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Slyder

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    Apprendista
  • Compleanno 20/02/1997

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  1. Slyder

    Fiction Cicli fantasy: quali scegliere?

    @MattoMatteo hai mai provato qualcosa di Sanderson? Ti consiglio la saga di Mistborn.
  2. Slyder

    Anime Finale Re zero

    La storia continua molto a lungo. La light novel, da cui e' tratto l'anime, e' tratta a sua volta dalla web novel che aveva cominciato l'autore prima di ottenere una pubblicazione cartacea (sia web sia light novel sono attualmente in corso). Hanno adattato il piu' possibile per l'epoca, arrivando fino alla fine dei volumi usciti della light novel piu' o meno quindi potrebbe continuare con una seconda stagione solo tra diversi anni secondo me. Si potrebbe cominciare ad adattare la webnovel ma sarebbe rischioso visto che e' ancora una storia un po' grezza (e l'autore non scrive in maniera molto chiara secondo me, il che rendere ancora piu' difficile l'adattamento). Per ultimo le vendite della novel si sono impennate, quindi la casa editrice potrebbe decidere di non concedere i diritti di una seconda stagione perche' guadagna di piu' vendendo i volumi della novel che prendendo la sua percentuale dall'home video.
  3. Slyder

    Anime Recensioni Anime Giapponesi

    https://galacticpillow.files.wordpress.com/2013/04/sby_2199_23.jpg[/img] Ho visto da poco Space Battleship Yamato 2199 (conosciuto forse da quelli piu' grandi con nome di Starblazers), remake della serie storica degli anni '70, e sono rimasto meravigliato dalla sua bellezza, per cui ho deciso di scrivere questo post dove consigliarlo. Non sono mai stato un amante dello sci-fi, se non per Asimov, infatti ho parecchie serie droppate e stallate di questo genere. Nonostante cio' ho apprezzato moltissimo Yamato 2199, invito percio' chiunque a iniziarlo e a dargli una chance. Un breve incipit. E' iniziata una guerra tra umani e una razza aliena, la quale sta vincendo grazie a dei bombardamenti spaziali a lunga distanza. Questi bombardamenti hanno reso invivibile la Terra, inquinando l'atmosfera e alterando pesantemente la flora, costringendo quindi gli umani a costruire rifugi e citta' sotterranee. Pero' pian piano le bombe stanno rendendo invivibile anche le citta' sotterranee e per l'umanita' non resta che una alternativa: raggiungere una terza razza aliena che ha promesso loro di aiutarli a rendere nuovamente abitabile la superficie terrestre. Ma per fare cio' dovranno percorrere una grandissima distanza, attraversando territori controllati dal proprio avversario, e fare ritorno entro un anno sulla Terra. Parte quindi la corazzata Yamato per una missione al limite dell'impossibile per la salvezza dell'umanita'. Una cosa che mi ha stupito veramente molto sono i personaggi, completamente differenti dai canoni che l'animazione moderna ci ha abituato. Non sono assolutamente stereotipi ma nemmeno eccezionali, sono reali. Vivi. Semplicemente umani. Ecco, proprio su questa parola vorrei focalizzarmi: umanita'. Il viaggio che compie la Yamato e' un viaggio per l'umanita'. L'equipaggio si fa carico delle speranze di tutta la popolazione, loro sono l'ultima roccaforte umana contro l'estinzione. Ma nonostante cio', vedremo anche lati umani che preferiremmo non vedere, vedremo come gli uomini anche nelle sue difficolta' in cui si dovrebbero aiutare l'un l'altro, invece si ostacolano a vicenda... perche' il piu' grande nemico dell'uomo e' l'uomo stesso. Ovviamente vedremo approfondimenti anche sugli alieni e di come essi non siano poi cosi' tanto diversi da noi umani, vedremo come in realta' siamo piu' simili di quanto potessimo immaginare. Il worldbuilding (o spacebuilding?) e' piuttosto buono, vengono date abbastanza informazioni per avere una chiara visione dell'ambiente e il tutto riesce a rimanere in piedi in maniera piuttosto solida. Ho apprezzato molto che ci siano stati alcuni episodi dedicati in gran parte a questo aspetto, rendendo la storia molto piu' verosimile. Non so granche' riguardo gli aspetti tecnici ma le animazioni mi sono sempre sembrate piuttosto buone. La computer graphic non l'ho mai trovata ne' invadente ne' fastidiosa se non in qualche situazione sporadica. C'e' una buona varieta' per quanto riguarda le musiche e sono sempre molto azzeccate, riescono in genere sempre a enfatizzare tutte le scene chiavi. (Playlist di alcune OST di Yamato 2199) La serie e' disponibile gratuitamente su VVVVID, con una buona traduzione devo dire. E' anche disponibile su Netflix in versione doppiata.
  4. Slyder

