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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Black Wolf

Bagnùn: il risveglio di Primavera

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Riprendete il viaggio ben riposati dopo la notte trascora nel fienile del buon vecchio Sior Adalberto. Come ogni anno si è dimostrato assai cortese nel concedervi alloggio nel suo podere. Non vi ha chiesto alcuna gabella per le merci che, stipate sul carro che due robusti ronzini trascinano speditamente, state portando a Puntremaàl, nella speranza di piazzarle a buon prezzo. Stamattina, dopo avervi rifornito con un paio dei suoi famosi salami e un tozzo di pane della Rosita, sua moglie, avete ripreso la Strada Pontina, consci che ormai manca appena un giorno di viaggio alle porte della città.

La gente di Bagnùn vi ha affidato le proprie merci: salumi, barili di mele, balle di lana pregiata, vasi di vino novello, anfore di olio, vasellame, formaggette fresce e stagionate, archi, bastoni, statuette in legno. Tutto sarà messo in vendita nella Sagra de Premaviìa, che voi di Bagnùn chiamate "lo Salasso". Coi ricavati dovrete acquistare tutto ciò che sarà utile al paese fino al prossimo anno. Ferro, armi, grano, attrezzi, un nuovo aratro per Frè Tobia, dopo che il suo si è troncato contro un sasso. E così da una settimana siete in viaggio. Un viaggio che ormai è alla fine.

Vi accompagna Sirio, conosciuto come Brav'omo, un mercenario di mezza età che ha acquistato dimora a Bagnùn con i risparmi di una vita. Ora si gode la pensione e non rifiuta mai di dare una mano ai paesani che, contro ogni aspettativa, lo hanno accolto di buon occhio. Sirio infatti è un bestemmiatore. Lo testimonia il grosso buco che ha sulla lingua e che lo ha privato dell'uso della parola. In paese si vocifera che gli inquisitori, i Cornassi -chiamati così per via delle vesti nere, da che deriva il nomignolo 'Cornacchie'- lo abbiano colto nell'atto di insultare Giaio, mentre il cerusico gli estraeva una freccia dal polpaccio. Si sa, la pena per i bestemmiatori è un buco nella lingua con un ferro arroventato. E i Cornassi di rado vengono meno al loro sacro dovere. Resta il fatto che Sirio è un brav'uomo, lavoratore e altruista. Vi fidate di lui, della sua robusta spada e dei suoi silenzi rassicuranti.

Avete lasciato il podere di Sior Adalberto da qualche ora, quando incrociate lungo la via una staffetta a cavallo. Il suo arrivo è preannunciato dal rumore della sua cavalcatura, che il ragazzo sprona a sangue. Non si ferma neppure un istante alle vostre domande, ma procede come una furia nella direzione opposta alla vostra. Eppure siete certi sia una staffetta. Portava i colori del Marchese Bruttorovo, signore di Puntremaàl. Strano, pensate. In genere i ragazzi che fan da staffetta colgono tutte le occasioni per fermarsi a far due chiacchiere.

Poco male, procedete ancora qualche ora, per poi fermarvi per il pranzo e per abbeverare i ronzini e il cavallo di Sirio presso un torrentello che scorre presso la strada. I salami di Sior Adalberto, come ricordavate, sono ottimi e nutrienti! La sosta è gradevole presso il fiumiciattolo, e avete persino la fortuna di gustare qualche mela precoce da un grosso albero ombroso. Il cinguettare dei merli vi ricorda con piacere che l'inverno è ormai alle spalle, che a Bagnùn non è morto nessuno e che si può sperare in un nuovo anno di prosperità.

Riprendete il cammino, e ormai dovrebbero mancare poche ore per giungere alla Porta Maestra di Puntremaàl, quando, con un rombo di temporale, venite superati al galoppo forsennato da un'intero squadrone di cavalieri di Rocca Gragnuola, piazzaforte dell'Imperatore in questa regione di periferia. La Rocca dista circa sette ore a piedi da dove voi vi trovate. Il grande stendardo del bastione innevato si staglia chiaro all'orizzonte anche dopo che i soldati si sono allontanati. Sempre più strana la faccenda.

In lontananza, ormai quasi all'imbrunire, scorgete la Torre della Pietra, bastione più alto del Castello di Puntremaàl, che sorge su una collina alla confluenza di due fiumi, il Magra e il Roveto. La città imperiale di Puntremaàl compare dinnanzi a voi, con le sue torri campanarie e le case dal tetto spiovente, tutte ammassate le une alle altre. Potete già scorgere la fila di carri, carretti e muli da basto che affollano la via in prossimità del cancello della città. Non siete certo gli unici, infatti, ad aver qualcosa da vendere alla Sagra de Premaviìa!

