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Arcani Rivelati: Aiutanti

Wizards of the Coast, 17 Dicembre 2018
Se avete mai desiderato che un animale, una guardia cittadina o un'altra creatura vi seguisse nelle vostre avventure, l'Arcani Rivelati di questo mese fa per voi. Vi fornisce un modo semplice per trasformare una creatura nel vostro aiutante e per assicurarvi che quel compagno salga di livello.
Più tardi questo mese, sul sito di D&D comparirà un sondaggio dedicato a queste opzioni. Per favore fateci sapere in quel sondaggio cosa pensate degli Arcani Rivelati di oggi.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale di questo articolo è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
Arcani rivelati: aiutanti
Articolo originale: http://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/sidekicks
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Nuove Ambientazioni per la 5E in arrivo da Handiwork Games

Jon Hodgson ricopriva il ruolo di direttore creativo presso la Cubicle 7. La società si è recentemente spostata in Irlanda e Jon ha fondato una nuova compagnia chiamata Handiwork Games, annunciando anche due nuovi giochi: Hellenistika, un’ambientazione per D&D 5E di stampo greco ideata da Ken Hite, e Beowulf, un’ambientazione mitica basata su uno dei più antichi racconti fantasy europei, pensata per un DM ed un solo giocatore.
Ecco l’annuncio completo:
"Handiwork Games è un nuovo editore di giochi di giochi da tavolo con sede in Scozia, nel Regno Unito. Guidata da Jon Hodgson, ex Direttore Creativo di Cubicle 7, la Handiwork Games ha iniziato la propria attività con l’annuncio di due linee di prodotti GdR.
La prima nasce da una collaborazione con Ken Hite, rinomato autore nell’ambito GdR. Hellenistika è un’ambientazione fantasy basata sull’antica Grecia e pensata per D&D 5E. Con lo slogan “ VIVI A PIENO • AMA CON PASSIONE • TRAMANDA UN BEL MOSAICO” promette nuove classi, razze giocabili e regole specifiche per l’ambientazione legate alla 5E.
Ecco cosa viene detto dell’ambientazione nel sito fresco di rilascio di Handiwork Games (www.handiwork.games):
“Dalle Colonne di Ercole ad Ovest alle Città della Seta nell’Est, dall’isola di Hyperborea a nord alle Montagne della Luna nel Sud, il mondo si spande dinanzi a voi, pieno di dei e meraviglie.
Il Grande Conquistatore giace morto e mummificato ad Alessandria, lasciando il mondo nelle mani di re che complottano e di avide città… e nelle vostre, se riuscite ad appropriarvene. Antiche magie si annidano nelle ziggurat di Babilonia e nelle piramidi d’Egitto. Incidete il vostro nome nella storia attraverso le vostre armi e la vostra astuzia, e sconfiggete gli altri cercatori di meraviglie e gli altri mercenari nei giochi dei tesori, del vino e dell’amore.
Avventuratevi attraverso “un sunto delle parti migliori" dell’Età Ellenistica, un’epoca di spade e pergamene, eroi e culti, elefanti da guerra e mortali amazzoni, grifoni e draghi, cumuli d’oro e robot guardiani, super navi e macchine di morte, e questo ancor prima che aggiungessimo le nostre idee fantastiche alla storia!”
La seconda linea di prodotti è incentrata su BEOWULF, un’ambientazione mitica ancora una volta destinata alla 5E. Promettendo a sua volta simili regole personalizzate, BEOWULF si caratterizza per essere progettata per due giocatori, ossia il GM e l’Eroe. Il sito di Handiwork Games ci dice questo:
“Beowulf, uno dei più antichi racconti dell’Europa occidentale di cui si ha traccia, è un racconto epico di un eroe che combatte contro un mostro. E poi contro la madre del mostro. E poi contro un drago. BEOWULF è un’ambientazione e un insieme di regole per la 5E, sviluppato principalmente per giocare in due, un GM e un giocatore.
BEOWULF presenta un insieme di nuove regole particolarmente adatte per creare avventure epiche e tematiche per il vostro eroe solitario e i suoi compagni. Esplorate l’Europa dell’epoca delle migrazioni e oltre, risolvete misteri e combattete contro terribili mostri. Con testi e regole creati da geni dell’ambito della 5E e del folklore, assieme ad illustrazioni realizzate da Jon Hodgson e i suoi amici, BEOWULF sarà una meraviglia epica.”
Noto per il lavoro svolto presso Cubicle 7 come direttore creativo, le sue strabilianti illustrazioni a tema Tolkien per il GdR L’Unico Anello e la sua attività di successo come artista freelance in proprio, Jon Hodgson ha supervisionato gran parte dei lavori creativi di successo di C7, dunque quando ha annunciato di lasciare la società ad inizio 2018 molti erano curiosi di scoprire cosa si stava preparando a fare. Pare che il piano fosse di dare vita alla sua compagnia di giochi.”
Link all’articolo originale: http://www.enworld.org/forum/content.php?5885-Beowulf-Greeks-New-5E-Settings-Coming-From-Handiwork-Games
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Dungeon Of The Mad Mage ci mostra come usare i conflitti

Articolo di J.R. Zambrano.
Dungeon of the Mad Mage è un esempio perfetto di come trasformare una serie di stanze in un dungeon vivo e animato. Volete rendere i vostri dungeon dinamici? Volete sapere perché alcuni sembrano così realistici? Continuate a leggere, Dungeon Master.
I vari livelli in Dungeon of the Mad Mage sono un esempio eccellente di cosa significhi creare un dungeon dinamico. Ciascun livello è un ecosistema indipendente, pieno di una varietà di mostri che non sempre cooperano tra loro. Potete trovare un livello in cui gli hobgoblin sono da poco arrivati e hanno cercato di prendere il potere, mentre in un altro un disperato casato drow combatte con una tribù di minotauri in un labirinto magico pieno di trappole. Tutto ciò contribuisce a rendere l'idea di un dungeon che esiste davvero, anche quando i personaggi non sono presenti. É una bellissima massa di pazzia, coltivata e curata da Halaster Blackcloak; ma anche con le continue ingerenze del mago sembra che il Sottomonte sia un organismo vivente e indipendente. Ogni livello racconta la propria storia. Sono tutti distinti tra loro, eppure lavorano anche tutti assieme. I dungeon del mago folle sembrano VIVI!

E, come Dungeon Master, è importante capire come rendere il vostro dungeon parte di un mondo attivo e realistico. Migliorare l'immersione dei vostri giocatori rende loro più facile immaginarsi nel mondo che state creando per loro. Vi può anche aiutare a creare la prossima sessione dal nulla. Non siete sicuri di dove state andando a parare? Beh, pensate solo a cosa potrebbe succedere ora che i personaggi hanno ucciso il capo dei minotauri e sconvolto gli equilibri di potere: l'avventura si scrive praticamente da sola.
Ma, più di tutto questo, un dungeon vivo rafforza l'idea che le azioni dei personaggi (e dei giocatori) abbiano conseguenze. Ecco perché alla fine di ogni livello di quest'avventura si trova una descrizione di cosa succede dopo che i giocatori hanno terminato le loro interazioni. Chiamate "Conseguenze" (Aftermath), queste sezioni descrivono brevemente le possibili direzioni narrative che può prendere la vostra particolare versione del Sottomonte. 
Nel nono livello del dungeon i giocatori trovano un'accademia magica e possono far sì che il direttore della stessa cambi. Ciò chiaramente altera la direzione e l'influenza della scuola stessa. In un altro livello ci sono due casati drow che combattono contro dei trogloditi e un behir potenziato magicamente, e i giocatori possono decidere che fazione supportare. Non mi metterò a parlare di ogni singolo livello del Dungeon, ma ecco alcune perle di saggezza che potete carpire dai vari strati del Sottomonte.
Ogni Dungeon ha almeno una fazione.  Ogni fazione ha dei rappresentanti con cui i PG devono rapportarsi Ogni fazione ha delle ambizioni Ogni ambizione cambia il modo in cui il Dungeon funziona e come i membri di ogni fazione agiscono nel livello.  Ogni fazione ha il proprio territorio. Le fazioni hanno alleati e nemici.  Tutto ciò forma un ecosistema per ciascun livello. Potrebbe essere un livello affollato, come quello in cui gli hobgoblin si trovano proprio a fianco dei duergar, loro avversari. Oppure potrebbe essere un conflitto più grande.

