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Dungeons & Diversità: rappresentazione e tolleranza in Waterdeep: Dragon Heist

Disclaimer: Questo articolo contiene degli spoiler riguardanti l'avventura in questione. Si tratta di piccoli dettagli marginali, ma potrebbero comunque rovinare qualche sorpresa ad un eventuale giocatore.
Waterdeep: Dragon Heist non sarà certamente l'Avventura perfetta, ma compie un ottimo lavoro nel costituire un esempio da seguire in futuro. Che sia il mostrare come gestire un'avventura in un'ambientazione urbana o dire ai DM "hey, non è un problema evitare di far trovare molti tesori, se fornite ai vostri PG cose per cui spendere soldi", potrete notare come questa avventura ci dia molti esempi da seguire, da adattare o su cui ragionare per poi usarli nelle nostre partite. Penso che questa sia la forza principale che Dragon Heist possiede: ogni DM - che sia un veterano o un totale inesperto - può masterizzarla, vivere una serie di sessioni divertenti e acquisire attraverso quest'avventura la preparazione necessaria per ottenere successo in quelle successive. E' evidente il notevole lavoro di preparazione fatto per creare le strade della Corona del Nord.

E' proprio questo punto che ci porta a ciò che tratteremo oggi. Waterdeep: Dragon Heist mostra anche come sia semplice rappresentare persone e prospettive differenti all'interno di una ambientazione, senza rendere questo un problema. La gran parte del lavoro viene svolto semplicemente dal mostrare persone con personalità interessanti, personaggi con cui sia piacevole interagire a partire dal primo momento e, infine, trovare un modo per includere chiunque in questa lista. Sfogliando le pagine dell'avventura potrete trovare persone di ogni sorta.

E tra il Nano con una protesi a forma di balestra ed il Mind Flayers che alleva Divoratori di Intelletto......

...troverete persone come Vajra Safahr, la nuova Bastone Nero. Avendo ereditato il titolo da Khelben Arunsun, ella ora impugna il Bastone Nero da cui questi arcimaghi prendono il loro soprannome. Guidata dagli spiriti dei suoi predecessori, è diventata la nuova Alta Incantatrice di Waterdeep: è una maga capace, ma relativamente nuova al mestiere - viene vista come una sorta di parvenu, sebbene sia decisamente abile nel difendere i propri interessi contro alcuni dei maghi dalla mentalità più ristretta. Viene presentata come una potenziale alleata per il gruppo, ma anche come una minaccia, in base a quali siano le alleanze e le azioni dei PG, ma è anche una donna di colore in una posizione di potere.

La sua storia è molto divertente: è una scavezzacollo assolutamente non preoccupata dall'usare avventurieri o risorse esterne per fare in modo che un lavoro venga completato - ma è fantastico come si trovi in una posizione di potere e che venga così apertamente riconosciuta/accettata nel gioco. E' un grande passo verso la visibilità, ed è un passo avanti per far percepire come il gioco sia aperto a chiunque. E' vero, nella vostra immaginazione potrete essere chiunque vogliate - ci sono elfi dalla pelle grigia e bambini tiefling rossi che corrono in giro per le strade, per esempio, ma lasciatemi dire che vedere voi stessi rappresentati in una illustrazione ufficiale rende decisamente più semplice l'immedesimazione.
Come nel Capitolo 2, dove in mezzo ai negozi di Vicolo Trollskull troverete Avi e Embric, una coppia di genasi, rispettivamente dell'acqua e del fuoco. Avi è un abilissimo creatore di armature che lavora per lo Spendido Ordine degli Armaioli, dei Fabbri e dei Gioiellieri, mentre Embric è un mastro forgiatore di armi, che dichiara di discendere direttamente dagli efreet del Calimshan. E il solo fatto di aver mostrato una coppia omosessuale sposata come PNG svolge un lavoro fondamentale. E' una piccolissima sezione del libro e non influisce particolarmente sullo sviluppo della storia, giusto? Ma trovarli specificatamente e intenzionalmente in quel luogo ci dice molto sul mondo.
Afferma chiaramente "sì, le coppie omosessuali non sono perseguite a Waterdeep, il matrimonio gay è legale e potete tranquillamente mostrare in pubblico la vostra sessualità, senza preoccuparvi di dover nascondere qualcosa" tra le altre cose. Perché che mostriate o meno esplicitamente dei personaggi omosessuali (o bisessuali, o transgender, o di una etnia differente, o con corpi diversi...) nelle vostre partite, i vostri giocatori che si identificano con loro immagineranno che ci siano. E quindi inizieranno a cercarli. E nel caso che non dovessero trovarne, riceverebbero comunque un forte messaggio: se non vengono menzionati, vuol dire che devono nascondersi? Che non esistono? Quali sono i segni di un personaggio segregato o che non vuole affermare sé stesso? Che lo facciate intenzionalmente o meno avrete detto qualcosa sul vostro mondo. Lo so, sembra che io stia montando un caso troppo grande su un piccolo dettaglio e qualche frase, ma è una grossa parte del motivo per cui penso che questo argomento sia così importante e perché questi articoli continuino ad uscire.

Sono caselle di testo come questa, che dicono esplicitamente "hey, siete i benvenuti qui, a questo tavolo/partita/community", che esprimono uno degli aspetti migliori su D&D. E' un gioco per qualunque persona. E' un gioco per tutti. Che siate timidi e stiate cercando di trovare il vostro posto nel mondo oppure un attore che ha recitato in Hackers; che siate un poliziotto che spende il tempo tra una macchina fermata e l'altra inventandosi dei dungeon o, ancora, Dame Judi Dench, potrete certamente giocare a Dungeons & Dragons.
Ma uno dei risultati migliori degli sforzi in tal senso è  stato quello di inserire una più ampia rappresentazione di ogni genere di personaggio in questa avventura. Come il sopracitato nano con mano a balestra, che sarà un nemico implacabile che i personaggi dovranno probabilmente affrontare.

O magari preferite il Costrutto Magico ispirato a Don Chisciotte, ossia il Nimblewright, che è pesantemente coinvolto nella ricerca della Pietra di Golorr, un Aboleth trasformato magicamente che vi svelerà molti segreti, cercando di "rubare" la vostra mente.

O le facce amichevoli che potrete incrociare alla locanda del Portale Sbadigliante, pronte a scambiare storie e a condividere suggerimenti, pettegolezzi e, in certi casi, a darvi una mano.

Magari cercate di tenere d'occhio Meloon Wardragon, il suo cervello è stato segretamente mangiato da uno dei Divoratori di Cervelli di Nihiloor ed ora è un agente dormiente per la Gilda di Xanathar.
E questo è solo una piccola parte dell'enormità di persone differenti ed interessanti che potrete trovare in Waterdeep: Dragon Heist.
Link all'articolo originale:
http://www.belloflostsouls.net/2018/09/dungeons-and-diversity-representation-and-tolerance-in-waterdeep-dragon-heist.html  
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Scuole del Mago - Parte IV

