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(RAVENLOFT) La magia, la folla e le esecuzioni?


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Ciao  a tutti di nuovo,

Apro un'altro post perchè effettivamente è un argomento diverso, spero di non sbagliare.

Come dovrei gestire la reazione dei popolani alla magia? 

In Ravenloft i popolani sono per lo più schivi e guardano con sospetto e superstizione a coloro che fanno magie in pubblico. 

Se vengono fatti "miracoli" (magie con propositi positivi e che non comportano pericolo) nessuno dice nulla, ma quando si parla di "sortilegi" (magie che causano danno, pericolo, o richiamano strane e pericolose creature) il popolo si ribella e spesso i maghi vengono cacciati o uccisi.

 

Mettiamo che uno di questi maghi sia un giocatore? un mago ha un certo potere, come può una massa di popolani arrestare un mago ed impiccarlo?  quali regole entrerebbero in gioco? (lotta?...) .. è chiaro che se il mago viene circondato a meno che non si tiri una palla di fuoco sui piedi (sperando di non uccidersi) difficilmente riuscirà a liberarsi di tutti gli assalitori no?

 Immaginiamo che Jake, il mago del gruppo, venga visto mentre evoca un lupo crudele(o qualunque altra creatura).. supponiamo che Jake sia di livello 6 massimo.. così un popolano spaventato(chiamiamolo Bob) grida: "Sortilegio! Quell'uomo sta evocando belve demoniache! divoreranno i nostri figli!" , così' gli amici di Bob, spaventati e preoccupati, arrivano in soccorso, e in breve tempo circondano il mago.. jake avrà, diciamo, 2 turni per decidere come agire prima di essere circondato.

1: Scappa. Tenta la fuga e forse riesce a salvarsi.

2: cerca di parlare e tranquillizzare i popolani. (prova diplomazia? o anche spaventarli con intimidire ma non so se questo aiuterebbe in un caso simile...)

3:  Combatte i popolani. chiaramente la scelta meno saggia. sicuramente qualche popolano morirà ma il mago è molto probabile che perderà, sopraffato dal numero degli assalitori.

in ognuno di questi casi c'è la possibilità che il mago fallisca. Se il tiro va male lui sarà preso e i popolani a quel punto lo impiccheranno giusto? Ma non è un po' esagerato per aver evocato un lupo crudele?

Se avesse ucciso qualcuno sarebbe coerente impiccarlo...Consigli?

 

Ultimo esempio: In Invidia le Necromanzia è illegale. Diciamo però che il necromante(Mago necromante, legale neutrale) in questione non è cattivo e non rianima i morti, bensì debilità i suoi nemici. Il gruppo ha uno scontro in centro città con un gruppo di banditi, in mezzo ad una grande piazza affollata. Il necromante lancia i suoi incantesimi, ma viene visto e qualcuno riconosce la sua arte. Le guardie accorrono, i banditi sono morti o fuggiti e il gruppo resta lì, fiero di aver salvato la giornata, fin quando le guardie non circondano il necromante con picche, alabarde e moschetti intimandogli la resa.

Il necromante qui come sopra ha 3 scelte, anzi 4. Le tre di sopra e la resa.

Diciamo che si arrende, fiducioso di aver agito nel giusto e che una volta davanti ai giudici risulterà giustificato.

Il necromante va davanti ai giudici e comincia a spiegare il perchè delle sue azioni. Il punto qui è " si, hai salvato la giornata, hai fermato i banditi e non hai ferito nessun popolano, ma la Necromanzia è illegale, ed hai infranto la legge, al pari di un ladro che ruba ad un mercante, o di un assassino che uccide. La pena è... (la morte, la marchiatura a fuoco, etc...Consigli?)" non c'è motivo per cui non venga punito, nonostante non abbia fatto nulla di malvagio. Corretto?

Voi come procedereste?

In'oltre si può considerare un personaggio LEGALE neutrale anche quando il suo essere va contro la legge ? La legge vieta la necromanzia quindi lui, in quanto necromante è contro la legge.. 

 

Attendo consigli!

 

Edited by Thorn Firestorm
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Mi trovo anche io in una situazione simile, perché nella mia ambientazione la magia è vietata, in toto, eccezion fatta per le divinazioni, quindi i miei giocatori devono fare tutto di nascosto.

