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Ignorace strike back. I giocatori.


fenna

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Ogni anno, vengono prodotti una marea di boardgame.
Davvero tantissimi, probabilmente troppi? Il tempo lo dirà
Intanto, via kickstarter, via canali ufficiali, il popolo dei gamer se li compra.
SE LI.
Plurale.
Perché non succede con i gdr?
Per quello che ho descritto nella prima inserzione (per chi non l'avesse letto ecco: La r0 e lo specchietto per le allodole)

Riassumerei il concetto in: i giocatori di ruolo sono dei fottuti conservatori.

Nel dettaglio.

Gioca preferibilmente ad un solo gioco di ruolo e questo è male.
Quando dico questa cosa solitamente mi si risponde così: cosa c'è di male nel giocare ad un solo gioco di ruolo? Non ci vedo niente di male
Il problema di questa risposta è "cosa c'è di male", inteso in senso morale, cioè di giudizio morale: di cosa fanno le persone e delle loro preferenze mi interessa poco.
Il problema del giocare ad un solo gioco ed essere interessati solo a quello posso riassumerlo con le seguenti parole: ignoranza ludica.
Il popolo del gdr è fondamentalmente ignorante, scarsamente interessato a provare nuove esperienze e ad avventurarsi fuori dal proprio giardino.
Risultato, unico gdr a vendere D&D (e derivati), unica esperienza di gioco possibile è quella Master Driven et simili e Drizzit più appetibile di Precious per aprire il mercato.
Insomma, fino all'arrivo dell'autoproduzione sostenibile, chi non avesse come RPG preferito D&D o gdr Master Driven doveva attaccarsi al tram, oppure tentare la fortuna, in alcuni casi, penso ad Amber e a On Stage andava bene, in altri solo buchi nell'acqua.

L'altro aspetto, quello più negativo in assoluto a mio avviso, è quello dei piccoli gruppi chiusi. Io gioco con i miei amici, nella mia taverna (casa) una volta la settimana.
NON FUNZIONA!
Non funziona per alcuni motivi, se si vive in un paese è altamente probabile che succedano queste cose:
1) si mettono al tavolo persone differenti alcune delle quali sono come l'amico che gioca a Risiko, ma che gli fa cagare: questa persona non durerà molto;
2) si superano i 15 anni e l'età del tempo libero e si iniziano ad avere lavoro, compagne, figli, bollette da pagare: lo so che c'è gente che gioca ancora una volta alla settimana con lo stesso gruppo, ma sono delle cappero di minoranze, ad una certa età la gente si mette a collezionare! Per la gioia di chi nemmeno le testa le regole che mette nei giochi;
3) con sta fissa nerd per gli orchi, i nani, quei maledetti elfi e per diana quella fissazione maniacale sulle spade (si sto parlando di complesso del pene) abbiamo tagliato fuori il 50% del panorama:  lo so che c'è ci sono ragazze che giocano a D&D, ma ancora una volta, sono una minoranza! Haimé!;

Quindi? Cosa proponi fenna?
Uccidere tutti.
No
Non risolverebbe il problema per quanto sarebbe divertente
La cosa più difficile nelle persone è la propensione al cambiamento.
Una persona impara a fare qualcosa e, anche se le fa schifo, una proposta di cambiamento radicale sarà rifiutata.
Allora moriremo tutti!
No, non moriremo tutti, semplicemente basterebbe poco per cambiare radicalmente approccio:
- provare nuove esperienze ludiche aprendo il più possibile l'orizzonte;
- aprire alla possibilità di giocare a giochi differenti con persone differenti, magari giocando a giochi che trattano temi differenti dal fantasy;
- provare le nuove tecnologie, hangout su g+ ?
- provare a ritargliarsi uno spazio possibile e non quello che abbiamo nella nostra testa, per giocare
- smettere di essere nerd nel senso negativo del termine e diventare appassionati