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Immagine:

Spoiler:  

Earthdawn+Weaponsmith+04.jpg

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Diciamo che le due immagini sono lui a 20 anni, e lui a 40: è una via di mezzo fra le due avendo 29 anni.

Oh, no...Pure la fila ci tocca. E che diamine. Se becco quegli ufficiali di guardia che causano questi rallentamenti... Borbotto estremamente scocciato, agitando il pugno.

Le mie mani seguono i miei vestiti dal petto al bacino: Porto una camicia con le maniche arrotolate, i possenti muscoli scoperti. Le mani scorrono lungo lo spesso grembiule da fabbro che porto non solo per proteggermi dalle scintille, ma anche ormai per abitudine. In realta' ha anche una cotta di maglia che porta per sicurezza aggiuntiva sopra le vesti.

Le mani corrono al bacino all'orlo inferire del freddo giaccia di maglia, afferrandolo e sfilandomelo di dosso appoggiandolo sul carretto insieme al mio maglio per forgiare. Non sapeva usare spade e armi normali, non gli interessava la guerra, ma col martello era forte a picchiare, e in caso di bisogno con dei briganti o simili avrebbe avuto un grande effetto sul loro cranio.

Ora che ha appoggiato l'armatura mentre avanziamo tiro fuori da una delle tasche una pipa scura, mettendoci dentro poco tabacco ed un po' di paglia per poi accenderla. Prendo un paio di ampie boccate, sbuffando fumo dalla parte opposta rispetto a Miranda.

Mi giro a guardare poi la ragazza togliendo di bocca la pipa sorridendole con fare fraterno. Visto? seguo il tuo consiglio: smetto di fumare poco a poco.

Rivolgo poi stango lo sguardo ai confini cittadini.

Ci toccherà attendere un bel po', ma appena entriamo giuro che svengo a letto con un bel boccale di birra in mano.

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"... non mi pare che siamo venuti qui per andarcene subito, dobbiamo comunque rimanervi fino alla fine della fiera, magari durante l'attesa stringiamo patti e amicizie con altri mercanti?"

Sorrido mentre rispondo pacata al mio compagno, gli passo una mano sulla nuca e con fare infantile gli strapazzo la cute.

Per l'occasione mi sono messa il mio vestito preferito, è una veste avorio molto leggera, non vedo l'ora che arrivi il caldo proprio per poterlo sfoggiare,

le maniche mi cadono sui dorsi delle mani, con una trama di pizzo molto articolata, la veste era prima più scollata, ma mio padre ha insistito nel dire che molte signorine hanno preso la tisi,

insistendo nel pavoneggarsi andando in giro con il petto scoperto, la veste non arriva fino ai piedi, essendo una umile signorina di un borgo, devo camminare tra i ciottoli e il fango, la veste si sporcherebbe di continuo. È tirata un pò su e alla fine della veste si intravedono i miei stivaletti di cuoio, stonano, ma sono comodi per camminare.

Non riesco a smettere di sorridere, sono felicissima ... "... tutte queste persone, questi colori ... e i profumi" annuso l'aria, anche se il tanfo dei ronzini è molto forte,

la brezza che tira dalle montagne porta con se l'odore dei tigli in fiore, "vedrai quest'anno, ho letto un libro sulla negoziazione, sono sicura che riusciremo a tirare i prezzi e rendere il salasso meno pungente questa volta ..." fisso Ector e Sirio, cercando un loro cenno positivo.

Scheda:

Spoiler:  

Nome: Miranda Camun

Razza: Umana

Classe: Adepta

Allineamento: LB

Età: 21

Sesso: Femmina

Altezza: 165 cm

Peso: 55 Kg

Occhi: Verdi

Capelli: Biondi

BG:

Miranda è una dolce ragazza, si dedica con amore alla cura del padre vedovo, il vecchio fabbro del paese.

Miranda è sempre calma e pacata, cerca sempre di risolvere tutti i problemi, con serenità ed evitando i litigi, non gli piacciono.

Ha delle vesti sempre molto eleganti, spesso si cinge i lunghi capelli biondi con i fiori che coltiva personalmente nell'aiuola davanti casa.

Quando arriva l'inverno, si dedica alla cura dei bambini dei contadini, fa sia da balia che da insegnante.

Miranda sogna la vita fuori dal paese, vorrebbe vedere il mare almeno una volta,

ma sa di essere legata al bene del paese e non ha il coraggio di abbandonare il villaggio per proprio egoismo.

Miranda dovrebbe capire che non può fare tutto da sola e che prendersi cura di se stessa è importante quanto prendersi cura degli altri.

Miranda ha un vecchio libro della madre, dentro di esso c'è una sua lettera, dove confessa di amare un altra persona e di voler fuggire con lui, abbandonando la sua vecchia vita.

