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Rifocalizziamoci (non psionicamente)


ans_38

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Approfittando del fatto che nessuno ha ancora risposto al mio intervento nella discussione "il concetto dietro d&d3", vorrei chiedervi una cosa. Secondo voi perché è nato il gdr? perché è nato d&d?

Analizziamo la mentalità del suo inventore, Gary Gygax: è abbastanza semplice farlo, alla luce di tutte le storie su di lui e sulla nascita del gioco di ruolo che si trovano generalmente d'accordo.

Gary, amante del fantasy, giocando con le miniature da battaglia ha avuto l'idea di creare un gioco in cui, invece di un esercito, ogni giocatore controllasse una singola miniatura, dandole un nome, delle caratteristiche e facendole quindi vivere magnifiche avventure in un mondo fantasy. Credo che chiunque si avvicini a D&D lo faccia per vivere magnifiche avventure in un mondo fantasy, quindi ci siamo, ha Gary raggiunto il suo obiettivo?

no.. basta guardare le innumerevoli discussioni che su questo forum si incentrano su polemiche infinite riguardanti il sistema di gioco sbilanciato, che spinge al combattimento.. :sleep: che p***e! io mi iscrissi a questo forum, tempo fa, per poter incontrare gente che come me amava la fantasy e il gdr inteso come lo intendeva Gary, e non un covo di flamer, non di nuovo! (già una volta mi capitò in passato..)

vorrei farvi pensare allora.. Gary non ha scritto un solo regolamento per D&D, anzi! e allora perché tanti di voi si ostinano a sostenere la tesi "si stava meglio quando si stava peggio"? Perché un sistema (IMHO) più semplice e caratterizzante, meglio studiato come quello della terza edizione dovrebbe fare schifo in confronto alla passata seconda, o alla prima, o addirittura all'originale? se qualcosa funziona meglio, sinceramente, lo uso.

Tanti di voi dicono che D&D3 porta verso il power play. Per i talenti dite. Ebbene, io ritengo il sistema dei talenti un sistema validissimo per una profonda caratterizzazione del personaggio, la libertà di scelta è completa! idem per le abilità. C'è o non c'è stato un miglioramento da AD&D2? IMHO si.

Riguardo poi al discorso combo talenti = power play.. io sono un informatico, posso riconoscere un problema complesso quando lo vedo. Quello di "provare tutte le possibili combo di classi-razze-talenti-armi-ecc" per trovare ed eliminare ogni possibile combinazione che conduca al pp è un problema appartenente ad una categoria alla quale nessuno, e dico nessuno, è riuscito a trovare una soluzione in tempo ottimo (e parlo di far risolvere il tutto ad un calcolatore). Quindi come pensate che lo possano fare gli sviluppatori? è inevitabile, in un sistema che presenta un immenso numero di possibili progressioni come quello di D&D3, che vi siano molte possibili combinazioni power play. INEVITABILE.

Ho letto una volta un articolo intitolato "il sistema conta", nel quale, in breve, si affermava che sono i giocatori a dipendere dal sistema e non viceversa :lol: cioè.. se il sistema domina il gioco anche i giocatori ne sono dominati? :lol::lol: quindi non abbiamo forza di volontà, giusto? è triste.. saper scegliere da soli fa parte dell'essere creature intelligenti.. come detto nell'altro articolo, la guida del dm è più che sufficiente per insegnare ad un dm come si gioca di ruolo BENE e per insegnargli ad insegnare ai giocatori a fare altrettanto. Se non lo vogliono fare, che giochino a Munchkin.

Lo ripeto: una volta a D&D si giocava, non lo si infamava. D&D è D&D, che sia prodotto dalla TSR o dalla Wotc, non esistono un D&D vero e uno falso.

Se vi piace, giocateci, altrimenti non rompete.

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Se vi piace, giocateci, altrimenti non rompete.

sono libero di dare una mia interpretazione e/o dare una mia opinione?:rolleyes:

personalmente a me ded3.5 e 4 ( le passate edizioni NON le conosco) piacciono, in linea generale.

spingono verso il powerplaY? non lo so. Spingono verso il combattimento. Si e si.

i talenti caratterizzano il pg? no. carastterizzano il combattimento del pg.

sono opinioni. Posso esprimerle?;-)

vuoi vedere un gioco dove si caratterizza il personaggio e il background? guardati i pregi e i difetti in vampiri la masquerade. Quello è caratterizzare il pg com,e storia e background.

I talenti non fanno la stessa cosa....

Poi te puoi pensare quello che vuoi, logicamente.

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Guest DeathFromAbove

ans_38,

quello che dici è... corretto dal tuo punto di vista.

Come tutte le cose, con il passare del tempo, si evolvono, cambiano e diversificano.