Se avete da aggiungere siete i benvenuti

18 Comments


Recommended Comments

Tra l'altro ho letto trilioni di volte di gente che trova un'ambientazione figa (tipo, Mass Effect, i pirati, il trono di spade, western, cyberpunk, Harry Potter, ecc ecc) e anziché cercare dei gdr a riguardo si impegna proprio per adattare le regole di D&D 3.5/Pathfinder a quell'ambientazione. Oppure che trova giochi di ruolo che li ispirano e, anziché usarne le regole, prendono solo l'ambientazione e di nuovo, adattano le regole di 3.5 ad essa. Ho già letto di tre persone che volevano convertire il mio gdr sui Pokémon fatto con FATE alle regole di D&D 3.5, per fare un esempio minuscolo.

Mi lascia proprio perplesso quest'idea... sarebbe come se uno ha imparato a giocare a Monopoli, e allora appena scopre Risiko vuole giocare ai carri armati e la conquista del mondo con le regole di Monopoli. Appena scopre Taboo vuole giocare a indovinare le parole con gli amici con le regole di Monopoli. Etc. C'è proprio quest'idea radicatissima che D&D non è uno specifico gdr con delle specifiche regole adatte ad un certo tipo di esperienza (fantasy epico centrato su combattimenti tattici con avanzamento a livelli ecc ecc) ma un "motore fisico" che una volta imparato può essere applicato a qualsiasi ambientazione e gdr, senza la necessità di impararsi altre regole perché ehi, abbiamo D&D che fa tutto, a che scopo impararne di nuove? Meglio convertire 900 pagine di manuali inventandosi razze, classi, abilità e talenti bilanciandole minuziosamente che impararsi 50 pagine di un regolamento diverso, tanto sarà sempre la stessa salsa! :(

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Tra l'altro ho letto trilioni di volte di gente che trova un'ambientazione figa (tipo, Mass Effect, i pirati, il trono di spade, western, cyberpunk, Harry Potter, ecc ecc) e anziché cercare dei gdr a riguardo si impegna proprio per adattare le regole di D&D 3.5/Pathfinder a quell'ambientazione. Oppure che trova giochi di ruolo che li ispirano e, anziché usarne le regole, prendono solo l'ambientazione e di nuovo, adattano le regole di 3.5 ad essa. Ho già letto di tre persone che volevano convertire il mio gdr sui Pokémon fatto con FATE alle regole di D&D 3.5, per fare un esempio minuscolo. [1]

Mi lascia proprio perplesso quest'idea... sarebbe come se uno ha imparato a giocare a Monopoli, e allora appena scopre Risiko vuole giocare ai carri armati e la conquista del mondo con le regole di Monopoli.[2]  

[1] Fino a che il prendere un sistema e adattarlo all'ambientazione implica veramente dei cambi di regole, nel senso vero del termine, la cosa ha funzionato anche e non è stata negativa, anzi, alcuni esperimenti sono stati di grandi successo;
[2] Giusto per farci una risata :D http://monopoly.wikia.com/wiki/List_of_Monopoly_Games_(Board)

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Onestamente io non vedo il "prediligere un GdR rispetto ad altri" come un male. Al contrario, ritengo sia bello che ognuno trovi il proprio spazio (meglio se si riescono ad evitare affermazioni tipo: "il GdR a cui gioco io è il meglio" oppure " Ma chi se la fila 'sta ciofeca?").

Il fatto di non essere interessati/voler provare nuove esperienze ludiche non necessariamente sottolinea un'ostilità verso il cambiamento o uno "sparare a zero sul resto". In alcuni casi, nel caso specifico il mio, può essere che la premessa di un GdR alternativo (il sistema alla base, il tema, il regolamento, le possibilità in-game, ecc...) non soddisfino il tipo di esperienza che ricerco. Con questo non giustifico quelli che cercano di adattare un sistema noto per scopi diversi da quelli per cui è stato concepito; sono il primo che, piuttosto, ricerca un sistema creato appositamente per il "setting" che cerco anche perché risparmio tempo e la mia esperienza sarà migliore visto che è stato pensato appositamente per incarnare tutti gli aspetti che ruotano attorno a quel "mondo".

