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Tarkus

Circolo degli Antichi
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  1. Qualcuno può fare i conti per il loot?
  2. La gigantesca regina scuote la testa "I miei cavalli non accetterebbero di obbedire a dei mortali. Posso rendere il vostro ritorno sicuro e la strada favorevole, nulla di più. E farlo per la gente di questo luogo, che presto diverrà una città fantasma. Anzi, ora che ci penso posso fare qualcosa per voi..." ricontrolla in una piccola bisaccia e ne tira fuori una scatola "Fate bere queste ai vostri cavalli, saranno molto più veloci per un paio di giorni. Quello che basta per essere ben lontani da qui." Si avvia verso l'uscita e risponde a Snu "Non è sempre così semplice, anche se la tua gente ha le spalle larghe e l'abitudine a vedere morte e distruzione. In ogni caso: vi auguro che di uscire vittoriosi dalle vostre battaglie, vi servirà." Mentre esce, però, fa cadere tra le mani di Maria una pergamena ed una carta, una regina di spade. Maria legge in fretta la sua pergamena ed afferra per una gamba la gigantessa, dicendole "Dammi un'altra profezia: sono stufa del Destino che gioca a palla con il mio cuore. C'è un limite a tutto!!!" La gigantesca donna se la scuote senza problemi, schiocca le dita e la porta diventa abbastanza grande da far uscire lei e la sua cavalcatura senza problemi, e le risponde con la sua tipica gelida tranquillità "Mi è concesso donarne solo una, non era permesso a me scegliere e soprattutto: il Destino ha uno strano e malevolo senso dell'umorismo e gioca con ciascuno di noi. Se sei così stufa appena ti inizierai ad innamorare scappa dall'altra parte." e detto ciò monta a piume sul grifone e diviene invisibile, la porta si ape e venite investiti da una rapida ed improvvisa ventata e sentite battiti d'ali sempre più lontani diretti verso nord-est. Astrea risponde a Snu "Prima vorrei capirla io... temo avrà senso solo ad avvenimento avvenuto." Leyali si appoggia alla porta e guarda il cielo, cielo che si è scurito e dal quale continuano a scendere, lenti ed inesorabili, fiocchi di neve "Bene, la consorte dell'Inverno stesso ci ha riempiti di roba... ora che si fa? A parte Ntoni che deve tornare dalla sua diavoletta prima che decida di crivellare gente, beninteso." Nota Mistràl (Flashback)
  3. Da Vinci prova ad avvicinarsi al microfono solo che la Regina lo ferma un attimo per chiedergli qualcosa, ricevendo in risposta una lieve spinta ed una scossa di testa. L'inventore scende dalla sua biga meccanica e, con il sostegno di un bastone, sale sulla postazione da speaker e picchietta la strana sfera, rumore che viene amplificato dalle strane casse metalliche che ha fatto mettere ai lati del palco. L'italiano si schiarisce la voce prima di parlare "Devo essere sincero? Non mi aspettavo venissero così in tanti... politici, regnanti, curiosi, studenti e scienziati, uomini e donne di molte età, razze ed origini. Più di 300 anni fa mi ritirai da questo mondo, stanco di guerre e di gente veniva da me chiedendomi solo nuove armi, nuove strategie, nuove macchine belliche..." sospira "... ma anche nella mia rabbia e sfiducia decisi di dire ai miei assistenti ed ai miei amici più cari come contattarmi, come venire nel mio rifugio, come parlare con me. Per due secoli ciò che mi dicevano era sempre uguale, le nuove tecnologie che mi facevano vedere passi in avanti così piccoli, i consigli che potevo dare da dietro le quinte così scarni, poi... la macchina a vapore, l'ingegno umano che si è risvegliato. Per un secolo sono rimasto a studiare, pensare e consigliare