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Cap.1, Un tempo di presagi.


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Capitolo Primo

Un tempo di presagi

 

 

Il fato o chi per lui vi ha condotto, ognuno seguendo la propria via, al centro del vecchio mondo, nella capitale dell'Impero. Castelfranco e' una citta' castello enorme, suddivisa in quartieri che diventano via via piu' poveri mentre ci si allontana dal suo fulcro e punto piu' alto. La fortezza della Luce, sede del governo e del Trono di Ferro. La citta, tagliata dal grande Fiume Argenteo, e' in fermento per il grande torneo annuale...

 

@Marco NdC

Khalya. Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Fuori dalle mura.

Era stata un alba chiara e fredda, la limpidezza dell'aria annunciava che si andava nel pieno dell'inverno. Vi eravate mossi al sorgere del sole, venti fra paladini e cacciatori di streghe, per andare a vedere una decapitazione. La tua prima da quando eri arrivata nella capitale dell'impero pochi giorni or sono. Il condannato era stato portato in un piccolo forte sulle colline, subito fuori le mura di Castelfranco, sapevi benissimo che questo non era un buon segno. Poteva esserci solamente un motivo se la condanna veniva eseguita in un luogo cosi' appartato e lontano dagli occhi del volgo, la corruzione del Caos. Ti saresti forse aspettata di vedere uno dei barbari del nord legato mani e piedi nella grande sala del bastione, con tatuaggi tribali e lo sguardo pieno di furore e pazzia, ma l'uomo che hai difronte, mentre seguendo l'esempio delle tue sorelle e dei membri degli altri capitoli, prendi posizione davanti al patibolo, e' un vecchio tutto pelle e ossa, non piu' alto di te e senza un orecchio, forse a causa del gelo. Ulfrig Karlsson, comandante del Capitolo dei Magli imperiali, e' in piedi accanto al condannato. E' l'uomo piu' imponente che tu abbia mai visto. La sua armatura e' ornata con libri sacri, croci al valore, pagine con incanti di protezione e la cappa bianca che ne copre le spalle, potresti giurare che risplenda di una luce propria. Il viso e' serio, spigoloso e severo. Sulla testa glabra posa la corona dei campioni della Santa Chiesa, indicandolo di fatto come uno dei guerrieri piu' abili di tutto l'impero. Con il suo unico occhio, blu come i mari del sud che conosci bene, trafigge il prigioniero come se potesse scavargli l'anima e vedere le sue colpe, mentre con voce profonda come se provenisse da un antro di una caverna recita un antica litania che ti suona familiare, dove l'hai già sentita? L'uomo piagnucola la sua discolpa, supplicando per la pieta' e giurando che non e' un servo del Caos. Cosa fai?

@cromagnon

Gorgo, Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Locanda sul Fiume, quartiere del centro.

<< Credetemi miei lord, e' il Torneo d'Inverno a provocare tutti questi problemi.. >>

La faccia normalmente rubiconda del proprietario della Locanda sul Fiume, dove soggiorni, Den Hammel, brillava piu' che mai alle prime luci che entravano dalle grandi finestre affacciate sul fiume che tagliava la capitale a meta', sudata come una rude escrescenza di carni vive strette tra l'orlo delle vesti e del cappello. I suoi occhi lanciavano scintille, i baffi dalle punte unte di cera pizzicavano nell'aria ognuna delle parole lanciate dalla sua energica bocca verso quelli che all'apparenza si trattavano di guardie cittadine.

<< Continuano ad arrivare cavalieri da tutto il reame e con ogni cavaliere arrivano anche due mercenari a cavallo, tre artigiani, sei armigeri, una dozzina di mercanti, due dozzine di puttane e piu' ladri di quanti oso immaginare. Solo la notte scorsa abbiamo avuto un annegamento, una rissa nella taverna di fronte, tre accoltellamenti, uno stupro, due incendi, rapine a non finire e addirittura una corsa di cavalli fra ubriachi lungo la strada del Corvo. E la notte prima, nella fontana dei Sogni giu' al porto, galleggiava la testa decapitata di una donna. Troppi, troppi stranieri. dico io.>>

Sei seduto a pochi metri da loro assieme a Grimni Barbargentea e suo figlio Roknir. Grimni era un caro amico di tuo padre ed un maestro fabbro di rinomata esperienza e capacita' che ogni anno compie viaggi lungo tutto il territorio imperiale per eseguire lavori su commissione, partecipare ai seminari tenuti presso le forge dei Primarchi, o come in questo caso, mostrare i propri lavori presso una delle vetrine piu' interessanti per chi s'interessa di armature. Il Torneo d'Inverno richiama cavalieri, guerrieri, artigiani, fabbri, armaioli e mercanti da tutte le contee, per cinque giorni di giostre e giochi d'armi per salutare l'arrivo del nuovo anno.  Quando hai saputo della sua partenza per la capitale hai pensato di sfruttare la cosa per lasciare la citta' nanica di Buzum-Dum. Suo figlio Roknir sta mangiando energeticamente la ricca colazione che avete sul tavolo, quando le lamentele dell'uomo attirano il suo sguardo di fuoco. Vi conoscete fin da ragazzi, conosci fin troppo bene il suo animo iracondo e la sua mancanza di giudizio. Che cosa fai?

 

@luisfromitaly

Wilfrido, inverno, Ciclo quinto, giorno 23. - Quartiere dei mercati alimentari, vicino all'ingresso est e limitrofo al quartiere elfico.

Alla luce arrossata del sole appena sorto, i cui raggi ardenti illuminavano la tela della tenda e infiammavano le tenute scarlatte dei cacciatori elfici, il cervo sul tavolo non sembrava morto. Il suo manto era caldo ed i suoi occhi vitrei riflettevano illusori una vita che non gli apparteneva piu'. Un umano alto quanto te ma molto, molto piu' grasso osservava la carcassa con finto riflettere. << Ve lo paghero' 20 argenti imperiali. >>

<<Utinu en lokirim (Figlio dei serpenti). Ve bene .>> Da quando avevi incontrato Arluin Eltairi, nelle grandi pianure dell'ovest, quella non era certo la prima volta che lo vedevi accettare pagamenti neanche lontanamente dignitosi per il lavoro che lui ed i suoi cacciatori facevano per i signorotti delle contee dell'impero. Ma era la prima volta che lo vedevi tanto indignato. Forse era perché quel cervo era veramente un bell' esemplare che avrebbe meritato almeno una moneta d'oro o forse perché la condizione degli elfi nella capitale era qualcosa di spaventoso. Segregati in un quartiere all'estremità delle mura, costretti a lavori sottopagati, condizioni di miseria e il disprezzo della maggior parte dei cittadini di Castelfranco. Mentre camminate per le strade fangose del mercato alimentare, dove i preparativi per il tornero d'armi ha creato un fervore ed un traffico notevole, portando con voi alcuni volatili e lepri da vendere, possibilmente ad un mercante piu' onesto, avverti qualcosa a cui non sei abituato. Nessun sguardo curioso o di paura che hai sopportato superando i piccoli paesi lungo la via, nessun schiamazzo beffardo o giudizio sussurrato. Niente di niente. Le persone ti ignorano, come se tu non esistessi. Sentirsi soli se pur circondato da individui, significa questo vivere nelle città?

<< Fermate quello sporco ladro!! >> Un grido sovrasta il vociare indistinto fra i banchi di frutta, grani, pesce fresco e carni maciullate, mentre vedi un ragazzo della tua razza, che non avra' ancora raggiunto i dieci* anni d'eta' correre fra la fiumara di persone inseguito da due uomini. Che cosa fai?

Spoiler

*Gli elfi crescono come gli umani fino intorno ai 18 anni, per poi rallentare la loro maturazione ed il loro invecchiamento potendo vivere per secoli. Sembra pero' che l'allontanamento dal mondo naturale e lo stretto contatto con gli umani abbia accorciato la vita degli esemplari che nascono, crescono e vivono all'ombra delle citta'.

