure, dando un tratto di demoniaco ai volti dei cultisti.

Ormai il calice è pieno del loro sangue.

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Janice

Con la mano libera, e ancora sporca di sangue, indico in modo solenne l'ultima delle cultiste ad essersi avvicinata a me. Le prendo il mento tra due dita, molto delicatamente. Le mie unghie sono sporche di sangue. "Stanotte, come ogni notte, ti trovi al crocevia tra vita e morte, là dove si nascondono le verità più fastidiose, più ignorate dai mortali. Rivelati a noi, togliti queste vesti. È la tua grande occasione. Parla, dicci ciò che più vuoi sapere nel profondo della tua anima. La dea, e noi in suo nome, ti garantiamo la conoscenza." La mia voce è ferma, ma amorevole. È questa la chiave per mantenere un culto: fermezza, rispetto e amore. È un equilibrio delicato e malato, ma tutte noi ce ne nutriamo senza fiatare.

La lascio andare prima che possa rispondermi, volgo le spalle alle cinque e mi inginocchio davanti all'altare. Porgo il pugnale a terra, e apro le braccia fino alla loro massima estensione, portando lo sguardo in direzione della luna. "Dea, accogli la venerazione della tua protetta. Noi viviamo in te, il nostro sangue un semplice riflesso della tua immensa feconda divinità. Permetti noi di guardare tramite i tuoi occhi la verità primordiale negataci da queste imperfette spoglie mortali. Dacci il Nulla da cui veniamo, il Nulla di cui portiamo i segni, e il Nulla in cui mai torneremo."

Riprendo il pugnale con la mano già insanguinata, e con accuratezza traccio il simbolo alchemico del sole sul palmo rimasto finora intoccato. Termino l'opera iscrivendo un occhio molto approssimativo al centro del sole. La preziosa Vitae che sgorga dal disegno sarà altro nettare per il rituale della notte. Metto le mani a coppetta e verso il mio sangue nel calice, ormai praticamente pieno.

Spoiler

Vorrei tentare il rituale Crùac di Divinazione, spendendo 2 Vitae totali (quella per l'attivazione, e un'altra per aumentare i dadi per il tiro). Lascio alla cultista decidere cosa divinare, sempre se vuole divinare.

 

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La cultista torna verso il primitivo altare. In mano stringe una ciocca dei suoi stessi capelli corvini e lucenti. Mia oscura Dama. Dimmi della mia salute, ti prego. Vedi qualche grave male nel mio futuro?". La donna parla con voce tremante. Sembra infervorata e allo stesso tempo preoccupata.  

Spoiler

Hai 3 domande da poter fare per la divinazione

 

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Mi alzo in piedi, inginocchiandomi di fronte a lei. Piego il capo. "Così sia." Le rivolgo le spalle, e immergo il volto, noncurante della maschera, nel sangue e nel Vuoto del calice, reggendolo con entrambe le mani. Resisto al pensiero di bere: quel sangue ora è sacro, e non è più parte di me. È un'offerta alla Madre. Mi concentro. chiudo gli occhi. Ci sono solo il Vuoto e la Madre nella mia mente.

Con uno slancio mi scosto dal calice. Aspetto che il sangue rimastomi addosso copra le mie vesti e le mie carni. Con il pollice destro mi disegno una linea sulla maschera frontale, che interseca entrambi gli occhi. Mi avvicino alla mia cultista, e con l'altro pollice faccio lo stesso sul suo volto, prendendolo ora con tutta la mano su cui ho tracciato il simbolo.

La sua è una richiesta stupida. Anzi, più che stupida, è da mortale. Non la disprezzo più di tanto: anche io nel suo stato vivente avrei fatto probabilmente lo stesso. Ma ci sono cose molto più importanti nella vita. Non la punirò, non ora. Dovrà imparare da sola.

Spoiler

- La cultista ha qualche malattia/tumore al momento?
- Di cosa morirà?
- Sarò io la causa diretta o indiretta della sua morte?

Queste domande non copriranno tutti i buchi, ma in fondo la cultista non sa cosa so. Sapere se il culto va epurato, e se la cultista è salvabile ora, è più importante.

EDIT: Approfitto per aprire un minuscolo portale verso il Vuoto. Se possibile, direttamente nel calice.

 

Edited by SNESferatu
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Il sangue sembra vorticare e all'interno del vortice un pozzo senza fondo. L'abisso che conduce al vuoto assoluto, dove la verità oltre la realtà giace. 

