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La nostra storia...


Kordian

Messaggio consigliato

OT per Wolf: Aixela è umana. :wink:

Stanno succedendo troppe cose e troppo in fretta. Trebor si sta agitando. Non gli piace vedere gente con le spade sguainate o con diavolerie in atto vicine a quello che aveva deciso era il suo amore. Guarda Aixela con uno sguardo di apprensione, soffermandosi sui lunghi capelli rossi, perfettamente lisci e sugli occhi viola, di un viola intenso. Lei ricambia lo sguardo, rassicurandolo. Ma un sospiro la tradisce, un sospiro che significa stanchezza, volgia di rifugiarsi in un luogo isolato e lasciarsi invecchiare, senza più apprensioni, senza più fatiche.

E' stanca di scappare.

Ma gli basta guardare quell'elfo così strano davanti a sé per riacquistare la sua determinazione. Stringe l'elsa della sua spada, pronta ad ogni evenienza. Prende la mano della bimba istintivamente, come a volerla proteggere. Nel momento in cui le due mani si toccano sente qualcosa... ma non sa dire cosa.

Trebor la guarda stupito: «Piccola... i tuoi... i tuoi occhi... brillano... sono... sono stupendi!» Poi, per non far vedere il suo stupore e riacquistare quel suo orgoglio maschile «Se non ti piacessero le donne potrei quasi chiederti di venire a letto con me!»

Aixela sorride, ma sa bene che quello che lui ha visto lo stanno vedendo anche gli altri: cos'hanno i suoi occhi?

Si gira verso la bambina e vede le sue iridi di un colore perfetto, quasi luminoso, come se fossero tutti i colori e nessuno.

Forse è questo che stanno vedendo gli altri. E non solo.

Guarda la Lama Perfetta e la vede brillare leggermente. Ma non capisce. I segni che ha sulle spalle sono una cosa che non si è mai spiegata e alla quale non ha mai dato peso. Gli stessi segni che la la bimba sulle tempie.

Ma la spada... la spada l'ha forgiata lei, senza magia, senza nulla. Un semplice pezzo di metallo, forgiato con amore, esperienza, abilità... ma pur sempre un pezzo di metallo, per quanto splendido, efficace e mortale.

Eppure... eppure... non riesce a ricordare...

Scuote la testa e incontra di nuovo lo sguardo di Trebor che è rapido nel tornare alla sua solita espressione giocosa.

Poi sposta i suoi occhi sull'elfo dai lunghi capelli neri. E gli torna quella sensazione che aveva avvertito prima, mentre si dirigeva sul gruppo. Quella daga... l'ha vista... era destinata a lei. In qualche modo lo sa.

«Faremo come dici. Lasceremo il nano a fare il suo lavoro. Effettivam,ente sembra l'unico che può farlo.» Anche se... anche se lei... «Andiamocene da qui. Dentro la locanda!»

Rinfoderò la spada con riluttanza, gli occhi fissi sulla daga dell'elfo. Poi prese la bimba in braccio e, seguita da trebor iniziò a correre verso la locanda.

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All'improvviso fu la luce...l'oscurità se ne era andata tanto in fretta che gli occhi ci misero qualche secondo ad abituarsi...

La scena che gli apparve davanti lo lasciò perplesso: il nano era sempre lì dove lo aveva lasciato, come in trance. Dietro di lui una donna si ergeva di fronte ad un elfo dal colorito cinereo che teneva in scacco un energumeno dai lneamenti taurini. Il suo sguardo fu attirato da una nuvola di polvere che si levava in un punto della piazza, proprio dove sembrava fosse caduto un pezzo di tetto di una casa. Vicino alle macerie due figure si stavano dando da fare per sollevare i calcinacci dal suolo..un era il kender, l'altro non lo aveva ma visto. Di colpo si ricordò del figuro ammantato di nero...era sempre lì, le mani che vorticavano, intente forse a scatenare nuovamente il panico...

Non glielo poteva permettere...non nella sua città!