La cosa importante è che abbiate un'idea di come il Dungeon cambierà dopo che i personaggi l'avranno attraversato. Uno dei miei esempi preferiti è il livello 10, la Sfida di Muiral. Questo dungeon ospita due fazioni di drow in guerra. Muiral il Deforme, un tempo un mago umano e apprendista del Mago Folle che ora ha innestato il suo torso sul corpo di uno scorpione gigante, usa questo livello come terreno di caccia. Ma Muiral non è più all'altezza del suo lavoro e le due fazioni di drow lo stanno lentamente affossando. 

C'è il Casato Auvryndar, che è gestito da una potente sacerdotessa drow, la quale vuole dominare il suo casato con un pugno di ferro. Per fare questo ha schiavizzato dei trogloditi (che meditano una rivolta), catturato dei drow nemici (si trovano due livelli più in basso e mandano continuamente degli scout) ed evocato dei consiglieri demoniaci. Possiamo vedere come ciascun segmento abbia la sua importanza: c'è il Casato Auvryndar, c'è Muiral, c'è l'altro gruppo di drow (il Casato Freth), tutte fazioni importanti. Ciascuna ha il proprio territorio e i propri obbiettivi che vuole portare avanti con o senza l'aiuto dei personaggi. E, a seconda di come agiscono i giocatori, possono accadere un sacco di cose. 
Muiral potrebbe animare i cadaveri di drow e trogloditi eventualmente uccisi dai PG, e riportare l'intero livello sotto il suo controllo. In alternativa il Casato Auvryndar continuerà a prosperare finché la sua sacerdotessa sarà in vita; ella è legata a doppio filo all'ascesa o caduta del proprio casato. O ancora, la rivolta dei trogloditi potrebbe aver successo. 
Adoro questo genere di situazioni, perché spinge i giocatori a scelte inusuali. Le loro azioni avranno di certo delle conseguenze, ma non è ovvio nell'immediato quali siano "le opzioni giuste". I giocatori mettono in moto gli ingranaggi, e hanno un certo controllo sugli eventi, ma non possono sapere fin dall'inizio cosa succederà. 
Ogni fazione ha un piano Ogni piano ha delle conseguenze In caso di successo In caso di fallimento Il cambiamento avviene, che i personaggi siano presenti o meno.  Ciò contribuisce a mostrarci come il Dungeon sia vivo. É davvero un gran momento quando i giocatori hanno esplorato una certa zona del dungeon e decidono di tornare in superficie o in un livello in cui sono già stati, e scoprono che la situazione non è come l'hanno lasciata. Possono vedere l'impatto delle loro azioni (o in certi casi memorabili, dell'assenza di tali azioni). Vedranno il Dungeon evolversi e questo lo rende molto più dinamico.

Ecco cosa trasforma un dungeon da un assembramento di generiche stanze casuali a un ecosistema realistico. Questo aspetto è dove Dungeon of the Mad Mage brilla maggiormente. Dunque prendetevi del tempo per scorrerne le pagine e decidere come rendere il vostro dungeon vivo!
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: http://www.belloflostsouls.net/2018/12/dungeon-master-zone-using-conflict-in-dungeon-of-the-mad-mage.html
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Stirpi dello Stregone - Parte V

Stirpe Draconica e variante Linnorm
Questa volta parleremo di una stirpe da stregone molto speciale, ossia quella draconica!
Per coloro tra voi che non hanno familiarità con la storia del gioco di ruolo più vecchio del mondo, la cosa potrebbe suscitare meraviglia e farvi dire “Ma si tratta semplicemente di un’altra stirpe. Non vedo alcuna particolarità…”. Non abbiate paura, è proprio per questo che sono qui!
Dovete sapere che in relazione a D&D, o almeno per quanto riguarda la 3.X, la fonte principale dei poteri dello stregone era l’influenza draconica, con solo una manciata di affermazioni ed esempi su altre fonti per gli stessi. (Di fatto questa cosa potrebbe aver contribuito al concetto presente nella 3.X secondo il quale i draghi si incrociano frequentemente con altre specie) Tuttavia, allora la stirpe o la fonte della vostra magia non aveva alcuna valenza al di là della semplice caratterizzazione della storia del vostro personaggio, visto che solamente con l’uscita di Pathfinder cose simili hanno visto la luce.
Per farla breve, in termini di stirpi generiche, quella arcana sta a Pathfinder come quella draconica sta alla 3.X. Dunque dov’è che questa cosa ci lascia con la più moderna interpretazione dell’idea? Sicuramente i draghi sono ancora una forte ragione di caratterizzazione a livello di storia per i poteri magici nel proprio sangue, indipendentemente dal fatto che ciò sia o meno il risultato della xenofilia di un drago. Forse l’unico problema che ho con questa stirpe è che non c’è stato alcun aggiornamento ufficiale inerente ai vari tipi di veri draghi oltre ai dieci iniziali, il che praticamente serve solo da scusa per i fissati delle regole che provano a dire agli altri cosa possono e non possono fare.
Detto questo, parliamo ora della variante sangueselvaggio di questa stirpe: la variante linnorm, che si permette di andare contro i suddetti fissati delle regole, poiché i linnorm, che sono una sottospecie di non veri draghi, non si adattano al reskin delle scelte già esistenti per la stirpe. Infatti, tra i loro ranghi contano anche (tenetevi forte per lo scandalo) armi a soffio elettriche dall’area conica. Proprio in virtù di questo direi che la presenza di questa variante sangueselvaggio lascia carta bianca a giocatore e DM per modificare la stirpe, così da adattarla alle altre razze di draghi. (Ovviamente alcune avrebbero bisogno di essere ribilanciate, ad esempio perché l’arma a soffio sonica è decisamente più forte delle sue controparti, ma dato che state già andando a modificare certi aspetti potreste lavorare anche su quello…)
Il sangue di ciascuno stregone draconico è associato ad un tipo di drago, il che lo porta ad avere un legame con l’elemento associato proprio a tali draghi.
I draghi sono esseri potenti e resistenti, e questi stregoni sanno come attingere alla magia nel loro sangue per imitarli abbastanza bene. Infatti, apprendono incantesimi che aumentano la loro resistenza agli attacchi sia mistici che mondani, questo senza menzionare la capacità di volare, terrificare e anche assumere la forma dei propri parenti draconici. Infine, acquisiscono anche un potere magico adatto a riscrivere la realtà in piccoli modi, il che riflette la maestria dei draghi sui loro domini.
La loro associazione a queste bestie primeve si riflette anche nelle tecniche che scelgono, diventando infatti più resistenti, più veloci, più forti, agili nell’aria, esperti nelle arti arcane e anche capaci di lanciare incantesimi molto velocemente.
La magia di entrambe le stirpi riguarda l’elemento associato al loro sangue draconico. Quella principale aggiunge potere all’intensità degli incantesimi da danno di quell’elemento, mentre la variante sangueselvaggio rafforza temporaneamente le loro difese, poiché quando lanciano un incantesimo associato a quell’elemento la  loro pelle si ricopre momentaneamente di scaglie.
Gli esponenti della stirpe primaria possono far crescere sulle loro dita artigli mortali che riflettono quelli dei propri parenti draconici, che in seguito vengono anche infusi dal potere elementale. D’altra parte, gli strani corpi di coloro che traggono potere dalla variante sangueselvaggio si prestano meno a potenziamenti da mischia, e quindi imparano a sputare raggi di energia elementale contro i loro nemici tenendosi a distanza. 
Con il crescere del loro potere, la pelle di questi stregoni si indurisce, forse per via dell’effettiva crescita di scaglie, cosa che li rende più resistente sia agli attacchi fisici, che all’elemento della propria ascendenza draconica.
Proprio come i draghi, questi stregoni possono esalare un soffio di energia elementale il cui raggio di effetto e l’elemento sono determinati dalla specie di drago con la quale condividono la parentela.
Il volo è un’altra caratteristica classica dei draghi e questi stregoni possono farsi spuntare coriacee ali per unirsi a loro nei cieli.
Alla fine del loro percorso, la loro natura diventa veramente draconica, il che li rende immuni al sonno magico, alla paralisi e all’elemento dei loro parenti draconici, oltre a donare loro sensi acuti che consentono loro di individuare sempre la presenza dei propri nemici, se non addirittura carpirne l’esatta posizione.
Questa stirpe da stregone si dichiara a gran voce come un attaccante misto, che bombarda da lontano e si potenzia per il combattimento ravvicinato. Essendo che la variante linnorm è la più difensiva tra le due, è ovviamente priva degli artigli. Organizzatevi per il bombardamento a distanza, combinando questa tattica con un po’ di potenziamento in mischia, se necessario, e fate buon uso degli incantesimi di paura della stirpe per evitare di essere fiancheggiati. Inoltre, salendo di livello provate ad ottenere un buon numero di incantesimi del vostro elemento (oppure investite nel talento incantesimi elementali) e divertitevi un mondo con la catena di incantesimi forma di drago!
Pensate a come il sangue draconico possa garantire allo stregone lo stesso divertimento delle altri stirpi. Inoltre, pensate a come esso permetta anche di alludere ai vari tratti di personalità che sono associati ai draghi in generale, così come a quelli che sono associati alle varie specie, che siano o meno quelle di base. Sono vanitosi come un drago di cristallo? Loquaci come uno d’ottone? Superstiziosi come un linnorm dei tumuli? 
Daeron Stormwood vaga per le fredde foreste di Neufdan, aiutando e proteggendo i viaggiatori nei quali si imbatte, il che lo ha reso una sorta di leggenda locale. Tuttavia, la sua furia in battaglia è difficile da tenere a freno e allude alla furia nel suo sangue. Ciò si manifesta nella forma di aculei neri simili a rami che percorrono la sua schiena, che lo segnano come un discendente del linnorm della taiga, Dusgadd il Dio del Fuoco.
I marinai sono sempre attenti a tenersi alla larga dalle Isole del Drago vicino a Xunong, questo perché anche se sono piccoli, i coboldi che le abitano sono abbastanza astuti e colpiscono costantemente sia pirati che mercanti nel nome del proprio patrono, il perfido drago del mare Sutska. I suoi luogotenenti più leali sono quelli sui quali costui ha lasciato il suo marchio, il quale conferisce loro poteri stregoneschi in grado di portare il potere del fuoco e del vapore rovente sulle navi di legno delle prede.
Prodotto di una strana avventura amorosa, Heg, Dred e Zeg sono uno stregone draconico unico: si tratta, infatti, di un ettin infuso del sangue di un gorynych, che tra le due teste pienamente formate ne ha anche una terza vestigiale. Semplice eppure in grado di ispirare tenerezza, questo gigante sa come negoziare per ottenere ciò che vuole, ma se non riceve in fretta ciò che vuole torna rapidamente al suo comportamento distruttivo. Ciò si dimostrerà un problema per il gruppo poiché il loro viaggio li porterà in prossimità della tana dell'ettin, dove lui e la sua banda hanno iniziato a richiedere tributi, con la minaccia di un triplo soffio di fiamme e delle loro armi a supportarli.