    Anime Recensioni Anime Giapponesi

    Posto due piccoli commenti riguardo Working!! e Akatsuki no Yona che ho fatto poche settimane fa. Due serie che mi hanno sorpreso molto in positivo e di cui consiglio vivamente la visione. Ho dato un degno funerale al mio precedente pc e il nuovo e' sprovvisto delle lettere accentate, quindi mi perdonerete - forse - ma dovro' rimediare con l'apostrofo. Prendete un ristorante per famiglie, riempitoli con un personale dalle piu' stravaganti personalita' ed otterrete Working!! Non c'e' molto altro da aggiungere per quanto riguarda la trama perche' working e' una serie che si concentra sui personaggi, ognuno ben differente dall'altro e attraverso il loro lavoro cominceremo a conoscerli a tutto tondo, quali sono le loro manie, le loro preoccupazioni, le loro ambizioni, le loro paure... li vedremo crescere in questo ambiente che diventera' per loro come una seconda famiglia. Vedremo crescere loro e le loro relazione, altro aspetto su cui si concentra fortemente la serie. Vediamo i diversi modi in cui i personaggi affrontano l'altro, in particolare la paura di sbagliare, di rovinare il rapporto e perdere tutto. La storia procede comunque con un buon ritmo, rendendo difficile la noia (tolti alcuni punti che ho trovato eccessivamente lenti) e tutti i nodi sono portati allo scioglimento in maniera egregia nell'ultimo episodio da un'ora circa. Se dovessi riassumere Working!! in due parole sarebbero sicuramente "relazioni umane". Per quanto riguarda l'apparato tecnico e' un po' la nota dolente, non trovo dei veri punti di forza, forse giusto le OST e alcuni guizzi registici con alcune inquadrature che mi sono piaciuti parecchio (metto pero' le mani avanti dal momento che non e' un argomento di mia competenza). Yona, la nostra protagonista, e' la figlia del re Il. Fin da bambina e' innamorata di suo cugino Soo Won, ma il giorno del suo compleanno Soo Won provera' ad ucciderla, dopo aver assassinato suo padre, per riuscire a ottenere la corona del treno. Yona viene salvata da Hak, uno dei generali del regno, sua guardia del corpo e amico d'infanzia di Yona e Soo won. Questo e' l'incipit, non dedico molto tempo come mio solito. Akatsuki no Yona e' un anime di formazione, vedremo la nostra protagonista cambiare nel corso degli episodi, da una bambina viziata, ingenua, incapace, debole e dipendente la vedremo diventare sempre piu' indipendente, cosciente della sua nazione e capace grazie alla sua costanza e determinazione (e ovviamente al supporto dei suoi compagni). Il momento di svolta e' proprio la caduta di suo cugino, da lei sempre amato, nell'assassino di suo padre. Questo evento la perseguitera' lungo tutto l'anime, in maniera mai eccessivamente invadente ma abbastanza per far comprendere allo spettatore la gravita' di questo nella mente di Yona e di Hak. Detto francamente, penso sia una delle migliori maturazioni di personaggi femminili che abbia mai trovato in un cartone o in un fumetto. Ovviamente nulla togliere ai personaggi "secondari", come i suoi compagni, la sua guarda Hak e il nemico (?) Soo Won, che hanno comunque un'ottima caratterizzazione supportata da background mai troppo banali e un'evoluzione adeguata al loro ruolo. Akatsuki no Yona punta molto ai personaggi e alle relazioni tra questi, di quanto esse possano essere forti o deboli, chiare o ambigue... Ogni suo compagno ha una saga dedicata che lo introduce, creando quel rapporto unico che lo lega a Yona differenziandolo dagli altri e dal semplice ruolo di "schiavetto" della protagonista. Dal punto di vista prettamente tecnico non ho molto da lamentarmi, ma nemmeno da elogiare. Non ci sono animazioni eccellenti, ne' una regia brillante, si mantiene sempre su un andamento costante, senza picchi ne' in positivo ne' in negativo. Stessa cosa per le OST, svolgono il loro sporco lavoro ma salvo un paio non c'e' niente di memorabile. Per quanto riguarda il chara design, inizialmente ero un po' contrario al tratto shoujo - tant'e' che ho aspettato 6 mesi per iniziarlo perche' non mi piaceva - ma devo ammettere che funziona, dotando grande impatto ed emotivita' a yona. Come potete vedere nella foto soprastante.
  5. Tieni vivo il topic di recensione degli anime e ti becchi il mippio, è la regola :P 
    Ben fatto!