Balzò in direzione del mago, estraendo dal fodero la sua spada..L'Artiglio di Caronte...ricordava ancora quanta fatica avevo fatto per ottenere e controllare quell'arma senziente, la concentrazione che aveva dovuto raggiungere per poterla domare.

Calcolò brevemente che tra lui e il mago dovevano esserci più o meno 20 passi..troppi, per potersi rtenere sicuro di raggingerlo indenne...avrebbe dovuto sfruttare il potere della sua spada, ma sperava di non dovere usare anche il guanto che indossava sulla mano destra...

Sciabolando L'Artiglio di Caronte di fronte a se creò delle spesse cortine di cenere che lo nascoero alla vista di tutti ...continò ad avanzare mulinando al spada...arrivato a pochi apssi dal ventesimo, ordinò alla sua arma di far sparire le cinerea cortina.

E se lo trovò davanti...

Era più alto di quanto poteva immaginare, ricoperto ovunque da un mantello nero come la notte.Sembrava sorpreso di essersi ritrovato l'assassino così vicino in così poco tempo. Ma non si fece prendere alla sprovvista: dalle sue ità scaturì un fascio di energia elettrica diretta proprio al volto dell'assassino.

Entreri fece appena in tempo ad alzare la mano destra davanti al volto: intercetto il fulmine con il guanto,il quale avidamente ne risucchiò il potere distruttivo e lo convoglio verso l'arma impignata dal possessore.

fu poi questione di un attimo..Entreri roteò l'arma. e con un affondo dritto al cuore colpì il mago...la lamà entrò senza problemi all'interno della cappa,senza incontrare nessun tipo di resistenza. Questo era strano...l'assassino estrasse la lama, e , con suo immenso stupore, il mantello nero ricadde pesantemente a terra...vuoto.

Del suo occupante non vi era più traccia!

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La ragazza aveva acconsentito a lasciare il nano al suo lavoro, e mentre lei rinfoderava la spada la daga di Aristor si allontanò velocemente dalla gola del guerriero, mentre con una spinta l'elfo lo allontanava da se.

Sorrise alla guerriera riconoscendo, ora che la vedeva alla luce del sole, la spada come un arma dei cavalieri dell'ordine di Jamalièl. Li conosceva di fama ed erano grandi guerrieri, ma non aveva idea dei loro scopi o delle loro usanze. Probabilmente quelli che si trovava di fronte ora, erano temibili avversari o, all'occorrenza, abili alleati.

Mentre i due guerrieri correvano verso la locanda, recando con se l'elfetta, Ariaston vide l'umano voltarsi verso la piazza, e con il volto contratto in una smorfia di rabbia e orgoglio, scattò verso di essa estraendo la spada. Un altra magnifica spada, ma questa lo attraeva meno. Sembrava troppo un arma a doppio taglio.

Il nano era ancora fermo al suo posto, e Ariaston gli rivolse la parola:

"ehi!! pensi di restare li ad aspettare qualche nuovo attacco o reagirai in qualche maniera??"

e senza aspettare risposta scattò velocemente in direzione dell'entrata della locanda, seguendo gli altri. La daga scomparve nuovamente tra le pieghe del suo mantello verde scuro e, silenzioso come sempre, si occultò nell'ombra di uno di quelli che dovevano essere stati i banchetti della festa, giocando con il suo medaglione..era ritornato a essere solo un altra ombra, nel caos della piazza.

C'era del fumo al centro di essa; notò del trambusto, del movimento, poi una scarica di pura magia e poi niente.

E quando tornò l'aria limpida vide l'umano dalla strana spada in piedi ove era il viandate, un groviglio di corpi nei calcinacci di una casa, tra cui anche il kender e l'essere che lo aveva catturato.

Che stava succedendo?? Dov'era il viandante? E chi erano tutte quelle persone?

All'improvviso non si sentì più tanto sicuro in quell'ombra...

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Una risata profonda e cavernosa echeggiò per l’aere: “Ah,ah,ah… folle… pretendi forse di colpirmi?”.

