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Pentolino

Circolo degli Antichi
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  1. @Master Spoiler: Lascio il militare alle sue ricerche e mi dirigo verso l uscita. Quello che tempo fa doveva essere stato un fulgido esempio dell edilizia imperiale e’ ora ridotto quasi ad un rudere, sporcizia, distruzione e luci tremolanti rendono l ambiente quasi spettrale. Una delle numerose scale a chiocciola mi permettere di scendere verso l uscita attraversando alcuni livelli della struttura, di quando in quando un ratto, sentendosi a casa, zampetta indisturbato rovistando tra i rifiuti incurante della mia presenza, in questo luogo sono io l intruso non lui. Un ultima spirale di scala a chiocciola e finalmente giungo nel salone principale, una vasta area anch essa semi abbandonata, dove sopra il pavimento in linoleum campeggia il rottame di un enorme monitor che un tempo doveva servire a dare preziose indicazioni ai viaggiatori in transito. Alla mia destra, gli oblo della vecchia biglietteria sembrano grossi occhi neri che mi scrutano come se avessero intuito chi io sia e cosa sia venuto a fare qui, da un angolo completamente immerso nl buio mi giungono le parole sbiascicate e stonate di una canzoncina sconcia cantata da un barbone che probabilmente oggi si sente di buon umore. Attraverso le porte d ingresso e mi trovo finalmente in strada, l uscita da su di un ampia piazza circondata da edifici ,anch essi in pessime condizioni, al centro della quale una statua rappresentante uno strano animale araldico ricorda a tutti quale famiglia ha dato i natali a questo settore…o forse quale famiglia ha lasciato che questo settore si riducesse in queste condizioni. Il degrado e’ evidente, luci tremolanti sporcizia ovunque ed infrastrutture semidistrutte completano un disegno che gia’ al mio arrivo era apparso deprimente La cosa che mi salta subito all occhio e’ la quasi totale mancanza di persone “normali” in giro per il settore, a quest ora l attivita’ dovrebbe essere ancora non dico frenetica ma comunque evidente, ma non qui, questo posto e’ al di fuori del mondo, una zona aliena di cui ci si ricorda solo quando vi accadono fatti terribili e frequentato solo da chi non ha piu' nulla da perdere. Inizio a passeggiare sul lato della piazza opposto a quella che riconosco essere una sorta di caserma, il fatto che i due agenti in divisa siano fuori a fumare in un luogo dove di cose da fare per loro ce ne sarebbero molte non mi fa ben sperare, sfruttando la loro inettitudine e la poca luce diffusa cerco di procedere disinvolto senza farmi notare
  2. Nonostante la fame e le ferite dormo profondamente per tutta la notte, il mattino dopo l umidita' del giorno prima mi fa svegliare con la gola in fiamme, due rumorosi starnuti sono tutto quello che riesco a pronunciare appena mi alzo, se non altro i vestiti sono asciutti, anche se non lo saranno ancora per molto viste le condizioni del tempo. Dopo essermi lavato ed aver bevuto dell acqua inizioo a raccogliere le mie cose e a sistemare le castaste di legna sostituendo quella bruciata la notte prima con quella raccolta e messa ad asciugare cosi che se qualche altro sfortunato viaggiatore si imbatera' ne capanno avra' di che scaldarsi. Sento Jacob ed Alrik parlare tra di loro sulla via migliore da percorrere per tornare sulla strada, non potendogli essere di alcun aiuto mi metto in un angolo a recitare a voce bassa la mia preghiera del mattino "Dolce Signore degli eserciti, in tuo onore ieri molti pelleverde sono stati uccisi ed un innocente e' stato salvato, sono caduti sotto i colpi dei tuoi servi fedeli acche' ancora una volta il nome di Sigmar il giusto, il portatore di luce, il protettore dell Impero, sia da monito ed esempio alle razze empie che appestano l umanita'. Dacci ora la forza di sostenere questa ulima fatica affinche' un figlio amorevole possa finalmente riabracciare un padre roso dalla pena." Mi alzo e mi dirigo verso la porta del capanno