Invece il dover per forza spaziare "per farsi una cultura", altrimenti non è possibile capacitarsi di quale sia il vero "buon gioco", la trovo una cosa ingiusta e non necessaria. C'è anche da sottolineare che non tutto il pubblico dei GdR è necessariamente cultore dell'argomento a tutto tondo, né deve esserlo per apprezzare veramente questo modo prodotto; per esempio uno gioca a D&D perché vuole semplicemente divertirsi tra amici, ma ciò non fa di lui un appassionato (esempio che si può adattare ad un qualunque altro GdR, sia chiaro). Ritengo inoltre che sia poco costruttivo dare degli ignoranti a coloro che si servono dei GdR come passatempo e non ne fanno una questione di stato. Visto che lo scopo principale è quello di divertirsi, non vedo perché perdere tempo ad affermare quale potrebbe essere il modo migliore per farlo o il non poter apprezzare un gioco se non si conoscono tutti i "retroscena"; siamo sempre lì: è "questione di gusti" e di cosa si sposa con l'idea di divertimento del singolo individuo.

Per quanto riguarda il discorso del mercato ludico negli anni e la sua pubblicizzazione lo lascio volutamente perdere perché sono ignorante in materia e non è che sia stato mai granché interessato ai suoi risvolti storici. Anche se c'è da dire che tra la tecnologia e il marketing di vent'anni fa e quelli odierni c'è un abisso, anche perché, nel frattempo, sono nati nuovi modi che permettono di inserirsi in questo mercato e di darne visibilità (canali dedicati, siti web che si fanno carico della promozione/vendita dei giochi, Kickstarter). Non essendo informato a riguardo, la mia opinione può valere anche zero, ma bisogna anche considerare che, nel tempo, i mezzi e la tecnologia si sono evoluti e si sono innovati. Quindi la mancata visibilità di quei giochi che per qualcuno "meritano" è imputabile anche alla mancanza di mezzi per l'epoca, non solo perché questi sono stati oscurati da quelli più famosi/popolari.

Riguardo alle "cerchie strette", sono d'accordo che inserirsi in altri gruppi di gioco aiuta ad arricchire il bagaglio personale di ognuno di noi e può evidenziare aspetti che non si sono mai considerati prima, ma può anche essere che non sia una mancanza di "spirito d'avventura" semplicemente perché nella propria realtà il giocare di ruolo sia una pratica poco diffusa. Per esempio, non in tutti i paesi la gente si diverte giocando di ruolo, anzi alcuni ritengono questo modo di divertirsi "da sfigati" o al limite dell'inutilità. Non mi dilungo troppo su questo punto anche se ci sarebbe parecchio da dire, ma questa è un'altra storia.

Ad ogni modo, la mia non è una critica o un attacco personale al tuo intervento (essendo una tua opinione, va rispettata e non denigrata) però trovo che non tenere conto delle tendenze (voglio precisare che non sto parlando di "moda" o "popolarità") sia un errore e il messaggio che arriva, a prescindere dalle intenzioni reali, sia quello di minare il divertimento altrui. Siccome mi sembra di capire che il messaggio dell'inserzione sia quello di analizzare il "rifiuto del diverso", il non tenere conto della "mentalità" che ha dettato le scelte dei singoli è, secondo me, un fattore da non sottovalutare.

Chiedo venia per il wall of text, ma volevo essere il più chiaro possibile.

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@Lord Delacroix 
Anzitutto ti ringrazio per il tempo dedicatomi nella tua risposta.
Vedrò di fare altrettanto.