Miranda non sà che in realtà la vecchia vita della madre era in una congrega di streghe e che l'uomo con cui voleva fuggire è proprio suo padre, lei invece crede il contrario e per questo non vuole abbandonare il padre a se stesso.

Emma, la cappellana del paese, si è sempre presa cura di Miranda e le ha insegnato la buona educazione e l'istruzione.

Ectro, l'aiutante fabbro del padre, è un tipo robusto e rozzo, ma gentile con lei e attraente. È litigioso e Miranda lo rimprovera sempre.

Vanessa, la figlia del mercante è invidiosa e spocchiosa, cerca sempre di punzecchiare tutti e Miranda riesce sempre a rigirare l'insulto con una gentilezza.

Il ricordo di una ricetta della madre, uno strano liquido che il padre beveva quando tornava dalla caccia ferito.

Il padre che con le sue rozze mani ha scolpito una rosa di metallo per la tomba della madre.

Una farfalla che sbatteva alla sua finestra, come a dargli il buongiorno, lei era malata da giorni e non smetteva di avere la febbre, la madre gli disse che basta attendere con pazienza e la primavera arriva da sola.

Caratteristiche:

Forza 8 [-1]

Destrezza 10 [+0]

Costituzione 10 [+0]

Intelligenza 16 [+3]

Saggezza 20 [+5]

Carisma 14 [+2]

Iniziativa: +0 [DES +0]

Velocità: 9m

PF:(d6) 6

CA: 12 [+2 Armatura]; Contatto 10; Sprovvista 12;

Armatura: Cuoio

TS:

Tempra +0 [base +0; COS +0]

Riflessi +0 [base +0; DES +0]

Volontà +7 [base +2; SAG +5]

B.A.B.: +0

Attacco:

- mischia -1 [b.A.B. +0: FOR -1]

Pugnale 1d4-1, 20 x2

- distanza +0 [b.A.B. +0: DES +0]

Pugnale 1d4-1, 20 x2 3m

Fionda 1d4-1, 20 x2 15m

- abilità speciali

- incantesimi

Liv 0 CD 15

-

-

-

Liv 1 CD 16

-

-

Abilità: (6)

- di classe

Addestrare animali: (CAR) +4 = 2pt +2

Artigianato calligrafia (INT) +6 = 3pt +3

Artigianato alchimia (INT) +4 = 1pt +3

Concentrazione (COS) +2 = 2pt +0

Conoscenza storia: (INT) +5 = 2pt +3

Conoscenza natura: (INT) +5 = 2pt +3

Conoscenza religione: (INT) +5 = 2pt +3

Guarire (SAG) +8 = 3pt +5

Sapienza magica (INT) +6 = 3pt +3

Sopravvivenza (SAG) +7 = 2pt +5

- non di classe

Diplomazia (CAR): +6 = 2pt +2 +3(Talento)

Talenti

Scrivere pergamente [umano]

Abilità focalizzata Diplomazia [1 Livello]

Equipaggiamento

2d4 x 10mo

Pergamena di Protezione dal Male 12.5mo

Pergamena di Sonno 12.5mo

Armatura di cuoio 10mo

Pugnale (x4) 8mo

Fionda

Borsa per componenti da incantesimi 5mo

Corda 10m 1mo

Coperta di lana 5ma

Custodia per mappe e pergamene 1mo

Acciarino e Pietra Focaia 1mo

Corda 1mo

Giaciglio 0,1mo

Otre 1mo

Razione da viaggio(5) 2,5mo

Sapone 0,5mo

Torce x3 1,5Kg 0,03

Triboli x3 3mo

Zaino 2mo

Preparo:

Spoiler:  

Liv 0 CD 15

- Individuazione del Magico

- Guida

- Riparare

Liv 1 CD 16

- Cura ferite leggere

- Benedizione

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Ector

Mi giro a guardare Sirio con un sorrisetto quasi malinconico ma felice, per poi guardare la ragazza e passarle una mano sulla testa come sono solito fare sin da quando aveva 12 anni.

Ne sono sicuro. Per questo ci siamo portati la nostra migliore negoziatrice.

Mi stiracchio, cercando di concentrarmi sui colori, le persone e i profumi. ...Un mucchio di mercanti esigenti in fila, guardie scorbutiche, puzza di cavalli...Mah.. sinceramente invidio la sua positività visibilmente infastidito dall'odore preferendo quello di fumo e cenere di una forgia dove mi sento veramente a casa.

Quel libro quando tuo padre lo ha visto te lo ha preso di corsa. Sei fortunata ad avere un padre così affettuoso. faccio a lei ridacchiando. Mi ha anche dato le monete per prenderle un altro libro o qualcosa che le piaccia di nascosto. Speriamo di arrivare presto.

