Vai al contenuto

Benvenuto in Dragons´ Lair

La più grande e attiva community italiana sui Giochi di Ruolo.
Accedi o registrati per avere accesso a tutte le funzionalità del sito.
Sarai così in grado di discutere con gli altri utenti della community.

Il Kickstarter per Lex Arcana 2E è iniziato!

Il celebre GdR italiano ambientato ai tempi dell'Impero Romano tra mostri mitologici, divinatori ed aruspici è ora su Kickstarter dove sta venendo finanziata una campagna per una seconda edizione del gioco. Questa nuova edizione, il cui goal base è stato ampiamente raggiunti nel corso delle prime 2 ore dall'apertura del Kickstarter e che è ora in piena corsa per il raggiungimento dei goal aggiuntivi, fornirà delle regole aggiornate, un nuovo comparto grafico e moltissimi altri contenuti per gli appassionati.

Cosa aspettate, andate anche voi ad unirvi alla Cohors Auxiliaria Arcana!
Leggi tutto...

E' uscito Waterdeep: Dragon Heist!

Disponibile già da una decina di giorni nei negozi appartenenti al circuito Wizards Play Network, da oggi 18 Settembre 2018 è finalmente uscito in tutti i negozi Waterdeep: Dragon Heist, il nuovo supplemento per D&D 5e. Waterdeep: Dragon Heist è una Avventura per PG di livello 1-5 ambientata interamente nella famosa città di Waterdeep, presso i Forgotten Realms, e incentrata sulla caccia ad un tesoro nascosto. All'interno del supplemento sono presenti regole speciali pensate per giocare a campagne ambientate in una zona urbana.
Qui di seguito troverete la descrizione generale dell'Avventura. Potete, però, trovare maggiori dettagli nell'articolo che avevamo scritto in occasione dell'annuncio. E' importante precisare che questa versione di Waterdeep: Dragon Heist è in lingua inglese. Vi ricordo, però, che fra qualche mese dovrà uscire anche la versione italiana dell'avventura, come annunciato dalla Asmodee Italia qualche tempo fa.
 
Waterdeep: Dragon Heist
http://dnd.wizards.com/products/tabletop-games/rpg-products/dragonheist
BENVENUTI A WATERDEEP!
Un fantastico tesoro vi aspetta se intraprenderete quest'avventura nel più grande gioco di ruolo al mondo.
Il celebre esploratore Volothamp Geddarm (in questo nostro articolo potrete trovare un approfondimento su di lui, NdTraduttore) ha bisogno di voi per completare una semplice missione. Iniziate così una folle corsa tra i distretti di Waterdeep, mentre scoprite un perfido piano che coinvolge le personalità più influenti della città. Una grande giostra urbana vi aspetta. Misurate le vostre abilità e la vostra spavalderia contro avversari che non avete mai affrontato prima, e lasciate che inizi la caccia al drago!
DETTAGLI SUL PRODOTTO:
Prezzo: 49,95 dollari
Data di uscita: 18 Settembre 2018
Formato: Copertina Rigida
Lingua: inglese

Link alla pagina ufficiale:
http://dnd.wizards.com/products/tabletop-games/rpg-products/dragonheist
Leggi tutto...

E se volessi giocare.... un mostro?

Negli anni il materiale uscito per la prima edizione di Pathfinder ha raggiunto proporzioni titaniche.
Se è vero che alcune opzioni sono così buone da essere usate e abusate, altre sono rimaste un po’ nel dimenticatoio. É però ancora possibile sfruttarle e combinarle per creare personaggi interessanti e un po’ diversi dal solito. Ragionando su questo fatto sono giunto ad una conclusione: è certo vero che la grande mole di opzioni permette creazioni focalizzate in specifici ambiti, secondo il vecchio principio del Min-Max...ma non solo. Innumerevoli manuali e manualetti contengono anche il necessario per dar vita a personaggi molto particolari e tematici, unici. 
Così mi sono ritrovato a pensare che (con il dovuto lavoro di ricerca) sarebbe possibile sfruttare tutto ciò per creare dei personaggi mostruosi. Penso che molti giocatori prima o poi abbiano avuto il desiderio di mettere in campo qualcosa di particolare, un personaggio molto fuori dagli schemi. Non sono certo il primo ad aver pensato a qualcosa del genere, visto che già i creatori di D&D 3E avevano preso in considerazione questo tema quando fecero uscire il manuale Specie Selvagge. Ma la pratica si è rivelata complessa e poco funzionale. Il famoso LEP (Livello Effettivo del Personaggio) rendeva praticamente impossibile giocare certe creature se non ai livelli più alti, quando sarebbero state schiacciate dagli altri personaggi: i personaggi mostruosi risultavano troppo deboli rispetto a creature con soli livelli di classe.

Pathfinder ha implementato fin dalla Guida alle Razze la possibilità di creare (e giocare) personaggi mostruosi. Con grossi limiti, dovuti ad un sistema di punti che non permette di creare facilmente mostri veri e propri, ma solo umanoidi un po' diversi dal solito. Sorge poi un altro problema: non tutti i Master sono desiderosi di creare una razza dal nulla, con il costo in tempo che ne può risultare, specialmente se tale razza viene poi sfruttata da un singolo giocatore. Inoltre, le regole per creare nuove specie giocabili non sono a prova di bomba...è una soluzione che richiede tempo e non è ben vista dalla maggior parte dei Master, e comunque non permette di giocare creature molto diverse dalle razze già disponibili. 
Ne consegue che spesso l'idea di giocare un mostro viene messa da parte, vista come troppo complicata. Ebbene, non è necessariamente così. Sfruttando le numerosissime opzioni di razza e classe, i vari talenti, i tratti e anche le magie è possibile interpretare un vero e proprio mostro.
 
Il punto di forza di questo sistema sta nel fatto che, purché il Master accetti i manuali ufficiali, non c'è da fare nessuna modifica alle regole. Non è necessario chiedere eccezioni, alterare il regolamento o scervellarsi su tabelle in cerca di equilibri tra personaggi: basta semplicemente modificare l'aspetto esteriore del personaggio stesso e scegliere le opzioni più indicate. 
Un processo semplice, specialmente se amate la fase di creazione del personaggio, che in Pathfinder è abbastanza importante. 
In questo primo articolo, e nei prossimi della serie, fornirò alcuni esempi di come sia possibile creare un mostro dal nulla. Non è un sistema perfetto e di certo non è possibile usarlo per giocare qualsiasi mostro. Ma finché ci si attiene a qualcosa di medio-basso potere, è tutt'altro che difficile creare il personaggio che più si preferisce. 
Nella stesura di questi esempi mi sono attenuto alle regole ufficiali di Pathfinder senza mai modificarle: ci sono pochi casi in cui un archetipo piuttosto vecchio non contempla specifiche opzioni perché queste ultime sono uscite su manuali più recenti. Di solito un Master ragionevole non dovrebbe fare problemi in casi come questi, ma la situazione cambia da gruppo a gruppo. 
Non ho creato build vere e proprie, perché lo scopo di questi articoli è appunto quello di fornire indicazioni e spunti, e non personaggi completi al 100%. Tutto il materiale che utilizzo è stato preso (dove possibile) da Golarion Insider, mentre per le parti non ancora tradotte in italiano mi sono affidato agli Archives of Nethys.
 
AZER I
Livello Minimo: 7

Razza: tendenzialmente associamo gli Azer ai nani per una discreta similitudine nell'aspetto fisico, ma personalmente consiglio di scegliere l'ifrit. Prima di tutto per il legame con il fuoco, e poi per una serie di tratti razziali e talenti che ci torneranno sicuramente utili. Il primo tratto alternativo da prendere in considerazione è temprato dalla forgia, che ci fa perdere una (abbastanza inutile) capacità magica in cambio di un bonus alle prove di artigianato legato ad armi e armature in metallo e ai tiri salvezza contro affaticamento e sfinimento. Se non vogliamo essere uno stregone, è molto utile prendere anche fuoco nel sangue. Evitiamo un bonus al livello di incantatore (che non ci serve), e invece riceviamo la possibilità di guarire qualche ferita leggera quando subiamo dei danni da fuoco.

Classe: gli Azer del manuale dei mostri sono presentati come combattenti da mischia, ma sono creature perfettamente senzienti e dotate di libero arbitrio. Perciò possiamo benissimo creare un Azer che ricopra qualsiasi ruolo, dal guaritore all'incantatore passando per lo scout e un combattente in prima linea. In questo caso, però, ho considerato i talenti necessari e ho deciso che è preferibile scegliere una classe incentrata sul combattimento in corpo a corpo. Un guerriero o un barbaro vanno entrambi più che bene, ma non è necessario limitarsi a queste classi: anche il ranger e il ladro sono scelte più che ottime, così come l'attaccabrighe o il monaco purché si impugnino delle armi metalliche.

Talenti: armi roventi e fiamma interiore sono ottimi talenti razziali, utilissimi se vogliamo trasmettere l'immagine di una creatura elementale. Con il primo talento aggiungiamo un minimo danno da fuoco alle nostre armi, niente di speciale, ma con il secondo il danno passa a +1d6 danni da fuoco, applicabile a due armi per turno come azione veloce. Non c'è limite al numero di utilizzi giornalieri, perciò ci evita di pagare il costo in denaro per due armi magiche. Inoltre applichiamo i danni da fuoco anche quando presi in lotta, emulando una capacità quasi identica dell'Azer. Poiché armi roventi funziona su due armi metalliche contemporaneamente, tanto vale prendere combattere con due armi migliorato, e altri talenti legati a questo stile di combattimento: per fortuna la razza scelta fornisce un utile bonus alla destrezza.

Considerazioni Finali: questo personaggio è relativamente semplice e "poco invasivo": una volta scelti i due talenti razziali si è liberi di giocarlo come più si preferisce. Ma di certo un Azer non è qualcuno che passa inosservato, e con pochi accorgimenti potrete giocare un vero e proprio abitante del piano elementale del fuoco!

AZER II
Livello Minimo: 3

Razza: nell'altra versione dell'Azer ho consigliato l'ifrit, ma ho effettivamente citato il nano come razza visivamente più simile a questi esseri elementali. Ebbene, se volete giocare un nano dalla barba fiammeggiante questa è la build che fa per voi. Quella del nano è una razza estremamente versatile e ricchissima di tratti razziali alternativi. Scegliete quelli che preferite, tenendo presente che tutto ciò che migliora le capacità di forgiare e fabbricare armi è benvenuto. 

Classe: in questo caso, scegliendo una razza meno legata al fuoco, siamo un po' limitati nella scelta della classe. Anzi, per rendere al meglio l'Azer dobbiamo scegliere necessariamente il guerriero con archetipo dragonheir scion. In teoria l'archetipo sembrerebbe legato ai draghi, ma lo è davvero? In realtà fino al livello 15 non c'è nulla che rimandi direttamente alle creature draconiche. A quel punto ci faremo crescere ali da drago, ma non è detto che si debba giungere fino a quel livello usando questa classe (e del resto non molte avventure giungono fino al livello 15!). Per il resto possiamo guardare a questo archetipo come ad un guerriero elementale. Abbiamo colpo arcano come talento bonus, che con il tempo migliora ad 1d4 danni di un tipo di elemento scelto al livello 1. Sceglieremo ovviamente fuoco, in modo da ricevere anche resistenza 5 al fuoco (e poi 10 al livello 7). Aumenta anche l'armatura naturale, il che ricorda da vicino la spessa pelle simile al bronzo degli Azer. L'unica cosa che non si riceve con questa classe è la capacità di infliggere danno da fuoco a chi è in lotta con noi...a meno che non si stia indossando un guanto ferrato!

