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Black Wolf

Circolo degli Antichi
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About Black Wolf

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    Campione
  • Birthday 12/22/1992

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    La Spezia
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    D&D
  • Occupazione
    Disoccupato

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  1. "Kisha, Tieni il fronte, torno in un lampo." ringhio, all'indirizzo della mia compare. Poi, senza perdere altro tempo, con un urlo di furore mi getto a capofitto contro il lupo che si avvicina sul fianco, la mia ascia alta sopra la mia testa e lo scudo davanti a me. Master Spoiler: Effettuo una carica diretta contro il lupo che si avvicina dal fianco. La mia velocità base è 12m. TxC (compreso di bonus da carica) è +11. Danni 1d10+1d6+4. Classe armatura fino al round successivo: 19
  2. Non ho nulla da ripondere alle parole di Xillfass. Ha ragione, chi non vorrebbe fuggire da un tale inferno? Assisto poi, tenendomi in disparte, all'alterco che scoppia tra le varie parti. Le parole sagge del capo villaggio, come sempre, mi aiutano a capire che effettivamente la faccenda di Xilfass mi tange ben poco da vicino e che l'astio provato verso l'ex prigioniero non è altro che un riflesso dell'antipatia che gli Shoanti hanno per lui. Finora non mi ha portato che bene, e non sembra in mala fede. Forse è giusto concedergli una possibilità. Di certo non spetta a me decidere. Quando la discussione, dopo le urla di Elya, sfocia in una breve schermaglia, resto nella locanda osservando con ammirazione l'Anziano del villaggio. "Saggio Anziano, ascoltando le tue parole, non posso che esser dalla tua. Kurtis non dovrebbe negare asilo a chi lo chiede, eppure è giusto che siano gli Shoanti a decidere del fato di colui che è principalmente legato a loro. Per quanto forse tardive" dico, rivolgendomi ora a Lord Xillfass "vi porgo le mie scuse per la mancanza di rispetto e di raziocinio che ho mostrato nei vostri confronti." Infine il capo si rivolge a Kenstax e mi pare lo faccia con toni vicini al confidenziale. Ma allora l'Anziano sapeva di lei! Perchè non mel'ha mai detto? Che non sapesse chi lei fosse? In ogni caso dico "Kenstax, Anziano, è la persona che è sempre stata al mio fianco, nei miei anni qui a Kurtis, seppur non fisicamente." Mi rivolgo poi a Kenstax, prendendole le mani fra le mie e guardandola negli occhi: "Per quasi tutta la vita non ho fatto che aspettarti. Ero pronto ormai a tornare da te, per urlare in faccia alla nostra gente che avrebbero potuto portarmi via tutto, togliermi la libertà, la vita, la patria perfino! Ma non avrebbero mai potuto portarmi via l'amore che ho sempre serbato per te. Un dono del Fato ci ha fatti incontrare di nuovo ed ora vorrei non dovermi mai allontanare da te. Tutto ciò che desidero, tutto ciò che mi separa dalla vita che ho sempre sognato, è potermi svegliare con il profumo della tua pelle nelle narici, addormentarmi con il suono del tuo respiro nella mente. Ed è per questo, Kenstax, che voglio chiederti di sposarmi. Ora, qui, davanti all'uomo che mi ha accolto come un figlio e nel villaggio che mi ha dato una nuova speranza. Sposami, amore!"
  3. Le ben note parole di allarme mi strappano ad un sonno tormentato. In un istante balzo in piedi, con indosso soltanto il gonnellino di lana che uso come intimo. Imbraccio il mio scudo e afferro la mia rozza ascia con la mente ora del tutto sgombra dai pensieri cupi che la notte mi manda. Ora di dissetarti, Agast. Penso tra me, rivolgendomi alla mia ascia. Il mio unico pensiero, dettato dall'istinto, è quello di fiondarmi fuori dalla tenda, individuare Kisha, con in pugno già la sua alabarda, pormi al suo fianco e avanzare a copertura del damerino e del mio compagno di viaggio dall'aspetto cadaverico. Osservo attentamente l'oscurità, tenendo l'orecchio nel tentativo di capire chi, o cosa, ma soprattutto quanti ci stano attaccando. Spoiler: Effettuo due azioni di movimento: la prima per alzarmi e imbracciare le armi, la seconda per uscire dalla tenda e prepararmi allo scontro. Inoltre effettuo una prova di Osservare e una di Ascoltare per capire con chi abbiamo a che fare e quanti nemici dovremo affrontare. I modificatori ad Osservare e Ascoltare sono, rispettivamente, +9 e +9.