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Dopo un'altra oretta di marcia, finalmente guadagnate l'ultimo posto nella fila per entrare nel borgo di Puntremaàl. Ma non restate gli ultimi per molto tempo. Numerosi carri, muli, carriole, gente appiedata e persino cani bardati per il trasporto si accodano dietro di voi, giungendo un pò da ogni luogo. Proprio di fronte a voi c'è una donna che spinge una grossa carriola, colma fino all'orlo di sacchi di tela. Emettono un forte odore di cipolla, così come la proprietaria. A dispetto dell'odore, vi si rivolge con un sorriso sdentato, presa, come tutti, dall'euforia che precede la Sagra. In effetti quest'anno pare esserci molto più entusiasmo, come notate dal vociare concitato che percorre la lunga colonna di gente in attesa.

"Buondì compari, da duv'a vegnì? Mi a son de Giassa, o savè duv'a l'è?" vi fa, in un dialetto che a stento riconoscete. Poi, notando le vostre facce attonite, aggiunge, in sforzandosi di usare la lingua di Puntremaàl: "Avè sentitto? O ghè anche l'Imperator quest'anno chi! Lo sta arrivando in sti mumenti! Per quello lì che siamo ad aspettare!"

Un uomo dietro di voi che donduce per la cavezza un mulo carico di due grosse casse fa: "O belin!" in un'esclamazione tipica della zona "Quando a ghè i ricchi per le balle, te puoi star certo che ghe remettiamo noialtri!"

Guardie armate che indossano la livrea Puntremalese percorrono regolarmente la colonna, scortando funzionari che annotano nomi e bagagli di quelli che devono entrare. Le domande che pongono sono sempre le stesse, ma le risposte sempre diverse. "Quanti siete? Da dove venite? Cosa trasportate?"

Di tanto in tanto qualche soldato zelante perquisisce qualcheduno, mentre un'altro scandaglia i carri grufolando come un cinghiale.

Anche il vostro carro è sottoposto a tale ispezione, ma non fila tutto liscio. Un soldato dal grugno piatto, forse spaccato da qualche colpo di mazza, addocchia una delle spade che fa il papà di Miranda. Si rivolge in dialetto al suo collega, tirando fuori l'arma dal vostro bagaglio e ammirandola per bene: "O cos' te disi Francheto? Me fà figùra?" e se la porta al fianco, ignorandovi completamente. Il compare si fa una rista, approvando con vigorosi cenni della testa, al che la guardia che ha preso la spada si rivolge a Ector: "Se vuoi entrare in città, questa me la regali, eh?"

Sirio lo scruta dal retro del carro, come sempre in silenzio.

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Ector

Lo sguardo è decisamente infastidito quando scrutano i bagagli e estraggono la spada giocandoci prima e poi esigendola come tributo.

Questi infami... penso nervosamente, portandomi una mano alla bandana che porto in testa.

Allora.. quella spada la potrei vendere a ben 15-20 monete d'oro. Qui dobbiamo tirare la cinghia per fare quanti piu' soldi possibile per comprare le cose che servono al villaggio...

Penso un secondo alla domanda della guardia. Se non avesse quella uniforme gli avrebbe tirato un cazzotto al grido di ''ma sei scemo?! siamo già con l'acqua alla gola!'', ma il suo sguardo ando' alla ragazza e al carretto. Meglio non creare guai... vorrei evitare di litigare... mi toccherà vendere la cotta di maglia. Dobbiamo tutti stringere la cinghia, no? Prendero' del ferro per farmene un altra a casa. Beh', tanto vale approfittarne della sfortuna. Cosa aveva detto miranda sull'immagine?...ah! ''La pubblicità e' l'anima del commercio.''

Sbuffo, poi guardo la guardia sorridendo sinceramente e dandogli una amichevole pacca sulla spalla

Oh, si che c'avete occhio voi! Una delle famose spade del fabbro Camun, di cui sono alievo! Forma perfetta e baricentro dell'arma a 1/3 per permettere le stoccate agili: il massimo. Dico bene Miranda? Quanto valeva...20 monete, giuto?

Poi bisbiglio. Detto fra noi questa si vende benissimo e mi dispiace separarmene a prezzo zero, ma posso farne dono a voi per ringraziare della protezione che ci fornite. Anzi, faro' di meglio: fatela vedere ai vostri colleghi. Quando metteremo su' il banchetto sconto di 4 monete d'argento sulle armi piccole, e ben una moneta sulle armi da guerra per tutte le guardie! Un modo per ringraziarvi del vostro lavoro!

Ora, vi auguro buon lavoro, spero che potremo incontrarci presto...marciremo qui in fila temo, faccio in tempo a forgiare una completa io, AHAHAH! Speriamo bene!