Il punto è questo, devono nascondersi, fingere e negare. Se ci sono testimoni devono essere liquidati (meglio ucciderli, ma se hanno qualche riserva morale potrebbero cancellare loro la memoria.. lo sanno fare vero?) e se non si riesce a liquidarli.. sono cavoli amari. Si scappa, si cerca di cambiare identità, di fuggire alla giustizia. Si tratta pur sempre di un mondo medievale che, mi pare di capire, non fa uso della magia, quindi anche solo cambiare città dovrebbe dar loro modo di respirare.

In ‎02‎/‎02‎/‎2016 at 00:09 , Thorn Firestorm ha scritto:

i popolani a quel punto lo impiccheranno giusto? Ma non è un po' esagerato per aver evocato un lupo crudele?

Assolutamente no, se la magia viene considerata qualcosa di demoniaco. Sta evocando un lupo innaturale, enorme, con zanne che escono un po' ovunque. Letteralmente mostruoso. E' ovvio che la folla vuole ucciderlo. Se ci pensi, anche nella nostra storia, abbiamo ucciso per molto meno e con molta più convinzione di essere nel giusto.

 

In ‎02‎/‎02‎/‎2016 at 00:09 , Thorn Firestorm ha scritto:

non c'è motivo per cui non venga punito, nonostante non abbia fatto nulla di malvagio. Corretto?

Correttissimo. La necromanzia è vietata. SE mi accorgo che la tua è necromanzia, allora vai punito secondo la legge. La legge cosa prevede? Devi deciderlo e puoi deciderlo capendo innanzitutto PERCHE' la necromanzia è vietata.
Per farti capire, in un'altra mia campagna (dove invece faccio il giocatore) il mio pg, un gerofante arcano, sta fondando una nuova città. Tra le leggi che ho ideato, c'è quella che vieta gli incantesimi di necromanzia, eccezion fatta per quegli incantesimi che distruggono i non morti. Ora, se le guardie mi portassero un necromante da giudicare con la situazione che tu hai descritto, considerando che sono un pg NB, gli concederei la grazia, ma con delle condizioni. Innanzitutto vedrei il suo allineamento, cercando eventuale malvagità (in caso ci sia, probabilmente lo giustizierei), poi, se mago, guarderei il suo grimorio per cercare incantesimi che portano in vita i morti. Se ci sono, strapperei le pagine, confischerei il grimorio e condannerei il necromante alla pena capitale... forse prima gli permetterei di spiegarsi.. all'interno di una zona di verità. Nel caso fosse "pulito", lo ringrazierei per il servigio svolto e gli concederei la grazia. Ho vietato gli incantesimi di necromanzia, perché in qualità di druido sono contrario alla creazione dei non morti ed agli incantesimi che hanno effetti innaturali, ed in quanto buono sono contrario agli incantesimi malvagi. Quindi se un necromante non fa nessuna delle due cose, può andare libero.

Questo per farti capire che le motivazioni che spingono un governante a scrivere le proprie leggi sono vitali per capire il tipo di pena e le eventuali riduzioni, aggravanti, eccezioni.

In ‎02‎/‎02‎/‎2016 at 00:09 , Thorn Firestorm ha scritto:

In'oltre si può considerare un personaggio LEGALE neutrale anche quando il suo essere va contro la legge ? La legge vieta la necromanzia quindi lui, in quanto necromante è contro la legge.. 

Non significa nulla, legale non è che segue le leggi. Immagina due città: in una è vietato offrire riparo agli gnomi, nell'altra è illegale rifiutarsi di dare ospitalità a chi ne ha bisogno. Immagina che uno gnomo abbia bisogno di ospitalità, un legale cosa dovrebbe fare?

Non si è legali perché si seguono le leggi, ma perché si ha un codice personale nei confronti del quale si è inflessibile. E' così che definirei il legale, colui che è inflessibile, che non accetta compromessi.

Generalmente, poi, i propri valori coincidono, almeno in linea generale, con le norme della propria società nella quale si è vissuti, ma non sempre è così.