Scuole del Mago IV (24 Settembre)
NECROMANZIA
Eccoci qui, il grande male della magia arcana, la classica scuola del malvagio, la necromanzia. Da dove vengono tutti i non morti presenti in un dungeon che non sia stato il luogo di qualche evento tragico o che abbia un legame con l’energia negativa? Ora lo sapete.
Tuttavia, c’è molto di più nella necromanzia rispetto al semplice animare dei morti come servitori, e i necromanti non sono necessariamente malvagi, persino quelli che creano creature non morte.
Ridotta alla sua essenza fondamentale, la necromanzia è una scuola incentrata sulla manipolazione delle forze sia della vita che della morte. Sebbene ciò includa il far muovere i cadavere e far soffermare gli spiriti in questo mondo, oltre a controllare il loro comportamento, comprende anche il canalizzare grandi quantità di energia negativa per debilitare gli altri (alcuni sostengono che dovrebbe includere anche una manipolazione positiva dell’energia), il minare gli stessi processi biologici allo scopo di indebolire i nemici, le alterazioni minori nei corpi di non morti e morti, e l'indurre la paura primordiale negli altri. La necromanzia è anche la residenza della maggior parte degli effetti che causano la morte, i quali canalizzano potenti quantità di energia negativa per uccidere i nemici in un istante, se questi non riescono a resistere.
Quindi, da un punto di vista esterno, è facile capire perché la maggior parte della gente supponga che sia una scuola di magia totalmente malvagia. Tuttavia, bisogna ricordare che incantesimi distruttivi e letali possono essere trovati in ogni scuola, non solo in quella di necromanzia. Inoltre, la “natura malvagia” del creare non morti varia a seconda della cultura e dell’ambientazione. La maggior parte della gente la vede come una profanazione dei morti, oppure come un qualcosa che porta via la libertà e la volontà a degli esseri senzienti, schiavizzandoli con la magia (o vincolando la volontà di non morti intelligenti, o legando l’anima di una persona riportandola indietro nel proprio corpo). C’è anche la questione delle anime dei morti, che a causa della non morte vengono tenute distanti dalla destinazione finale che dovrebbero raggiungere.
Come il vostro necromante non malvagio faccia pace con queste problematiche è una vostra decisione. Potrebbe non creare mai dei non morti per principio, ma controllarli solo per allontanarli quando viene attaccato, e rivoltarli contro qualsiasi padrone oscuro essi abbiano. Ci sono in effetti dei necromanti bianchi che dedicano la loro vita a distruggere i non morti e a proteggere i vivi dai malvagi.
Naturalmente, altri scelgono di abbracciare il male, rianimando un seguito personale di servitori, sia privi di intelligenza che senzienti.
Nelle società disponibili ad accettarli, i necromanti possono trovare lavoro come esperti negli affari che riguardano i non morti, sia ostili che a volte amichevoli. Se l’area locale tollera i non morti, potrebbero benissimo essere i responsabili di una forza lavoro instancabile, o potrebbero usare il loro potere per indebolire i vivi allo scopo di farli lavorare nelle carceri, indebolendo la forza dei prigionieri ribelli, (o schiavi) senza ucciderli. Indipendentemente da ciò, i necromanti trascorrono molto del loro tempo nella ricerca, cercando di scoprire i misteri della morte e come utilizzare questi ultimi nella loro magia.
Nell’ambientazione di Golarion, la Necromanzia è associata alla virtù della temperanza, rispecchiando il modo in cui i non morti non hanno alcun bisogno reale, e il come teoricamente ci si possa sostentare solamente manipolando le magie della vita. Tuttavia, nella sua forma corrotta, è associata al peccato della gola, poiché i non morti sono consumati da fame e desideri che non hanno utilità per loro, consumando senza ottenere dei benefici.
La prima cosa che imparano i necromanti è che ottenere il controllo dei non morti è il primo passo per non morire quando ci si trova al loro cospetto. E così imparano a canalizzare un impulso di energia allineata negativamente, non dissimile da quella di un chierico malvagio, per lo scopo esplicito di legare i non morti alla propria volontà o di farli fuggire alla propria presenza. Entrambe le versioni sono comode, ma hanno un’utilità molto diversa.
Come ulteriore livello di autodifesa, imparano anche come indurre la paura con un tocco, infondendo un gelo temibile nel bersaglio per fare in modo di accrescere la loro paura, persino incrementandola fino a farle raggiungere uno stadio superiore.
L’energia positiva e negativa sono entrambe campo di studio dei necromanti che imparano a percepirle, diventando in grado di individuare i vivi e i morti con precisione millimetrica entro un breve raggio, una capacità molto utile quando si combattono nemici invisibili, oltre a poter distinguere chi è vivo e chi non lo è.
I necromanti possono svolgere abbastanza facilmente il ruolo di coloro che indeboliscono o infliggono danni ai nemici, tramite una sparsa manciata di incantesimi di utilità e di incantesimi di controllo inseriti nella loro lista come buona misura. Se si sceglie di fare un personaggio che ha in mente la creazione di non morti si condivide anche il ruolo di evocatore, dato che si può essere in grado di fornire scudi di carne in un solo instante. Tuttavia, a meno che non siano molto fortunati, i loro tirapiedi non saranno per niente versatili come le creature evocate. I blocchi di statistiche per scheletri e zombie saranno i vostri migliori amici durante i primi livelli.
Indipendentemente da quanto siano buoni o cattivi, non è una cosa probabile che i necromanti siano considerati affidabili nella maggior parte delle società, che li vedono dei praticanti di magia oscura. Che si superi quella sfiducia o si continui ad avanzare nonostante la sua esistenza, essa sarà una delle più grandi sfide per questi maghi, siano essi maghi o arcanisti.
 
Apparentemente, l’Accademia per Maghi Oparo insegna solo negromanzia bianca. Tuttavia, persistono delle dicerie che parlano di affari oscuri nella scuola. Alcuni sostengono che gli studenti di evocazione stipulino patti oscuri per ottenere il potere, ma altri credono che avvengano lezioni segrete sulla rianimazione dei morti, con o senza la benedizione dell’Accademia.
Con i resoconti di un orribile pipistrello non morto che terrorizza la città, e il distretto dei templi non in grado di trovarlo e nemmeno di spiegare la sua natura, il magister ha invitato un necromante ad esaminare la situazione. Tuttavia, molti si chiedono se questo mago sia la soluzione al loro problema, o se ne sia la causa. Solo il tempo lo dirà, a meno che un gruppo di investigatori assunto in privato da una delle chiese scopra la verità per primo.
Indossando un anello che, se si deve credere alle voci, contiene delle anime perdute, il Conte Nahandir domina la sua terra con il pugno di ferro. Gli unici visitatori che riceve sono quelli in viaggio per affari, e non assume servitori, creando i propri tramite i corpi dei condannati. Per quanto ne sa la sua gente, non ha mai causato gravi danni con la sua oscura magia, ma essa prova comunque nervosismo nel vedere arrivare cadaveri che riparano gli argini, o che sciamano sui banditi e attaccano i mostri.
 