  3. Fisso il militare, con sguardo inespressivo il suo atteggiamento di supponenza inizia ad irritarmi tuttavia la mia voce resta calma ed il tono moderato, abbozzo persino un leggero sorriso cosi che se qualcuno ci stesse osservando possa pensare a due amici che parlano di donne ed alcol piuttosto che a due commilitoni in missione 'Siamo in una zona demilitarizzata, da quello che vedo morire qui significa ritrovarsi spogliati e spolpati nel giro di un minuto, il corpo e' stato trovato 3 giorni fa, la scena del crimine contaminata o se preferisci analizzata dal Magistratum, cos altro speri di trovare? inoltre, se l inquisizione avesse voluto un intervento diretto avrebbe mandato una squadriglia di Guardsmen a fare un rastrellamento a tappeto, invece ha chiamato noi due, ci ha vestiti da idioti, dato un equipaggiamento che sappiamo usare a malapena e chiesto di attirare "meno attenzione di un calcio ad una porta", per quanto mi riguarda andare sulle rotaie e fare domande dirette su cosa sia capitato a quel derelitto equivale a sfondare la suddetta porta con un cannone al plasma. Guardati intorno, siamo nella terra di nessuno, non metti mano a tecnologie di quel tipo se non sei assolutamente certo, o quasi, di non essere beccato, per poter sopravvivere devo pensare che tutta la zona sia marcia e che tutti gli abitanti del distretto siano potenziali nemici, quindi e' molto possibile che l unica cosa stupida che fara' il responsabile ...o i responsabili, di questo lavoretto, sara' farci sparire dentro un sacco nero. Comunque questo e' solo il mio pensiero, non dobbiamo girare uniti per forza, magari mi sto sbagliando ed e' giusto che tu segua il tuo istinto, prenditi pure parte dell equipaggiamento, ci vediamo all appartamento della sorella della vittima.' Porgo un comunicatore le fiale ed il bisturi del Bio kit ad Ethan
  4. Il capanno e' una benedizione di Taal, un tetto sopra la testa, anche se non abbiamo nulla da mangiare, servira' a farci riposare al caldo e rcuperare parte delle energie spese durante la giornata. 'Ottima idea Alrik, prima di barricare l aporta lasciami raccogliere un po di legna qui fuori, la stenderemo ad asciugare accanto al fuoco cosi da averla pronta quando quella nel capanno sara' terminata' Passeggio alcuni minuti attorno al capano raccogliendo rami secchi spezzati dalle sferzate nevose di Ulric, dopo averne accumulati un po entro e li deposito accanto al focolare, Mia nonostante la stanchezza si sta stoicamente dando da fare con i feriti la ragazza sembra avere risorse infinite, non perdo altro tempo e mi occupo di lei, non sembra in condizioni critiche ma le pulisco ugualmente le escoriazioni e le bruciature cosi che non si infettino. Stremati ed affamati ci stringiamo attorno al fuoco, lo scoppiettare ipnotico delle fiamme unito al racconto di Mia ci fanno piombare in pochi minuti in un sonno profondo
  5. Ci imbarchiamo sul primo treno per Coscarla, il viaggio si dimostra piu' lungo e noioso del previsto, siamo costretti a cambiare linea di frequente ed altrettanto frequentemente vengono controllate le nostre identita'. Passata la prima ora a studiare i dati sul piccolo pad le attivita' da fare successivamente si riducono a zero, mi stendo su un sedile rattoppato e maleodorante e socchiudo gli occhi cercando di riposare ora che ne ho la possibilita'. Mi risveglio di soprassalto al gracchiare dell altoparlante che annuncia l arrivo al capoline del distretto di Coscarla. Mi alzo stiracchiandomi un po , raccolgo le mie cose e scendo dal vagone guardandomi attorno, il paesaggio e' persino peggiore di quanto me lo aspettassi, distruzione e degrado sono il tema principale, non mi stipisce che il male abbia trovato terreno fertile su cui attecchire in questo posto dimenticato da dio. soprassiedo all ennesimo tentativo di Ethan di stuzzicarmi ' Stavo pensando che forse andare sparati sul luogo del delitto non e' la cosa migliore da fare, sono passati tre giorni dal ritrovamento del cadavere, chi gli ha impiantato quella roba sa sicuramente come e dove e' morto e potrebbe controllare ancora la zona, inoltre non credo che troveremo molto su una caxxo di rotaia. Dobbiamo essere circospetti ed agire con discrezione, catapultarci li iniziando a fare domande dirette sul ..povero Saul non fara' che puntare i riflettori su di noi, siamo due mercenari giusto, comportiamoci da tali allora. Direi piuttosto di cominciare da casa del defunto o meglio ancora di fare una visita alla sorella..che ne dici? Se l approccio circospetto non ci portera' a nulla saremo piu' diretti ma per ora non credo abbia senso sollevare subito un vespaio.'
