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By ilmena

Radunatevi Roleplay Heroes!

Un imperdibile evento ludico si profila all'orizzonte! Nel 2020 sarà organizzata la più grande sessione di D&D mai vista! L'obiettivo sarà quello di stabilire per la prima volta un record ufficiale nel Guinness dei Primati: 500 persone giocheranno insieme ad un'avventura di Dungeons&Dragons!
Partner ufficiale del progetto saranno la stessa Wizard of the Coast e Play Festival del Gioco, l'evento più importante in Italia dedicato al gioco in ogni sua forma. Per celebrare questo grandioso evento da record la WotC metterà a disposizione un'avventura in anteprima nazionale di cui purtroppo non possiamo svelare ancora i dettagli.
Target del record saranno tutte le associazioni ludiche, i gruppi di gioco informali, le case editrici che forniranno il loro supporto, le fiere e gli eventi di gioco che si terranno in Italia da qui al prossimo anno e, ovviamente, tutti coloro che amano il gioco di ruolo. Un trattamento speciale sarà riservato a chi si proporrà come Dungeon Master. Un tour di tappe di gioco sarà organizzato per promuovere il record attraverso iniziative su tutto il territorio nazionale, dando la possibilità di giocare la prima parte dell'avventura. L'organizzazione delle tappe partirà dagli stessi territori e realtà che aderiranno al progetto.
Si partirà il 13 luglio, con l'evento di Weekend Ludico (5° edizione) che vedrà partecipare da diverse regioni d'Italia tantissimi appassionati. La Kermesse dedicata al mondo dell'intrattenimento ludico sarà l'inizio di un vero e proprio tour che da settembre 2019 promuoverà la più grande giocata di ruolo al mondo!
Roleplay Heroes: mettersi in gioco non mai stato così divertente!

Per maggiori informazioni o per proposte di collaborazione, commentate pure questo topic, rivolgetevi all'utente @Weekend Ludico o visitate le pagine seguenti:
Pagina FB di Roleplay Heroes
Pagina FB di Weekend Ludico 5° Edizione 
Website Weekend Ludico
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Statistiche di Popolarità degli Allineamenti in D&D 5E

Articolo di Morrus del 13 Giugno 2019
D&D Beyond ci ha fornito un'altra serie di dati ricavati dai 12 milioni di personaggi presenti sull’applicazione: questa volta si parla di quali allineamenti dei personaggi sono più popolari in D&D. L’allineamento prevalente è quello Caotico Buono, seguito immediatamente da quello che, come DM, preferisco meno, ossia il Caotico Neutrale. Il Caotico Malvagio è invece l’allineamento meno popolare.

Gli sviluppatori hanno fatto presente che questa statistica non tiene conto della percentuale di personaggi per i quali non è stato scelto alcun allineamento. Potete vedere il video originale qui.
Link all’articolo originale: https://www.enworld.org/forum/content.php?6402-Chaotic-Evil-Is-The-Most-Popular-Alignment!
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Vampiri 5E ha vinto l'Origins Award come Miglior GDR

Articolo di Morrus del 16 Giugno 2019
Sono stati nominati i vincitori degli Origins Award e Vampire: The Masquerade 5th Edition ha ricevuto il premio nella categoria dei giochi di ruolo mentre il Mordenkainen’s Tome of Foes della WotC lo ha vinto in quella dei supplementi per i GDR.

Ecco la lista completa dei vincitori:
Gioco dell’Anno: Root (Leder Games) Gioco da Tavolo: Root (Leder Games) Gioco di Carte: The Mind (Pandasaurus Games) Gioco per Famiglie: The Tea Dragon Society Card Game (Renegade Game Studios) Gioco Collezionabile: Keyforge: Call of the Archons (Fantasy Flight Games) Gioco di Ruolo: Vampire: The Masquerade 5th Edition (Modiphius Entertainment) Supplemento per Giochi di Ruolo: Mordenkainen’s Tome of Foes (Wizards of the Coast) Gioco di Miniature: Necromunda (Games Workshop), Star Wars Legion (Fantasy Flight Games) Accessorio per Giochi: Placca trofeo con testa di drago nero (WizKids) Link all’articolo originale: https://www.enworld.org/forum/content.php?6405-Vampire-5E-Is-Origins-RPG-Award-Winner
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E' uscito il manuale Acquisitions Incorporated!