 

Spoiler

Benvenuti, nella capitale del vecchio mondo, in cui si apre il nostro primo capitolo. Buon gioco a tutti ragazzi.

 

Castelfranco.jpg

 

Edited by Crees
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Wilfrido, cacciatore elfo

Vedo il ragazzo vestito di stracci correre non molto distante da noi: provo immediatamente pena per lui e decido  subito che voglio aiutarlo. Peccato che non possa corrergli dietro, sto ancora trasportando tutto il resto della cacciagione da venderere.

 In elfico dico quindi ad Arluin:                                   “Skaj’en! ( accidenti! ) è solo un poveraccio,  dobbiamo aiutarlo!”  ma tra me e me aggiungo: ‘...e spero che abbia rubato per sfamarsi perchè se invece ha rubato dei soldi...’   Aspetto che arrivino i due inseguitori e cerco di attirare la loro attenzione:

 “EHI! EHI! quel moccioso a me ha rubato una lepre! PER DI LÀ!” indicandogli una direzione diversa da quella intrapresa dal fuggitivo “mi sembra di averlo visto girare proprio dietro quel carretto di frutta e tornare nella vostra direzione. INSEGUITELO!”

 

 

Edited by luisfromitaly
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 Khalya, paladina di Yvet Lorne

Lo sbuffo vaporoso dalla bocca di Ulfrig Karlsson, sfida il freddo asciutto della sala, così come l’eco della sua litania sfida le resistenze del Caos, affinché si manifesti e pieghi secondo Giustizia e Verità.
L’ho sentita salmodiare spesso, estenuante ed inclemente, tra i templi dei Magli Imperiali. Probabilmente è questo il pungolo che estorce al vecchio la sua mendace supplica.

Tuttavia il suo grido aggiunge gelo al gelo, mentre la mia mano stretta in pugno imbianca ormai le sue nocche. La mia mano riflesso del mio cuore.

Sono l’unica a sentirsi così?
La formale compostezza dei presenti, tradisce comunque una certa eccitazione per l’esecuzione. Eccitazione fomentata dallo zelo del comandante: Ulfrig Karlsson, onorevole giudice e giustiziere. Un’icona per tutti noi.
Ma non c’è eccitazione in me, anzi. Quando lo ammetto a me stessa finalmente allento la morsa delle mie dita.
Il conforto di una coperta: ecco cosa accorrerei a dare, nonostante tutto, a quel vecchio in lacrime.

Spronata dal mio disagio mi guardo attorno, cercando di cogliere qualsiasi segno rivelatore. Di cosa, ancora non lo so. Forse di nulla.
Poi chiudo gli occhi:
‘Madre mia, se ciò è per poterti meglio servire, dilegua in me ogni incertezza e rivela ai miei occhi l’iniquo e il malvagio. Altrimenti donami la serena accettazione di una retta sentenza.’

Infine volgo il mio sguardo negli occhi del condannato. Cosa so esattamente di lui, del suo caso?
 

 


mi guardo attorno, cercando di cogliere qualsiasi segno rivelatore”
Discernere Realtà: 1 +2 +1 (SAG) = 4… lol? xD

---

Preghiera a Yvet Lorne
rivela ai miei occhi l’iniquo e il malvagio”
Mossa razziale del Paladino:
“Quando preghi in cerca di consiglio, anche per un istante, e chiedi: «Che cosa qui è malvagio?» il GM te lo dirà onestamente”

---

Riferito al vecchio condannato
Cosa so esattamente di lui, del suo caso?
Declamare Conoscenze: 1 +6 = 7

Edited by Marco NdC
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@Marco NdC

Khalya. Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Fuori dalle mura.

I tuoi occhi vagano sulle file dei fedeli della luce, ma essi ti appaiano inflessibili, nelle loro armature di metallo e nelle fluenti cappe dei colori dei rispettivi capitoli. Nei loro volti non noti nulla se non una risoluta e riverente attenzione. 
Silenzio abissale ed una risata sardonica seguono la tua preghiera, mentre un prurito sul volto trascina inevitabilmente la tua attenzione sul condannato di cui sai solamente essere stato arrestato intento a disegnare strani simboli al quartiere del porto. La sua bocca è aperta in modo innaturale, mentre una bava blu mista a grumi di sangue cola sul pavimento. La risata è dell’uomo ma non è umana e mentre realizzi ciò, senti come artigli venefici insinuarsi sopra le ossa del tuo cranio, picchettando come per cercare un modo di entrarti nel cervello. Un confratello delle Ali d’argento a due passi da te, crolla sul pavimento in preda alle convulsioni. È giovane, con la pelle diafana e lunghi capelli neri.
Ulfrig non tarda nella sua risposta, colpisce al volto il corrotto con un pugno, mentre uno dei suoi attendenti gli porge una spada alta quanto un uomo, con la lama larga come una mano e scura come il fumo. La impugna alta verso la cupola dell’edificio e la fa cadere con forza sul prigioniero. Un unico colpo preciso e quella sensazione d’invadenza e disagio che avevi scompare. Anche i tremori del ragazzo a terra cessano. La testa rotola davanti a tuoi piedi, fissandoti con occhi vuoti. Che cosa fai?
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@luisfromitaly

Wilfrido, inverno, Ciclo quinto, giorno 23. - Quartiere dei mercati alimentari, vicino all'ingresso est e limitrofo al quartiere elfico

Il tuo cuore e' grande ma la tua capacita' di raggirare meno ed inoltre la fortuna non ti aiuta. Mentre tenti di indirizzare gli uomini nella direzione sbagliata, il ladruncolo inciampa ruzzolando a terra, facendo abbastanza baccano da farsi notare da tutti, compresi gli inseguitori. Il piu' veloce dei due ti sorpassa gettandoti un occhiataccia e proseguendo verso il giovane elfo, l'altro inseguitore punta invece nella tua direzione visibilmente arrabbiato. Sei forte del gruppo di cacciatori che ti circonda se tu volessi affrontarlo oppure potresti  decidere di provare a dileguarti fra lo folla. Rimane il fatto che se non intervieni, il ladro verra' inevitabilmente raggiunto, cosa fai?

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Wilfrido:

’ Tchai xo tulum! (  Maledetto ciclo lunare! ) Che frustrazione: sarei potuto intervenire subito ostacolando l’inseguimento di ‘sti due figli di scrofa ( epiteto dispregiativo per gli umani d’incarnato chiaro, comunemente usato tra gli Elfi del continente ). E invece sono stato troppo prudente e ho tentato la fortuna... Ora agli occhi di tutti risulteró un bugiardo e non posso tirarmene fuori con altre menzogne. Ma questo ragazzino va tirato fuori dai guai’

Esorto quindi ( in elfico ) i miei compagni di caccia: 

”Zamosh! ( Veloci come saette! ) Che due se vogliono rimangano con me ad affrontare il figlio di scrofa - non penso siano ufficiali - e gli altri vadano a salvare il nostro fratello! Ricordiamoci che potrebbe essere una nostra ghianda ( modo di dire elfico per indicare la propria discendenza )”

 

1) esortazione = parlamentare  1 4 = 5 -1 = 4

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20 ore fa, Crees ha scritto:

@Marco NdC

Khalya. Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Fuori dalle mura.