  6. Il montacarichi sobbalza le porte si aprono mostrandoci nuovamente il mondo "reale", gente che vaga per le strade inconsapevole di cio' che accade nelle viscere della citta'. Inspiro una boccata d aria, puzza di fumi di scarico sudore e mexda, ma e' sempre meglio dell odore chimico che sembra essersi appicicato ai miei vestiti. mi volto verso Ethan 'Si, mi sembra un ottima idea' poi lo guardo un attimo da capo a piedi 'Sicuro di volerti portare dietro tutto quell arsenale? Sembri uno attrezzato per la riconquista di un intero settore' Un sorriso stanco increspa le mie labbra
  7. Osservo gli oggetti all interno della cassa, alcuni di essi mi suonano subito utili, altri potrebbero diventarlo, altri ancora un ingombro privo di qualunque utilita' ma mettersi a questionare ancora con il medical interrogator sarebbe utile quanto mettere la mano in una pressa idraulica. Tolgo lo zaino tattico ed indosso il soprabito, dovrebbe rendermi comune ed anonimo ma per ora mi sento come un coniglio bianco in mezzo ad un autostrada, raccolgo poi il pass ed il marcatore di identita mettendoli in una delle tasche del pesante indumento. Apro lo zaino, al suo interno , la custodia in pelle contenente il fucile smontato ne occupa gran parte ma vi e' ancora un po di spazio per metterci i comunicatori le lampade e tutto il resto, percepisco nella voce e nell attegiamento di Ethan lo stesso fastidio che provo anch io , cerco quindi di velocizzare le ultime operazioni. 'Li prendo io stai tranquillo, penseremo dopo a come divederceli ora andiamo via da questo posto, questa puzza mi sta facendo venire voglia di vomitare' indosso lo zaino per poi dirigermi verso l enorme portone, faccio un passo all interno del buio corridoio ed ecco che di nuovo i paffuti cherubini accendono i globi luminosi, proseguo in silenzio all interno del corridoio fino ad arrivare al montacarichi, vorrei parlare con il mio compagno d armi, spiegargli come la penso, ma nonostante mi trovi all interno di un corridoio avvolto nella semioscurita' mi sento addosso centinaia di occhi ed orecchie, tengo quindi le mie valutazioni per un altro momento.