A partire dal 18 Giugno 2019 è uscito Acquisitions Incorporated, supplemento per D&D 5e collegato alla celebre campagna giocata per anni da Penny Arcade e conosciuta con il nome di Acquisitions Inc. Il manuale, ufficialmente finanziato e riconosciuto dalla WotC, contiene un'avventura per PG di livello 1-6,  regole per creare e gestire una proprio Franchise (una vera e propria impresa d'affari), una serie di ruoli speciali per chi lavora nell'impresa, nuovi Background, opzioni per PG e altro ancora.
Per chi tra voi non lo conoscesse, Acquisitions Inc. è iniziato circa una decina di anni fa (durante il periodo della 4a Edizione di D&D) sotto forma di un podcast, durante il quale Chris Perkins (attuale membro del D&D team presso la WotC e uno dei principali designer della 5e) e altri esponenti del Penny Arcade mettevano in scena la loro personale campagna di Dungeons & Dragons. Con il passare degli anni l'Acquisitions Inc. ha ottenuto un successo tale da diventare un vero e proprio show dal vivo, simile a ciò che è oggi il celebre Critical Role con Matt Mercer. Inoltre, Penny Arcade è diventato anche il responsabile dell'organizzazione del gioco dal vivo presso il circuito di convention PAX, oltre che del più recente PAX Unplugged.

L'Acquisition Inc. giocato dal vivo con Chris Perkins come DM
Dopo tanti anni di successo, Penny Arcade ha deciso di pubblicare un manuale per D&D dedicato interamente all'Acquisitions Inc. L'idea era quella di finanziare il progetto attraverso Kickstarter, ma quando la WotC ha scoperto ciò che Penny Arcade stava creando, ha deciso di proporre loro una collaborazione e di finanziare lei la realizzazione del manuale, che ora è finalmente disponibile per l'acquisto.
Qui di seguito potete leggere la descrizione ufficiale del manuale, pubblicato sul sito ufficiale della WotC:
Acquisition Incorporated
Un prodotto di D&D creato in collaborazione con Penny Arcade Inc.
BENVENUTI AD ACQUISTIONS INCORPORATED!
Esplorate un gran numero di pericoli e di personalità per il più grande gioco di ruolo al mondo.
Quando siete agli inizi nell'attività del partecipare alle avventure, può non essere male poter contare su un qualche appoggio. Può essere di grande aiuto avere accesso ai potenti artefatti, alla competenza e lavori che l'Acquisitions Incorporated (Acq Inc) è in grado di offrire a una nuova impresa. Unitevi a Omin Dran, Jim Darkmagic e a Viari come mai prima nel manuale di Campagna per Dungeons & Dragons di Acquisition Incorporated!
Preparatevi per il successo quando tenterete di gestire la vostra impresa fantasy, utilizzando tutti gli ingredienti di cui avete bisogno per includere Acquisition Incorporated nella vostra campagna di D&D, in modo da fondare il vostro franchise e assumere i ruoli speciali al suo interno. In aggiunta, ci sono sempre delle posizioni che potrebbero diventare disponibili...semplicemente non provate a chiedervi come mai.
Imparate tutto quello che vi serve per far partire la vostra impresa fantasy dal momento che inizierete la vostra carriera oggi, in qualità di orgogliosi membri dell'Acquisitions Incorporated. Acquisitions Incorporated ha tutto quello di cui avete bisogno per giocare a D&D 5e come se foste sul palco assieme alla squadra (del Penny Arcade, NdTraduttore) al PAX! Nuovi Background, nuove opzioni per i PG, informazioni sui franchise e molto altro! Iniziate il vostro franchise di Acquisitions Incorporated all'interno dei Forgotten Realms o di qualunque altro luogo del Multiverso. Acquisitions Incorporated è un nuovo genere di campagna di D&D pieno di pazzesche attività criminali (il termine originale è "heist", difficile da tradurre in italiano; pensate ai colpi alla Ocean's Eleven, NdTraduttore) e momenti esilaranti, ed è uno dei nuovi modi per raccontare fantastiche storie di D&D. Include un'avventura che porterà i personaggi dal livello 1 al livello 6, stabilendo la rivendicazione del vostro gruppo su un mondo che esso ha appena iniziato ad esplorare - e da cui ha appena iniziato a ricavare del profitto. DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 49,95 dollari
Data di uscita: 18 Giugno 2019
Formato: Copertina rigida
Lingua: Inglese
Fonte: https://dnd.wizards.com/products/tabletop-games/rpg-products/acqinc
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5 modi per spendere una fortuna