Metodologia.
Purtroppo hai organizzato i tuoi pensieri in maniera non esattamente facile da interpretare, hai messo molta carne al fuoco e in maniera decisamente confusa.
Il che mi lusinga da un lato, visto che significa che hai dedicato tempo e passione nello scrivere, ma mi lega le mani in alcune risposte, visto che, con buona pace di entrambe, non ho assolutamente capito dove volevi arrivare.
Perciò evito di citare parte per parte il tuo messaggio, saltando a piè pari le parti in cui parli della tua esperienza, farò un solo quote..

Buon gioco, cultura ludica, essere controproducenti.
Lo scopo dell'articolo non è diffondere il gioco di ruolo, non è nemmeno rendermi simpatico ad un generico giocatore di ruolo che si può sentire offeso dalle mie parole, del resto, oltre al diritto di replica, esiste anche il diritto di pensarla differentemente,  lo scopo dell'articolo è fare delle riflessioni di tipo sociale e ludiche sull'hobby ed eventualmente scatenare alcune riflessioni.
Il fatto che tu e altri abbiate risposto, anche dopo mesi, mi da modo di dire che l'articolo ha sortito il suo effetto.

Cita

Invece il dover per forza spaziare "per farsi una cultura", altrimenti non è possibile capacitarsi di quale sia il vero "buon gioco", la trovo una cosa ingiusta e non necessaria.

Una persona che abbia giocato nella sua vita solo a risiko e monopoly è un ignorante in materia boardgame.
Ha diritto ad essere ignorante? Si.
Può avere delle giustificazioni nell'esserlo? Certamente.
Ma, in campo di boardgame è un ignorante, che lo voglia o no.
Non c'è nulla di male ad essere ignoranti in un dato settore della vita o delle proprie esperienze, si può essere ignoranti di fisco anche pagando le tasse e vivere felici, io sono ignorante in quanto al fisco, pago le mie tasse e vivo felice, non mi serve di sapere tutto sul fisco. Però sono ignorante.
Sono ignorante in informatica, so usare i programmi che uso per lavoro, ma non sarei in grando di programmare. Però vivo felice.
Se tutta la tua argomentazione si può riassumere con: si può essere ignoranti e giocatori di ruolo.
Direi che si; anzi la mia tesi è che sia esattamente la maggioranza a farlo. 
L'importante è non incavolarsi quando qualcuno ce lo fa notare o basa un argomentazione su questo.

Infine il "buon gioco".
Non ho parlato di buon gioco. Mai. Nemmeno una volta.
E' qualcosa di vago e che associo all'esatto contrario della cultura ludica: è elitarismo.
Mi spiace che tu abbia letto questo nelle mie parole, ma, questo è un dato di fatto non interpretabile: l'unico a parlarne sei stato tu, a me dell'elitarismo non interessa molto.

Mi spiace non poterti rispondere oltre, ma dal mio punto di vista non ho molto di più da aggiugnere a quanto detto in questo post e nell'articolo del blog.

Edited by fenna
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In realtà io, come scritto in conclusione, non mi sono sentito offeso dall'essere definito "ignorante" in ambito ludico, anzi l'ho ammesso io stesso (sennò avrei cercato di citare tutte le mie esperienze in ambito ludico cercando di smentirti). Quindi posso garantirti che non me la sono affatto presa, però come ben sappiamo è difficile "dare un tono" a quello che scriviamo da una tastiera, ma non è questo il punto.

In realtà il senso del mio intervento è proprio quello che mi hai risposto tu:

In 4/3/2016 at 20:18 , fenna ha scritto:

Ha diritto ad essere ignorante? Si.
Può avere delle giustificazioni nell'esserlo? Certamente.
Ma, in campo di boardgame è un ignorante, che lo voglia o no.

Anche perché, scusami se mi è arrivato un messaggio sbagliato, però sembrava che l'inserzione volesse additare e condannare i cosiddetti "giocatori ignoranti".
Il mio intervento non era altro che un punto di vista differente anche per stimolare ulteriormente al dialogo (e magari stuzzicare anche altri utenti a partecipare alla discussione).