Considerazioni Finali: rispetto alla prima versione, questo Azer comincia ad essere efficace già dal livello 3 ed ha qualche piccolo vantaggio. Colpo arcano fin dai primi livelli permette di superare la resistenza al danno di qualche creatura, e il personaggio dovrebbe avere una classe armatura più che decente. Inoltre il nano è effettivamente più indicato al ruolo di combattente primario da mischia rispetto ad un ifrit. Per il resto, il guerriero concede così tanti talenti bonus che è sempre possibile focalizzarsi nell'ambito preferito: si può sfruttare l'aumento della classe armatura naturale per usare armi a due mani con meno remore, oppure capitalizzare il tutto indossando armature pesanti e impugnando uno scudo.

CHOKER
Livello Minimo: 4
Razza: i Choker sono di taglia piccola. In questo caso consiglio il goblin, una razza piccola con un sacco di vantaggi e tratti razziali estremamente utili. Tra i tratti alternativi consiglio cavernicolo strisciante che concede una ridotta (ma sempre utile) velocità di arrampicata, molto in linea con il mostro che si va ad emulare. D'altra parte con questo tratto perdiamo la maggiore velocità che avvantaggia il goblin rispetto alla maggioranza delle razze piccole, e "torniamo in pari" a 9m solo con la classe. Se, però, non vogliamo perdere questa velocità maggiore del solito, possiamo invece prendere il tratto razziale alternativo corridore arboreo: si perde in furtività in cambio di bonus a scalare e acrobazia.
Classe: la classe migliore per un Choker è l'iracondo di stirpe, con stirpe aberrante. In effetti rasenta la perfezione: al livello 4 aumenta la portata di 1,5m rispetto alla norma, e i talenti bonus sono concentrati sulla manovra di lotta. Con i livelli successivi i tratti da aberrazione aumentano sempre di più. L'unica vera criticità di questa classe sta nel fatto che tutte queste capacità (a parte i talenti) sono disponibili solo quando si è nell'ira di stirpe. Guadagniamo un bonus alla velocità che, unito ai 9m di velocità sul terreno del goblin, può aiutarci a simulare gli scatti dei Choker.
Talenti: i talenti concessi dalla stirpe arrivano troppo tardi, partendo dal livello 6. Conviene usarli come un'aggiunta e selezionare quelli che invece non prenderemmo come talenti standard. Per esempio, disarmare migliorato o tempra possente. Per quanto riguarda i talenti standard consiglio colpo senz'armi migliorato (per quanto, essendo un goblin, si avrà un danno ridicolmente basso), lottare migliorato, riflessi in combattimento, magari anche combattere con due armi migliorato. Se vogliamo possiamo prendere talenti che migliorano la lotta, ma teniamo presente che siamo di taglia piccola, il che ha delle conseguenze non da poco in questi casi. La linea di sangue concede anche l'incantesimo Ingrandire Persone, comunque.
Considerazioni Finali: il Choker può essere divertente da giocare, ma non sarà mai ottimizzato. Se pensiamo che l'avventura preveda tanti nemici di taglia piccola o media, questa build diventa però molto più incisiva.

DOPPELGANGER
Livello Minimo: 4
Razza: l'umano risulta l'opzione migliore, per i soliti vantaggi ma anche perché alcuni suoi talenti razziali si prestano bene al concept del personaggio. Il Doppelganger è un mutaforma, anzi è il mutaforma per antonomasia. Dobbiamo creare un personaggio il più versatile possibile.
Classe: il druido si presta molto bene, a patto di scegliere l'archetipo skinshaper. Infatti, con questo accorgimento avremo la possibilità di alterare la forma selvatica ignorando le forme animali a favore di quelle umanoidi. Non è forte in corpo a corpo come un druido con la forma animale, ma è abbastanza versatile e fornisce una sorta di colpo senz'armi migliorato, come quello di un monaco con 3 livelli in meno. Con il tempo la capacità migliora molto. 
Talenti: sono interessanti i due talenti razziali umani apprendimento rapido e improvvisazione, a cui è possibile aggiungere improvvisazione migliorata. Con questi tre talenti abbiamo un punto abilità in più per livello, utile se vogliamo essere degli skill monkey nonostante la classe; dimezziamo i malus dati dalla non competenza in armi, armature e scudi; riceviamo +4 alle abilità in cui non abbiamo messo gradi, e possiamo usare tutte le abilità anche se non abbiamo addestramento in esse. Ciò ci permette di interpretare un gran numero di personaggi, sia sfruttando le varie Conoscenze, che simulando doti fisiche o sociali proprie della "maschera" che ci siamo scelti.
Considerazioni Finali: tutto sommato abbiamo una build semplice e senza grandi catene di talenti o meccaniche complesse. Ci permette di cambiare forma in modo abbastanza soddisfacente, e di interpretare con facilità un mutaforma. Non saremo versatili come dei veri doppelganger, ma ci si avvicina parecchio. 

Leggi tutto...

D&D Ha delle Regole Anche per Quello?

Di J.R Zambrano
31 Agosto 2018
Dungeons and Dragons è un gioco con grande profondità, in parte nascosta. Ecco a voi cinque regole che forse non conoscevate, celate nelle pagine di quel manuale che è solitamente il meno letto di tutti, la Guida del Dungeon Master.
Nessuno vi farà una colpa se non leggete un manuale di un gdr da copertina a copertina. Ci sono molte informazioni all'interno e, in base a ciò che state facendo, non tutte sono pertinenti per voi. Se state giocando un druido non dovete conoscere esattamente cosa può fare un barbaro (a meno che non vogliate giocare un druido che si trasforma in un orso e impugna un'ascia bipenne, nel qual caso dovrete sapere tutto riguardo al Barbarorso). Allo stesso modo, se giocate un guerriero non siete strettamente obbligati a sapere come funziona la magia. Sicuramente ci sono alcune cose che non dispiace conoscere, ma non sempre avete il tempo per tutto.

Tra i vostri due lavori, gli allenamenti dei bambini dopo la scuola, il dover allineare i sigilli delle calamità per la confluenza nefasta e quell'escursione in trekking che Chet continua a proporvi, siete già al limite. Voglio dire, è solitamente cosa buon andare a fare trekking quando il tempo è bello e in cielo non ci sono tredici stelle oscure che emanano una luce malevola.

E anche se in generale si può giocare senza conoscere l'intero regolamento, non fa mai male prendersi un breve momento, magari mentre i sigilli oscuri battono in risonanza con il pulsare del mondo o mentre aspettate che finiscano gli allenamenti di calcio (d'altronde può essere divertente solo fino ad un certo punto assistere ad un gruppo di bambini che tentano disperatamente di stare dietro ad una palla senza farsi male) per sfogliare i vostri manuali. Perché se li scorrete potreste trovare dei tesori nascosti.
Oggi daremo uno sguardo ad alcune regole nascoste nella Guida del Dungeon Master e il punto è questo. Ho visto molte persone cercare di inventare delle House Rules per fare esattamente ciò è già esplicitato nei manuali. Quindi pare che molte persone non sappiano dell'esistenza di queste regole incredibilmente divertenti. Quante volte avreste voluto balzare, in stile Shadow of the Colossus, su un gigantesco nemico? Si tratta di una parte classica del genere high fantasy, il cavaliere che si arrampica sul fianco di un drago volante, il mago che si aggrappa disperatamente per salvarsi la vita sul dorso del leviatano infuriato e così via. Ecco potete trovare delle regole per fare queste e altre cose nascoste nella GdDM. Diamoci un'occhiata.
Arrampicarsi sulle Creature Enormi
Questa è probabilmente una delle mie cose preferite. Aggrapparsi ad una creatura  più grande. Basata sulle regole della lotta, questa regola opzionale permette ad una creatura Piccola o Media di usare una prova di lottare per arrampicarsi su una creatura Enorme o Mastodontica. La creatura più piccola compie una prova di Atletica od Acrobazia opposta a quella di Atletica della creatura più grande. E se il più piccolo dei due vince può entrare nello spazio del grosso mostro e afferrarne il corpo.

Da lì in poi diventa divertente. Potete muovervi liberamente nello spazio della creatura più grande, considerandolo come terreno difficile. Questo può interferire con la loro capacità di colpirvi - arrampicarvi sulla coda di uno scorpione lungo 9 metri gli renderà difficile pungervi - a seconda della discrezione del DM. Inoltre, la creatura più grande può tentare di sbalzare via la creatura più piccola con una prova di Atletica. Si tratta di una regola interessante e cinematica che ci ha permesso, la prima volta che l'ho introdotta, di creare alcuni dei momenti più epici della mia campagna. Vale decisamente la pena andare a controllare la pagina 271 della Guida del DM per trovarla.
Modificare un Mostro
Se volete mettere mano ai mostri (e quale DM non vuole farlo) allora la GdDM è piena di strumenti per voi. In essa potete trovare regole per creare i vostri mostri personalizzati o per aggiungere loro livelli di classe. Ci sono anche regole per creare blocchi di statistiche dei PNG (ovvero i vari nemici umanoidi che i PG incontreranno). L'intera sezione, che inizia a pag. 273 merita decisamente di essere letta. Ma ecco alcuni punti salienti:
Regole per aggiungere armi più grandi della norma - pag. 277 Regole per aggiungere capacità speciali, tra cui una lista di attacchi speciali (come ingoiare e cosa questa azione fa in combattimento) - pag 280 Regole per aggiungere livelli di classe ad un mostro - pag 279
Queste sono probabilmente le regole che potrete sfruttare maggiormente. Quindi mettiamola così: se volete personalizzare i vostri incontri gli sviluppatori hanno pensato a voi. Questa sezione vi fornisce un'enormità e mezza di strumenti, sarete sorpresi da quello che ci potete trovare.
Risultati Esplosivi
Questa è una sorta di tradizione per la GdDM - regole per gli esplosivi, tra cui bombe, barili di polvere da sparo, dinamite, persino granate. Si possono trovare a pagina 267, a fianco alle regole per la Tecnologia Aliena, come pistole laser e fucili antimateria.
Onore e Sanità

Perché non parlare di questi due nuovi punteggi di caratteristica già che ci siamo. Se state giocando a delle campagne epiche e di ampio respiro o in cui l'onore e il prestigio dei personaggi sono fondamentali - cosa eccellente per storie di corti ed intrighi o per il combattente errante - oppure state giocando in una campagna horror cruenta, ci sono due nuove statistiche nella GdDM che vi aiutano a trasmettere questi concetti.
L'Onore è l'aderenza di un personaggio ad uno stretto codice d'onore. I samurai e i cavalieri, in particolare, si incentrano su questo aspetto, se volete mischiare alcuni aspetti del mondo reale - ma posso facilmente immaginarmi una gruppo di maghi devoti ai principi della magia o cose simili. L'Onore è un punteggio di caratteristica che cresce e diminuisce con le azioni dei personaggi, o quanto meno con la loro reputazione. La GdDM suggerisce di gestire l'Onore nei seguenti modi:
Nelle situazioni sociali in cui l'Onore di un personaggio è importante, usarlo al posto del Carisma. Arrendersi salvando la faccia. Determinare quale sarebbe la scelta più onorevole in una situazione molto delicata. Usare la propria reputazione per ottenere influenza (sia in positivo che in negativo). La cosa interessante è che questo punteggio è un'arma a doppio taglio. Potreste anche far tirare un tiro salvezza sull'Onore per evitare che un personaggio agisce in maniera disonorevole accidentalmente oppure perché non si faccia scuotere dagli insulti del nemico - ma potreste anche usarlo per cose positive, come permettere di capire che un nemico sta cercando di trarre in inganno un personaggio in modo che agisca in maniera disonorevole.