Articolo di J.R. Zambrano del 12 Giugno 2019
Qual è il punto nell'andare a svolgere delle missioni e mettere da parte dell'oro se poi non lo si può spendere in qualcosa di incredibile? Ecco a voi alcuni consigli su come spendere i vostri risparmi in gioco.
Parliamo di ricompense. Vi siete impegnati con grande fatica per non mandare a gambe all'aria la campagna, avete effettivamente seguito i vari indizi/obiettivi/richieste di aiuto che il DM vi ha tirato contro e avete finito le missioni che vi si erano presentate. E questa volta siete riusciti a fermare il paladino prima che dicesse "Il duro lavoro è una ricompensa di per sé", quindi vi siete trovati con un bel gruzzolo d'oro. Ogni tanto capita. Quindi cosa ci farete ora?
E prima che diciate "comprare armi magiche e oggetti meravigliosi" sappiate che vi state dando la zappa sui piedi. Quelli si possono già trovare nelle tabelle dei tesori casuali. E se il vostro DM non le usa, diventerà presto frustrato dai combattimenti contro i mostri "resistenti ai danni non magici" e da quanto sono lunghi, quindi finirà per farvene trovare qualcuna lo stesso.
E in ogni caso stareste spendendo soldi in oggetti da usare per fare altre missioni. Vi siete sudati quelle MO, MA, MR e, occasionalmente, ME. Spendetele in qualcosa di degno da avere. Non investitele nel rendere il prossimo dungeon più facile da affrontare, quel +1 non è così fondamentale quando il vostro chierico può lanciare Benedizione e il mago può lanciare Palla di Fuoco. Se dovete fare un investimento fatelo in qualcosa che valga la pena. Quindi non siate noiosi e spendete i vostri soldi immaginari in qualcosa di incredibile; dopotutto nella vita reale non potete comprare un castello.

Quartier Generale
Nella vita reale non potete comprare un castello, ma in D&D sì. Non costa neanche così tanto tutto sommato. Anche se non fosse un castello, qualsiasi gruppo di avventurieri dovrebbe avere una sorta di quartier generale, anche se fosse semplicemente una stanza riservata per voi in una taverna malfamata. Magari potreste finalmente mettere in mostra tutti quei preziosi oggetti d'arte che continuate a trovare e rendere invidiosi i nobili che vi vengono a trovare. Qualsiasi posto compriate impegnatevi e fatelo davvero vostro.

Fatevi fare qualcosa su misura.
Solitamente molti giocatori passano abbastanza tempo a pensare a come appaiono i loro personaggi. A meno che non pensiate ai vostri personaggi solo come ad un assieme di statistiche sempre in crescita, potreste pensare di cambiare il vostro aspetto iconico. Comprate dei vestiti da nobili, quelli da 200 mo. Come direbbe Adam Ant, spendete i vostri soldi per apparire fantastici e attirare l'attenzione.

Una banda, un araldo e un seguito personali.
Bene, parliamo di professionisti salariati. Certo ci sono portatori di torce, scopritori di trappole e così via (anche se qualsiasi mercenario può essere uno scopritore di trappole se giustamente stimolato), ma perché non assumere un bardo che canti le vostre eroiche gesta? O un araldo che annunci il vostro arrivo a corte? Oppure un alchimista o un erborista personali? Perché girare per negozi? Assumete direttamente un professionista, fategli mettere su l'attività nella vostra base e avrete un PNG particolare da amare e apprezzare.