Immagine di proprietà della Wizards of the Coast
Stirpe Sognatrice e variante Visionaria
Questa volta parleremo della Stirpe Sognatrice. Questo particolare retaggio dona a coloro che lo posseggono dei poteri legati a profezie, sonno e memoria, i quali sono comunemente associati ai sogni.
Da cosa può derivare questa stirpe? Forse lo stregone discende da una creatura del piano dei sogni oppure, se non c’è un piano simile nella vostra ambientazione, forse si tratta di un abitante vivente del piano etereo. Sogni Viventi, creature Incubo, xill, ragni fase e via discorrendo sono tutti possibili candidati come avi dello stregone, ma non scartate la possibilità che lo stesso sia una creatura più mentale, come i contemplativi di Ashok oppure un amniotico. Nel caso di un’origine non biologica per la stirpe, pensate di dare uno sguardo alle connessioni planari verso paesaggi immaginari, l’etere, oppure al fatto che la madre o il padre dello stregone fossero profeti, artisti o ingegneri e così via.
La variante visionaria sembra, invece, una vera mutazione che si focalizza sui sogni profetici e sui poteri ristoratori del sonno attraverso la manipolazione del subconscio.
Gli incantesimi bonus concessi da questa stirpe includono magia atta a far addormentare gli altri, divinazioni a lungo e breve termine, comunicazione attraverso i sogni e anche viaggi verso altre dimensioni.
Le tecniche apprese da questi incantatori conferiscono lor un fascino e un'astuzia rafforzati sia fuori che dentro i campi di battaglia, oltre che la capacità di rendere i propri incantesimi più intensi così che sia più difficile resistere alla quantità di energia che pongono negli stessi.
Nel caso degli esponenti della stirpe principale, la magia di stirpe consente loro di toccare il subconscio e i pensieri più profondi di un singolo nemico che bersagliano con i loro incantesimi, il che conferisce loro una comprensione del loro comportamento in battaglia, rendendo loro più facile evitare attacchi e capacità di tali nemici. Per quanto riguarda i sangueselvaggio, invece, possono entrare in uno speciale sonno profondo che consente loro di ripristinare l’energia della propria anima necessaria agli incantesimi attraverso una sola ora di riposo, sebbene ciò non sopperisca ai bisogni del corpo.
Attingendo ai suoni di sogni pacifici, questi stregoni possono mormorare o cantare una ninnananna mistica che rende sonnecchianti coloro che sono loro vicini, il che rende più difficile per questi prestare attenzione e li fa diventare più suscettibili agli incantesimi di sonno.
Attraverso i propri sogni, questi incantatori colgono barlumi del futuro, incluse battaglie ancora da venire, e utilizzano ciò a proprio vantaggio poiché reagiscono all’inizio delle battaglie come se già le ricordassero, mobilitandosi più velocemente.
In seguito, gli esponenti della stirpe principale possono giungere fin nei sogni e nei ricordi di un nemico, manipolandoli e anche ottenendo risposte a domande dal loro subconscio. Più è familiare il bersaglio, più è facile farlo. D’altro canto, i sangueselvaggio fanno naturalmente sogni profetici, il che permette loro di apprendere le conseguenze delle proprie azioni nell’immediato futuro.
Forse una delle capacità maggiormente uniche di questi mistici è quella di creare il cosiddetto Occhio di Somnus entrando in trance. Questo sensore magico normalmente è invisibile, ma attraverso il pensiero possono renderlo visibile facendo cadere in un sonno profondo coloro che lo vedono.
Infine, questi stregoni imparano a ritrarsi nel reame dei sogni, diventando intangibili. Come accade per le creature incorporee, i loro attacchi magici infliggono solamente metà del danno ai loro nemici, ma i loro incantesimi che non infliggono danno non sono influenzati.
Siete desiderosi di unire divinazione, controllo e depotenziamenti? Allora questa stirpe da stregone potrebbe fare proprio per voi. Ottenete un occhio arcano che funziona anche come simbolo del sonno, reazioni rapide, la capacità di depotenziare con impunità al massimo livello e, per coloro che si orientano verso la stirpe principale, un grosso potenziamento difensivo nei confronti dei nemici contro i quali state attualmente lanciando i vostri incantesimi. Anche la variante sangueselvaggio è buona, poiché ottiene una divinazione gratuita ogni notte e la capacità di riposare brevemente per recuperare gli incantesimi. Sebbene ciò sia stancante, potrebbe essere utile quando il tempo ha una rilevanza critica.
Per questa stirpe consiglio una costruzione basata sulla divinazione e il depotenziamento, con un piccolo tocco di spionaggio furtivo per la versione principale, data la sua capacità di cancellare e distorcere i ricordi, e di interrogare il subconscio.
Quando penso a questa stirpe mi vengono in mente la narcolessia e i disordini del sonno, però, sebbene interpretare un personaggio con questi disordini possa essere divertente quando fatto nel modo giusto, non è necessario. Tuttavia considerate lo sfocarsi di realtà e sogno, e il modo in cui ciò potrebbe influenzare un personaggio che in parte è costituito di materia onirica. Forse questi personaggi hanno problemi a distinguere i loro sogni dalla realtà?
Quando Sikiluk, la dea dei sogni, combatté contro il grande spirito bestia Akrua, alcuni frammenti del mondo dei sogni vennero strappati e caddero nel mondo, e molti di questi furono raccolti e custoditi come reliquie mitiche. Tuttavia, alcuni dei più piccoli vennero infusi nei bambini dando origine ai primi stregoni sognatori. Tuttavia, il Culto che Custodisce i Sogni vuole riottenere anche il più piccolo frammento e non si fermerà dinanzi a nulla per estrarre ogni singola briciola di materia onirica da coloro che la hanno “rubata”.
Nianda continua a risvegliarsi dallo stesso incubo, visto che i suoi poteri profetici le mostrano il terribile incidente che ha posto fine alla vita di sua moglie. E non importa che cosa lei faccia di diverso: tutto questo ricapita sempre, con lei che alla fine si risveglia nuovamente. Non sa di essere stata maledetta da una megera notturna e di essere stata posta in un sonno di incubi eterni. Dovete sapere che le anime sognatrici condotte alla follia sono di fatto un tesoro raro nei piani inferiori.
Nel cielo è comparsa una seconda luna e in ogni dove i profeti si lanciano in spiegazioni ed interpretazioni della cosa, alcuni dicendo che si tratta di un segno di sventura, altri che invece sia un segno di buon auspicio. Tutti eccetto gli stregoni sognatori. Ciascuno di loro infatti volge il proprio sguardo al cielo esprimendo una silenziosa paura, avendo una certa coscienza che la luna estranea ricambia il loro sguardo. Attualmente il piano di Leng è adiacente a quello materiale e presto giungeranno le bestie della luna.