I tuoi occhi vagano sulle file dei fedeli della luce, ma essi ti appaiano inflessibili, nelle loro armature di metallo e nelle fluenti cappe dei colori dei rispettivi capitoli. Nei loro volti non noti nulla se non una risoluta e riverente attenzione. 
Silenzio abissale ed una risata sardonica seguono la tua preghiera, mentre un prurito sul volto trascina inevitabilmente la tua attenzione sul condannato di cui sai solamente essere stato arrestato intento a disegnare strani simboli al quartiere del porto. La sua bocca è aperta in modo innaturale, mentre una bava blu mista a grumi di sangue cola sul pavimento. La risata è dell’uomo ma non è umana e mentre realizzi ciò, senti come artigli venefici insinuarsi sopra le ossa del tuo cranio, picchettando come per cercare un modo di entrarti nel cervello. Un confratello delle Ali d’argento a due passi da te, crolla sul pavimento in preda alle convulsioni. È giovane, con la pelle diafana e lunghi capelli neri.
Ulfrig non tarda nella sua risposta, colpisce al volto il corrotto con un pugno, mentre uno dei suoi attendenti gli porge una spada alta quanto un uomo, con la lama larga come una mano e scura come il fumo. La impugna alta verso la cupola dell’edificio e la fa cadere con forza sul prigioniero. Un unico colpo preciso e quella sensazione d’invadenza e disagio che avevi scompare. Anche i tremori del ragazzo a terra cessano. La testa rotola davanti a tuoi piedi, fissandoti con occhi vuoti. Che cosa fai?

Khalya, paladina di Yvet Lorne

Ignoro la testa orribilmente ruzzolata ai miei piedi, per precipitarmi in soccorso del confratello riverso a terra.
«Aiutami», chiedo risoluta ad una consorella, mentre controllo la respirazione, il polso e la temperatura del ragazzo.
«Sei ancora tra noi?», lo rassicuro con il mio sorriso migliore, sperando che lo veda e replichi con un sorriso altrettanto radioso.
«Grazie cara», prendo la borraccia d’acqua che mi porge la consorella. La farò sorseggiare al ragazzo appena ne sarà in grado, per poi chiedergli come si sente e che cosa ha sperimentato.

Per ora terrò per me quella sensazione di intrusione maligna nella mia testa.
‘Yvet Lorne e Signore della Luce, grazie per avermi protetta’

«Mi accompagneresti al quartiere del porto?», chiedo determinata alla consorella. «Voglio vederci chiaro su questa faccenda dei simboli disegnati…»


Conosco il confratello vittima delle convulsioni?
Chi è la consorella alla quale mi sto rivolgendo? Che tipo di rapporto c’è tra di noi?
Cosa ne so del Caos e dei suoi effetti?

Puoi rigirarmi le domande se vuoi.
Non tiro Declamare poiché dovrebbero essere informazioni familiari, comprese quelle di teologia.
Ma dimmi se c’è da tirare.

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@luisfromitaly

Wilfrido, inverno, Ciclo quinto, giorno 23. - Quartiere dei mercati alimentari, vicino all'ingresso est e limitrofo al quartiere elfico

Arluin ti guarda scuotendo la testa. << Siamo cacciatori, non salvatori e quella ghianda e' caduta molto lontano dalle sue origini se si e' messa a rubare. Dovevi proprio metterti in mezzo?>>*

Il giovane elfo viene catturato dal suo inseguitore che lo costringe a svuotare le tasche e lo riconduce a ritroso sulla via, intanto il suo collega si presenta davanti a te. Ora che e' vicino** puoi vedere sotto la mantella grigia un corpetto di cuoio nero con impresso a fuoco un aquila, il simbolo dell'impero. E' una guardia.

<< Spero che tu ti sia divertito con quella scenetta di poco fa, oppure sei un complice del criminale?>> "Criminale" ti suona una parola un po' troppo forte, ma sembra che l'impero non sia famoso per le sue mezze misure, sopratutto in quella parte della capitale. Gli occhi dell'uomo ti squadrano, soffermandosi sul tuo tratto distintivo alcuni attimi, per poi spostarsi sui tuoi compagni. Intano l'inseguitore ed il suo prigioniero ti sono piu' vicini e puoi constatare che la merce rubata non fosse altro che della frutta. Alcuni mercanti e passanti vi stanno guardando incuriositi, Cosa fai?

Spoiler

*Segna un PE.

** Ricordati che puoi sempre provare un tiro su discernere realta', per capire cosa hai davanti a te, puo' aiutarti sul decidere come affrontare le situazioni.

 

@Marco NdC

Khalya. Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Fuori dalle mura.

Il cavaliere delle Ali d'Argento apre gli occhi sul tuo sorriso e ne sembra rincuorato, ma ombre sinistre si allungano su quelle iridi verdi ed il polso e' rallentato tradendo quanto tremenda deve essere stata quell'esperienza, mentre deglutisce faticosamente l'acqua. Non lo conosci, come non conosci molti dei presenti, in fondo e' da poco che sei giunta nella capitale, ma ora che sei vicino a lui ti sorprendi della sua giovinezza. Non avra' piu' di sedici anni. La sua voce esce flebile ma ben scandita. << Ho visto immagini confuse ed ho provato dolore, come se mi trafiggessero la testa con dei chiodi. Ero seduto ad un banchetto e c'erano donne, altri cavalieri, musica, vino e oro. Niente che avesse senso.>> Forse niente che avesse senso per lui ma te sai che gli Dei perniciosi del Caos si manifestano in modi diversi, rispecchiando le loro personalita' contorte. Sigvald il principe Oscuro ad esempio, e' il patrono degli eccessi. Maestro della lussuria, del sadismo, della perversione e della crudelta', il suo potere cresce quando la disciplina si piega alla tentazione e la virtu' cede al vizio. 

Lex, la consorella che ti aveva fornito supporto ti mette ora una mano sulla spalla, tirandoti a se e togliendoti dalla strada dal Comandante dei Magli Imperiali. Il gigante ceco da un occhio si posa sul giovane squadrandolo per pochi attimi prima di porgergli la mano ed aiutandolo a tirarsi in piedi. << Fatti vedere dal cappellano del tuo ordine non appena torni dentro le mura, ragazzo. >>. Lo oltrepassa, dirigendosi verso il largo portale da cui filtra la luce del fulgido giorno, mentre uno dei suoi attendenti, intento a ripulire la spada dell'esecuzione dal sangue corrotto, vi congeda. Il corpo del vecchio giace ancora scomposto senza testa.

Uno ad uno i cavalieri dei capitoli lasciano la sala, comprese tu e le tue consorelle. Lex ancora ti affianca. E' una ragazza solare, con capelli corti e rossi, e la carnagione scura che fa pensare provenga da uno di quei popoli raminghi delle tundre a ovest. Niente di piu' sbagliato, visto che e' nata e cresciuta a Castelfranco. La conosci dal tuo arrivo, a lei e' stato infatti affidato l'incarico di aiutarti ad ambientarti nella tua nuova citta', e quando le chiedi di accompagnarti al porto, ti sorride. << Non avevo dubbi che lo avresti chiesto. Vuoi andarci subito?>> , Cosa Fai?

 

Edited by Crees
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@Crees

Alla vista dell’Aquila Imperiale rimango senza parole: mi erano sembrate due persone normali, non due guardie cittadine!

Basito, inizio a maledire mentalmente la sorte avversa:

”Skaj’en! Ma possibile che sia finito in una situazione del genere?!  Non posso risolvere la situazione con le maniere forti:  ne pagherebbero certamente le conseguenze i miei compagni quando si saranno presentati nuovamente in città per vendere la loro cacciagione.

Tantomeno voglio che inizino a circolare tra di loro voci o sospetti sulle mie origini, quindi non posso nemmeno utilizzare la mia magia druidica...mmmh , e poi qua, davanti a tutto il mercato?! No: desterei sgomento, paura, e sicuramente la follia dell’Inquisizione Imperiale non tarderebbe a farsi sentire.  E scommetto che un loro qualsiasi chierico un po’ zelante monterebbe subito su una velenosa caccia alle streghe nei riguardi di un Baax: sai che bell’avanzamento di carriera nelle file del clero gli permetterebbe..

Peró, non posso nemmeno permettere che questo mio fratello venga arrestato solo perchè ha fame. Ne va dei miei principi, del mio onore.  

... forse l’unica soluzione è prendere il nano per la barba* ... ma prima devo capire meglio....”

