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Sondaggio sulle Sottoclassi Phantom, Genie e Order of the Scribes

Articolo della Wizards of the Coast - 3 Giugno 2020
Nota del Traduttore: le traduzioni italiane dei nomi delle Sottoclassi presentate in questo articolo non sono ufficiali.
L'ultima volta, Arcani Rivelati ha presentato le versioni rivisitate del Redivivo (Revived), Genio Nobile (Noble Genie) e Archivista (Archivist), ovvero lo Spettro (Phantom), il Genio (Genie) e l'Ordine degli Scribi (Order of Scribes). Ora che avete avuto il tempo di leggere e valutare queste opzioni, siamo pronti per conoscere la vostra opinione su di esse nel seguente sondaggio. Questo sondaggio rimarrà aperto per circa due settimane.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: sottoclassi rivisitate - phantom, genie e order of the scribes
sondaggio sulle sottoclassi phantom, genie e order of the scribes
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/survey-subclasses-revisted
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Theros è diventato legale per il DMs Guild

A partire dal 2 Giugno la WotC ha reso disponibile la versione digitale del nuovo supplemento per D&D 5e Mythic Odysseys of Theros - di cui vi abbiamo parlato più approfonditamente qui, qui e qui - sui servizi online quali D&D Beyond, Roll20 e Fantasy Grounds (vi ricordiamo, però, che la versione cartacea del manuale uscirà il 21 Luglio 2020 a causa del coronavirus). In occasione dell'uscita digitale, dunque, la WotC ha deciso di aggiungere Theros alle ambientazioni considerate legali sul Dms Guild: questo significa che, da ora in poi, potrete acquistare o pubblicare materiale collegato a Theros sullo store ufficiale della Wizards.
Sul DMs Guild sono già presenti diversi materiali collegati a questa nuova ambientazione basata sul tema dell'Antica Grecia, come Mask of Theros (un'avventura per PG di livello 1-11) e The Gray Merchant of Asphodel (supplemento che raccoglie più di 100 oggetti magici legati a Theros e numerosi spunti d'avventura), oppure materiali che riutilizzano alcune nuove meccaniche introdotte per la prima volta in Mythic Odysseys of Theros, come Mythic Encounters (supplemento che riutilizza la regola degli Incontri Mitici di Theros per rendere Mitici numerosi mostri tipici dei Forgotten Realms, oltre a fornire alcune nuove opzioni per i PG).
Qui di seguito potete trovare tutto il materiale su Theros pubblicato fin ora (tenete presente che nuovo materiale verrà ovviamente aggiunto nel tempo):
https://www.dmsguild.com/browse.php?filters=45469_0_0_0_45937_0_0_0
Se, invece, siete voi stessi appassionati di game design, vi dilettate nella creazione di regole, avventure o altro materiale di supporto al gioco e avete il desiderio di pubblicare materiale basato su Theros per D&D 5e in modo da poterlo vendere ad altri, ora potrete farlo sul DMs Guild (ma solo sul DMs Guild, l'unico Store dove è possibile vendere materiale basato sulle proprietà intellettuali della WotC).
Prima di pubblicare materiale sul DMs Guild, comunque, è importante leggere tutte le informazioni ufficiali sul DMs Guild e sulle regole per il suo utilizzo, in modo da non rischiare d'incorrere in problemi di tipo legale.
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Le uscite per PF2 del resto dell'anno

Articolo di Morrus del 02 Giugno
Alla loro annuale convention (tenutasi quest'anno in versione online) dello scorso weekend, la Paizo ha rivelato alcune informazioni sulle prossime uscite di Pathfinder 2E!
Tra le altre cose, hanno annunciato The Abomination Vaults, la prima parte di una campagna in tre atti, seguita da Fists of the Ruby Phoenix (che tratta di un torneo di arti marziali e magia tenuto ogni 10 anni), anch'essa in tre parti.
Dopo il rilascio del Bestiary 2 ecco il Bestiary 3, annunciato per Marzo 2021! E la Lost Omens Ancestry Guide ha un sacco di nuove opzioni per i personaggi, sia per le ascendenze già esistenti sia per quelle nuove che troverete all'interno del supplemento.

L'illustrazione di Wayne Reynolds per la copertina della Advanced Player's Guide:

Il contenuto del Beginner Box in uscita a Novembre:

Link all'articolo Originale: https://www.enworld.org/threads/heres-whats-coming-for-pathfinder-over-the-coming-year.672478/
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Un nuovo trailer per Baldur's Gate III

Articolo di J.R. Zambrano del 30 Maggio
I Larian Studios, sviluppatori del franchise di Divinity Sin, ma soprattutto per quello che riguarda le novità di oggi, gli sviluppatori dell'imminente Baldur’s Gate III, hanno rilasciato un nuovo "video promozionale" per il loro prossimo gioco. Il nuovo trailer ci mostra molti contenuti nonostante duri solo per un breve lasso di tempo. Potete guardarlo qui sotto e poi unirvi a noi per dare uno sguardo più attento.
 
Nel trailer potete vedere alcuni esempi del mondo interattivo che i creatori della Larian hanno imbastito. Vediamo un arciere che prende la mira con attenzione e spara verso una folla di nemici, solo per poi rovesciare una statua dal suo piedistallo e farla cadere sopra i nemici in modo da infiggere un danno enorme.

E i fan degli elfi alati hanno sicuramente qualcosa per cui guardare al futuro con ottimismo ed interesse. C'è un'anteprima di uno di essi verso la fine del video promozionale.