Il mercato (ed i giocaotri) dei GdR è mutato in quasi 40 anni, e quindi anche i giochi sono mutati.

Cambiati.

Moltiplicati.

Molte persone criticano, amano, odiano o quant'altro D&D perchè è giusto (e normale) che sia così.

Ognuno ha le sue esperienze. Le sue passioni e le sue idee.

D&D non è IL gioco di ruolo. Non più.

E' uno dei tanti.

Il più giocato, il più venduto, ma sicuramente non l'unica alternativa.

Questo porta, inevitabilmente, a fare confronti fra i vari sistemi di gioco.

Molte persone non riescono a cambiare sistema, per vari motivi, e quindi lamentano la mancanza di questo o quello.

Molti vorrebbero vedere implementate alcune modifche, altri vorrebbero che il gioco rimanesse lo stesso per sempre.

Ma, purtroppo, nuovi giocatori si affacciano, la cultura cambia, le idee mutano, la "percezione" di ciò che il "mercato" richiede evolve.

Come puoi pensare che un sistema di gioco possa soddisfare migliaia di giocatori?

Inoltre, credo, che siti come DL, estremamente ben condotti ed organizzati, siano stati creati non per permettere a 1000 utenti di esprimere quanto sia fantastico D&D (forse sì... ma spero di no ;-)) ma per scambiare opinioni, confrontarsi e crescere in un hobby che è estremamente complesso ed articolato.

E' indubbio che ognuno giochi al gioco che preferisce (nel modo che preferisce), ma sicuramente avrà pareri ed opinioni su altri sistemi che affogano il mercato.

Puoi fare un'analogia con Microsoft Windows .

E' il sistema più venduto. Quasi tutti lo usano.

Quasi tutti lo criticano.

Perchè?

Perchè è il più conosciuto.

Perchè ognuno ha i suoi gusti.

Perchè HA problemi.

D&D non fa eccezione.

E' il più conosciuto.

E' il più usato.

HA dei problemi.

:bye:

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I discorsi sarebbero tanti, sono tanti, e alla fine è uno solo.

D&D è antico. Ha una grande storia.

Le motivazione che ne hanno spinto la creazione sono quelle che mille volte ha ripetuto il suo creatore: portare il wargame dalla concezione di esercito, alla concezione di EROE, e permettere di giocarne le gesta.

D&D non è stato il primo gioco di ruolo. E' una cavolata.

Il primo gioco di ruolo lo giocò il cucciolo di qualche animale che ''giocava a fare l'adulto'', come i leoncini che giocano a cacciare i sorci.

Io giocavo di ruolo a 6 anni, quando ruolavo le avventure dei miei Tipitosti in ambientazioni fatte coi LEGO.

D&D ha semplicemente dato una ''confezione'' ed un nome all'immortale attività del ''giochiamo a fare l'eroe''.

Ha preso questo concetto, lo ha cristallizzato all'interno di un sistema di regole, ha tirato fuori dadi cazzuti e BUM!

Ecco D&D, ecco il ''Gioco di Ruolo''.

In sostanza si gioca ai soldatini, ma ne usi solo uno e non sei più quello che vuoi, ma sei ciò che è scritto che sei.

Bene.

Fico. Il risultato è davvero un bel gioco.

Grandi e piccini ora trovano in un libro la disciplina dettagliata di come giocare ai soldatini.

Questo è d&d. Fine. Stop.

D&D finisce qui, il suo apporto (non meramente commerciale) al gdr finisce qui.

Da questo momento in poi è nato il concetto ''Gdr''.

Di qui in avanti la frittata è fatta, D&d ha retto a livelli qualitativi ottimi fino ad un certo punto, ma poi le cose sono cambiate.

E' normale che ad un certo punto, tra i tanti appassionati alcuni abbiano cominciato a chiedersi: <<Cavolo, ma se io voglio fare altro? Se non volessi essere un elfo, se non volessi menare spadate dal mattino alla sera? se...? se...? etc>>.

I giochi si sono moltiplicati, sfaccettati, specializzati e così via.

A questo punto tutto ok, ognuno ha i suoi gusti, ognuno ha il suo gioco, buonanotte al secchio.

Il problema è che D&D, purtroppo/per fortuna, E' il gdr dal punto di vista commerciale.

E questo, alla moltitudine di giocatori che non lo gradiscono, non va giù.

Se poi si considera che molti giocatori esperti, addirittura dopo aver conosciuto altri giochi lo ritengano un qualcosa di offensivo al gdr stesso ( e fidatevi, ce ne sono!), allora il gioco è fatto...

Perchè non tutti sono come me (parlo per me ovviamente), che provano vari giochi, ne osservano la corrispondenza coi proprio gusti, e semplicemente si dedicano a quelli.