 
TRASMUTAZIONE
Come ultima delle scuole base di magia non universaliste, vi presento Trasmutazione.
Classificabile facilmente come una delle scuole più variabili, la trasmutazione è semplicemente la magia che prende le cose che già esistono e permette di alterarle in vari modi. Può trattarsi di alterazioni minori, l'aggiunta di nuove proprietà agli oggetti come un effetto magico sulle armi o il miglioramento degli attributi mentali o fisici dell’utilizzatore (per non parlare della possibilità di applicare il contrario ai nemici); oppure possono essere più drammatiche, il cambiamento del fisico di un soggetto allo scopo di concedere nuove abilità o forme di attacco e difesa, accelerando o rallentando il tempo per il soggetto, o persino infondendo alla materia la possibilità di movimento, causando tremiti minori o facendo in modo che le sostanze vegetali o minerali colpiscano i nemici. Gli incantesimi di livello più alto permettono persino all'incantatore di trasformare se stesso e gli altri in potenti forme da battaglia che assomigliano a potenti bestie o esseri ultraterreni, o forse trasformano i nemici in creature innocue. Uno degli incantesimi più potenti di trasmutazione può trasformare quasi istantaneamente in polvere un nemico, e in effetti, gli incantesimi di trasmutazione più forti possono trasformare una sostanza in un’altra, o persino gli esseri viventi in materia inerte e viceversa, mentre altri possono alterare forze fondamentali come il tempo atmosferico, la gravità, o anche il tempo stesso.
Come potete vedere, tra tutte le scuole, poche offrono tante opzioni offensive, difensive e di utilità come trasmutazione. La maggior parte dei maghi non si sognerebbe mai di sceglierla come una scuola di opposizione, a meno che non fossero assolutamente sicuri della loro capacità di eguagliarla tramite le altre scuole. I trasmutatori, il nome con il quale sono chiamati i maghi di questa scuola, trovano facilmente impiego in una moltitudine di potenziali lavori, in particolare nella creazione di oggetti magici, dal momento che molti usano gli incantesimi di trasmutazione come parte delle loro esigenze di artigianato. Altri potrebbero trovare lavoro come ingegneri civili e architetti, che comandano letteralmente ad acqua e terra di separarsi e spostarsi per consentire l’inizio di nuove costruzioni. Inoltre, i trasmutatori appaiono accanto agli invocatori sul campo di battaglia, deformando il terreno per ostacolare i nemici e potenziando le armi e gli alleati.
Nell’ambientazione di Golarion, la trasmutazione è associata al peccato dell’avidità, che rappresenta il modo in cui un avido trasmutatore può costantemente mettersi al lavoro per trasformare gli oggetti attorno a lui senza valore e da lui considerati indesiderati in cose che vuole e di cui ha bisogno, per non parlare del classico desiderio di trasmutare i metalli comuni in metalli preziosi. Viceversa, un buon esempio di trasmutazione è quello associato alla carità, trasformando la miseria in ricchezza, usando il proprio potere di alterare il mondo a beneficio degli altri.
Utilizzando in modo sottile la magia per migliorare il proprio corpo, i trasmutatori padroneggiano rapidamente una riserva di potenziale che possono applicare a uno dei loro tratti fisici o mentali, rafforzandolo, anche se possono cambiare il tratto che migliorano ogni giorno. Man mano che acquisiscono sempre più maestria essi aumentano anche in esperienza riguardo a questi usi, e così il più affinato di questi maghi impara a rafforzare due attributi in una sola volta.
Dirigendo un proiettile della grandezza di pugno grazie alla pressione telecinetica, questi mistici imparano a colpire i nemici da lontano come forma di autodifesa.
Sebbene non per la stessa durata di quella granatita degli incantesimi che cambiano la forma, questi maghi imparano anche come trasformarsi brevemente in forme bestiali o elementali, la forza e la diversità delle forme sono determinate dalla loro maestria, ottenendo la forza, la mobilità o altri benefici dalle forme scelgono.
Con una delle più variegate liste di incantesimi, i trasmutatori sono ben impostati per essere i padroni del potenziamento, dell’indebolimento dei nemici, del controllo sul campo di battaglia e dell’utilità, al prezzo di un potenziale d’attacco inferiore. Ricordate solo che, sebbene la trasmutazione abbia una delle più vaste liste di magie tra cui scegliere, i maghi hanno solamente un numero limitato di slot di incantesimo ogni giorno. Quindi è importante scegliere degli incantesimi basati sulle sfide che essi dovranno affrontare, così come diversificare l’arsenale dei propri incantesimi scegliendone altri che appartengono a diverse scuole di magia.
Chiamata la “Madre” dai suoi simili wyrwood, Tukrira ha da tempo fatto propria la missione di far proliferare e perpetuare la vita da costrutti che caratterizza la sua razza. Quando non costruisce membri della sua specie, spesso benedice la sua gente con vari effetti magici, rafforzandoli con benefiche trasmutazioni di lunga durata.
Una terrificante parodia degli angeli crudeli dei testi antichi, eppure davvero un essere divino, Begapagul è una fauce gorgogliante mezza-celestiale e appare con delle ali luminose, oltre a possedere numerosi occhi e bocche. Pochi possono comprendere questo folle rappresentante del bene, anche se secondo un certo diario ascoltare la lingua della creatura può portare ad una maggiore comprensione della composizione del Multiverso, un vantaggio considerevole per ogni aspirante trasmutatore.
Per secoli, alchimisti e trasmutatori hanno tentato di imparare i segreti della pietra filosofale e di creare dell’oro dal piombo. Tuttavia, una recente pubblicazione ha postulato una teoria secondo cui la difficoltà di elevare elementi “bassi” ad elementi “alti” risiede in particolare nella loro percezione in quanto tale. Cioè si afferma che trasmutare metalli “preziosi” sia difficile solamente a causa dell’opinione collettiva che tali materiali sono più pregiati di altri, che sono importanti perché sono rari. La maggior parte delle accademie arcane considera l’articolo una ciarlataneria, ma dato che la magia dell’ombra attinge dalla percezione per alterare la realtà, forse in esso c'è del vero?

Link agli articoli originali: http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/153647585320/class-feature-friday-necromancy-school-wizard
http://dailycharacteroption.tumblr.com/post/177610766815/class-feature-friday-transmutation-school-wizard
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Nuove informazioni su Guildmaster's Guide to Ravnica

Come vi avevamo già accennato qualche tempo fa, Guildmaster's Guide to Ravnica sarà il primo supplemento ufficiale di D&D 5e dedicato a una ambientazione di Magic, ovvero Ravnica. Contrariamente ad altre conversioni, infatti, rilasciate solamente in versione PDF (in questo nostro articolo potete trovare i link a tutti i PDF di Magic rilasciati fin ora), Guildmaster's Guide to Ravnica sarà pubblicato in versione cartacea il 20 Novembre 2018.
Grazie al sito EN World, che ha raccolto le informazioni rilasciate dalla WotC attraverso interviste, podcast e video su Youtube, possiamo conoscere qualche dettaglio in più sul contenuto del manuale.
Guildmaster's Guide to Ravnica è fino in fondo un manuale di D&D per giocatori di D&D. In particolare, mentre Magic: the Gathering è celebre per usare i 5 colori rosso, verde, blu, bianco e nero all'interno del suo metagioco (anche se il testo nelle carte non parla mai di loro in maniera diretta), essi non avranno alcuna rilevanza in Guildmaster's Guide to Ravnica. Le Gilde di Ravnica, infatti, sono definite in base alla loro filosofia, non in base al colore. L'ambientazione si focalizzerà sugli avventurieri, non sul gioco di Magic: the Gathering.
(NdSilentWolf: se proprio desiderate introdurre un sistema di magia che ricorda il Mana di Magic, tuttavia, vi posso proporre queste mie linee guida del tutto non ufficiali, inserite qui di seguito sotto spoiler)
  Le Gilde di Ravnica servono sia come forma di governo, che come organizzazione volontaria. Esse si scontrano tra loro a causa delle differenti filosofie e dei differenti obbiettivi, spesso in totale contrasto fra loro. Il tradizionale potere magico in grado di mantenere la pace è il Patto delle Gilde (Guildpact). Attualmente il Patto delle Gilde esiste grazie a un uomo il quale, tuttavia, si trova spesso su altri piani, lasciando Ravnica in balia degli intrighi delle Gilde e di conflitti pieni di tensione.
  La Gilda è la lente attraverso la quale i personaggi osservano il mondo. Un giocatore può selezionare una Gilda al posto di un Background. Le Gilde hanno maggiormente a che fare con l'esplorazione e con l'interazione sociale, più che con il combattimento. Esse garantiscono Abilità, capacità speciali e contatti con alcuni PNG. Il DM guarda alle Gilde dei PG e crea una campagna riguardante le Gilde oppositrici. I consigli presenti nel manuale riguardano cose come utilizzare le Gilde buone come avversari, complotti per ostacolare i personaggi, PNG e mostri tipici da usare, e quali luoghi si adatterebbero alla campagna. Le scelte messe a disposizione dei giocatori riguardo alle Gilde e i consigli per il DM forniscono assieme una solida direzione verso cui condurre una campagna.
  James Wyatt ha fornito una breve descrizione delle Gilde. La Legione di Boros (The Boros Legion) è composta da paladini, maghi in armatura che brandiscono il fuoco e da forze militari. Lo Sciame Golari (The Golari Swarm) è composto da elfi che abitano nelle fogne e che vivono nell'oscurità, utilizzando insetti e brandendo la necromanzia. La Conclave di Selesnya (The Selesnya Conclave) è un culto che parla con una voce e che prova a convertire gli altri. La Casata Dimir (Dimir House) è composta da spie e assassini. Il Sindacato Orzhov (The Orzhov Sydicate) è una combinazione tra crimine organizzato, una banca e una chiesa. La Lega Izzet (The Izzet League) è la casa degli inventori e conduce grandi esperimenti. Il Clan Gruul (The Gruul Clans) combina ardenti emozioni con una connessione al mondo naturale espressa attraverso clan barbarici. Il Senato Azorius (The Azorius Senate) governa Ravnica e fa rispettare la legge. Il Culto Rakdos (The Cult of Rakdos) è un circo basato su un culto demoniaco. L'Alleanza Simic (The Simic Combine) padroneggia la scienza della vita, ed è profondamente interessata alla modificazione del corpo e alla creazione di creature ibride.
  I giocatori di D&D beneficeranno di una pletora di nuovi contenuti e di nuove regole. Il numero di nuovi mostri eguaglia quasi quello di Mordenkainen's Tome of Foes. Alcune regole playtestate negli Arcani Rivelati fanno il loro debutto in Guildmaster's Guide to Ravnica, comprese alcune razze (centauri, minotauri, loxodon, Simic hybrids, vedalken e viashino), il Dominio dell'Ordine per il Chierico e il Circolo delle Spore per il Druido. Il design della città di Ravnica fornisce descrizioni locali e informazioni a livello delle strade, piuttosto che fare descrizioni quartiere per quartiere. Le mappe sono isometriche e hanno un aspetto dipinto.
  I Mostri di Ravnica possono essere facilmente riutilizzati in altri mondi di D&D. Il circo di Waterdeep che troviamo in Dragon Heist può essere riempito con mostri provenienti da Ravnica. E il Culto Rakdos potrebbe in realtà essere quel circo. Le regole dell'inseguimento descritte in Dragon Heist potrebbero essere usate in Ravnica. Fonte
Articolo di EN World "New D&D Monsters and more in Guildmaster's Guide to Ravnica
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Sondaggio sui Marchi del Drago