Spoiler:  
Una prova di diplomazia chiedendo aiuto a Miranda XD non cerco di avere benefici ma solo di imbonirmeli e se gli gira farci entrare prima XD

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Mentre siamo in fila, non riesco a smettere di curiosare nei carri degli altri, faccio domande sui prodotti, su come capirne la qualità,

ogni tanto mi scuso e nel mio blocchetto prendo degli appunti, più le persone sono anziane e più stringono a se i loro segreti nel lavorare, proprio perchè sono i più preziosi,

m cerco sempre di insistere e impietosirli, per carpire più informazioni utili che posso,

"Mi deve scusare se insisto nel sapere come riconoscere il perfetto grado di maturazione di questi frutti, ma sono un insegnante, appena torno a casa a Bagnùn devo raccontare più cose possibili ai miei alievi,

lei sa che i bambini sono sempre curiosissimi"

Le guardie mi sembrano pompose ed arroganti, sopratutto perchè a guardarli, si vede che sono degli sbarbatelli, Ector si sta frenando, sarebbe scattato per molto meno.

Vedendo la scena, rimango sorpresa, l'arroganza non mi è mai piaciuta, questa spada dovete guadagnarvela davvero

pacatamente, con un tono quasi ingenuo riprendo il discorso

"Ector, io direi molto di più, mio padre ha inserito dei preziosi metalli nella miscela, per aumentarne la flessibilità.

Permettetemi di essere franca con voi, siamo venuti fin qui per vendere queste bellezze, non pagare il prezzo che valgono è quasi un offesa, sia al creatore, ma soprattutto alla lama stessa,

se non pagate la lama, essa non vi riconoscerà mai come vostro cavaliere e in battaglia non darà il massimo al vostro servizio" inizio ad alzare un pò il tono della voce, come quando devo rimproverare i miei alunni per un gesto scorretto, ma cercando di fargli capire come migliorare.

"Il panettiere fa un pane più fragrante mettendoci la passione perchè sarà ricompensato, anche se una mamma serve ai suoi figli il miglior pane che riesce a comprare, per amore del gesto e non per il pane in sè.

Come insegna il Dio Gaio, 'ci vuole poco a trasformare un gesto di arroganza in uno di gentilezza, in modo da ricevere la mia benedizione' "

Concludo fissando il soldato che ha requisito la spada, speranzosa nel fatto che in fondo sia una persona di indole positiva.

Spoiler:  

Faccio due Diplomazie +6

Una è per raccogliere informazioni su come sia andato il raccolto degli altri venditori.

L'altro per convincere i soldati a non fare gli arroganti e a pagare il dovuto.

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Miranda, coi suoi modi cortesi, si attira ben presto la benevolenza della gente in attesa e, sebbene tenda un pò troppo a ficcare il naso negli affari altrui, sono in pochi a risponderle con sgarbo. Scopre così che quest'anno è stato un anno benedetto per gli agricoltori, che hanno goduto di raccolti abbondanti e sani. Non lo stesso si può dire degli allevatori. Uno strano morbo pare aver colpito le bestie, in modo particolare le mucche, tanto che in molti casi si è dovuto abbatterle. Infatti assumevano comportamenti aggressivi, rifiutandosi di mangiare e, anzi, arrivando spesso ad uccidersi a vicenda pur di mangiare le carni delle bestie ammazzate. "Dev'esserci sotto qualcosa!" è l'esclamazione più frequente, ma non mancano anche "Tutta colpa di quegli Elfi maledetti! Ne ho visto uno aggirarsi nei miei boschi proprio il giorno prima che la mia Torella si ammalasse!" o anche "Sono quelle streghe maledette! Non capiscono che con le loro follie danneggiano tutti?"

Anche i cacciatori, e di conseguenza i pellettieri, i conciatori e i cuoiai, sono preoccupati da una generale mancanza di selvaggina. Le bestie sembrano quasi scomparse dai boschi e quelle che si trovano sono troppo sospettose per essere facili prede, come un tempo.

Quando poi rispondete alla guardia, l'uomo dal volto spaccato si fa una grassa risata raschiante. Guarda prima Ector e poi Miranda, volgendosi poi di nuovo a Ector. "Oh, oh! La tua figliola ha le zanne, eh? Ti conviene insegnarcelo che deve tenere il becco chiuso, o qualcuno te la può danneggiare, eh?" la sua espressione è ora seria e cattiva, il cipiglio crudele si sposta sulla donzella.

Poi si spiana in un sorriso, dicendo: "Ma come se fa a dirghe de no, ad un osèo tanto lesiadro? E che canta così ben? Tienti la tua spada, madamigella, in gloria al tuo bel musetto."

Poi torna a rivolgersi ad Ector "Ma lo sconto lo vogliamo, chiaro!"

Il funzionario che ha assistito a tutta la scenetta senza batter ciglio, pone una firma sul suo registro dopo aver annotato i vostri nomi, poi con voce annoiata, dice: "Tutto in regola, potete entrare." e la seconda guardia vi porge un piccolo nastro rosso. "Mostratelo all'ingresso."