Vero, il "buon gioco" l'ho tirato fuori io, ma, ancora una volta, devo aver mal interpretato l'idea che stava dietro alle tue parole.

Però, correggimi se sbaglio, dalle tue parole emerge un tono di accusa piuttosto marcato. Potrebbe anche essere che la scelta di esprimersi in questo modo sia stata fatta di proposito per stimolare l'affluenza di commenti, però non si può negare come tu non ci sia andato tanto per il sottile. A prescindere da quanto poco ti importi di come possa sentirsi la gente di fronte alle tue parole, però, visto che ti rivolgi a loro, non credo che sminuirle aiuti a spiegarti meglio.

Quindi, in ultima analisi, gli scopi che ho goffamente tentato (senza successo a quanto pare) di far emergere sono i seguenti:

- La libertà di vivere felici nella "beata ignoranza" (se non interpreto ancora male le tue parole). Alla quale IO aggiungo che non sempre è un male, visto che lo scopo primario di ogni gioco è divertirsi (sintetizzo il concetto, in modo da non risultare eccessivamente dispersivo);

- Il modo di porre le proprie idee. Lungi da me il voler insegnare qualcosa, però credo di poter esprimere un giudizio in merito al modo in cui hai posto la tua idea al "pubblico" (visto che, in questo momento, ne faccio pure parte). In realtà mi permetto solo di dire che se il tuo scopo era solo un spunto di riflessione riguardo l'hobby, hai ottenuto un effetto un po' diverso secondo me. Sebbene io magari abbia parzialmente percepito l'intento di voler riflettere, qualcun'altro potrebbe vedere solo l'aspetto "sarcasticamente irritante" delle frecciatine che accompagnano la tua tesi e prendere il tutto sul personale. Non sto mettendo in dubbio la tua reale volontà di spingere alla riflessione però, per come sono espressi i concetti, permettimi di dire che sembrano tutt'altro che propedeutici alla riflessione. Anzi, sembra che chiunque abbia un'idea diversa dalla tua stia sbagliando su tutta la linea.

Magari, ora che ho chiarito la mia intenzione reale, potrà sembrare inutile il mio intervento, ma credo di non essere l'unico ad aver percepito il tutto come una "critica verso ignoti", camuffata in modo da passare sotto i radar. Ripeto, io magari ho intravisto questo stimolo al dialogo ma non so quanti si siano trattenuti dal rispondere per non scatenare il putiferio o perché hanno liquidato la faccenda come uno sfogo personale.

Visto che l'elitarismo non ti interessa, quando si decide di invitare alla riflessione lo si fa in maniera imparziale e rispettosa verso le opinioni altrui.

Lo sottolineo, così non vengo frainteso: io non sto criticando e non voglio fare in alcun modo il saccente, ritengo solamente che il tuo intervento faccia maggiormente trasparire l'aspetto sarcastico sminuendo, di fatto, l'invito al dialogo e alla riflessione.

Credo di aver esaurito i miei argomenti,

Peace.

Edited by Lord Delacroix
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Ma che peace :D é stato un piacere.
L'unica cosa è che l'articolo è parte di un trittico di articoli che fanno una crtitica, dal mio punto di vista del contesto del nostro hobby :D
Se li contestualizzi in questo senso, credo che sia più chiaro :)
Intanto buona domenica

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Beh allora bastava inserire una nota per dissociarsi dai toni critici XD

A dirla tutta, ho visto non so quante discussioni animarsi inutilmente solo per aver omesso delle precisazioni e/o premesse e il fatto che il sarcasmo non fosse un modo elegante di offendere il pensiero altrui :)

Grazie e ti auguro altrettanto :D

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Great job, dude! :thumbsup:

Sono d'accordo con te. Anche a me piace esplorare nuovi mondi e mescolare le epoche e sono a favore dell'idea che bisognerebbe provare sempre qualcosa di nuovo. In questo modo, non solo si perfeziona il proprio stile, ma si impara anche ad apprezzare il nostro gioco di ruolo preferito che tanto ci piace giocare.