Immagine di Alexander Nanitchkov Stirpe Efreeti
Volgiamo ora il nostro sguardo ad un'altra stirpe legata ai geni. Questa volta ci focalizzeremo sui focosi efreet, con la loro società tirannica, il commercio degli schiavi e il temperamento incendiario. Inutile a dirsi, molti di questi stregoni sono i discendenti di concubini di sesso maschile e femminile dei loro fiammeggianti maestri, e potrebbero essere nati sotto la servitù di quello stesso padrone. Altri potrebbero essere fuggiti sul piano materiale e altri ancora potrebbero essere il prodotto dell’influenza efreeti.
Come per tutte le altre stirpi dei geni, essa potrebbe anche rappresentare una stirpe puramente elementale che conferisce poteri e magia fortemente in diretta sintonia con la loro natura focosa. In ogni caso, siete avvisati di fare attenzione al loro mortale potere.
Gli incantesimi conferiti da questa stirpe offrono varie opzioni, concedendo a questi incantatori parte della forza dei loro avi efreeti, incluse alcune capacità dei giganti, i quali sono a loro volta in sintonia con l’elemento. Sono anche in grado di padroneggiare il fuoco sia a scopo offensivo che difensivo, di creare illusioni, di vincolare esterni, di viaggiare per i piani e, ovviamente, di concedere desideri.
Anche le tecniche che questi stregoni apprendono istintivamente uniscono forza e astuzia, conferendo loro un’agilità e una resistenza migliorate, oltre a potenza per il combattimento ravvicinato e una maggiore destrezza nell’uso delle proprie armi. Viene offerta anche la conoscenza istintiva di come rendere i propri incantesimi più potenti, andando oltre i normali limiti di ciò che potrebbero fare.
Il fuoco è il loro elemento e ai loro occhi modificare le energie dei loro incantesimi offensivi per utilizzare il calore delle fiamme è un qualcosa di estremamente semplice, il che rende la loro magia di stirpe utile, avendo un ampio insieme di incantesimi che possono comunque essere trasformati in fuoco.
Trattandosi di creature con il fuoco nel sangue, emetterlo per generare brucianti esplosioni in modo da ustionare i nemici è un compito semplice.
Quello stesso calore soprannaturale rende questi stregoni fortemente resistenti alle bruciature e alla ferite dovute alle fiamme.
Attingendo all’essenza del loro retaggio da geni, questi incantatori possono assumere una forma in qualche modo posta tra quella di un gigante e di un genio, il che consente loro di rispecchiare la focosità dei propri avi sin nel bruciante calore inflitto dai loro attacchi e dal loro tocco.
Questi incantatori si muovono con la velocità di un incendio selvaggio che si diffonde, muovendosi sulla terra con la stessa rapidità con la quale le fiamme si diffondono sull’erba secca.
Alla fine, diventano efreet nella stessa misura in cui sono mortali, diventando un tutt’uno con la fiamma senza che questa possa più ferirli. Inoltre, diventano in grado di soddisfare desideri minori seppur solamente una volta al giorno.
Ci sono effettivamente varie opzioni che si possono seguire con questa stirpe, le quali passano da un blaster puro ad un juggernaut da mischia che si fa forza delle sue capacità e dei suoi incantesimi che lo trasformano in gigante, ma penso che la miglior soluzione si trovi felicemente nel mezzo. Pertanto, vi consiglio di orientare le vostre scelte di incantesimi su un misto di potenziamenti ed attacchi a distanza facendo attenzione a diversificare i vostri elementi, poiché potrete trasformare ciascuno di questi in fuoco quando necessario. Martellate i vostri nemici da lontano e potenziatevi e distruggete da vicino in base alle necessità.
Gli efreet tendono ad avere personalità dominanti e temperamenti focosi e ciò potrebbe trasmettersi agli stregoni che discendono da loro. D’altro canto, gli esponenti di questa stirpe che sono nati in schiavitù potrebbero avere una bassa autostima e un odio ossessivo e radicato nei confronti dei loro focosi maestri, e per estensione nei confronti di sé stessi per via della contaminazione nel loro sangue. Sicuramente si tratta di una vena ricca di idee alle quali attingere per una storia.
Malik Nalhaadir fu deposta dai suoi nemici quasi un secolo fa, e i possedimenti della nobile efreet vennero ripartiti tra questi. Tuttavia, il suo destino fu ancora peggiore, questo perché la sua essenza fu utilizzata per alimentare la creazione di un figlio della lava particolarmente grande e potente. La carne di scorie brucianti del suo nuovo corpo può a stento contenere il suo calore e ciò che resta della sua mente trabocca di odio per i suoi carcerieri, seppur senza sapere il perché. I focosi geni adesso la utilizzano come una sorta di sicario, volgendo la sua ira e la sua magia contro gli altri loro nemici.
Il culto di Logi la Fiamma Selvaggia è piccolo, ma incute timore in coloro che vi si imbattono. Coloro che vi fanno parte hanno acquisito una benedizione dallo spirito che li rende più forti attraverso il fuoco, la velocità e anche la stessa abilità negli inganni che una volta fece ottenere una pausa ad una divinità dei raggiri durante una gara mangereccia. I loro obiettivi sembrano meramente volti a propagare il loro credo, ma ci sono voci che dicono che il dio degli inganni sia sempre in cerca dell’illusione dall’aspetto di un inferno che divorò la carne, le ossa, la tovaglia e il tavolo stesso.
I geni regnano da dietro le quinte a Veren Aln. Tutti lo sanno, il numero di mortali che ascende allo stato di nobile e fa fortuna attraverso i desideri cresce ogni giorno, mentre le classi più basse restano indietro, obbligate al lavoro duro e alla schiavitù nella vana speranza di essere trasformati in uno strumento politico da qualche elementale che concede desideri. Coloro che non soddisfano i loro burattinai efreet svaniscono nei recinti degli schiavi e, per alcuni, giungono anche molti stregoni ifrit leali che hanno accesso alla magia dei propri genitori, pronti a mostrarsi più degni dei propri progenitori mortali.

Immagine di proprietà della AEG
Link agli articoli originali:

Stirpe Draconica e variante Linnorm: http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/105650751485/class-feature-friday-dragon-bloodlinelinnorm
Stirpe Sognatrice e variante Visionaria: http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/110301366585/class-feature-friday-dreamspun
Stirpe Efreeti: http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/114801276805/class-feature-friday-efreeti-bloodline-sorcerer
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Tabletop Spotlight: D&D Map Packs

Articolo di J.R. Zambrano,
del 10 Dicembre 2018.
Oggi a Tabletop Spotlight parleremo delle mappe laminate che accompagnano il Dungeon del Mago Pazzo (Dungeon of the Mad Mage) e la Guildmaster's Guide to Ravnica.
Forse tra gli accessori migliori tra quelli di cui non sapevate di aver bisogno, queste mappe laminate sono una piccola ma ingegnosa invenzione.
Sono grandi card con la mappa di un dungeon o di una zona da un lato, e informazioni dall'altro, per dare ai DM una rapida guida su ciò che si trova in quella sezione.