La Sanità, d'altro canto, è qualcosa di più familiare. Si tratta esattamente di ciò che pensate sia. Una statistica che funge sia da misura della sanità del personaggio, che come difesa contro gli orrori degli abomini che si annidano tra le stelle. La sanità va di pari passo con le regole sulla Follia (lo sapevate che c'erano anche quelle giusto?) che praticamente vi impongono di fare un tiro salvezza sulla Sanità ogni volta che:
Incontrate una creatura del Reame Remoto. Entrate in contatto telepatico con una mente aliena. Siete soggetti ad un incantesimo che causa follia come Simbolo. Resistete ad un effetto dato da un incantesimo o da un attacco che infligge danni psichici. Il successo vi permette di evitare la follia, il fallimento vi infligge una serie di effetti negativi e manie sulla base di ciò che decide il DM. Ogni volta che soffrite di una follia a lungo termine il vostro punteggio di Sanità viene ridotto. Ma non si tratta solo di tiri salvezza e follia, potete anche usare il vostro punteggio di Sanità per decifrare i balbettii senza senso dei folli o per imparare incantesimi proibiti da grimori arcani su cui l'uomo non dovrebbe mettere mano. O per superare gli effetti persistenti della vostra stessa follia. Entrambi questi punteggi sono in linea con la normale generazione delle caratteristica. Se state usando la stringa standard, aggiungete un 11 per ogni punteggio opzionale che introducete. Oppure aggiungete 3 punti per statistica, se state usando il buy point. Se invece state facendo tirare le caratteristiche, o folli, fate semplicemente tirare una volta in più per ogni statistica aggiuntiva.
Successo... ma a che Costo?
Questa regola va contro gli assunti base di D&D, cosa che la rende così intrigante se scegliete di usarla. Per farla breve se un personaggio fallisce un tiro di soli 1 o 2 punti c'è un sistema in gioco che vi permette di consentire al personaggio di superare il tiro, imponendo in cambio un qualche impedimento negativo o aggiungendo una qualche complicazione al loro successo. Si tratta di qualcosa di leggermente diverso dalla solita logica binaria successo/fallimento legata alle CD, ma può aggiungere una sana dose di tensione drammatica al gioco se la usate in maniera deliberata.

Inoltre elimina la rabbia per aver fallito quel tiro salvezza fondamentale per solo 1 punto - ma vi consiglio di non usare la cosa troppo spesso. Ecco alcune complicazioni suggerite:
Un personaggio riesce a superare la difesa di un hobgoblin con la sua spada e a trasformare un colpo mancato in uno a segno, ma l'hobgoblin torce il suo scudo e lo disarma. Un personaggio evita per un pelo l'impatto di una palla di fuoco, ma finisce prono. Un personaggio non riesce ad intimidire un prigioniero coboldo, ma il coboldo rivela comunque i suoi segreti urlando a pieni polmoni, allertando i mostri nelle vicinanze. Un personaggio riesce a completare una difficile scalata, giungendo in cima ad un dirupo nonostante una scivolata, per solo poi realizzare che la corda a cui sono appesi i suoi compagni sta per spezzarsi. Praticamente si tratta di consentire ai giocatori di ottenere un successo immediato modificando la sfida che si presenta loro davanti. Mi piace molto questa regola anche senza parlare di fallimenti: si tratta di un'ottima meccanica su cui mettere mano e personalmente considererei di usare capovolgimenti narrativi del genere anche quando i personaggi hanno successo. Quello del coboldo intimidito è un ottimo esempio di come anche il successo può portare a delle complicazioni. Di nuovo, volete che una simile conseguenza sia deliberata quando fate ciò - il che implica che dovete avere uno scopo in mente. Questa ragione può banalmente essere "oh, scommetto che sarebbe molto divertente", ma potreste volere anche la giusta sensazione no? Se foste dall'altro lato di questa situazione, tale complicazione dovrebbe sembrare giusta. E' così che potete ottenere quei momenti alla "Han Solo che svolta in un corridoio pieno di assaltatori imperiali".
Speriamo che queste regole vi aiuteranno a migliorare le vostre partite. Fateci sapere se le state usando, se ce ne sono altre che state utilizzando e sentitevi liberi di condividere con noi le vostre regole preferite nei commenti qui sotto.
Link all'articolo originale: 
http://www.belloflostsouls.net/2018/08/dd-has-rules-for-that-five-rules-you-didnt-know-were-in-the-game.html
Leggi tutto...

Rivelare dei Segreti

Questo mese i fan di Pathfinder possono mettere le mani sull’avventura che dà inizio all’Adventure Path Ritorno dei Signori delle Rune, ossia I Segreti della Baia di Roderic. Su Twitter ho chiesto al pubblico cosa sarebbe piaciuto loro vedere in un blog su quest’avventura e molti volevano saperne di più sul processo di scrittura e sugli aspetti maggiormente dietro le quinte. Dunque parleremo di questo!
Dopo aver lavorato su varie parti della linea di prodotti legata agli Adventure Path per oltre 6 anni, ho finalmente visto il mio nome sulla pagina di copertina! Mi era già stata data questa possibilità in precedenza, ma sembrava che ogniqualvolta c'era l'opportunità il momento semplicemente non fosse giusto. Non volevo essere parte di un grande progetto per poi non essere in grado di consegnare in tempo. Avevo ancora molto da fare, ma dare inizio ad un Adventure Path era un’offerta troppo invitante per poterla rifiutare. Inoltre mi piace scrivere avventure per personaggi di basso livello, il che è stato un altro fattore che mi ha indotto ad accettare.

Illustrazione di Valeria Lutfullina
James aveva delle idee base riguardo a ciò che voleva questa avventura apportasse e, invece di utilizzare il solito processo di sviluppo, praticamente abbiamo soltanto parlato delle cose, e l'ho tenuto aggiornato sul come si stesse sviluppando la storia, ricevendo feedback e scambiando idee con lui.
Scrivere avventure per gli Adventure Path è un compito difficile. Sebbene abbia scritto moltissime cose da quando iniziai per la prima volta con l’attività di freelancer, quest'avventura è il progetto singolo più lungo che abbia mai scritto. Ho vissuto un grande stress provando a mettere il tutto assieme e rispettare la mia scadenza (cosa che non sono riuscito a fare) e alla fine di tutto questo avevo scritto ben 7,000 parole più del dovuto. Tuttavia, ridurle di numero si è rivelato più semplice di quanto mi aspettassi. C'era un piano in un dungeon che era dettagliato in poco più di 5,000 parole da solo e non era del tutto necessario ai fini della trama, per cui… ci ha salutato! L’ho infatti rimosso! Il resto è stato ottenuto ripulendo alcune cose, collegando i punti e riducendo la grandezza di alcuni incontri.

Illustrazione di Ekaterina Burmak
Inoltre, mi è anche piaciuto creare la cittadina di Baia di Roderic. C’erano solamente poche frasi che la descrivevano, dunque ho davvero avuto l’opportunità di darle vita. Mi piace creare piccole cittadine e i loro abitanti, e amo collegarli l’un l’altro per creare un luogo che sembri realistico e dinamico, dando al contempo ai PG personaggi divertenti con i quali interagire.
Questa avventura si caratterizza come sandbox, e fornisce un’ampia gamma di incontri e di luoghi da esplorare. Non tutte le sfide vengono affrontate al meglio attraverso la violenza, quindi i PG possono trovare varie soluzioni ai propri problemi. Sebbene l’avventura dia inizio agli sviluppi della trama della campagna, è anche indipendente e potrebbe facilmente ricoprire il ruolo di avventura autonoma con poco lavoro da parte del GM.

Illustrazione di Nikolai Ostertag
Spero che I Segreti della Baia di Roderic piaccia anche a tutti coloro che lo leggeranno oppure ci giocheranno. Preparatevi a sconfiggere i signori delle rune!
Adam Daigle,
Managing Developer
Link all’articolo originale: http://paizo.com/community/blog/v5748dyo6sg8y?Revealing-Secrets  
Leggi tutto...
Accedi per seguirlo  
  • inserzioni
    40
  • commenti
    186
  • visualizzati
    798

Riguardo a questo blog

Non ho mai amato i Blog. Non ne ho mai letti molti. Ma non voglio dire che non ci ho provato...

Inserzioni in questo blog

 

Dietro consiglio: UAO!

Dietro consiglio del solito spacciatore, sto ascoltando questo: Chicken Foot Chi sono? Sammy Hagar (Van Halen), Michael Anthony (Van Halen), Satriani e Chad Smith (Red Hot Chili Peppers). Niente di nuovo (tanto per far contento chi, se non si lamenta, non è felice), ma che classe questi uomini con le zampe di gallina... Undici pezzi, da un attacco potente ad una parte tranquilla, da una "satrianata" ad un'ottima accoppiata basso-batteria. Mi sta piacendo parecchio. Tra parentesi, domenica vado a sentirli a Lignano...

Shar

Shar

 

Scoperto per caso... bellissimo!

Continuo sull'onda della musica. Ho scoperto per caso questo cd, e l'ho preso d'impulso: Ethan Brosh Out of Oblivion Qui trovate un piccolo campione delle 11 tracce: http://www.bestbuy.com/site/olspage.jsp?id=1953853&skuId=17671538&type=product Diffidate però dal genere, che viene citato come Pop... Un bel pezzettone di una traccia si può sentire dal sito di Magna Carta (etichetta encomiabile per la qualità di quello che produce). Consiglio un giretto, anche perchè spesso è onestissima con i prezzi! Un pezzo si può ammirare anche qui: Si sente male, il tipo è orrendo e i pantaloni sono anche peggio... Fatemi sapere che ne pensate!

Shar

Shar

 

Sound of silence

Ancora un post breve e musicale. Sto ascoltando la colonna sonora di Watchmen, e sono incappato in questa. Ho pigiato "repeat" già tre volte. FaSFzp6IDgw Ancora, una chitarra e due voci bastano e avanzano... Stavolta però a corredo metto anche il testo. Simon and Garfunkel - 1965 The Sound of Silence Hello darkness my old friend, I've come to talk with you again Because a vision softly creeping left it's seeds while I was sleeping And the vision that was planted in my brain still remains, within the sounds of silence In restless dreams I walked alone, narrow streets of cobblestone 'neath the halo of a streetlamp I turned my collar to the cold and damp when my eyes were stabbed by the flash of a neon light split the night... and touched the sound of silence And in the naked light I saw ten thousand people maybe more people talking without speaking people hearing without listening people writing songs that voices never share noone dare, disturb the sound of silence Fools said I you do not know, silence like a cancer grows, hear my words that I might teach you take my arms that I might reach you but my words, like silent raindrops fell... and echoed the will of silence And the people bowed and prayed, to the neon god they made And the sign flashed out its warning in the words that it was forming And the sign said, "The words of the prophets are written on the subway walls, and tenement halls and whisper the sounds of silence.