Entreri tentava di determinare da dove provenisse la voce, ma una fitta nebbia cominciò a sollevarsi e… cadde in un sonno profondo!

Una sensazione fredda lo scosse. Sentì come lo scorrere di un fiume lì vicino. Aprì gli occhi, intontito, ma ci volle un po’ prima che si abituasse alla forte luce del sole. Un uomo gli spruzzava dell’acqua in faccia. Quando Entreri rinvenne, un rassicurante sorriso dipinse il volto di quello che, a giudicare dalle sue vesti, doveva essere un contadino.

“Dove.. dove mi trovo?” flebilmente pronunciò.

“Ah, ah… devi aver preso proprio una brutta botta – si sentì rispondere – ricordi almeno come ti chiami?”.

Il suo nome, Entreri, lo ricordava bene, e ben ricordava anche le trascorse vicende. Alzò il busto, tenendosi seduto. Aperta boscaglia, un ruscello dinanzi a lui, suoni del bosco.

“Bene, sono lieto che ti sia ripreso. Se un lieve colorito sul tuo volto non avesse denunciato fiochi segni di vita… beh… stavo pensando ad una decorosa sepoltura!”.

“Ma.. dove.. dove mi trovo?”. Rise d’un riso isterico, quando realizzò che era solo.

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Garfuss guardo' in cielo.

La costellazione del drago brillo' per pochi secondi, prima di scomparire.

Questo gli sembrava di averlo gia' visto. Mah. Comunque raccolse una piuma che si trovava ai suoi piedi, infilandosela in una sacca. Era carina, per essere una piuma. Senti' una dolce brezza che gli sfiorava il volto e il sole che lo riscaldava.

Senti' anche un grugnito molto poco umano provenire da sotto le macerie di due piani di casa.

"Hemm Perenor, che ne dici se ci leviamo di qui? Vorrei veramente scambiare due chiacchiere con quel demone sghignazzante, ma sai, ha seri problemi di alitosi. Non glielo andare a dire pero', che senno' si arrabbia sicuramente, i demoni sono molto seri su questo sai? Se non sbaglio fanno anche delle gare per vedere chi ha l'alito piu' profumato e spesso qualcuno ci rimane secco. Sono dei personaggi molto alternativi e la loro compagnia è veramente eccitante, quando non tramano noiosamente per invadere il mondo dei mortali o cercano di inventarsi un nuovo modo di tirarti fuori le budella dal naso. Cosa che in effetti succede praticamente sempre." Mentre diceva questo gia' stava correndo lontano trascinandosi il chierico per le vesti. Avrebbe voluto tornare dal simpatico nano, dall'elfetta strana e dal fiorellino di campo, ma ora si trovavano dall'altra parte della larga piazza oblunga e si stavano infilando in un edificio. Inoltre nello spazio tra il kender e gli altri stava un mago nero, piu' che altro rosso dalla rabbia adesso. Forse era Tetesco, ma non seppe dirlo con certezza. Fece appena in tempo a scorgere un uomo che gli si gettava addosso a spada tratta.

Erano ormai giunti dall'altra parte dello slargo e si buttarono dietro un palazzo, in una vietta laterale.

"Allora, mi pare ovvio che il capo tra noi saro' io, quindi le decisioni le prendo io. Ora andiamo...hemmm....andiamooo.....hai idee da suggerire?" Un capo doveva sempre ascoltare le lagnanze dei sottoposti. Problemi del mestiere. "Ti do' un aiuto tattico: abbiamo un demone alle calcagna e ho degli amici in un edificio qui vicino...hei ok non mi serve piu' la tua opinione, andiamo!"

Si avvio' verso l'edificio dove aveva visto entrare il gruppetto, facendo tutte le viette laterali per non farsi vedere dal demone slagnoso di prima.