Questo è solo un breve assaggio del tutto, anche se dovrete aspettare il 06 giugno per la prossima grande rivelazione... ma arriverà presto, quindi ritornate a controllare le novità.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-check-out-baldurs-gate-iiis-new-trailer.html
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Cosa possiamo imparare da Aang e She-Ra

Articolo di Maeghan Colleran del 21 Maggio
E' stata una settima fantastica per gli appassionati di animazione: Netflix ha fatto uscire in prima visione la stagione finale di She-Ra e le Principesse Guerriere e ha reso disponibili tutti e tre i libri (ovvero stagioni) di Avatar: La Leggenda di Aang. Entrambi questi show sono stati molto popolari e acclamati dal pubblico, generando moltissime discussioni nei social media che hanno riempito le mie pagine per giorni, ma non posso biasimarli per il loro entusiasmo. Ho aspettato con il fiato sospeso che un mio amico finisse She-Ra per discuterne assieme e Avatar è stato considerato un capolavoro in fatto di storytelling sin dall'uscita del suo finale nel 2008.
Ma che cosa ci possono offrire queste serie oltre a ore di ottimo intrattenimento? Sia She-Ra che Avatar: La Leggenda di Aang sono per molti versi delle perfette guide per capire come raccontare delle storie pregnanti e significative con un gruppo... oppure per viverne voi stessi una. Diamo un'occhiata a quelle lezioni che reputo più importanti tra le numerose presentate e che provo a porvi come obiettivo nelle mie giocate.

Lezione 1: Integrate il Background dei Personaggi con la Trama di Fondo
In questo caso consideriamo i tre/quattro personaggi principali di queste serie come PG e il resto del cast come PNG.
I personaggi principali sono stati creati e portati in vita da persone che hanno inventato dei background sfaccettati, delle storie, degli obiettivi e dei difetti. Una delle cose più soddisfacenti che può succedere da giocatore, dopo aver speso tempo su un personaggio e aver dato al vostro DM qualche paragrafo di storia e descrizione, è vedere il passato del proprio PG integrato nella campagna, portato ad una risoluzione o in qualche modo collegato con la trama. Non è necessario, ovviamente. Un DM potrebbe semplicemente raccontare la sua storia e lasciare che i personaggi trovino il loro posto al suo interno: è un metodo altrettanto valido.
Ma se volete che i vostri giocatori amino la vostra avventura trovate dei modi per mettere al centro della vostra storia la loro identità e ciò che sapete sui loro personaggi. Mano a mano che si sviluppa la trama di Avatar, Katara si deve confrontare con la sua discendenza e con la sua storia nella Tribù dell'Acqua del Nord, sia quando ha difficoltà ad addestrarsi come dominatrice dell'acqua, sia quando affronta i traumi legati alla morte dei suoi genitori. Queste parti della sua personalità, il passato tragico e la sua ambizione, diventano una parte fondamentale dello sviluppo del personaggio e giocano un ruolo importante all'interno della trama principale. Nello schema di un'intera campagna, questi brevi momenti di introspezione e crescita richiederanno qualche sessione dedicata e inserita tramite agganci di trama gestiti dal DM, ma il risultato verrà certamente gradito dai giocatori.

Lezione 2: Inserire la Diversità Nelle Vostre Partire Non Deve Essere Sbandierato
Avatar e She-Ra hanno un cast incredibilmente vario, che incorpora una moltitudine di razze e culture, così come personaggi LGBT. Tutti questi personaggi sono inseriti nella serie in modo che la loro identità non sia mai un peso per gli altri personaggi o che non sembri una forzatura di trama. Esistono in questi mondi fantastici semplicemente perché esistono nel mondo reale e, di conseguenza, possono esistere anche nelle vostre campagne.
Il trucco, in questo caso, è che non c'è un trucco. Se un personaggio ha una caratteristica che lo definisce descrivetela, se ne ha un'altra significativa nominatela. Teo in Avatar è affetto da una disabilità fisica e, sebbene ci venga descritta la sua storia e questa sia riconosciuta da tutti, viene considerato dagli altri personaggi e dagli spettatori soprattutto per le invenzioni di famiglia e per la sua abilità nel pilotare il suo deltaplano. In She-Ra, Double Trouble usa esclusivamente dei pronomi neutri per riferirsi a sé stesso e non solo questo fatto non viene mai menzionato, ma gli altri personaggi si adattano di conseguenza senza battere ciglio. La parte più complessa per farlo nella maniera corretta è capire che non deve essere qualcosa di "pesante".

Lezione 3: E' Divertente?
Siamo onesti: è impossibile che Sokka riesca a viaggiare con tre dominatori armato solo di un boomerang e un buon senso dell'umorismo. Fortunatamente il mondo dell'animazione, così come i GdR, non deve avere i piedi ben saldi nella realtà. La cosa più importante da chiedersi prima di mettere in campo delle dinamiche di gruppo particolari o delle classi poco efficienti è "Sarà divertente?" La dominazione del sangue e del metallo sembrano delle strane abilità fuori dai canoni che i giocatori hanno ottenuto combinando le capacità principali dei propri personaggi con una spiegazione convincente, mentre She-Ra ci presenta una combinazione a dir poco non ortodossa: Warlock/Paladini/Alieni. Eppure queste cose funzionano e, soprattutto, sono divertenti.
Ho incontrato pochi DM che non fossero disposti ad accettare le varie proposte dei giocatori (almeno fino a che non rompevano il gioco), ma penso che ognuno di noi possa nominarne almeno uno. Il dire di sì ai propri giocatori e lavorare con loro per sviluppare le loro decisioni al posto di metterle da parte è ciò che differenzia un DM discreto e una giocata divertente dai DM e dalle giocate migliori.