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Rimango seriosa finché i soldati non si allontanano,

appena sono lontani, sfodero un sorriso smagliante

"Come dico sempre, con le buone si ottiene tutto"

Prendo il nastro rosso, non è sicuramente pregiato, ma è molto carino e si intona bene con il colore della mia chioma,

mi ci raccolgo i capelli da un lato, facendo una treccia veloce.

"Mi dona vero? Il detto non è completo, ... con le buone e con il fascino, si ottiene tutto.", sorrido e avanzo oltre le guardie, senza attendere gli altri,

entusiasta e curiosa di sapere cosa mi attende.

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Sorrido diplomatico alla guardia dandogli una pacca sulla spalla.

Eh, purtroppo è un peperino, ma una brava ragazza.

Certo che avrete lo sconto! Venite a trovarmi con i vostri colleghi, mi raccomando! Concludo infine mentre si allontanano.

Non appena sono sufficientemente lontani il sorriso diplomatico diventa una espressione contratta fortemente infastidita. Sputo a terra guardando molto male in direzione delle guardie, sfogando la mia frustrazione.

Luridi sacchi di sterco di vacca. Osate provarci ancora dopo la fiera mentre non ho la responsabilità del villaggio sulle spalle e vi insegno io come trattiamo noi fabbri quelli dalla mano lesta. Guardie corrotte del cavolo...vi ''danneggio'' io se riprovate a dire qualcosa del genere, ma col mio maglio e sulla vostra brutta faccia. Mi giro verso i miei compagni di viaggio poi, rimettendo in bocca poi la pipa e sbuffando nervoso. Beh, con le buone si ottiene tutto, ma una lezione a quei pischelli gliela darei volentieri, giuro.

Sbuffo, sforzando un sorrisetto alla ragazza. Beh, almeno questo guaio è passat...oh, ti stà davvero bene quel fiocco. concludo un pelo rallegrato, vedendo come il fiocco le stia bene. Faccio per rimettere a suo posto la spada che quella parte per la città. Facco cenno al nostro accompagnatore di andare avanti e le vado velocemente dietro. Aspettaci! Non andare avanti così da sola! In città è pericoloso, e hai tu il nastro per entrare!

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In poco più di un'ora, mentre il sole sta ormai calando alle vostre spalle, guadagnate i cancelli cittadini. Sono posti alla fine di un ponte a volta, piuttosto lungo ed ornato di statue e fregi pregiati, a dar sfoggio della potenza e della ricchezza della cittadina di Puntremaàl. Le guardie di stanza all'ingresso non fanno storie quando Miranda esibisce il vezzoso fiocco rosso, limitandosi ad una lunga occhiata alle 'mercanzie', sia quelle poste sul carro, sia quella della ragazza. "Dritti su per il Sestriere, per la Piazza del Duomo. Potete sistemarvi là, se trovate un buco." vi dice un funzionario con una grossa carta in mano.

Dentro le mura le strette vie del borgo sono gremite di gente, bancarelle in allestimento, mendicanti, cani, mucche, soldati gradassi, qualche sporadico nobiluomo a cavallo, loschi figuri agli angoli delle vie. Il tanfo è morboso per voi che siete avvezzi ad una vita in campagna, una puzza nauseante di escrementi, urina, vomito, sangue con un forte odore di muffa, sporco e fumo a fare da collante. Un mercante che espone stoccafisso salato non contribuisce certo al miglioramento dell'atmosfera. Notate però che la città è agghindata a festa. Gli stendardi blu e gialli, colori araldici del Signore di Puntremaàl, fanno bella mostra di sè ad ogni facciata di case fatiscenti, ammassate le une sulle altre, col primo piano in pietra e il secondo in legno. Raramente gli edifici superano i tre piani. Percorrendo il Sestriere non potete fare a meno di notare la Rocca del borgo, un castello imponente arroccato su uno sperone di roccia, tutto circondato da case e palazzi addossati e stretti stretti fra loro al fianco della collina. Oltre allo stendardo blu e giallo, un'enorme bandiera color porpora svetta dal mastio della fortezza.

Musici di ogni sorta si uniscono al cicaleccio della gente e ai reclami urlati dei mercanti nel creare una cacofonia assordante. Un pò spaesati, riuscite a trovare la Piazza del Duomo, che prende il nome dal grande tempio di Giaio che con la sua facciata laterale costituisce il confine dell'enorme spiazzo lastricato. Qui centinaia di carri, carretti e carrettini si stanno parcheggiando alla rinfusa, a stento controllati dalle decine di funzionari che, chiaramente, non ci capiscono più nulla di planimetrie, data l'enorme affluenza di mercanti.