dietro le quinte, ma non mi bastava. Volevo vedere com'era divenuto il mondo, non più sazio dei racconti e delle divinazioni." Fa una pausa "Ho deciso di tornare, viaggiare, parlare... radunare tutte le più grandi menti di questo tempo." Cala un silenzio interessato, carico di trepidazione, presto rotto dall'inventore/artista/unpòtutto "I tempi stanno cambiando, la tecnologia migliora e con essa la comprensione che possiamo avere del mondo e se vogliamo fare qualcosa di davvero importante, migliorare sul serio le condizioni di vita di tutti ed iniziare a capire per davvero tutti meravigliosi misteri di questo mondo dobbiamo collaborare tutti, dallo storico con la sua saggezza e comprensione del passato all'archeologo, dall'ingegnere all'incantatore di macchine. Da soli potremo pure fare scoperte importanti od inventare qualcosa di carino ma insieme, mettendo insieme i campi di sapere più disparati e l'ingegno di molti... insieme pensate cosa possiamo fare." Joy Tre soggetti che fa strano incontrare a Londra e dintorni Far away Marcus
  4. Astrid si scuote solo quando Pierre le cinge il fianco e lei risponde avvolgendogli la coda attorno al braccio e stringendo la mano con la sua. La Regina d'Inverno risponde a Pierre e poi a Snu "Spesso l'ansia del fallimento è origine del fallimento stesso... e tu, figlia delle mie terre, fidati: il Fato adora giocare tiri mancini a voi mortali. Maledizioni, mutilazioni, sorte avversa in ogni modo, prigionia... vi sono troppe cose che potrebbero andare male. Specie se la tua armatura è un'accozzaglia di pezzi di ferro." si alza e batte le mani due volte ed affianco a lei compare, su un espositore, un'armatura completa femminile a grandezza di Snu fatta di metallo sagomato: l'elmo privo di visiera è modellato per ricordare una testa di orso con la dentatura sul bordo, tema decorativo che si ripete su spallacci, gomitiere e ginocchiere, i guanti sono modellati per ricordare zampe d'orso mentre sul petto è inscritta una singola runa. Zaffiri negli occhi degli orsi e pelliccia bianca a foderare la splendida armatura completano la figura, armatura che ha una pergamena stretta nel pugno destro. "Questa fu di uno dei tuoi antenati, che preferì combattere con gli Antichi Dei rispetto agli Jotunn. Lui è morto in battaglia dopo essersene portati numerosi con sè, a te continuare a scrivere la storia di sangue di quest'armatura." Dopo di voi tocca alle vostre compagne ed amiche: Astrid riceve uno scudo circolare di legno ricoperto con pelle di linnorm, dono che accetta dopo infiniti ringraziamenti, Astrea riceve un flauto di avorio di leone marino, Leyali una bandoliera e Samyra accetta balbettando ringraziamenti un amuleto composto da uno zaffiro incastonato in un piccolo guanto d'arme tenuto da una catenella di ferro e Lara un anello d'oro. Tutte e quattro ricevono una pergamena ed Astrid la legge e fa spallucce, buttandola nel fondo del suo zaino, Astrea la legge tre o quattro volte ad occhi sgranati prima di riporla e vi sembra scettica e confusa, Samyra sembra imbarazzara e si appende il rotolo alla cintura mentre Leyali sembra quasi rinfrancata da quanto ha letto mentre Lara ridacchia scettica e scuote la testa, buttandola tra le sue cose alla bene e meglio. La Regina vi dice con tutta la calma di questo mondo "Mio marito mi attende, devo andare. Se volete chiedermi qualcosa, qualunque cosa, fatelo ora o ve ne pentirete: per rincontrarmi dovreste arrivare alla mia reggia ed i miei guardiani sono divenuti paranoici ed inflessibili dopo il furto che ho subito... sarebbe una sfida mortale." Snu Snu Mistràl (Flashback)