  4. "I miei compaesani hanno ragione e voi dovrete rispondere di molte cose. Ad esempio, per quale motivo ardevate per l'essere "libero". Ossia, che intenzioni avete, quali scopi vi prefiggete dall'essere nuovamente su questo mondo?" rivolgendomi direttamente a Lord Xilfass. Le sue parole non mi convincono del tutto, ma sono leggermente meglio disposto verso di lui, tanto da utilizzare persino la forma di cortesia. "E poi, se, come dite, la vostra "libertà" è molto limitata qui, che cosa ve ne viene dall'aver fuggito la prigionia?"
  5. Entro col fiato corto nella locanda, poggiandomi con le mani sulle ginocchia piegate per riprendere fiato. La mia età e un pò troppa zavorra sui fianchi, uniti alla cortezza delle mie gambe, fanno si che mi ci voglia un pò a riprendermi dalla marcia forzata. Quando finalmente il mio ansimare da mantice cessa, mi ergo in piedi e affronto la situazione. "Signor Sindaco, torniamo dal campo degli Shoanti. Questi sono uomini fidati, che sono nostri accompagnatori e che hanno un conto in sospeso con l'uomo seduto di fronte a voi." Mi volto dunque verso i guerrieri del Clan dell'Ascia, dicendo "Forse è meglio che spieghiate voi ciò che è successo. La mia vergogna non mi rende obiettivo."
  6. Fatico a prender sonno dopo un turno di guardia lungo e noioso. Quando finalmente cado tra le braccia della notte, antichi tormenti mi assalgono, repentini e feroci come in fondo è il mio temperamento. Incubi angoscianti fanno da cornice all'immagine che assilla persino le mie ore di veglia: il volto grondante sangue di mio fratello, che mi osserva i implacabile. Master Spoiler: Come da background, difficilmente Argfust si fa un sonno tutto di fila (tranne ovviamente quando è ubriaco). Se non ti sembra una forzatura, avvertimi se i miei incubi, magari aiutati da rumori esterni, mi strappano dal mio sonno.
  7. Per tutto il viaggio resto in silenzio, cosa assai insolita per me. Nessun canto, nessun borbottio per quale sia il sentiero giusto, nessun rimprovero alle battute di Vexen. Rispondo a monosillabi a chi mi parla, e tendenzialmente cammino vicino al mio carro, con lo sguardo perso davanti a me. Sol quando arriviamo al piccolo villaggio sul mare la vista di Roberto mi strappa un sorriso: "Ehi, vecchio mio! Piacere rivederti!" Gli stringo il polso di rimando, per poi mettermi in ascolto di quanto il buon guardiano ha da riferire. Pongo un braccio intorno al fianco di Kenstax, un pò a mò di protezione, un pò come gesto di affetto e quando le parole del combattente vertono sul losco figuro che ci ha gabbati, la presa si fa più stretta e l'espressione corrucciata. "Mh, stai allerta Roberto! Dì alla gente di stare in casa, quello che hai incontrato non è affatto un nostro amico. E tantomeno lo è di questi bravi Shoanti. Se dovessi incontrarlo di nuovo, non prestare ascolto ad una sola delle sue parole." Mentre parolo con disprezzo, la mia coscienza tremola e vacilla. Le parole del mago sono veleno, eppure non posso fare a meno di provare gratitudine per lui. Mi ha ridato ciò che più desideravo. Mi chiedo quale sarà il prezzo. "Concordo coi miei compaesani." dico poi, rivolgendomi agli Shoanti "Affrettiamoci verso Kurtis."