Mentre inizio a rivolgermi in modo umile alla guardia mostrando i palmi delle mia mani vuote cerco velocemente di valutare la mia via di uscita da questa situazione assurda.

E inizio a dire: “Perdonatemi: non avrei mai e poi mai ingannato una Guardia Imperiale:  ho rispetto per il vostro ruolo e per il vostro valore.

Non conosco questo ragazzino, ma ho provato pena per lui. Avrei provveduto a ripagare io stesso il suo debito con il venditore di frutta.  Daltronde la sua unica colpa è di essere un bambino povero e affamato, e non mi stupirebbe affatto se addirittura fosse un orfano senza famiglia, senza una casa. Che la magnanima dea Yvet Lorne abbia compassione per lui! Lasciatelo andare, pagheró io il suo debito.”

 

 

OT : 

* modo di dire elfico analogo a  “prendere il toro per le corna”

• sul forum non trovo più i nomi delle 4 + 1 divinità con le relative competenze .. potremmo inserirle in FILE o in altro documento per una facile consultazione 

•• cerco velocemente di valutare la via di uscita:  tiro discernere il reale 5+6+2 = 13 e chiedo: cosa stare all’erta, cosa sta per accadere,  cosa è utile per me. 

 
 
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Khalya, paladina di Yvet Lorne

«Decisamente», replico a Lex sull’avviarci verso il porto. «Ma se non ti spiace vorrei prima accompagnare il confratello dal cappellano. È ancora scosso, e forse ha bisogno ancora di sostegno», lo dico accertandomi che il ragazzo non senta. Non rischio che il suo orgoglio da giovane aitante venga eventualmente toccato.

Fuori dal forte siamo investiti da un bagno di luce pallida, il cui tepore lenisce il freddo pungente, e smorza il turgore delle nostre gote.
C’è silenzio mentre ci incamminiamo verso le mura di Castelfranco. Sorrido alla fantasia che sia stato edificato sull’enorme naso di un titano.
«Cosa?», si incuriosisce Lex osservandomi.
«Niente… Vorreste attendermi per un attimo? Ho bisogno di raccogliermi in preghiera.»

Mi avvicino ad un boschetto di biancospini al limitare del Fiume Artenteo, che in quel punto curva leggermente, ruggendo poi verso la valle. Il pettirosso ferma il suo zampettare, di bacca in bacca, per seguirmi con gli occhietti.
‘Yvet Lorne, Dolce Signora, consacro a te i miei passi affinché mi guidino senza errore nella missione che serbo nel cuore.’
Pungo un pollice sulla spina di un rametto, e mi piego inginocchio. Con il suo gocciare traccio una mezzaluna sulla fronte.
‘Fulgida Rosa, purifica con la tua fragranza e con le tue spine, le mie intenzioni. Proteggimi coi tuoi petali dal tocco del maligno, e rischiara la mia mente da ogni inganno, al fine di renderti il giusto onore. Grazie per aver accolto la mia supplica.

Mi riunisco ai due che avevo lasciato. Con piacere noto che hanno preso a chiacchierare.
«Perdonatemi per l’attesa. Che il Signore della Luce vi benedica», consapevole che nel mentre il sangue sulla fronte si fosse volatilizzato. Segno dell’accettazione della mia preghiera.
Diretti verso l’entrata della città, cerco di guadagnarmi la simpatia del ragazzo. Gli confido alcune tecniche di combattimento insegnate a noi Rose Bianche, fin dalla più tenera età. Il colpo della Luna Calante, il Circolo di Protezione della Rosa, e i Due Petali Scarlatti.

Il brulichio all’entrata, il via vai dei mercanti, e gli strilloni in lontananza, indicano il fermento per il Grande Torneo d’Inverno.
Mi torna in mente la visione del confratello. Il banchetto, le donne, i cavalieri, la musica, il vino e l’oro. Forse è uno squarcio su qualcosa che è accaduto, che sta accadendo, o che accadrà.
Niente aveva un senso per lui. Invece tutto ha un senso, e mia è l’intenzione di svelarlo…  


Missione
- Scopo
Scoprire la verità riguardo gli strani simboli tracciati dal vecchio, al quartiere del porto.
- Benedizioni
Sensi acuti che vanno oltre le menzogne;
Invulnerabilità agli effetti del Caos;

Dimmi quale o quali voti devo osservare per mantenere le benedizioni.
Tra:
• Onore (divieto: tattiche da codardo e trucchi sporchi)
• Temperanza (divieto: cedere ai piaceri del mangiare, del bere e della carne)
• Devozione (obbligo: osservanza dei riti sacri ogni giorno)
• Valore (divieto: permettere a una creatura malvagia di vivere)
• Onestà (divieto: menzogne)
• Ospitalità (obbligo: aiutare i bisognosi, non importa di chi si tratti)
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@luisfromitaly

Wilfrido, inverno, Ciclo quinto, giorno 23. - Quartiere dei mercati alimentari, vicino all'ingresso est e limitrofo al quartiere elfico

Castelfranco e' la capitale di un impero basato sulla fede, fede rinforzata dal loro piu' grande nemico. Le divinita' del Caos. Il tuo popolo non solamente professa credenze diverse, di nascosto nei confini imperiali e apertamente nelle comunita' rimaste nelle foreste ad ovest, e' anche stato protagonista di uno dei momenti piu' bui della storia imperiale, "Il massacro di Marienburg", quando gli elfi, insofferenti per l'espansionistico atteggiamento umano, tradirono la triplice Alleanza, con l'Impero ed i Regni Nanici , approfittando delle guerre a nord, per colpire da Ovest. Se devi stare attento a qualcosa e' l'opinione che molte persone hanno della tua razza e dallo sguardo della guardia che hai davanti, lui e' fra le persone che dovresti temere. L'altra guardia strattona il giovane ladro, che a seconda di come gestirai la cosa potrebbe finire dietro le sbarre, forse assieme a te. Devi scegliere con cautela le tue prossime mosse. Il tuo interlocutore appare altezzoso e potresti fare leva su questo , oppure provare a corromperlo. Hai sempre i cacciatori alle tue spalle, che anche se non hanno preso bene la tua iniziativa, potrebbero decidere di aiutarti se tu optassi per qualcosa di azzardato, tipo darti alla fuga.

<< Lasciarlo andare? Pensi di potermi dare degli ordini elfo? E con cosa vorresti pagare il debito?>>

Cosa Fai?

Spoiler

Metti gli off in spoiler se puoi.

Prendi un +1 in un eventuale azione per il discernere realta'. 

P.s. leggiti la descrizione della mossa, perche' ti offre un idea chiara di come si attiva e di come dovrebbe essere descritta la fiction che la riguarda :)

 

@Marco NdC

Khalya. Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Castelfranco, La grande Via Aurea.

Avverti le benedizioni della Signora del Sud chiare e placide posarsi sulla tua anima consacrata, cosi' come i voti che essa chiede in cambio. 

" Sii esempio di verita', anche quando sarebbe semplice mentire. In quei rifugi sicuri eretti dalle anche piu' innocenti bugie si annidano i servi del Cambiamento, i servi del Caos."

Ti sovviene questa frase, mentre ti riunisci alle tue sorelle e fratelli, forse letta in qualche libro durante i tuoi anni di studio.