Sono ottimi aiuti durante il gioco - le mappe sono laminate e stampate su cartone robusto e quindi funzionano con i pennarelli cancellabili - e sono pieni di altre informazioni legate alle avventure. Ora, come potete vedere in questo video, le mappe sono in scala ma non sono pensate per rappresentare una mappa per il combattimento con le miniature: servono a dare un'idea precisa di dove vi trovate. 
Ma come strumento per aiutare Master e giocatori, queste mappe sono magnifiche. Sono facili da usare, facili da capire e siccome hanno un sacco di dati utilissimi, non dovrete continuamente cercare informazioni sui manuali. Guardiamo prima le mappe di Sottomonte (Waterdeep: Dungeon of the Mad Mage).
Centinaia di anni fa, molto prima che Waterdeep venisse costruita, Halaster Blackcloak scavò un grande dungeon sotto Monte Waterdeep e lo riempì di creature prese dai vari piani. Anche se è probabilmente impossibile mappare tutto il regno di Halaster, le mappe contenute qui rappresentano la maggior parte delle aree visitabili di questo grosso dungeon, e promettono molte ore di divertimento. Questo accessorio contiene risorse che i Master possono usare per migliorare l'esperienza di giocare a Waterdeep: Il Dungeon del Mago Pazzo (Waterdeep: Dungeon of the Mad Mage), un'avventura di Dungeons & Dragons venduta separatamente. In questo robusto contenitore si trovano 16 cartoncini pensati per essere usati con pennarelli cancellabili. Questa confezione contiene anche le seguenti risorse:
23 mappe dell'Undermountain, ciascuna rappresentante un diverso livello del dungeon (21 x 23 cm). 3 mappe della città sotterranea di Skullport (21 x 23 cm). 18 card perforate con i Segreti. 9 card perforate con le Antiche Rune.
E per quanto riguarda Ravnica, ricevete circa lo stesso quantitativo di materiale.
Questo accessorio contiene risorse che i Master possono usare per migliorare l'esperienza del giocare a una campagna nella grande città di Ravnica, usando il Guildmasters' Guide to Ravnica, una risorsa per avventure di Dungeons & Dragons venduta separatamente che esplora una delle ambientazioni più popolari di Magic: The Gathering. In questo robusto contenitore si trovano 20 cartoncini pensati per essere usati con pennarelli cancellabili. Questa confezione contiene anche le seguenti risorse:
7 mappe a colori fronte/retro del Decimo Distretto di Ravnica, con informazioni utili su ogni distretto (21 x 23 cm). 11 mappe monocromatiche fronte/retro di luoghi associati alle gilde di Ravnica, con tabelle utili e ricche di informazioni per ciascun luogo (21 x 23 cm). 2 cartoncini perforati di Volti di Ravnica (in totale contengono 18 carte), con l'immagine del personaggio da un lato e la descrizione degli amuleti della gilda dall'altra.  Ci sono un sacco di mappe in ciascuno dei due prodotti: circa 20 assieme ad altro materiale utile. Ciascuno di questi prodotti costa circa 25 dollari, quindi non sono economici. Ma valgono il loro prezzo se volete trarre la miglior esperienza possibile da Ravnica o dal Mago Pazzo.
Link all'articolo originale:
http://www.belloflostsouls.net/2018/12/tabletop-spotlight-dd-map-packs.html
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Conflitto di stupidità

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raemar

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Ci sono cose che mi sento di consigliare, apertamente. Queste cose finiranno qua.

La prima è un libro, che ho letto di recente (andrò controcorrente, ma dico "Dio benedica i viaggi in treno!"): Inchiesta sul Cristianesimo. Come si costruisce una religione, di Corrado Augias e Remo Cacitti (quest'ultimo professore di Letteratura Cristiana Antica e di Storia del cristianesimo antico all'Università di Milano).

Il titolo dice a sufficienza sul tema del libro: Augias e Cacitti cercano (o meglio Cacitti grazie alle domande di Augias cerca) di ricostruire il percorso che ha portato all'affermazione planetaria di una corrente del Giudaismo per diversi anni minoritaria e ritenuta eretica, il Cristianesimo appunto. L'approccio è storico, la struttura è giornalistica, con l'intervistatore che gioca il ruolo dell'uomo della strada che pone domande anche apparentemente stupide allo studioso.

Personalmente ritengo che sia un libro che difficilmente lascerà il lettore fermo immobile sulle sue posizioni. Soprattutto per questo mi sento di consigliarlo. Sia ai credenti, che in molti casi hanno perso di vista quello che è il nucleo di una religione (di una qualunque religione), sia ai non credenti, che spesso pretendono di ragionare sullo stesso piano del credente non credendo (e quindi partono già sconfitti per principio). C'è una bellissima frase scritta all'inizio del Novecento da tale Salomon Reinach in merito all'insegnamento della religione a scuola: egli auspica l'inserimento della "storia delle religioni" tra le altre materie, sostenendo che in questo modo gli studenti "invece di dire 'io credo', oppure 'io non credo', [...] potranno dire in certo modo 'io so'". Esiste modo migliore di spiegare questo libro?

Il libro su IBS

Un paio di citazioni che esprimono concetti che, a mio parere, dovrebbero essere centrali in ogni discorso sulla religione (e che definiscono anche incredibilmente bene quello che è il mio approccio.. nuovamente, è bello trovare qualcuno che esprime in certo modo quello che tu pensi).

Lei definisce "fatti" quelli che preferirei chiamare "eventi". Credo, infatti, tanto per spiegarmi, che nella vita di ciascuno di noi vi siano degli eventi, per esempio le emozioni, che sono certamente, e talora gioiosamente o dolorosamente, reali, ma non fattuali: io posso provare un sentimento anche travolgente, che può provocare conseguenze concrete e reali, ma che, in se stesso, non è registrabile come un "fatto". Pensi, tanto per portare un esempio, all'innamoramento: certo, ne posso misurare le conseguenze, ma in sé l'evento resta inconoscibile.

Le religioni, in fondo, poggiano su due motivazioni fortissime: alleviare le sofferenze psicologiche, dare una speranza che non tutto finisca con la morte [...].

Non lo sottovaluti. Questi bisogni esistono, la sofferenza è reale, la speranza necessaria. Sono andato a Lourdes una sola volta. Dopo aver visto decine di migliaia di persone in quelle condizioni, mi sono rafforzato nella convinzione che rispettare il dolore è un dovere morale primario.

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26 Commenti


Commento consigliato



Io continuo a non riuscire a comprendere.

Ho letto Inchiesta su Gesù di Augias, non ancora questo che citi.

Non riesco a farmi una ragione del fatto che milioni di persone condizionino la propria vita e quella degli altri, e le leggi di interi stati sulla base di una invenzione.

Soprattutto quando nessuno ne rispetta le regole. NESSUNO; e tutti loro pretendono che tutti lo facciano: siamo condizionati da persone che credono ad una cosa inventata di cui non rispettano nemmeno le regole da loro stessi inventate.

Non lo accetto.

Non ci riesco.

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Mesi or sono ho letto "Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)" di Odifreddi, rimanendone piacevolmente affascinato.

Ero indeciso se acquistare "Inchiesta sul Cristianesimo" perchè ancora non avevo avuto chiari segnali del contenuto.

Ecco la motivazione che mi mancava. ;-)

P.S.

Ma i blog su DL non dipendono comunque dal regolamento? (nel senso: visto che qui si parla di religione, non si rischia di essere "Moderati"? )

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E' un libro che mi è stato consigliato, a differenza de "L'inchiesta" di cui parla Merin, da una persona che stimo moltissimo per la vastità delle sue conoscenze.

L'ho preso, ho cominciato a leggerlo.

Ma non sarei sicuro sul "non lasciare immobile il lettore": dipende dal punto di partenza del lettore... diverse parti che dovrebbero scandalizzare sono scandalosamente cose che dovrebbero essere patrimonio di tutti, e invece... :-)

Il mio prossimo obiettivo è riuscire a farlo leggere almeno a mia madre: ultimamente discutiamo spesso di religione e noto che qualche sua certezza sta cominciando lentamente a sgretolarsi. Ma per colpa degli uomini. Non del bisogno di speranza, che ho anche io.

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Il problema è che questo genere di libri li legge solo chi:

è ateo

è agnostico

non è credente ma ha dubbi

è credente ma ha dubbi

...la quasi totalità dei credenti che conosco e che ho conosciuto liquida questi libri come tentativi patetici di non credenti di mettere in dubbio la vera fede.

Tutti coloro a cui, di persona, ho proposto la lettura di tali libri, mi guardavano condiscendenti come per dire "puaar frut" che in friulano rende molto di più, come espressione, della sua letterale traduzione in italiano, ovvero "povero ragazzino".

La cosa buffa (per me veramente ridicola) è la certezza di questi credenti (cattolici, mussulmani, ebrei, non importa chi) convinti che gli atei (o comunque i dubbiosi) esistano solo per rompergli le balle, che siano in torto, nonché da compatire (quando va bene), o eliminare (quando gli va meglio).

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Io dico: credi in quello che ti pare (a meno che sia provato il contrario), non credere in quello che ti pare (a meno che sia provato), non rompere le balle a me e campa pure cent'anni.