Nel vuoto odi il lento e pulsare di un cuore in perfetta salute che poi accelera d'improvviso in un ritmo ansiogeno. 

Le ombre impenetrabili si condensano per dar vita ad un'immagine. L'interno di un'auto; l'immagine della donna riflessa nello specchietto con il volto contorto in un grido disperato di puro terrore; le mani vincolate da qualcosa, impossibilitate a muoversi. Il parabrezza che si avvicina inesorabile e a gran velocità ad un palo. Tutto cessa l'istante prima dello schianto.

Nello specchietto in frantumi, seduta nel sedile posteriore, l'ombra di una figura stranamente familiare, triste, trasudante malinconia. Resta, anzi, RESTI, impassibile nel silenzio.

Recuperi la tua coscienza che veniva sempre più attratta dal vortice del vuoto, portandoti con te quella profonda malinconia che ti attanaglia il cuore e ti pesa sullo sterno. Questa sensazione sta diventando ormai la tua amante, quasi la brami come il tossico che brama l'inquietudine e la depressione indotta dall'eroina.

Degli improvvisi gridolini di spavento ti riportano alla realtà. I tuoi cultisti indietreggiano stringendosi l'uno all'altro mentre, una piccola creatura di ombra ed zampette simile a quelle animali, vomitata dal vuoto primordiale, avanza verso di voi in maniera strana. Sembra rotolare con movimenti dinoccolati degli svariati arti.

 

Edited by Uriele
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Se solo le mie ragazze potessero vedere il mio volto ora. La maschera è una protezione, non è tutta scena. Quando Nietzsche diceva che a guardare troppo nell'abisso bisogna stare attenti, perché poi l'abisso può ricambiare... be', aveva ragione, solo che nel mio caso è letterale. È inebriante, nella sua oppressione. È come se tutte le mie emozioni venissero spazzate via, lasciando una neutra abulia. Non è semplice tristezza, men che meno è depressione. È assenza di. È il Vuoto.

Vorrei prendere il volto di quella ragazza tra le mani, abbracciarla. "La tua salute sarà buona, molto buona" vorrei dirle. Non le starei nemmeno mentendo: letteralmente sarebbe proprio così. Fino al momento dello schianto, si intende. Devo fare qualcosa, devo preparare qualcosa. Ma non è il caso di spaventarla ora.

Prima che possa continuare a pontificare, il mio indisciplinato culto mi fa notare che abbiamo compagnia. Sorrido, un sorriso vuoto, dietro la maschera. "Non ti muovere, servo dell'abisso!" gli intimo, indicandolo con una mano ancora gocciolante sangue. Mi volgo verso le mie discepole. "Non c'è nulla di cui avere paura. Tutto ciò che vedete è naturale. Questa creatura può sembrare orribile, ma anche lei è tra i protetti della dea. Fa parte del nostro mondo, come noi e voi." Faccio cenno alla creatura d'ombra di avvicinarsi a me usando due dita. Gli indico una spalla. "Vieni qui, non c'è nulla da temere neanche per te."

Spoiler

Domandina, sempre se possibile: la mia cultista era alla guida, o sul sedile accanto?

 

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14 ore fa, SNESferatu ha scritto:

Se solo le mie ragazze potessero vedere il mio volto ora. La maschera è una protezione, non è tutta scena. Quando Nietzsche diceva che a guardare troppo nell'abisso bisogna stare attenti, perché poi l'abisso può ricambiare... be', aveva ragione, solo che nel mio caso è letterale. È inebriante, nella sua oppressione. È come se tutte le mie emozioni venissero spazzate via, lasciando una neutra abulia. Non è semplice tristezza, men che meno è depressione. È assenza di. È il Vuoto.

Vorrei prendere il volto di quella ragazza tra le mani, abbracciarla. "La tua salute sarà buona, molto buona" vorrei dirle. Non le starei nemmeno mentendo: letteralmente sarebbe proprio così. Fino al momento dello schianto, si intende. Devo fare qualcosa, devo preparare qualcosa. Ma non è il caso di spaventarla ora.

Prima che possa continuare a pontificare, il mio indisciplinato culto mi fa notare che abbiamo compagnia. Sorrido, un sorriso vuoto, dietro la maschera. "Non ti muovere, servo dell'abisso!" gli intimo, indicandolo con una mano ancora gocciolante sangue. Mi volgo verso le mie discepole. "Non c'è nulla di cui avere paura. Tutto ciò che vedete è naturale. Questa creatura può sembrare orribile, ma anche lei è tra i protetti della dea. Fa parte del nostro mondo, come noi e voi." Faccio cenno alla creatura d'ombra di avvicinarsi a me usando due dita. Gli indico una spalla. "Vieni qui, non c'è nulla da temere neanche per te."