Mezzi di trasporto
Se Ghosts of Saltmarsh ha dimostrato qualcosa è che D&D funziona meglio con le navi. Quindi prendetevi una nave. Oppure un carro per trasportare cose. O meglio ancora convincete il DM a farvi mettere delle ruote alla vostra nave e avrete due mezzi di trasporto in uno. Niente più Fantasy Uber per il vostro gruppo.

Compratevi un titolo nobiliare
Altrimenti, se davvero volete cambiare le carte in tavola, chiedete al DM (o a qualsiasi PNG sia al potere) quanto costa comprarsi un titolo nobiliare. Dopotutto anche nel nostro mondo è stato fatto ripetutamente. Con sufficiente oro si può comprare di tutto e, se non lo si spende, si può solo rendere stagnante l'economia del vostro mondo fantasy. Quindi non vi trattenete e andate a spendere quantità ingenti di oro in maniera irresponsabile.
Fateci sapere in che modo preferite spendere il vostro oro nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/06/dd-5-ways-to-spend-a-fortune.html
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Ignorace strike back. I giocatori.

fenna

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Ogni anno, vengono prodotti una marea di boardgame.
Davvero tantissimi, probabilmente troppi? Il tempo lo dirà
Intanto, via kickstarter, via canali ufficiali, il popolo dei gamer se li compra.
SE LI.
Plurale.
Perché non succede con i gdr?
Per quello che ho descritto nella prima inserzione (per chi non l'avesse letto ecco: La r0 e lo specchietto per le allodole)

Riassumerei il concetto in: i giocatori di ruolo sono dei fottuti conservatori.

Nel dettaglio.

Gioca preferibilmente ad un solo gioco di ruolo e questo è male.
Quando dico questa cosa solitamente mi si risponde così: cosa c'è di male nel giocare ad un solo gioco di ruolo? Non ci vedo niente di male
Il problema di questa risposta è "cosa c'è di male", inteso in senso morale, cioè di giudizio morale: di cosa fanno le persone e delle loro preferenze mi interessa poco.
Il problema del giocare ad un solo gioco ed essere interessati solo a quello posso riassumerlo con le seguenti parole: ignoranza ludica.
Il popolo del gdr è fondamentalmente ignorante, scarsamente interessato a provare nuove esperienze e ad avventurarsi fuori dal proprio giardino.
Risultato, unico gdr a vendere D&D (e derivati), unica esperienza di gioco possibile è quella Master Driven et simili e Drizzit più appetibile di Precious per aprire il mercato.
Insomma, fino all'arrivo dell'autoproduzione sostenibile, chi non avesse come RPG preferito D&D o gdr Master Driven doveva attaccarsi al tram, oppure tentare la fortuna, in alcuni casi, penso ad Amber e a On Stage andava bene, in altri solo buchi nell'acqua.

L'altro aspetto, quello più negativo in assoluto a mio avviso, è quello dei piccoli gruppi chiusi. Io gioco con i miei amici, nella mia taverna (casa) una volta la settimana.
NON FUNZIONA!
Non funziona per alcuni motivi, se si vive in un paese è altamente probabile che succedano queste cose:
1) si mettono al tavolo persone differenti alcune delle quali sono come l'amico che gioca a Risiko, ma che gli fa cagare: questa persona non durerà molto;
2) si superano i 15 anni e l'età del tempo libero e si iniziano ad avere lavoro, compagne, figli, bollette da pagare: lo so che c'è gente che gioca ancora una volta alla settimana con lo stesso gruppo, ma sono delle cappero di minoranze, ad una certa età la gente si mette a collezionare! Per la gioia di chi nemmeno le testa le regole che mette nei giochi;
3) con sta fissa nerd per gli orchi, i nani, quei maledetti elfi e per diana quella fissazione maniacale sulle spade (si sto parlando di complesso del pene) abbiamo tagliato fuori il 50% del panorama:  lo so che c'è ci sono ragazze che giocano a D&D, ma ancora una volta, sono una minoranza! Haimé!;