Finché non mi privano ("privano", non "diffidano") della pancetta alla griglia, della birra, del sesso libero e dei robot io sono tollerante con tutti. :bye:

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Beh, al momento onestamente non mi sento defraudato: faccio un po' quello che mi pare, vivo secondo un codice che mi sono scelto. Comporta dei sacrifici, soprattutto perché sono immerso in una realtà che non calza a pennello a chi la pensa come me, ma mi ritengo abbastanza libero da imposizioni da parte di "Quelli".

EDIT - Niente è più ampio di birra e pancetta. :cool:

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Vedo che siamo sotto l'occhio vigile degli amministratori, non me l'aspettavo. :-)

Comunque, come ho già detto credo che il libro sia utile soprattutto per ampliare un po' gli orizzonti di entrambe le parti, o meglio per cambiare il baricentro della discussione, distinguendo chiaramente tra "fede" e "religione". Shar a mio parere ha colto nel segno parlando di "speranza", che in fondo, con nomi diversi, tutti noi abbiamo e che, per questo, è a mio parere degna di tutto il rispetto del mondo e pienamente comprensibile e condivisibile (in ogni sua forma).

La "religione" è un'altra cosa, e secondo me non è un caso che la figura più importante citata dal libro per l'affermazione del Cristianesimo (o meglio per il suo "sdoganamento") sia un imperatore che poco aveva di religioso (tant'è vero che pare sia stato battezzato solo sul letto di morte).

Che poi questa distinzione, per me (e per il libro) fondamentale, dia il via a considerazioni uroboriche* del tipo "è nato prima l'uovo o la gallina?", può essere vero, ma questo è un discorso molto ampio che temo non si possa fare qui sul forum. ;-)

* questo aggettivo fa il paio con "surmolotto". Ah, come siamo colti (o corti, non ricordo)! :-D

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Speranza.

Su chi o cosa andrebbe riposta?

Su se stessi,

sugli uomini (inteso come razza umana),

sugli dei.

Dalla speranza si passa alla fiducia.

mancanza evidente di fiducia in se stessi e nella razza umana, tanto da delegare tutto ad una entità superiore.

Dalla fiducia alla fede.

Sperare in una entità inventata dall'uomo.

siam messi bene

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Mah, te l'ho già detto in privato e te lo ripeto, ragionando in questi termini secondo me si va poco in là. Tu argomenti con sillogismi e logica laddove regna l'irrazionale e l'impalpabile, in meccanismi che hanno a che vedere con i sentimenti e la necessità di scendere a patti con qualcosa che non si riesce a spiegare. Di nuovo, secondo me confondi nel tuo "odio" la fede con la religione.

Se la pensi così e persisti in questo atteggiamento, per me sbagliato, ma si era capito, hai già la tua risposta. Non so se invidiarti, ma hai già la tua risposta. :bye:

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E' vero ho la risposta. Qualcuno potrà interpretarlo come atteggiamento estremamente supponente e con delirio di onnipotenza. Sarebbe da capire però chi è più supponente, se un ateo o un credente convinto che dio esista ;-) Non ho mai nascosto che se fosse nelle mie possibilità eliminerei ogni traccia di religione e di fede dalla faccia della terra e dalla mente degli uomini...poi starei ad osservare se, anche partendo dagli anni 2000 invece che dalla preistoria o dal medioevo, epoche in cui non si conosceva quasi nulla e la gente non era istruita, se l'essere umano compirebbe o meno lo stesso errore. Purtroppo (per me) e perfortuna per voi ( e per tutti i credenti), non è così.

Visto che tiri fuori ciò che mi dicesti in privato lo faccio anche io :-)

Ti richiedo: se nel Camerun (paese originario della tua ragazza) i cattolici non fossero andati a "convertire" la popolazione, lei adesso sarebbe cattolica? E se il camerun fosse stato invaso culturalmente da un paese musulmano (più di quanto non abbiano fatto con parte della popolazione)? Sarebbe cattolica? E se nessuno fosse andato in Camerun a "civilizzarli", sarebbe cattolica o adorerebbe il "dio gambero"?

Visto che TUTTE le religioni dicono che il loro è il VERO dio, la tua ragazza ( e milioni di cattolici nel mondo) stanno sbagliando? Hanno ragione e sbagliano gli altri?

Qui io non parlo del legittimo sentimento di impotenza dell'uomo nello spiegarsi tutto e nel cercare qualcosa che giustifichi quello che ancora non riusciamo a comprendere, io parlo del fatto che si "adora" o si ha fede in una entità superiore (dio) e questa fede interferisce nel bene e nel male (più nel male, mia opinione, ma la storia dà ragione più a me che agli altri) con la gestione degli stati e con la vita e la politica delle persone. Mi poteva andare bene fino al medioevo, quando ancora credevamo che la terra fosse piatta, non nel 2009. La superstizione è dura a morire.

Piccolo aneddoto divertente: poco prima di pasqua, al lavoro stavo parlando con una collega di D&D, di incantesimi e talenti, di duelli epici ...e di resurrezione. Un paio di altri colleghi sentendoci parlare di tutto ciò ci scherniscono sostenendo l'infantilità dei nostri discorsi. Io ho replicato che almeno noi quando parliamo di resurrezione siamo consci che sia un gioco di fantasia. ;-) Strano ma vero, l'hanno capita e, offesi, se ne sono andati. Non condividerete, ma io ho goduto e la cosa mi ha rallegrato la giornata. :-D

EDIT: dal blog di Italians, una lettera...in tema:

Caro Beppe, le notizie degli ultimi mesi parlano di una catena infinita di condanne a morte in Iraq e Iran e altri stati islamici per "reati" quali il presunto adulterio e l'omosessualità. Dopo l'esecuzione di decine di condanne a morte a seguito di processi farsa contro adolescenti omosessuali e donne adultere in Iran, segnalo 121 condanne a morte negli ultimi mesi in Iraq, tra cui molte donne e minori che non si possono neanche difendere in un processo. La Chiesa Cattolica "fatta anche da quei missionari e quei parroci di frontiera che tanto aiutano i poveri" che ogni volta voi credenti praticanti o atei devoti di destra e di sinistra tirate in ballo per difenderla quando la critichiamo, non ha mosso un solo dito. Non mi meraviglia che il Papa e le gerarchie si alleino con l'Islam contro la depenalizzazione dell'omosessualità e contro la contraccezione, i diritti umani e l'autodeterminazione della donna. E' la morale cattolica, prendere o lasciare. Né che il Cardinal Bagnasco dica che lo scontro di civiltà non c'è ma c'è una battaglia unita dell'Islam e della Chiesa Cattolica contro la modernità, la laicità dello Stato. Ma dove sono quei missionari? Questi non sono morti? Di cattolici "adulti" se n'è visto solo uno in una sola occasione ed è Prodi. Ma gli altri? Non sono vite umane quelle? O non è conveniente difenderle in questo caso? Io non ho visto nessuno stracciarsi le vesti, nessuno mettere i cartelli come si è fatto con Fini dandogli dell'assassino per la sua posizione laica sul caso Eluana. Una volta hai scritto che i cattolici sono in grande imbarazzo di fronte a certe posizioni. Ma possibile che quando avvengono questi massacri, quando si parla di laicità e diritti umani, il valore della vita umana nei credenti, nei sacerdoti e nei religiosi che pur sono parte e sostengono la chiesa improvvisamente soggiace alla convenienza di avere una posizione più opportunista?

Caterina Grando

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Non vedo grande differenza tra un militante religioso (nel senso di "persona che cerca di convertire alla propria fede religiosa") e un militante ateo (nel senso di "persona che cerca di convertire alla propria assenza di fede religiosa"): in entrambi i casi una persona cerca di convincerne altre di un fatto di cui non ha prove scientifiche o comunque inattaccabili.

L'ateismo secondo me non coincide affatto con il "liberarsi" dall'attaccamento a un'idea indimostrabile.

Detto questo, ripeto: birra e pancetta.

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Io non mi devo liberare dall'attaccamento di una idea indimostrabile (per loro, io posso dimostrare l'assenza di un dio, loro non possono fare il contrario...ecco il perché della "fede"); Io vorrei liberare il mondo dall'ingerenza di una idea indimostrabile, è diverso.

In un qualunque paese laico del mondo non stanno ancora mettendo, nel 2009, in discussione la legge sull'aborto. ;-)

In un paese laico NON esiste che una donna vada in un ambulatorio per la "pillola del giorno dopo" e trovarsi davanti un medico "obiettore" che non le permette di avere quello che, PER LEGGE DELLO STATO, è un suo diritto.

birra e pancetta? Attento...che se vincono i musulmani te le scordi entrambe.