OT:SE arriveremo all'edificio, strike l'entrata falla tu!OT

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Ot: volevo dare un suggerimento..alcuni di noi possono postare tutti i giorni a tutte le ore, altri no..quindi direi per chi ha la possibilità di postare tanto di limitarsi un po', attendendo un pezzo di narrazione anche di altri..per evitare incongruenze o casini vari...anche se finora nn ci sono stati problemi.. /ot

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La costellazione di Paladine si affievoliva ancora in cielo mentre il kender già tirava Perenor per la manica, letteralmente trascinandolo via da lì. Mentre veniva portato via riuscì appena a percepire la presenza di altre persone lì vicino.

Una di loro si dirigeva verso il mago oscuro, furtivamente. Un grande potere la accompagnava. Ma non basta, non è sufficiente.

Perenor lo sente e lo sa ora, i sensi stranamente acuiti.

E vorrebbe buttarsi a terra, frustrato per non aver saputo interpretare i segni quando era l'ora. Adesso è troppo tardi, o forse no.

Anche un bambino avrebbe capito chi fosse quel vecchio dal timore reverenziale negli occhi del capo chierico.

Ma lui no! Aveva continuato a pregare una divinità che era a pochi passi da lui, mentre contemporaneamente la insultava. Nella sua bontà Paladine non l'aveva ancora punito.

Io ascolto sempre.

Il ricordo dello sguardo placido e terso del vecchio lo bruciava nel rimorso. Dopo tutto quello che aveva fatto e detto l'avrebbe veramente ascoltato di nuovo?

Ma da sotto le macerie ora proveniva uno strano grugnito ed il kender, pardon...come si chiamava? Ah sì Garfuss, Garduss o qualcosa del genere, farfugliava di non avere, ecco sì, voglia...o piuttosto desiderio?... di incontrare un demone.

Demone!?

Perenor volle fermarsi ora per ragionare, schiarirsi bene le idee. Ma quello stramaledetto kender continuava a tirare con insistenza. Ai margini del proprio campo visivo Perenor notò per la prima volta altre persone... si tiravano prudentemente da parte, rientrando in un edificio.

Forse il kender era diretto là, pensò.

-No perchè io sono il capo, mi sembra e quindi se proprio non hai nulla in contrario...cosa che proprio non penso potremmo raggiungere gli altri. Perchè sai a dire il vero mi sembravano essere un poco, sì non tanto, più simpatici del mio amico di prima. Sempre che non ti dispiaccia-

Perenor ammutolì, sommerso da questa valanga di parole...

-Ecco sì vedo che siamo d'accordo, quindi...-

Perenor segnò mentalmente che, qualora fossero riusciti a cavarsela da quella situazione la prima cosa che avrebbe dovuto procurarsi sarebbe stata una bella benda robusta. Anzi no, riflettè.. sentendosi strattonato fuori dal vicolo dove si erano nascosti, meglio DUE bende robuste: ce ne voleva una anche per le mani....

Scivolando sulle pareti delle case interne si trovarono di nuovo a sbucare nella piazza di prima. Solo che adesso c'era solo un guerriero in mezzo... un rombo di parole indistinguibili soffocò l'aria ed il guerriero svanì, all'improvviso. Allora Perenor non se lo fece dire due volte e letteralmente scaraventò con sè il kender dentro la locanda... stava raccogliendo qualcosa da terra, forse un oggetto d'argento.

Le porte sbatterono fragorosamente dietro di loro.

-Echenonservivatrattarmicosìmihaifattomale- protestò vivacemente Garfuss.

Perenor non ci fece troppo caso, ora erano al sicuro. Davanti a loro uno strano gruppo di persone, quelle che aveva visto prima nella piazza: un nano, una bambina, una donna con una lunga spada dell'ordine di Jamalièl... Interessante questo... Perenor annotò il fatto soprappensiero, associandolo alle bende di prima. C'erano anche altre persone lì dentro... ma non ebbe il tempo di osservarle.

La porta dietro di loro sbattè di scatto ed una figura incappucciata scivolò dentro, furtivamente. Perenor inarcò le sopracciglia girandosi, sorpreso... non l'aveva assolutamente visto prima, entrando.