L'ultima volta gli Arcani Rivelati hanno esplorato il modo in cui creare un personaggio che reca su di sé un Marchio del Drago, un sigillo mistico che appare sulla pelle. Questa è la vostra opportunità per aiutarci a determinare la loro forma finale! Ora che avete avuto la possibilità di leggere e di riflettere su queste regole, siamo pronti per conoscere la vostra opinione su di esse nel seguente Sondaggio. Il Sondaggio rimarrà aperto per circa tre settimane.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
Arcani rivelati: marchi del drago
sondaggio: marchi del drago
Link all'articolo originale:
http://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/survey-dragonmarks
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Sondaggi sulle Ascendenze e sulle Classi

Creare un processo di playtest per un gioco complicato quanto Pathfinder è stata una sfida in sé e per sé. Sebbene sapessimo che avevamo bisogno di dati di gioco consistenti da tutti voi, il che ha assunto la forma di L’Alba del Giorno del Destino, volevamo anche raccogliere il più ampio insieme possibile di feedback basati non solamente sulla vostra esperienza al tavolo, ma anche sul tempo che avete trascorso leggendo il manuale, creando i personaggi e sognando nuove avventure.
Dunque oggi lanceremo i nostri primi Sondaggi di Feedback sul Gioco, iniziando con il Sondaggio sulle Ascendenze e sui Background e con l’enorme Sondaggio sulle Classi. Ma prima che accorriate a svolgere questi sondaggi, ci sono alcune cose che dovreste sapere.
Per prima cosa, dovreste sapere che potete compilare ciascuno di questi sondaggi una sola volta, anche se potete scegliere di uscire da uno di essi e poi tornare a completarlo successivamente (fino a quando non chiuderemo i sondaggi alla fine del playtest). Ciò potrebbe risultare particolarmente utile per il Sondaggio sulle classi, che è abbastanza lungo e potrebbe risultare difficoltoso da terminare in un’unica sessione, e che risulta anche diviso in sezioni per ciascuna classe.
In secondo luogo, non siete obbligati a rispondere a ciascuna delle domande di questi sondaggi. Il Sondaggio sulle Classi vi chiede se desiderate lasciare un feedback su una classe prima di mostrarvi le domande correlate alla stessa, permettendovi di saltare totalmente delle classi se pensate di non avere alcun feedback da rilasciare sul loro tema oppure sulle loro meccaniche. Potete anche saltare quelle domande che pensate non siano rilevanti in relazione alla vostra esperienza (nonostante abbiamo provato a fornire opzioni di risposta che vi permettano di chiarire anche questo).
Infine, sebbene non dobbiate rispondere ad ogni domanda, risulta comunque importante che arriviate fino alla fine del sondaggio, poiché ci sono molte domande importanti che vengono poste solo in un momento successivo.
Dunque, se pensate di essere pronti, procedete pure e iniziate a compilare i sondaggi utilizzando i seguenti link! Non vediamo l’ora di sentire cosa pensate!
Sondaggio sulle Ascendenze e sui Background | Sondaggio sulle Classi
Se avete dei commenti maggiormente aperti oppure dei feedback, potete compilare i seguenti sondaggi per fornirci dei commenti più dettagliati sulle regole.
Sondaggio a Risposta Aperta sulle Ascendenze e sui Background | Sondaggio a Risposta Aperta sulle Classi
Continuate a seguirci nelle prossime settimane durante le quali aggiungeremo ancora altri sondaggi a quelli già rilasciati, che vi chiederanno la vostra opinione su varie meccaniche di gioco e sul design dei mostri!
Una Nota sui Playtest
Giusto per ricapitolare alcune delle cose di cui abbiamo parlato durante lo stream della Paizo su Twitch lo scorso venerdì, voglio spendere un momento per parlare del playtest inteso come processo. Alcuni di voi hanno iniziato ad accorgersi che l’avventura L’Alba del Giorno del Destino risulta differente da quelle alle quali siete abituati. Ciò è intenzionale poiché ciascuna delle parti della stessa è pensata specificamente per mettere alla prova uno o più degli aspetti del gioco. Ciò significa che potreste notare degli incontri con un medesimo tema che vengono ripetuti più volte a diversi livelli di sfida oppure che ciascuno degli incontri in una delle parti dell’avventura potrebbe condividere un elemento comune. Ciò potrebbe anche significare che alcuni combattimenti sono ben oltre un normale grado di sfida.
Creare la miglior versione di Pathfinder che possiamo significa trovare i punti in cui l’attuale sistema si può rompere. In alcuni casi, abbiamo bisogno che siate voi a farlo, così che a noi sia possibile determinare dove si pone quella linea. Ma risulta egualmente importante al fine del processo di raccolta dei dati che i partecipanti al playtest non sappiano quali siano questi obiettivi fino a quando il test non è finito, poiché farlo significherebbe falsare i risultati.
Il team di design offre i suoi più sinceri ringraziamenti a tutti coloro che ci aiuteranno in questo processo rigoroso. Promettiamo che pagheremo le resurrezioni e le sessioni di terapia dei vostri poveri PG una volta che tutto questo sarà terminato.
Jason Bulmahn,
Direttore del Game Design
Unitevi ai designer del Playtest di Pathfinder ogni venerdì durante il periodo di playtest sul nostro Canale Twitch per ascoltare l’intero processo e chattare direttamente con il team.
Link all’articolo originale: http://paizo.com/community/blog/v5748dyo6sg9c?Ancestry-and-Class-Surveys
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Conflitto di stupidità

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raemar

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Ci sono cose che mi sento di consigliare, apertamente. Queste cose finiranno qua.