La grande Via Aurea e' uno spettacolo magnificente. Un susseguirsi di pietre poste da mani sapienti che tagliano la capitale da Nord a sud. Mentre percorri la strada, la citta' ti abbaglia, con i suoi edifici eleganti, le fontane dalle acque gelide, i giardini che si aprono ai lati dei marciapiedi.  Il tuo sguardo puo' salire sulla strada che s'incespica in alto, oltre le cerchia di mura interne, sopra i ponti che sovrastano il grande fiume Argenteo, fino al palazzo dell'imperatore e passando per le sedi dei capitoli. Queste sono di fattura unica ed irripetibile, come un frammento strappato dai palazzi eretti nelle contee che rappresentano. Il giovane confratello delle Ali d'Argento, che adesso sai chiamarsi, Daelion Larsson sembra sentirsi bene. E' uno degli aspiranti paladini piu' giovani di tutta la chiesa, figlio di un ricco signore dell'ovest, e dicono uno dei piu' promettenti spadaccini dell'impero. ti rivela Lex, quando lui si stacca per entrare nel palazzo del suo ordine. La tua volontà di seguirlo viene scoraggiata dalle guardie all'ingresso che richiedono un permesso da parte di un rappresentante di alto rango a suffragio di una giusta motivazione. Ad ogni modo, egli sembra essere rimasto impressionato dalle tue conoscenze marziali e ti esprime il desiderio di potersi confrontare con te non appena concluso il grande torneo al quale anche lui intende partecipare. Sembra aver legato molto bene anche con la tua sorella nativa del luogo.

Il porto di Castelfranco si estende dal lato est della citta', confinante con i quartieri dei mercati e quelli popolari degli elfi, fino quasi al centro, seguendo il lungo fiume, piu' una parte esterna alle mura. I segni imputati al corrotto del caos si trovano poco prima delle porte del ghetto elfico. Cosa fai?

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Khalya, paladina di Yvet Lorne

È attraverso una sensazione contraddittoria, di orgoglio ed apprensione, che apprendo che Daelion intende partecipare al Grande Torneo d’Inverno. Nonostante i soli tre anni di differenza che ci separano, sento il lievito dell’istinto materno, che è tipico di noi Rose Bianche, smuoversi dentro di me.

«Mi solleva che tu stia bene, ma prima di andare desidero chiederti una cosa», gli dico mentre mi apparto con lui di qualche passo.
«Posso solo immaginare cos’hai provato prima, durante la decapitazione al forte. Non sottovalutarlo. Prenditi un momento, esamina il tuo cuore. Guardami negli occhi, e dimmi se senti che è cambiato qualcosa in te…», mostrandomi dolce e comprensiva, qualsiasi sarebbe stata la sua risposta.
‘Spero che non sia il tuo caso fratello… ma il Caos può sempre gettare un piccolo seme di corruzione, ed è meglio riconoscerlo subito!’
Adesso ero certa che se Daelion mi avesse mentito, anche se animato dal nobile proposito di non allarmarmi, me ne sarei accorta.

Dopo la sua risposta: «Ehi, fatti valere al torneo e porta alto il nome di Arthen D'Arang. Verrò a fare il tifo per te!»
Lo abbraccio forte, prima che le guardie ci informano di non poter proseguire oltre con lui.

Dunque, con l’inseparabile consorella mi dirigo risoluta verso est, in direzione del porto, passando per il quartiere elfico.

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Wilfrido, druido elfo

 

Abbasso subito lo sguardo perchè mi rendo conto di aver di fronte un idiota altezzoso, tronfio della sua stupida uniforme. È chiaro che mi trovi a questo punto in una situazione pericolosa: mi obbligo quindi a rivolgermi a lui con maniere sicure e riverenti.

“Giammai, Vostra Guardia Imperiale! Sono solo un povero elfo nomade non avvezzo alle maniere alte e autorevoli di un Ufficiale Imperiale come Voi. No: mai e poi mai oserei dare un ordine a Voi che siete insigniti dell’Aquila Imperiale. 

E il debito? Il debito verrà pagato con questa cacciagione, Vostra Guardia. Guardate che magnifica caccia che abbiamo qua” e gli mostro le prede catturate.

A questo punto esito, perchè mi rendo conto che la mia scenetta non ha funzionato come speravo. Forse che non abbia gradito il ‘Vostra Guardia Imperiale?”ahahah, ma come mi sarà venuta fuori?! comunque questo be’einka* non si è accorto del mio sarcasmo.

 

Spoiler

*be’einka: in elfico incrocio tra capra e maiala

OT: voglio ricordare che Wilfrido come da presentazione ha uno sguardo e un portamento fiero. Non vorrei che per non aver saputo io narrare bene questa mossa le sue parole sembrino troppo umili: Wilfrido non assume nessun tono servile, sarebbe decisamente incongruo con il suo portamento e con il suo passato. .....ma forse mi sto perdendo io in pippe mentali?boh

...situazione pericolosa:  sfidare il pericolo in questo caso direi con acume&furbizia, non con fascino&eleganza sociale ( che presumo siano più importanti al primo contatto. ora mi sembra siamo in una fase successiva )  1+6 + 0 ( INT ) [ e forse anche un +1 di bonus ottenuto al precedente Disc.Realtà ] = 7-9 esito/inciampo

 

il problema è che non sono sicuro di come gestire in fiction il risultato di esitazione. per cui aspetto la risposta del png.

 

Edited by luisfromitaly
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@Marco NdC

Khalya. Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Castelfranco, La grande Via Aurea.

" Non ti preoccupare sorella, mi sento benissimo ora. "

Mentre cammini in direzione del porto non puoi non ripensare alla risposta del giovane. Aveva mentito, se l'avesse fatto per non preoccuparti o per orgoglio non sapresti dirlo. Era soprattutto l'odore che si respirava, piu' di quanto si vedeva o si sentiva che ti faceva effetto del quartiere elfico. Un odore denso di montone, muffa, terra bagnata, paglia fredda, canfora e unguenti stagnanti e sospesi nell'aria unito ai fumi che salivano dai bracieri a tre piedi di ferro, perforati, che alcuni cacciatori di streghe e  inquisitori stavano utilizzando per risanare l'aria e allontanare il male irrespirabile che aveva evidentemente afflitto quel gruppetto ammassato di case dato alle fiamme. Dove c'era povertà le malattie proliferavano e non c'era quartiere piu' povero e degradato di quello degli elfi. Mentre tu e Lex camminate, occhi grandi e luminosi vi osservano dalle finestre socchiuse e dai cunicoli scuri e contorti. Forse ti senti improvvisamente straniera, oppure non ne soffri, abituata alle molteplicità di razze ed etnie che si vedono al sud, ma sicuramente non ti senti la benvenuta. Forse avreste dovuto passare da un altro quartiere per giungere al porto ti potresti ritrovare a pensare, mentre piu' avanti sulla strada, una grande calca e' ammassata davanti al portale sbarrato da cui dovresti passare per giungere a destinazione. Una ventina di soldati regolari dell'esercito dell'imperatore bloccano il passaggio, armati con scudi torre, lance e spade. Dietro il loro muro un cavaliere dall'armatura verde ed opaca che ha tutta l'aria di essere un ufficiale osserva la situazioni a braccia incrociate.  Cosa fai?

@luisfromitaly

Wilfrido, inverno, Ciclo quinto, giorno 23. - Quartiere dei mercati alimentari, vicino all'ingresso est e limitrofo al quartiere elfico

La guardia ti osserva severa alcuni attimi per poi gettare uno sguardo al suo compagno, facendoli cenno di lasciare il ragazzo. Le tue parole lo hanno convinto ma evidentemente non si fida abbastanza , << Dai a me la merce e mi assicurerò che arrivi al mercante. Ora sparite. >> ti dice requisendo tutto quello che stavi trasportando e incamminandosi a ritroso per la strada del mercato. Il giovane elfo fa un passo nella tua direzione per ringraziarti, ma si blocca quando Arluin ti mette una mano sulla spalla spingendoti in malo modo.