  5. Consiglio per gli acquisti visto uno dei vostri prossimi nemici: questi bracciali, sempre utili.
  6. Iniziate a livellare al 7, tanto per risparmiare tempo.
  7. La donna apre di nuovo la mano, sulla quale si sono formati bracciali d'argento che arriverebbero fino al gomito del mezzelfo, finemente incisi con il tema di molteplici fiocchi di neve affiancati, bracciali foderati con pelle bianca e chiusi da lacci bianchi "Con i rischi del tuo mestiere, rischi che hai già corso, credo che una buona difesa sia obbligatoria. E non ti credere che le profezie siano meglio di sapere il futuro: molte hanno portato alla follia studiosi e saggi nel tentativo di comprenderle anzitempo." Leyali, ancora confusa per la botta magica che ha subito fa cenno a Snu di andare mentre Astrea recupera la sua gatta. Astrid è rimasta talmente incantata dalla Regina d'Inverno che è ancora ferma, indecisa se inchinarsi o no. Pierre Mistràl (Flashback)
  8. Maria traduce le parole su cui Ntoni ha dubbi in nanico, se gliele dice tutte, mentre Valtyria si avvicina alla gigantesca regina che le lascia in mano un piccolo anello di platino ed una pergamena arrotolata "Il futuro non è mai un gioco: conoscerlo può essere una maledizione od una benedizione. Ed il tuo è strano: quasi nulla è certo." Valtyria Mistràl (flashback)
  9. L'immensa donna ridacchia divertita alle parole di Ntoni "Ah, con la magia che vedrai questo è quasi il meno, fidati. Ma, in fondo, voi figli della roccia e della lava siete sempre così diffidenti davanti a ciò che non conoscete... non la prenderò come un'offesa." allunga una mano verso il nano con dentro un libro rilegato in pelle blu scuro, privo di titolo, ed una pergamena arrotolata, e poi vi guarda con attenzione "Ma come vi hanno conciati... no no no, qui c'è bisogno di qualcosa di radicale. Vediamo un po'... ah si, questo dovrebbe andare. In fondo ho sanato Mistràl, sarebbe ingiusto non sanassi anche voi... e, fidatevi, vi servirà." Un vento gelato parte dalla sovrana sovrannaturale e vi investe tutti, infiltrandosi sotto a vestiti ed armature, solo che la sensazione è stranamente piacevole dato che sembra portarsi via stanchezza, ansia e malumori oltre a sanarvi completamente e cancellare ingiurie del tempo e vecchie ferite ormai cicatrizzate. Il vento strappa via la benda di Lara, mostrando l'occhio sinistro ora sano e di un bel verde chiaro ed intravedete la pelle delle spalle di Leyali, prima martoriata, sanarsi e tornare completamente liscia mentre Maria si appoggia al muro e scivola a sedere tenendosi una mano sul cuore e sospirando di sollievo... per poi ritrovarsi il gattino volante di Astrea in faccia, sbalzato via dalla spalla della padroncina a causa del forte vento. Astrid e Samyra sono quelle che sembrano influenzate di meno dato che spariscono solo le poche cicatrici che avevano in volto. Quando siete rimessi abbastanza bene il vento smette di soffiare e Sneg vi dice "Molto meglio... ora: chi se la sente di giocare con il Destino?" Tutti Mistràl e Pierre Mistràl Ntoni
  10. Qual'è la differenza tra un avventuriero ed un eroe? Questa domanda se la pongono in molti. Secondo molti gli eroi non esistono, sono solo propaganda o storia scritta da vincitori per glorificarsi. Secondo altri sono stati coloro che si sono immolati, spesso invano, per fermare un nemico molto più grande e pericoloso di loro. Secondo altri sono banalmente persone molto più potenti ed abili del normale, a prescindere da come usino il loro potere. Altri ancora indicano paladini in armature scintillanti a cavallo dei loro bianchi destrieri, scudo pronto e lancia in pugno, pronti a caricare la prossima traccia di Male che sentiranno, altri ancora indicheranno grandi guerrieri, generali e governanti che hanno cimiteri di croci sulla coscienza e sul petto come mostrine e gradi. La verità è ben altra: un eroe è colui che, nonostante subisca colpi notevoli dal Destino, si rialza sempre e trova