  8. Resto fermo, le braccia cingono il corpo per proteggermi dal freddo pungente, mentre ascolto le proposte dei miei compagni. ' Si sono d accordo con Jacob, dobbiamo continuare a muoverci o rischiamo di morire per il freddo, coperte e fronde non ci proteggeranno molto da questo temporale e dormire nel fango gelato non ci dara' alcun giovamento'
  9. La voce metallica dell Interrogator stride nelle mie orecchie come unghie che grattano l alabastro, dovrei sentirmi motivato da questo suo discorso, pronto a tutto per la causa dell imperatore, invece per ora mi sento solo innervosito dalla sua prosopopea. 'Certo certo, tutto chiaro, questa boccaccia a volte va oltre quanto gli e' consentito' dico con tono velatamente sarcastico, per poi sussurrare un 'testa di caxxo' in modo che solo il militare possa sentirmi 'Sono ansioso di mettere tutte le mie qualita' al servizio della causa' "Gia'...ma la causa di chi?" dico poi avvicinandomi alla cassa e chinandomi su di essa per aprirla
  10. Camminiamo per diversi minuti, il silenzio rotto solo dal rumore dei tuoni che si fanno via via piu' vicini. Nessuno sembra aver voglia di perlare e sebbene il salvataggio abbia avuto successo l umore della compagnia e' cupo come le nubi sopra di noi. il temporale non tarda ad arrivare, scrosci d acqua, parzialmente bloccati dalle fronde sopra di noi, ci si rovesciamo addosso lavando via lo sperco ed il puzzo che portavamo addosso, ma gli dei non sembrano aver finito di giocare con i nostri destini. Nonostante la mia parziale cecita' mi rendo conto che stiamo camminando ormai da tempo, da troppo tempo, la mia sensazione e' presto confermata dall elfo e dal Nordland...ci siamo persi! Sento il peso della responsabilita di questa situazione completamente sulle mie spalle, resto in disparte lasciando che Haeron ed Alrik trovino dei punti di riferimento
  11. Le informazioni che ci vengono date sono poche e generiche, sostengo per un attimo lo sguardo del militare che come me sembra piuttosto infastidito da questo velo di mistero che l interrogator non sembra propenso a rimuovere gia' informazioni di seconda mano e impossibilita' di andare a fondo all unico indizio che abbiamo Borbotto in risposta alla sua affermazione la copertura ci verra' fornita dall Ordine o dovremo arrangiarci da soli anche su questo?
  12. Il piano di Jacob sembra aver avuto successo, ora che il pericolo e' passato abbiamo modo di riprendere fiato prima di allontanarci da questa radura maledetta. 'tutto bene, la vista e' ancora offuscata, speriamo migliori con un po di riposo...non disperiamo' dico cercando di nascondere una vena di preoccupazione 'togliamoci da qui prima possibile, quegli esseri schifosi potrebbero riorganizzarsi e tornare all attacco'
  13. L interrogator ha appena finito di illustrarci la situazione e subito il militare inizia a subissarlo di domande, daltronde come dargli torto? Tecnologia aliena innestata nel piu sacro dei templi, il corpo umano... 'non capisco una cosa, chiunque abbia commesso questo abominio si e' preso grandi rischi e deve aver sostenuto costi non da poco, perche' dunque abbandonare quel mostro e non tentare di recuperarlo?' Le parole mi escono lente e dubbiose quasi fosse un pensiero pronunciato ad alta voce ' inoltre, come ha giustamente sottolineato Lord Ashton , e' evidente che quel poveraccio sotto il lenzuolo rappresentasse un facile obiettivo per un eretico in cerca di proseliti, assolutamente anonimo, disperato e senza un soldo , e' possibile quindi pensare che gli abbiano proposto di trasportare merce inlegale al suo interno e che il nervo ottico rimosso ed il costrutto fossero un modo efficace per controllarne gli spostamenti, esiste la possibilita' che all interno di quella ...cosa ..vi siano dati o registrazioni recuperabili? Credo sia il caso di fare anche una ricerca sul tipo di traffici inleciti piu' frequenti in quel settore e sulle bande criminali che li gestiscono, che ne pensi?' Distolgo di proposito lo sguardo dall inquisitore, la sua presenza inizia a pesare sul mio stato d animo, sono nervoso e visibilmente a disagio ma cerco di mascherarlo mostrando un eccessivo entusiasmo nei confronti della missione