<< Quella cacciagione non era tua. Non avevi il diritto di barattarla. >> non aggiunge altro, dandoti le spalle brusco in una chiara dimostrazione di disprezzo, mentre si allontana anch'egli seguito dal resto dei cacciatori. Avevi viaggiato a lungo con loro e forse ti chiedi se ti meriti una reazione tanto forte o se puoi fare qualcosa per rimediare. O forse semplicemente non t'interessa, ma ad ogni modo sai dove sono accampati, non molto lontano dalle mura ed avrai modo di raggiungerli se vorrai. Intanto il ladruncolo si fa finalmente avanti. << Grazie per quello che hai fatto per me, mi dispiace che i tuoi amici se la siano presa cosi' tanto per qualche uccello morto ed una lepre. Ma forse non sono buoni amici.>> scoppia in una risatina bizzarra, << Io sono un amico sicuramente migliore, fidati, vieni con me. >> ti tira per un braccio pieno d'entusiasmo, si decisamente bizzarro.<< Ah, mi chiamo Lonne! >>.

Cosa fai?

Spoiler

Piu' che sfidare il pericolo e' un parlamentare per me, e ricordati che le caratteristiche connesse derivano sempre da come descrivi l'azione. Riguardo invece al tiro di dado, prima scrivi cosa vuoi fare, poi tiri ed al risultato dell'azione ci penso io in base al punteggio dei dadi :) 

Riguardo invece il carattere del tuo pg, quella e' coerenza interpretativa che se non rispettata ti verra' fatta notare. Ad esempio ora che hai rimarcato che wilfrido non ha mai atteggiamenti servili ecc, scusarsi e beffare la guardia in quel modo non e' proprio coerente ( riferirsi a te stesso come “ povero elfo” ad esempio). Lo sarebbe stato un approccio piu' arrogante, non dico violento, ma puntato a mantenere il punto. 

 

@Knefröd

Daleor, Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Castelfranco, Accademia d'Incanto Imperiale.

Il cielo a volte scopre la sua pelle azzurra in uno squarcio di nuvole troppo bianche per essere oneste. Esse si sfaldano contro la torre dell' Accademia d'Incanto,  alta e dal profilo reso tagliente dal ghiaccio cristallino che ne copre la facciata esposta a nord. Dalla finestra della tua stanza osservi in lontananza le sagome acuminate dei monti neri. Hai letto da qualche parte che nascosti fra quei picchi ci sono i tumoli di vecchi eroi delle prime guerre contro le invasioni del Caos, luoghi ricchi di conoscenze dimenticate e artefatti preziosi, ti chiedi mai se avrai  modo di andare a controllare di persona? La stanza che ti e' stata assegnata e' nella cerchia alta riservata ai Magister come te, incantatori addestrati alla guerra, secondi in abilita' solamente ai membri dell'alto consiglio. Poltrone di velluto e pelle, tavoli e armadi intarsiati di legno pregiato ed un grande letto con baldacchino l'arredano. Molto sfarzo per una prigione, perche' nonostante l'aspetto, questa e'. Tutto quel potere e non essere libero di utilizzarlo a volonta'. Eppure sempre meglio di quello che avevi prima, quando anche i piu' basilari incanti ti fallivano ed eri ammucchiato con gli altri apprendisti ai piani inferiori.

Ren e' appoggiata ad una delle pareti, che si gingilla con un coltello dalla fattura esotica. Le sue corna , elaboratamente incise, non offuscano la sua bellezza ma la rendono comunque spaventosa, e quando ti guarda ancora non riesci a non sentire qualcosa di molto simile alla paura accarezzarti la schiena. Come Magister hai la liberta' di utilizzare evocazioni che ti supportano, ma nonostante questo, l'aspetto tipicamente associabile ad un demone di lei, ti ha creato non poche difficoltà ad agire inosservato e tu sai quanto sia importante non farsi notare quando si porta avanti un compito come quello che ti ha affidato il tuo Patrono. Nei primi anni dal contratto, sentivi la sua voce farsi strada fra le smagliature del creato, per sussurrarti all'orecchio solo raramente. Ma negli ultimi tempi la cosa e' diventata piu' frequente ed intensa, tanto da chiederti se sia perche' le tue capacita' nel manipolare l'entropia sono migliorate, oppure perche' le forze del caos a nord abbiano preso forza. Hai smesso molto tempo fa di illuderti che tutto il potere che hai ottenuto non sia in qualche modo legato alle divinita' oscure. Tutti hanno un padrone, e non ti stupiresti di scoprire che sia proprio uno degli Dei del Caos a cui Ansell deve obbedienza.

Annunciato da un bussare secco, un Templare fa il suo ingresso nella stanza, guardandoti con severita'. Sono questi cavalieri imponenti, addestrati a sopprimere la magia intorno loro, i tuoi carcerieri. << Magister. >>, ti saluta ponendo il pugno sul cuore alla maniera degli imperiali, << E' richiesto un tuo intervento al quartiere elfico. Indossa la veste. >> 

Essere un Magister comprende molti benefici rispetto ad un incantatore di livello piu' basso. Piu' autonomia, un certo lusso ed anche un certo inevitabile rispetto per il tuo supporto in battaglia, perche' diciamocelo, sono tutti consapevoli che un Magister addestrato vale almeno dieci soldati. Eppure neanche raggiunto questo status, si e' liberi di girare senza le vesti ufficiali dell' Accademia d'Incanto imperiale, dove pergamene e permessi sono esposti in bella vista, assieme al pendente d'incantatore, che ti ufficializza ad utilizzare la magia e ammonisce tutti quelli che incrocino il tuo cammino di cosa sei capace. Che cosa fai?

Edited by Crees
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Khalya, paladina di Yvet Lorne

Il degrado e lo sguardo malfidato del ghetto, getta un’ulteriore ombra sul mio umore, già rabbuiato dalla replica mendace di Daelion. Non per lui. Ce l’ho con me stessa: non ho saputo guadagnarmi la sua fiducia.
La mia preghiera si estende anche a questi elfi emarginati. Tutti dovremmo avere una possibilità di redenzione.

Prima di avvicinarmi al passaggio per il porto, da una buona distanza chiedo a Lex, la mia guida, se conosce l’ufficiale in armatura verde, che lo presidia schierato con i suoi.
Mentre mi parla, osservo attentamente ciò che mi circonda, tendendo bene le orecchie, e posando uno sguardo indagatore su qualsiasi elemento che attirasse la mia attenzione, oltre alla consueto affidarmi nelle buone mani della Madre, affinché mi proteggesse.

Dopo essermi guadagnata una posizione oltre la calca, mi presento all’ufficiale con tono rispettoso ma deciso.
«Il mio nome è Khalya, sono Figlia e Paladina di Yvet Lorne, nonché una prescelta della Cercatrice.»

Il mio saluto contraddistingue gli appartenenti al mio ordine. Il palmo della mano aperta (segno di non belligeranza), si capovolge e traccia una mezzaluna, fino a fermarsi sul cuore (segno di onestà), dunque mostrando all’interlocutore il proprio dorso, o più esattamente, il simbolo della fede che mi identifica: l’Anello della Luna e della Rosa.

Dopo aver presentato anche la mia consorella, riprendo: «Sono certa che le indagini siano state già esemplarmente condotte», evitando sia di menzionare il caso in sé, sia l’esecuzione di stamattina, che se è stata officiata a porte chiuse, è per una valida ragione.
«Tuttavia ogni contributo per lotta contro il Caos è benedetto, propizio e doveroso, e sono qui per offrire il mio...»
 

 


“osservo attentamente ciò che mi circonda, tendendo bene le orecchie, e posando uno sguardo indagatore su qualsiasi elemento che attirasse la mia attenzione”
Discernere Realtà: 3 +5 +1(SAG) = 9
Domanda: Cosa qua è utile o di valore per me?
Se il risultato di Discernere determinasse qualcosa controproducente in quello che ho scritto dopo, posso rieditare il mex senza problemi.

“affidarmi nelle buone mani della Madre, affinché mi proteggesse”
Ok, qui è sempre la mossa razziale del paladino:
“Quando preghi in cerca di consiglio, anche per un istante, e chiedi: «Che cosa qui è malvagio?» il GM te lo dirà onestamente.”