Non sono pochi gli esempi di vera e propria attività di degradazione all'immagine di D&D, perchè a molti non piace, ma ad alcuni proprio sembra un insulto al gdr, e vederselo sempre e solo nei negozi in bacheca, mentre giochi ritenuti qualitativamente migliori non si vedono neppure tradotti in italiano, è qualcosa di vergognoso.

La vista poi di masse di novizi che ovviamente sono costretti a giocare a d&d perchè non hanno ACCESSO ad altro è talmente tanto odiosa che, aggiunta alle righe di cui sopra, completa il piatto, e l'odio animoso ed attivo verso d&d è spiegato. ^^

Ma grazie a dio esiste gente normale...

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Approfittando del fatto che nessuno ha ancora risposto al mio intervento nella discussione "il concetto dietro d&d3",

Se è quello riguardo il bilanciamento, vorrei farti notare che in quella stessa discussione abbiamo parlato ampiamente sull'argomento.

La questione sul "perché parlare di bilanciamento in un gdr?" l'ho sollevata io per primo, ammettendo di essere andato anche OT (chiedo scusa ad Elayne)...

Ci sono stati interventi pro e contro... rileggi bene quella discussione, ti assicuro che la questione è stata ben eviscerata.

... basta guardare le innumerevoli discussioni che su questo forum si incentrano su polemiche infinite riguardanti il sistema di gioco sbilanciato, che spinge al combattimento.. :sleep: che p***e! io mi iscrissi a questo forum, tempo fa, per poter incontrare gente che come me amava la fantasy e il gdr inteso come lo intendeva Gary, e non un covo di flamer, non di nuovo! (già una volta mi capitò in passato..)

Quindi stai sostenendo che la terza edizione e seguenti rappresentano il gioco 'come lo intendeva Gary'?

Se è così, ti invito a scandagliare meglio la rete e a leggerti le sezioni Q&A dove lo stesso Gygax risponde... ti assicuro che la Terza edizione (e tantomeno la quarta) non hanno NULLA a che fare con il concetto di D&D come lo intendeva Gary Gygax. Per sua stessa ammissione.

Questa non è né una provocazione né un tentativo di iniziare un flame... solo per dirti che c'è molta disinformazione, per questo nascono le 'discussioni'.

Poi, detto fra noi: finché non si finisce a parolacce ben vengano le discussioni. Si discute su ogni cosa e non vedo perché D&D e i GDR debbano rappresentare un'eccezione.

Sui forum si discute...

vorrei farvi pensare allora.. Gary non ha scritto un solo regolamento per D&D, anzi! e allora perché tanti di voi si ostinano a sostenere la tesi "si stava meglio quando si stava peggio"? Perché un sistema (IMHO) più semplice e caratterizzante, meglio studiato come quello della terza edizione dovrebbe fare schifo in confronto alla passata seconda, o alla prima, o addirittura all'originale? se qualcosa funziona meglio, sinceramente, lo uso.

Sei fuori strada.

Per quel che mi riguarda ho giocato alla terza per anni, per cui il 'si stava meglio quando si stava peggio' non mi riguarda e non mi ha mai riguardato.

Ammesso poi che si stesse veramente peggio: tu parli di sistema meglio studiato (io direi PIU' studiato...), più semplice e caratterizzante (sono in totale disaccordo), ma sono i risultati che contano...

E per me i risultati sono stati disastrosi, per cui mi sono rivolto di nuovo alle vecchie edizioni.

Nessuna retorica quindi, né nostalgia... li gioco per i tuoi stessi motivi: li trovo migliori, più coerenti, e più semplici delle nuove edizioni.

Tanti di voi dicono che D&D3 porta verso il power play. Per i talenti dite. Ebbene, io ritengo il sistema dei talenti un sistema validissimo per una profonda caratterizzazione del personaggio, la libertà di scelta è completa! idem per le abilità. C'è o non c'è stato un miglioramento da AD&D2? IMHO si.

Imho no.

Come dice Orcus, se i talenti fossero per una certa parte rivolti anche alle situazioni non di combattimento (lui cita Vampiri, io aggiungo Fading Suns d20 come esempi 'positivi' di talenti non votati soltanto alla battaglia), potrei essere d'accordo. Se i talenti dipendessero dal background del pg, e il master potesse vietare combinazioni assurde o troppo 'power', sarei d'accordo.

Caratterizzazione del personaggio: dove?

Solo perché puoi fare l'halfling/mezzo demone/carrettiere/sarto divino, o perché il tuo mago può finalmente usare la spada?

Il personaggio è caratterizzato dai talenti e dalle abilità, oppure dal giocatore che ne crea sfumature caratteriali e background particolareggiato, giocandolo con inventiva e coerenza e rendendolo indimenticabile per tutti?

Di solito si ricorda un pg per ciò che ha fatto in gioco... non perché ha una sfilza di talenti e abilità lunga quanto un braccio.