Il nuovo arrivato non perse tempo... con un'occhiata fulminea da sotto il cappuccio si irrigidì alla vista del kender.

-TU PICCOLO MISERABILE! RIDAMMI IL MIO PUGNALE- esclamò, visibilmente alterato.

OT Ok Manzo a te la palla... opps volevo dire il kender eheheehe :wink: Otend

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L'illusione aveva funzionato a dovere e dopo poco scomparve...

Nella caduta il Kyton era riuscito ad attaccarsi al primo piano e aveva evitato un' infausto atterraggio sotto le macerie. Il braccio destro li faceva male, probabilmente era slogato all' altezza della spalla, ci avrebbe messo un pò per rigenerarsi.

Il botolo del malaugurio era vivo, l' aveva sentito borbottare qualcosa al piano di sotto poco vicino alla illusione, almeno non avrebbe portato un cadavere alla prigione, i cadaveri, anche se resuscitati non hanno tutta quella elasticità nel capire come da vivi...

Aspetto che i rumori delle persone sotto di lui finissero, non poteva affrontarli con una spalla slogata, poi scese.

Con un balzo atterrò in mezzo alle macerie e si diresse verso l' uscita, guardando le tracce lasciate nella polvere provocata dal cedimento era la stessa degli altri presenti nella casa.

Uscito da lì si raccolse nel mantello... anche se in brandelli per ora funzionava ancora... passando inosservato agli occhi dei più percorse alcune vie prima di capire di averli persi.

Cavolo! Un tempo non se lo sarebbe permesso di perdere la preda! Doveva ritrovare il cercatore che era... se no addio ricompense...

Ripercorse la strada all' incontrario e torno nella piazza oblunga... L' oscuro viandante non c'era più...e al suo posto c'era un agile guerriero con una faccia interdetta...

Cosa fare ora? Per ora il kender l' aveva perso di vista...ma c'era ancora la umana dalla bellezza straordinaria nella piazza....se anche lei stava cercando PottleSput o come si chiamava allora tanto valeva seguire lei... Passo alcune case aiutandosi delle sue fidate catene e si appoggio sul colmo della casa sopra la umana...c'era anche un guerriero con lei! Ed un simpatico elfo che teneva in ostaggio quest' ultimo... ancora prima di capira cosa stava succedendo l' umana si diresse dentro la locanda...e il guerriero la seguì....peccato... forse lo scorrere del sangue stava terminando...forse...

Prima di qualche minuto nn sarebbero sicuramente usciti...si mise un pò più al coperto per medicare meglio le ferite...e putroppo nn vide il Kender che entrava nella locanda...

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In un immenso antro nero come la pece una figura ancor più nera era china su un piccolo altare.

Il silenzio regnava incontrastato, era sempre stato così!!!

Al centro dell'altare c'era una piccola vasca ricolma di acqua nera, immobile, e Zogrash sembrava guardarci dentro quasi rapito da strane immagini...era stato svelto e se ne compiaceva...era stato fortunato e non lo avrebbe mai ammesso...era solo e arrabbiato...

Ancora qualche istante e avrebbe avuto la meglio su tutti, ma chi era quel vecchio che aveva osato disperdere il suo incantesimo, chi erano quel gruppetto di persone che lo avevano affrontato...miglioni di domande gli rimbombavano nella mente... ma la risposta?...la risposta...la risposta era una sola...VENDETTA...!!!

L'avrebbe avuta, li avrebbe tenuti d'occhio, avrebbe sondato i loro cuori per trovarne i punti deboli, avrebbe atteso, li avrebbe fatti vacillare e infine li avrebbe puniti...ma non aveva fretta il suo stato di Lich gli avrebbe permesso di farsi attendere!!!!

Finalmente un ghigno fece capolino sul suo volto...aveva uno scopo...ora...un bersaglio su cui scagliare il male che gli rodeva dentro, era felice!!!

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orca paletta se siete andati avanti, il mio povero nano è rimasto imbesuito agli incantesimi del mago e di tutto il casino che è capitato!!