  14. @All descrizione Spoiler: Alto dal fisico robusto ma non massiccio Arn e' un individuo assolutamente nella media, una di quelle persone la cui fisionomia resta sempre difficile da ricordare, ha il cranio completamente rasato sulla cui nuca vi e' tatuato il simbolo dell imperatore occhi neri ed un espressione dura e decisa ma a volte al limite tra lo stralunato ed il sofferente, ha modi educati e mai intimidatori. Veste abiti di tela e pelle completamente neri ed uno zainetto di ottima fattura sulle spalle, non ha armi in vista ( sono in spiaggia con ipad e wifi messicana ..mi scuso se non eccedo troppo in dettagli mi faro' perdonare piu' avanti) Una volta presentata la convocazione all attendente vengo fatto salire a bordo di un montacarichi, saluto la persona ll interno con un cenno del capo ed abbozzando un mezzo sorriso, ha un aspetto piuttosto spavaldo e l equipaggiamento che indossa mi fa capire che non e' un tipo da prendere alla leggera Dopo un leggero sobbalzo la piattaforma inizia a scendere nei sotteranei del palazzo. Dopo alcuni minuti passati in un silenzio assordante la piattaforma si ferma schiudendo le porte su un corridoio che ricorda quello delle vecchie chiese, angeli dalle facce paffute sorreggono globi di luce spettrale che illuminano il corridoio al nostro passaggio. ""gia' ..teatrale o intimidatorio? Sai come si dice, intimorisci il tuo avversario e sei gia' a meta' strada" terminato anche questo percorso un enorme portone dai cardini rumorosi come cingoli si apre mostrandoci l interno di una stanza che a prima vista mi fa correre un brivido lungo la schiena. "Arn sta per..." e' una domanda semplice ma stranamente mi ritrovo a riflettere qualche secondo prima di rispondere "Arn sta solo per Arn...piacere di conoscerti" dico con voce monotona l intero ambiente e' semideserto fatta eccezione per un tavolo operatorio, un enorme specchio campeggia sulla parete opposta alla nostra, specchio che gradatamente si dissolve mostrandoci finalmente il nostro interlocutore. "Il mio nome e' Arn Magnusson eccellenza"
  15. Ciao Latarius e' sempre un piacere incrociarti nei pbf, se il tuo pg e' un palo nel didietro il mio e' completamente pazzo quindi ci sara' da divertitsi , qualcuno sa spiegarmi come si usano i code con tapatalk?
  16. Mi sveglio di soprassalto con la solita sensazione di non sapere dove mi trovo, lame di luce filtrano dalle imposte, il rumore della monorotaia del quartiere administratum mi riporta alla realta'. Da diversi giorni ormai vivo segregato in questo appartamento in attesa di conoscere il mio destino, la coscrizione ed il successivo addestramento erano stati inaspettati e sbrigativi. "Tuo padre era un brav uomo ed un servo fedele dell imperatore" questo era il ritornello che erano soliti ripetermi ad ogni nostro incontro ritornello che mi lasciava ogni volta frustrato ed amareggiato, non avevo ricordi nitidi di mio padre ma se il suo nome all interno dell Ordine era cosi onorato io avrei fatto del mio meglio per far risplendere ulteriormente il nome dei Magnusson. Mi alzo seduto sul letto, le mie mani vanno automaticamente alla boccetta di analgesici che tengo sul comodino, ne butto giu due con un bichiere d acqua dal sapore stantio chiudendo gli occhi per qualche secondo sperando che questa volta facciano effetto e mi portino via le voci che ho nella testa. Stavo per andare a fare una doccia pensando a come trascorrere l ennesima giornata di prigionia quand ecco che un messo dell Ordine mi consegna la chiamata, ho atteso talmente tanto questo messaggio eppure ora che lo stringo tra le dita lo semto in qualche modo .. estraneo. Il giorno dell appuntamento rsco di buon ora passando inosservato tra le milioni di persone del settore Calixis, giunto alla base di un palazzo imponente e riccamente decorato mi dirigo verso un attendente che mi osserva come se stesse aspettando il mio arrivo. "Salute buon uomo, il mio nome e' Arn Magnusson" Dico mostrando la lettera di convocazione