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scientificamente non è dimostrabile.

scientificamente non è plausibile

seppur fosse ipotizzabile che in futuro, come per altri fenomeni ad oggi indimostrabili, si possa dimostrarne l'esistenza, allora non è accettabile che possa influire sulla nostra società e sulla nostra vita ora.

seppur si possa ipotizzare una sua "dimostrazione d'esistenza" con metodi ad oggi sconosciuti e non ipotizzabili, vale quanto detto poco sopra.

Se e quando sarà dimostrabile l'esistenza di un dio allora e solo allora se ne potrà discutere. Ma dal momento che tutte le religioni sono state inventate...

Una delle migliaia di cose che mi lascia basito è, tanto per fare un esempio, le critiche che mi furono rivolte da tantissimi quando espressi favore nei confronti dell'omeopatia. Non essendo stata "scientificamente dimostrata" mi sono trovato contro moltissimi di voi. Ebbene, ancor meno dimostrabile è un dio, ma io invece dovrei accettarne le conseguenze?

No grazie.

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Mi sembra un po' un dialogo tra sordi, esattamente quello che si propone di non promuovere il libro che volevo consigliare.

Merin, tu continui a confondere tra fede e religione. Ripeto, NON puoi ribattere a una persona che ti dice "Dio esiste" dicendo "Dio non esiste". Mi sento di sottoscrivere quello che dice Aerys (anche se alla pancetta preferisco la salsiccia). Non c'è alcuna differenza tra il ragionamento di un'estremista religioso e il tuo. "Annientiamoli tutti perché credono/non credono!". Sei pronto a fondare una tua "religione" che neghi tutte le altre "religioni", sostenendo che è l'unica via per la salvezza dell'umanità.

Tornando alla fede, che ritengo sia la cosa più interessante, mi spieghi per quale motivo non dovrei comprendere che la mia ragazza crede in un Dio che un giorno le permetterà di rivedere o di rientrare in contatto con sua madre, quando io cerco di convincermi che sono sufficientemente figo e capace per superare ogni situazione negativa che mi si presenta trovando la forza dentro di me? Nessuna delle due cose è dimostrabile scentificamente, sono "costrutti" artificiali che ci creiamo (che anche tu ti crei) per potercela fare. Qualcuno può chiamarla "Dio", qualcuno "Gino", qualcuno "Io", resta il fatto che la fede è la cosa più umana che esista. E per questo, dal mio punto di vista, merita rispetto assoluto e totale.

Non fa alcuna differenza che la mia ragazza sia nata in un Paese cristiano, piuttosto che in un Paese islamico o in un Paese occidentalista.

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"Plausibile" è relativo alle conoscenze attuali. fino a cent'anni fa non era plausibile pensare di mandare in orbita satelliti. Non dico sia probabile l'esistenza di un dio, dico che basare le proprie posizioni su un assioma a scelta tra "Dio esiste e basta" e "Dio non esiste e basta" e l'altro non fa alcuna differenza, è parimente una presa di posizione arbitraria.

Sul fatto che la non dimostrabilità l'esistenza di un dio renda "sbagliato" preoccuparsene ora, direi che proponi una specie di scommessa di Pascal al contrario: Pascal sosteneva invece che convenga credere che esista e comportarsi di conseguenza. Differenti vedute, in generale evidentemente è ancora maggiore il numero di vecchiette che sperano che il figlio morto in guerra stia bene rispetto al numero di persone che pensano "Birra! Oi! Divertimento!". Naturalmente, forse avrei dovuto premetterlo prima, parlo di fedeli e non per forza di persone che rientrano nelle gerarchie ecclesiastiche.

Che dire? Io non aderisco a una Fede né a una Chiesa al momento, ma non me la sento di dire che l'esistenza delle religioni sia stata un male: le prime religioni sono nate quando servivano per spiegare fenomeni inspiegabili ("Adoriamo il gigante dei tuoni!"), poi hanno assunto il ruolo di guida morale e a volte anche pratica ("Non mangiare carne di porco, figlio!" "Perché mi fa male con questi climi desertici dici? Sai che mi frega!" "No, è per... ehm... perché Dio non vuole!" "Ah, allora ok.") per i problemi della vita. Che poi siano state utilizzate come pretesto per guerre "sante" varie ("Signor Papa, ci sono troppi poveri e non possiamo mantenerli." "Ci penso io: Fratelli, armatevi per la Crociata dei Pezzenti!" "Sìììììì! Evviva il Papa! Coff coff...") è un altro discorso: l'uomo è violento e burocrate per natura, ed è chiaro che una volta resa sufficientemente radicata una struttura sociale ne trovi un'altra da combattere, ma la colpa non è della religione, la colpa è dell'uomo che alla fine non sa dominare l'istinto animale che gli è proprio. E l'istinto dell'uomo è quello della guerra, c'è poco da dire o da fare. L'uomo è una scimmia onnivora combattente, che riesce a utilizzare come pretesto per combattere anche il fatto che in due libri sacri sostanzialmente uguali il protagonista abbia un diverso nome.

Il problema dell'omeopatia secondo me è differente: credi in un dio, fai il bravo e casto, poi magari non esiste e tu hai sprecato molte buone occasioni di farti la tua ragazza prima di sposarti, sia davanti che dietro; credi nell'omeopatia, ti suggeriscono l'ennesimo farmaco miracoloso alle erbe come alternativa a una cura che ha delle controindicazioni, loro intascano (meno delle cliniche farmaceutiche, ma intascano) e tu muori. Io personalmente preferirei adorare il Cetriolo Spaziale (e farmi di conseguenza il bagno nel latte di cocco una volta al giorno per evitare di finire all'Inferno dei Cetrioli) piuttosto che voltare le scarpe perché il dottor Ciro Esposito vuole curarmi la leucemia con il Camomillalex.

Ci sono problematiche con ripercussioni immediate e problematiche con ripercussioni a lungo termine: curarsi rientra nelle prime, scegliere di adottare una particolare condotta morale nella vita rientra nelle seconde. Nel caso io "patissi" (virgolette d'obbligo, perché tanto patire non è) a cinquant'anni la perdita della fede potrei tranquillamente cambiare stile di vita. Nel caso io patissi (senza virgolette) a ventiquattro la stronzaggine di qualche cialtrone, c'è il caso che il becchino non mi faccia uscire dalla bara per chiedere il rimborso dei miei farmaci omeopatici e per provare invece la chemio.

L'omeopatia mi ricorda quelle menate pseudo-new age che producono mezzi uomini e vegetariani vari.

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@raemar: mai sostenuto che con la mancanza di dì fede o di religione l'umanità si salvi.

La differenza tra la fede in un dio per rivedere la priopria madre e la fede in se stessi come nel tuo esempio è che tu, credendo e avendo fede in te stesso sei consapevole che tale fiducia NON ti permetterà di rivedere un parente morto, se non nei tuoi ricordi.

Non mi pare una differenza da poco.

Inoltre la differenzse fra fede e chiesa l'ho sempre vista come una scelta di comodo. Se proprio una differenza ci deve essere e se proprio i fedeli non sono d'accordo né con le regole né con la chiesa stessa e i suoi esponenti, che li rinneghino. Che dichiarino "credo in un dio onnipotente e nella sua opera, ma non nei suoi esponenti mortali e per tale ragione combatto le loro ingerenze e il loro operato". Invece vedo sempre, pur da parte di chi credente critica la chiesa, il papa ecc, una deferenza e un dare importanza a persone che non ne hanno, almeno non dovrebbe averne per chi li critica. Come ti dissi in privato, se uno non è d'accordo con la figura del papa, con ciò che dice e fa e rappresenta...perché non diventa protestante? Resta un cristiano, un credente ed un fedele, ma almeno si dimostra meno ipocrita di chi lo critica tanto ma non fa nulla per dimostrarlo.

@Aerys: io di persone brave e caste che si sono perse l'occasione di tocciare il biscotto davanti e dietro ad una ragazza prima del matrimonio ne ho conosciuta una sola in tutta la mia vita. Di "cattolici" invece ne ho conosciuti migliaia...fai i tuoi conti; è nei fedeli ad una religione che si raggruppa il maggior numero di ipocriti e bugiardi. E non è una opinione, è un fatto.