OHU ma mi volete far fare un incantesimo in pace:evil: :evil::evil: ? se no

Niente da fare, tra la reazione del mago, cmq si sapeva volare e anche bene se necessario, gli strattoni di quel tipo smilzo con una spada che solo un folle potrebbe pensare dio controllare, quel dannato kender che parla più veloce di una freccia e tutto il resto non era riuscito a concentrarsi per lanciare un incantesimo e poi....

*dannazione ci mancava anche il Kyton, beh meno male che aveva preso il kender, anche se non credo che tutti i 666 strati dell'Abisso siano al sicuro da un kender*

POi senti il grande potere che dissolveva le tenebre del mago oscuro, egli apparve per un istante mentre il pazzoide con la spada demoniaca lo affrontava e fu allora che vide bene, anche se per un solo istante, il suo avversario, un lich, un non morto colmo di potere magico, ma cmq un essere da distruggere a qualunque costo.

Entrò in trance mentre la bimba e due altre persone che poteva percepoire come non offensive rientravano nela taverna, cercando di mettersi al sicuro, e mentre la sua mente si levava al di là del suo involucro materiale scorse il rifugio del lich, era lontano ma non irraggiungibile, capì che anche lui era stato visto nella polla magica del non-morot e allora gli parlò, dileggiandolo, anche se sapeva che era molto più forte di lui, per ora:

"Sei sveglio per essere un cadavere, creatura ma sei destinato a tornare al tuo stato originario di salma putrescente, perchè nulla di così perverso può cammnare impunemente su questa terra!"

Poi giunse..l'attacco del lich gli strappò quasi l'anima e quando rietrò nel corpo egli era coperto di ferite dolorose, bevve una bottiglietta di liquido azzurro e guadagnò le forze sufficienti a rientrare nella taverna...

Li vide la guerriera, notò la sua spada prima che la rinfoderasse, la spada dei cavalieri dell'ordine di Jamalièl, si chiese come mai la tenava nascosta e poi gli venne in mente della storia che aveva sentito da quel caccaitre di taglie, della donna che aveva assassinato un cavaliere Anziano rubandogli la spada e fuggendo insieme ai complici *beh se è lei l'assassina, allora ha uno sguardo ben stranbo per esserlo, dovrò esser cauto e scoprire di più su questa faccenda, troppe volte son stato ppreda di cacciatori di taglie senza scrupoli per fidarmi di uno di loro", poi vide la bimba, le si avvicinò, le arruffò i capelli con affetto, in fondo era stat molto molto coraggiosa, più di qunaot avvesse mai creduto possibile e mentre la accarezzava, rivolse un cenno agli altri avventori, sorridendo all'umana presunta assassina e ai compagni poi si sedette pesantemente su una sedia e..tutto si oscurò...

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la guerriera prende con gestodeciso la mano della piccola Elfetta e d'improvviso entrambe si sentono pervase da una forte energia.. prime di poter pensare a ciò che avviene si vedono costrette ad entrare in un edificio lì vicino, al riparo da incantesimi e esseri demoniaci che liberamente scorrazzano nella piazza...

<<Hey, ma il giochino con gli occhi lo fai anche tu!!>>

L'elfetta era piacevolmene sorpresa di aver trovato nella guerriera caratteristiche così simili alle sue.

<<Che altro sai fare? Io riesco a muovere le cose e piegare i pazzi di ferro... a volte.. non so di preciso come succede ma ci sono giorni in cui mi capita anche di fare male alla gente se non rimango calma... per questo l'unica che mi sta vicino è la vecchia Zadora!...che continuamente mi impedisce di giocare ocn i miei amici..E dice che spesxo la notte "muto la mia forma"...>>

Fu bruscamente interrotta dall'entrata del cantastorie ferito, che si accasciò pesantemente a terra..

<<Cantastorie!!!>>

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Il kender venne catapultato nel'edificio da una spinta poco comprensiva di Perenor, aprendosi la strada (e la porta) con la faccia.