Per cui caratterizzazione e numero di 'abilità e talenti' tra cui scegliere secondo me non sono correlati...

Riguardo poi al discorso combo talenti = power play.. io sono un informatico, posso riconoscere un problema complesso quando lo vedo. Quello di "provare tutte le possibili combo di classi-razze-talenti-armi-ecc" per trovare ed eliminare ogni possibile combinazione che conduca al pp è un problema appartenente ad una categoria alla quale nessuno, e dico nessuno, è riuscito a trovare una soluzione in tempo ottimo (e parlo di far risolvere il tutto ad un calcolatore). Quindi come pensate che lo possano fare gli sviluppatori? è inevitabile, in un sistema che presenta un immenso numero di possibili progressioni come quello di D&D3, che vi siano molte possibili combinazioni power play. INEVITABILE.

Il power play è inevitabile, sono d'accordo: ma perché incentivarlo con sistemi ipertecnici dove conta di più la conoscenza di ogni singola regoletta piuttosto che l'inventiva?

La frase di Cook citata da Elayne nell'altro topic parla chiaro. Sono proprio gli sviluppatori ad aver sbagliato per primi, pensando che il PP si potesse controllare o eliminare con un sistema di regole iperburocratico... ottenendo l'opposto.

Ho letto una volta un articolo intitolato "il sistema conta", nel quale, in breve, si affermava che sono i giocatori a dipendere dal sistema e non viceversa :lol: cioè.. se il sistema domina il gioco anche i giocatori ne sono dominati? :lol::lol: quindi non abbiamo forza di volontà, giusto? è triste.. saper scegliere da soli fa parte dell'essere creature intelligenti.. come detto nell'altro articolo, la guida del dm è più che sufficiente per insegnare ad un dm come si gioca di ruolo BENE e per insegnargli ad insegnare ai giocatori a fare altrettanto. Se non lo vogliono fare, che giochino a Munchkin.

Questa è una teoria che cito sempre, e per esperienza personale, la trovo valida.

I giocatori non sono dominati dal sistema, ma ne sono influenzati.

Il sistema conta tanto quanto l'ambientazione... visto che ogni giocatore fa delle scelte ANCHE in base alle meccaniche, perché non ammettere che le meccaniche stesse POSSANO in qualche modo influenzare il comportamento dei giocatori?

Dungeons & Dragons: hai un guerriero del 5° livello e ti imbatti in un contadino armato di pugnale: il contadino vuole ucciderti.

Lo attacchi tranquillo... non hai nulla da temere, perché sai che pugnale = d4 danno, e tu hai 45 punti ferita. Chiaro.

Portiamo la stessa situazione in un gioco come Stormbringer: non credo che ti comporteresti allo stesso modo, perché da giocatore sai che quel contadino potrebbe ucciderti con un colpo di pugnale. Forse decidi di affrontarlo lo stesso, ma con più cautela... le tue scelte si riveleranno diverse, più caute, meno avventate. Penseresti di più alla sopravvivenza del tuo pg. Eviteresti i combattimenti, se non quando strettamente necessario.

Le meccaniche sono diverse. La 3E spinge al combattimento... anche nelle vecchie edizioni il combattimento rivestiva un ruolo, ma non così centrale come nelle nuove edizioni.

Lo ripeto: una volta a D&D si giocava, non lo si infamava. D&D è D&D, che sia prodotto dalla TSR o dalla Wotc, non esistono un D&D vero e uno falso.

Se vi piace, giocateci, altrimenti non rompete.

Da quel che ricordo io si è sempre sparlato su D&D. Gli amanti del classico rompevano le scatole agli amanti della 2E (ne so qualcosa), e gli amanti della 1E rompevano le scatole a tutti e due...

Secondo me sei tu che stai ragionando con la mentalità 'si stava meglio quando si stava peggio', e questa frase lo dimostra.

Qui si sta solo tentando di analizzare obiettivamente pro e contro delle varie edizioni... che secondo me non sono sempre D&D.

Non puoi paragonare D&D classico alla 4E, per intenderci. Stiamo parlando di un altro gioco... migliore o peggiore che sia, non è questo il punto.

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no.. basta guardare le innumerevoli discussioni che su questo forum si incentrano su polemiche infinite riguardanti il sistema di gioco sbilanciato, che spinge al combattimento..

