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[Gordan]WOLFBLOOD


Gordan

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WOLFBLOOD

Il sole stava sorgendo sulle montagne, nasceva un nuovo giorno, il giorno della prova.

Il villaggio cominciava a svegliarsi ma voi eravate gia svegli, per gli altri era un giorno normale, per voi era il giorno che aspettavate da tutta la vita.

Eravate davanti alla tenda di Artas, il vostro grande capo, e tradizione che il giorno delle prove i ragazzi pronti a diventare guerrieri si trovino già davanti alla porta quando lui la apre.

Eravate la in piedi chi da pochi minuti chi da ore....impazzienti...incauti.

Ma venite distratti da dalla figura anziana che si avvicina verso di voi dal'interno del villaggio

era Valok il sommo sacerdote del dio lupo

La sua barba nera e folta vi sembrava piu lunga del solito, e i suoi occhi sembravano ancora addormentati,

portava una veste di seta rossa ma con dei guanti e stivali fatti di pelle di lupo.

Ah...Ragazzi sapevo di trovarvi qui, quando ho fatto anche la prova non sono neanche andato a dormire.... Spero che voi ci siate andati, sarebbe triste vedere uno dei miei ragazzi addormentarsi durante la prova,non vi pare?

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Arrivo alla tenda del capo con passo lento e assonnato dopo tutti gli altri, e resto in disparte come al solito. Quando arriva il sacerdote, la mia unica risposta è un sonoro sbadiglio, mentre mi gratto la testa cercando di fare ordine nei capelli ancora arruffati... segno più che eloquente che non mi sono preoccupato troppo, e che ho dormito senza troppi pensieri.

@TUTTI, descrizione

Spoiler:  

Il Nome, Kozel, oltre ad essere un'ottima birra in slovacco vuol dire caprone :)

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Saluto Valok con un leggero inchino di rispetto, senza proferire verbo. Sono stato tra i primi ad arrivare, reduce dal sonno inquieto e ristoratore che giunge prima di una battaglia, o di una prova importante; non un sonno naturale, ma imposto, consapevole della necessità di dover essere riposato per poter dare il massimo.

Lìocchio è vigile e attento mentre la testa ripercorre gli insegnamenti di mio padre, invasa dall'ombra dell'errore. Sebbene lui non sia lì con me, lo sguardo che mi ha lanciato prima di lasciare la tenda, severo e benevolo al contempo, mi accompagna in quel passaggio decisivo; non ci siamo scambiati parola, non ce ne è stato bisogno: so di non poter sbagliare.

Rabbrividisco al frescore del primo mattino, la cui brezza raggela i muscoli imperlati dal sudore frutto del consueto allenamento, anticipato ma non eliminato dalla prova.

Sono carico, sono pronto!

Ripeto mentalmente, mentre una mano stringe a me il grigio mantello di lupo che mi riveste.

Così non sarà rispondo al sacerdote. Mi è sempre piaciuto come persona e sono felice che sarà lui ad esaminarmi

Ti ascoltiamo, Valok. Cosa dobbiamo fare?

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Chino la testa e saluto col massimo rispetto sia Artas che Valok. Rispondo a Valok:

Sono Felice di sapere che si preoccupa per noi, ma non è necessario. Sono certo che il Dio Lupo e gli spiriti benevoli veglieranno su di noi.

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Alla risposta di Vragor il sacerdote sorride

Questo è il mio ragazzo....e tu svegliati!

dice indicando Kozel

La porta si apre....

Una figura con il volto coperto vi fa segno di entrare.

Entrati Notate l'odore di Spezzie ed erbe che riempe la stanza, ma la cosa che vi attira subito è il trono al centro della stanza

Su di esso stava seduto un uomo che avete sempre rispettato

i suoi capelli doro lunghi raggiungevano la sua schiena, e la sua barba corta con il suo sguardo feroce lo facevano sembrare la rincarnazione della forzae della furia del Lupo.

La sua armatura di metallo lo faceva sembrare ancora piu grosso di quando lo era di solito, e ai suoi piedi si trovava Un lupo Bianco con gli occhi color sangue, Vendetta.

Valok alla presenza del suo signore si inginochia facendo anche a voi il segno di farlo.

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Il reggente comincia a parlare

Molto bene ragazzi, siete qui per diventare uomini, so che siete impazzienti quindi mettiamo da parte le cerimonie...

Ecco quello che dovete fare, dovete Entrare nella foresta del lupo e portare un dono, la pelle di un animale feroce o una nostra antica arma...sta a voi scegliere se lavorare insieme oppure dividervi, ma il dono deve essere dato al nostro sommo Sciamano...e sarà lui a decidere se è un dono accettabile...andate, e non tornate finchè non avrete il dono da dare al dio lupo!

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Appena il capo villaggio finisce il suo breve discorso, mi rialzo in piedi: non esito un attimo a sfoderare le mie due scimitarre e a dirigermi verso l'esterno della tenda, ma sulla soglia mi fermo e faccio un passo di lato, voltandomi a osservare gli altri con un accenno di sorriso, invitandoli con un cenno del capo a non perdere tempo e a seguirmi.

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Mi alzo e saluto con rispetto prima Artas poi Valok. Esco e mentre passo davanti a Kozel gli dico:

Capisco la tua fretta, come te anch'io sono ansioso di portare a termine la prova. Che ne dici se prima di entrare nella foresta ci accordiamo su come procedere?

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