Al loro ingresso tutti si girarono di scatto e vennero sguainate con gran clangore un paio di spade, una daga, pugnali assortiti e un cucchiaio piegato in modo strano, quest'ultimo da parte dell'elfetta.

Dopo un attimo di esitazione, Garfuss e Perenor alzarono le braccia. Gli altri rinfoderarono le armi, al grido del Kender: "Tranquilli, siamo solo noi!"

Il kender diede una veloce occhiata in giro: era un locale abbandonato, probabilmente una piccola locanda quando era abitato, tanto piccola che tutti insieme non ci stavano stretti ma nemmeno comodi. Vide il nano steso alla parete, con il guerriero amico di Fiorellino di Campo che gli passava una pezza umida sulla fronte cinerea.

"Hei Sturmolo che diavolo ti è successo? Voi nani esagerate sempre con la birra ed ecco come andate a finire. Ma, oggi è il tuo giorno fortunato! C'e' il mio amico Perenor qui che sicuramente si intende di ferite e cose simili. Sei un chierico vero Perenor? Si riconosce subito dall'odore di pulito e dalle vesti bianche...o almeno una volta penso fossero bianche. Comunque sia, non si preoccupare Sturmì, ora ci siamo noi!"

Prima che finisse di parlare Perenor era gia' arrivato dal nano, con uno sguardo competente stampato in faccia. Stava per avvicinarsi pure Garfuss, quando un elfo vestito da viaggiatore, con un mantello verde, entro' fugacemente dentro la locanda. Si guardò un attimo in giro, poi individuato il kender lo prese senza mezzi termini per la collottola e gli disse con sguardo truce di riconsegnargli il suo pugnale.

"Che pugnale? Oh QUESTO pugnale?" lo stava stringendo nella mano destra "ah, he he, è tuo? L'ho trovato per terra qui fuori e ho pensato che lasciarlo la', dove ladri e malfattori potevano fregarselo senza mezzi termini, non era proprio il caso, visto che è un gran bel pugnale! Tieni, comunque." Glielo riconsegnò, e l'elfo lo fece sparire nel profondo delle sue vesti.

"Pensa che brava persona che sono eh? Sicuramente se non avessi incontrato me, avresti gia' perso la tua formidabile arma!"

L'elfo inarco' un sopracciglio. "Perchè, tu chi dovresti essere?"

.... Ci fu un attimo di silenzio teso. Aixela si mise una mano in faccia e sospirò. Il nano tiro' un rantolo.

L'elfo troppo tardi capi' di aver commesso un errore madornale.

"Ma non ci siamo ancora presentati! Piacere, Garfuss Pottlepot! Mio zio era il famoso Tasslehoff Burrfoot, forse lo conoscerai, salvo' il mondo da un esercito di draghi! Mi ricordo distintamente quando mi disse che i draghi erano dei simpaticoni e in effetti tute le volte che incontro un drago mi diverto una cifra! Pensa, c'era Striisker Stormbringer, mai capito perchè tutti i draghi scelgono dei nomi cosi' brutti, insomma sono abbastanza intelligenti da capirlo no? Insomma era l'azzurro dei cieli tempestosi dell'isola Corno del Terry, quella ad est di Sorcious Al' Sough, la città dove fanno dei topi al sugo che ti lecchi i baffi, dei topi ovviamente. Praticemente io e Stormy abbiamo passato tre giorni dico TRE eh? a cercare di capire come diavolo funzionasse quello strano marchingegno con quattro ruote e l'aspetto di una barca al contrario, ho cacciato fuori tutti i pezzi ma non ci abbiamo capito niente, penso servisse per pescare i pesci volanti, quelli che volano sull'acqua invece di andarci sotto, quindi devi avere una barca al contrario, percio' l'ultima volta che sono passato da Elhesshiar Starcrafter, il re degli elfHEI MA LO SAI CHE IO conosco il re degli elfi del reame a sud di Shortsea? o forse era a nord? comunque è un tipo con cui sicuramente NON mi andrei a fare una scampagnata, infatti che appena vedeva una cosa tipo un fiore che sbocciava o un bruco che camminava si fermava ad osservarlo per ore, interessante si ma come fa quando deve andare al bagno e non sta a casa sua, la prima fratta che incontra probabilmente pullula di cose "interessanti" e ci rimane tutto il giorno! Glielo dissi espressamente e lui mi rispose che fgh hu mgg orr gg prss gh!"

