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Il libro che non scriverò mai

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Buongiorno a tutti,

a me piacciono gli atlanti e le ambientazioni. Mi piace sia leggerli sia scriverli. I romanzi, invece, mi interessano poco: leggo molto più volentieri saggi e libri di storia. Le trame troppo costruite o artificiose raramente riescono ad appassionarmi.

Purtroppo il mercato editoriale sembra chiedere soprattutto quel tipo di narrativa. Un po' mi dispiace pensare che, quando non ci sarò più, tutto quello che ho scritto finirà rapidamente nell'oblio cosmico.

Uno dei miei sogni sarebbe scrivere un libro intitolato I Pianeti Invisibili, un omaggio alle Città invisibili di Calvino, ma dedicato ai pianeti. Immagino, ad esempio, il pianeta illuminato da una stella giallo-bianca, con piante azzurre; quello con due soli; quello in rotazione sincrona attorno a una stella rossa, con un emisfero perennemente rivolto verso il sole; quello segnato dalla senescenza geologica perché orbita attorno a una stella di tipo K, dal lunghissimo ciclo vitale; oppure un pianeta la cui terra emersa è stata conquistata, in epoche diverse, da forme di vita differenti, dando origine a una flora e a una fauna davvero peculiari.

Sono però anche consapevole che questo genere di idee interessa soprattutto a me. Inoltre, pur avendo seguito tutti i corsi gratuiti di scrittura creativa e sceneggiatura che sono riuscito a trovare su YouTube, credo di non essere portato per la prosa. Anzi, direi quasi di avere un talento naturale... al contrario, se così si può dire.

E niente, mi faceva piacere condividere questo pensiero con voi.

P.S. Sono anche disgrafico, dislessico e discalculico, quindi impiego davvero tantissimo tempo per correggere ed editare i miei testi. Se ogni tanto mi sfugge qualche errore, abbiate un po' di pazienza.

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  • Sappi che ti capisco benissimo: nel corso degli anni ho fatto un corso (all'acqua di rose) di scrittura creativa dal vivo, ne ho seguito uno on-line, ho cercato e scaricato un sacco di consigli da sit

  • per chi gioca di ruolo, c'è spesso in giro il pallino di scrivere 😉 e credo che non dovresti crucciarti troppo. scrivi soprattutto per te stesso, condividi senza ricorreggere troppo (tanto la perfezio

  • Hero81
    Hero81

    anche io ho cominciato molte volte ma non ho mai finito nulla (di leggibile)!

Sappi che ti capisco benissimo: nel corso degli anni ho fatto un corso (all'acqua di rose) di scrittura creativa dal vivo, ne ho seguito uno on-line, ho cercato e scaricato un sacco di consigli da siti vari su come scrivere libri... e, pur avendo un sacco di idee in testa, ancora non sono riuscito a scrivere un solo libro, perchè non riesco in nessun modo ad ordinare le mie idee in modo coerente e a metterle su carta in un modo che mi piaccia! 😭

per chi gioca di ruolo, c'è spesso in giro il pallino di scrivere 😉

e credo che non dovresti crucciarti troppo. scrivi soprattutto per te stesso, condividi senza ricorreggere troppo (tanto la perfezione non esiste). Saranno poi gli altri a leggere e a stabilire se quello che hai scritto sia valido o meno. Spesso siamo proprio noi stessi ad essere il nostro peggior critico ... 😉

anche io ho cominciato molte volte ma non ho mai finito nulla (di leggibile)!

Ricordo che seguivo un blog: gamberi fantasy. Non mi pare esista più. Parlava di 'show don't tell'. Un'impostazione di cui condivido la premessa: bisogna, nelle descrizioni, minimizzare l'energia necessaria al cervello per evocare l'immagine mentale di quanto si descrive. Non condivido tuttavia la conclusione: io faccio un uso MASSICCIO di aggettivi. Se voglio dare l'idea di un nerd magro e occhialuto userò gli aggettivi 'magro' e 'occhialuto'.... non cercherò, come prescritto, di fare in modo che il lettore inferisca queste informazioni dall'interazione tra il nerd e l'ambiente.... prospettiva folle: spreco di energie intellettuali per un risultato sempre deludente.

Modificato da Hero81

  • Autore

Ho concluso con successo le elementari, le medie, il liceo e l'università. Avevo i problemi che avevo: dislessico, disgrafico e discalculico.

La mia impressione è che la scuola italiana non sia particolarmente benevola nei confronti della prosa narrativa. Mi è sempre sembrato che venga attribuita molta più dignità alla saggistica e alla poesia, considerate forme espressive più "alte" e, in certi contesti, persino più rigorose. Infatti sulla prosa e le sue tecniche sono ignorante, so un po' i generi, cosa li caratterizza, quando sono nati, morti, reuscitati ma ne so più sulla morfologia della poesia e sulle figure retoriche che non sull'arco di evoluzione del personaggio, il difetto fatale, la scrittura trasparente, gli antagonisti, il tema delle opere che ho imparato per lo più on line.

Con la poesia, però, non sono mai stato portato. Contare sillabe, cesure e metri non è mai stato il mio forte. Alla fine ci sono riuscito perché dovevo superare le verifiche, ma non è mai diventato qualcosa che mi appassionasse. Così mi sono avvicinato di più alla saggistica. Solo che, invece di descrivere persone, monumenti o libri realmente esistenti, mi diverte descrivere cose che non esistono.

Avevo anche una bravissima professoressa di Fisica e Matematica, che mi ha trasmesso la passione per l'astronomia.

Se devo scrivere un racconto o un brano di prosa, il risultato raramente mi soddisfa. Se invece devo costruire un atlante, un'ambientazione o una descrizione sistematica di un mondo immaginario, mi trovo molto più a mio agio e, non di rado, quello che produco funziona anche in gioco.