  8. Non parlo molto durante il viaggio, rimuginando per i fatti miei sui pensieri e i ricordi che affollano la mia mente. Bevo quanto basta per appagare la mia sete robusta, ma non vado mai fuori di me. Trascorro le giornate di marcia sonnecchiando, così da poter restare vigile e attento per gran parte delle nottate. Oggi non ho fatto eccezione, quindi alle parole di Kisha replico: "Voi riposate. Vi sveglio alla bisogna." Appena scesi dai carri mi metto all'opera per allestire il campo. Decenni di vita campale mi hanno fornito un buon allenamento. Tolgo i gioghi ai cavalli, lasciandoli a pascolare quel tanto che basta a farli sgranchire un poco e a riempirsi la pancia. Nel frattempo preparo la cena, senza accendere il fuoco, ma prelevando acqua fresca dal ruscello e mescolandola con l'avena per ottenere una zuppa nutriente. Spezzetto nell'impasto anche qualche salsiccia secca e un goccio di Guznag. Infine, chiedendo aiuto ai miei compagni, dispongo i carri parallelamente fra loro, ricavando in mezzo ino spazio in cui allestisco i giacigli. In questa maniere due fianchi saranno coperti, mentre gli altri due saranno facilmente difendibili. I cavalli lo lego ai carri, internamente, così che siano ben protetti. Spoiler: Se serve, prova di sopravvivenza +8
  9. Ascolto le parole di tutti, ma è come se mi stessero prendendo a schiaffi in faccia con la pietà e la comprensione che dimostrano. Alla fine però chi sono io per decidere al posto loro. Sono liberi ed è quello che vogliono. "Và bene, piccoletto." dico a Vexer "Non ti lascio senza birra." Poi mi rivolgo a tutti i nostri "accompagnatori". "Sia chiaro che sarete tutti miei ospiti e che non dovrete mai avere sete." Quando Livia fa un cenno verso la tenda, mi volto a guardare.
  10. Master, Morthos Spoiler: Dopo circa due ore di viaggio, se non succede niente, passo le redini a Morthos, voltandomi verso il retro del carro per prendere la mia botticella di birra. "Bevi?" chiedo al mio compagno, spillando uno dei miei boccali.
  11. Le parole di conforto e di scuse del capo tribù non fanno che acuire in me il senso di colpa. La tua stoltezza è causa di imbarazzo per un uomo valido come Roquas! Dannato idiota sono stato! Non posso accettare le scuse del fiero Shoanti, così mi decido finalmente a prendere la parola e, con tono sinceramente rammaricato ed espressione combattuta, rispondo alla domanda di Elya. "Sono stato io il primo ad esprimere un desiderio. Come un bambino viziato ho pensato soltanto a me stesso. E sebbene non possa dirmi pentito di ciò che ho chiesto, non ho intenzione che la mia stupidità sia causa di ulteriore disagio alla vostra tribù. Io penso che dovreste restare uniti, in questo momento di difficoltà, non credo sia giusto che io sia scortato a Kurtis. Me ne andrò errando, piuttosto, come feci in gioventù, insieme a colei che il mio desiderio ha portato di nuovo a me. Se quell'uomo ci troverà, preferirei dare la mia vita piuttosto che sapere la vostra in pericolo a causa mia."
  12. Mh, interessante. penso fra me, cercando di celare la mia sorpresa all'incantesimo del mio compagno di viaggio. Il modo in cui l'albero deflagra mi evoca immagini di morte ed esplosioni sui campi di battaglia che ho calcato, e il pensiero corre inesorabilmente a mio fratello. Mi incupisco. Tiro profondamente dalla mia pipa, per calmare il turbinio nel mio petto, prima di rivolgermi a Morthos. "Immagino tu possa fare la stessa cosa ad un essere vivente." affermo, senza aspettarmi più di tanto una risposta. Il tono potrebbe contenere traccia del rispetto che piano piano sta crescendo dentro di me nei confronti del mio cadaverico collega. Resto poi in silenzio per un pò, per poi mettermi a cantare sommessamente, con tono profondo e il mio gutturale linguaggio natale. La melodia è regolare ed evocativa, mentre guido il carro lungo la strada.