Lezione 4: Mettete Della Comicità Nelle Scene Serie e Viceversa
Mentre sto scrivendo questo pezzo sto guardando la scena di Avatar dove Aang vede, per la prima volta dall'inizio del suo sonno criogenico, il tempio dell'aria, trovandolo completamente vuoto. E' una parte indubbiamente pesante per la storia, che lascia i personaggi con delle cicatrici nell'animo, ma l'episodio era divertente fino a cinque minuti prima e sono sicura che sentiremo una nuova battuta nel giro di qualche minuto. Molte scene di She-Ra vengono spese con L'Orda e, sebbene siano gli antagonisti della storia, molti di loro sono anche delle persone gentili e gradevoli, che amano farsi degli amici e divertirsi spensieratamente. Il DM potrebbe spendere un paio di minuti per descrivere una scena dedicata ad un PNG e il suo rapporto con i nemici e comunque regalare un momento di divertimento al gruppo.
Le scene serie nei giochi di ruolo da tavolo sono impagabili, sono spesso quelle centrali per la trama e tutti sanno che una storia senza conseguenze, situazioni pressanti o senza pericoli per i giocatori è noiosa. Ma poche persone sono in grado di giocare rimanendo seri tutto il tempo senza che per loro il gioco finisca col diventare una sorta di triste lavoro. Capire quando scherzare, quando essere seri e quando inserire del divertimento nella serietà è una abilità degna di essere affinata e perfezionata.
Avete finito She-Ra? State riguardando Avatar su Netflix? Quali aspetti delle loro storie pensate che siano migliori per aiutare i DM e le storie cooperative, come i GdR? Fatecelo sapere nei commenti!
Buone avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/what-avatar-the-last-airbender-and-she-ra-can-teach-you-about-gming-rpgs-and-cooperative-storytelling.html
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Ignorace strike back. I giocatori.

fenna

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Ogni anno, vengono prodotti una marea di boardgame.
Davvero tantissimi, probabilmente troppi? Il tempo lo dirà
Intanto, via kickstarter, via canali ufficiali, il popolo dei gamer se li compra.
SE LI.
Plurale.
Perché non succede con i gdr?
Per quello che ho descritto nella prima inserzione (per chi non l'avesse letto ecco: La r0 e lo specchietto per le allodole)

Riassumerei il concetto in: i giocatori di ruolo sono dei fottuti conservatori.

Nel dettaglio.

Gioca preferibilmente ad un solo gioco di ruolo e questo è male.
Quando dico questa cosa solitamente mi si risponde così: cosa c'è di male nel giocare ad un solo gioco di ruolo? Non ci vedo niente di male
Il problema di questa risposta è "cosa c'è di male", inteso in senso morale, cioè di giudizio morale: di cosa fanno le persone e delle loro preferenze mi interessa poco.
Il problema del giocare ad un solo gioco ed essere interessati solo a quello posso riassumerlo con le seguenti parole: ignoranza ludica.
Il popolo del gdr è fondamentalmente ignorante, scarsamente interessato a provare nuove esperienze e ad avventurarsi fuori dal proprio giardino.
Risultato, unico gdr a vendere D&D (e derivati), unica esperienza di gioco possibile è quella Master Driven et simili e Drizzit più appetibile di Precious per aprire il mercato.
Insomma, fino all'arrivo dell'autoproduzione sostenibile, chi non avesse come RPG preferito D&D o gdr Master Driven doveva attaccarsi al tram, oppure tentare la fortuna, in alcuni casi, penso ad Amber e a On Stage andava bene, in altri solo buchi nell'acqua.

L'altro aspetto, quello più negativo in assoluto a mio avviso, è quello dei piccoli gruppi chiusi. Io gioco con i miei amici, nella mia taverna (casa) una volta la settimana.
NON FUNZIONA!
Non funziona per alcuni motivi, se si vive in un paese è altamente probabile che succedano queste cose:
1) si mettono al tavolo persone differenti alcune delle quali sono come l'amico che gioca a Risiko, ma che gli fa cagare: questa persona non durerà molto;
2) si superano i 15 anni e l'età del tempo libero e si iniziano ad avere lavoro, compagne, figli, bollette da pagare: lo so che c'è gente che gioca ancora una volta alla settimana con lo stesso gruppo, ma sono delle cappero di minoranze, ad una certa età la gente si mette a collezionare! Per la gioia di chi nemmeno le testa le regole che mette nei giochi;
3) con sta fissa nerd per gli orchi, i nani, quei maledetti elfi e per diana quella fissazione maniacale sulle spade (si sto parlando di complesso del pene) abbiamo tagliato fuori il 50% del panorama:  lo so che c'è ci sono ragazze che giocano a D&D, ma ancora una volta, sono una minoranza! Haimé!;

Quindi? Cosa proponi fenna?
Uccidere tutti.
No
Non risolverebbe il problema per quanto sarebbe divertente
La cosa più difficile nelle persone è la propensione al cambiamento.
Una persona impara a fare qualcosa e, anche se le fa schifo, una proposta di cambiamento radicale sarà rifiutata.
Allora moriremo tutti!
No, non moriremo tutti, semplicemente basterebbe poco per cambiare radicalmente approccio:
- provare nuove esperienze ludiche aprendo il più possibile l'orizzonte;
- aprire alla possibilità di giocare a giochi differenti con persone differenti, magari giocando a giochi che trattano temi differenti dal fantasy;
- provare le nuove tecnologie, hangout su g+ ?
- provare a ritargliarsi uno spazio possibile e non quello che abbiamo nella nostra testa, per giocare
- smettere di essere nerd nel senso negativo del termine e diventare appassionati