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Minimo Sforzo

Massima Soddisfazione

Cita

 si superano i 15 anni e l'età del tempo libero e si iniziano ad avere lavoro, compagne, figli, bollette da pagare

Appunto, chi ha tempo e voglia di leggersi tutto un nuovo regolamento, spiegarlo ai giocatori, fare partite lente guardando ogni 5 secondi il manuale fino a che non si masticano le regole?

Perchè uno dovrebbe fare tutto questo quando si ha il fidato D&D (o Pathfinder, o Cthulhu o Cyberpunk o Vampiri) pronto all'uso?

Perchè dovrebbe imparare un nuovo set di regole per fare la stessa cosa che farebbe con i giochi citati sopra? Per la bella faccia del game designer? Anche no.

Questo è il motivo per cui tanti giocatori seguono la OSR o prendono le nuove versioni dei regolamenti dei gdr che hanno sempre giocato.

 

Edited by Grimorio
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Il 21/9/2019 alle 07:06, Grimorio ha scritto:

Minimo Sforzo

Massima Soddisfazione

Appunto, chi ha tempo e voglia di leggersi tutto un nuovo regolamento, spiegarlo ai giocatori, fare partite lente guardando ogni 5 secondi il manuale fino a che non si masticano le regole?

Perchè uno dovrebbe fare tutto questo quando si ha il fidato D&D (o Pathfinder, o Cthulhu o Cyberpunk o Vampiri) pronto all'uso?

Perchè dovrebbe imparare un nuovo set di regole per fare la stessa cosa che farebbe con i giochi citati sopra? Per la bella faccia del game designer? Anche no.

Questo è il motivo per cui tanti giocatori seguono la OSR o prendono le nuove versioni dei regolamenti dei gdr che hanno sempre giocato.

 

Alla soglia dei 40 anni e con 60 ore di lavoro alla settimana e ferie arretrate dell'anno scorso, sono molto liberale nei confronti del tempo altrui. Cosa ti ha fatto pensare che ciò che ho scritto riguardasse le preferenze altrui in termini di gdr? La mia riflessione, che è la seconda di tre, parla di problemi del mondo gdr in termini di giocatori, di editori e di game designer.
D'altro canto, almeno dal mio punto di vista, il tuo ragionamento è assimilabile ad altri che ho sentito nella mia vita: perché prendere un aereo e andare in un altra nazione se si vive in italia? Perché probare cibo differente da quello che mangiarmo tutti i giorni se abbamo il miglior cibo del mondo? Perché provare vino francese e spagnolo se i nostri sono d livello? Perché leggere libri quando non si ha del tempo a disposizione?
Più in generale la mia risposta è perché si è curiosi, perché si vuole impare e provare qualcosa di nuovo, perché chi ha quel modo di rapportarsi al mondo avrà un bagaglio culturale e di rapporto con la realtà più arricchito sotto ogni termine; ponendo l'affermazione in negativo, chi si pone in maniera protettiva ne risulterà sicuramente più povero sotto tutti i punti di vista se non innquelo di termini di tempo e fatica (e per i viaggi forse anche denaro).
Io consiglierò sempre la prima strada e non la seconda, sei libero di pensarla in maniera differente ovviamente, ma come avrai capito non starò a dibattere con te del contrario.
Ti faccio poi presente che nella tua riflessione citi almeno 3-4 sistemi di gioco differenti, quindi chi ha quelle opzioni, almeno, può scegliere o, nel caso rilevante dell'argomentazione contenute nell'articolo, l'ha fatto in passato.
Grazie dell'intervento e buon pomeriggio.