La spammerò spesso (non ha controindicazioni), o se preferisci si può anche sottintendere con qualcosa tipo “Per tutto il tempo mi affiderò alla divinità, affinché mi riveli sempre cosa c’è di malvagio”, se non prevedi controindicazioni di qualche genere.

Edited by Marco NdC
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Daleor, stregone, Accademia d'Incanto Imperiale

Deve essere successo qualcosa di grave al quartiere elfico se l'accademia ha deciso di mandare un Magister. Rivolgo uno sguardo quasi scocciato al Templare.
«C'è qualcosa che devo sapere riguardo la mia mansione al quartiere elfico? Ad ogni modo sarò pronto tra qualche minuto, puoi andare. Ci incontreremo sotto il colonnato dell'edificio centrale.»

Rimasto solo indosso la mia veste, il filo invisibile che mi mantiene sempre legato all'accademia, che tiene ogni persona lontana da me. Faccio cenno a Ren di indossare la sua cappa grigia, con un gesto le tiro su l'ampio cappuccio cercando di nascondere le tracce della sua origine demoniaca.

Scendiamo le scale in silenzio, attraversiamo l'imponente cotile dell'accademia passando tra le statue dei precedenti membri dell'alto consiglio. Arrivati all'edificio centrale il Templare troviamo il Templare ad attenderci.
«Suppongo che ci scorterai fino al quartiere elfico, dunque facci strada.»

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Will, cacciatore elfo

 

No. Arluin ha ragione, non ne avevo proprio il diritto. Con l’amaro in bocca accetto l’invito di Lonne e lo seguo:

”e sia, vediamo un po’ cosa mi devi mostrare..”

Il ragazzo mi conduce attraverso i banchi del mercato e lo vedo imboccare senza indugio un vicolo stretto e buio, mezzo nascosto tra gli scarti e i rifiuti ormai puzzolenti dei macelli che costeggiano il mercato della carne.

Ha un’andatura schiva e attenta come quella di una volpe che conosce bene il suo territorio ma ha sempre i sensi all’erta. Mi ricorda un po’ mia sorella Cat che ormai non vedo da molto tempo. Era la mia sorellina preferita: fin da piccoli eravamo sempre insieme, addirittura spesso ci scambiavano l’uno per l’altro. 

Al diavolo Arluin e i sensi di colpa! Ho fatto la cosa giusta ad aiutare questo ragazzino: così si fa tra elfi.  Curioso che lo dica proprio io che ormai non ho più nessun legame con la mia famiglia ed il mio clan...

Riemergo dalle mie elucubrazioni e dico:

”Lonne: scusami...io, sono Will ” lui si gira, sempre con la sua risata bizzarra, e  dopo si mette l’indice sulle labbra:

”Will, adesso dobbiamo essere silenziosi. Veloce, seguimi”.Imbocca un vicoletto sulla destra su cui danno numerose finestre . Alcune sono aperte e da queste provengono suoni e rumori di vita familiare. Arriviamo ad muro fatiscente che ci blocca il passaggio: è un strada senza uscita.

Lonne mi indica una grata sul suolo e gli do una mano ad alzarla. È molto vecchia e arrugginita, ma viene via senza fare rumore: una scala vecchia e dissestata scende verso il sottosuolo e Lonne, sempre molto sicuro di sè,  la discende velocemente. Io mi accingo a seguirlo ma prima ricolloco la grata al suo posto.

La discesa è lunga: immediatamente siamo al buio ma avverto il passo sicuro di di Lonne e non mi fermo. I miei sensi di elfo mi avvertono di un leggero aumento della temperatura, un leggereo odore di zolfo e un gocciolio lontano.

“ a breve vedrai!” mi dice Lonne e continuiamo a scendere. La temperatura aumenta decisamente e ora avverto chiaramente un ribollio d’acqua continuo. Sento cambiare il passo della mia guida e capisco che siamo arrivati alla fine della discesa. Continuo a seguirlo, siamo in un corridoio ora e riesco a percepire alla fine di esso una flebile luce .. finalmente capiró dove siamo finiti.

Arriviamo in uno spazio molto ampio, debolmente illuminato da dei camini posti sul soffitto. Sul pavimento vedo degli strani muretti di pietre da cui proviene il ribollio che sentivo già dalle scale. Indubbiamente è una stanza di manifattura umana: in alcuni punti si scorgono delle statue, o quello che ne rimane, alcune ancora in piedi, altre in pezzi sul pavimento. L’odore di zolfo è ora molto forte.

Lonne si toglie la sua tunica e i suoi calzari , si avvicina ad uno dei muretti e ..ci si siede dietro

”Will, benvenuto nelle mie terme” e scoppia a ridere. “ Le ho scoperte nei miei vagabondaggi: sono delle terme abbandonate, in disuso da anni direi, e non vi ho mai visto nessuno.. ogni tanto ci vengo a passare il tempo, oppure a nascondermi quando combino qualche casino.Ho provato a capire dove sbuchino quei camini su in alto, ma non ci sono riuscito. Dai , entra anche tu! cosa aspetti?”

Non me lo faccio dire due volte: mi spoglio ed entro nell’acqua calda.. che meraviglia!   Ci rimaniamo a lungo, parlando poco , a godere dell’essere a mollo nell’acqua calda. Quando abbiamo tutta la pelle raggrinzita a malincuore usciamo dalla vasca , ci rivestiamo ancora mezzo bagnati e ci riavviamo su per la scala ...

Spoiler

@Crees  così va bene o mi sono preso troppo spazio nella narrazione “rubando” due ore alla gionata?

 

 

Edited by luisfromitaly
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Khalya. Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Castelfranco, Il quartiere Elfico

<< Ser Aubert Coeur D'Arcier, secondo figlio del Primarca dell'Ovest e comandante di compagnia per l'esercito imperiale. Lo si vede nella capitale solamente di rado, giusto per i tornei di giostra o per ricevere qualche onorificenza. Ha combattuto diverse battaglie oltre confine, nei boschi ancestrali soprattutto, contro elfi reazionari e contro le tribù degli Orchi. Ho sentito dire che sia cosi' abile a cavallo da riuscire a farlo galoppare anche nel fitto di una foresta. >> Mentre ascolti Vex ti e' chiaro come la situazione goda di un equilibrio precario. Se le cose dovessero mettersi male, e tu dovessi impugnare le armi, almeno puoi contare sul terreno di scontro. I piedi della folla elfica affondano nel fango e nella terra, essi nonostante il numero, non sarebbero in grado di respingere in dietro una carica frontale. Mentre ti fai strada non avverti nulla di realmente malvagio, solo rabbia e disperazione. Urli e spinte vi investono provocandovi in ogni modo, fino a quando non superate la barriera di lance e scudi. Il cavaliere al comando ha capelli corti, nessun accessorio o ornamento che ti saresti potuta aspettare da un nobile dell'ovest. L'armatura e' insolitamente spartana. << Guardateli paladine. Ogni scusa e' buona per lamentarsi della loro condizione, protestare contro l'impero. Non sanno neanche perche' abbiamo chiuso l'accesso a questa parte di porto.>> Io suoi occhi esaminano la folla per alcuni attimi prima di guardarti ricambiando il saluto. << Sono Ser Aubert Coeur D'Arcier, comandante della sesta compagnia di Cavalleria e della Quattordicesima di fanteria. Il luogo delle indagini e' subito oltre la grande porta sulla destra, ma non trattenetevi molto, non abbiamo chiuso la zona solo per l'incidente. Stanno arrivando grandi rifornimenti via nave per il giorno del torneo e succede  fin troppo spesso che vengano compiuti furti o che qualcuno sbarchi o s'imbarchi clandestinamente. L'imperatore vuole tenere le banchine sgombre il piu' possibile. Comunque sta arrivando un Magister per vedere di scoprire la natura e l'utilizzo dei simboli.>>

Superate il portale, da una porta di servizio piu' piccola ricavata sul lato, palesando le vostre figure su un ampia area di scarico, con argani e rotaie, pontili di legno che si allungano nel ventre del grande fiume, e case fatiscenti costruite le une sulle altre. Una nebbia leggera aleggia filtrando i raggi solari e gettando una penombra sinistra sul luogo. Alla vostra destra due soldati, fanno la guardia all'ingresso di una costruzione di pietra e legno marcio. Se decidi di varcare la soglia ti ritrovi in un ampia sala quadrata, le pareti sono imbrattate di strani simboli scritti con il sangue. Che cosa fai?