Se avete da aggiungere siete i benvenuti



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Recommended Comments

Tra l'altro ho letto trilioni di volte di gente che trova un'ambientazione figa (tipo, Mass Effect, i pirati, il trono di spade, western, cyberpunk, Harry Potter, ecc ecc) e anziché cercare dei gdr a riguardo si impegna proprio per adattare le regole di D&D 3.5/Pathfinder a quell'ambientazione. Oppure che trova giochi di ruolo che li ispirano e, anziché usarne le regole, prendono solo l'ambientazione e di nuovo, adattano le regole di 3.5 ad essa. Ho già letto di tre persone che volevano convertire il mio gdr sui Pokémon fatto con FATE alle regole di D&D 3.5, per fare un esempio minuscolo.

Mi lascia proprio perplesso quest'idea... sarebbe come se uno ha imparato a giocare a Monopoli, e allora appena scopre Risiko vuole giocare ai carri armati e la conquista del mondo con le regole di Monopoli. Appena scopre Taboo vuole giocare a indovinare le parole con gli amici con le regole di Monopoli. Etc. C'è proprio quest'idea radicatissima che D&D non è uno specifico gdr con delle specifiche regole adatte ad un certo tipo di esperienza (fantasy epico centrato su combattimenti tattici con avanzamento a livelli ecc ecc) ma un "motore fisico" che una volta imparato può essere applicato a qualsiasi ambientazione e gdr, senza la necessità di impararsi altre regole perché ehi, abbiamo D&D che fa tutto, a che scopo impararne di nuove? Meglio convertire 900 pagine di manuali inventandosi razze, classi, abilità e talenti bilanciandole minuziosamente che impararsi 50 pagine di un regolamento diverso, tanto sarà sempre la stessa salsa! :(

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Tra l'altro ho letto trilioni di volte di gente che trova un'ambientazione figa (tipo, Mass Effect, i pirati, il trono di spade, western, cyberpunk, Harry Potter, ecc ecc) e anziché cercare dei gdr a riguardo si impegna proprio per adattare le regole di D&D 3.5/Pathfinder a quell'ambientazione. Oppure che trova giochi di ruolo che li ispirano e, anziché usarne le regole, prendono solo l'ambientazione e di nuovo, adattano le regole di 3.5 ad essa. Ho già letto di tre persone che volevano convertire il mio gdr sui Pokémon fatto con FATE alle regole di D&D 3.5, per fare un esempio minuscolo. [1]

Mi lascia proprio perplesso quest'idea... sarebbe come se uno ha imparato a giocare a Monopoli, e allora appena scopre Risiko vuole giocare ai carri armati e la conquista del mondo con le regole di Monopoli.[2]  

[1] Fino a che il prendere un sistema e adattarlo all'ambientazione implica veramente dei cambi di regole, nel senso vero del termine, la cosa ha funzionato anche e non è stata negativa, anzi, alcuni esperimenti sono stati di grandi successo;
[2] Giusto per farci una risata :D http://monopoly.wikia.com/wiki/List_of_Monopoly_Games_(Board)

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Onestamente io non vedo il "prediligere un GdR rispetto ad altri" come un male. Al contrario, ritengo sia bello che ognuno trovi il proprio spazio (meglio se si riescono ad evitare affermazioni tipo: "il GdR a cui gioco io è il meglio" oppure " Ma chi se la fila 'sta ciofeca?").

Il fatto di non essere interessati/voler provare nuove esperienze ludiche non necessariamente sottolinea un'ostilità verso il cambiamento o uno "sparare a zero sul resto". In alcuni casi, nel caso specifico il mio, può essere che la premessa di un GdR alternativo (il sistema alla base, il tema, il regolamento, le possibilità in-game, ecc...) non soddisfino il tipo di esperienza che ricerco. Con questo non giustifico quelli che cercano di adattare un sistema noto per scopi diversi da quelli per cui è stato concepito; sono il primo che, piuttosto, ricerca un sistema creato appositamente per il "setting" che cerco anche perché risparmio tempo e la mia esperienza sarà migliore visto che è stato pensato appositamente per incarnare tutti gli aspetti che ruotano attorno a quel "mondo".

Invece il dover per forza spaziare "per farsi una cultura", altrimenti non è possibile capacitarsi di quale sia il vero "buon gioco", la trovo una cosa ingiusta e non necessaria. C'è anche da sottolineare che non tutto il pubblico dei GdR è necessariamente cultore dell'argomento a tutto tondo, né deve esserlo per apprezzare veramente questo modo prodotto; per esempio uno gioca a D&D perché vuole semplicemente divertirsi tra amici, ma ciò non fa di lui un appassionato (esempio che si può adattare ad un qualunque altro GdR, sia chiaro). Ritengo inoltre che sia poco costruttivo dare degli ignoranti a coloro che si servono dei GdR come passatempo e non ne fanno una questione di stato. Visto che lo scopo principale è quello di divertirsi, non vedo perché perdere tempo ad affermare quale potrebbe essere il modo migliore per farlo o il non poter apprezzare un gioco se non si conoscono tutti i "retroscena"; siamo sempre lì: è "questione di gusti" e di cosa si sposa con l'idea di divertimento del singolo individuo.