Edited by fenna
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7 minuti fa, fenna ha scritto:

Alla soglia dei 40 anni e con 60 ore di lavoro alla settimana e ferie arretrate dell'anno scorso, sono molto liberale nei confronti del tempo altrui, del resto: cosa ti ha fatto pensare che ciò che ho scritto riguardasse le preferenze altrui in termini di gdr?
D'altro canto, almeno dal mio punto di vista, il tuo ragionamento è assimilabile ad altri che ho sentito nella mia vita: perché prendere un aereo e andare in un altra nazione se si vive in italia? Perché probare cibo differente da quello che mangiarmo tutti i giorni se abbamo il miglior cibo del mondo? Perché provare vino francese e spagnolo se i nostri sono d livello? Perché leggere libri quando non si ha del tempo a disposizione?
Più in generale la mia risposta è perché si è curiosi, perché si vuole impare e provare qualcosa di nuovo e chi ha quel modo di rapportarsi al mondo, sicuramente ne esce più arricchito in ogni termine e ponendo l'affermazione in negativo, chi si pone in maniera protettiva ne risulterà sicuramente più povero in termini di esperienze. Io consiglierò sempre la prima strada e non la seconda, sei libero di pensarla in maniera differente ovviamente, ma come avrai capito non starò a dibattere con te del contrario.

Adesso, cerchiamo di evitare straw men grossi come una casa.

Un conto è viaggiare e visitare altri paesi, conoscere altre culture ed altri modi di vivere, quello si ci arricchisce.

Ma giocare a GDR scrausi che falliscono dopo un paio d'anni e che finiscono nelle scatole delle fumetterie a 5-10€ non lo vedo per niente come il farsi una cultura.

Edited by Grimorio
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1 minuto fa, Grimorio ha scritto:

Adesso, cerchiamo di evitare straw men grossi come una casa.

Un conto è viaggiare e visitare altri paesi, conoscere altre culture ed altri modi di vivere, quello si ci arricchisce.

Ma giocare a GDR scrausi che falliscono dopo un paio d'anni e che finiscono nelle scatole delle fumetterie a 5-10€ non lo vedo per niente come il farsi una cultura.

Grimorio.
In tre righe sei riuscito a non capire il senso di quello che ho scritto e a giudicare il modo e i giochi che giocano altri che tu non conosci.
Temo, per onore della discussione e per amore di me stesso e del mio tempo, che parlare qualcuno che si pone in questa maniera sia controproducente, pertanto ti invito a non cercare ulteriori mie risposte, non ve ne saranno e ad approcciare le discussioni in maniera migliore, perché l'alternativa è che tu entri nella mia lista degli ignorati e/o peggio, ti segnali alla moderazione.
Passa una buona domenica con la tua famiglia o con i tuoi amici.

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1 minuto fa, fenna ha scritto:

Grimorio.
In tre righe sei riuscito a non capire il senso di quello che ho scritto e a giudicare il modo e i giochi che giocano altri che tu non conosci.
Temo, per onore della discussione e per amore di me stesso e del mio tempo, che parlare qualcuno che si pone in questa maniera sia controproducente, pertanto ti invito a non cercare ulteriori mie risposte, non ve ne saranno e ad approcciare le discussioni in maniera migliore, perché l'alternativa è che tu entri nella mia lista degli ignorati e/o peggio, ti segnali alla moderazione.
Passa una buona domenica con la tua famiglia o con i tuoi amici.

Bloccami, segnalami pure, non mi interessa, anzi mi fai solo un favore, se non riesci a gestire una discussione senza minacciare l'interlocutore non sei una persona con cui avere a che fare.

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@Grimorio, ma hai mai effettivamente giocato a uno di questi giochi che reputi delle "ciofeche"? Inoltre, potresti fare dei nomi in modo da aiutarmi a comprendere il target della tua critica?