  17. Bene bene...rivoluzioniamo il forum un passettino alla volta , sono molto felice di far parte di questa nuova corrente cerco di finire la scheda tra oggi e domani cosi possiamo partire
  18. La battaglia sembra volgere al termine, i pelleverde cadono come fili d erba recisi dalla falce ma quando ormai l esito dello scontro sembrava scontato ecco che un qualcosa lanciato dal limitare della radura cade in mezzo a noi, ne scaturisce una nube venefica che immediatamente mi riempie i polmoni impedendomi quasi di respirare ma peggio ancora i miei occhi iniziano a lacrimare copiosamente. tutto attorno a me inzia velocemente a divenire prima tremulo poi indefinito ed infine mi ritrovo a brancolare come se fossi avvolto dalle tenebre. Sarei certo di aver perso entrambe gli occhi se solo non mi bruciassero come se avessi il fuoco nelle orbite, sento in bocca il sapore metallico delle lacrime che, copiosamente , continuano a scendere. "maledettiii!!!" preso dal panico e dalla rabbia inizio a menare fendenti, se devo morire cieco lo faro' portando con me il maggior numero di nemici ma ,ironia del destino , la testa del mio martello cade nel vuoto ad ogni colpo, quando sto per cedere alla disperazione sento la voce di Jacob, mi fermo immediatamente per non rischiare di colpirlo e seguo le sue istruzioni, una mano invisibile ai mie occhi si posa sulla mia spalla e lentamente mi guida lontano da quella nebbia venefica, piegato in due, le mani sulle ginocchia annaspo cercando di mandare nel mio corpo aria pulita, successivamente, prendo l otre bevendo un generoso sorso d acqua prima e versandomene un po sul viso poi.
  19. Il piano della sacerdotessa sembra funzionare, come vespe cui e' stato distrutto il nido gli orridi sgorbi sciamano fuori dal loro tugurio urlanti ma il fumo e l effetto sorpresa fanno si che il nostro primo attacco mieta subito numerose vittime. Le fiamme, che dapprima lambivano timidamente solo parte dell albero attorno al quale e' costruita l intera struttura, iniziano a propagarsi rapidamente riempiendo l aria delle grida di terrore della prole immonda dei pelleverde e di un forte odore acre di carne e luridume bruciati. Sfruttando l inerzia della carica del nano abbattiamo facilmente i nostri primi avversari, un preciso colpo di martello manda un pelleverde a danzare con Morr ma eccco che subito un altro mi si para davanti schiumante rabbia e frustrazione. La mia preoccupazione e' raggiungere il covo il prima possibile cerco quindi di ingaggiare solo se strettamente necessario ma lo sgorbio mi blocca la strada ed evitarlo vorrebbe dire lasciare Rim in svantaggio numerico e questo non puo' essere. Sollevo di nuovo il braccio armato ergendomi in tutta la mia altezza per poi abbatterlo sulla testa del nemico @Master Spoiler: 1/2 azione : Attacco semplice 1/2 azione : Mi preparo a parare
  20. Decidiamo di stanarli con il fuoco, Jacob si incammina e sparisce nel sottobosco , silenzioso come un animale notturno. Passano diversi minuti, la preoccupazione di aver tralasciato qualche dettaglio importante in questo piano frettoloso sale ed inizia a divenire ansia per il nostro amico e per la sorte del giovane rapito. Finalmente un filo di fumo sale al cielo ed un grido di allarme spezza il silenzio. Diversi pelleverde si riversano nella radura veloci come insetti in fuga, Rim colto dalla furia primordiale che quelle creature scatenano nella sua razza e' il primo a lanciarsi all assalto mentre gli altri tergiversano. L idea di combattere i pelleverde fianco a fianco con un figlio di Grugni rievoca in me notti passate immerso nella lettura dei testi sacri, rapito ed estasiato dalle gesta dell Heldenhammer...la mano va al martello ed al grido "Ghal Maraz!" sono dietro al Nano