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Domandina, sempre se possibile: la mia cultista era alla guida, o sul sedile accanto?

 

 

Spoiler

La cultista era alla guida ma non sembrava padrona della vettura. Le mani non erano sul volante.

La creatura del Vuoto, obbediente, prima si ferma poi torna a muoversi come tu gli hai comandato.

In pochi istanti la situazione degenera

Spoiler

 

Ti accorgi che dalla vegetazione boschiva in fondo alla radura, proprio di fronte al casolare, diverse ombre ne escono di corsa, sembrano impugnare qualcosa, alcune tengono le mani congiunte davanti al busto e si muovono in perfetto sincrono. Sembranpo avere tutti una divisa ma non sapresti dire, da questa distanza, cosa esattamente siano.

Spoiler

Gli uomini, una mezza dozzina, sono ad una 50ina di metri da voi e si avvicinano rapidamente.

 

Edited by Uriele
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Ospiti. Generalmente non ho ospiti. Non ho molto tempo per reagire, e la malinconia del Vuoto non mi è certamente utile ora. Mi metto tra questi invasori e le mie protette, voltando loro le spalle. "Mettetevi al riparo! Non sparpagliatevi, scappate in gruppo!" dico loro con tono autoritario, spandendo l'aura di terrore dei miei fratelli e sorelle Spettri. Non mi interessa nulla di me, e forse è sempre il Vuoto a pensare al mio posto, ma loro devono mettersi in salvo, qualsiasi cosa sia. I miracoli del mio sangue serviranno a dare il giusto "via" alla loro fuga.

Non degnandomi di guardare la reazione delle mie discepole, faccio qualche passo verso quello che ho ritenuto essere un pericolo, con la mia progenie d'ombra ancora saldamente sulla spalla. Le sussurro di nascondersi nelle mie vesti, per quanto possibile sotto i miei capelli.  Impugno saldamente il pugnale dietro la schiena. Accolgo queste misteriose figure con un sorriso sardonico stampato sul volto, che purtroppo non possono vedere, ed estendendo il braccio libero disegnando un arco davanti a me. Aspetto.

Spoiler

Attivo Dread Presence.

 

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Un'aura di inquietudine e sconforto si abbatte sugli "intrusi" che si rivelano essere carabinieri, guidati da un uomo in borghese.

Avvicinandosi a te il loro incedere si fa più lento ed incerto, come se l'aria si facesse più densa e difficile da attraversare. L'uomo in borghese ti punta l'arma contro; una Beretta 92 nera come la notte. Voi 3, catturate gli altri. Tu mani ben in vista...tutte e due..ora!!! La sua voce è quella di colui che è aduso al comando ma manca dell'energia che ci si aspetterebbe. Sembra piuttosto stia recitando una parte di cui non è convinto. Probabilmente il senso strisciante di paura che lo attanaglia gli sta afflosciando le gambe. Sembra che sorreggere quella pistola sia diventato uno sforzo disumano. I tre carabinieri, d'altro canto, non se lo fanno ripetere due volte e ti superano per rincorrere i cultisti in rotta verso la boscaglia. 

Altri 2 agenti fiancheggiano invece il loro comandante. Il loro respiro è affannoso.

Edited by Uriele
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Lascio cadere il pugnale alle mie spalle. Metto bene in vista entrambe le mani, con il sangue che ancora scorre lungo la mia pelle. Faccio uno, due passi, mettendo il più possibile in vista le mie gambe. "Mi spiace, non capisco cosa ci sia di illegale in quello che stiamo facendo. Nessuno si sta facendo male... non crede?" dico, mentre scorro una mano lungo il ventre. So l'effetto che ha la mia voce sulle persone. Ne posso già vedere gli effetti, ma con le forze dell'ordine non conviene. Hanno il pessimo difetto di tornare più volte quando uno dei loro sparisce dalla circolazione. E quando hanno troppa paura, il grilletto parte facile. Non è un problema per me. Certo, lo sarebbe se mi sparassero in testa e non mi succedesse niente... è accaduto, una volta. All'epoca c'era il mio sire a mettere a risolvere questi incidenti. L'importante è che riesca a prendere tempo per le mie ragazze.