Shar

Shar

 

Father and Son

Mi è tornata in mente questa vecchia canzone. Ne riporto il video: Q29YR5-t3gg E' incredibile cosa si possa fare con qualche accordo e una manciata di parole...

Shar

Shar

 

Run Home

Capita alcuni giorni, come oggi, di tornare a casa. Capita di aver passato alcune ore in compagnia di buon cibo e di ottimi commensali. Poi torni a casa, parcheggi e ti guardi in giro. Vedi le stesse cose, eppure qualcosa non va. Il giardino ha gli stessi alberi, c'è sempre l'uggiolio del cane ad accoglierti ed un paio di gatti a chiedere qualcosa da sgranocchiare. Il garage dove parcheggi è la stessa confusione di sempre, libri e cianfrusaglie sparsi dal pavimento al soffitto. Le pareti di casa hanno lo stesso colore, il mobile dove appoggi le chiavi non è cambiato, appendi il cappotto all'armadio che da sempre ti porge i vestiti. Il letto è lo stesso, la scrivania la solita, ogni superficie orizzontale o vicina ad esserlo è carica di lettere, giornali, libri, oltre alle varie cianfrusaglie di cui non ci si riesce mai a liberare. Eppure qualcosa non va. Ti siedi e provi ad ascoltare. I vicini sembrano litigare come al solito, qualcuno guarda la televisione all'usuale volume esagerato. La tua stanza ha il suo solito odore, un mix di biancheria fresca, carta e deodorante. Il copriletto è liscio come lo era la prima volta, un paio di decine di anni fa o giù di lì. Poi arrivi a capire cos'era quella strana sensazione. Niente intorno è cambiato. Quello che è cambiato sei tu.

Shar

Shar

 

A proposito di code di paglia e di arrampicata libera sugli specchi...

Vogliamo parlare di "simpatici svarioni" della gioventù odierna? Ho appena fatto un esame, comunicando ripetutamente ai candidati (più che ventenni) che una volta consegnato si prende il voto che c'è, e non esiste la possibilità di dire "rifiuto il voto". Sono grandi e grossi a sufficienza per valutare le proprie capacità rispetto alla difficoltà dello scritto, prima di consegnare, ed eventualmente optare per un ritiro. Tra i vari motivi, voglio evitare di perdere tempo per quelli che "provano e riprovano" finché prendono qualcosa che piace loro, così come evitare di avere troppi studenti agli esami scritti visto che ne ho già parecchi. Prima che gridiate al mostro, sappiate che agli orali concedo il rifiuto: è tutto un altro paio di maniche. Ebbene, la sera del giorno dell'esame ricevo una mail in cui mi si dice che "ho avuto problemi di studio e la prego di cancellare il mio voto". La mia rispostaccia (scritta in diretta con Aerys, Kursk, TheFaith e Phate) deve aver colto nel segno. Sono stato perentorio ma non eccessivamente scorbutico, anche se un certo nervosismo e fastidio per il non aver capito il senso della frase "non si rifiuta" deve essere trasparito... Infatti, subito dopo ricevo una seconda mail in cui mi si dice di "ignorare la mail precedente" perchè "non l'ho scritta io" e "sono stato vittima dello scherzo di un vandalo informatico" che ha, non si sa come, preso il controllo del suo pc. Forse ha utilizzato il trucco segreto del più grande amico del Circolo della Pigna... Notare che questo sedicente vandalo non mi ha scritto "crepa cane puzzone", ma in modo molto ben informato (numeri di matricola, nome dell'esame, data e ora, ...) e molto gentile (scusi il disturbo, la ringrazio, ...) mi ha fatto la richiesta di cui sopra. Non ci sono più nemmeno i vandali di una volta... Tra l'altro la conclusione è stata questa, dispiacendosi per quanto accaduto: "fortuna che l'ho scoperto subito". Certo, non ho dubbi in proposito... l'ha scoperto con la stessa velocità che avrebbe avuto l'autore... Giusto il commento di Celestine: ma questo pensava di avere a che fare con un ritardato?

Shar

Shar

 

Del gossip e della tortura medievale

L'altra sera si discuteva a tavola (come al solito molto animatamente) a proposito delle "chiacchiere di paese", volgarmente dette "gossip", o "petec", o "speteguless". Innanzitutto, perchè diavolo abbiamo 400 modi di chiamare la stessa cosa? Una spiegazione c'è. Sapete chi ha oltre 50 modi per definire quella che noi chiamiamo semplicemente "neve"? I lapponi. Fate 2+2 e arriverete alla soluzione. Comunque sia, la cosa nasce da uno spetegules che ho ricevuto, involontariamente, da parte di mia madre su una persona che conosco a malapena. Il che mi ha fatto andare in bestia (tanto per cambiare), perchè i ca%%i degli altri, per definizione, sono degli altri, e non miei. Per prima cosa, non avendo alcun coinvolgimento emotivo con la persona, sono una perdita di tempo (per quanto mi riguarda). Secondo, cosa diavolo c'è da guadagnare a raccontare voci non confermate, a condirle, a infarcirle e ingigantirle solo per strappare un "ooooh!"? Beh, qualcosa c'è. Almeno per qualcuno. Evidentemente chi racconta ha qualcosa da guadagnare, altrimenti la penserebbe come me: è una perdita di tempo. Ma facciamo una sosta. La digressione con mia madre è stata a proposito del "cosa faresti tu". Tira in ballo l'esempio "se un tuo amico...". Fermati qua. Hai già detto tutto: un mio amico, quindi c'è un coinvolgimento. Quindi non si applica al caso dello sconosciuto che stai scaccando gratis di fronte a me. Si accorge della cosa e corregge il tiro. "Io conosco questa persona e lo raccontavo perchè io sono coinvolta, ma metti caso che sia un tuo amico, cosa faresti? Non ti metteresti in mezzo?". Ho risposto che dipende. Dipende dalle situazioni, dipende dall'amico, dipende da tante, troppe cose per poter dare una risposta unanime. E allora via con gli esempi. 1. Un tuo amico si droga. Cara mamma, è un po' esagerato come esempio, e comunque la cosa è sufficientemente grave da rendere necessario l'intervento di qualcuno di molto vicino, magari con l'aiuto di qualcuno che si intenda del problema e di come risolverlo, da un punto di vista medico e psicologico. Ok, troppo esagerato. 2. Un tuo amico fa le corna alla morosa. Cara mamma, la conosco? Se non la conosco, prendo una bottiglia di plastica e inneggio a Tafazzi - al limite qualcosa dico a lui, se mi fa schifo il suo comportamento. Ok, ok... 3. Un tuo amico fa le corna alla morosa che tu conosci. Eccoci, interessante. Grazie a passate esperienze di amici che hanno fatto qualche errorino nel gestire situazioni come questa, direi che prendo l'amico per un'orecchia, lo alzo per quanto consentito dalla mia forza, e gli dico che ha un tempo limitato per risolvere da solo la situazione prima che decida di farlo io. Delle ulteriori digressioni vi risparmio i particolari, magari se ne parla un'altra volta. Torniamo indietro. Guardandoci in giro scopriamo che esistono parecchie persone, soprattutto nei paesini come quello in cui vivo io, che vivono delle disgrazie altrui. Non sentirete mai lunghe discussioni a proposito di "che bravo si è laureato" oppure "che bene che stanno insieme Tizio e Caia". Noooo, noooooooo. "Si è laureato, ma quanto ce ne ha messo! E dire che non sembrava stupido". O ancora "stanno insieme ma io ho visto lui/lei con lei/lui, eh eh eh". Senza contare che ogni volta che la storia viene riportata da una nuova bocca ad un nuovo orecchio, viene farcita. Alla fine si arriva agli alieni, probabilmente. E questo perchè? Perchè dobbiamo essere ritenuti più bravi di quello che ce l'ha raccontata. E siamo più bravi se la storia è ancora più incredibile, se coinvolge particolari ancora più scabrosi, più "tabù", se c'è del marcio, eccetera. Più è sconveniente, più è bravo quello che racconta. E basta vederli come gonfiano il petto prima di abbassare il tono di voce e dire "Hai sentito di...?". Ebbene, no, non è così. Non siete più bravi, siete solo delle mosche troppo cresciute. E il vostro regime alimentare parla per voi. Perchè ho chiamato "gossip e tortura" questo messaggio? Beh... un po' di garrota non si nega a gente del genere. Scusate i pensieri confusi e alla rinfusa... scrivo di getto le cose nelle quali mi imbatto e che mi fanno incavolare... e si sa: la rabbia non è ordinata e razionale.

Shar

Shar

 

Zona pericolo

Sfogliando le pagine dei giornali di questi giorni, soprattutto in termini di "involuzione" dell'intervento di chi legifera, potrebbe passare in secondo piano una coppia di interventi. D'altra parte, aumentando la dose giorno dopo giorno uno non si accorge di come le cose stiano cambiando realmente. C'è una sorta di assuefazione alle caSSate. Mi riferisco, in particolare, a due cose. Da un lato, la rimozione del divieto ai medici (grazie a Dio non l'imposizione di un obbligo) di denunciare all'autorità giudiziaria gli immigrati clandestini che richiedono le loro cure. Ma stiamo scherzando? Il già gravoso compito di queste persone è di guarire e di curare. Vogliamo trasformarli in che cosa, esattamente? Non so se chi scrive certe stupidaggini spacciandoli per "leggi" pensa alle conseguenze delle proprie azioni. Si vuole scoraggiare dunque una specifica categoria di bisognosi di cure dal richiederle, per il rischio di vedersi denunciato e cacciato? Vogliamo che nascano liste non proprio pubbliche di medici xenofobi e non, della serie "vai da quello, ci vanno tutti, non ha mai denunciato nessuno" oppure "no, non li: li ti denunciano subito". Abbastanza schifoso come insieme di idee. Tra le altre cose pure pericoloso per la stessa popolazione che si vuole "difendere". Dannazione, non se ne accorge nessuno? Per la salute pubblica, se chi ha qualche malattia deve tenersela per poter continuare a sperare in una vita migliore. Per la sicurezza pubblica, poi: se lo Stato volta le spalle e la possibilità di vivere una vita "normale" e secondo le regole si allontana, prevedo tanta nuova manovalanza, piuttosto motivata, per il crimine. Almeno a mio modesto modo di vedere. "Lo Stato, la gente, mi odia? Bene: anche io". Di una logicità cristallina. Tant'è che questa ondata di xenofobia, che ovviamente non è nuova (ricordate le impronte digitali?) ha un nome e un cognome. Di chi la vuole, ovviamente. Non lo facciamo, lo conosciamo. Spero solo che la natura intervenga con qualche grave forma di carcinoma in quelli che pensano "fatto bene!". Lasciamo perdere il registro dei "barboni", le "ronde di cittadini"... per ragioni di spazio, non perchè non ci sarebbe molto da dire a proposito. Anzi, poco: MA VFNCL! Il prossimo passo? La caccia all'uomo? Arriviamo al secondo, che per ora è solo un "pericolo" annunciato ma che pare non si realizzerà. Ma forse è il più grave. Almeno a mio modesto modo di vedere. La possibilità che sia lo Stato a decidere dell'unica cosa che, fino a ieri, mi sembrava abbastanza evidente fosse una certezza, l'unica, nelle mani del singolo uomo. Poter decidere dell'unico bene che veramente ci appartiene. La vita. Qui non si parla di morale, qui non si parla di etica (chi ha detto Antigone?). Si parla semplicemente di regole che determinano il funzionamento dello Stato. Una sentenza definitiva, che deve essere eseguita. Non si vede il tentativo di ribaltare le stesse basi della civiltà? E in che modo? Mettendo in discussione la giustizia. E come? Con un provvedimento ad-hoc. Immaginato e paventato nel giro di una notte (e pare, grazie a Dio, che non vedrà mai la luce... almeno per stavolta). Ed ecco il paradosso, visto che voglio stare lontano da etica e morale (che appartengono a ciascuno di noi ma lì devono rimanere). La legge è generale e astratta. Ora, in questo caso, vista la rapidità con cui si è proposta, non mi pare proprio. Tra le altre cose, come? Con un provvedimento che deve prevedere le ragioni di necessità ed urgenza. Ma se mi dici che è necessario ed urgente, ammetti che non è generale e non è astratta. Nell'uno o nell'altro caso, carta per il sedere. Ma se abbiamo già in mente di mettere in discussione il potere giudiziario... Prossimo passo? Giustizia sommaria, ognun per sé, fucili per tutti? Aah... scusatemi, ma mi sono svegliato davvero col piede sbagliato. Oppure no?