  13. Resto ammutolito dalle parole dello sciamano. Un senso di colpa feroce mi assale. Stupido Nano! Hai abboccato come un novellino alla truffa di quell'individuo! Perchè? Come un pivello ti sei fatto travolgere dalle passioni! Dannazione, ho Kenstax, ma qual'è il prezzo? Ho messo in pericolo un interà tribù di brava gente per il mio egoismo!" Al pensiero di pentirmi di aver espresso il desiderio, subentra un secondo senso di colpa, questa volta nei confronti della mia amata: Eppure ora Kenstax è qui! Potrei renderla felice! Un suo sorriso non vale forse tutto questo? No maledizione, ma che sto dicendo?" Il dramma interiore del Nano è ben visibile agli occhi di tutti, considerando anche che resta in silenzio fissando un punto imprecisato del terreno.
  14. Annuisco alle parole della mia compagna, senza perdere tempo ad aggiungere il superfluo. Quando ci vengono consegnati i carri, non posso fare a meno di apprezzare la precisione e l'organizzazione metodica della compagnia di Lady Sapphire. La scelta del compagno mi sta benone. Se mi fosse toccato il damerino, non so se avrei resistito allo strozzarlo. penso fra me, mentre salgo in silenzio sul carro, con la mia pipa ancora accesa in bocca. Mi accomodo al fianco del mio compagno di viaggio, facendogli un cenno col capo e prendendo poi le redini spronando i cavalli a partire. Una volta in viaggio, mi rivolgo a Morthos, con un tono molto meno aspro del solito, ma comunque di certo non amabile. "Qual'è il tuo mestiere? Sei stato vago con Lady Saphire, ma ora ho bisogno di sapere al fianco di chi dovrò combattere."
  15. DM Spoiler: "Oh, Kenstax!" ho solo il tempo di sospirare, prima che lei mi sommerga di baci, ai quali rispondo con passione, stringendola a me e accarezzandola, come per convincermi che lei sia veramente lì con me, e che sia proprio lei! Sento nelle vene fluire una passione che credevo ormai sopita e che mi sorprende, facendomi anche un pò arrossire. "Amore mio" sussurro, fermando un momento i baci e perdendomi nei suoi occhi nocciola "Sono così felice di averti ritrovata! Quante cose ho da dirti, da raccontarti! Quanti progetti ho immaginato, nella mia mente ferita, in cui inconsapevolmente eri al mio fianco! Ora potrò attuarli tutti!" la bacio con rinnovato ardore, per poi fermarmi di nuovo un momento "Ma tutto ciò a cui riesco a pensare ora è che ti desidero. Ogni sassolino del mio essere freme per averti, Kenstax. Non sai quanto ho atteso! O meglio, si che lo sai!" riprendo a baciarla e ad accarezzarla, ma questa volta con dolcezza, dandole piccoli baci sul bel volto, sulle mani, sulle spalle, sul collo ben tonico, armeggiando poi, con ardimento, con i lacci della sua veste. Ormai la passione cammina al fianco del mio eccitamento, ben visibile e percepibile, che mi imbarazza e mi intriga ad un tempo. Dei, Kenstanx, come ti desidero! Dopo quelli che sembrano un paio di secondi di sonno - infatti ho passato gran parte del tempo ad ammirare Kenstax dormiente - una voce aquilina mi strappa al mio giaciglio. Per prima cosa mi accerto che la mia amata sia lì, sia reale, stia bene, per poi, qualora fosse sveglia, sussurrarle: "Aspetta un momento, vado a vedere cosa succede." In fretta indosso un paio di braghe e un panciotto di cuoio, uscendo di gran carriera a piedi nudi. Sul mio volto si può leggere una gioia che nessuno ha mai visto, e, nonostante le occhiaie e l'espressione assonnata, sprizzo energia da tutti i pori. "Buondì!" esclamo, allegro, per poi incupirmi nel rendermi conto della situazione. "Che succede?"
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