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1 ora fa, fenna ha scritto:

Alla soglia dei 40 anni e con 60 ore di lavoro alla settimana e ferie arretrate dell'anno scorso, sono molto liberale nei confronti del tempo altrui. Cosa ti ha fatto pensare che ciò che ho scritto riguardasse le preferenze altrui in termini di gdr? La mia riflessione, che è la seconda di tre, parla di problemi del mondo gdr in termini di giocatori, di editori e di game designer.
D'altro canto, almeno dal mio punto di vista, il tuo ragionamento è assimilabile ad altri che ho sentito nella mia vita: perché prendere un aereo e andare in un altra nazione se si vive in italia? Perché probare cibo differente da quello che mangiarmo tutti i giorni se abbamo il miglior cibo del mondo? Perché provare vino francese e spagnolo se i nostri sono d livello? Perché leggere libri quando non si ha del tempo a disposizione?
Più in generale la mia risposta è perché si è curiosi, perché si vuole impare e provare qualcosa di nuovo, perché chi ha quel modo di rapportarsi al mondo avrà un bagaglio culturale e di rapporto con la realtà più arricchito sotto ogni termine; ponendo l'affermazione in negativo, chi si pone in maniera protettiva ne risulterà sicuramente più povero sotto tutti i punti di vista se non innquelo di termini di tempo e fatica (e per i viaggi forse anche denaro).
Io consiglierò sempre la prima strada e non la seconda, sei libero di pensarla in maniera differente ovviamente, ma come avrai capito non starò a dibattere con te del contrario.
Ti faccio poi presente che nella tua riflessione citi almeno 3-4 sistemi di gioco differenti, quindi chi ha quelle opzioni, almeno, può scegliere o, nel caso rilevante dell'argomentazione contenute nell'articolo, l'ha fatto in passato.
Grazie dell'intervento e buon pomeriggio.

Comunque:

Giusto per completezza, voglio aggiungere che ci sono due enormi fallacie nel tuo discorso e nel tuo dare degli ignoranti a chi non ha provato tanti GDR.

LA SPECIALIZZAZIONE

e

IL LORE

Tu parti dal presupposto che chi ha provato tanti gdr è più colto di chi ne ha provati meno ma non prendi in considerazione che una persona possa specializzarsi su un solo gdr esattamente come un medico invece di essere generico possa specializzarsi in cardiochirurgia.
Questa persona specializzata è così a suo agio con le regole da essere persino capace di migliorarle o adattarle al suo stile di gioco, o di creare nuove classi o nuovi poteri.
In più un gdr non è composto solo da regole ma anche da altre cose, e qui arriva il Lore.
La cultura di un giocatore si vede anche dalla sua conoscenza della storia di un gdr e della sua ambientazione, ci sono giocatori che hanno giocato solo a D&D ma che conoscono tutte le edizioni, anche quelle non arrivate in Italia, ci sono giocatori che conoscono a menadito tutte le ambientazioni di D&D mai uscite, ci sono giocatori che sanno raccontarti la storia dei Vampiri da Caino fino ai Sangue Debole e che sanno la situazione politica di ogni setta nelle principali città.

Perciò stai molto attento a chi definisci ignoranti, altrimenti quello da segnalare diventi tu.

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8 minuti fa, Checco ha scritto:

@Grimorio, ma hai mai effettivamente giocato a uno di questi giochi che reputi delle "ciofeche"? Inoltre, potresti fare dei nomi in modo da aiutarmi a comprendere il target della tua critica?

Non li ho definiti ciofeche ma scrausi, ma se qualcuno si sente offeso siete liberi di eliminare l'aggettivo, il fatto che questi giochi siano falliti e che ora riposino negli scatoloni degli sconti di ludoteche e negozi di fumetti non cambia.
Per amore di chiarezza mi riferisco solamente alla situazione di questi giochi in Italia.

Qualche nome?

Teenage Manga Mutanti

Ranma 1/2 Il Gioco

Maschiacce Armate Pesantemente

John Doe

Lupo Solitario (di cui sono un grande appassionato dei libri game)

I cavalieri del tempio

Elar

e questi sono solo alcuni, il cimitero dei giochi morti è ancora vasto.

 

 

 

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