Tutti i contenuti pubblicati da Peran Valenhart
-
[Avventura] [Autoproduzione] Il Solstizio Nero - horror lovecraftiano/arturiano, d100, Cornovaglia 1940
L'associazione Lovecraft + miti arturiani è davvero, davvero fantastica! Mi spiace un po' per la formula "X in realtà è Y", mi sarebbe piaciuta una vera fusione dei due generi. Per me non ci sono proprio problemi. Puoi anche aver scritto tutto con l'AI, la creatività "cola" comunque dalla concatenazione dei prompt.
-
Mondi perduti
Secondo me questo è il migliore dell'ensable. L'elemento "il divino è tecnologia aliena" non è un topos particolarmente originale... metti Stargate, Babylon 5, Childhood's End. In Childhood's End gli alieni arrivano sulla terra e hanno l'aspetto del diavolo, e parliamo di 1953... Tuttavia immergerlo nel mondo medioevale è molto meno visto. Poi inserire "gli dei possono morire e ce ne siamo accorti solo ora" è sì una idea antica e praticamente compresa nel "divino alieno" di sopra ma se ci si focalizza sulla sensazione di trauma che questo comporta, rimane sempre efficace. Per esempio nella la frase di Assassin's Creed “Nothing is true, everything is permitted”, mi ricordo esplicitamente che Schopenhauer citò la frase dicendo che significava "Dio non esiste, vi hanno riempito di fandonie, potete uccidere tranquillamente perché non vi succederà niente" Ma il motivo per cui mi piace è senza nessun dubbio l'accostamento iconografia cristiana hard accostata alla biologia hard. Se spingi lì hai davvero qualcosa di originale. Assassin's Creed fa quasi la stessa cosa accostando biologia hard e estetica antica. Se non abbandoni il misticismo/iconografia religiosa quando accosti e introduci la biologia hai sì qualcosa di originale, pensa ai Midichlorian o ad alcuni elementi estetici di Evangelion. Lì la componente spirituale non viene "superata dal materialismo". Se parli troppo in termini moderni di biologia e di DNA come qualcosa che ha scoperto il trucco e adesso è l'unica cosa che c'è, hai una decorazione sopra una discussione da forum complottista.
- Lo "Show don't tell" non è autoconsistente, produce narrativa stancante e oggettivamente brutta
-
Il combattimento tra guerrieri esperti nel 99% dei GdR è una pizza agghiacciante
Credo che sia veramente un piccolo capolavoro di game design! Ci sono meccaniche di bluff e push your luck, ma la cosa fenomenale secondo me è la parte in cui introduci una asimmetria nel classico morra cinese con payoff differenti. Complimenti!
-
Lo "Show don't tell" non è autoconsistente, produce narrativa stancante e oggettivamente brutta
Ciao Hero, ho letto il tuo messaggio e provo a dire la mia! Sono del Team Show 😁 conoscevo il blog di Chiara, ero un suo grande fun! Mi sono rattristito un po' quando recentemente ho visto che non esiste più online, se non altro faceva ridere 😹 Ti scrivo da persona che scrive. Sullo Show, dont Tell, il fatto è questo: la stragrande maggioranza delle volte lo show contiene più corpo, ritmo, azione e più intensità del tell. Non è solo una parafrasi inefficiente del “tell”, spesso è proprio un’altra categoria, un'altra forma di conoscenza. Le due modalità non sono semplicemente versioni una più breve, una più lunga dello stesso messaggio… Il ragazzo "magro e occhialuto", non decodifica una immagine. Decodifichi uno stereotipo. Tu così non evochi un individuo, ma chiedi al lettore di estrarre dal magazzino mentale l’immagine standard del nerd prefabbricato da B movie. Invece con il mostrato riesci a creare combinazioni uniche molto più facilmente del raccontato. Due personaggi possono essere entrambi “timidi” e non avere praticamente un cavolo in comune. Uno evita lo sguardo. Uno parla troppo proprio perché è agitato, uno diventa aggressivo, uno fa battute, uno invece resta perfettamente calmo, ma mentalmente prepara ogni frase dieci secondi prima di pronunciarla. Per l'idea di “minimizzare l’energia necessaria al cervello”... questa presuppone che ogni lavoro cognitivo sia un costo. Non è così. Quando l’inferenza si trova un un range, in cui è abbastanza difficile da richiedere partecipazione, però è abbastanza facile da poter essere risolta, parte del piacere sta proprio nella ricostruzione! Se mi dici “è geloso”, ricevo una classificazione già pronta. Se invece tu mi dai due o tre comportamenti coerenti e sono io a capire che è geloso, non ho semplicemente ottenuto la stessa informazione consumando più energia: ho formulato un’ipotesi, l’ho verificata e ho chiuso una piccola incertezza: quindi ho partecipato alla costruzione del significato. Questo è più piacevole per il cervello, perché: 1) Risolvere un’incertezza è ricompensante 2) Generare da soli l’interpretazione aumenta la partecipazione e l'appropriazione cognitiva del materiale 3) L’interpretazione rimane revocabile: Se mi dici “è geloso”, hai chiuso semanticamente il personaggio. Se me lo fai inferire, posso pensare “è geloso… oppure insicuro? possessivo? spaventato di perderla?”. Posso aggiornare il modello mentre leggo. Il personaggio resta vivo.
-
Ciao a tutti!
Maxwell volentierissimo! Ti ho scritto in privato! Ian Morgenvelt preso nota di tutto! 😁
-
Ciao a tutti!
Salvolà! 😊 Mi chiamo Alberto, ho 26 anni e sono ML engineer. Sono appassionato di fantasy fin da ragazzino, iniziando il mio percorso ruolistico con Pathfinder1e. Ho provato altri giochi, come giochi del sistema Powered by Apocalypse e Fate Core. Ho sperimentato anche giochi OSR ma adesso gioco prevalentemente Pathfinder2e. Sono anche disegnatore digitale e Master di ambientazioni di mia invenzione. Scrivo, anche se non ho ancora mai pubblicato nulla. Un giorno mi piacerebbe pubblicare un mio libro. Che dire, fatevi avanti che ci presentiamo! Alb 💘