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Variabile C


Wolfwood
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VARIABILE C

Potrà sembrare buffo e ******amente scontato, ma in una situazione del genere la mia mente non riesce a partorire che un'unica domanda.

- Perché?

E la cosa assai strana è che lo fa con un distacco, una freddezza, che davvero non avrei mai pensato di possedere in un momento come questo, mentre i miei occhi si fissano ai dadi che stanno per cadere sul pavimento metallico dove mi trovo seduto.

Mancano pochi centimetri, il suolo è vicinissimo: cadono con la stessa ineluttabilità della ghigliottina che si abbatte sul collo del condannato e…

Stop, un secondo.

Decido che sia il caso che il tempo si fermi e…

Il tempo si ferma. Il tutto si congela in un attimo eterno che dura un istante.

Il lasso di tempo che trascorre tra un battito del cuore e l’altro.

Tu-tum.

La durata di un sospiro che, in un luogo e in un tempo di un’altra realtà, potrebbe scandire la nascita e la fine di un’esistenza.

Ma perché andare altrove, mi chiedo? Non potrebbe trattarsi del nostro mondo, del nostro universo, per quanto scontato ed ordinario? Se in un dato luogo della Terra ad una data ora del giorno un uomo inspira, in un altro luogo alla stessa ora dello stesso giorno potrebbe vedere la luce una nuova vita e, nell’istante successivo in cui lo stesso tizio espiri, quella stessa vita non appena fiorita potrebbe avere fine.

Nel suddetto esempio, le variabili sono rappresentate dal luogo l, dal tempo t, dalla persona a, che ha avuto la malsana idea di usufruire del proprio processo di respirazione per non stroncare in maniera innaturale il proprio ciclo biologico e collegarsi così alla nascita e alla quanto mai repentina morte della sfortunata persona b, sbucata su questo assurdo piano di esistenza proprio, guarda caso, nel medesimo tempo t e divenuta così la parte lesa della situazione che stiamo prendendo in esame. Potrebbe, tuttavia, non trattarsi per forza della stessa persona… Potrebbe subentrare la variabile c, un terzo individuo, cosciente del fatto che i suoi giorni ormai sono giunti al termine, che non attenda nient’altro che l’abbraccio del nulla. Non sarebbe una sorpresa per lui sentirsi venir meno le forze e afflosciarsi sul suo corpo, magari vecchio, stanco e segnato dagli acciacchi dell’età… Tutto questo per gratificare ancora di più la nostra immensa bontà d’animo e non sentirci troppo feriti. E’ più difficile da accettare, per noi sensibili spettatori, la morte di un giovane forte, nel fiore degli anni o di un bambino appena estratto dal grembo materno piuttosto che quella di un anziano signore i cui ultimi giorni sulla terra sono scanditi dalle rughe sul suo volto… Così va meglio?Credo di si… E’ il compromesso giusto per soffocare il senso di colpa rifilatoci dalla nostra fragile umanità, capace di provocarci rimorsi di coscienza e laceranti attacchi di bile anche per un infanticidio metafisico, del tutto immaginario, fuori dal tempo e dallo spazio…

Tempo e spazio… Taciti patti di non belligeranza stretti tra noi e la realtà per giustificare in qualche modo la concretezza instabile che ci circonda, ma… trascendiamo. Anzi, continuiamo in questo processo di sublimazione. Ho già infranto uno di questi accordi unilaterali travalicando il tempo e ordinandogli di arrestarsi, quindi perché non continuare su questa strada? Perché fermarsi, giunti a questo punto? Cosa sono alla fine le leggi della fisica rispetto al potenziale illimitato che possiede la mente umana, a quella sua scarica di energia sconosciuta e magnifica che le permette di fare, disfare, creare, distruggere qualsiasi cosa con un…pensiero.

Un pensiero. Entità infinita ed illimitata che può durare nient’altro.. che so.. il lasso di tempo che trascorre tra un battito del cuore e l’altro.

Tu-Tum.