La prima è un libro, che ho letto di recente (andrò controcorrente, ma dico "Dio benedica i viaggi in treno!"): Inchiesta sul Cristianesimo. Come si costruisce una religione, di Corrado Augias e Remo Cacitti (quest'ultimo professore di Letteratura Cristiana Antica e di Storia del cristianesimo antico all'Università di Milano).

Il titolo dice a sufficienza sul tema del libro: Augias e Cacitti cercano (o meglio Cacitti grazie alle domande di Augias cerca) di ricostruire il percorso che ha portato all'affermazione planetaria di una corrente del Giudaismo per diversi anni minoritaria e ritenuta eretica, il Cristianesimo appunto. L'approccio è storico, la struttura è giornalistica, con l'intervistatore che gioca il ruolo dell'uomo della strada che pone domande anche apparentemente stupide allo studioso.

Personalmente ritengo che sia un libro che difficilmente lascerà il lettore fermo immobile sulle sue posizioni. Soprattutto per questo mi sento di consigliarlo. Sia ai credenti, che in molti casi hanno perso di vista quello che è il nucleo di una religione (di una qualunque religione), sia ai non credenti, che spesso pretendono di ragionare sullo stesso piano del credente non credendo (e quindi partono già sconfitti per principio). C'è una bellissima frase scritta all'inizio del Novecento da tale Salomon Reinach in merito all'insegnamento della religione a scuola: egli auspica l'inserimento della "storia delle religioni" tra le altre materie, sostenendo che in questo modo gli studenti "invece di dire 'io credo', oppure 'io non credo', [...] potranno dire in certo modo 'io so'". Esiste modo migliore di spiegare questo libro?

Il libro su IBS

Un paio di citazioni che esprimono concetti che, a mio parere, dovrebbero essere centrali in ogni discorso sulla religione (e che definiscono anche incredibilmente bene quello che è il mio approccio.. nuovamente, è bello trovare qualcuno che esprime in certo modo quello che tu pensi).

Lei definisce "fatti" quelli che preferirei chiamare "eventi". Credo, infatti, tanto per spiegarmi, che nella vita di ciascuno di noi vi siano degli eventi, per esempio le emozioni, che sono certamente, e talora gioiosamente o dolorosamente, reali, ma non fattuali: io posso provare un sentimento anche travolgente, che può provocare conseguenze concrete e reali, ma che, in se stesso, non è registrabile come un "fatto". Pensi, tanto per portare un esempio, all'innamoramento: certo, ne posso misurare le conseguenze, ma in sé l'evento resta inconoscibile.

Le religioni, in fondo, poggiano su due motivazioni fortissime: alleviare le sofferenze psicologiche, dare una speranza che non tutto finisca con la morte [...].

Non lo sottovaluti. Questi bisogni esistono, la sofferenza è reale, la speranza necessaria. Sono andato a Lourdes una sola volta. Dopo aver visto decine di migliaia di persone in quelle condizioni, mi sono rafforzato nella convinzione che rispettare il dolore è un dovere morale primario.

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26 Commenti


Commento consigliato



Io continuo a non riuscire a comprendere.

Ho letto Inchiesta su Gesù di Augias, non ancora questo che citi.

Non riesco a farmi una ragione del fatto che milioni di persone condizionino la propria vita e quella degli altri, e le leggi di interi stati sulla base di una invenzione.

Soprattutto quando nessuno ne rispetta le regole. NESSUNO; e tutti loro pretendono che tutti lo facciano: siamo condizionati da persone che credono ad una cosa inventata di cui non rispettano nemmeno le regole da loro stessi inventate.

Non lo accetto.

Non ci riesco.

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Mesi or sono ho letto "Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)" di Odifreddi, rimanendone piacevolmente affascinato.

Ero indeciso se acquistare "Inchiesta sul Cristianesimo" perchè ancora non avevo avuto chiari segnali del contenuto.

Ecco la motivazione che mi mancava. ;-)

P.S.

Ma i blog su DL non dipendono comunque dal regolamento? (nel senso: visto che qui si parla di religione, non si rischia di essere "Moderati"? )

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E' un libro che mi è stato consigliato, a differenza de "L'inchiesta" di cui parla Merin, da una persona che stimo moltissimo per la vastità delle sue conoscenze.

L'ho preso, ho cominciato a leggerlo.

Ma non sarei sicuro sul "non lasciare immobile il lettore": dipende dal punto di partenza del lettore... diverse parti che dovrebbero scandalizzare sono scandalosamente cose che dovrebbero essere patrimonio di tutti, e invece... :-)

Il mio prossimo obiettivo è riuscire a farlo leggere almeno a mia madre: ultimamente discutiamo spesso di religione e noto che qualche sua certezza sta cominciando lentamente a sgretolarsi. Ma per colpa degli uomini. Non del bisogno di speranza, che ho anche io.

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Il problema è che questo genere di libri li legge solo chi:

è ateo

è agnostico

non è credente ma ha dubbi

è credente ma ha dubbi

...la quasi totalità dei credenti che conosco e che ho conosciuto liquida questi libri come tentativi patetici di non credenti di mettere in dubbio la vera fede.

Tutti coloro a cui, di persona, ho proposto la lettura di tali libri, mi guardavano condiscendenti come per dire "puaar frut" che in friulano rende molto di più, come espressione, della sua letterale traduzione in italiano, ovvero "povero ragazzino".

La cosa buffa (per me veramente ridicola) è la certezza di questi credenti (cattolici, mussulmani, ebrei, non importa chi) convinti che gli atei (o comunque i dubbiosi) esistano solo per rompergli le balle, che siano in torto, nonché da compatire (quando va bene), o eliminare (quando gli va meglio).

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Io dico: credi in quello che ti pare (a meno che sia provato il contrario), non credere in quello che ti pare (a meno che sia provato), non rompere le balle a me e campa pure cent'anni.

Finché non mi privano ("privano", non "diffidano") della pancetta alla griglia, della birra, del sesso libero e dei robot io sono tollerante con tutti. :bye:

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Beh, al momento onestamente non mi sento defraudato: faccio un po' quello che mi pare, vivo secondo un codice che mi sono scelto. Comporta dei sacrifici, soprattutto perché sono immerso in una realtà che non calza a pennello a chi la pensa come me, ma mi ritengo abbastanza libero da imposizioni da parte di "Quelli".

EDIT - Niente è più ampio di birra e pancetta. :cool:

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Vedo che siamo sotto l'occhio vigile degli amministratori, non me l'aspettavo. :-)

Comunque, come ho già detto credo che il libro sia utile soprattutto per ampliare un po' gli orizzonti di entrambe le parti, o meglio per cambiare il baricentro della discussione, distinguendo chiaramente tra "fede" e "religione". Shar a mio parere ha colto nel segno parlando di "speranza", che in fondo, con nomi diversi, tutti noi abbiamo e che, per questo, è a mio parere degna di tutto il rispetto del mondo e pienamente comprensibile e condivisibile (in ogni sua forma).

La "religione" è un'altra cosa, e secondo me non è un caso che la figura più importante citata dal libro per l'affermazione del Cristianesimo (o meglio per il suo "sdoganamento") sia un imperatore che poco aveva di religioso (tant'è vero che pare sia stato battezzato solo sul letto di morte).

Che poi questa distinzione, per me (e per il libro) fondamentale, dia il via a considerazioni uroboriche* del tipo "è nato prima l'uovo o la gallina?", può essere vero, ma questo è un discorso molto ampio che temo non si possa fare qui sul forum. ;-)

* questo aggettivo fa il paio con "surmolotto". Ah, come siamo colti (o corti, non ricordo)! :-D

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Speranza.

Su chi o cosa andrebbe riposta?

Su se stessi,

sugli uomini (inteso come razza umana),

sugli dei.

Dalla speranza si passa alla fiducia.

mancanza evidente di fiducia in se stessi e nella razza umana, tanto da delegare tutto ad una entità superiore.

Dalla fiducia alla fede.