Quindi? Cosa proponi fenna?
Uccidere tutti.
No
Non risolverebbe il problema per quanto sarebbe divertente
La cosa più difficile nelle persone è la propensione al cambiamento.
Una persona impara a fare qualcosa e, anche se le fa schifo, una proposta di cambiamento radicale sarà rifiutata.
Allora moriremo tutti!
No, non moriremo tutti, semplicemente basterebbe poco per cambiare radicalmente approccio:
- provare nuove esperienze ludiche aprendo il più possibile l'orizzonte;
- aprire alla possibilità di giocare a giochi differenti con persone differenti, magari giocando a giochi che trattano temi differenti dal fantasy;
- provare le nuove tecnologie, hangout su g+ ?
- provare a ritargliarsi uno spazio possibile e non quello che abbiamo nella nostra testa, per giocare
- smettere di essere nerd nel senso negativo del termine e diventare appassionati

Se avete da aggiungere siete i benvenuti



10 Comments


Recommended Comments

Tra l'altro ho letto trilioni di volte di gente che trova un'ambientazione figa (tipo, Mass Effect, i pirati, il trono di spade, western, cyberpunk, Harry Potter, ecc ecc) e anziché cercare dei gdr a riguardo si impegna proprio per adattare le regole di D&D 3.5/Pathfinder a quell'ambientazione. Oppure che trova giochi di ruolo che li ispirano e, anziché usarne le regole, prendono solo l'ambientazione e di nuovo, adattano le regole di 3.5 ad essa. Ho già letto di tre persone che volevano convertire il mio gdr sui Pokémon fatto con FATE alle regole di D&D 3.5, per fare un esempio minuscolo.

Mi lascia proprio perplesso quest'idea... sarebbe come se uno ha imparato a giocare a Monopoli, e allora appena scopre Risiko vuole giocare ai carri armati e la conquista del mondo con le regole di Monopoli. Appena scopre Taboo vuole giocare a indovinare le parole con gli amici con le regole di Monopoli. Etc. C'è proprio quest'idea radicatissima che D&D non è uno specifico gdr con delle specifiche regole adatte ad un certo tipo di esperienza (fantasy epico centrato su combattimenti tattici con avanzamento a livelli ecc ecc) ma un "motore fisico" che una volta imparato può essere applicato a qualsiasi ambientazione e gdr, senza la necessità di impararsi altre regole perché ehi, abbiamo D&D che fa tutto, a che scopo impararne di nuove? Meglio convertire 900 pagine di manuali inventandosi razze, classi, abilità e talenti bilanciandole minuziosamente che impararsi 50 pagine di un regolamento diverso, tanto sarà sempre la stessa salsa! :(

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Tra l'altro ho letto trilioni di volte di gente che trova un'ambientazione figa (tipo, Mass Effect, i pirati, il trono di spade, western, cyberpunk, Harry Potter, ecc ecc) e anziché cercare dei gdr a riguardo si impegna proprio per adattare le regole di D&D 3.5/Pathfinder a quell'ambientazione. Oppure che trova giochi di ruolo che li ispirano e, anziché usarne le regole, prendono solo l'ambientazione e di nuovo, adattano le regole di 3.5 ad essa. Ho già letto di tre persone che volevano convertire il mio gdr sui Pokémon fatto con FATE alle regole di D&D 3.5, per fare un esempio minuscolo. [1]

Mi lascia proprio perplesso quest'idea... sarebbe come se uno ha imparato a giocare a Monopoli, e allora appena scopre Risiko vuole giocare ai carri armati e la conquista del mondo con le regole di Monopoli.[2]  

[1] Fino a che il prendere un sistema e adattarlo all'ambientazione implica veramente dei cambi di regole, nel senso vero del termine, la cosa ha funzionato anche e non è stata negativa, anzi, alcuni esperimenti sono stati di grandi successo;
[2] Giusto per farci una risata :D http://monopoly.wikia.com/wiki/List_of_Monopoly_Games_(Board)

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Onestamente io non vedo il "prediligere un GdR rispetto ad altri" come un male. Al contrario, ritengo sia bello che ognuno trovi il proprio spazio (meglio se si riescono ad evitare affermazioni tipo: "il GdR a cui gioco io è il meglio" oppure " Ma chi se la fila 'sta ciofeca?").