Shar

Shar

 

Amici miei - atto III

Arrivi un po' tardi perchè... c'è sempre una scusa o una ragione valida, no? Per fortuna non ci sono ancora tutti, ne manca ancora uno all'appello. E arriva con un'ottima pizza. Poi sono tutti presenti, in trepidante attesa di quello che hai pensato possa succedere nel vostro piccolo grande mondo di fantasia. Ovviamente, il tutto viene inframmezzato da tante stupidaggini di vita quotidiana, e guai se fosse altrimenti. Fai solo un po' fatica ad evitare che queste prendano troppo la mano e distolgano l'attenzione dal resto. Stavolta, complice una notte mezza insonne, hai deciso di uscire dagli schemi e di premiare ciascuno di loro, dando l'opportunità di avere un aggancio con la propria storia, uno spunto per il futuro o semplicemente un nuovo grattacapo sul quale arrovellarsi. Il tutto pare riportare nuova vita, le discussioni incalzano, i dubbi anche. La missione, gli obiettivi... tutto si mischia alla storia e al bagaglio di ciascuno. Qualcuno decide di rischiare tutto per gli altri, nonostante di solito stia molto lontano dalle mischie più furibonde, o di rischiare l'ignoto per una perfetta sconosciuta. Qualcuno ritrova un amico che credeva perduto, uno che gli ha fatto cambiare punto di vista sulla vita, e compare proprio quando lui ne ha più bisogno perchè la bussola proprio non si fa ritrovare. C'è anche chi scopre dentro di sé qualcosa che non capisce, qualcosa che lo ha cambiato e che forse potrebbe risultare pericoloso per sé e per gli altri. Preferisce non parlarne, visto quanto sta accadendo intorno a lui. Un altro, ancora, si accorge di aver fatto un tremendo errore, di aver agito con leggerezza, e che questo non può non avere conseguenze. Si strugge, e non riconosce più il proprio posto nel mondo che si è costruito. C'è infine chi, semplicemente, si tiene un po' in disparte, preda dei propri pensieri. Tutto questo accade su Eberron, ma guardando un po' più da vicino, non si tratta solo di fantasia.

Shar

Shar

 

Amici miei - atto II

E' diverso. Come i seguiti dei film, quelli riusciti, cercano di offrirti una prospettiva nuova sulla quale investire un paio di pensieri. Anche stavolta, pochi protagonisti, ma ognuno con una storia diversa. Stavolta non c'è nessuno che conosci "da una vita", al massimo c'è uno che hai visto un paio di dozzine di volte in tutto. Ma c'è anche chi hai visto sei volte, chi quattro, e chi solo due. Ma alcuni li incontri regolarmente senza mai guardarli negli occhi. L'incontro parte con le stesse basi: riuscire a mangiare parecchio, cercando di fare in modo che sia pure buono, senza dover alleggerire troppo il portafoglio. E gli occhi a mandorla di viale Palmanova promettono bene, in questo senso. Purtroppo la voce si dev'essere sparsa parecchio in giro, visto che il parcheggio più vicino l'ho trovato ad un paio di centinaia di metri dal locale, e che per un pezzo si sushi devi sopportare un po' di attesa, qualche spintone, e un paio di brutte occhiate della serie "Datti una mossa". Ma chi se ne frega? E' sabato sera e siamo qua per divertirci, no? Quelli che arrivano incazzati anche in queste occasioni non sono altro che losers. Anche stavolta però c'è una magia, diversa, ma pur sempre una magia. Nonostante non si sappia praticamente nulla o poco l'uno degli altri, questo non frena le chiacchiere e il piacere di condividere la cena. Il solo fatto di condividere la stessa passione, il Gioco, produce un effetto straordinario. Si chiacchiera come se ci si conoscesse da tanto tempo, si fanno battute che si sa già gli altri capiranno e che piaceranno, si raccontano esperienze che crediamo uniche, per poi scoprire che sono state molto simili anche per gli altri. Ed ecco che si chiacchiera parecchio, che il tempo vola, che le distanze fra noi si riducono. Quelle di età, di esperienza, quelle geografiche: siamo tutti così diversi eppure... Prendi il Nonno, quello che conosco meglio. Qualcuno di noi potrebbe essere frutto dei suoi lombi, e lo si prende pure in giro per questo (sai che novità, ma credo sia l'approccio standard...). Ma è in grado di commuoversi come un agnellino quando la birra cinese finisce. Lo staff del locale si unisce in fretta allo sfottò, con un po' più di diplomazia di noi. Ma quanti fra le centinaia in quel locale possono dire di essere ricordati e chiamati per nome dai gestori? Yes, Merin can. Ci prova anche a fare il Nonno D.O.C. da tradizione. Davanti ad un maxischermo che spara video musicali, riesce a sostenere che ai suoi tempi si che i video erano osè, mica come quelli di oggi! Peccato che dei venti video che nel frattempo venivano passati, nessuno contemplasse meno di un centinaio di tette, o tre dozzine di culi, o "pose" piuttosto esplicite... Ma tant'è, c'ha provato... anche lui è parte del gioco. Alla fin fine, perchè prenderlo in giro? Semplice, perchè forse invidiamo un po' qualcosa di lui, e vorremmo avere parecchie storie da raccontare come le sue, o averne viste altrettante. Prendi l'unica fanciulla della serata, quella che conosco meno. Anche li scatta la presa in giro, che parte proprio dalle sue di "diversità". Donna in mezzo ad un gruppo di maiali (a giudicare dai vari loro appetiti), e pure straniera. A cosa giocheranno mai in Austria da bambini? La risposta dei suoi amici fa venire le lacrime agli occhi dalle risate, ma non voglio rovinare la sorpresa dando la risposta... ma anche lei fa parte della serata, delle chiacchiere e del buon tempo passato assieme. Fa parte del gioco. Ma è il Gioco a rendere queste persone speciali? Mi chiedo, è lui che rende possibile questa "magia"? Senza Gioco, saremmo intorno allo stesso tavolo con una Weizen/Pils/Coca/Baileys (con ghiaccio) a raccontarci qualcosa? Credo di si, perchè in realtà penso accada l'esatto contrario. Che sia il gioco a selezionare questo genere di specialità, e che chi ne possiede sia poi portato naturalmente, in un modo o nell'altro, prima o poi, a finire intorno ad un tavolo con un secchio di dadi e un foglio di carta in grado di trasportarlo lontano nel tempo e nello spazio. E a farlo per un sacco di tempo, attraversando età, confini, generi, eccetera. Se non è magia questa...

Shar

Shar

 

Amici miei

Ed ecco che siamo qui ancora una volta intorno ad un tavolo, in pochi ma buoni, a ridere, guardarci negli occhi, ricordare fatti di qualche anno fa, parlare di noi, di altri, e ancora ridere. Non faremo gli Zingari come i nostri più famosi predecessori, ma comunque ci diamo da fare per infastidire gli altri commensali del locale. Uno stinco, qualche lublijanska, un tris di primi... e via a parlare, parlare e parlare... Mi estraneo un attimo dalle discussioni, quasi quasi tirandomi un po' indietro con la sedia, e mi metto a guardare i miei quattro commensali, con cui un tempo dividevo i banchi all'università. C'è l'apparentemente serio bancario, appassionato anche lui di GDR che alterna una battuta con un racconto della sua ultima sessione. Uno di quelli sempre pronti a dare una mano, sia che riguardi il suo lavoro, sia che riguardi altro. Quello che ai tempi fumava si, ma rigorosamente quelle degli altri. Adesso offre... strana la vita. Rivedo per un attimo quando ha fatto il diavolo a quattro qualche mese fa per tirarmi fuori da una brutta situazione. Mi scappa un sorriso, pensando a cosa poi sia servita. Sono contento dei suoi ultimi racconti: si è spostato ancora una volta e si trova ancora meglio, ha una ragazza che ancora devo conoscere con la quale convive, non fa altro che parlarne bene... Ancora un sorriso. C'è l'apparentemente rumoroso e cazzaro bancario, che non perde occasione per condire le proprie storie con informazioni da "Ai confini della realtà". Ma lo conosciamo, dannazione, ci è sempre piaciuto per questo... quindi godiamo anche le sue ultime vicende, che sfidano le leggi della natura. Rimane sempre rumoroso e... ingombrante. Anche dal punto di vista affettivo. Entra nel locale e tutti si zittiscono per vedere di chi si tratti. Ti solleva a un metro da terra in pubblico e ti bacia (grazie a Dio su una guancia) come se fossi una modella con un reggiseno molto capiente. Sorrido: io so che c'è molto di più di quel che sembra lì sotto, e so quanto è in grado di dire le parole giuste al momento giusto quando serve. Magari quando sono in pochissimi ad ascoltare. C'è poi il professionista/politico/chi più ne ha più ne metta. Impegnato 25 ore su 24, 8 giorni su 7. Sempre con un gadget elettronico o informatico nuovo. E anche stavolta non smentisce le attese. Per festeggiarlo rovescio metà aperitivo sul suo lato della tavola... lui per festeggiare noi, dopo un po', rompe un bicchiere mettendo troppa forza in un brindisi e si fa pure male ad un dito. Sorrido ancora: anche lui ne ha passate di brutte, fin da piccolo e, come le mie, più di una. Ma ora gli sorridono anche le lenti degli occhiali: la casa è quasi pronta, il matrimonio è in arrivo. E i suoi racconti, belli e brutti, sono un toccasana. Ripenso a qualche anno fa e... maledizione, i suoi lati buoni non sono cambiati di una virgola! Alla fine c'è pure l'intruso, il "fratello", che anche se non è stato sui nostri stessi banchi, ha condiviso alcune "zingarate" con noi, e quindi ha tutti i titoli per far parte della truppa. Il cellulare non gli dà tregua, gli cambia un po' l'espressione solitamente molto sorridente, ma dice che va bene così, e non abbiamo motivo di non credergli. Sorrido, ancora una volta, ma poi mi rifaccio avanti e mi lancio con loro di nuovo nella discussione. "Ti ricordi quando...", "Ma lo sai che Tizio e Caia...", "Però quella volta non ti ho detto che...", e via dicendo. Con lo stinco che ne esce sconfitto, ma con le lublijanske che si riprendono la rivincita su fisici non più performanti come una volta. Con le pornostar, sosia di attrici famose, che diventano dei Predator... lo so, sembra una follia... ma fa parte del gioco. Che bella serata. Quando la prossima?