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22 minuti fa, ithilden ha scritto:

Mi trovo anche io in una situazione simile, perché nella mia ambientazione la magia è vietata, in toto, eccezion fatta per le divinazioni, quindi i miei giocatori devono fare tutto di nascosto.

Il punto è questo, devono nascondersi, fingere e negare. Se ci sono testimoni devono essere liquidati (meglio ucciderli, ma se hanno qualche riserva morale potrebbero cancellare loro la memoria.. lo sanno fare vero?) e se non si riesce a liquidarli.. sono cavoli amari. Si scappa, si cerca di cambiare identità, di fuggire alla giustizia. Si tratta pur sempre di un mondo medievale che, mi pare di capire, non fa uso della magia, quindi anche solo cambiare città dovrebbe dar loro modo di respirare.

Assolutamente no, se la magia viene considerata qualcosa di demoniaco. Sta evocando un lupo innaturale, enorme, con zanne che escono un po' ovunque. Letteralmente mostruoso. E' ovvio che la folla vuole ucciderlo. Se ci pensi, anche nella nostra storia, abbiamo ucciso per molto meno e con molta più convinzione di essere nel giusto.

 

Correttissimo. La necromanzia è vietata. SE mi accorgo che la tua è necromanzia, allora vai punito secondo la legge. La legge cosa prevede? Devi deciderlo e puoi deciderlo capendo innanzitutto PERCHE' la necromanzia è vietata.
Per farti capire, in un'altra mia campagna (dove invece faccio il giocatore) il mio pg, un gerofante arcano, sta fondando una nuova città. Tra le leggi che ho ideato, c'è quella che vieta gli incantesimi di necromanzia, eccezion fatta per quegli incantesimi che distruggono i non morti. Ora, se le guardie mi portassero un necromante da giudicare con la situazione che tu hai descritto, considerando che sono un pg NB, gli concederei la grazia, ma con delle condizioni. Innanzitutto vedrei il suo allineamento, cercando eventuale malvagità (in caso ci sia, probabilmente lo giustizierei), poi, se mago, guarderei il suo grimorio per cercare incantesimi che portano in vita i morti. Se ci sono, strapperei le pagine, confischerei il grimorio e condannerei il necromante alla pena capitale... forse prima gli permetterei di spiegarsi.. all'interno di una zona di verità. Nel caso fosse "pulito", lo ringrazierei per il servigio svolto e gli concederei la grazia. Ho vietato gli incantesimi di necromanzia, perché in qualità di druido sono contrario alla creazione dei non morti ed agli incantesimi che hanno effetti innaturali, ed in quanto buono sono contrario agli incantesimi malvagi. Quindi se un necromante non fa nessuna delle due cose, può andare libero.

Questo per farti capire che le motivazioni che spingono un governante a scrivere le proprie leggi sono vitali per capire il tipo di pena e le eventuali riduzioni, aggravanti, eccezioni.

Non significa nulla, legale non è che segue le leggi. Immagina due città: in una è vietato offrire riparo agli gnomi, nell'altra è illegale rifiutarsi di dare ospitalità a chi ne ha bisogno. Immagina che uno gnomo abbia bisogno di ospitalità, un legale cosa dovrebbe fare?

Non si è legali perché si seguono le leggi, ma perché si ha un codice personale nei confronti del quale si è inflessibile. E' così che definirei il legale, colui che è inflessibile, che non accetta compromessi.

Generalmente, poi, i propri valori coincidono, almeno in linea generale, con le norme della propria società nella quale si è vissuti, ma non sempre è così.

Capisco cosa dici sugli allineamenti ma d'altra parte un legale buono è portato quasi sempre a rispettare la legge, eccetto nel caso essa vada contro il suo allineamento morale. mi vedo più in un ottica di questo tipo :

"Un legale buono pensa che lo scopo delle leggi è contribuire al progresso di una società e degli individui.
Un legale malvagio pensa che l’ordine naturale impone che i più forti abbiano il sopravvento sui più deboli, e mira ad avvantaggiarsene, creando una qualche forma di gerarchia di cui egli si trova ai vertici. Un’organizzazione legale buona avrà tra i suoi ideali qualche forma di protezione nei confronti di altri, anche non appartenenti a questa organizzazione; una malvagia prevederà l’annientamento di quelli che non la pensano come loro, e vedrà organizzazioni diverse come pericolose concorrenti da eliminare."