Per quanto riguarda il discorso del mercato ludico negli anni e la sua pubblicizzazione lo lascio volutamente perdere perché sono ignorante in materia e non è che sia stato mai granché interessato ai suoi risvolti storici. Anche se c'è da dire che tra la tecnologia e il marketing di vent'anni fa e quelli odierni c'è un abisso, anche perché, nel frattempo, sono nati nuovi modi che permettono di inserirsi in questo mercato e di darne visibilità (canali dedicati, siti web che si fanno carico della promozione/vendita dei giochi, Kickstarter). Non essendo informato a riguardo, la mia opinione può valere anche zero, ma bisogna anche considerare che, nel tempo, i mezzi e la tecnologia si sono evoluti e si sono innovati. Quindi la mancata visibilità di quei giochi che per qualcuno "meritano" è imputabile anche alla mancanza di mezzi per l'epoca, non solo perché questi sono stati oscurati da quelli più famosi/popolari.

Riguardo alle "cerchie strette", sono d'accordo che inserirsi in altri gruppi di gioco aiuta ad arricchire il bagaglio personale di ognuno di noi e può evidenziare aspetti che non si sono mai considerati prima, ma può anche essere che non sia una mancanza di "spirito d'avventura" semplicemente perché nella propria realtà il giocare di ruolo sia una pratica poco diffusa. Per esempio, non in tutti i paesi la gente si diverte giocando di ruolo, anzi alcuni ritengono questo modo di divertirsi "da sfigati" o al limite dell'inutilità. Non mi dilungo troppo su questo punto anche se ci sarebbe parecchio da dire, ma questa è un'altra storia.

Ad ogni modo, la mia non è una critica o un attacco personale al tuo intervento (essendo una tua opinione, va rispettata e non denigrata) però trovo che non tenere conto delle tendenze (voglio precisare che non sto parlando di "moda" o "popolarità") sia un errore e il messaggio che arriva, a prescindere dalle intenzioni reali, sia quello di minare il divertimento altrui. Siccome mi sembra di capire che il messaggio dell'inserzione sia quello di analizzare il "rifiuto del diverso", il non tenere conto della "mentalità" che ha dettato le scelte dei singoli è, secondo me, un fattore da non sottovalutare.

Chiedo venia per il wall of text, ma volevo essere il più chiaro possibile.

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@Lord Delacroix 
Anzitutto ti ringrazio per il tempo dedicatomi nella tua risposta.
Vedrò di fare altrettanto.

Metodologia.
Purtroppo hai organizzato i tuoi pensieri in maniera non esattamente facile da interpretare, hai messo molta carne al fuoco e in maniera decisamente confusa.
Il che mi lusinga da un lato, visto che significa che hai dedicato tempo e passione nello scrivere, ma mi lega le mani in alcune risposte, visto che, con buona pace di entrambe, non ho assolutamente capito dove volevi arrivare.
Perciò evito di citare parte per parte il tuo messaggio, saltando a piè pari le parti in cui parli della tua esperienza, farò un solo quote..

Buon gioco, cultura ludica, essere controproducenti.
Lo scopo dell'articolo non è diffondere il gioco di ruolo, non è nemmeno rendermi simpatico ad un generico giocatore di ruolo che si può sentire offeso dalle mie parole, del resto, oltre al diritto di replica, esiste anche il diritto di pensarla differentemente,  lo scopo dell'articolo è fare delle riflessioni di tipo sociale e ludiche sull'hobby ed eventualmente scatenare alcune riflessioni.
Il fatto che tu e altri abbiate risposto, anche dopo mesi, mi da modo di dire che l'articolo ha sortito il suo effetto.

Cita

Invece il dover per forza spaziare "per farsi una cultura", altrimenti non è possibile capacitarsi di quale sia il vero "buon gioco", la trovo una cosa ingiusta e non necessaria.

Una persona che abbia giocato nella sua vita solo a risiko e monopoly è un ignorante in materia boardgame.
Ha diritto ad essere ignorante? Si.
Può avere delle giustificazioni nell'esserlo? Certamente.
Ma, in campo di boardgame è un ignorante, che lo voglia o no.
Non c'è nulla di male ad essere ignoranti in un dato settore della vita o delle proprie esperienze, si può essere ignoranti di fisco anche pagando le tasse e vivere felici, io sono ignorante in quanto al fisco, pago le mie tasse e vivo felice, non mi serve di sapere tutto sul fisco. Però sono ignorante.
Sono ignorante in informatica, so usare i programmi che uso per lavoro, ma non sarei in grando di programmare. Però vivo felice.
Se tutta la tua argomentazione si può riassumere con: si può essere ignoranti e giocatori di ruolo.
Direi che si; anzi la mia tesi è che sia esattamente la maggioranza a farlo. 
L'importante è non incavolarsi quando qualcuno ce lo fa notare o basa un argomentazione su questo.

Infine il "buon gioco".
Non ho parlato di buon gioco. Mai. Nemmeno una volta.
E' qualcosa di vago e che associo all'esatto contrario della cultura ludica: è elitarismo.
Mi spiace che tu abbia letto questo nelle mie parole, ma, questo è un dato di fatto non interpretabile: l'unico a parlarne sei stato tu, a me dell'elitarismo non interessa molto.

Mi spiace non poterti rispondere oltre, ma dal mio punto di vista non ho molto di più da aggiugnere a quanto detto in questo post e nell'articolo del blog.