Shar

Shar

 

MooD | DooM

Strana cosa, l'umore. Già il nome, "Umore", è qualcosa di particolare. E' il tuo stato d'animo, ma parla anche di liquidi fisiologici. Bleah, che schifo! E in alcuni momenti il tuo umore ti ricorda perchè... Non a caso, deriva proprio da quello. Latino, greco, sanscrito... il tuo buono o cattivo stato dell'animo dipende dall'equilibrio tra i tuoi umori interni. Mi chiedo quali. Cioè: più urina e meno sangue che vorrà dire? Forse meglio non chiedere, meglio non sapere. Comunque sia, stavo pensando intensamente all'estremo potere metafisico del cellulare. 'Che c'entra con l'umore?' - penserete. Ci arriviamo. Un attimo di pazienza. Facciamo finta che il nostro umore sia una vasca da bagno, e che ci siano per comodità due rubinetti, quello "buono" e quello "cattivo". A seconda di quale dei due è più aperto, la miscela ti porta ad essere più allegro o più depresso. Semplice, quasi banale. Ecco, mi pare come se le vasche da bagno dentro di me siano due. Una per rubinetto. Solo che mentre quella cattiva ha lo scarico otturato (come? beh, dovreste vedere quel che esce dal rubinetto!), dell'altra si è perso il tappo. Fiuuu! Tutto quello che esce dal rubinetto passa via dritto. Rimane solo il contenuto dell'altra vasca. Tanto o poco che sia, è l'umore sbagliato... Ora, perso il tappo qualcuno che te ne fa un altro lo trovi, e io l'ho trovato. Anzi: tre. Si tappa la vasca buona e a quel punto sta a te farla competere con quella cattiva. E ora arriviamo al cellulare. Quando sei li che combatti per riempire una vasca e sgottare l'altra arriva una telefonata. Che, da sola, riesce a farti perdere anche il nuovo tappo (tutti e tre), a chiudere il rubinetto buono (spaccando la manopola), a spalancare quello cattivo (spaccando anche qui la manopola) e a donarti un paio di ettolitri di umore nero arretrato con cui riempire la vasca. Denso come la fango. E non ho sbagliato a coordinare articolo e nome. Capito, il potere del cellulare? Incredibile... A questo punto sembra quasi destino. Ogni volta che ti pare di aver trovato un tappo buono, riescono a fartelo perdere di nuovo. Ma prima o poi ce lo incollo con l'Attack... devo ancora capire cosa fare con il cellulare, ma una soluzione prima o poi la si trova, no?

Shar

Shar

 

Nuovi millenni e antiche vergogne

Parte un nuovo anno, che fa parte di un nuovo millennio. Hai la fortuna di vivere in un Paese piuttosto industrializzato, di frequentare persone benestanti e di cultura... ma poi riescono a farti imbestialire. Odio le persone che sono in grado di dire la seguente cosa: "Non vorrei che mi dicessero che sono razzista se me la prendo con una persona di colore". Maledetta la miseria: se davvero tu non fossi razzista, non avresti nemmeno il dubbio. Agiresti con lo stesso metro a prescindere da nazionalità e colore della pelle di chi ti sta di fronte. Cos'è, coda di paglia? Ma poi alle mie "perplessità", che ti esprimo senza mezzi termini, cerchi di riparare facendo danni ancora maggiori. Cercando un vezzeggiativo chiami "cioccolatino" una persona. Mi fai incavolare ancora di più, e te lo faccio notare. E qui il colpo di grazia: "Non è colpa mia se dalle nostre parti c'è ancora questo modo di vedere gli stranieri". Eh no, bello mio. Neanche per il razzo. E' proprio colpa tua, tua e di quelle piccole persone come te, che nonostante occupino una posizione autorevole e abbiano una discreta cultura non perdono l'occasione di dimostrare quanto la loro vita sia essenzialmente tempo perso. Non mi puoi venire a dire queste cose sperando che io non sputi dove cammini. Mi fai vomitare. E vorresti che io usassi i miei "poteri" per renderti più agevole l'obiettivo che ti sei prefissato nei confronti di questa persona? Al limite da voler fare "carte false"? Te lo sogni. Io me ne lavo le mani, e ti ho già detto che questa cosa mi fa schifo. Più mi guardo in giro e più vedo gente di merla. Che crepino.

Shar

Shar

 

2009

Comincia un anno nuovo, e ci si pone di fronte alle solite cose: obiettivi, cose che vorresti fare, cose che vorresti cambiare, speranze, illusioni. Cerchi di tirare la cinghia durante tutte le feste natalizie: se le cose non ti stanno andando particolarmente bene, guardarsi intorno vedendo gente felice ti scaraventa ancora di più nella latrina nella quale ti hanno cacciato controvoglia e di testa. "Il tempo aggiusta tutto" ti dicono. E lo sai. Ci credi. L'hai detto a suo tempo anche tu a qualcuno. Solo che lo puoi fare quando tutto gira, ma se hai il motore grippato col cacchio che ti serve a qualcosa. Sei fermo in mezzo alla strada e vedi quelli che ti sorpassano da tutte le parti. Qualcuno strombazza e fa gestacci, qualcun'altro si ferma un attimo, saluta e riparte. Qualcuno ancora, i migliori, ti aiuta per qualche minuto a spingere la tua carriola. Ma prima o poi tutti hanno la propria strada da coprire, per cui sai che puoi contare e controllare un'unica cosa al mondo: te stesso. Peccato che il fatto che fra enne mesi tutto andrà meglio non fa ripartire il motore adesso. E tu sei in mezzo all'autostrada ora. Cominci col proposito più facile, e appendi le cicche al chiodo. Per darti coraggio, tiri dentro anche un tuo amico, giusto per non sentirti solo. Speri solo che non ti odi per non aver saputo dirti di no... Poi hai il lavoro, quello si che per ora funziona. Ma non riesce nemmeno quello a farti distrarre. Anzi. Fai il doppio della fatica a fare cose che ti davano la carica. E invece adesso ti drenano via quel po' di benzina che ti resta. Ed ecco che arrivi alla conclusione più strana. Ti dà fastidio tutto, arrivi a "odiare" tutti. Indiscriminatamente. Perchè realizzi che dovresti spingere il ferro vecchio che si è fermato, lo devi fare da solo, ma hai forza solo per stare seduto ai margini del marciapiede a sputare a quelli che passano. Buon 2009!

Shar

Shar

 

One year after...