Io invece penso che abbia raggiunto il suo scopo perchè fare una critica non significa non apprezzare un qualcosa ma farlo in modo ragionato.

perché tanti di voi si ostinano a sostenere la tesi "si stava meglio quando si stava peggio"?

ognuno avrà le su impressioni, a me piacciano tutte le edizioni di d&D ma ciò non mi impedisce di vedere miglioramenti e peggioramenti. Le ambientazioni della 2° erano nettamente meglio di quelle della 3° e quelle della 3° meglio di quelle della 4° temo (che sono due soli libri x ambientazione. Fatti bene, ma pochi). Le regole della 2° più complicate e con i loro problemi di bilanciamento, quelle della 3° più semplici e razionali ma facilitano il PP. Ciò non significa ne che siamo obbligati a farlo ne che facciano schifo.

io ritengo il sistema dei talenti un sistema validissimo per una profonda caratterizzazione del personaggio, la libertà di scelta è completa! idem per le abilità.

Ci sono infiniti modi per affrontare queste situazioni. Aver eliminato quelli non di combattimento (in 4°) è per me un passo avanti. Non trovo che i talenti o le skill siano caratterizzanti dal punto di vista del ruolo ma semmai il contrario: trovo che siano stringenti.

Ho letto una volta un articolo intitolato "il sistema conta", nel quale, in breve, si affermava che sono i giocatori a dipendere dal sistema e non viceversa

l'ho letto pure io e l'ho discusso con altra gente. Nessuno ti costringe a fare nulla ma ti indirizza. Se hai provato a sviluppare un sistema di gioco, anche semplice, dovresti esserti reso conto che adottare una regola invece che un'altra porta il gioco in direzioni diverse. E' un effetto che può essere più forte di una pubblicità vista in TV o di una moda, che eppure influenzano le persone.

D&D non IL gioco di ruolo. Non più.

E' uno dei tanti.

Quoto. Anche per questo è importante che la critica ci sia e sia ragionata

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Nicto for president!

Non pensavo sarebbe mai successo, per una volta non ho niente da aggiungere ad un post.

La penso esattamente come Nicto.

Spoiler:  
Aggiungerei comunque una cosa al suo post: la 3ed ha portato molti miglioramenti (alcuni poi non hanno rispettato le aspettative, ma questa è un altra storia). Il problema è che non ha portato solo miglioramenti, e più si è andati avanti, più il sistema ha mostrato le sue pecche.

Ma questo è colpa degli sviluppatori (vedi frase di M.te Cook).

Ovviamente come per Nicto questa è la mia umile opinione.

C'è di fatto che ora, il numero di persone, nel mondo, che torna alle vecchie edizioni è mooolto più elevato di come lo era prima.

Perché la gente, che si era stuffato della 3.5, voleva qualcosa di nuovo, ANCHE nel feeling, e vedendo la 4ed, le loro speranze si sono infrante. E sono tornati indietro (ma c'è chi non conosceva la 2ed/1ed, tra loro!). Di tutti questi, ora, non ne ho visto uno "non contento". Saltano di gioia.

Non vorrei essere frainteso: il futuro è avanti, non dietro.

Uno che gioca ora alle vecchie edizioni è raro.

Come sarà raro chi giocherà in 3.5 tra qualche anno. Diciamo 3.

Ma forse, come disse Magnifico Sire, il passato comincerà a diventare sempre più importante.

Boh.

Comunque ho messo questo sotto spoiler perché è ininfluente alla discussione.

Non vorrei che fosse riassunto a questo, il mio post. Il mio post è quello di Nicto, ecco. :-D

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Nicto for president!

Eh eh, grEzie grEzie, troppo buono...

In quanto allo spoiler, ci mancherebbe altro e hai fatto bene a specificare... io per primo diffido di chi è d'accordo con me al cento per cento (e invito gli altri a fare altrettanto) :)

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Vorrei provare a rispondere alla DOMANDA cosa ci sta dietro alla 3.x edizione.

In generale credo quello che ci sta dietro ogni gioco di ruolo cioè fare un sistema di regole possibilmente semplici e chiare per interpretare degli eroi in un mondo fantasy in maniera divertente.

Nella teoria tutto semplice e chiaro.

Ma nel portare una teoria nella realtà bisogna fare delle scelte mirate:

la 3.x ha deciso che il divertente è principalmente il combattimento, quindi si è data da fare in quel senso, magari mettendo in secondo piano l'interpretazione.

In più dietro la 3.x (ma anche in ogni altro gioco moderno) c'è la necessità di vendere, quindi regole sparse in più libri=più libri venduti, alcune regole o talenti inventati al solo scopo di riempire i suddetti libri, ecc.

X quanto riguarda quello che a detto Monte direi che è naturale che un sistema sviluppato da molte persone e per i motivi di vendita si abbia una massa enorme di talenti, cdp ecc e il tutto non sia coerente ed equilibrato e ci saranno delle scelte migliori e altre peggiori.

Sul fatto che la wizard lo abbia fatto apposta mi sembra vero nella misura che non può fare altrimenti.

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Guest DeathFromAbove

Vorrei provare a rispondere alla DOMANDA cosa ci sta dietro alla 3.x edizione.