  21. Io saro' in vacanza dal 9 al 15 , con una mano terro' un margarita e con l altra un burrito...come potete immaginare con entrambe le mani occupate mi sara' molto difficile postare
  22. I dubbi sollevati da Mia e Jacob sono legittimi, le alternative proposte non mi convincono a pieno ma perdere troppo tempo discutendo tra di noi non giova al ragazzo , metto quindi da parte l orgoglio Sigmarita per un bene superiore. Annuisco "Bene, vada per il fuoco allora" guardo la sacerdotessa e l uomo negli occhi mettendogli una mano sulla spalla "Fortuna in battaglia fratelli ... ci vediamo nella mischia"
  23. Camminiamo nel mezzo della boscaglia per minuti che sembrano interminabili, in piu' di un occasione la presenza dell elfo Haeron risulta determinante, senza le sue abilita' ed i suoi occhi avremmo vagato senza meta fino a perderci a nostra volta. il cielo nuvoloso e le fitte fronde sopra le nostre teste ci fanno camminare in una penombra costante, il morale e' basso, la maggior parte dei componenti della compagnia e' abituata a combattere per soldi, la salvezza della vita di un innocente non e' certo il tipo di ricompensa che prediligono. Quando anch io inizio a perdere le speranze ecco che finalmente la boscaglia inizia a diradarsi, un forte odore di sterco mi riporta alla mente lo scontro di poco prima, al centro di una piccola radura si erge na capanna fatta di stracci e lordume non lascia piu' spazio ai dubbi, abbiamo trovato la loro tana! "Se ci lanciamo in un assalto frontale rischiamo che facciano del male al bambino, che ne dite di attirarli fuori con un trucco? Voi guerrieri potreste fare il giro da dietro fino ad arrivare ai lati della capanna, io entrero' nella radura fingendomi perso ed in difficolta', quei piccoli vigliacchi penseranno ad una facile preda e si riverseranno fuori come formiche...Haeron potrebbe bersagliarli con l arco e voi guerrieri fiancheggiarli...che ne dite?"
  24. Mi inoltro nel sotto bosco con l elfo Haeron accanto, il silvano ha il passo leggero come un gatto e la vista acuta tipica della sua razza e non gli e' difficile riconoscere le tracce lasciate sul terreno. "Per i denti di Taal ... La situazione e' peggiore del previsto, dobbiamo sbrigarci o quelle bestie faranno a pezzi il bambino per sfamarsi! Haeron tu che sai muoverti con agilita' nel bosco, vai a chiamare Alrik e Rim, se ci sara' da combattere voglio le loro lame accanto a me, ma fa presto per l amor del cielo." Mentre aspetto l arrivo dei rinforzi cerco di muovermi il meno possibile cosi da non confondere le tracce, mi sporgo in direzione di queste cercando con gli occhi ogni minimo dettagli e resto in silenzio cercando di percepire ogni minimo rumore sospetto
  25. Faccio alzare l uomo sostenendolo mentre un passetto alla volta ci dirigiamo verso l uscita, una volta fuori noto con piacere che il gruppo non e' stato con le mani in mano, hanno recuperato uno dei cavalli e sistemato il carretto del rigattiere cosi da poterlo utilizzare per il viaggio. "Abbiamo un disperso, il figlio di questo pover uomo viaggiava insieme a lui e non si trova da nessuna parte, dobbiamo cercarlo!" dico agli altri mentre aiuto il rigattiere a distendersi sulle assi di legno "Si chiama Johan, non puo' essere andato troppo lontano si sara' nascosto qua intorno, iniziamo col vedere nei pressi della posizione originale del carretto, magari troviamo qualche traccia utile...non serve andare tutti, piuttosto se qualcuno di voi ha esperienza di caccia il cavallo morto lasciato qui a marcire e' un peccato mortale, cercate di ricavarne un po di carne da arrostire questa sera, un pasto caldo fara' bene a tutti. mi sposto verso il luogo dove prima giaceva il carro rovesciato cercando tracce sul terreno o nei pressi del sottobosco

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