Sperare in una entità inventata dall'uomo.

siam messi bene

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Mah, te l'ho già detto in privato e te lo ripeto, ragionando in questi termini secondo me si va poco in là. Tu argomenti con sillogismi e logica laddove regna l'irrazionale e l'impalpabile, in meccanismi che hanno a che vedere con i sentimenti e la necessità di scendere a patti con qualcosa che non si riesce a spiegare. Di nuovo, secondo me confondi nel tuo "odio" la fede con la religione.

Se la pensi così e persisti in questo atteggiamento, per me sbagliato, ma si era capito, hai già la tua risposta. Non so se invidiarti, ma hai già la tua risposta. :bye:

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E' vero ho la risposta. Qualcuno potrà interpretarlo come atteggiamento estremamente supponente e con delirio di onnipotenza. Sarebbe da capire però chi è più supponente, se un ateo o un credente convinto che dio esista ;-) Non ho mai nascosto che se fosse nelle mie possibilità eliminerei ogni traccia di religione e di fede dalla faccia della terra e dalla mente degli uomini...poi starei ad osservare se, anche partendo dagli anni 2000 invece che dalla preistoria o dal medioevo, epoche in cui non si conosceva quasi nulla e la gente non era istruita, se l'essere umano compirebbe o meno lo stesso errore. Purtroppo (per me) e perfortuna per voi ( e per tutti i credenti), non è così.

Visto che tiri fuori ciò che mi dicesti in privato lo faccio anche io :-)

Ti richiedo: se nel Camerun (paese originario della tua ragazza) i cattolici non fossero andati a "convertire" la popolazione, lei adesso sarebbe cattolica? E se il camerun fosse stato invaso culturalmente da un paese musulmano (più di quanto non abbiano fatto con parte della popolazione)? Sarebbe cattolica? E se nessuno fosse andato in Camerun a "civilizzarli", sarebbe cattolica o adorerebbe il "dio gambero"?

Visto che TUTTE le religioni dicono che il loro è il VERO dio, la tua ragazza ( e milioni di cattolici nel mondo) stanno sbagliando? Hanno ragione e sbagliano gli altri?

Qui io non parlo del legittimo sentimento di impotenza dell'uomo nello spiegarsi tutto e nel cercare qualcosa che giustifichi quello che ancora non riusciamo a comprendere, io parlo del fatto che si "adora" o si ha fede in una entità superiore (dio) e questa fede interferisce nel bene e nel male (più nel male, mia opinione, ma la storia dà ragione più a me che agli altri) con la gestione degli stati e con la vita e la politica delle persone. Mi poteva andare bene fino al medioevo, quando ancora credevamo che la terra fosse piatta, non nel 2009. La superstizione è dura a morire.

Piccolo aneddoto divertente: poco prima di pasqua, al lavoro stavo parlando con una collega di D&D, di incantesimi e talenti, di duelli epici ...e di resurrezione. Un paio di altri colleghi sentendoci parlare di tutto ciò ci scherniscono sostenendo l'infantilità dei nostri discorsi. Io ho replicato che almeno noi quando parliamo di resurrezione siamo consci che sia un gioco di fantasia. ;-) Strano ma vero, l'hanno capita e, offesi, se ne sono andati. Non condividerete, ma io ho goduto e la cosa mi ha rallegrato la giornata. :-D

EDIT: dal blog di Italians, una lettera...in tema:

Caro Beppe, le notizie degli ultimi mesi parlano di una catena infinita di condanne a morte in Iraq e Iran e altri stati islamici per "reati" quali il presunto adulterio e l'omosessualità. Dopo l'esecuzione di decine di condanne a morte a seguito di processi farsa contro adolescenti omosessuali e donne adultere in Iran, segnalo 121 condanne a morte negli ultimi mesi in Iraq, tra cui molte donne e minori che non si possono neanche difendere in un processo. La Chiesa Cattolica "fatta anche da quei missionari e quei parroci di frontiera che tanto aiutano i poveri" che ogni volta voi credenti praticanti o atei devoti di destra e di sinistra tirate in ballo per difenderla quando la critichiamo, non ha mosso un solo dito. Non mi meraviglia che il Papa e le gerarchie si alleino con l'Islam contro la depenalizzazione dell'omosessualità e contro la contraccezione, i diritti umani e l'autodeterminazione della donna. E' la morale cattolica, prendere o lasciare. Né che il Cardinal Bagnasco dica che lo scontro di civiltà non c'è ma c'è una battaglia unita dell'Islam e della Chiesa Cattolica contro la modernità, la laicità dello Stato. Ma dove sono quei missionari? Questi non sono morti? Di cattolici "adulti" se n'è visto solo uno in una sola occasione ed è Prodi. Ma gli altri? Non sono vite umane quelle? O non è conveniente difenderle in questo caso? Io non ho visto nessuno stracciarsi le vesti, nessuno mettere i cartelli come si è fatto con Fini dandogli dell'assassino per la sua posizione laica sul caso Eluana. Una volta hai scritto che i cattolici sono in grande imbarazzo di fronte a certe posizioni. Ma possibile che quando avvengono questi massacri, quando si parla di laicità e diritti umani, il valore della vita umana nei credenti, nei sacerdoti e nei religiosi che pur sono parte e sostengono la chiesa improvvisamente soggiace alla convenienza di avere una posizione più opportunista?

Caterina Grando

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Non vedo grande differenza tra un militante religioso (nel senso di "persona che cerca di convertire alla propria fede religiosa") e un militante ateo (nel senso di "persona che cerca di convertire alla propria assenza di fede religiosa"): in entrambi i casi una persona cerca di convincerne altre di un fatto di cui non ha prove scientifiche o comunque inattaccabili.

L'ateismo secondo me non coincide affatto con il "liberarsi" dall'attaccamento a un'idea indimostrabile.

Detto questo, ripeto: birra e pancetta.

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Io non mi devo liberare dall'attaccamento di una idea indimostrabile (per loro, io posso dimostrare l'assenza di un dio, loro non possono fare il contrario...ecco il perché della "fede"); Io vorrei liberare il mondo dall'ingerenza di una idea indimostrabile, è diverso.

In un qualunque paese laico del mondo non stanno ancora mettendo, nel 2009, in discussione la legge sull'aborto. ;-)

In un paese laico NON esiste che una donna vada in un ambulatorio per la "pillola del giorno dopo" e trovarsi davanti un medico "obiettore" che non le permette di avere quello che, PER LEGGE DELLO STATO, è un suo diritto.

birra e pancetta? Attento...che se vincono i musulmani te le scordi entrambe.

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scientificamente non è dimostrabile.

scientificamente non è plausibile

seppur fosse ipotizzabile che in futuro, come per altri fenomeni ad oggi indimostrabili, si possa dimostrarne l'esistenza, allora non è accettabile che possa influire sulla nostra società e sulla nostra vita ora.

seppur si possa ipotizzare una sua "dimostrazione d'esistenza" con metodi ad oggi sconosciuti e non ipotizzabili, vale quanto detto poco sopra.

Se e quando sarà dimostrabile l'esistenza di un dio allora e solo allora se ne potrà discutere. Ma dal momento che tutte le religioni sono state inventate...

Una delle migliaia di cose che mi lascia basito è, tanto per fare un esempio, le critiche che mi furono rivolte da tantissimi quando espressi favore nei confronti dell'omeopatia. Non essendo stata "scientificamente dimostrata" mi sono trovato contro moltissimi di voi. Ebbene, ancor meno dimostrabile è un dio, ma io invece dovrei accettarne le conseguenze?

No grazie.

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Mi sembra un po' un dialogo tra sordi, esattamente quello che si propone di non promuovere il libro che volevo consigliare.