Edited by fenna

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In realtà io, come scritto in conclusione, non mi sono sentito offeso dall'essere definito "ignorante" in ambito ludico, anzi l'ho ammesso io stesso (sennò avrei cercato di citare tutte le mie esperienze in ambito ludico cercando di smentirti). Quindi posso garantirti che non me la sono affatto presa, però come ben sappiamo è difficile "dare un tono" a quello che scriviamo da una tastiera, ma non è questo il punto.

In realtà il senso del mio intervento è proprio quello che mi hai risposto tu:

In 4/3/2016 at 20:18 , fenna ha scritto:

Ha diritto ad essere ignorante? Si.
Può avere delle giustificazioni nell'esserlo? Certamente.
Ma, in campo di boardgame è un ignorante, che lo voglia o no.

Anche perché, scusami se mi è arrivato un messaggio sbagliato, però sembrava che l'inserzione volesse additare e condannare i cosiddetti "giocatori ignoranti".
Il mio intervento non era altro che un punto di vista differente anche per stimolare ulteriormente al dialogo (e magari stuzzicare anche altri utenti a partecipare alla discussione).

Vero, il "buon gioco" l'ho tirato fuori io, ma, ancora una volta, devo aver mal interpretato l'idea che stava dietro alle tue parole.

Però, correggimi se sbaglio, dalle tue parole emerge un tono di accusa piuttosto marcato. Potrebbe anche essere che la scelta di esprimersi in questo modo sia stata fatta di proposito per stimolare l'affluenza di commenti, però non si può negare come tu non ci sia andato tanto per il sottile. A prescindere da quanto poco ti importi di come possa sentirsi la gente di fronte alle tue parole, però, visto che ti rivolgi a loro, non credo che sminuirle aiuti a spiegarti meglio.

Quindi, in ultima analisi, gli scopi che ho goffamente tentato (senza successo a quanto pare) di far emergere sono i seguenti:

- La libertà di vivere felici nella "beata ignoranza" (se non interpreto ancora male le tue parole). Alla quale IO aggiungo che non sempre è un male, visto che lo scopo primario di ogni gioco è divertirsi (sintetizzo il concetto, in modo da non risultare eccessivamente dispersivo);

- Il modo di porre le proprie idee. Lungi da me il voler insegnare qualcosa, però credo di poter esprimere un giudizio in merito al modo in cui hai posto la tua idea al "pubblico" (visto che, in questo momento, ne faccio pure parte). In realtà mi permetto solo di dire che se il tuo scopo era solo un spunto di riflessione riguardo l'hobby, hai ottenuto un effetto un po' diverso secondo me. Sebbene io magari abbia parzialmente percepito l'intento di voler riflettere, qualcun'altro potrebbe vedere solo l'aspetto "sarcasticamente irritante" delle frecciatine che accompagnano la tua tesi e prendere il tutto sul personale. Non sto mettendo in dubbio la tua reale volontà di spingere alla riflessione però, per come sono espressi i concetti, permettimi di dire che sembrano tutt'altro che propedeutici alla riflessione. Anzi, sembra che chiunque abbia un'idea diversa dalla tua stia sbagliando su tutta la linea.

Magari, ora che ho chiarito la mia intenzione reale, potrà sembrare inutile il mio intervento, ma credo di non essere l'unico ad aver percepito il tutto come una "critica verso ignoti", camuffata in modo da passare sotto i radar. Ripeto, io magari ho intravisto questo stimolo al dialogo ma non so quanti si siano trattenuti dal rispondere per non scatenare il putiferio o perché hanno liquidato la faccenda come uno sfogo personale.

Visto che l'elitarismo non ti interessa, quando si decide di invitare alla riflessione lo si fa in maniera imparziale e rispettosa verso le opinioni altrui.

Lo sottolineo, così non vengo frainteso: io non sto criticando e non voglio fare in alcun modo il saccente, ritengo solamente che il tuo intervento faccia maggiormente trasparire l'aspetto sarcastico sminuendo, di fatto, l'invito al dialogo e alla riflessione.

Credo di aver esaurito i miei argomenti,

Peace.

Edited by Lord Delacroix

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Ma che peace :D é stato un piacere.
L'unica cosa è che l'articolo è parte di un trittico di articoli che fanno una crtitica, dal mio punto di vista del contesto del nostro hobby :D
Se li contestualizzi in questo senso, credo che sia più chiaro :)
Intanto buona domenica

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Beh allora bastava inserire una nota per dissociarsi dai toni critici XD

A dirla tutta, ho visto non so quante discussioni animarsi inutilmente solo per aver omesso delle precisazioni e/o premesse e il fatto che il sarcasmo non fosse un modo elegante di offendere il pensiero altrui :)

Grazie e ti auguro altrettanto :D

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Great job, dude! :thumbsup:

Sono d'accordo con te. Anche a me piace esplorare nuovi mondi e mescolare le epoche e sono a favore dell'idea che bisognerebbe provare sempre qualcosa di nuovo. In questo modo, non solo si perfeziona il proprio stile, ma si impara anche ad apprezzare il nostro gioco di ruolo preferito che tanto ci piace giocare.

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Minimo Sforzo

Massima Soddisfazione

Cita

 si superano i 15 anni e l'età del tempo libero e si iniziano ad avere lavoro, compagne, figli, bollette da pagare

Appunto, chi ha tempo e voglia di leggersi tutto un nuovo regolamento, spiegarlo ai giocatori, fare partite lente guardando ogni 5 secondi il manuale fino a che non si masticano le regole?

Perchè uno dovrebbe fare tutto questo quando si ha il fidato D&D (o Pathfinder, o Cthulhu o Cyberpunk o Vampiri) pronto all'uso?