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Ti dirò, che l'ipocrisia sia maggiore tra chi si pone delle regole è chiaro: le persone arrestate per truffa in un paese dove un maggior numero di attività sono considerate truffaldine saranno sicuramente in numero maggiore rispetto a quelle arrestate per truffa in un paese dove tutto è lecito, no? Senza un codice morale "scritto" è impossibile trasgredire in modo palese, dunque è difficile essere considerati ipocriti. Non giustifico chi predica bene e razzola male, né addito chi non ha un codice morale religioso o meno, dico solo che il motivo per cui inquadri molti più ipocriti nelle categorie "bigotte" è semplicemente una questione logica.

Io di persone davvero praticanti di varie religioni ne ho conosciute diverse, con i pro e i contro del caso. Non ho trovato molto migliore o peggiore il musulmano "analcolico" rispetto al musulmano che si sbronza e fa festa, così come non ho rimarcato troppo la contraddizione insita nel fatto che lo stesso musulmano beone poi non mangi pancetta: credo che esistano vari "gradi di religiosità", e se il musulmano che beve birra ma non mangia bacon è a posto con sé stesso, buon per lui. Non per forza un religioso praticante dev'essere ottuso secondo me, siamo in primo luogo persone. Alcune di queste persone scelgono (o credono di scegliere e invece adottano passivamente in modo "ereditario") di provare a seguire dei dettami morali o filosofici che altri prima di loro hanno codificato. È questa la sostanza, che poi il punto forte di un'ideologia sia la supposta presenza di una divinità o il desiderio di migliorarsi personalmente poco cambia secondo me. Io non aderisco ad alcuna religione come detto, ma sono ideologicamente affine al Budo classico. Ci sono arrivato dopo una decina d'anni di studi, anche se non posso ancora ufficialmente professarmi un adepto di tale filosofia in realtà, perché come tutte le ideologie pone delle condizioni d'ingresso: per i Cristiani si tratta di alcuni sacramenti, per gli ebrei di altri, per quelli di Scientology credo basti noleggiare Top Gun.

Al di là delle motivazioni ufficiali per cui non posso dirmi un praticante, come dicevo è quello l'insieme di regole morali che seguo: non mento, cerco di essere cortese verso chi è più "Anziano" di me (in molti sensi), mi pongo spesso certi quesiti sulla morte e sono arrivato a certe conclusioni, compio attività e "rituali" tipici di una certa ideologia non perché me lo impongano ma perché li accetto, ho una certa attitudine verso le persone e il mondo, che a ben vedere è comune a quella di molti altri in qualche aspetto ma che io scelgo di considerare come aderenza a quel determinato pensiero. Ma so bene che tale codice morale è stato codificato molti secoli fa in un determinato contesto a me lontano: ecco che quando e se avrò le carte in regola da un punto di vista burocratico e formale per dirmi appartenente a questo movimento filosofico non pretenderò di avere il diritto di ammazzare i contadini, perché prendo con le pinze ciò che è stato codificato, lo adatto al mondo che mi circonda. L'importante è la sostanza, l'importante per me è cercare di essere una persona buona, "costruttiva", gentile. Se prendessi letteralmente la cosa sarei un pazzo da internare! ;-)

Penso che un certo grado di libertà personale sia in ogni caso fondamentale: il Credo è secondo me una linea guida, non una rigida e inattaccabile serie di imposizioni. L'Intelligenza che ci permette di ragionare è una Divinità superiore a tutte le altre, e in un modo o nell'altro tutti lo sappiamo. Tutti, Papi o non Papi, circoncisi o meno.

Continuo a credere che ci sia differenza radicale tra Fede e Chiesa, e anzi in molti casi la seconda svilisce la prima. La differenza tra cattolici e protestanti non è solo quella di riconoscere un diverso capo spirituale, quindi dire "Se il Papa non ti sta simpatico diventa protestante" non è una soluzione. O meglio, sembra una soluzione per te che non vedi di buon occhio i cristiani e fai un pochino di tutta l'erba un fascio in quel settore, ma per chi è cattolico o protestante penso sia leggermente differente. ;-)

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Concordo su tutta la linea Aerys. Libertà personale, gradi di religiosità, essere una persona buona e costruttiva a prescindere dall'aver fede o meno in una religione. Completamente d'accrodo. Il problema è che non è così.

Un esempio: quello che avevo fatto riguardo alla legge sull'aborto e sulla pillola del giorno dopo.

Un eccesso: La notizia di oggi al Tg dei due "amanti" uccisi a pistolettate dagli estremisti religiosi su esplicita richiesta dei parenti delle vittime, perché avevano violato le regole della loro religione.

In entrambi i casi vedo poca libertà di pensiero e azione e pochi gradi di religiosità.

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Questa discussione mi pare non porti proprio a niente. Ripeto, dialogo tra sordi. Siamo già al punto in cui si prendono gli esempi e li si rende assoluti, perché non avendo argomenti è più facile dire "ah, ma tu hai detto così" piuttosto che cercare di capire il punto di vista dell'altro.

Potrei dire che la mia visione dell'aldilà o del rapporto coi morti ha molti punti di contatto con quella della mia ragazza, anche se diamo nomi diversi a elementi simili, ma tu potresti dire che la mia è migliore perché mi chiamo Pippo e non Franco o che tutti quelli che hanno una visione dell'aldilà sono dei cog*ioni. La discussione ricomincerebbe daccapo per l'ennesima volta. Oppure potrei mettermi a elencare una infinita serie di esempi che sostengono il fatto che la fede è di tutti, ma ho sinceramente meglio da fare (o quantomeno altro). Anche perché, come tu hai detto, hai già la risposta. E sei immobile. Sinceramente, cosa stiamo a discutere a fare? :-)

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Mi spiace tu la pensi così. Io sono andato già oltre quello che tu dici che io non voglia affrontare essendo già arrivato agli esempi e avendo già una risposta.

Anche tu hai una risposta e non coincide con la mia.

La frase da te citata nel primo intervento: rispettare il dolore è un dovere morale primario.

Già detto e concordo. Nessuno, nemmeno io, ho affermato che non sia da rispettare né che non sia comprensibile. Abbiamo già detto del bisogno dell'uomo di trovare al di fuori di sé qualcosa di più grande che giustifichi gli eventi e spieghi l'inspiegabile. Abbiamo già scritto del fatto che popoli diversi, religioni diverse, persone diverse chiamino con nomi diversi gli stessi concetti, le stesse entità, le stesse speranze.

Abbiamo già evidenziato la separazione che motli fanno fra chiesa e fede e le sue dinamiche.

Abbiamo già detto di come io (o gli atei in genere) possano comprendere il punto di vista di un credente in base ai dubbi, le paure e le speranze e di come pochi (concedimi almeno questo) credenti si sforzino di capire le ragioni degli atei e il perché della loro rabbia nei confronti della chiesa e nei confornti di quei fedeli che comprendono benissimo la separazione fra fede e chiesa ma non spiegano mai, ripeto MAI, cosa fanno o come intendono risolvere le sue ingerenze, le incoerenze e le ipocrisie di tale chiesa.

Dimmi Raemar, perché evidentemente non ho capito, di cosa vogliamo parlare?

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Bè, non lo so, io volevo parlare di un libro, sostenendo che mi è piaciuto e che ne condivido la struttura di base, consigliandolo a chi volesse approfondire una questione per me molto delicata e complicata. Tu, mi pare, hai un po' banalizzato la questione per me molto delicata e complicata, dicendo fondamentalmente che è una cavolata e che non capisci come si possa ritenere la questione molto delicata e complicata (sto evidentemente banalizzando). Devo aver capito male, perché il tuo ultimo commento va in un'altra direzione, direi quasi che siamo d'accordo. :-)

Per quanto riguarda il concederti che i credenti non comprendono gli atei e li guardano dall'alto al basso, questo credo dipenda dall'esperienza personale. Io, ad esempio, sono stato probabilmente più fortunato, non da ultimo con la mia ragazza, ma anche con diversi preti e parroci con cui mi è capitato di parlare nell'ultimo periodo. Tutta questa certezza nella difesa dell'operato della Chiesa non l'ho mai trovata (ammesso che non si intenda per "critica alla Chiesa" dire che il tale esponente o il tale leader religioso è uno str*nzo e non capisce un ******.. in quel caso, credo me la prenderei anch'io al posto loro ;-)).

:bye:

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Allora mi sa che ci siamo fraintesi, almeno in parte. Il mio odio per la chiesa e la comprensione razionale per la fede ma la sua non accettazione come parte preponderante della vita di molte persone non sono fraintendibili. :-D

Il libro che citi non l'ho letto, ho letto l'altro e ho condiviso pienamente la struttura di base e le tesi sostenute da Augias, in molti casi fatti (o eventi che dir si voglia)

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