Il fatto di non essere interessati/voler provare nuove esperienze ludiche non necessariamente sottolinea un'ostilità verso il cambiamento o uno "sparare a zero sul resto". In alcuni casi, nel caso specifico il mio, può essere che la premessa di un GdR alternativo (il sistema alla base, il tema, il regolamento, le possibilità in-game, ecc...) non soddisfino il tipo di esperienza che ricerco. Con questo non giustifico quelli che cercano di adattare un sistema noto per scopi diversi da quelli per cui è stato concepito; sono il primo che, piuttosto, ricerca un sistema creato appositamente per il "setting" che cerco anche perché risparmio tempo e la mia esperienza sarà migliore visto che è stato pensato appositamente per incarnare tutti gli aspetti che ruotano attorno a quel "mondo".

Invece il dover per forza spaziare "per farsi una cultura", altrimenti non è possibile capacitarsi di quale sia il vero "buon gioco", la trovo una cosa ingiusta e non necessaria. C'è anche da sottolineare che non tutto il pubblico dei GdR è necessariamente cultore dell'argomento a tutto tondo, né deve esserlo per apprezzare veramente questo modo prodotto; per esempio uno gioca a D&D perché vuole semplicemente divertirsi tra amici, ma ciò non fa di lui un appassionato (esempio che si può adattare ad un qualunque altro GdR, sia chiaro). Ritengo inoltre che sia poco costruttivo dare degli ignoranti a coloro che si servono dei GdR come passatempo e non ne fanno una questione di stato. Visto che lo scopo principale è quello di divertirsi, non vedo perché perdere tempo ad affermare quale potrebbe essere il modo migliore per farlo o il non poter apprezzare un gioco se non si conoscono tutti i "retroscena"; siamo sempre lì: è "questione di gusti" e di cosa si sposa con l'idea di divertimento del singolo individuo.

Per quanto riguarda il discorso del mercato ludico negli anni e la sua pubblicizzazione lo lascio volutamente perdere perché sono ignorante in materia e non è che sia stato mai granché interessato ai suoi risvolti storici. Anche se c'è da dire che tra la tecnologia e il marketing di vent'anni fa e quelli odierni c'è un abisso, anche perché, nel frattempo, sono nati nuovi modi che permettono di inserirsi in questo mercato e di darne visibilità (canali dedicati, siti web che si fanno carico della promozione/vendita dei giochi, Kickstarter). Non essendo informato a riguardo, la mia opinione può valere anche zero, ma bisogna anche considerare che, nel tempo, i mezzi e la tecnologia si sono evoluti e si sono innovati. Quindi la mancata visibilità di quei giochi che per qualcuno "meritano" è imputabile anche alla mancanza di mezzi per l'epoca, non solo perché questi sono stati oscurati da quelli più famosi/popolari.

Riguardo alle "cerchie strette", sono d'accordo che inserirsi in altri gruppi di gioco aiuta ad arricchire il bagaglio personale di ognuno di noi e può evidenziare aspetti che non si sono mai considerati prima, ma può anche essere che non sia una mancanza di "spirito d'avventura" semplicemente perché nella propria realtà il giocare di ruolo sia una pratica poco diffusa. Per esempio, non in tutti i paesi la gente si diverte giocando di ruolo, anzi alcuni ritengono questo modo di divertirsi "da sfigati" o al limite dell'inutilità. Non mi dilungo troppo su questo punto anche se ci sarebbe parecchio da dire, ma questa è un'altra storia.

Ad ogni modo, la mia non è una critica o un attacco personale al tuo intervento (essendo una tua opinione, va rispettata e non denigrata) però trovo che non tenere conto delle tendenze (voglio precisare che non sto parlando di "moda" o "popolarità") sia un errore e il messaggio che arriva, a prescindere dalle intenzioni reali, sia quello di minare il divertimento altrui. Siccome mi sembra di capire che il messaggio dell'inserzione sia quello di analizzare il "rifiuto del diverso", il non tenere conto della "mentalità" che ha dettato le scelte dei singoli è, secondo me, un fattore da non sottovalutare.

Chiedo venia per il wall of text, ma volevo essere il più chiaro possibile.