Le ultime parole del kender furono soffocate dalla manina dell'elfetta che gli tappo' la bocca senza tanti complimenti o spargimenti di sangue.

Lo sguardo dell'elfo infatti passava dallo stordito all'omicida.

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Non riusciva acredere che le crde vocali del kender potessero subire uno sforzo così incredibile, qundo l'elfo aveva chiesto chi era al kendere, Sturmir si sentì male, emise un rantolo soffocato, cerco di svenire a tutti i costi ma non ci riuscì...fu di nuovo l'elfetta a salvare tutti dalla follia e a salvare la vita al kender, visto lo sguardo dell'elfo!

Con la sua manina gli tappò la bocca e per qualche secondo il kendere tacque, forse era il caso di legarlo e imbavagliarlo per presentarsi tuti in modo civile, evitare di "smarrire" oggetti e decidere ognuno sul da farsi senza il cicaleccio in sottofondo del kender!

Poi si ricordò, per la barba di Reorx i bambini (lo so che si dovrebbero inventare i nomi delle divinità ma dopo aver citato Paladine, l'esclamazione tipica dei nani era invitabile!), usci di corsa dalla locanda, tutto era tranquillo come se fosse in attesa, un putrido odore di moret aleggiava nell'aria, ma non ci badò troppo, richiamo le parole magiche e il piccolo varco si riaprì, entrò nel confortevole rifugio tra i piani e dopo aver tranquillizzato i bambini li portò fuori e dentro la taverna, facendoli star buoni con la promessa che gli avrebbe fatto vedere delle magie e gli avrebbe narrato le storie dei grandi thane se fossero stati buoni buoni...dannazione il kendere era ancora libero!

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Non si poteva davvero dire che ci si stava annoiando. Da quando il kender era entrato quell'atmosfera di perisolo sembrava svanita, anche se forse nella sua parlantina c'era più pericolo che in un esercito di draghi.

Aixela si passò una mano sul volto poco prima che Garfuss cominciò a raccontare la sua storia. Qualcuno doveva fermarlo.

Vedeva la piccola elfa che la guardava. Le sue parole le risuonavano in mente. Piegare pezzi di ferro. Mutare la forma. Fare male alle persone.

No, non lo aveva mai fatto. Nulla di tutto questo, ma lo ha sognato molte volte.

Immersa nei suoi pensieri non si accorge dell'elfetta che va a tappare la bocca al kender. Instintivamente sorride nel vedere la scena, ma subito un allarme le risuona nella testa.

In troppi stanno guardando la sua spada.

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Nulla... Il tempo passava e del kender nessuna traccia...Per di più l' umana tardava a uscire... Che oziosi questi umani!

Na'Rghal pensava sul da farsi e guardò giù nella piazza, era ancora deserta, il caos provocato dal mago aveva causato nn poco scompiglio nel paese e le persone difficilmente si sarebbero riaffiacciate nella piazza...anche perchè ora un baratro o ciò che rimaneva la divideva in due... Alcune spoglie del tetro viandante erano ancora lì e nessuno pareva interessarsene.

Con un balzo scese dalla locanda e percorse in pokissimo tempo la strada che lo separava dai vestiti. Li raccolse, erano ancora intrisi della magia oscura evocata dal mago, gli sarebbero stati utili per capire di che scuola faceva parte. se li attacco dietro la schiena, lungo la cintura e si nascose nell' ombra. Dà lì avrebbe potuto tener d'occhio l' uscita della locanda e buona parte della piazza... Fissò per sicurezza una delle sue catene verso il tetto per garantirsi una rapida fuga verso l' alto in caso di necessità e attese...

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