    1. Slyder

      Slyder

      Se avessi la possibilità animerei maggiormente la sezione, discutendo oltre che d'animazione anche di fumetti, in entrambi casi sia orientali che occidentali. Purtroppo il tempo è tiranno, spero che una volta finita l'estate ed iniziata l'università trovi un po' più di tempo libero, magari per iniziare pure qualche bella campagna qua sul forum.

  6. Slyder

    Anime Recensioni Anime Giapponesi

    In occasione del compleanno del mio film di Miyazaki preferito - Principessa Mononoke - posto una recensione che feci alcuni mesi fa di suo fratello minore, vincitore del premio oscar come miglior film d'animazione. Sono presenti lievi spoiler ma nulla che possa pregiudicare la visione. La Città Incantata Presentazione "La città incantata" è un film d'animazione del 2001, prodotto dallo studio Ghibli, scritto e diretto da Miyazaki. É il film più famoso dello studio, il film che ha permesso a Miyazaki di sfondare anche in Occidente grazie all'Oscar vinto nel 2003 come miglior film d'animazione. Il film si basa sul libro di Sachiko "Il meraviglioso paese oltre la nebbia", liberamente adattato dal nostro caro regista. Nel 1997 esce "Principessa mononoke" e Miyazaki annuncia il suo ritiro da regista: dichiarò infatti la sua volontà di dedicarsi ad altri ruoli all'interno dello studio e di far fare esperienza ai giovani registi dello studio. Ma il flop ai botteghini di "I miei vicini Yamada" del maestro Takahata e la morte prematura di Kondo, che avrebbe dovuto prendere l'eredità di Miyazaki, costrinsero Miyazaki a tornare in pista, fortemente influenzato dalla morte dell'amico. Durante l'estate Miyazaki era solito andare in vacanza in montagna con delle bambine di dieci anni e, leggendo dei manga shoujo che si erano dimenticate nella sua baita, si chiese se fossero realmente quelli i temi che interessassero a delle bambine di quest'età. Miya-sensei decise allora di creare "La città incantata", una storia dove la protagonista fosse una bambina qualunque, nella quale ogni ragazza avrebbe potuto impersonificarsi. In questo commento non parlerò esclusivamente de "La città incantata", ma anche della produzione Ghibli in generale, in particolare nella parte dell'apparato tecnico. Trama Chihiro, una bambina di dieci anni, è la nostra protagonista. Mentre viaggia con i suoi genitori verso la sua nuova casa, suo padre sbaglia strada e trova uno strano tunnel. Incuriositi, decidono di esplorarlo, finendo catapultati in un mondo fantastico, dove la realtà si mischia con la magia. Chihiro finisce a lavorare in un villaggio termale, dove si ritroverà ad affrontare al contempo problemi comuni e non, il tutto raccontatoci con estrema semplicità, tanto che troveremo più volte gesti naturali e spontanei, che ci permettono di entrare nella storia ed empatizzare con i personaggi, gesti così comuni nelle produzioni Ghibli quanto rare in quelle occidentali. "La città incantata" è al contempo una delle opere più semplici e complesse di Miyazaki, infatti riuscì a concentrare numerose tematiche in appena 120 minuti, rendendole interessanti e incredibilmente leggere. In questa maniera è riuscito a creare un vero e proprio film di formazione, nel quale non solo Chihiro crescerà, ma cresceremo anche noi, arricchendo di volta in volta la nostra interpretazione. A dieci anni probabilmente lo si guarderà nella sua forma più