Modulo quindi più che posso la mia voce. La rendo dolce, sensuale, melliflua. Quegli uomini si sentiranno ancora come degli insetti di fronte a me, ma in questo caso non sarei un piede pronto a calpestarli. Sarei la loro ape regina.

Spoiler

Provo a usare la mia Aura del Predatore, nel caso specifico la Bestia Seducente. Probabilmente confonderò questi poveri uomini tra paura e desiderio, ma c'est la vie.

EDIT: Mi sono dimenticato: ovviamente il bersaglio sarebbe l'uomo in borghese.

 

Edited by SNESferatu
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Casolare.thumb.jpg.cc9cf78b64baad58cd43ad6727287b20.jpg

Il mortale osserva il sangue sul tuo avambraccio, ma sembra ancor di più ipnotizzato dalla tua mano sul ventre. 

Io... io...Io eseguo solo gli ordini. In centrale faranno i dovuti accertamenti. abbassa l'arma. Il suo respiro è più profondo; brama qualcosa che non osa chiedere. Gli altri due militari restano immobili, ancora visibilmente agitati. 

Brigadiere andiamo, non perdiamo altro tempo con questa folle. Questo posto mi mette i brividi cavolo! Interviene uno dei due.

Silenzio risponde stizzito il brigadiere. Poi sospira  ...si... hai ragione andiamo. Raccogliete il pugnale e portatela alla macchina.

I due agenti ti si portano ai fianchi e ti intimano di seguirli, rinfoderando le loro armi ed estraendo le manette. Sai che non possono incriminarti non avendo fatto nulla di illegale. Ma rimane comunque un problema attendere l'alba in una centrale dei carabinieri. Inoltre come facevano a sapere dove foste?! Scegli attentamente i luoghi di ritrovo per le tue celebrazioni, soprattutto sapendo le rigide leggi dell'Arcivescovo. Per questo le tue pratiche si svolgono sempre fuori dai confini della città.

Nel frattempo vedi le luci delle torce delle forze dell'ordine all'inseguimento dei cultisti fuggitivi, che filtrano dalla vegetazione boschiva in fondo alla radura. Di tanto in tanto una voce rimbomba intimando l'alt. 

Radura.thumb.jpg.142b4fe80cd54c8b71aafd6bc86b5474.jpg

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Sospiro, sperando che dietro la maschera nessuno possa sentirmi. Ho una reputazione da difendere, anche se in manette. Potrei farli fuori tutti. Tutti. Non ci vorrebbe assolutamente niente. I mortali sono fragili. Penso alle mie protette... in realtà, non cambierebbe molto per loro se li uccidessi tutti. Non sono complici. Non hanno nulla da temere. Ma per questa volta proverò ad agire in maniera più intelligente, almeno rispetto al solito. Se mi succede qualcosa dopo che sono state catturate, come man mano sento... sarebbero libere. Non ci sarebbe alcuna associazione.

Smetto di resistere. "Non ho nulla da nascondere, portatemi pure in centrale. So che state solo facendo il vostro lavoro." Uno di loro, questo brigadiere, è praticamente nelle mie grinfie. Per gli altri... c'è tempo. In fondo, sono loro che hanno deciso di fare un viaggio in macchina da soli con una vampira, no?.

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Ti conducono attraverso la radurra verso il sentiero sterrato che porta al casolare. Camminate per buoni 5 minuti inoltrandovi nella boscaglia fino ad arrivare a 3 macchine dei carabinieri poste di traverso per occludere il passaggio. Due macchine sono vuote. Appoggiati alla terza stanno altri tre militari che si drizzano non appena vi vedono emergere dalla nebbiolina oltre la curva. 

Levategli la maschera e perquisi ...no... lasciate stare. Faccio io. Voi salite

I due carabinieri si guardano perplessi. Fanno spallucce e salgono in macchina. Il brigadiere ti si avvicina soppesando ogni passo. Lentamente porge le sue mani verso la tua maschera....

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Prima ancora che possa toccare la maschera, concentro il potere del mio sangue Nosferatu. La mia voce è ora perfettamente al 50% un cocktail di sensualità e terrore. L'uomo avrà sogni davvero strani stanotte. Se arriverà a stanotte. "Brigadiere mi scusi, ma... le sue mani! Cosa le è successo? Non vede che sono tutte insanguinate? E questi tagli?" dico da dietro la maschera. Non voglio la tocchi. Non voglio veda i miei occhi.