Il mio metodo non è cercare di definire tutto fin dall'inizio. Preferisco costruire una buona "schedografia", stabilire delle premesse solide e poi aggiungere dettagli nel tempo, facendo sempre attenzione a non contraddire ciò che è già stato stabilito.

Per esempio, immaginiamo un mondo in cui gli alberi sono blu e nel cielo ci sono due lune. Il pianeta è illuminato da una stella di classe F, giallo-bianca. La presenza di due lune modifica i ritmi biologici, favorendo predatori diurni e crepuscolari e influenzando le strategie di mimetismo visivo. Gli uccelli, ad esempio, potrebbero essere blu, e un albero apparentemente secco potrebbe sembrare ancora ricco di foglie semplicemente perché è ricoperto di uccelli.

Da lì si continua a sviluppare il mondo. Se la stella di classe F ha una vita più breve del Sole, allora la vita potrebbe essersi evoluta molto prima oppure essere stata introdotta artificialmente da coloni provenienti da un altro sistema. Magari esiste ancora una nave madre, dotata di vasche di clonazione e matrici geniche, che continua a guidare l'evoluzione della biosfera del pianeta. Forse alcune culture, soprattutto quelle guidate da figure femminili, la venerano come una divinità. In un contesto simile, il creazionismo sarebbe un fatto scientificamente dimostrabile e la paleoastronautica una verità storica, non un'ipotesi.

Mi piace lavorare così: non aggiungo elementi che contraddicano lo schema di partenza, ma torno più volte sullo stesso mondo, approfondendolo quando mi viene un'idea. Senza fretta. I miei lavori migliori sono nati proprio da anni di stratificazioni successive.

Purtroppo, nel 2012 e poi di nuovo nel 2018, ho perso tutti i dati delle mie vecchie ambientazioni. Mi è dispiaciuto molto, ma in fondo penso che, se un giorno deciderò di rifarle, probabilmente verranno persino meglio.

Se preferisci, posso anche renderlo più colloquiale e "da forum", con un tono meno formale e più vicino a una conversazione tra appassionati di GdR.

EDIT: Le piante del pianeta col sole chiaro sono blu perché come pigmento fotosintetico usano l'antocianina al posto della clorofilla.

Modificato da Edmund

Questa volta però ce la faccio. Il libro game lo finisco. Cascasse il mondo lo finisco. Mi faccio aiutare da Sol, da Claude, dai power ranger, dai super human samurai ma DEVO finirlo.

  • Autore
10 minuti fa, Hero81 ha scritto:

Ricordo che seguivo un blog: gamberi fantasy. Non mi pare esista più. Parlava di 'show dont tell'. Un'impostazione di cui condivido la premessa: bisogna, nelle descrizioni, minimizzare l'energia necessaria al cervello per evocare l'immagine mentale di quanto si descrive. Non condivido tuttavia la conclusione: io faccio un uso MASSICCIO di aggettivi. Se voglio dare l'ide adi un nerd magro e occhialuto userò gli aggettivi 'magro' e 'occhialuto'.... non cercherò, come prescritto, di fare in modo che il lettore inferisca queste informazioni dall'interazione tra il nerd e l'ambiente.... prospettiva folle: spreco di energie intellettuali per un risultato sempre deludente.

Io per formazione, saggistica, scelgo molto bene gli aggettivi e li uso con proprietà ma poi preferisco ripeterli piuttosto che usare una variatio più elegante. Mi piace molto inventare dei neologismi per le cose che so che, tanto, leggerò solo io. Il mio problema è che non riesco a liberarmi dagli aggettivi, poi mi piace parlare con un registro "medio" non alto, non basso, diciamo divulgativo. Di fatti sono l'antiprosatore definitivo.

Modificato da Edmund

Retorica atticista invece che asiana: degno dei grandi.

  • Autore

A me piacevano i racconti dell'orrore di E.T.A. Hoffmann per il gran numero di aggettivi, tutti scelti con proprietà, e i lunghi elenchi che scriveva De Foe, oggi è tutta roba inguardabile, poi mi faceva anche molto ridere Jhonatan Swift anche, e soprattutto, quando prendeva la tangente si dimenticava la storia e finiva il racconto con una interminabile invettiva, era l'antenato di quelli che scrivono oggi i mega rant su internet.

Per finire le cose il trucco fondamentale e fare bene la bozza e andare avanti cercando di contraddirsi il meno possibile (idealmente mai).

Modificato da Edmund

è giusto: io stabilisco dei principi primi e tutto discende da quelli.

Ecco i tre principi su cui mi voglio basare:

1. Niente riletture. giochi in cui si rilegge lo stesso paragrafo sono i MUD o le avventure testuali ma NON i libri game. spezza l'immersione e maneggiare keyword la spezza ancora di più rendendo l'esperienza simile ad un esercizio di contabilità. Niente riletture. Se proprio bisogna ripassare dallo stesso nodo il suo testo DEVE cambiare. Questo implica che il numero massimo possibile di passaggi dallo stesso nodo deve essere finito.

2. Scelte sempre disponibili. Non mi piacciono meccaniche come 'se i punti furia superano X tutte le opzioni diplomatiche diventano indisponibili'. Se scrivo qualcosa è per usarlo: non voglio inibire intere sottosezioni in nome delle meccaniche.

3. Invogliare a rigiocare: uno magari gioca e pensa 'però questo villaggio e i suoi abitanti sono sospetti. mi fermerei a investigare ma è troppo rischioso. me li lascio alle spalle addentrandomi nella foresta'. finisce il libro ma la curiosità gli resta e allora.... rigioca con un PG diverso! La storia è diversa ma alcuni PNG e luoghi possono essere condivisi.

Modificato da Hero81

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