In generale credo quello che ci sta dietro ogni gioco di ruolo cioè fare un sistema di regole possibilmente semplici e chiare per interpretare degli eroi in un mondo fantasy in maniera divertente.

Nella teoria tutto semplice e chiaro.

Ma nel portare una teoria nella realtà bisogna fare delle scelte mirate:

la 3.x ha deciso che il divertente è principalmente il combattimento, quindi si è data da fare in quel senso, magari mettendo in secondo piano l'interpretazione.

In più dietro la 3.x (ma anche in ogni altro gioco moderno) c'è la necessità di vendere, quindi regole sparse in più libri=più libri venduti, alcune regole o talenti inventati al solo scopo di riempire i suddetti libri, ecc.

X quanto riguarda quello che a detto Monte direi che è naturale che un sistema sviluppato da molte persone e per i motivi di vendita si abbia una massa enorme di talenti, cdp ecc e il tutto non sia coerente ed equilibrato e ci saranno delle scelte migliori e altre peggiori.

Non solo disaccordo totalmente.

Ma penso che la WotC pagherà questa "via" di design.

L'impressione è che il mercato le stia scivolando dalle mani.

Come ho letto su molte recensioni sulla 4e (ma applicabili alla 3.x) il succo è che la "comunità" si aspetta un GdR.

Mi spiego meglio.

Un "sistema di regole" per il GdR.

La 3.x era un compromesso. Accettabile a molti. Ma non a tutti.

Sul fatto che la wizard lo abbia fatto apposta mi sembra vero nella misura che non può fare altrimenti.

La WotC può fare altrimenti.

E' che non ha "voglia" di fare altrimenti.

Creare un sistema di GdR richiede talento, voglia ed un ciclo produttivo più lungo.

Le regole vanno testate.

Il loro bilanciamento verificato.

I libri devono avere contenuti "seri".

La WotC ha industrializzato un hobby fatto di "passione e costanza".

Molto meglio, per la WotC, produrre decine di titoli pieni zeppi di talentucoli, facili a prodursi e di (in)dubbio (s)bilanciamento ed (in)utilità, che un qualsiasi "profano" di GdR può scrivere.

La cosa sorprendente è che la Wotc ha convinto il mercato che un sistema di GdR debba avere come base questi prodotti di bassissima qualità.

Non solo! Questi trilioni di talenti, che la gente può tranquillamente prodursi "in casa", vengono visti come una spesa (una spesa economica intendo) necessaria.

Concludo dicendo che la WotC aveva due strade da intraprendere, ed ha imboccato quella dell'industrializzazione dell'hobby del GdR.

A te, come a molti altri, sta bene così.

A me, come a molti altri, no.

:bye:

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COncordo con death e vorrei porre anche un piccolo spunto di riflessione.

Concludo dicendo che la WotC aveva due strade da intraprendere, ed ha imboccato quella dell'industrializzazione dell'hobby del GdR.

A te, come a molto altri, sta bene così.

A me, come a molti altri, no.

Questi ''molti altri'' non sono uguali.

Il molti altre di chi non ama la qualità di d&d, è brutto a dirsi ma concedetemelo, è un ''molti altri'' di qualità migliore.

E non è assolutamente perchè chi gioca a d&d è scemo, o cieco, o fesso...

Mai oserei dire una cosa simile, e manco la penso: ognuno gioca a ciò che vuole, e ciò che vuole è il gioco di qualità migliore per loro, è la mia filosofia.

E' di qualità maggiore perche QUEI ''molti altri'' sono generalmente (anzi, quasi totalmente) soggetti che PARTONO da d&d, per poi conoscere altri giochi, o semplicemente valutare il d&d in queste diverse edizioni.

Sono giocatori ''mediamente più preparati'': SANNO QUEL CHE HANNO, O CHE LASCIANO.

I ''molti altri'' di chi invece gradisce d&d è di qualità ''inferiore''.

E il perchè è semplice: tra questi ''molti altri'' va considerata la fetta ENORME costituita da chi non CONOSCE altri gdr, o chi APPROCCIA il gdr, dai novizi, che NON HANNO ALTERNATIVE se non d&d.

Ovvio quindi che a loro vada bene! Non c'è altro!

Se vuoi giocare di ruolo, giochi a d&d: d&d è il gdr, per loro.

Questo aspetto è DETERMINANTE rispetto al nostro discorso.

Tutto qui.

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Anche io sono pienamente d'accordo con death. Sono convinto che la "tattica" sempre più spinta della WoTC vada "bene", anche dal loro punto di vista, solo sul breve periodo.

Per lo meno qui da noi. E devo dire che spero che tutto ciò porti a un po' più di variabilità anche sul mercato GdR: non potrebbe far altro che bene.