Merin, tu continui a confondere tra fede e religione. Ripeto, NON puoi ribattere a una persona che ti dice "Dio esiste" dicendo "Dio non esiste". Mi sento di sottoscrivere quello che dice Aerys (anche se alla pancetta preferisco la salsiccia). Non c'è alcuna differenza tra il ragionamento di un'estremista religioso e il tuo. "Annientiamoli tutti perché credono/non credono!". Sei pronto a fondare una tua "religione" che neghi tutte le altre "religioni", sostenendo che è l'unica via per la salvezza dell'umanità.

Tornando alla fede, che ritengo sia la cosa più interessante, mi spieghi per quale motivo non dovrei comprendere che la mia ragazza crede in un Dio che un giorno le permetterà di rivedere o di rientrare in contatto con sua madre, quando io cerco di convincermi che sono sufficientemente figo e capace per superare ogni situazione negativa che mi si presenta trovando la forza dentro di me? Nessuna delle due cose è dimostrabile scentificamente, sono "costrutti" artificiali che ci creiamo (che anche tu ti crei) per potercela fare. Qualcuno può chiamarla "Dio", qualcuno "Gino", qualcuno "Io", resta il fatto che la fede è la cosa più umana che esista. E per questo, dal mio punto di vista, merita rispetto assoluto e totale.

Non fa alcuna differenza che la mia ragazza sia nata in un Paese cristiano, piuttosto che in un Paese islamico o in un Paese occidentalista.

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"Plausibile" è relativo alle conoscenze attuali. fino a cent'anni fa non era plausibile pensare di mandare in orbita satelliti. Non dico sia probabile l'esistenza di un dio, dico che basare le proprie posizioni su un assioma a scelta tra "Dio esiste e basta" e "Dio non esiste e basta" e l'altro non fa alcuna differenza, è parimente una presa di posizione arbitraria.

Sul fatto che la non dimostrabilità l'esistenza di un dio renda "sbagliato" preoccuparsene ora, direi che proponi una specie di scommessa di Pascal al contrario: Pascal sosteneva invece che convenga credere che esista e comportarsi di conseguenza. Differenti vedute, in generale evidentemente è ancora maggiore il numero di vecchiette che sperano che il figlio morto in guerra stia bene rispetto al numero di persone che pensano "Birra! Oi! Divertimento!". Naturalmente, forse avrei dovuto premetterlo prima, parlo di fedeli e non per forza di persone che rientrano nelle gerarchie ecclesiastiche.

Che dire? Io non aderisco a una Fede né a una Chiesa al momento, ma non me la sento di dire che l'esistenza delle religioni sia stata un male: le prime religioni sono nate quando servivano per spiegare fenomeni inspiegabili ("Adoriamo il gigante dei tuoni!"), poi hanno assunto il ruolo di guida morale e a volte anche pratica ("Non mangiare carne di porco, figlio!" "Perché mi fa male con questi climi desertici dici? Sai che mi frega!" "No, è per... ehm... perché Dio non vuole!" "Ah, allora ok.") per i problemi della vita. Che poi siano state utilizzate come pretesto per guerre "sante" varie ("Signor Papa, ci sono troppi poveri e non possiamo mantenerli." "Ci penso io: Fratelli, armatevi per la Crociata dei Pezzenti!" "Sìììììì! Evviva il Papa! Coff coff...") è un altro discorso: l'uomo è violento e burocrate per natura, ed è chiaro che una volta resa sufficientemente radicata una struttura sociale ne trovi un'altra da combattere, ma la colpa non è della religione, la colpa è dell'uomo che alla fine non sa dominare l'istinto animale che gli è proprio. E l'istinto dell'uomo è quello della guerra, c'è poco da dire o da fare. L'uomo è una scimmia onnivora combattente, che riesce a utilizzare come pretesto per combattere anche il fatto che in due libri sacri sostanzialmente uguali il protagonista abbia un diverso nome.

Il problema dell'omeopatia secondo me è differente: credi in un dio, fai il bravo e casto, poi magari non esiste e tu hai sprecato molte buone occasioni di farti la tua ragazza prima di sposarti, sia davanti che dietro; credi nell'omeopatia, ti suggeriscono l'ennesimo farmaco miracoloso alle erbe come alternativa a una cura che ha delle controindicazioni, loro intascano (meno delle cliniche farmaceutiche, ma intascano) e tu muori. Io personalmente preferirei adorare il Cetriolo Spaziale (e farmi di conseguenza il bagno nel latte di cocco una volta al giorno per evitare di finire all'Inferno dei Cetrioli) piuttosto che voltare le scarpe perché il dottor Ciro Esposito vuole curarmi la leucemia con il Camomillalex.

Ci sono problematiche con ripercussioni immediate e problematiche con ripercussioni a lungo termine: curarsi rientra nelle prime, scegliere di adottare una particolare condotta morale nella vita rientra nelle seconde. Nel caso io "patissi" (virgolette d'obbligo, perché tanto patire non è) a cinquant'anni la perdita della fede potrei tranquillamente cambiare stile di vita. Nel caso io patissi (senza virgolette) a ventiquattro la stronzaggine di qualche cialtrone, c'è il caso che il becchino non mi faccia uscire dalla bara per chiedere il rimborso dei miei farmaci omeopatici e per provare invece la chemio.

L'omeopatia mi ricorda quelle menate pseudo-new age che producono mezzi uomini e vegetariani vari.

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@raemar: mai sostenuto che con la mancanza di dì fede o di religione l'umanità si salvi.

La differenza tra la fede in un dio per rivedere la priopria madre e la fede in se stessi come nel tuo esempio è che tu, credendo e avendo fede in te stesso sei consapevole che tale fiducia NON ti permetterà di rivedere un parente morto, se non nei tuoi ricordi.

Non mi pare una differenza da poco.

Inoltre la differenzse fra fede e chiesa l'ho sempre vista come una scelta di comodo. Se proprio una differenza ci deve essere e se proprio i fedeli non sono d'accordo né con le regole né con la chiesa stessa e i suoi esponenti, che li rinneghino. Che dichiarino "credo in un dio onnipotente e nella sua opera, ma non nei suoi esponenti mortali e per tale ragione combatto le loro ingerenze e il loro operato". Invece vedo sempre, pur da parte di chi credente critica la chiesa, il papa ecc, una deferenza e un dare importanza a persone che non ne hanno, almeno non dovrebbe averne per chi li critica. Come ti dissi in privato, se uno non è d'accordo con la figura del papa, con ciò che dice e fa e rappresenta...perché non diventa protestante? Resta un cristiano, un credente ed un fedele, ma almeno si dimostra meno ipocrita di chi lo critica tanto ma non fa nulla per dimostrarlo.

@Aerys: io di persone brave e caste che si sono perse l'occasione di tocciare il biscotto davanti e dietro ad una ragazza prima del matrimonio ne ho conosciuta una sola in tutta la mia vita. Di "cattolici" invece ne ho conosciuti migliaia...fai i tuoi conti; è nei fedeli ad una religione che si raggruppa il maggior numero di ipocriti e bugiardi. E non è una opinione, è un fatto.

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Ti dirò, che l'ipocrisia sia maggiore tra chi si pone delle regole è chiaro: le persone arrestate per truffa in un paese dove un maggior numero di attività sono considerate truffaldine saranno sicuramente in numero maggiore rispetto a quelle arrestate per truffa in un paese dove tutto è lecito, no? Senza un codice morale "scritto" è impossibile trasgredire in modo palese, dunque è difficile essere considerati ipocriti. Non giustifico chi predica bene e razzola male, né addito chi non ha un codice morale religioso o meno, dico solo che il motivo per cui inquadri molti più ipocriti nelle categorie "bigotte" è semplicemente una questione logica.