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@Lord Delacroix 
Anzitutto ti ringrazio per il tempo dedicatomi nella tua risposta.
Vedrò di fare altrettanto.

Metodologia.
Purtroppo hai organizzato i tuoi pensieri in maniera non esattamente facile da interpretare, hai messo molta carne al fuoco e in maniera decisamente confusa.
Il che mi lusinga da un lato, visto che significa che hai dedicato tempo e passione nello scrivere, ma mi lega le mani in alcune risposte, visto che, con buona pace di entrambe, non ho assolutamente capito dove volevi arrivare.
Perciò evito di citare parte per parte il tuo messaggio, saltando a piè pari le parti in cui parli della tua esperienza, farò un solo quote..

Buon gioco, cultura ludica, essere controproducenti.
Lo scopo dell'articolo non è diffondere il gioco di ruolo, non è nemmeno rendermi simpatico ad un generico giocatore di ruolo che si può sentire offeso dalle mie parole, del resto, oltre al diritto di replica, esiste anche il diritto di pensarla differentemente,  lo scopo dell'articolo è fare delle riflessioni di tipo sociale e ludiche sull'hobby ed eventualmente scatenare alcune riflessioni.
Il fatto che tu e altri abbiate risposto, anche dopo mesi, mi da modo di dire che l'articolo ha sortito il suo effetto.

Cita

Invece il dover per forza spaziare "per farsi una cultura", altrimenti non è possibile capacitarsi di quale sia il vero "buon gioco", la trovo una cosa ingiusta e non necessaria.

Una persona che abbia giocato nella sua vita solo a risiko e monopoly è un ignorante in materia boardgame.
Ha diritto ad essere ignorante? Si.
Può avere delle giustificazioni nell'esserlo? Certamente.
Ma, in campo di boardgame è un ignorante, che lo voglia o no.
Non c'è nulla di male ad essere ignoranti in un dato settore della vita o delle proprie esperienze, si può essere ignoranti di fisco anche pagando le tasse e vivere felici, io sono ignorante in quanto al fisco, pago le mie tasse e vivo felice, non mi serve di sapere tutto sul fisco. Però sono ignorante.
Sono ignorante in informatica, so usare i programmi che uso per lavoro, ma non sarei in grando di programmare. Però vivo felice.
Se tutta la tua argomentazione si può riassumere con: si può essere ignoranti e giocatori di ruolo.
Direi che si; anzi la mia tesi è che sia esattamente la maggioranza a farlo. 
L'importante è non incavolarsi quando qualcuno ce lo fa notare o basa un argomentazione su questo.

Infine il "buon gioco".
Non ho parlato di buon gioco. Mai. Nemmeno una volta.
E' qualcosa di vago e che associo all'esatto contrario della cultura ludica: è elitarismo.
Mi spiace che tu abbia letto questo nelle mie parole, ma, questo è un dato di fatto non interpretabile: l'unico a parlarne sei stato tu, a me dell'elitarismo non interessa molto.

Mi spiace non poterti rispondere oltre, ma dal mio punto di vista non ho molto di più da aggiugnere a quanto detto in questo post e nell'articolo del blog.

Edited by fenna

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In realtà io, come scritto in conclusione, non mi sono sentito offeso dall'essere definito "ignorante" in ambito ludico, anzi l'ho ammesso io stesso (sennò avrei cercato di citare tutte le mie esperienze in ambito ludico cercando di smentirti). Quindi posso garantirti che non me la sono affatto presa, però come ben sappiamo è difficile "dare un tono" a quello che scriviamo da una tastiera, ma non è questo il punto.

In realtà il senso del mio intervento è proprio quello che mi hai risposto tu:

In 4/3/2016 at 20:18 , fenna ha scritto:

Ha diritto ad essere ignorante? Si.
Può avere delle giustificazioni nell'esserlo? Certamente.
Ma, in campo di boardgame è un ignorante, che lo voglia o no.

Anche perché, scusami se mi è arrivato un messaggio sbagliato, però sembrava che l'inserzione volesse additare e condannare i cosiddetti "giocatori ignoranti".
Il mio intervento non era altro che un punto di vista differente anche per stimolare ulteriormente al dialogo (e magari stuzzicare anche altri utenti a partecipare alla discussione).