sempre la forza per riniziare a combattere, colui che entra in covi di male e depravazione e ne riesce intonso, ancora coerente con sé stesso ed i suoi obiettivi, colui che negherebbe sé stesso pur di salvare i suoi compagni e per combattere in ciò in cui crede. L'eroe può essere un uomo in armatura scintillante, Sacro Vendicatore in mano e scudo teso contro la corruzione, può essere una ragazza armata solo di un libro di incantesimi e conoscenza, una figura misteriosa nella notte che combatte il crimine strada per strada, senza sosta né pietà, può essere il nobilotto fanfarone nelle sue ricche vesti ed uno stuzzicadenti al posto di una spada, dalla menzogna facile ma il cuore d'oro, eroe può essere addirittura un nano dislessico che sfonda i muri a pugni ed abbatte campanili per hobby. Voi siete degni di essere definiti "eroi"? Forse si, forse avete ancora lavoro da fare e lacrime e sangue da versare, forse non lo sarete mai chissà. Forse lo sarete ma non nei libri di storia. Di sicuro la gente di Sassuolo di Sotto e di Maddaion vi ci chiameranno e vi ricorderanno come tali, nonostante morti, feriti e mutilati. Razziate qualsiasi cosa sia razziabile dal monastero, tornando il villaggio con feriti, morti e bottino. Le donne del villaggio hanno montato tendoni, acceso falò ed allestito tavoli e cucine per nutrire la piccola armata che avete raccolto e festeggiare la vittoria. Ma non tutti restano: Lancelot e Ginevra ripartono subito, salutandovi tutti ed augurandovi buona fortuna, specialmente a Ntoni e Elena, invitandovi a passare per il Monte Bianco durante i vostri viaggi, laddove verranno portate le uova e dove resteranno loro per qualche anno, anche se non accennano al motivo. Poco dopo se ne vanno anche Corvi ed i suoi uomini con lo scrigno d'oro pattuito, scrigno fin troppo guadagnato con sangue, fatica e supporto tattico necessario. Elena non partecipa ai festeggiamenti e va a collassare in camera, esausta, Astrea si addormenta sul tavolo a metà pranzo mentre Valtyria e Samyra ricompaiono solo verso la fine (sono scappate in stanza a distendersi), mentre Snu arriva a metà pomeriggio. La festa è banchetto improvvisato, tanto semplice quanto gioioso... anche se non per tutti. Leyali e Maria tornano dopo essersi lavate dal sangue e cambiate d'abito e restano in un angolo un po' isolato, raggiunte presto la Lara che cerca di rimanere lontana dagli uomini in ogni modo. Dopo il pasto (con Elena ancora pesantemente addormentata) vi recate a casa di Nonna Carruba... solo che una volta entrati vedete la casa priva del mobilio e molto più alta di prima, con una donna molto singolare dinnanzi alla quale Astrid e Leyali rimangono sbigottite ed accennano ad inchinarsi ma lei le fa cenno di rimanere in piedi "Non serve, non dopo avermi ridato la mia corona. Il nome con cui mi chiamano i mortali è Sneg, anche se non mi piace, o la Dama Bianca o Signora della Neve... e vi devo un immenso favore: avermi ridato ciò che Baba Yaga mi rubò e vendette ad Asmodeo e, dopo molti giri, finì qui. Voglio ringraziare ciascuno di voi come si deve: un dono ed una profezia. Ma vi avviso: a volte conoscere il proprio futuro è peggio che rimanere nell'ignoranza. Allora: chi è il primo coraggioso?" Descrizione di colei che è davvero Nonna Carruba Ntoni
  11. Mistràl, Pierre Ntoni Valtyria
  12. Ioka Mi alzo stiracchiandomi e ricaricando il fucile quando noto cos'è diventata la nobile: un'orrore innominabile. Rimango pietrificata per un paio di secondi, proiettile in mano e fucile aperto per accoglierlo, occhi sgrananti e colorito lievemente più grigio del solito. Notando la mancanza (temporanea) di pericoli a parte l'orrore mi scuoto ed avvicino al gruppone, tirando fuori il fucile inceppato "Qualcuno può riparare questo e risistemarmi l'armatura? Quel gas l'ha quasi corrosa..." Ascolto poi Maatani "C'era un'alternativa: le grotte sotterranee. Certo, non la migliore... ma meglio che restare qui a morire."