Questo è solo uno dei tanti scherzetti del mio clan. Posso, man mano, distruggere la realtà altrui. Purtroppo, per ora piccole illusioni sono tutto quello che posso fare: il mio sire poteva davvero uccidere con uno sguardo. Ci arriveremo.

Faccio sì che il brigadiere, e solo il brigadiere, veda sulle sue mani decine di profondi tagli, da cui sgorga copiosamente sangue. Non voglio che gli altri pensino sia colpa mia: mi serve solo un diversivo.

Spoiler

Attivo le illusioni di Dread Presence, con bersaglio solo il brigadiere. Ovviamente il brigadiere non sente dolore da queste ferite. Sono troppo giovine e inesperta per andare oltre 😬

 

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Il brigadiere ferma le sue mani, ormai all'altezza dei suoi occhi, ed inizia a tremare nel vedersele completamente insanguinate. Grosse ferite e tagli sul dorso. Si ritrae con un gridolino quasi femminile portandosi ambo le mani, congiunte e strette l'una sull'altra, attaccate al ventre, piegandosi leggermente come se sentisse un male indicibile. Che diavolo...cosa cavolo... non riesce neanche a concludere una frase.

I tre carabinieri sulla terza vettura si guardano e si avvicinano: Brigadiè...state bene? Che avete?

Poi nel riguardarsele si ferma e rimane sbigottito. Non risponde. La sua mente cerca di dare un senso a tutto. Ora le sue mani sono nuovamente intonse. Poi alza lo sguardo verso di te: tu....tu cosa diavolo hai fatto?

I tre militari sempre più perplessi.

Edited by Uriele
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Dannazione. Invece di ottenere tempo l'ho spaventato ancora di più... ma in modo troppo evidente.  "Io? Non capisco. Non ho fatto nulla. Avete dormito bene oggi? Questo posto può spaventa molto, molto facilmente. " Mentre dico queste parole, continuo a focalizzare la mia mente sulla mia ascendenza Nosophoros. Un urlo! Sì, un urlo di donna farà al caso mio. Devo distrarli. Tutti. No. No, non urlo di donna. Le mie cultiste sono tutte donne, penseranno sia una di loro, o, peggio, una vittima sacrificale.

Anche i bambini sono fuori. Proverò con un uomo. Se tutto va bene, penseranno sia uno dei loro.

Spoiler

Riuso l'applicazione di Dread Presence, creando l'illusione dell'urlo di un uomo. Contando che dura solo un paio di turni gli farei dire solo "Aaaa, aiutatemi, mi stanno sbranando". La voce viene da dietro le loro teste, il più in lontananza possibile da quanto concesso dalla Disciplina ma abbastanza da essere udibile (se non sbaglio il limite uditivo è proprio un urlo). Questa volta l'illusione vale per tutti i presenti.

 

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Un grido agghiacciante nella foresta fa voltare tutti i presenti all'unisono. Restano qualche secondo in ascolto.

voi due andate a vedere. Tu resta alla macchina ad aspettare che gli altri tornino con questi pazzi fanatici. 

due dei carabinieri alla terza vettura, sospirano per darsi coraggio e si avventurano, torcia e pistola alla mano, verso la boscaglia: alti e sottili tronchi che si innalzano in cielo, quasi perfettamente uguali, confondendosi nell'oscurità del cielo, reso più tetro dal fitto profilo delle fronde che lasciano filtrare ben poca luce. 

Il brigadiere e gli altri due agenti, già nella vettura, sono gli unici a rimanere li.

Edited by Uriele
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Bene, questa volta il sangue non mi ha tradito. Non posso sprecare la mia occasione. Se vedono i miei occhi, per quanto colmi di sangue, capirebbero che, per dirla in maniera gentile, qualcosa non va. E li dovrei uccidere. E sarà il Vuoto, sarà la bella notte, sarà che uccidere le forze dell'ordine generalmente non è una buona idea, ma voglio provare a evitarlo, almeno per oggi.

Appena io, il brigadiere e gli agenti in macchina restiamo da soli, prendo e corro verso gli alberi, in una direzione diversa da quella in cui ho trasmesso la mia illusione. Il mio scopo è di far perdere le mie tracce nel bosco. E anche se riuscissero a trovarmi, be'... uno contro quattro sarebbe impari, ma prenderli uno per uno sarebbe un giochetto.

 

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