Vero, il "buon gioco" l'ho tirato fuori io, ma, ancora una volta, devo aver mal interpretato l'idea che stava dietro alle tue parole.

Però, correggimi se sbaglio, dalle tue parole emerge un tono di accusa piuttosto marcato. Potrebbe anche essere che la scelta di esprimersi in questo modo sia stata fatta di proposito per stimolare l'affluenza di commenti, però non si può negare come tu non ci sia andato tanto per il sottile. A prescindere da quanto poco ti importi di come possa sentirsi la gente di fronte alle tue parole, però, visto che ti rivolgi a loro, non credo che sminuirle aiuti a spiegarti meglio.

Quindi, in ultima analisi, gli scopi che ho goffamente tentato (senza successo a quanto pare) di far emergere sono i seguenti:

- La libertà di vivere felici nella "beata ignoranza" (se non interpreto ancora male le tue parole). Alla quale IO aggiungo che non sempre è un male, visto che lo scopo primario di ogni gioco è divertirsi (sintetizzo il concetto, in modo da non risultare eccessivamente dispersivo);

- Il modo di porre le proprie idee. Lungi da me il voler insegnare qualcosa, però credo di poter esprimere un giudizio in merito al modo in cui hai posto la tua idea al "pubblico" (visto che, in questo momento, ne faccio pure parte). In realtà mi permetto solo di dire che se il tuo scopo era solo un spunto di riflessione riguardo l'hobby, hai ottenuto un effetto un po' diverso secondo me. Sebbene io magari abbia parzialmente percepito l'intento di voler riflettere, qualcun'altro potrebbe vedere solo l'aspetto "sarcasticamente irritante" delle frecciatine che accompagnano la tua tesi e prendere il tutto sul personale. Non sto mettendo in dubbio la tua reale volontà di spingere alla riflessione però, per come sono espressi i concetti, permettimi di dire che sembrano tutt'altro che propedeutici alla riflessione. Anzi, sembra che chiunque abbia un'idea diversa dalla tua stia sbagliando su tutta la linea.

Magari, ora che ho chiarito la mia intenzione reale, potrà sembrare inutile il mio intervento, ma credo di non essere l'unico ad aver percepito il tutto come una "critica verso ignoti", camuffata in modo da passare sotto i radar. Ripeto, io magari ho intravisto questo stimolo al dialogo ma non so quanti si siano trattenuti dal rispondere per non scatenare il putiferio o perché hanno liquidato la faccenda come uno sfogo personale.

Visto che l'elitarismo non ti interessa, quando si decide di invitare alla riflessione lo si fa in maniera imparziale e rispettosa verso le opinioni altrui.

Lo sottolineo, così non vengo frainteso: io non sto criticando e non voglio fare in alcun modo il saccente, ritengo solamente che il tuo intervento faccia maggiormente trasparire l'aspetto sarcastico sminuendo, di fatto, l'invito al dialogo e alla riflessione.

Credo di aver esaurito i miei argomenti,

Peace.

Edited by Lord Delacroix

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Ma che peace :D é stato un piacere.
L'unica cosa è che l'articolo è parte di un trittico di articoli che fanno una crtitica, dal mio punto di vista del contesto del nostro hobby :D
Se li contestualizzi in questo senso, credo che sia più chiaro :)
Intanto buona domenica

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Beh allora bastava inserire una nota per dissociarsi dai toni critici XD

A dirla tutta, ho visto non so quante discussioni animarsi inutilmente solo per aver omesso delle precisazioni e/o premesse e il fatto che il sarcasmo non fosse un modo elegante di offendere il pensiero altrui :)

Grazie e ti auguro altrettanto :D

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Great job, dude! :thumbsup:

Sono d'accordo con te. Anche a me piace esplorare nuovi mondi e mescolare le epoche e sono a favore dell'idea che bisognerebbe provare sempre qualcosa di nuovo. In questo modo, non solo si perfeziona il proprio stile, ma si impara anche ad apprezzare il nostro gioco di ruolo preferito che tanto ci piace giocare.

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