semplice e pura. Negli anni successivi cominceremo a scoprire sempre nuovi livelli di lettura che ci inviteranno a riflettere sulle diverse tematiche presentate, accompagnando così la nostra crescita. Interpretazione Primo tema affrontato nel film è l'ingordigia, rappresentata dai genitori di Chihiro, che vediamo ingozzarsi di cibo come dei maiali, tanto da diventare essi stessi dei maiali. Inoltre questo episodio ci introduce alla critica contro il tanto odiato capitalismo, critica che raggiunge il suo massimo nell'organizzazione delle terme. La strega Yubaba, proprietaria delle terme, rappresenta quell'élite che ha completo controllo del potere economico e politico. In questa dimensione lavorativa è la personificazione del capitalismo, legando indissolubilmente a sé ogni dipendente, togliendogli il nome e affibbiandogliene uno nuovo (duplice allegoria: eliminazione della precedente vita e identità, per una nuova vita, sottomessa a lei; massificazione, perdita della propria identità: non dovete essere come volete, dovete essere come voglio io élite). Al di sotto troviamo i clienti, rappresentanti dell'alta borghesia, servita e riverita. Ancora sotto troviamo i lavoratori delle terme. Loro sono gli operai, la classe che desidera ricchezza e condizioni più agiate (tant'è che quando arriverà il Senza Volto non esiteranno a "vendersi" a lui e al suo oro). In fondo alla gerarchia troviamo Kamaji e i suoi piccoli aiutanti, allegoria del popolo sfruttato, che vivono unicamente perché lavorano. Lavorano più duramente di tutti, più ore di tutti, lavorano così tanto che non possono nemmeno permettersi di pensare alla scalata sociale. Non a caso gli aiutanti sono così piccoli e numerosi (il popolo sfruttato è numeroso e insignificante rispetto all'élite al potere), senza considerare le numerose braccia di Kamaji e il fatto che dorma dove lavori (l'eccessivo carico lavorativo a cui è sottoposto). Altra tematica importante è l'avarizia, sempre collegata al capitalismo, che vediamo espressa grazie a Senza volto, che distribuendo oro cerca di rendere felici le altre persone, per conquistarne l'amicizia e la fiducia. Come già anticipato i lavoratori non esiteranno a seguire Senza volto, unicamente per la sua capacità di generare oro dal nulla, poiché è la loro condizione sociale a spingerli, per ricercare uno stile di vita più borghese. Ma tutto ciò è finzione, si basa sul nulla, su deboli valori materiali e temporanei (l'oro infatti svanisce dopo poco tempo). L'amicizia non si guadagna così, gliene dà prova la nostra Chihiro, che si dimostrerà disinteressata verso l'oro, perché lei non si è omologata. Nel suo percorso la vedremo guadagnare, solamente grazie al suo impegno e al suo duro lavoro, la fiducia degli altri lavoratori, che inizialmente l'avevano accolta malvolentieri. Ne "La città incantata" troviamo anche i tipici temi di Miyazaki: il volo, grazie ad Haku nella sua forma drago, l'ecologia, grazie allo spirito del fiume giunto alle terme per ripulirsi, e l'amore, trattato non solo nella forma classica tra un uomo e una donna ma in tutte le sue varie sfaccettature (tra Chihiro e Haku, tra Chihiro e i suoi genitori, tra Yubaba e suo figlio...). Una delle principali critiche che sento riguardo "La città incantata" è sul rapporto tra Chihiro e Haku, accusato di trattare in maniera banale la loro "storia d'amore". A mio parere non