Perchè dovrebbe imparare un nuovo set di regole per fare la stessa cosa che farebbe con i giochi citati sopra? Per la bella faccia del game designer? Anche no.

Questo è il motivo per cui tanti giocatori seguono la OSR o prendono le nuove versioni dei regolamenti dei gdr che hanno sempre giocato.

 

Edited by Grimorio

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Il 21/9/2019 alle 07:06, Grimorio ha scritto:

Minimo Sforzo

Massima Soddisfazione

Appunto, chi ha tempo e voglia di leggersi tutto un nuovo regolamento, spiegarlo ai giocatori, fare partite lente guardando ogni 5 secondi il manuale fino a che non si masticano le regole?

Perchè uno dovrebbe fare tutto questo quando si ha il fidato D&D (o Pathfinder, o Cthulhu o Cyberpunk o Vampiri) pronto all'uso?

Perchè dovrebbe imparare un nuovo set di regole per fare la stessa cosa che farebbe con i giochi citati sopra? Per la bella faccia del game designer? Anche no.

Questo è il motivo per cui tanti giocatori seguono la OSR o prendono le nuove versioni dei regolamenti dei gdr che hanno sempre giocato.

 

Alla soglia dei 40 anni e con 60 ore di lavoro alla settimana e ferie arretrate dell'anno scorso, sono molto liberale nei confronti del tempo altrui. Cosa ti ha fatto pensare che ciò che ho scritto riguardasse le preferenze altrui in termini di gdr? La mia riflessione, che è la seconda di tre, parla di problemi del mondo gdr in termini di giocatori, di editori e di game designer.
D'altro canto, almeno dal mio punto di vista, il tuo ragionamento è assimilabile ad altri che ho sentito nella mia vita: perché prendere un aereo e andare in un altra nazione se si vive in italia? Perché probare cibo differente da quello che mangiarmo tutti i giorni se abbamo il miglior cibo del mondo? Perché provare vino francese e spagnolo se i nostri sono d livello? Perché leggere libri quando non si ha del tempo a disposizione?
Più in generale la mia risposta è perché si è curiosi, perché si vuole impare e provare qualcosa di nuovo, perché chi ha quel modo di rapportarsi al mondo avrà un bagaglio culturale e di rapporto con la realtà più arricchito sotto ogni termine; ponendo l'affermazione in negativo, chi si pone in maniera protettiva ne risulterà sicuramente più povero sotto tutti i punti di vista se non innquelo di termini di tempo e fatica (e per i viaggi forse anche denaro).
Io consiglierò sempre la prima strada e non la seconda, sei libero di pensarla in maniera differente ovviamente, ma come avrai capito non starò a dibattere con te del contrario.
Ti faccio poi presente che nella tua riflessione citi almeno 3-4 sistemi di gioco differenti, quindi chi ha quelle opzioni, almeno, può scegliere o, nel caso rilevante dell'argomentazione contenute nell'articolo, l'ha fatto in passato.
Grazie dell'intervento e buon pomeriggio.

Edited by fenna

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7 minuti fa, fenna ha scritto:

Alla soglia dei 40 anni e con 60 ore di lavoro alla settimana e ferie arretrate dell'anno scorso, sono molto liberale nei confronti del tempo altrui, del resto: cosa ti ha fatto pensare che ciò che ho scritto riguardasse le preferenze altrui in termini di gdr?
D'altro canto, almeno dal mio punto di vista, il tuo ragionamento è assimilabile ad altri che ho sentito nella mia vita: perché prendere un aereo e andare in un altra nazione se si vive in italia? Perché probare cibo differente da quello che mangiarmo tutti i giorni se abbamo il miglior cibo del mondo? Perché provare vino francese e spagnolo se i nostri sono d livello? Perché leggere libri quando non si ha del tempo a disposizione?
Più in generale la mia risposta è perché si è curiosi, perché si vuole impare e provare qualcosa di nuovo e chi ha quel modo di rapportarsi al mondo, sicuramente ne esce più arricchito in ogni termine e ponendo l'affermazione in negativo, chi si pone in maniera protettiva ne risulterà sicuramente più povero in termini di esperienze. Io consiglierò sempre la prima strada e non la seconda, sei libero di pensarla in maniera differente ovviamente, ma come avrai capito non starò a dibattere con te del contrario.

Adesso, cerchiamo di evitare straw men grossi come una casa.

Un conto è viaggiare e visitare altri paesi, conoscere altre culture ed altri modi di vivere, quello si ci arricchisce.

Ma giocare a GDR scrausi che falliscono dopo un paio d'anni e che finiscono nelle scatole delle fumetterie a 5-10€ non lo vedo per niente come il farsi una cultura.

Edited by Grimorio

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1 minuto fa, Grimorio ha scritto:

Adesso, cerchiamo di evitare straw men grossi come una casa.

Un conto è viaggiare e visitare altri paesi, conoscere altre culture ed altri modi di vivere, quello si ci arricchisce.

Ma giocare a GDR scrausi che falliscono dopo un paio d'anni e che finiscono nelle scatole delle fumetterie a 5-10€ non lo vedo per niente come il farsi una cultura.

Grimorio.
In tre righe sei riuscito a non capire il senso di quello che ho scritto e a giudicare il modo e i giochi che giocano altri che tu non conosci.
Temo, per onore della discussione e per amore di me stesso e del mio tempo, che parlare qualcuno che si pone in questa maniera sia controproducente, pertanto ti invito a non cercare ulteriori mie risposte, non ve ne saranno e ad approcciare le discussioni in maniera migliore, perché l'alternativa è che tu entri nella mia lista degli ignorati e/o peggio, ti segnali alla moderazione.
Passa una buona domenica con la tua famiglia o con i tuoi amici.