Ad un anno esatto dal mio ultimo post sul blog, scrivo ancora qualcosa. Di cose ne sono successe e non è assolutamente l'inizio di una nuova attività "blogghistica". E' quello che è: un pensiero. Mi è stato "inviato" da una persona fuori dell'ordinario e io lo rigiro a quanti lo avessero perso. Il blog originale è qui: www.garethjax.net Questo il testo. E' lungo, ma merita. L'autore è Steve Jobs (si, proprio quello), il luogo l'università di Stanford, il momento il 12/06/2005. Non so se metà di quello che c'è scritto è vera, ma ha poca importanza. Quello che rileva è il messaggio. E tutto si può dire di Jobs tranne che non sia un grande comunicatore. I am honored to be with you today at your commencement from one of the finest universities in the world. I never graduated from college. Truth be told, this is the closest I've ever gotten to a college graduation. Today I want to tell you three stories from my life. That's it. No big deal. Just three stories. The first story is about connecting the dots. I dropped out of Reed College after the first 6 months, but then stayed around as a drop-in for another 18 months or so before I really quit. So why did I drop out? It started before I was born. My biological mother was a young, unwed college graduate student, and she decided to put me up for adoption. She felt very strongly that I should be adopted by college graduates, so everything was all set for me to be adopted at birth by a lawyer and his wife. Except that when I popped out they decided at the last minute that they really wanted a girl. So my parents, who were on a waiting list, got a call in the middle of the night asking: "We have an unexpected baby boy; do you want him?" They said: "Of course." My biological mother later found out that my mother had never graduated from college and that my father had never graduated from high school. She refused to sign the final adoption papers. She only relented a few months later when my parents promised that I would someday go to college. And 17 years later I did go to college. But I naively chose a college that was almost as expensive as Stanford, and all of my working-class parents' savings were being spent on my college tuition. After six months, I couldn't see the value in it. I had no idea what I wanted to do with my life and no idea how college was going to help me figure it out. And here I was spending all of the money my parents had saved their entire life. So I decided to drop out and trust that it would all work out OK. It was pretty scary at the time, but looking back it was one of the best decisions I ever made. The minute I dropped out I could stop taking the required classes that didn't interest me, and begin dropping in on the ones that looked interesting. It wasn't all romantic. I didn't have a dorm room, so I slept on the floor in friends' rooms, I returned coke bottles for the 5¢ deposits to buy food with, and I would walk the 7 miles across town every Sunday night to get one good meal a week at the Hare Krishna temple. I loved it. And much of what I stumbled into by following my curiosity and intuition turned out to be priceless later on. Let me give you one example: Reed College at that time offered perhaps the best calligraphy instruction in the country. Throughout the campus every poster, every label on every drawer, was beautifully hand calligraphed. Because I had dropped out and didn't have to take the normal classes, I decided to take a calligraphy class to learn how to do this. I learned about serif and san serif typefaces, about varying the amount of space between different letter combinations, about what makes great typography great. It was beautiful, historical, artistically subtle in a way that science can't capture, and I found it fascinating. None of this had even a hope of any practical application in my life. But ten years later, when we were designing the first Macintosh computer, it all came back to me. And we designed it all into the Mac. It was the first computer with beautiful typography. If I had never dropped in on that single course in college, the Mac would have never had multiple typefaces or proportionally spaced fonts. And since Windows just copied the Mac, its likely that no personal computer would have them. If I had never dropped out, I would have never dropped in on this calligraphy class, and personal computers might not have the wonderful typography that they do. Of course it was impossible to connect the dots looking forward when I was in college. But it was very, very clear looking backwards ten years later. Again, you can't connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards. So you have to trust that the dots will somehow connect in your future. You have to trust in something — your gut, destiny, life, karma, whatever. This approach has never let me down, and it has made all the difference in my life. My second story is about love and loss. I was lucky — I found what I loved to do early in life. Woz and I started Apple in my parents garage when I was 20. We worked hard, and in 10 years Apple had grown from just the two of us in a garage into a $2 billion company with over 4000 employees. We had just released our finest creation — the Macintosh — a year earlier, and I had just turned 30. And then I got fired. How can you get fired from a company you started? Well, as Apple grew we hired someone who I thought was very talented to run the company with me, and for the first year or so things went well. But then our visions of the future began to diverge and eventually we had a falling out. When we did, our Board of Directors sided with him. So at 30 I was out. And very publicly out. What had been the focus of my entire adult life was gone, and it was devastating. I really didn't know what to do for a few months. I felt that I had let the previous generation of entrepreneurs down - that I had dropped the baton as it was being passed to me. I met with David Packard and Bob Noyce and tried to apologize for screwing up so badly. I was a very public failure, and I even thought about running away from the valley. But something slowly began to dawn on me — I still loved what I did. The turn of events at Apple had not changed that one bit. I had been rejected, but I was still in love. And so I decided to start over. I didn't see it then, but it turned out that getting fired from Apple was the best thing that could have ever happened to me. The heaviness of being successful was replaced by the lightness of being a beginner again, less sure about everything. It freed me to enter one of the most creative periods of my life. During the next five years, I started a company named NeXT, another company named Pixar, and fell in love with an amazing woman who would become my wife. Pixar went on to create the worlds first computer animated feature film, Toy Story, and is now the most successful animation studio in the world. In a remarkable turn of events, Apple bought NeXT, I returned to Apple, and the technology we developed at NeXT is at the heart of Apple's current renaissance. And Laurene and I have a wonderful family together. I'm pretty sure none of this would have happened if I hadn't been fired from Apple. It was awful tasting medicine, but I guess the patient needed it. Sometimes life hits you in the head with a brick. Don't lose faith. I'm convinced that the only thing that kept me going was that I loved what I did. You've got to find what you love. And that is as true for your work as it is for your lovers. Your work is going to fill a large part of your life, and the only way to be truly satisfied is to do what you believe is great work. And the only way to do great work is to love what you do. If you haven't found it yet, keep looking. Don't settle. As with all matters of the heart, you'll know when you find it. And, like any great relationship, it just gets better and better as the years roll on. So keep looking until you find it. Don't settle. My third story is about death. When I was 17, I read a quote that went something like: "If you live each day as if it was your last, someday you'll most certainly be right." It made an impression on me, and since then, for the past 33 years, I have looked in the mirror every morning and asked myself: "If today were the last day of my life, would I want to do what I am about to do today?" And whenever the answer has been "No" for too many days in a row, I know I need to change something. Remembering that I'll be dead soon is the most important tool I've ever encountered to help me make the big choices in life. Because almost everything — all external expectations, all pride, all fear of embarrassment or failure - these things just fall away in the face of death, leaving only what is truly important. Remembering that you are going to die is the best way I know to avoid the trap of thinking you have something to lose. You are already naked. There is no reason not to follow your heart. About a year ago I was diagnosed with cancer. I had a scan at 7:30 in the morning, and it clearly showed a tumor on my pancreas. I didn't even know what a pancreas was. The doctors told me this was almost certainly a type of cancer that is incurable, and that I should expect to live no longer than three to six months. My doctor advised me to go home and get my affairs in order, which is doctor's code for prepare to die. It means to try to tell your kids everything you thought you'd have the next 10 years to tell them in just a few months. It means to make sure everything is buttoned up so that it will be as easy as possible for your family. It means to say your goodbyes. I lived with that diagnosis all day. Later that evening I had a biopsy, where they stuck an endoscope down my throat, through my stomach and into my intestines, put a needle into my pancreas and got a few cells from the tumor. I was sedated, but my wife, who was there, told me that when they viewed the cells under a microscope the doctors started crying because it turned out to be a very rare form of pancreatic cancer that is curable with surgery. I had the surgery and I'm fine now. This was the closest I've been to facing death, and I hope its the closest I get for a few more decades. Having lived through it, I can now say this to you with a bit more certainty than when death was a useful but purely intellectual concept: No one wants to die. Even people who want to go to heaven don't want to die to get there. And yet death is the destination we all share. No one has ever escaped it. And that is as it should be, because Death is very likely the single best invention of Life. It is Life's change agent. It clears out the old to make way for the new. Right now the new is you, but someday not too long from now, you will gradually become the old and be cleared away. Sorry to be so dramatic, but it is quite true. Your time is limited, so don't waste it living someone else's life. Don't be trapped by dogma — which is living with the results of other people's thinking. Don't let the noise of others' opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary. When I was young, there was an amazing publication called The Whole Earth Catalog, which was one of the bibles of my generation. It was created by a fellow named Stewart Brand not far from here in Menlo Park, and he brought it to life with his poetic touch. This was in the late 1960's, before personal computers and desktop publishing, so it was all made with typewriters, scissors, and polaroid cameras. It was sort of like Google in paperback form, 35 years before Google came along: it was idealistic, and overflowing with neat tools and great notions. Stewart and his team put out several issues of The Whole Earth Catalog, and then when it had run its course, they put out a final issue. It was the mid-1970s, and I was your age. On the back cover of their final issue was a photograph of an early morning country road, the kind you might find yourself hitchhiking on if you were so adventurous. Beneath it were the words: "Stay Hungry. Stay Foolish." It was their farewell message as they signed off. Stay Hungry. Stay Foolish. And I have always wished that for myself. And now, as you graduate to begin anew, I wish that for you. Stay Hungry. Stay Foolish. Thank you all very much. Se siete pigri, provate YouTube:

Shar

Shar

 

Caro il mio sciopero...

Siamo tutti alle prese in questi ultimi giorni con la paralisi causata dallo sciopero degli autotrasportatori. Si possono leggere dovunque motivazioni e proteste, sostegni e richieste di intervento dell'esercito, minacce e spallucce... non voglio riproporre cose fatte da altri. Rifletto su alcuni elementi di fondo. Primo: il diritto allo sciopero e la "libertà di protesta" sono sacrosanti, ma hanno delle regole che sono continuamente infrante e nessuno si sogna di sanzionare comportamenti che, dal punto di vista civile e legale, sono previsti dai codici come illeciti. La vostra libertà, cari i miei "camionisti", finisce dove comincia quella degli altri. E se anche siete in tanti, fate attenzione (ma forse è troppo tardi) a non fare incavolare tutti gli altri: passerebbero dalla parte del torto anche le sparute ragioni che potreste avere. E qui andiamo al secondo punto. Le ragioni. Quali sono? Reggono? Vediamo un po' (le opinioni sono le mie). Il costo del gasolio. Cari i miei signori, non è che a me la benzina la regalino. Pregate in ginocchio, poi, che il dollaro rimanga dov'è, altrimenti le batoste sui prezzi alla pompe sarebbero ben diverse. Se avessimo il dollaro di 4-5 anni fa, avremmo superato da un pezzo l'euro e mezzo per un litro di verde. E siamo il paese che più di tutti abusa del trasporto su gomma, quando l'ambiente, il traffico e la ragione richiederebbero di utilizzare ben altri sistemi di trasporto. Notare che in tanti Paesi, visto il potenziale inquinante dei "camion", c'è una sovrattassa per il trasporto su gomma. Altro che regalie ad una corporazione che in questi giorni sta veramente mettendo a dura prova la pazienza della gente. Stesso discorso per i pedaggi autostradali. Visto l'intralcio e la minaccia alla sicurezza rappresentata dai TIR, vedrei molto meglio un aumento dei loro costi (che poi andrebbero comunque a ricadere sul prezzo dei prodotti trasportati, è ovvio), se questi venissero investiti per trovare soluzioni alternative al trasporto su gomma. Concorrenza di camionisti stranieri con paghe basse. Cari "camionisti", la concorrenza è proprio alla base della nostra Europa, e non è possibile invocarne unicamente i vantaggi, senza considerarne i prezzi. La concorrenza (se leale e trasparente) è un vantaggio per i consumatori, e se non volete che, come in tutti gli altri settori, le vostre paghe vengano minacciate da chi sa fare esattamente il vostro lavoro ma chiede un salario inferiore, cambiate lavoro o trasferitevi in un Paese esterno all'EEA. Se volete un salario più alto, cercate di offrire un servizio migliore (sempre che sia possibile). A parità di servizio, è giusto confrontarsi con chi richiede prezzi inferiori. Stanziamenti pubblici per abbattere i costi del servizio di trasporto. Altre sovvenzioni di protezione ad una categoria? Ma come? Da una parte vi offendete della concorrenza leale basata sull'abusivismo (da reprimere, sono d'accordo), dall'altra chiedete voi stessi una concorrenza sleale che vi avvantaggi? Cercate di essere coerenti con le vostre richieste. Dopo le ragioni (ma ne hanno?), arriviamo al terzo e ultimo punto, il più dolente. I modi. Se anche qualche ragione potreste anche averla, se anche alcuni disagi sono comprensibili per dare un senso alla vostra protesta, voi state arrecando un duplice danno alla gente. Che da un lato non trova generi di primo consumo (carburanti, alimentari, eccetera), e dall'altro si trova imbottigliata nel traffico (e non può andare a svolgere il proprio dovere sul posto di lavoro) perchè bloccate il traffico. Entrambe queste cose sono sanzionate, così come la continuazione della protesta una volta che c'è stata la precettazione, così come le aggressioni nei confronti dei "crumiri" (che probabilmente hanno più sale in zucca di tanti altri), eccetera. Vogliamo mettere le mani su alcune di quelle migliaia di leggi sfornate dal nostro Parlamento e sanzionare quelli che violano la libertà di circolazione dei cittadini? Cominciamo a registrare le targhe di questi "signori" e mandiamo delle belle multicine a casa loro? Cominciate anche a riflettere su quante altre categorie di lavoratori, volendo, potrebbero mettere in ginocchio, se volessero protestare, tutto il Paese. Utilizzando la stessa vostra arma, se necessario: l'illegalità.

Shar

Shar

 

La scatola nera... diventa rosa!

Un po' di tempo fa parlavo su queste pagine di un'iniziativa interessante di una compagnia di assicurazione per ridurre il costo delle polizze auto ai clienti che volessero installare una sorta di scatola nera sulla propria autovettura, con importanti funzioni accessorie come il soccorso stradale, la prova in caso di incidente, eccetera. Ora pare che la cosa stia prendendo piede, ma con una piccola deviazione. In questi giorni l'ANIA (l'associazione che in Italia rappresenta l'industria assicurativa) ha deciso di presentare al Motorshow un scatola... rosa. In pratica l'iniziativa punta sulle donne come traino del nuovo sistema. Da gennaio si prevede di cominciare l'installazione del marchingegno per testarne l'efficacia, con incentivi alle prime che chiederanno l'installazione (gratuità per 3 anni). Come nell'esempio che avevo descritto a suo tempo, oltre a registrare le informazioni sulla guida, la macchinetta è in grado di chiamare il pronto soccorso, l'assistenza stradale, o il pronto intervento in caso di emergenza (che nel caso delle donne, può anche essere un'aggressione, ad esempio). Essendo collegata ad un sistema satellitare, può anche fungere da antifurto. L'unica cosa che mi lascia un po' perplesso è che si fa leva sul solito pregiudizio "donna al volante...", associando all'iniziativa un sito Internet che "spieghi" alle donne come migliorare la propria guida (statisticamente ottima), con tanto di premio alle prime 100 (corso di guida sicura) e uno di consolazione ad altre 1500 (la scatola rosa). Mah...