c'è un sentimento d'amore in senso stretto, ma più un forte legame d'amicizia - un amore Philos, non Eros, per intenderci -, di fiducia e di rispetto, un amore fraterno, come se Miyazaki volesse mostrare attraverso il loro legame il giusto rapporto tra uomo (Chihiro) e la natura (Haku, lo spirito del fiume). Personaggi I personaggi non sono nulla di eccezionale, in linea con il resto della produzione Ghibli. Può essere considerato sì un difetto, ma solo se non lo si considera una favola per bambini, cosa che invece è. Molto spesso sento muovere contro i film della Ghibli la critica che i personaggi sono piatti e semplici. Be', è vero. Ma non ci si può aspettare personaggi dalla personalità complessa ed estremamente sfaccettata in un film pensato in particolare per i bambini. Se le situazioni possono essere strutturate in modo tale da poter essere lette diversamente a seconda della propria maturità, così non si può fare per i personaggi di un film (un motivo tra i tanti è la mancanza di tempo materiale, non si riesce ad aggiungere anche questo aspetto, perché dopo un certo numero di minuti l'attenzione dello spettatore cala inevitabilmente). Troviamo tuttavia dei personaggi molto interessanti all'interno del film, come Senza volto. Senza volto rappresenta la società giapponese contemporanea. Rappresenta l'uomo contemporaneo. In una società capitalista come la nostra il denaro ha assunto un ruolo dominante, fondamentale, ogni persona ricerca il denaro. Ma è davvero il denaro la risposta a tutto? Il denaro rende realmente felici le persone? Senza volto è un personaggio veramente interessante, è oggetto di numerose interpretazioni. C'è chi vede in lui una madre, chi un vagabondo, chi una persona che non cerca altro che amici... Io penso che Senza volto non abbia una vera e propria interpretazione: come dice il suo nome, lui non ha un volto. Ognuno può vedere in lui cose differenti ma egualmente valide. Altro personaggio di cui voglio parlare, seppur brevemente, è la strega Yubaba. Yubaba e Zeniba, sua sorella gemella. Rappresentano la dicotomia dell'uomo, le contraddizioni che vivono in lui. Miyazaki vuole sottolineare come spesso noi ci comportiamo diversamente a seconda della situazione, in particolare nella dimensione domestica e lavorativa. Nella prima siamo spesso cordiali e gentili, mentre nella seconda ci trasformiamo e iniziamo la "guerra per la scalata sociale". Naturalmente questo è solo un esempio, si estende benissimo ad altre dimensioni e in direzione opposta (una persona che si mostra sempre ben disposta verso gli altri, ma che poi sfoga tutta la sua frustrazione nella propria famiglia, dando luogo a quegli scandali in cui i mariti picchiano mogli/figli). Apparato tecnico Per quanto riguarda l'apparato tecnico posso solo scrivere elogi: tipico chara design della Ghibli, semplice ma efficace, colori vivaci ma ben dosati, che esaltano i già buoni fondali presenti, animazioni fluidissime e regia spettacolare, che riesce a cogliere nel modo migliore ogni azione dei personaggi, musiche realizzate da Joe Hisaishi, compositore di fiducia dello Studio Ghibli, che ha realizzato per l'occasione oltre sessanta (!) minuti di OST. Provo a spiegare il motivo di tutta questa qualità. Innanzitutto c'è una grande cura dei dettagli, nella loro semplicità i disegni si rivelano molto elaborati, distaccandosi da quelli occidentali - molto più minimalisti. Altra ragione è che i disegni sono quasi tutti realizzati a mano, alcuni vengono digitalizzati e completati al computer aggiungendo particolari effetti, ma protagonista assoluta del disegno è la mano - prima di "Principessa Mononoke" (1997) i film erano completamente realizzati a mano. Questo permette di avere molto più controllo del disegno, infatti non troveremo nessuna scena con dei personaggi che fanno "il nulla". Ogni personaggio fa qualcosa, passeggia, chiacchiera, chiama al cellulare, sono personaggi vivi, pur essendo comparse. Un paio di esempi inventati sul momento: quella signora sullo sfondo compare mentre telefona, dopo poco termina la chiamata e ripone il telefono nella borsa; quel ragazzo sta correndo e si ferma all'improvviso di fronte a una cioccolateria. Delle comparse dinamiche, vive, non statiche, non semplici manichini. Sembra una cosa stupida, ma è molto importante, perché aumenta l'immersione dello spettatore nella storia, la fa sembrare incredibilmente vera. Altra pratica che si è persa qui in Occidente, con mio gran dispiacere. Ultimo aspetto di cui voglio parlare è la cosiddetta "gratuitous motion", che aiuta, insieme alle comparse dinamiche, a rendere la storia incredibilmente vicina a noi. Gratuitous motion è un tecnicismo inventato dal critico cinematografico Rogert Ebert proprio per indicare questo aspetto tipico dei film di Miyazaki. Non conosco un modo di dire per esprimere il concetto in italiano, perciò proverò a spiegarvelo tramite una non elegante perifrasi: gratuitous motion è quel movimento inutile dei personaggi, che non porta a un progredire della trama, ma semplicemente a rendere vero il personaggio. Un'azione superflua ma reale, permettendo quei bellissimi momenti di silenzio tipici dei film Ghibli. In un'intervista a Miyazaki, Ebert gli ha chiesto proprio riguardo a questa gratuitous motion, che lui tanto ammira. Miya-sensei gli ha spiegato che in giapponese esiste proprio una parola per indicare questo concetto: "ma". Intraducibile sia in italiano che in inglese. Nel farlo ha perciò portato un esempio; dopo aver battuto le mani tre volte, disse: "Il tempo che separa ogni battito è il "ma". Se tu svolgi l'azione senza nessuna pausa, sarà tutto sempre frenetico. Se invece ti prendi una pausa, la tensione può crescere in dimensioni ancora maggiori. Se percepisci la tensione sempre alla stessa intensità, alla fine ti ci abituerai e non ci farai più caso. Le persone che creano film hanno paura del silenzio, perciò vogliono eliminarlo. Sono preoccupati che l'audience possa annoiarsi, che possa alzarsi e andarsi a comprare dei popcorn. Ma mantenere alta l'azione per tutto il film non garantisce che i ragazzi restino sempre attenti. Ciò che importa realmente sono le emozioni. Questo è quello che sto cercando di fare dagli anni '70 con i miei amici." Voto finale: 9
  7. Un paio di domande... la campagna quando inizierebbe? Quale sarebbe la frequenza richiesta? Se riesco a sbrogliare qualche faccenda quasi quasi ci provo anch'io
  8. Seguo molto interessato, se non avessi già preso parecchi impegni per tutta l'estate mi proporrei come giocatore. Ti faccio comunque i miei complimenti per l'ambientazione e non vedo l'ora di leggere il webcomic Ti dispiace se riciclo la tua ambientazione per qualche progetto personale? Tipo per un paio di giocate con amici?
  9. Slyder