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Io ho risposto semplicemente alla domanda cosa ci sta dietro a 3.x

ciò non significa che sono d'accordo con la wizzard, questo è un'altro discorso.

Sono convinto anch'io che il livello qualitativo sta andando sempre più al ribasso per motivi di mercato, che capisco, ma che non approvo.

Per me le varie versioni d&d sono sempre state una base da cui partire per elaborare un gioco personalizzato per il mio gusto e stile di gioco, e apprezzo la grande quantità di opzioni delle 3.x perchè ho un grande carniere da cui scegliere. Riguardo ad altri giochi di ruolo ci sarebbero mille cose da dire....

ma questo mi sembra che sia il forum del d&d e non dei giochi di ruolo in genere.

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Guest DeathFromAbove

Riguardo ad altri giochi di ruolo ci sarebbero mille cose da dire....

Hai un sito ed una comunità tutte orecchie... ;-)

Se vai nella sezione apposita puoi aprire un post su cui potrai esprimerti e ricevere risposte.

:bye:

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EDIT: ogni volta che nomino il gdr di D&D intendo l'edizione 3.x, la 4a IMHO è un videogioco

Dunque, credo (spero) di essere breve:

molti si lamentano che D&D non ha un sistema realistico di combattimento, altri hanno problemi ad interpretare alcune regole, qui si usa, qui no, questa spada non è umanamente possibile che tolga così poco, ma se cado da settordicimilatredueunozero metri non posso rimanere in vita, etc...

Secondo me il sistema non ha molte falle: nel creare un sistema giocabile da molti, in sostanza, cosa volevano quelli della Wizard? Un gioco in cui chiunque potesse sentirsi "eroe", e fare cose che nella vita reale non si sognerebbe di fare, imitando gli "eroi" dei suoi libri/fumetti/film/altro... Quindi non è possibile, secondo me, riuscire a distaccarsi più di tanto dal Power Play; in ogni gdr il sistema è studiato per consentire al pg quella marcia in più che lo faccia brillare nel momento di difficoltà, che non lo accomuni alla "massa dei mortali" (chiamiamoli così). C'è chi interpreta questo come una cosa negativa; secondo me nulla impedisce a un personaggio di giocarsi il suo pg facendo gdr e al contempo il power player, poichè alla fine è quello che un giocatore si aspetta: fare qualcosa di eroico (c'è chi si accontenta di fare un'avventura pseudo-reale, chi invece vuole che il suo pg sia un eroe sul piano materiale e oltre).

Credo che la pecca per il pg non è quindi "l'avere nove vite", ma sono alcune piccole "sviste" (chiamiamole così) nelle regole che possono creare situazioni difficilmente credibili (cadere per decine di metri e rimanere vivo, essere pugnalato nel sonno da qualcuno e sopravvivere perchè si supera un TS, etc...), che si possono aggiustare facilmente con qualche "visita" delle regole.

Ergo: se qualcuno è intento a giocarsi un sistema REALISTICO in cui il pg è un uomo vissuto nel medioevo storico, dove tutto è razionale (magari ci buttiamo in mezzo la magia, ma niente di più), dove per una ferita non disinfettata si muore, D&D non è il suo sistema. Al contrario, per le gesta eroiche ci si può liberamente buttare su D&D. A me personalmente non dispiace il Power Play, fa sentire tutti un po' "Achille", sono le regoline che ho citato sopra la spina nel fianco. Se condiamo il tutto con il Tome of Battle, per non far annoiare un guerriero in combattimento (destinato altrimenti al solito "carico, atk normale, atk completo, completo, etc..), una buona ambientazione e un minimo di interpretazione, D&D è un sistema che non può creare troppi problemi.

Spero, da blasfemo che sono nel campo, di non aver detto panzane :-(

;-)

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[...]

secondo me nulla impedisce a un personaggio di giocarsi il suo pg facendo gdr e al contempo il power player, poichè alla fine è quello che un giocatore si aspetta: fare qualcosa di eroico (c'è chi si accontenta di fare un'avventura pseudo-reale, chi invece vuole che il suo pg sia un eroe sul piano materiale e oltre).

[...]

No... per come lo vedo io o fai il powerplayer o giochi di ruolo. L'una esclude l'altra.

Il power player per me non è il pg 'eroico', perché non servono tremila talenti per fare l'eroe: ho visto gente in seconda edizione (lo so che stai parlando della terza, ma permettimi questo paragone...) usare LA TESTA mentre giocava, riuscendo a compiere gesta impensabili per uno della sua classe.

E' tutta una questione di inventiva.

Il power player invece non ha nulla di eroico... al pp non gliene può fregar di meno di sentirsi 'eroe', per lui conta solo l'accumulo: accumulo di poteri, livelli, talenti, oggetti magici... il resto, interpretazione inclusa, passa in secondo piano.