Lo so.

Lo sento.

E’ il mio cuore che batte.

Come qualunque altro essere umano (eccezion fatta per quei casi in cui la natura è stata crudele) anch’io ho un cuore e…

Ehehehehehe…

Mi viene da ridere.

Ho pensato ad un’altra cosa buffa durante questo attimo a cui non riesco a mettere fine (potere della mente umana… le leggi del tempo e dello spazio piegate dalla volontà di un uomo, una delle creatura più insignificanti dell’universo, se consideriamo le forze ancestrali che la nostra mente limitata non può neanche arrivare a toccare… oppure si…basterebbe volerlo, tenendo fede a quanto ho affermato poc’anzi… Ma possiamo davvero dare forma e consistenza ad entità così lontane dalla portata della nostra immaginazione … Bah… non me ne importa più di tanto.. Una contraddizione del genere è l’ultimo delle mie preoccupazioni in questo momento)… Si tratta di una cosa buffa quasi quanto la scritta in bella vista…

IL FUMO UCCIDE

… sul pacchetto di sigarette.

IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DI CHI TI STA INTORNO

Sapete, io non fumo e, quando Steve mi ha offerto una sigaretta, ho esitato per un attimo, un istante, la durata di un respiro, prima di poggiarla sulle labbra, accenderla, sorridere e ridere, ridere di gusto, perchè, se i dadi daranno il risultato che desidero una volta toccato il suolo, una volta che sarò uscito dai miei pensieri e avrò fatto ripartire il tempo… Beh, mi sarò tolto un’altra gran bella soddisfazione.

Ma torniamo all’idea che ha suscitato in me tanta ilarità, torniamo al cuore della questione.. Si, il cuore… Un ammasso sanguinolento di tessuto muscolare cardiaco che si contrae ritmicamente…

Tu-Tum

…E permette al sangue di circolare attraverso il nostro corpo. Come può un organo così legato alla nostra fisicità divenire il veicolo ideale di sentimenti, sensazioni, stati d’animo, emozioni, la dimora della nostra anima?

‘Al cuore non si comanda’

‘ Segui il tuo cuore’

Vi rendete conto di quanto sia assurdo tutto ciò?

Vi rendete conto che ancoriamo parte dell’infinito che ci portiamo dentro e che ci definisce ad un qualcosa di così limitato e materiale?

Chi ha avuto una simile, malsana idea?

IL FUMO PUò PROVOCARE GRAVI MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Non lo so… Non ci credo, ma… Non posso correre il rischio: è per questo che ho chiesto a Steve di puntare al cuore, se i dadi, appena toccato il suolo, mi decreteranno vincitore.

Non posso, non voglio uccidere un amico. Sarò uno ******* egoista, ma preferisco accada il contrario e… Meglio cercare di andare sul sicuro e sparare dritto al cuore, così il senso di colpa per la mia codardia potrebbe andare distrutto insieme al resto dei miei sentimenti e l’anima, se un’anima c’è ed è immortale, potrebbe non doversene fare carico…

E ritorno con la mente, forse perché corrotta da questo maledettissimo cuore, alla domanda che mi sono posto all’inizio.

- Perché?

O meglio

- Perché ci sta accadendo tutto questo?

Fin dai tempi più antichi e remoti, gli uomini hanno sempre cercato di dare una spiegazione al mondo che li circondava, alle sue meraviglie e ai suoi orrori, e di trovare un modo per giustificare la propria incapacità di fronte a vicende che andavano aldilà della propria comprensione e sfuggivano al proprio controllo…

I dadi toccano terra.

L’idea geniale è consistita nel dare il merito o la colpa di tutto a qualcosa o qualcuno che non avrebbe mai avuto l’occasione di pretendere il giusto compenso per il proprio operato o difendersi dalle accuse, magari ingiuste, che sarebbero state mosse nei suoi confronti per ciò di cui sarebbe stato considerato l’artefice.

Il tempo si è rimesso in moto.