Detto ciò trovo che sia leggermente soggettivo, se pur le basi siano le stesse..

 

Diciamo che per quel che riguarda le leggi purtroppo non tutte sono fatte dal regnante(il quale nella maggior parte dei casi ha ben altro a cui pensare [se hai letto l'altra mia risposta nell'altro post ho indicato abbastanza chiaramente la condizione maledetta in cui si trovano], bensì da un sindaco, o qualcosa di simile. Seppure io ho un'identikit preciso del regnante, so ben poco di questi altri individui e fatico a capire il perchè tali leggi sono applicate.. 
Diciamo che, a rigor di logica, a contadini e popolani capita almeno una volta nella vita di imbattersi in un non morto, a causa di sinkhole di malvagità (una sorta di crepa nella trama del piano generata da morti violente/desolanti/aberranti, nelle quali spettri e simili si aggirano vendicativi o sperduti), necromanti, e simili, per cui ovviamente al popolo non può piacere una cosa simile. Questo giustifica la legge suppongo

Edited by Thorn Firestorm
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I non morti giustificano la legge contraria alla necromanzia e la paura del popolo spiegherebbe un'eventuale estremizzazione della legge. Mi par di capire, comunque, che la magia sia vietata in toto.. o era un'altra città che la vietava? Questa vieta solo la necromanzia?
Magari potrebbe vietare solo la necromanzia intesa come capacità di dar vita a non morti, comandarli e comunicare con loro. D'altra parte in un luogo dove i non morti sono comuni, un necromante amico fa molto comodo, con tutti i suoi incantesimi focalizzati sul controllarli e distruggerli.

Magari il sindaco potrebbe stringere un accordo con il necromante (che poi, noi lo chiamiamo necromante, ma potrebbe anche essere un ammaliatore con incantesimi di necromanzia!)

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  • Moderators - supermoderator

Scusate mi permetto di partecipare al discorso pur non essendo un gran conoscitore di Ravenloft né di Invidia. Ci sono alcuni presupposti del discorso che trovo problematici. Diamo per buono il fatto che esistano dei pregiudizi e delle leggi che dichiarano illegale la magia in un caso e la necromanzia in un altro (è una cosa che, comunque, è sotto il completo controllo del DM, che può essere cambiata a piacimento). Per poter giungere alle situazioni limite proposte si dovrebbero verificare le seguenti condizioni:

  • Capire che è stato lanciato un incantesimo (di necromanzia addirittura, il che presuppone una certa competenza non comune, poi non so se giocate in setting high magic ma in generale non è una cosa immediata)
  • Capire da chi è stato lanciato
  • La motivazione dell'accusatore. Cioè io vedo un mago che evoca una bestia ringhiante enorme e non ci penso due volte ad accusarlo? E se quello si volesse vendicare? Non è per niente scontato, o siete di fronte a un cavaliere con un codice di condotta ineccepibile, oppure la valutazione migliore che chiunque farebbe sarebbe quella di non immischiarsi. Considerate anche che in genere, nei giochi fantasy, si fa riferimento a un tipo di società e cultura vicina a quella medioevale o post-apocalittica, in cui i termini "coscienza" e "civica" non sono mai stati neanche pensati insieme

Passati questi check, bisogna vedere come acciuffano il mago (i popolani che lo accerchiano mi sembra irrealistico, o sono popolani martiri ligi al dovere e all'onore, oppure chisselofila al mago). Una volta fatto bisogna vedere se davvero esiste un sistema giudiziario simile a quelli odierni.

Ora è chiaro che tu come DM puoi fare quello che vuoi e impostare la campagna e il mondo in un certo modo, ma bisognerebbe cercare di avere un minimo di coerenza in tutte le cose. Ma soprattutto, se queste situazioni sono problematiche e rischiano di portare via tempo al gioco o addirittura divertimento, quanto vale veramente la pena fare i pignoli?

Riguardo gli allineamenti non vorrei proprio parlarne, ti rimando a un mio post in un altro topic (link).

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