Shar

Shar

 

Ennesimo Senza parole...

Ritorno dopo una lunga assenza a postare qualcosa su cui riflettere... http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/partita-svizzera-nigeria/partita-svizzera-nigeria/partita-svizzera-nigeria.html Che altro dire, se non... senza parole?

Shar

Shar

 

[Telefonia] Quando la torta è grossa...

... tutti vogliono una fettina! Dopo il post sull'iPhone e su alcuni problemini di prezzo (oltre che di contenuti del prodotto, che è sempre meno killerapp di quanto sembrasse tempo fa), è arrivato il momento anche per altri di provare a entrare nelle nostre tasche. Ma in questo caso fa notizia il nome dietro alle nuove manovre: Google. - quest'immagine è probabilmente un fake, ma mi piaceva... - Pare infatti che manchi poco al lancio del GooglePhone o GPhone. I rumors si sprecano, ma sono riuscito a trovare queste informazioni (tutte da verificare): sarà incentrato sul Wireless (e si troverà a fare a pugni, tra gli altri, con il Blackberry), potrebbe essere semplicemente un rebrand di qualche prodotto esistente o in uscita, l'obiettivo è più vicino al laptop di Negroponte che all'iPhone (dovrebbe dunque costare poco ma vivere di contenuti pubblicitari), dovrebbe contenere tutte le Google Application, dovrebbe essere basato su Linux, dovrebbe avere un GPS legato a GoogleMaps, dovrebbe integrare un VoIP basato su Google Talk, dovrebbe, dovrebbe dovrebbe... Stareamo a vedere... ... ma per quelli che affermano che sia tutta una bufala, bisognerebbe riflette sul fatto che c'è già una voce su Wikipedia... (http://en.wikipedia.org/wiki/GPhone).

Shar

Shar

 

Albert... genio anche negli aforismi.

Mi sono messo alla ricerca di qualche frase celebre, perchè sto scrivendo un augurio e mi serviva qualcosa ad effetto... mi sono imbattuto in una raccolta di frasi dette da Albert Einstein... un mito! Ve le riporto. Le trovate, insieme a tante altre, su http://web.tiscali.it/astronomiasulweb/celebri.html Buona lettura! "Voglio sapere come Dio ha creato questo mondo, voglio conoscere i suoi pensieri, il resto è dettaglio." "È più facile disintegrare un atomo che un pregiudizio." "La scienza senza religione è zoppa, la religione senza scienza è cieca." "La cosa più incomprensibile dell'Universo è che esso sia comprensibile." "Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno." "Quello che veramente mi interessa è sapere se Dio ha avuto qualche possibilità di scelta nella creazione del mondo." "Se solo l'avessi saputo, avrei fatto l'orologiaio. (parlando della bomba atomica)" "Chi non è più capace di fermarsi a considerare con meraviglia e venerazione è come morto: i suoi occhi sono chiusi." "Due cose sono infinite: l'Universo e la stupidità umana, ma riguardo all'Universo ho ancora dei dubbi." "Chi ha da fare non ha tempo per le lacrime." "Io vivo in quella solitudine che è dolorosa nella giovinezza, ma deliziosa negli anni della maturità." "Non penso mai al futuro, arriva così presto." "Dolce è la vendetta, specialmente per le donne." "La fantasia è più importante della conoscenza." "L'umanità avrà la sorte che saprà meritarsi." "Gli Stati Uniti sono il solo paese che è passato dalla barbarie alla decadenza senza toccare la civilizzazione." "Se i fatti e la teoria non concordano, cambia i fatti." "La differenza fra la gloria reale e quella fittizia sta nel sopravvivere nella storia o in una storia." "Non possiamo disperare nell'umanità, dal momento che noi stessi siamo esseri umani." "La prima necessità dell'uomo è il superfluo." "Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti." "Chiunque crede che la sua propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere." "Non avrai veramente capito una cosa finché non sarai in grado di spiegarla a tua nonna." "La prima guerra mondiale è stata combattuta con gli aerei, la seconda con le bombe... la terza sarà combattuta a sassate." "Chi si lamenta perché ha dei problemi in matematica, cosa direbbe se avesse i miei?" "Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa." "Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire accordate a ciascun individuo." "Avete l'impressione che la fisica contemporanea sia basata su concetti qualche volta analoghi al sorriso di un gatto che non c'è." "Se vuoi scoprire qualcosa della fisica teorica riguardo il metodo che adotta, ti suggerisco di attenerti ad un principio: non ascoltare le loro voci, fissa la tua attenzione sulle loro azioni." "Gran brutta malattia il razzismo, più che altro strana: colpisce i bianchi, ma fa fuori i neri." "Non tutte le cose che possono essere contate contano, e non tutte le cose che contano possono essere contate." "Tutto è relativo: prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie." "È meglio essere pessimisti e avere ragione che essere ottimisti e avere torto." "Se un'idea alla prima impressione non appare assurda, non avrà speranza." "Questo eroismo a comando, questa violenza insensata, questo maledetto e ampolloso patriottismo - quanto intensamente li disprezzo!" "È la teoria che decide ciò che dobbiamo osservare." "La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. In questo caso, abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: niente funziona… e nessuno sa il perché!" "Ognuno di noi è su questa Terra per una breve visita; egli non sa il perché, ma assai spesso crede di averlo capito." "Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo." "Non voglio e non possono figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicolo, si nutrono di simili idee!"

Shar

Shar

 

La tecnologia che diventa utile.

Mi sono sempre chiesto quanto tempo ci sarebbe voluto, e perchè non si è spinto di più in questa direzione. Le basi tecnologiche ci sono, le potenzialità dello strumento vastissime... eppure... Vado con ordine. Una nota compagnia di assicurazioni italiana ha recentemente proposto in prova un congegno, grande più o meno come un libro, che si installa sulle auto e permette, attraverso il satellite, di registrare informazioni sulla posizione del veicolo in ogni momento. Non solo: oltre a data, luogo e ora è in grado di registrare se avviene un urto e le velocità prima e dopo di questo. Quali le potenzialità? Eccone alcune: - risparmio del 20% sulla polizza RC: i dati servono alla compagnia per calibrare meglio la propria conoscenza del guidatore; - risparmio del 50% sulle polizze Furto/Incendio, dato che è possibile conoscere in ogni momento la posizione del veicolo in caso i soliti ignoti entrino in azione; - ovviamente, nessun costo aggiuntivo (perchè è anche interesse della compagnia). Veniamo ora alle vere figate: - il dispositivo riconosce gli incidenti che coinvolgono la vettura, e automaticamente chiama il cellulare del guidatore: se nessuno risponde, attiva i soccorsi indicando il luogo dell'incidente; ottimo in caso di perdita di conoscenza; - il dispositivo registra le informazioni in caso di urto: - il dispositivo ha già risparmiato multe ad alcuni utilizzatori: un tizio che ha ricevuto multe ha potuto dimostrare che all'ora e nel giorno della contravvenzione la sua auto era altrove; - stesso discorso per i limiti di velocità: si può dimostrare la velocità a cui andava il veicolo dove e quando è stata elevata una contravvenzione; - calci nel sedere ai soliti furbetti, che fingono danni da catastrofe spaziale per una spintarella allo stop: è già successo che un tamponatore ha potuto dimostrare l'esorbitanza delle richieste di risarcimento del tamponato perchè la velocità registrata al momento dell'urto non era idonea a provocare gravi danni a cose o persone. Paura per la privacy? I dati sono registrati da una centrale ma è possibile solo per il cliente richiederli, non per altri soggetti. Mi chiedo cosa aspettino tutte le compagnie ad adottare sistemi simili, oppure cosa si aspetti a rendere un sistema come questo obbligatorio (lo si è fatto per altri sistemi di sicurezza, non vedo cosa osterebbe). Mi vengono in mente altri utilizzi al momento non sviluppati: - possibilità di multare chi va a velocità curvatura in zone con limiti di velocità molto bassi (200 in autostrada, 90 in centro abitato, eccetera); - possibilità di multare i non autorizzati che entrano in zone a traffico limitato; - possibilità di avere finalmente delle polizze che si attivano solo ed esclusivamente quando si usa l'auto, con notevoli risparmi per chi la usa poco (e incentivo ad usare i mezzi pubblici, ad esempio). Che ne dite? Ve ne fareste installare uno? A dire la verità io sto meditando di cambiare compagnia, al momento...

Shar

Shar

 

Dai che la domenica si torna in bici!!

Siamo continuamente bombardati da notizie sul caro-greggio. Al momento siamo oltre i 90 dollari al barile sui derivati, e ci si attende che i prezzi continuino a non scendere almeno fino alla prossima riunione dell'OPEC (metà novembre). Sono convinto che la componente speculativa sia notevole, soprattutto quella legata al valore del dollaro, ma non cambia il discorso pragmatico legato alla cosa: comunque le cose evolvano, evolveranno più o meno velocemente verso il peggio. Quello su cui volevo riflettere è una linea che unisce i seguenti puntini: - nel 2001 eravamo a circa 20-25 dollari al barile (vado a memoria); - in un anno (2007) il petrolio è aumentato di circa il 35-40% (e se non fosse che anche il dollaro è aumentato, sarebbero state sprangate sui denti per tutti quelli che usano molto l'auto); - se prendiamo il prezzo del petrolio ai tempi delle crisi petrolifere degli anni '70 e lo aggiustiamo per l'inflazione, otteniamo un intorno di 70-80 dollari al barile... Come dicevo nel titolo, tutti i presupposti ci sono per tornare alle bici di domenica...

Shar

Shar

 

Dai che la domenica si torna in bici!!

Siamo continuamente bombardati da notizie sul caro-greggio. Al momento siamo oltre i 90 dollari al barile sui derivati, e ci si attende che i prezzi continuino a non scendere almeno fino alla prossima riunione dell'OPEC (metà novembre). Sono convinto che la componente speculativa sia notevole, soprattutto quella legata al valore del dollaro, ma non cambia il discorso pragmatico legato alla cosa: comunque le cose evolvano, evolveranno più o meno velocemente verso il peggio. Quello su cui volevo riflettere è una linea che unisce i seguenti puntini: - nel 2001 eravamo a circa 20-25 dollari al barile (vado a memoria); - in un anno (2007) il petrolio è aumentato di circa il 35-40% (e se non fosse che anche il dollaro è aumentato, sarebbero state sprangate sui denti per tutti quelli che usano molto l'auto); - se prendiamo il prezzo del petrolio ai tempi delle crisi petrolifere degli anni '70 e lo aggiustiamo per l'inflazione, otteniamo un intorno di 70-80 dollari al barile... Come dicevo nel titolo, tutti i presupposti ci sono per tornare alle bici di domenica...

Shar

Shar

Accedi per seguirlo  
×

Informazioni Importanti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Ulteriori Informazioni.