La sera sta calando, e uomini che indossano una livrea nera fanno la loro comparsa reggendo fiammelle schermate con cui accendono numerose lampade ad olio site a intervalli regolari lungo le strade.

Un banditore dalla tunica scarlatta, accompagnato da armigeri dal volto coperto da grandi elmi a celata finemente intarsiati sta declamando il programma della fiera.

"Dopo le odi della sera, funamboli e giocolieri si esibiranno per voi nella Loggia dell'Orefice. L'Osteria dell'Argento offrirà vino caldo speziato per tutta la notte a prezzi di favore!

Domattina all'alba i mercanti apriranno i loro banchi. Le Odi di Giaio saranno officiate nel duomo dal Cappellano Imperiale Sua Santità il Radioso Gioberto de' Mugnaini. All'ora terza dopo le Odi, l'Imperatore stesso, l'Innominabile signore di ciò che è terreno, terrà un sermone beatificante a tutta la popolazione! Onore Massimo!"

e via dicendo, esponendo le attrazione della città e facendo pubblicità agli sponsor.

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Ascolto il banditore affascinata "Quante cose si possono fare qui in città ... mai noi abbiamo del lavoro da fare e delle provviste da raccimolare giusto?" guardo Ector,

pronuncio la frase più per reprimere le mie voglie di divertimento che le sue.

Gironzolo, guardo, curioso tra i carri delle altre persone.

"Riuscirei perfettamente a destreggiarmi in un bosco pieno di animali selvaggi ... ma qui c'è da perdere la testa ...

Direi che per trovare una sistemazione dobbiamo sgomitare tra i vari partecipanti piuttosto che metterci in fila e aspettare il nostro turno ..." dico rammaricata, guardando oltre l'orizzonte delle persone stando in punta di piedi.

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E che diamine, era l'ora che ci facessero entrare. borbotto innervosito quando passiamo la porta...per poi innervosirmi ancora di piu' a vedere la folla.

Ma che..?! Siamo arrivati tardi temo. sbuffo. Ci toccherà sgomitare per un posticino...odio quando mi tocca fare la fila per mettere su' un banchettino. Ascolto quanto ha da dire il banditore, prendendo appunti mentalmente. Questa osteria dell'argento sara' piena zeppa di clienti e gente dalla mano lesta temo. Dovremo stare attenti se vogliamo andare la'.

Un mezzo sorrisetto allegro si fa' largo sul volto a sentire la ragazza. Ci sono venuto solo un paio di volte: ci sono fin troppi divertimenti tanto da perderci una fortuna o diventare perdi-giorno se non ci si stà attenti. Ridacchio. La prima volta che sono venuto ho ho provato alcolici mai visti prima, e quando ne ho provato uno chiamato ''Assenzio'' dopo un paio di bicchieri ero già sbronzo marcio! scoppio a ridere. Ah...che ricordi. Saranno ormai 10 anni fa': avevo appena 19 anni, quasi 20.

Guardo la ragazza, riprendendomi. Ah, ma stavo divagando.

Intanto vediamo di mettere su' il banchetto, poi possiamo dedicarci una serata per girare le bellezze di questa città. Che te ne pare?

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Ben presto non potete più godere della visuale sopraelevata che avevate dal carro. Il ronzino che lo traina, innervosito da tutto quel clamore e da quella grande massa di persone, sembra non volerne sapere di entrare nella Piazza. Tocca dunque scendere e condurlo a briglia, coprendogli gli occhi con gli appostiti finimenti e calmandolo con qualche carezza e parole affettuose.

La ricerca di uno spazio vacante ove allestire il banchetto si rivela un'operazione piuttosto lunga e difficoltosa. Ogni volta che addocchiate un posticino libero tra la folla, lo trovate poi occupato quando finalmente riuscite a raggiungerlo. Il marasma di colori, odori e suoni non fa che rendervi più difficile l'operazione. Merci di ogni tipo cominciano ad essere esposte sui banchi già allestiti e non è raro trovare pregiate pellicce di zibellino ricamate vicino alla "Formaggetta del Nonno Giò". Ciascun mercante espone, bene in vista, uno stendardo che raffigura come può ciò che vende, così che la Piazza, poco a poco, assume l'aspetto di una foresta di ferri di cavallo, cavoli, scarpe, cuoio, pellicce, bottiglie di vino, forme di formaggio, persino carbone.

Dopo quasi un'ora di girovagare senza meta, sentite qualcuno che vi chiama a gran voce. "Ohei, maniscalco! Ehi, te, con la figlioletta ciarliera!"