    I sette passi: come costruire un mondo (4-7)

    Ho appena finito di leggere la guida nelle sue due parti, innazitutto complimenti^^ La prima parte è molto interessante, ti permette di avere le prime grandi linee su cui basarti. Solitamente la saltavo completamente e partivo direttamente dalla fase di creazione, probabilmente questo è uno dei motivi per cui le mie ambientazioni e avventure erano spesso poco 'compatte'. La fase di creazione che hai proposto è leggermente diversa dalla mia, solitamente io iniziavo creando una mappa per poi inserire mostri/creature in base ai luoghi e alle regioni e in contemporanea pensavo a una prima bozza della storia, che in seguito avrei ampliato in base alle esigenze. Partivo dalla mappa perché così avevo già una 'base' su cui poggiarmi per inserire creature varie, stessa cosa per la storia. Alla fine buttavo giù tutte le idee che avevo riguardante l'avventura, ritoccando di volta in volta l'ambientazione. La prossima volta che ne scriverò una proverò a partire dalle creature, magari poi ti faccio sapere come mi sono trovato. Ora attendo trepidante l'inserzione riguardante le mappe.
  10. Slyder

    I sette passi: come costruire un mondo (1-3)

    Per ora ho dato una letta molto veloce, e mi pare sia molto interessante. Nel weekend lo rileggo meglio che in questi giorni tra simulazioni d'esami, verifiche e olimpiadi sono piuttosto pieno di studio.
  11. Slyder

    The Stroy Goes On: come proseguire

    Personalmente apprezzerei qualcosa sul worldbuilding, un'attività che amo per quanto difficile sia. Mi piace sempre leggere e imparare qualcosa di più su questo argomento. Altre questioni che penso possano essere interessanti sono le varie tipologie di avventura/giocata [esplorativa, di livelli infimi, investigativa, combattiva (non solo il classico PG vs mostri/PNG ma anche PG vs PG o scontri tra eserciti con i PG che comandano un manipolo/legione di soldati)...] e il modo di prepararle. Sebbene sia piuttosto difficile, anche un'inserzione a mo' di database di libri d'approfondimento, non necessariamente legati a D&D/PF, sarebbe utile. Ad esempio libri che approfondiscono mostri orientali, draghi, creature marine, civiltà perdute, vari tipi di mitologia... come master mi piace prendere spunto su cose che ho letto qua e là e magari reinterpretarle in base alle esigenze.
  12. Slyder

    Fiction Cicli fantasy: quali scegliere?

    Tra quelli non ancora consigliati io ho apprezzato molto la saga di Geralt di Rivia, scritta da A. Sapkowski. Una lettura che consiglio a tutti, uno stile semplice ma efficace, una traduzione senza passare dall'inglese e molto fedele, personaggi ben approfonditi e una trama che si fa via via più interessante con l'avanzare dei volumi.
  13. Slyder

    DnD 3e Un passo verso l'ombra

    Si, avrei qualche domanda... rispose Zeta, un po' stupito per tutta questa considerazione ai vincitori della sfida. Visto che avremo la possibilità di richiamare la principessa in nostro aiuto una volta al mese, mi piacerebbe sapere quali fossero le sue abilità... Non vorrei che la chiamassimo in qualche frangente dove non ci potrebbe dare un vero aiuto, sprecando così la chiamate di quel mese. Mi piacerebbe inoltre, se non è vietato o qualcosa del genere, sapere la storia del luogo
  14. Slyder

    DnD 3e Un passo verso l'ombra

    Mah... Meglio non insistere per ora, finché collaboriamo e va tutto bene non vedo problemi nel nascondere i nostri piccoli segreti. Dopo la risposta del paladino Zeta seguì silenziosamente la folla e, con l'inizio dei festeggiamenti, si apprestò a favorire del cibo. Poco dopo cercò il dragonide che aveva fatto loro da guida per porgli qualche domanda.
  15. Slyder

    DnD 3e Un passo verso l'ombra

    Zeta percorse silenziosamente il tunnel, così come il lungo corridoio e le scalinate. Non nascose però lo stupore per la trasformazione dell'ambiente, si passò da una grotta a una città scavata nella roccia. Lasciati soli dalla creatura draconica domandò a Knerf Ehi, ora che ci penso Knerf cosa ti era preso mentre pensavi agli indovinelli, sembravi tanto in difficoltà e poi li hai risolti in un attimo!
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