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Parlando di firme e di gravità


raemar

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Ancora? Ancora? No, veramente, ancora?

I've seen a child is caught in the sad trap of gravity.

He falls from the lowest branch of the apple tree

and lands in the grass and weeps for his dignity.

Next time he will not aim so high.

Yeah, next time, neither will I.

Ieri sentivo questa canzone, e ho deciso di mettere questa frase in firma. Resterà lì per un po', finché non me ne stancherò, come mi sono sempre stancato di tutto, tranne che di una persona, che però si è stancata di me.

A ogni modo, non credo sia una frase realistica. Per i bambini, sì. Se si scottano, o cadono dall'albero, difficilmente ripeteranno l'azione. Per gli adulti, per me, ma credo anche per molti altri, le cose cambiano radicalmente. Quindi, per inciso, non credo proprio che "next time, neither will I". Resterà una semplice dichiarazione di intenti, tipo quelle che si fanno l'ultimo dell'anno.

Non so se sia più una questione di sfida o di attitudine, non capisco se siano le situazioni che si presentano sempre allo stesso identico modo o se siamo noi che di fronte alle situazioni ci poniamo sempre nello stesso identico modo. L'esperienza insegna a ripetere sempre le stesse esperienze?

P.S.: sempre nella stessa canzone, c'è questa frase: With all these wishes I make, I should buy something real. Io posso dire di averci provato. Direi che per il momento questo deve bastarmi. E avanti.

16 Comments


Recommended Comments

Complimenti.

Ti stimo molto per tutta sta forza che domostri.

Non ho mai avuto modo di dirtelo a voce, perchè non mi è mai sembrato il caso...ma cavolo, se ti stimo.

Ti auguro il meglio. Te lo meriti.

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Io invece mi bacchetto le dita per aver trovato la faccia tosta di iniziare un discorso così "da estranei" una sera, e non essere riuscito a prolungarlo quanto avrei voluto.

Avanziamo una birra, mi sa.

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Le lezioni si imparano, sempre. Una volta capito l'errore (azione o persona che sia) bisogna buttarselo dietro le spalle e cercare di dimenticarlo. Si impara anche a capire quando stiamo per rischiare di nuovo di farci male; per questo ci sembra di trovarci nuovamente in una stessa situazione o comunque di non aver imparato dagli errori precedenti.

Ma se scottarci con una fiamma ci insegna a non mettere successivamente la mano sopra di essa, lo stesso non può essere fatto con le persone. Io so che reiniziando una storia con una persona dopo che ne ho conclusa un'altra che mi ha distrutto mi metto nella situazione di soffrire ancora e di sbagliare ancora...ma se decidi di essere solo, alla fine, che fai della tua vita? Puoi commettere tutti gli errori del mondo, e ne continuerai a commettere ancora, finché sei capace di avere fiducia. Senza fiducia ci si scotta di meno, ma la vita non ha valore. E solo la fiducia che ci permette di rialzarci e ricominciare. Si rischia di cadere nuovamente, ma io preferisco rialzarmi e ricadere che strisciare tutta la vita.

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@ Aerys: e perché ti bacchetti? No, credimi, non devi. Mi ha fatto piacere fare quattro mezze chiacchiere con te (che poi fanno due chiacchiere), tra il tuo pudore di chiedere e il mio pudore di rispondere. Per la birra, quando vuoi: offro io.

@ Merin: hai perfettamente colto quello che intendevo.

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L'ultima volta che ci siamo visti avrei voluto chiederti qualcosa in merito alla tua situazione, ma alla fine ho lasciato stare per non rischiare di metterti in imbarazzo. Dopotutto non penso si parli molto volentieri di cose molto personali con semi-sconosciuti.

Per il resto credo che Merin abbia scritto benissimo.

In bocca al lupo e tieni duro. :-)

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Grazie anche a te, Jade e crepi.

Non è tanto una questione di parlarne mal volentieri con sconosciuti o semi-sconosciuti, è più una questione di non saper bene cosa dire. Al di là dei fatti, che sono detti anche in questo blog, le sensazioni sono difficili da esprimere, perché non le capisco bene nemmeno io.

A ogni modo, apprezzo molto la tua riservatezza, così come apprezzo le parole di Piri, il tentativo che ha fatto Aerys, la comprensione di Merin. Se vi va, aspettatemi, prima o poi passerà, no? ;-)

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Certo.

Tutto passa.

Il fiume continua a scorrere, a volte placido, a volte tumultuoso. Basta seguire la corrente, stare a galla con decisione, e lasciare che il flusso ci porti con sé. Bisogna essere pronti a ogni svolta, mantenendo l'equilibrio e guardando la strada che ci aspetta con trepidante attesa e quella percorsa con rispetto.

Da non confondere con la passività di chi sopravvive tenendo la testa fuori dall'acqua, rimanendo in balia degli eventi. ;-)

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E se vedo qualcosa di interessante sulla riva, che faccio, mi aggrappo?

P.S.: attenta che il tuo IronLord una volta, a questa domanda, ha dato una risposta "particolare". ;-)

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Decisamente, ottima risposta. Meglio di quella dell'IronLord. :-)

E posso immaginare che se non volesse venire con me sul fiume, tutto sommato non sarebbe una cosa che vale così tanto la pena, giusto?

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In maniera diversa ma ci sono passato da poco anche io, come sai. La situazione però è molto diversa, non saprei darti consigli, cerca solo di rimanere te stesso. Del resto, quando vuoi fare una partita a Small World fatti sentire che di posto ce n'è sempre :)

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Mi dispiace di non aver avuto il coraggio di scrivere nell'altro tuo intervento sul blog, dove iniziavi a parlare della tua situazione, perché mi sentivo inadeguato ad esprimere il mio appoggio ad una persona che non conosco se non per qualche post letto qua e là.

Non riesco neanche lontanamente ad immaginare lo stato d'animo in cui ti trovi.

Ti auguro di cuore di ritrovare la tua serenità, te la meriti.

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