Io di persone davvero praticanti di varie religioni ne ho conosciute diverse, con i pro e i contro del caso. Non ho trovato molto migliore o peggiore il musulmano "analcolico" rispetto al musulmano che si sbronza e fa festa, così come non ho rimarcato troppo la contraddizione insita nel fatto che lo stesso musulmano beone poi non mangi pancetta: credo che esistano vari "gradi di religiosità", e se il musulmano che beve birra ma non mangia bacon è a posto con sé stesso, buon per lui. Non per forza un religioso praticante dev'essere ottuso secondo me, siamo in primo luogo persone. Alcune di queste persone scelgono (o credono di scegliere e invece adottano passivamente in modo "ereditario") di provare a seguire dei dettami morali o filosofici che altri prima di loro hanno codificato. È questa la sostanza, che poi il punto forte di un'ideologia sia la supposta presenza di una divinità o il desiderio di migliorarsi personalmente poco cambia secondo me. Io non aderisco ad alcuna religione come detto, ma sono ideologicamente affine al Budo classico. Ci sono arrivato dopo una decina d'anni di studi, anche se non posso ancora ufficialmente professarmi un adepto di tale filosofia in realtà, perché come tutte le ideologie pone delle condizioni d'ingresso: per i Cristiani si tratta di alcuni sacramenti, per gli ebrei di altri, per quelli di Scientology credo basti noleggiare Top Gun.

Al di là delle motivazioni ufficiali per cui non posso dirmi un praticante, come dicevo è quello l'insieme di regole morali che seguo: non mento, cerco di essere cortese verso chi è più "Anziano" di me (in molti sensi), mi pongo spesso certi quesiti sulla morte e sono arrivato a certe conclusioni, compio attività e "rituali" tipici di una certa ideologia non perché me lo impongano ma perché li accetto, ho una certa attitudine verso le persone e il mondo, che a ben vedere è comune a quella di molti altri in qualche aspetto ma che io scelgo di considerare come aderenza a quel determinato pensiero. Ma so bene che tale codice morale è stato codificato molti secoli fa in un determinato contesto a me lontano: ecco che quando e se avrò le carte in regola da un punto di vista burocratico e formale per dirmi appartenente a questo movimento filosofico non pretenderò di avere il diritto di ammazzare i contadini, perché prendo con le pinze ciò che è stato codificato, lo adatto al mondo che mi circonda. L'importante è la sostanza, l'importante per me è cercare di essere una persona buona, "costruttiva", gentile. Se prendessi letteralmente la cosa sarei un pazzo da internare! ;-)

Penso che un certo grado di libertà personale sia in ogni caso fondamentale: il Credo è secondo me una linea guida, non una rigida e inattaccabile serie di imposizioni. L'Intelligenza che ci permette di ragionare è una Divinità superiore a tutte le altre, e in un modo o nell'altro tutti lo sappiamo. Tutti, Papi o non Papi, circoncisi o meno.

Continuo a credere che ci sia differenza radicale tra Fede e Chiesa, e anzi in molti casi la seconda svilisce la prima. La differenza tra cattolici e protestanti non è solo quella di riconoscere un diverso capo spirituale, quindi dire "Se il Papa non ti sta simpatico diventa protestante" non è una soluzione. O meglio, sembra una soluzione per te che non vedi di buon occhio i cristiani e fai un pochino di tutta l'erba un fascio in quel settore, ma per chi è cattolico o protestante penso sia leggermente differente. ;-)

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Concordo su tutta la linea Aerys. Libertà personale, gradi di religiosità, essere una persona buona e costruttiva a prescindere dall'aver fede o meno in una religione. Completamente d'accrodo. Il problema è che non è così.

Un esempio: quello che avevo fatto riguardo alla legge sull'aborto e sulla pillola del giorno dopo.

Un eccesso: La notizia di oggi al Tg dei due "amanti" uccisi a pistolettate dagli estremisti religiosi su esplicita richiesta dei parenti delle vittime, perché avevano violato le regole della loro religione.

In entrambi i casi vedo poca libertà di pensiero e azione e pochi gradi di religiosità.

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Questa discussione mi pare non porti proprio a niente. Ripeto, dialogo tra sordi. Siamo già al punto in cui si prendono gli esempi e li si rende assoluti, perché non avendo argomenti è più facile dire "ah, ma tu hai detto così" piuttosto che cercare di capire il punto di vista dell'altro.

Potrei dire che la mia visione dell'aldilà o del rapporto coi morti ha molti punti di contatto con quella della mia ragazza, anche se diamo nomi diversi a elementi simili, ma tu potresti dire che la mia è migliore perché mi chiamo Pippo e non Franco o che tutti quelli che hanno una visione dell'aldilà sono dei cog*ioni. La discussione ricomincerebbe daccapo per l'ennesima volta. Oppure potrei mettermi a elencare una infinita serie di esempi che sostengono il fatto che la fede è di tutti, ma ho sinceramente meglio da fare (o quantomeno altro). Anche perché, come tu hai detto, hai già la risposta. E sei immobile. Sinceramente, cosa stiamo a discutere a fare? :-)

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Mi spiace tu la pensi così. Io sono andato già oltre quello che tu dici che io non voglia affrontare essendo già arrivato agli esempi e avendo già una risposta.

Anche tu hai una risposta e non coincide con la mia.

La frase da te citata nel primo intervento: rispettare il dolore è un dovere morale primario.

Già detto e concordo. Nessuno, nemmeno io, ho affermato che non sia da rispettare né che non sia comprensibile. Abbiamo già detto del bisogno dell'uomo di trovare al di fuori di sé qualcosa di più grande che giustifichi gli eventi e spieghi l'inspiegabile. Abbiamo già scritto del fatto che popoli diversi, religioni diverse, persone diverse chiamino con nomi diversi gli stessi concetti, le stesse entità, le stesse speranze.

Abbiamo già evidenziato la separazione che motli fanno fra chiesa e fede e le sue dinamiche.

Abbiamo già detto di come io (o gli atei in genere) possano comprendere il punto di vista di un credente in base ai dubbi, le paure e le speranze e di come pochi (concedimi almeno questo) credenti si sforzino di capire le ragioni degli atei e il perché della loro rabbia nei confronti della chiesa e nei confornti di quei fedeli che comprendono benissimo la separazione fra fede e chiesa ma non spiegano mai, ripeto MAI, cosa fanno o come intendono risolvere le sue ingerenze, le incoerenze e le ipocrisie di tale chiesa.

Dimmi Raemar, perché evidentemente non ho capito, di cosa vogliamo parlare?

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Bè, non lo so, io volevo parlare di un libro, sostenendo che mi è piaciuto e che ne condivido la struttura di base, consigliandolo a chi volesse approfondire una questione per me molto delicata e complicata. Tu, mi pare, hai un po' banalizzato la questione per me molto delicata e complicata, dicendo fondamentalmente che è una cavolata e che non capisci come si possa ritenere la questione molto delicata e complicata (sto evidentemente banalizzando). Devo aver capito male, perché il tuo ultimo commento va in un'altra direzione, direi quasi che siamo d'accordo. :-)

Per quanto riguarda il concederti che i credenti non comprendono gli atei e li guardano dall'alto al basso, questo credo dipenda dall'esperienza personale. Io, ad esempio, sono stato probabilmente più fortunato, non da ultimo con la mia ragazza, ma anche con diversi preti e parroci con cui mi è capitato di parlare nell'ultimo periodo. Tutta questa certezza nella difesa dell'operato della Chiesa non l'ho mai trovata (ammesso che non si intenda per "critica alla Chiesa" dire che il tale esponente o il tale leader religioso è uno str*nzo e non capisce un ******.. in quel caso, credo me la prenderei anch'io al posto loro ;-)).

:bye:

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Allora mi sa che ci siamo fraintesi, almeno in parte. Il mio odio per la chiesa e la comprensione razionale per la fede ma la sua non accettazione come parte preponderante della vita di molte persone non sono fraintendibili. :-D

Il libro che citi non l'ho letto, ho letto l'altro e ho condiviso pienamente la struttura di base e le tesi sostenute da Augias, in molti casi fatti (o eventi che dir si voglia)

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