  13. Dal palco dei VIP si alzano cinque persone che vanno sul palco allestito per Da Vinci con una postazione rialzata con leggio da speaker: la regina Vittoria, in tutta la sua obesa ed austera opulenza di gioielli regali e vestito nero, il piccolo ed elegante Primo Ministro inglese, Benjamin Distraeli, il rigido ed impettito rettore in alta uniforme da generale, armi a lucido, baffi e capelli ancora più curati del normale ed il rigore marziale di un alto ufficiale che attende l'arrivo di un suo superiore, Celeria Aeler, l'elfa, che nei secoli non ha mai abbandonato mai la sua tunica da rinnegata dei Circoli, anzi, l'ha arricchita con sempre nuovi incantesimi ed inserti metallici, oltre alla gemma-occhio di un litch come fibbia della cintura, e per ultimo Morgan Oakenshield, nobile norvegese che rinnegò il suo nome dopo che gli rinnegarono l'eredità, cambiò il suo nome e si guadagnò un titolo nobilare combattendo la Guerra delle Due Rose, prima impresa per cui è noto ma non ultima, dato che il suo titolo di Presidente della Confederazione Americana l'ha guadagnato con ferro e sangue, unendo i nativi dei due continenti americani sotto un'unica bandiera, in una Confederazione tanto forte quanto difficilmente gestibile ed estremamente litigiosa internamente... Confederazione che, però, fu unita e forte nello scacciare le potenze europee dal Nuovo Mondo. Tra tutti, con le cicatrici sull'occhio sinistro, spada bastarda dietro la schiena, giacca in scaglie di drago blu ed il guanto sinistro corazzato con una strana gemma blu incastonata sul dorso, gemma che sembra contenere una tempesta, sembra più un combattente od un vecchio eroe che un politico. I quattro attendono in piedi sul palco, palco attorno al quale si raccolgono altri poliziotti e chierici combattienti di vari ordini per impedire che vi si avvicinino persone indesiderate, e restano lì ad aspettare il paio di minuti necessari ai mezzo volanti di avvicinarsi. Per primi arrivano gli elicotteri che non atterrano ma restano ad un paio di metri dal palco e fanno calare studiosi vestiti (stranamente) con abiti moderni, strane casse metalliche con una rete davanti da cui si intravedono delle sezioni di cono prive di punta ed un asta culminante con una sfera azzurra che viene messa sulla postazione da speaker. Dall'ultimo elicottero calano dodici figure umanoidi prive di volto, costrutti in ferro dorato ed ottone simili ai costrutti ad orologeria ma senza vapore ad uscirne e dai movimenti molto più fluidi. Sei costrutti impugnano shotgun pesantemente modificati ed hanno numerosi scomparti per le munizioni mentre altri sei hanno cisterne piene d'acqua sulla schiena ed impugnano dei grossi spruzzatori collegati alle cisterne ed i costrutti scendono e si uniscono a polizia, chierici e costrutti della polizia. Vedete gli elicotteri che hanno scaricato volare verso le campagne, elicotteri che avete visto avere un grosso motore a vapore nella cabina di pilotaggio, con macchinisti meccanici a riempire le fornaci di carbone. Infine il gufo arriva vicino al palco, con l'aria smossa dalle ali che forma onde sulla superficie dell'acqua, apre il becco e ne esce fuori una rampa da cui ne esce fuori Da Vinci. Il vecchio mezzelfo italiano pare sapere la moda del vostro tempo da com'è vestito, abiti di un verde molto scuro, ha numerose fiale ed attrezzi che fuoriescono dalle tasche, appesi a cintura e bretelle ed addirittura attaccati a striscie di cuoio sulla biga a motore che lo porta (cosa che non avete mai visto), biga in ottone con numerosi portelloni attualmente chiusi e con incisioni finissime che, a giudicare dallo stile, sono state fatte dal Maestro stesso. Sulla fronte ha un paio di occhiali con numerose lenti mobili attaccate tramite asticelle metalliche ed altre lenti sono attaccate al cappello. Al centro del petto, bene in vista, ha un nucleo energetico multicolore e cavi che entrano sotto i vestiti diretti chissà dove: probabilmente il maestro italiano avrà degli innesti attualmente nascosti dagli abiti. Da Vinci sorride, un sorriso spontaneo e sincero, vedendo quanta gente è presente... un sorriso con denti di ferro, dato che ne perse molti già prima dell'esilio volontario. Appena l'inventore scende del tutto dalla passerella essa si ritrae nel becco del mezzo volante che si alza in volo verso le campagne sulle ultime note della canzone ed i cinque vanno a stringere la mano a Da Vinci: in realtà solo quattro stringono la mano dato che con Celeria si scambiano un abbraccio e, dai gesti (non riuscite effettivamente a sentire cosa si dicono a causa del grosso gufo meccanico che fa un rumore impressionante) capite che i due devono essere amici di vecchia data. Marcus, the edgy lord Joy, the nerdy engeneer Jean Luc, the scholar ; Haseya, the kind-hearted one ; Leah, the lusty trigger-happy girl from Texas
  14. Pierre e Mistràl Valtyria Ntoni

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