Spoiler

Per la mossa del paladino, per adesso continua a spammarla, devo pensarci un attimo se giocarla in modo passivo.

 

@Knefröd

Daleor, Inverno, Ciclo quinto, giorno 23 - Castelfranco, Accademia d'Incanto Imperiale.

Cammini per le strade, fra la gente, ma non come uno di loro. Loro cambiano strada, loro hanno paura di guardarti, loro non hanno potere. La veste dell'accademia oscilla ad ogni tuo passo, cosi' come i documenti imperiali che la adornano e le catene ricche di pendenti che simboleggiano i tuoi saperi. Il templare ti segue come un ombra. Senti i suoi movimenti pesanti nell'armatura ed i suoi occhi intransigenti bucarti la schiena. Non ti ha dato ulteriori dettagli su cosa si aspettano da te, limitandosi a scortare te e Ren. Il demone ti affianca. Ogni tanto qualche ingenuo passante si perde a guardarne il volto bellissimo, forse perdendosi in qualche fantasia, che lei sembra percepire come se detto ad alta voce, facendosi scappare una risatina cristallina. Quando arrivi nel quartiere elfico, un silenzio irreale accompagna il vostro passaggio. La stessa calca difronte al portale che conduce al porto, si silenzia, aprendosi in due per farti strada.

Ser Aubert Coeur D'Arcier ti guarda spavaldo. Avete combattuto insieme sul confine ovest dell'impero (in quale battaglia? come era il vostro rapporto? ), lui sa cosa sei in grado di fare ma sembra non temerti affatto, forse per le sue abilita' o perche' ha visto come i templari siano in grado di nullificare i tuoi poteri.

<< Magister, oltre il portale troverai una stanza imbrattata con simboli riconducibili alle forze del Caos. L'imperatore ha demandato un consulto dell'Accademia riguardo il loro significato. Vogliamo sapere cosa aspettarci. >>

Che fai?

@luisfromitaly

Wilfrido, inverno, Ciclo quinto, giorno 23. - Quartiere dei mercati alimentari, vicino all'ingresso est e limitrofo al quartiere elfico

Un bagno rigenerante non c'e' che dire. Ha lavato di dosso la stanchezza del viaggio, sostituito l'odore della caccia con quello dello zolfo e scacciato via i pensieri. Quando risalite nelle strade nulla sembra cambiato, se non l'astro solare nel cielo, che adesso e' piu' alto, ad indicare il momento del pasto si avvicina. Lonne prosegue imperterrito nel suo incidere veloce da una parte all'altra, saltellando allegro mentre ti racconta aneddoti da strada, sulle difficolta' della vita nelle citta' e sulla necessita' di trovare degli espedienti per arrivare in fondo alla giornata. Senza che tu te ne renda conto ti porta in un lato del mercato meno affollato, dove le bancarelle del cibo scompaiono lasciando il posto ad edifici per il macello delle bestie ed alcune taverne dall'aspetto degradato. Uomini sinistri ti osservano da sotto cappucci avvolgenti, intenti a parlottare fra loro a bassa voce, evidentemente gelosi delle proprie questioni. Lonne ti chiede di aspettarlo un attimo mentre si introduce disinvolto in una delle abitazioni, uscendone poco dopo con un pacco avvolto in una pelle di cervo. <<Devo portare questo al quartiere elfico, mi accompagni? Comunque qua puoi trovare amici decisamente migliori di quel cacciatore. La prossima volta che torniamo magari ti presento ad alcuni di loro, magari ti trovano anche un lavoro.>> Che cosa fai?

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Will, cacciatore 

La disinvoltura, anzi, la sicurezza che Lonne mostra tra questi umani loschi e queste locandacce, indubbiamente luoghi di malaffare, mi sorprende.

’zwa bize mosh ure’, ( in elfico,  due vespe fan vespaio ) : ora che ricordo prima al mercato non aveva proprio mostrato alcuna tensione per esser stato arrestato dalle due guardie;  inoltre mi dice che abitualmente vive di espedienti ...e questo mi fa pensare che la sua compagnia possa essere rischiosa, forse anche pericolosa.

Avrei forse un’idea per verificare i miei sospetti...  e appena Lonne si allontana ne approfitto. Mi volto verso quel gruppetto d’individui incapucciati seduti affianco all’entrata della locanda. Perfetto: quegli umani loschi sono occupati in chissà quale trattativa e non mi stanno più guardando. Mi dirigo allora verso la porta della locanda dove peraltro vi scorgo anche due nani im armatura viola  intenti a bere al bancone, ma non vi entro, e invece sorprendo le confabulazioni del trio con una domanda a bruciapelo: “Scusate, avete visto Lonne?”  Sono pronto a leggere nei loro volti o una risposta sincera o un mentire mal preparato. 

Nel rispondermi noto che uno dei tre chiude il lungo mantello e si china in avanti per aggiustarsi i calzari. Ma io so benissimo per esperienza personale che un cappuccio non basta a nascondere un volto, per cui per celarsi bisogna ricorrere anche ad altri espedienti, come chinarsi per fingere di legare un laccio. Peró, prima che chiuda il mantello intradevo una cintura carica di papiri arrotolati e ...una fibbia con la bilancia porpora!  

Faccio subito un cenno del capo per ringraziarli e ...mi deeefiiiilooo!  Ma cosa ci farà mai un membro della Gilda Porpora libero, senza scorta imperiale, in queste zone della città poi?! e pure due nani nella stessa locanda? mmmh... l’armatura viola è sicuramente quella dei nani di Buzum-Dum, la città caravanserraglio construita dentro la montagna dove transita la merce più preziosa di tutto il continente: la Pirite Magnifica. E proprio là la Gilda ha una sede distaccata per controllare l’unica via d’entrata del minerale nell’Impero.

Se il Ministro del Concilio dei Magi Imperiali sapesse che un Ispettore delle Bilance vìola la libertà vigilata penso che lo punirebbe in modo esemplare, magari anche messo al rogo sulla Torre dell’Inquisitore... Ho i brividi al pensiero di essermi appena imbattuto in quel gruppetto.

Ripenso anche alla loro risposta e intanto mi dirigo verso la casa in cui era entrato Lonne e, proprio quando vi arrivo lo vedo rispuntare con un pacco avvolto nelle pelli. Nota immediatamente il mio sguardo preoccupato e cerca quindi di sdrammatizzare con la sua risata, aggiungendo che deve consegnarlo nel quartiere elfico. Lo seguo,  ma alla prima svolta gli blocco il passo: 

“ Lonne,  ti sono amico, ma questa volta tengo anche alla mia incolumità, non solo alla tua. Mostrami cosa contiene quel pacco e dimmi a chi dobbiamo consegnarlo. Quei tuoi amici potrebbero essere pericolosi”

Spoiler

...leggere nei loro volti o una risposta sincera ... discernere realtà:  3+4 + 2 SAG = 7  

—> la domanda “ che cosa qui non è come sembra? “ mi sembra la più simile al tentativo di W. di scoprire la loro sincerità.

 ( Wilfrido vuole sapere quanto Lonne possa essere conosciuto tra queste locande malfamate )

+1 al prossimo tiro

 

ps: ho approfittato del background sui nani proposto da @cromagnon.. ma che fine avrà fatto? sparire così con l’eleganza di un coboldo .. speriamo non lo pinzi una squadra di cacciatori elfi! 

 
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Edited by luisfromitaly
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