Chiamatelo come volete.

Fato, Karma, Dio, Destino, Caso…

Alla fine, è un lancio di dadi, quegli stessi dadi ora immobili sul pavimento dinanzi a noi, a decidere tutto.

Ho vinto.

Com’eravamo d’accordo, Steve, l’amico di una vita seduto dinanzi a me, impugna la pistola con l’unico proiettile rimasto e…

I nostri respiri sono affannosi. L’aria, come le riserve di cibo, sta per terminare in questo sottomarino incagliato da settimane sul fondale marino.

… Spara.

Un neonato dall’altra parte del mondo emette il suo primo respiro.

IL FUMO UCCIDE… **********, *******! Non avrete questa soddisfazione!

Prima che il proiettile mi trafigga il cuore, potrei fermare di nuovo il tempo e rimanere bloccato per un periodo infinito in questo attimo eterno, in stasi tra la vita e la morte, ma…

Posso davvero fermare il tempo?

Ho davvero pensato tutto ciò che ho pensato in quei pochi secondi prima che i dadi toccassero il suolo e decretassero il mio destino? Oppure mi trovavo già riverso senza vita sul pavimento con un buco nel petto, mentre Steve moriva asfissiato, e non sono altro che un’idea, un pensiero della potente mente dell’uomo che si è cristallizzato al di fuori dello spazio e del tempo per poi divenire una storia nella testa di qualcuno?

Chi sono? Cosa sono?

Chi ero? Cos’ero?

Chi sarò? Cosa sarò?

Non indovinerete mai quale sia la giusta domanda e non riceverete mai una risposta esauriente, ma…

Dovete ricordarvi di me, come vi ricordate di voi ogni mattina, quando osservate il vostro volto che cambia allo specchio, quando sentite il vostro nome scandito da una voce sempre diversa, che sia la vostra o quella di altri, poco importa, come per dire

- Io ci sono.

- Io esisto.

E cosa c’è di più potente della parola, di un nome per incatenare un’idea alla memoria?

Sono l’infante appena nato, sono il giovane forte e il vecchio stanco.

Sono l’individuo morto per un lancio di dadi.

Sono la variabile c.

Rodetevi il fegato.

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Mmm dico che ci devo riflettere. Ad un primo istante di rapida lettura m'è piaciuto, inizi a leggerlo e vuoi vedere come va a finire. Forse in alcuni pezzi sei rimasto un po' lento, ciò nonostante non hai perso la linearità di quello che racconti. Si legge bene ed è gradevole.

Dovrei trovarci dei difetti per aiutarti a migliorare, ma a questo punto hai solleticato la mia curiosità. Mi ha dato l'impressione che tu non sia alle prime armi. Lo fai come mestiere?

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Prima di tutto, ti ringrazio del commento/critica e del piacevole apprezzamento, Strikeiron.

No, scribacchio più che altro a tempo perso, ma, dalla mia parte, ho la fortuna di avere avuto sempre una forte curiosità 'culturale' fin da piccolo... Ogni volta che leggevo e leggo un libro, mi garba soffermarmi sullo stile di scrittura, sull'andamento del ritmo, la struttura dei periodi, concezione ed evoluzione dei personaggi, dinamica della scelta e del suono delle parole in un determinato contesto... diciamo sulla 'logistica' creativa, se così si può chiamare. Sostanzialmente, ho iniziato a scrivere quattro o cinque anni fa, dopo aver visto la serie di 'Cowboy Bebop' tutta d'un fiato.. prima non riuscivo a dare ordine ai miei pensieri, nonostante avessi quache idea non proprio da buttare. E' stata una rivelazione, quasi al pari di Evangelion...

Uhm.. ritorno alla domanda - Lo fai per mestiere?- e ti rispondo... Magari ;-)

Attendo con curiosità un commento più elaborato e la messa in evidenza di errori o imprecisioni da parte tua, quando ne avrai l'occasione (senza critica, altrimenti, sono dell'opinione che non si maturi)

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