Voltandovi in direzione del richiamo, scorgete la guardia che voleva requisirvi la spada a una ventina di metri da voi, che svetta sopra la folla grazie al fatto di trovarsi in piedi sul basamento di una fontana che adorna il centro della piazza. Si sbraccia in vostra direzione, invitandovi a raggiungerlo. Ci riuscite in pochi minuti, e quando siete nei pressi vi apostrofa allegro. "Visto qua che bel posticino che v'hao trovà? Non g'aveo vogia de xtare a zercarvi pè tùto il burgo, sicchè a g'avè il mio permisso de alestire lo banco su sto bel slargheto qui! Lo vedrìa che begli affari chè farè! M'aspetto un bello sconto, eh!" vi indica con orgoglio il basamento della fontana, sgombro dalla gente in quanto un piccolo cordone di guardie in livrea gilla e blu lo presidiano. Da lì sopra potete godere della vista di tutta la piazza e sicuramente di molte occhiatacce che vi vengono riservate dai vostri colleghi meno "privilegiati".

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Mi destreggio tra strattoni, spinte e imprechi. Andiamo piano, evitando di schiacciare i piedi delle persone, "E poi dicono che noi campagnoli siamo incivili" dico sorridendo per sdrammatizzare.

Faccio un grande sorriso quando vedo la guardia che ci chiama goffamente, la folla un pò si separa per farci passare, gli occhi sono tutti su di noi, non riesco a trattenere l'imbarazzo,

mi accosto al ronzino umilmente. "Ehilà, siamo riusciti ad arrivare" rispondo a caso, non riuscendo a capire lo strano dialetto che parla il soldato, gli faccio un inchino tenendomi la veste con le punte delle dita,

"lei è un gentiluomo, che la benedizione di Gaio la accompagni" guardo anche gli altri compagni, faccio un inchino veloce anche nella loro direzione.

Tocco l'acqua della fontana e con un gesto lesto, mi sciacquo le mani e il viso. "Scusate se faccio dei convenevoli frettolosi, ma non vedo l'ora di allestire la bancarella e mostrare la mia meravigliosa merce."

faccio un cenno ai miei compagni, come a chiedere da dove cominciamo per allestire il tutto "Io inizio ad allestire il banchetto e ad abbellirlo, voi sistemate i carichi pesanti" faccio un sorrisetto ad Ector, mentre sottolineo l'ultima parola.

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Faccio un sorriso alla guardia. Una pacca sulla spalla, tono cordiale.

Ma non dovevate! Avevo intenzione di farvi lo sconto a prescindere!

Odio inimicarmi la gente...ho paura di qualche scherzetto da parte degli altri mercanti...ma va beh, almeno abbiamo un buon posto. Venderemo subito tutto e leviamo le tende.

Guardo la ragazza facendole un sorriso, non capendo esattemente se c'è qualcosa dietro le sue parole, ma rivolgendomi di nuovo alle guardie.

Vi ringrazio nuovamente e aggiorno la mia offerta: per i membri della guardia e dell'esercito sconto del 15% su tutte le armi e le armature che abbiamo in vendita!

Passate fra un po' quando avremo esposto tutto per venire a vedere la nostra magnifica merce.faccio concludendo con un sorriso mentre inizio a tirare giu' le casse piu' pesanti dal carro e alcune armi.

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Le guardie prendono congedo facendosi largo baldanzose tra la folla, lasciandovi al vostro lavoro. In poco più di un'ora il vostro banco è bell'e pronto, con tanto di insegna colorata e piccoli sedili per i vostri poveri fondoschiena. Sotto al banco avete tutto lo spazio per coricarvi per la notte, ma quel che ora vi preme di più è riempire lo stomaco!

Sirio vi ha dato una grossa mano nell'allestire la bancarella, ma ora udite un forte gorgoglio provenire dalla sua pancia, ed uno sguardo feroce vi fa capire che non è tipo che sopporta volentieri il languore.

Udite, incanalata dalle viuzze che sboccano nella Piazza del Duomo, una musica festosa, che proviene quasi certamente dai musici che accompagnano lo spettacolo dei giocolieri di cui parlava il banditore. Ormai nella vostra piazza sono rimasti soltanto i commercianti e tutti, chi più chi meno, hanno trovato posto per esporre le proprie mercanzie. Solo una donna sulla sessantina, senza denti, nè capelli, si aggira per i banchi offrendo con voce stridula "Torta d'erbi! Vino di Corniglia! Salame del nostro! Mezzo ducale!", esponendo su un vassoio dall'aria pesante delle piccole torte di verdura, salami poco stagionati e sudici bicchieri di vino bianco piuttosto torbido.

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Il cibo della vecchina sembra sfizioso, ma poco sostanzioso.

"Io sto bene anche con un pò di acqua e qualche frutto, ma voi forzuti dovete essere in forze, un bel spezzatino di cinghiale ve lo siete meritato.

Ma qualcuno alla bancarella deve sempre esserci, rimango io voi andate. Vedrete che nel tempo in cui mangiate, io avrò già venduto tutto"

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