C'è chi pensa in egual misura alle statistiche e al lato interpretativo, certo, senza esagerare però... quelli non li considero power players.

Il pp IMHO è colui che estremizza il concetto dell'accumulo che di base ogni giocatore possiede.

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Prmetto che non ho ancora letto tutto e rispondo solo al primo post

riguardanti il sistema di gioco sbilanciato, che spinge al combattimento..

IMHO il fatto che il sistema sia sbilanciato è un male, che spinga al combattimento no, è il suo obiettivo e non ci vedo nulla di male. Solo che non si può negare che la 3° spinga al combattimento, lo fa e non è un male, ma lo fa

Tanti di voi dicono che D&D3 porta verso il power play. Per i talenti dite

Assolutamente no, i talenti sono un ottima cosa, il problema è il bilanciamento generale del sistema, ovvero che cercando combinazioni pensate si ottenga un pg molto più forte di uno che preferisce interpretare e prende talenti adatti al suo pg e non alla build. Ma dico talenti perchè sono la prima cosa che mi viene in mente. Cdp e multiclassamenti vari e tutto il resto. Io sono dell'idea che i pg debbano essere più o meno dello stesso livello di potenza, un po' meno chi si dedica principalmente allo sviluppo interpretativo ma che siano sullo stesso piano. Ma anche senza andare in multiclassamenti e talenti vari, un mago di alto livello fa tutto meglio di tutti a parte curare e non mi piace

Riguardo poi al discorso combo talenti = power play.. io sono un informatico, posso riconoscere un problema complesso quando lo vedo. Quello di "provare tutte le possibili combo di classi-razze-talenti-armi-ecc" per trovare ed eliminare ogni possibile combinazione che conduca al pp è un problema appartenente ad una categoria alla quale nessuno, e dico nessuno, è riuscito a trovare una soluzione in tempo ottimo (e parlo di far risolvere il tutto ad un calcolatore). Quindi come pensate che lo possano fare gli sviluppatori? è inevitabile, in un sistema che presenta un immenso numero di possibili progressioni come quello di D&D3, che vi siano molte possibili combinazioni power play. INEVITABILE.

Vero, ma c'è anche da dire che il sistema stesso è pensato per favorire le combinazioni e dare ottimi risultati se vengono fatte bene. Io preferisco un sistema bilanciato

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Il gdr altro non è che la codifica del vecchio concetto (e gioco) a me tanto caro del "facciamo che tu sei la principessa ed io il guerriero che viene a salvarla". Che poi ci sia cyberpunk, vampiri, D&D non importa. Cambia l'epoca, cambia l'ambientazione e le regole di codifica, ma siamo sempre là. Dare un regolamento al concetto "facciamo finta che..."

Per il discorso regole e talenti io faccio parte di coloro che dice. Se VUOI caratterizzare un personaggio, anche in 3.X lo puoi fare. Se VUOI. Grazie ad elhonna, quando costruiamo un personaggio, nessuno ci obbliga a prendere "talento di distruzione di massa" al posto di "diligente" ad esempio. Il sistema vi obbliga? :lol: Per favore.

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No... per come lo vedo io o fai il powerplayer o giochi di ruolo. L'una esclude l'altra.

Il power player per me non è il pg 'eroico', perché non servono tremila talenti per fare l'eroe: ho visto gente in seconda edizione (lo so che stai parlando della terza, ma permettimi questo paragone...) usare LA TESTA mentre giocava, riuscendo a compiere gesta impensabili per uno della sua classe.

E' tutta una questione di inventiva.

Il power player invece non ha nulla di eroico... al pp non gliene può fregar di meno di sentirsi 'eroe', per lui conta solo l'accumulo: accumulo di poteri, livelli, talenti, oggetti magici... il resto, interpretazione inclusa, passa in secondo piano.

C'è chi pensa in egual misura alle statistiche e al lato interpretativo, certo, senza esagerare però... quelli non li considero power players.

Il pp IMHO è colui che estremizza il concetto dell'accumulo che di base ogni giocatore possiede.

Allora abbiamo due definizioni differenti di Power Player; se non sbaglio, dall'inglese si traduce "Giocatore Potente", e non mi pare ci sia nessuna clausola che impedisce a un "potente" di giocare di ruolo. ;-)

Al massimo mi dirai che SPESSO chi è PP, NON gioca di RUOLO, ma non facciamo di tutta l'erba un fascio

:bye:

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Se VUOI caratterizzare un personaggio, anche in 3.X lo puoi fare. Se VUOI. Grazie ad elhonna, quando costruiamo un personaggio, nessuno ci obbliga a prendere "talento di distruzione di massa" al posto di "diligente" ad esempio. Il sistema vi obbliga? Per favore.

Non mi sembra che nessuno abbia parlato di obblighi...

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