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1 minuto fa, fenna ha scritto:

Grimorio.
In tre righe sei riuscito a non capire il senso di quello che ho scritto e a giudicare il modo e i giochi che giocano altri che tu non conosci.
Temo, per onore della discussione e per amore di me stesso e del mio tempo, che parlare qualcuno che si pone in questa maniera sia controproducente, pertanto ti invito a non cercare ulteriori mie risposte, non ve ne saranno e ad approcciare le discussioni in maniera migliore, perché l'alternativa è che tu entri nella mia lista degli ignorati e/o peggio, ti segnali alla moderazione.
Passa una buona domenica con la tua famiglia o con i tuoi amici.

Bloccami, segnalami pure, non mi interessa, anzi mi fai solo un favore, se non riesci a gestire una discussione senza minacciare l'interlocutore non sei una persona con cui avere a che fare.

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@Grimorio, ma hai mai effettivamente giocato a uno di questi giochi che reputi delle "ciofeche"? Inoltre, potresti fare dei nomi in modo da aiutarmi a comprendere il target della tua critica?

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1 ora fa, fenna ha scritto:

Alla soglia dei 40 anni e con 60 ore di lavoro alla settimana e ferie arretrate dell'anno scorso, sono molto liberale nei confronti del tempo altrui. Cosa ti ha fatto pensare che ciò che ho scritto riguardasse le preferenze altrui in termini di gdr? La mia riflessione, che è la seconda di tre, parla di problemi del mondo gdr in termini di giocatori, di editori e di game designer.
D'altro canto, almeno dal mio punto di vista, il tuo ragionamento è assimilabile ad altri che ho sentito nella mia vita: perché prendere un aereo e andare in un altra nazione se si vive in italia? Perché probare cibo differente da quello che mangiarmo tutti i giorni se abbamo il miglior cibo del mondo? Perché provare vino francese e spagnolo se i nostri sono d livello? Perché leggere libri quando non si ha del tempo a disposizione?
Più in generale la mia risposta è perché si è curiosi, perché si vuole impare e provare qualcosa di nuovo, perché chi ha quel modo di rapportarsi al mondo avrà un bagaglio culturale e di rapporto con la realtà più arricchito sotto ogni termine; ponendo l'affermazione in negativo, chi si pone in maniera protettiva ne risulterà sicuramente più povero sotto tutti i punti di vista se non innquelo di termini di tempo e fatica (e per i viaggi forse anche denaro).
Io consiglierò sempre la prima strada e non la seconda, sei libero di pensarla in maniera differente ovviamente, ma come avrai capito non starò a dibattere con te del contrario.
Ti faccio poi presente che nella tua riflessione citi almeno 3-4 sistemi di gioco differenti, quindi chi ha quelle opzioni, almeno, può scegliere o, nel caso rilevante dell'argomentazione contenute nell'articolo, l'ha fatto in passato.
Grazie dell'intervento e buon pomeriggio.

Comunque:

Giusto per completezza, voglio aggiungere che ci sono due enormi fallacie nel tuo discorso e nel tuo dare degli ignoranti a chi non ha provato tanti GDR.

LA SPECIALIZZAZIONE

e

IL LORE

Tu parti dal presupposto che chi ha provato tanti gdr è più colto di chi ne ha provati meno ma non prendi in considerazione che una persona possa specializzarsi su un solo gdr esattamente come un medico invece di essere generico possa specializzarsi in cardiochirurgia.
Questa persona specializzata è così a suo agio con le regole da essere persino capace di migliorarle o adattarle al suo stile di gioco, o di creare nuove classi o nuovi poteri.
In più un gdr non è composto solo da regole ma anche da altre cose, e qui arriva il Lore.
La cultura di un giocatore si vede anche dalla sua conoscenza della storia di un gdr e della sua ambientazione, ci sono giocatori che hanno giocato solo a D&D ma che conoscono tutte le edizioni, anche quelle non arrivate in Italia, ci sono giocatori che conoscono a menadito tutte le ambientazioni di D&D mai uscite, ci sono giocatori che sanno raccontarti la storia dei Vampiri da Caino fino ai Sangue Debole e che sanno la situazione politica di ogni setta nelle principali città.

Perciò stai molto attento a chi definisci ignoranti, altrimenti quello da segnalare diventi tu.

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8 minuti fa, Checco ha scritto:

@Grimorio, ma hai mai effettivamente giocato a uno di questi giochi che reputi delle "ciofeche"? Inoltre, potresti fare dei nomi in modo da aiutarmi a comprendere il target della tua critica?

Non li ho definiti ciofeche ma scrausi, ma se qualcuno si sente offeso siete liberi di eliminare l'aggettivo, il fatto che questi giochi siano falliti e che ora riposino negli scatoloni degli sconti di ludoteche e negozi di fumetti non cambia.
Per amore di chiarezza mi riferisco solamente alla situazione di questi giochi in Italia.

Qualche nome?

Teenage Manga Mutanti

Ranma 1/2 Il Gioco

Maschiacce Armate Pesantemente

John Doe

Lupo Solitario (di cui sono un grande appassionato dei libri game)

I cavalieri del tempio

Elar

e questi sono solo alcuni, il cimitero dei giochi morti è ancora vasto.

 

 

 

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